Buona Pasqua nell’anno del Signore 2026

Era il 20 marzo e mi trovavo al cimitero della Villetta a riaprire il loculo che custodisce le ceneri di mia madre: sua sorella, la mia zia eponima stava andando ad occupare il secondo posto libero, in quell’angusto spazio in un angolo di cimitero dove di certo non brilla la bellezza dei manufatti o delle architetture.
In quel momento ho rivisto l’urna che io stesso avevo deposto un anno fa, perfettamente conservata, ho visto l’operaio porvi quella della zia e rimettere i mattoni a chiudere quel luogo, in attesa di riposizionare la lapide: non verrà più riaperta fino al momento del mio decesso.

In quel posto freddo c’erano in poco spazio le ceneri delle due donne più importanti della mia vita: oggi, invece, la chiesa festeggia la solennità di Pasqua, la Pasqua di Resurrezione.

In questo periodo mi sono chiesto quanto vi sia nel mio pensiero di nevrosi religiosa e quanto di fede, cioè fiducia, affidamento in quell’uomo che è stato rinchiuso in un sepolcro 2026 anni fa.

Il suo pensiero, raccolto nei vangeli è lì a offrire sostegno, aiuto, pietra angolare su cui costruire; è un’offerta a portata di mano di chiunque voglia approfittarsene.

A portata anche della mia mano.

Buona Pasqua a ciascuno di coloro che, allungando la mano, saranno miei sodali nel non sprecare quanto ricevuto.

Parma, 5 aprile 2026 Solennità della Santa Pasqua di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

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