“Ogni attimo è nostro” è il titolo di un libro che si beve d’un fiato, scritto da Luigi Ballerini, medico e psicoanalista che, pur non conoscendolo, ho occasione di vedere a Milano durante i simposi della Società Amici del Pensiero.

A questo volume dedico il post numero 1100 (è risaputo che amo i numeri pari) e lo faccio con speciale gratitudine e piacere per quanto dirò di seguito.

Mi aveva consigliato questo libro per “adolescenti” l’amico Gabriele Trivelloni, così ho pensato di regalarlo a mia nipote che l’ha trovato “strabello”, mi ha chiesto di leggerlo e manifestato l’intenzione di prestarlo ad un’amica: non era mai successo.

Mi ci sono avvicinato, quindi, con la gratitudine di un vecchio barbogio che spera che la propria nipote scopra quanto è bello leggere e che vede, per la prima volta, uno spiraglio.

Mi è piaciuto molto sebbene il linguaggio utilizzato sia quello degli “adolescenti”.

Ho apprezzato moltissimo la valorizzazione del positivo che c’è nella vita quotidiana, nell’apparente banalità di gesti a torto ritenuti scontati.

Coinvolgente e positivo: un invito a vivere ogni istante perché la vita non si impara a vivere ma la si vive nel quotidiano.

Non fa prediche o morali ma suggerisce, lasciando al lettore di prendere e pensare a possibili alternative alle tante trappole che quotidianamente riducono le case e le scuole a campi di battaglia.

Anche nel dramma c’è una proposta alternativa: è un libro che propone una civiltà alternativa, anzi l’alternativa tra diverse civiltà, ad esempio tra la vendetta ed il giudizio: “il miglior modo di vendicarsi è non assomigliare a chi ci ha offeso”.

Curiosamente, uno dei personaggi, Stefano, mi ha fatto pensare a santo Stefano protomartire, il primo martire cristiano: non mi spiego come mi sia venuta in mente questa idea, il traghettatore delle anime è, di solito, Caronte ma qui ammetto che avrebbe stonato.

Mi è piaciuto molto che si concluda con un accenno ad un bel vestito perché questo mi ricorda il vestito della festa della famosa parabola ed ancora una volta richiama l’idea di un buon trattamento di sè in rapporto ad un altro perché non servirebbe a nulla vestirsi bene solo per starsene da soli.

Mia nipote era rimasta delusa dal mancato arrivo in Puglia e mi ha scritto alcuni messaggi, le ho proposto di guardare anche ad altri episodi e mi ha risposto che ci sta ripensando e che le piacciono i suggerimenti che le ho offerto.

Fosse solo per questo, Luigi Ballerini meriterebbe la mia gratitudine.

Parma, 11 novembre 2018 memoria di san Martino di Tours e della Beata Alice (Maria Jadwiga) Kotowska Vergine e martire