Istigato dall’animaccia nera di un amico, che apprezzerà il paragone coll’infingardo consigliere romagnolo famoso perché “l’opere mie non furon leonine, ma di volpe“, mi sono dedicato a compulsare i curricula che i candidati, anzi aspiranti, consiglieri comunali hanno pubblicato online nell’apposita sezione “trasparenza” del sito istituzionale del Comune di Parma.
Ne ho letti vari, di ogni parte politica, per par condicio, e li ho trovati, com’era prevedibile che fosse, specchio della società, quindi un eterogeneo insieme di esperienze.
Premetto che qualche gruppo non li ha pubblicati, togliendosi così dall’imbarazzo, degli altri ho notato alcune caratteristiche: una sparuta minoranza è in grado di compilare correttamente il proprio curriculum, la maggioranza, invece, non ne ha idea, con effetti tristemente esilaranti.

Un curriculum è un atto formale, tutto è formale in verità, tanto più dovendo essere pubblicato sul sito istituzionale di un comune; un minimo di attenzione ai contenuti dovrebbe essere scontato, così non è e non è affatto cosa buona, a meno che non sia considerato un mero adempimento burocratico, indegno della benché minima considerazione e attenzione.

La prima considerazione, quindi, ha a che fare proprio con questo: la sciatteria o l’approssimazione con cui si prepara un curriculum non è una piacevole presentazione, ma vi è anche un ulteriore indizio da considerare: l’incapacità di creare un curriculum manifesta una inabilità sottostante, ovvero la difficoltà ad utilizzare uno strumento oggi indispensabile per chiunque ambisca a svolgere un qualsiasi ruolo pubblico e non solo; la tiro lunga perché mi vergogno a rilevare che moltissimi candidati non sanno utilizzare un semplice file di word, non sanno inserirvi una foto senza deformarla oppure impaginare correttamente.

Tra i numerosi errori, spero tutti di digitazione, ho trovato ad esempio l’anno di compilazione (il 2011 invece del 2022), l’utilizzo della a accentata (à), all’interno di frasi scritte tutte in maiuscolo: una volta in minuscolo, una volta senza accento ed una, finalmente correttamente, in maiuscolo con l’accento (in 3 differenti curricula non sarebbe strano, ma all’interno dello stesso, a poche righe uno dall’altro, fa un effetto straniante – c’è chi è riuscito a farlo anche con le minuscole: a’ e à).

Ci aggiungo le apostrofi scomparse e gli errori evidenti di digitazione, insomma tutte piccolezze che sarebbero scomparse con una semplice rilettura, con un minimo di attenzione (es: Volorantariato).

Tutti errori veniali, ma davvero costava tanto rileggerlo, sto benedetto curriculum, e farlo leggere anche ad un amico o collega o ad un chiunque qualsiasi, che fosse in grado di rilevare queste imprecisioni?

Vengo poi ad alcune notazioni più sostanziali: il curriculum scritto in terza persona; non si può leggere!!! Se debbo farmi un’idea di un candidato, leggendo un curriculum scritto da uno che sembra parlare di un altro, lascio a voi immaginare cosa ne penserò.

C’è poi chi si presenta col cognome prima del nome, come se fosse a scuola o nell’esercito: altro modo di comunicare spersonalizzante, quasi a dire che si è presenti in un elenco – che sia telefonico o lista elettorale o registro di classe poco importa – uno della massa, insomma, non un individuo con proprie peculiarità.

C’è chi autorizza l’azienda al trattamento dei dati (l’azienda?), chi lo ripete perché non è ben chiaro chi autorizza a cosa, chi è disponibile ai trasferimenti (trasferito in municipio?), chi vanta tra le competenze “Incendio e prevenzione” (ma forse è meglio fare prevenzione prima dell’incendio) oppure chi sbaglia la consecutio temporum e afferma di essere “diventato parmigiano nel xxx, trasferendomi nella città Ducale” (forse, più carino, un “essendomi trasferito”?).

Ma non è finita qui: qualcuno ha scritto di essere nato “da famiglia antifascista”, che non è chiaro cosa voglia significare se non, forse, che in vita sua ha fatto solo docce, fumato sigarette di contrabbando (all’epoca), mangiato minestrone, ascoltato canzoni che annoiano, pisciato in compagnia ecc. ecc.; non contento ha dichiarato anche di essere “costantemente affascinato dal sociale, e ansioso di creare momenti di sana convivialità tra individui”: sono scappato a farmi 15 gocce di lexotan.

Mi sono riavuto leggendo il giovanotto che parla fluentemente tre lingue, “inglese, francese e italiano”, il che mi ha rassicurato non poco: se dovesse essere eletto, il fluente italiano gli sarà di sicuro aiuto nell’opera di amministratore!

Lo stesso baldo giovanotto ha studiato come perito tecnico informatico ed ha acquisito competenze informatiche, nel corso delle sue esperienze lavorative nel mondo dell’informatica: un sentito ringraziamento per averci comunicato che, avendo dedicato gran parte della sua giovane vita all’informatica, di informatica ha pure imparato qualcosa! E poi ci si lamenta della scuola italiana.

Chiudo con un’ardita connessione, che mi ha stupito e non poco, viste le mie frequentazioni amicali: un candidato afferma di possedere “ottime capacità relazionali avendo occupato in passato posti in cui la era essenziale una buona padronanza della lingua”.

A parte l’errore, una svista quel “la” che non c’entra nulla col resto della frase, mi ha colpito la connessione buona padronanza della lingua e ottime capacità relazionali, un post hoc propter hoc degno di profonde argomentazioni.

Senza pretesa di scientificità, ma la mia esperienza personale mi ha fatto incontrare numerosi casi di straordinaria padronanza della lingua, persone con abilità davvero notevoli eppure del tutto prive o pochissimo dotate di capacità relazionali, perché le due cose non è assolutamente detto che vadano di comune accordo.

Di alcune liste, quelle no vax, no qui no là, manco perdo tempo a parlarne, a tutti gli altri rivolgo un’accorata esortazione: preparatevi, per il compito che andrete a svolgere, studiate, approfondite e … imparate a scrivere!

Nel frattempo, getto il cuore oltre l’ostacolo e spero, contro ogni speranza, che la classe politica possa, finalmente, rialzare la testa e svolgere questa negletta professione con competenza.

Buona fortuna a tutti i concorrenti.