Ogni tanto c’è qualche episodio che mi colpisce; non parlo di grandi temi che coinvolgono l’umanità, ma un piccolo dettaglio, banale ai limiti dell’insignificanza ma contribuisce al mio buonumore.
Servono alcune premesse: il comando per cui lavoro (sono sempre iperbolico nei termini, abbiate pazienza) sta discutendo, da tempo, l’istituzione del turno notturno per tutti i giorni, anzi le notti, che il Signore concede a questa terra.
Discussione legittima, ovviamente, e sulla quale non entro doverosamente nel merito, mi limito a precisare che il servizio dovrebbe essere destinato al rilievo dei sinistri stradali per sollevare da questa improba ed impegnativissima attività i poliziotti veri (questurotti e caramba), anche questa preoccupazione legittima.
Altro antefatto: all’interno del comando si discute (io no a dire il vero) sulla istituzione di questo nuovo turno, c’è chi è favorevole (sebbene non ne abbia incontrato personalmente nemmeno uno, ma pura casualità statistica) e chi è contrario o comunque favorevole con correttivi, insomma una normale dialettica, come sempre accade quando ci sono novità che coinvolgono la vita personale e professionale degli operatori.
Normalmente, almeno secondo quella che ho sempre creduto normalità, dopo decenni di onorato servizio (aridaje con le iperboli) in questa dialettica sono coinvolti i sindacati che discutono, mediano, fanno proposte alternative, correttivi, insomma una normale dialettica in cui anche i sindacati più vicini alla parte politica dominante in quel momento fingono di contrattare, ponendosi comunque in una posizione di contraltare, se non di contrapposizione dura e pura.
Insomma, un po’ come al mercato: l’amministrazione chiede 100, i sindacati rilanciano e propongono che so 50, l’amministrazione scende a 80 i sindacati salgono a 60 e magari si arriva a un accordo a 75 o … insomma banalizzo ma la dinamica delle trattative da che sono al mondo così l’ho sempre incontrata.
Fatte queste verbose premesse, e ribadendo che non entro assolutamente nel merito, mi è stato inoltrato un articoletto di parmatoday, un giornale online (almeno credo) in cui si riporta un intervento di un capo della UIL che interviene in proposito (https://www.parmatoday.it/attualita/polizia-locale-turno-notturno.html).
Leggendolo non riuscivo a crederci, mai successa una cosa del genere.
Prestate attenzione: il servizio notturno non è ancora partito, e siamo a inizio del 2026, un periodo in cui “il tema della sicurezza continua a essere tra i più sentiti dai cittadini e dalle cittadine”.
Bellissima considerazione, scritta bene: il tema della sicurezza, sta sempre a cuore a tutti, ci mancherebbe, ed è fuori discussione che una pattuglia di agenti di polizia locale che interviene solo ed esclusivamente in caso di incidenti stradali sarebbe la carta risolutiva per riportare la tranquillità tra i cittadini e le cittadine.
Bellissimo anche questo modo di dire: cittadini e cittadine, non sia mai che scappi una parola fuori dal seminato del politicamente corretto, peccato dover evidenziare la clamorosa discriminazione dei cittadini@ che non si sentono rinchius@ in uno dei due sessi maggioritari, ma su questo transeat…
La dichiarazione successiva è meravigliosamente surreale: “Ci aspettavamo che dal 1° gennaio del 2026 sarebbero partiti con i tre turni della polizia locale, compreso quello notturno, com’era stato annunciato. Se c’era una priorità era quella, credo che l’Amministrazione comunale stia sottovalutando il problema. Ci riserviamo di proclamare lo stato di agitazione, incentrato proprio su questo tema”.
A parte che i turni sarebbero 4 e non 3, ma a parte quello, un sindacato minaccia di proclamare lo stato di agitazione non perché le sue proposte o richieste sono state ignorate ma perché l’amministrazione non ha ancora dato esecuzione ad un suo progetto, di cui ancora sta discutendo proprio coi sindacati per valutarne una serie di aspetti critici, organizzativi, economici e quant’altro.
Tradotto in sindacalese: datore di lavoro, hai promesso di avviare questo progetto, perché mai stai a perdere tempo e a discutere? Attento che ti indico uno stato di agitazione!”
Dato che sono ignorante sono andato a cercare online cos’è lo stato di agitazione (io arrivavo al massimo allo stato di agitazione psicomotoria ma è tutt’altra questione) ed ecco cosa ho scoperto:
“Cos’è lo stato di agitazione sindacale
La proclamazione dello stato di agitazione del personale è una forma di mobilitazione adottata dai sindacati per aumentare la visibilità e la pressione sulla controparte nelle trattative contrattuali verso la sottoscrizione di un accordo tra le parti.
Durante la mobilitazione, i dipendenti organizzati possono intraprendere azioni collettive come lo sciopero, le manifestazioni o il boicottaggio, al fine di ottenere migliori condizioni di lavoro o aumenti salariali.
Questa forma di protesta è regolamentata dalla legge, che stabilisce i requisiti per la sua dichiarazione e le limitazioni che devono essere rispettate e può essere dichiarata a livello nazionale, regionale o aziendale.
Durante queste fasi, le contrattazioni tra sindacati e imprenditori possono diventare più intense e complesse, poiché entrambe le parti cercano di raggiungere un accordo che soddisfi le esigenze dei salariati e la sostenibilità delle imprese.
Esso rappresenta un potente strumento di pressione che i sindacati utilizzano per far valere i diritti e le richieste dei dipendenti, in materia di mancato avvio delle trattative per il rinnovo e la stipulazione di contratti nazionali di lavoro” /tratto da https://www.sindacato.it/lo-stato-di-agitazione-sindacale-quali-sono-le-sue-forme/); sullo stesso tenore altri siti che ho consultato.
Insomma il sindacato indice lo stato di agitazione (che può avere queste forme: sciopero, manifestazioni, boicottaggi) per spronare l’amministrazione a partire con un progetto di cui ancora non sono stati chiariti, proprio coi sindacati stessi, i contorni organizzativi ed economici … e poi dicono che lavorare in una pubblica amministrazione è un’attività noiosa.
Si vedono cose che gli umani …
Giusto una nota in chiusura: ho effettuato un piccolo sondaggio tra amici e conoscenti, tutti laureati e boomer o poco più giovani e nessuno, ma proprio nessuno, mi ha evidenziato la necessità del turno notturno per gli incidenti stradali, figuriamoci l’urgenza di iniziare nel 2026.
Ovviamente sarà un caso, non intendo trarne conclusioni se non che, forse, frequento persone un po’ strane… il che non lo escludo.
Pama 3 febbraio 2026 memoria di san Biagio vescovo e martire