Stamattina sveglia di buon ora, colazione e … la rotta; a Parma così si definisce lo spostamento della neve dai cortili: fare la rotta.

Non mi era mai toccata questa incombenza, non avendo vissuto a Parma in tempi recenti.

Sotto l’occhio dirigista di mia madre, mai contenta di quel che faccio com’è sua consuetudine, ho spalato tanta neve, caduta stanotte; il centimetro diceva, cui se ne sono aggiunti alcuni altri mentre spalavo visto che scendevano volteggiando dei lenzuolini bianchi che, senza posa, tornavano a ricoprire dove poc’anzi avevo faticosamente spalato. Un vicino di casa bloccato con l’auto mi chiede anche un aiuto che non gli nego anche se mi sembra un autista della domenica.

Non sono riuscito a togliere tutta la neve che avrei dovuto ma pressanti impegni mi chiamavano in città, non prima, comunque, di avere spostato un bel po’ di metri cubi di pesante neve.

L’atmosfera era, per poco tempo purtroppo, ovattata, silenziosa in modo quasi irreale; la neve spostata aveva riflessi azzurri e le fenditure o le sovrapposizioni delle varie badilate creavano delle piccole caverne di questi riflessi, come scrigni destinati a custodire e insieme svelare preziosi gioielli. Un bellissimo spettacolo, anche se mi ha lasciato con le mani piagate di vesciche.

Prendo poi l’auto e mi dirigo alla meta: ho percorso viale Piacenza (anche nelle strade precedenti, ma erano meno  importanti) ballonzolando, con l’auto che se ne andava qua e là, sbalzata tra una crosta di ghiaccio e l’altra.

Verso le 11.30 mi sono trovato a transitare in viale Gramsci (di fronte all’Ospedale Maggiore) e la situazione era, se non identica peggiore.

Mi sono sentito un audace esploratore, di quelli che vanno percorrendo fiumi impetuosi, cascate fragorose, flutti roboanti; l’auto sobbalzava, squassata a destra e a manca dai lastroni di ghiaccio che rendevano impervio e avventuroso il procede.

Mi sembrava di essere più ardito di D’Annunzio e più agile di Indiana Jones un’esperienza da non dimenticare e per di più gratis.

Ho pensato chi avessi dovuto ringraziare per cotal divertimento e mi si è presentato il volto cortese del sindaco della mia città, ho pensato al dott. Federico Pizzarotti, ho pensato brevemente ma intensamente che la gratitudine per questa ebbrezza andava ricompensata e mi sono promesso che alle prossime elezioni me lo rammenterò: sin da ora il mio voto andrà al… suo antagonista.

Chiusa la parentesi diletto, vengo al dovere: la nevicata non ha risparmiato nessun paese della provincia, mettendo tutti equanimemente e democraticamente KO. Io ho passato metà pomeriggio a sconfinare nella provincia e comune attigui per dare una mano a far ripartire i troppi camion bloccati dal ghiaccio.

Pochissimi quelli muniti di catene, ancor meno quelli con spirito di iniziativa e voglia di risolvere le difficoltà; possibile che gente che lavora 365 giorni all’anno non abbia l’accortezza di portarsi sul camion un paio di catene, un badile, insomma qualche strumento che potrebbe venirgli utili in caso di imprevisti? Evidentemente possibile e frequentemente purtroppo. Se non tutti, molti però, si lamentavano del governo (facendo bene: nevica, governo ladro!) o dei governanti locali o dei politici in generale, che ne fosse stato uno che avesse riconosciuto la propria insipienza.

Curiose anche le telefonate di richiesta ricevute e specchio dei tempi: tutti si lamentavano, ovviamente, di questo e di quello, molti avanzavano richieste anzi pretese con la solita, insopportabile tiritera del “io pago le tasse”.

Un esempio di lamentela su tutti: “è passato la spartineve e mi ha buttato la neve davanti al cancello che io avevo poco prima liberato”.

Un esempio di pretesa: “il comune deve venire a pulire la tal via”, peccato che la via sia privata e quindi spetti ai privati tenersela pulita.

Tutti vogliono e pretendono e, nell’attesa di fermano a lamentarsi: il comune, lo stato, il governo diventano coloro che devono prendersi cura di ogni singola esigenza del cittadino; una pala, uno squillo al vicino e … ci si può dare una mano, risolvere problemi semplici e ristabilire un minimo di civiltà e convivenza.

Un totale imbecille, alle 19.00, per andarsi a prendere un paio di sci ha pensato di parcheggiare la propria auto quasi in mezzo ad una strada di importante scorrimento, rischiando di bloccare decine di auto e autoarticolati; nella stragran parte dei casi non si tratta di violazioni del codice della strada ma di inciviltà  ed ottuso egoismo.

L’Italia è in crisi anche per questi atteggiamenti da viziati pidocchi rifatti come si usa dire (significa arricchiti).