Periodo infernale, questo, per vari impegni che si sovrappongono; tra questi, giusto due giorni fa, il corso pratico di pronto soccorso, tenuto da un ottimo dirigente del 118 di Parma (che ringrazio davvero per la competenza e disponibilità).
Non che avessi bisogno di quel corso per ricordare che si avvicinava questa funesta ricorrenza, ma la quasi coincidenza mi ha fatto tornare alla memoria tutte le volte in cui ci siamo confrontati su questioni mediche che ti vedevano come mio autorevolissimo punto di riferimento.
Caro Federico, sono due anni: è vero che il tempo lenisce, il dolore è via via scemato, anche grazie al sostegno di un altro caro amico, l’ottimo Stefano Muratori (detto Stefanino), ma non si è sbiadita la memoria.
Né è venuta meno l’eredità, quel che ho imparato e condiviso nei tanti momenti in cui ci siamo visti ed abbiamo affrontato tutte le questioni che ci stavano a cuore in quei momenti.
Da buon egoista avrei voluto molto più tempo ed occasioni per condividere e progettare momenti ed esperienze nuove; per tantissimi motivi non è stato possibile ma non serve rimpiangere, il passato è passato.
L’importante è coltivare, mantenere in vita ed avere cura di quel che si è ricevuto ed io ho ricevuto tanto e di questo continuo ad esserti grato ogni giorno, rammentandoti nelle mie povere preghiere.
Ogni sera, ricordandoti assieme ad altre persone che ho amato e stimato, due a mero titolo esempio, il professor Maurizio Malaguti e don Pier Alberto Sancisi, di venerata memoria, mantengo vivo il senso di gratitudine che debbo a ciascuno, credo che anche questo rientri nella cosiddetta comunione dei santi.
Mi manchi, caro Federico, anche se non sei assente.


Parma, 12 novembre 2021 memoria di an Giosafat Kuncewycz Vescovo e martire, di San Diego di Alcalà, religioso e dei Santi Benedetto, Giovanni, Matteo, Isacco e Cristiano Monaci, protomartiri della Polonia