L’appuntamento a Riccione, grazie al SULPL, mi mancava; l’ultima volta c’ero stato un paio di anni fa, condividendo la camera col rimpianto collega e amico Alfuccio che, nel frattempo, se n’è andato in quel di Bari.

locandinaQuest’anno mi è stato chiesto di fornire un contributo, che è stato dedicato all’ultima normativa Covid 19, il DL 172/2021: la preparazione di questo intervento mi è costata molto (e temo con esiti alquanto scarsi) per via di una serie di vicissitudini che mi avevano  stancato e intristito.

Insomma un periodo pessimo, poi è arrivata la partenza, con prima destinazione Cesena dove ho trascorso la serata e la notte con il caro Agostino: ho dormito per la prima volta nella sua nuova casa, ospitato con la squisita cortesia che lo contraddistingue da quando lo conosco (e sono decenni) ma non prima di avere gustato una buona (anche se non economica) pizza in un locale della zona.

Mattina successiva, sotto una triste pioggia autunnale, sono ripartito con destinazione Riccione, Hotel Mediterraneo ma, anche qui, con tappa intermedia in via Coletti, presso la pasticceria Rinaldini, luogo di memorie affettive risalenti agli anni del servizio riminese.

Il pranzo, in quel di Riccione, scorre veloce in compagnia, tra gli altri, di un altro collega (ormai pensionato, beato lui) ed amico, il mitico pilastro portante della città di Ravenna (città risaputamente tra le mie predilette) Sergio Menegatti.

Ed eccoci al momento fatidico dell’incontro: grande successo di pubblico visto che la sala era effettivamente piena, di sedie, come mai avrei sperato.

Introdotto dalla fantastica Rossella Relandini e con un pubblico da far tremare le vene e i polsi, Tostatino, Elisa Fancinelli e Maurizio Marchi, l’incontro è finalmente scivolato via senza patemi (scherzo).

Passando al giorno successivo, presenziato a due incontri decisamente interessanti e stimolanti (con l’ottimo Maurizio tra i protagonisti), eccomi pronto per la cena, in esterni, come da tradizione.

Anche questo evento è stato memorabile e mi spiego: innanzitutto devo ringraziare Umberto (Farina), l’organizzatore delegato e compagno di lavoro per tanti anni (da cui ho imparato tutto quel che so fare) e la grandissima Teresa, titolare del ristorante pizzeria del Toro, in quel di Miramare.

Quando capito a Rimini il punto di incontro è sempre quello perché mi trovo come a casa tanto è famigliare e cordiale l’accoglienza di Teresa e tutto il suo staff, per non parlare dei manicaretti che stupiscono il mio palato ogni volta.

In questo ambiente così favorevole ci siamo trovati in compagnia con la mitica compagna di lavoro (e risate) Roberta, la “nuova” collega Francesca (altra ragazza deliziosa), quel gran pezzo di sindacalista riminese di Davide Zavatta, il politico di maggior peso di Rimini, il grande Stefano Brunori di cui ho sostenuto la campagna elettorale (con lusinghieri risultati visto che oltre all’elezione si è già attirato l’ostilità di tutta la granitica maggioranza consigliare), con l'”ingresso” di due nuovi commensali, Ivano col quale ho condiviso il mio primo concorso (da incosciente nel mio caso) da Comandante in quel di Verucchio (che vinse, meritatamente, lui) ai tempi in cui ero agente stagionale a Livigno.

Collega verso il quale nutro una grande stima.

Poi l’immancabile Stefanino (che mi sta trascurando vergognosamente) e la sorpresa della serata, il buon Nicola Villa, conosciuto solo telefonicamente, fino all’altra sera.

Avevo apprezzato disponibilità, cortesia e competenza (ed un pizzico di cocciutaggine) via etere, tutte qualità che ho ritrovato dal vivo e che lo rendono senza ombra di dubbio uno dei miei riferimenti riminesi (che  tradotto in italiano corrente significa che vorrei diventasse un caro amico).

