San SebastianoOspite a pranzo dalla vecchia super Dadà, con Gabriele e Silvia.

Tutta la tavola è apparecchiata coi toni del verde; il pranzo sarà della stessa tonalità, la padrona di casa indossa abito e trucco del medesimo colore.

Il verde è un colore che apprezzo moltissimo.

Il pranzo è ottimo, con antipasto di jamon serrano (me gusta, me gusta, me gusta), farro con pesto alla genovese e pomodorini, vitello tonnato, patate condite con erbe e dolcetti di gelato.

Servito e riverito.

Conversazione tranquilla, piacevole, in un clima di grande rilassatezza.

Ringrazio davvero di cuore la mia stagionatissima (per la durata dell’amicizia) ospite e gli amici di Fidenza.

Gabriele, in particolare, riesce, senza manco volerlo, a trasformare ogni incontro in un’occasione.

Un po’ di angoscia pensando a quanto sono inadeguato al suo confronto, poi subentra l’interesse per quel che dice e mai me ne sono allontanato senza averci guadagnato un’idea, un consiglio, una riflessione.

A parte le discussioni politiche, sempre divertentissime visto che la povera Dadà è un’ottima vittima sacrificale, oggi me ne sono tornato con alcuni consigli di lettura (andati a vuoto per la mancanza dei volumi nella libreria della coop, sigh): di Matteo Nucci: “Il toro non sbaglia mai” e “Le lacrime degli eroi”, di Alessandro Forlani  “La zona franca” sul rapimento Moro.

Consiglio cinematografico: “I colori della passione”.

Andati a rinfrescarci sul balcone, mentre Silvia tentava faticosamente di sopravvivere al cedimento strutturale della panca in vimini su cui era seduta (che si è sfasciata rovinosamente ed improvvisamente), Gabriele mi accennava alla sue ultime riflessioni ed al parallelo tra i Salmi, la Genesi ed il mito della caverna da cui un certo rapporto tra scienza e diritto, riprendendo riferimenti alla cultura ebraica, al cristianesimo, a Freud ed Heidegger.

Sono troppo veloce, ma in assenza di un esplicito consenso di Gabriele preferisco fermarmi qui.

I neanche dieci minuti che sono stato ad ascoltarlo sono una delle tante perle che ho piacere di raccogliere.