In questi giorni convulsi c’è stato un duplice cambiamento: si è allontanato da Parma un amico e collega che lavora in prefettura (vedi il mio post precedente) e, quasi in simultanea, un suo omonimo, collega della polizia locale, si è avvicinato alla città ducale, il buon Luca Falcitano.

Ci sono state alcune turbolenze sindacali, in questi ultimi giorni: dispiaciuto e sconcertato per avere perso un collega che stimavo e con cui avevo iniziato a ben collaborare, rallegrato per aver perso una rappresentante che proprio non stimavo, mi sono ritrovato nella situazione di ripartire con slancio.

In realtà non ho nemmeno dovuto fare una scelta, nessuno mi ha mai proposto di cambiare o confluire altrove, forse perché è risaputo che se devo lasciare un sindacato (della categoria cui attualmente appartengo) è per non iscrivermi a nessun altro.

Lasciamo andare il passato e guardiamo all’avvenire che si presenta con la figura del buon Luca: siamo colleghi e conoscenti ormai di vecchia data, abbiamo pure lavorato nello stesso ente, oltre che compagni di sindacato da decenni.

La mia iscrizione al SULPL, se non ricordo male, risale al 1996, quando iniziai a lavorare a tempo indeterminato a Cesena: ne è passata di acqua sotto i ponti del Savio prima, fino alla Parma di adesso.

Sapete tutti che ambisco a lasciare il lavoro in uniforme, ma fino a che questo non accadrà e nella speranza di vedere almeno varata la legge di riforma della categoria che attendo sin da quando ho iniziato a lavorare, eccomi a collaborare con Luca.

Sono particolarmente felice della scelta di questo baldo giovane di una volta perché persona seria, affidabile e competente: sono certo che lavorerà, tanto e bene, per sostenere le giuste ed immancabili, richieste che vengono dalla base.

Nonostante io sia di spirito aristocratico (le masse, i lavoratori, il popolo, definizioni detestabili – vedasi il famoso “Quarto stato” di Pelizza da Volpedo) riconosco l’utilità del sindacato ed è per questo che lo sostengo, tanto da esserne diventato, mio malgrado e ad onta della conclamata mia inettitudine, pure dirigente aziendale.

Sarò chiamato, quindi, a collaborare a stretto contatto, come mai prima d’ora, con Luca: spero avrà la bontà di sopportare le mie intemperanze, contraddizioni e irresolutezze.

L’arrivo di Luca è una buona notizia per me e per i colleghi e tra questi coloro che vorranno mettersi generosamente a lavorare per migliorare tutto quel che può essere migliorato.

Rinnovando il mio personale benvenuto a Luca, gli auguro un ottimo lavoro: uniti si vince.

Ad maiora semper!

Parma, 27 ottobre 2021 memoria di sant’Evaristo papa e martire e del beato Salvatore Mollar Ventura religioso e martire