Serata davvero splendida, nonostante l’assenza (sempre giustificata ma non meno fonte di dispiacere) di alcuni amici, impegnati su altri fronti: a ciascuno di loro un saluto e l’augurio di vederli alla prossima occasione.

Tornato in albergo oltre mezzanotte e dormito il giusto (fino alle 6:30), eccoci al gran finale.

Nonostante i tentativi reiterati di evitarlo, sono stato destinatario (del tutto immeritato e non lo dico per falsa modestia) di ben due premiazioni.

Ma con ordine: la cerimonia, con tanto di bandiera e picchetto d’onore che mi ha fatto sentire leggermente in imbarazzo (sono anni ormai che rifuggo da cerimonie pubbliche), ha visto la premiazione di tanti e veramente meritevoli colleghi di ogni parte della penisola, che hanno compiuto gesti davvero notevoli quando non eroici.

Ad un certo punto, poi, sono stato chiamato per ricevere una pergamena di ringraziamento (anche se sono io quello che deve ringraziare), dalle mani di una onorevole del partito 5stelle (cosa di cui non sono particolarmente orgoglioso vista la mia conclamata mancanza di simpatia verso quella zona politica).

Trascorse alcune decine di minuti a salutare colleghi di varie città, poco prima di andarmene, sento chiamare ancora il mio nome; mi sono ricomposto in fretta e furia e  diretto al palco dove mi è stata consegnata una seconda “onorificenza”, ancor più immeritata della prima ma che, come la pergamena, conserverò gelosamente.

Sono davvero grato a chi ha pensato ad un gesto così cortese, GRAZIE!

Chiudo con un particolare ringraziamento ad Elisa Fancinelli, Rossella Relandini, Luca Falcitano, Lorenzo Cristofaro che sono stati davvero angeli custodi; aggiungo i ringraziamenti a Mario Assirelli, Miriam Palumbo e tutti gli altri organizzatori che hanno permesso un evento così piacevole ed un saluto a tutti i colleghi che ho avuto modo di incontrare e conoscere.

Due giorni davvero piacevolissimi, come non ricordavo da tempo e che hanno avuto repentina fine col ritorno: già a partire dal viaggio sono ricomparsi problemi e difficoltà di vario tipo; pazienza, così è la vita.

Dedico due righe extra al buon Luca Falcitano: una persona mi ha chiesto se goda della mia fiducia.

Gli ho risposto che siamo stati colleghi, tempo fa, poi un po’ persi vista, quindi, per le vicissitudini sindacali di questi ultimi tempi, ho avuto modo di frequentarlo più spesso ed apprezzarlo.

Oggi mi sento, e così ho risposto, di dargli fiducia e di considerarlo anche un amico (nonostante al convegno a Riccione non abbia portato a buon fine nessuna delle mie richieste personali di cui gli avevo dato formale incarico, lavativo!)

Si torna alla quotidianità.

Una postilla; se come sembra, mai come oggi siamo vicini alla riforma della legge quadro sulla polizia locale (anche se personalmente non credo arriverà in porto), propongo di aggiungere una postilla (ma con un decreto successivo, non andiamo a rallentarne il passo in parlamento) ovvero la sottoposizione della polizia locale alla giurisdizione dell’Ordinario Militare.

Al di là della boutade, queste cerimonie risvegliano la mia parte clericale, sopita ma mai scemata del tutto ed il desiderio di arrivare, un giorno, ad una solenne celebrazione, come già una ci fu anni e anni fa, anche se non solenne come intendo io, presso la basilica romana di san Sebastiano fuori le mura.

In quel caso potrei decidere di parteciparvi e potrei arrivare pure a candidarmi come turiferario.

Ma basta concessioni al lato oscuro del ritualismo.

Riccione e Parma, festa di san Bernardo degli Uberti