Cielo coperto, a inizio di una giornata particolare, con attacco di allergia per gradire; appuntamento alle 8.00 nella nuova sede in ospedale, la prima volta dopo il trasloco del reparto. Tutto è andato ottimamente, sintetizziamola così, con tanto di colazione al bar con cappuccio e cannoncino io e doppio cannoncino e latte macchiato mia mamma.

In giardino un giglio sta sbocciando, quelli bianchi e rossi lo hanno fatto da tempo, alcuni cactus hanno aperto i loro effimeri fiori stamattina, ma sono in attesa di qualche evento meraviglioso.

Come in Shakespeare i grandi fatti umani comportano sempre un corollario si straordinarietà anche nella natura, vedi uno per tutti il Giulio Cesare:

“Cesare, non ho mai fatto gran conto/ dei presagi, ma ora mi spaventano./ C’è uno qui, di casa, che racconta,/ oltre a quello che abbiamo visto e udito/ noi stessi, di visioni spaventose/ che sono apparse agli uomini di guardia:/ d’una leonessa vista partorire/ per la strada; di tombe spalancate/ ch’hanno sputato fuori i loro morti;/ di fiammeggianti larve di guerrieri/ combattenti furiosi tra le nuvole/ a schiere ed a squadroni, come in guerra,/ ed il sangue sprizzar sul Campidoglio,/ e l’aria rimbombar d’un cozzar d’armi/ e del nitrire di cavalli in corsa,/ e gemiti di moribondi, e spettri/ aggirantisi urlanti per le strade…/ Ah, queste cose, Cesare,/ sono al di là d’ogni umana esperienza,/ e mi fanno paura.”

e continua

“Non si vedono comete/ quando muoiono poveri mendichi;/ i cieli stessi annunciano col fuoco/ la morte dei potenti.”

Bene, nel mio caso quale evento umano potrebbe giustificare una tale preoccupazione? Semplice: ieri pomeriggio ho lavato l’auto, un comportamento che è contrario ai dettami della mie religione e che, normalmente, compio perlomeno sotto tortura e con periodicità tendente all’infinito, dal che mi aspetto inconsuete novità.

Resta, comunque, che anche stavolta interrompo, purtroppo, la ormai non più consuetudine di partirmene per l’estero, comportamento che amo molto ma che manifesta ancora una volta anche il mio radicatissimo spirito antisociale.

Misera consolazione ma almeno non sono al lavoro anche perchè il pomeriggio sarà dedicato alla mia salute, con visita urologica di controllo, visto che l’età avanza.

La visita è andata come speravo, l’esito è positivo anche se prima o poi dovrò metterci mano, anzi i ferri, del chirurgo, ma vediamo di rimandare quanto possibile.

Un amico che era rimasto privo di patente oggi ha sostenuto la visita di revisione e l’ha riavuta, insomma tutto è bene quel che finisce bene.

Nella tranquillità di una comune giornata particolare, ancora una volta incipit… vita nova (?)

Chiudo citando il post di oggi di Giacomo Contri:

“Non parlare di soddisfazione – o insoddisfazione – se non è soddisfacente.

Ripeto che i poveri non sono anzitutto coloro che non hanno soldi, ma che non hanno partner.”

Sulla povertà ho ancora molto da lavorare.

Parma, 22 giugno 2018 memoria dei santi Thomas More, John Fischer martiri e del beato Innocenzo V papa