Alessio e Andrea: un inizio

Una serie di incastri e coincidenze ha fatto sì che tra oggi e domani vi siano due significativi eventi professionali, sebbene non coinvolgenti direttamente la mia persona.
Accade che un collega di vecchia data, di cui seguo da anni le avventure e vicissitudini professionali, abbandoni questa triste regione e si trasferisca a lavorare nella rossa Toscana (non che l’Emilia Romagna rossa non sia).
Sto parlando di tal Alessio Colombini, un giovane di belle speranze che ha sempre disatteso i miei non richiesti consigli, ma procediamo con ordine.
L’ho conosciuto giovane recluta ad un corso di prima formazione, siamo rimasti in contatto ed ho seguito le varie tappe che hanno connotato la sua carriera.
Divenuto funzionario, ha deciso di tornare a prestare servizio in una delle unioni di comuni in cui aveva già lavorato come agente, nonostante lo avessi caldamente sconsigliato; qui è diventato vice comandante ed ha ben operato.
I sommovimenti che spesso causa la politica, con scelte normalmente non oculate, hanno reso quell’ambiente invivibile, così il nostro volenteroso eroe ha deciso di cercare fortuna altrove.
Lunedì 2 febbraio inizierà l’esperienza in terra toscana, una ripartenza lontana da veleni, invidie e sgambetti vari: essendo un serio professionista sono sicuro che saprà farsi apprezzare e darà un bel contributo al corpo ed ai collaboratori che incontrerà.
Non sarà la terra promessa e ci saranno problemi anche nel nuovo luogo di lavoro, ma sono certo che l’esperienza maturata fino ad oggi gli sarà molto utile per stemperarli e superarli con slancio.
Buon lavoro, Alessio.
Lo stesso augurio devo rivolgere ad Andrea Soncini, neo promosso comandante di un’altra unione di comuni del parmense.
Anche questo giovanotto è stato mio alunno al corso di prima formazione, dove si è distinto per la costanza nell’attività di dormiveglia.
Dopo un breve periodo come agente gli si è presentata l’occasione di diventare funzionario e, giustamente, non l’ha lasciata scappare.
Per gli incastri di cui ho parlato prima il posto da comandante si è improvvisamente reso vacante e chi meglio di un giovane funzionario già pronto, a portata di mano, senza i fastidi e gli imprevisti di estenuanti ricerche e procedure di mobilità.
Sebbene non abbia esperienze clericali, a differenza del suo sodale Scorfy (non posso svelarne l’identità), il nostro Andrea, ha applicato la consuetudine di coloro che, un tempo, venivano chiamati all’episcopato: di fronte alla chiamata era uso rifiutare tre volte, questo era manifesta dimostrazione di umiltà; rifiutare per più di tre volte sarebbe stato considerato un segnale di orgogliosa ostinazione.
E dunque per non parere ostinato, il buon Andrea ha accettato.
Sono convinto che anche lui farà bene, perché ha tutte le caratteristiche per riuscire; l’unico ostacolo potrebbe essere la soddisfazione: svolgere l’attività di comandante è cosa molto diversa da quella di un agente o funzionario che sia.
Molta burocrazia e rapporti coi politici, attività che devono piacere; permettendomi un cenno autobiografico: quando feci il vice comandante in quel circo Barnum che era una delle tante unioni farlocche che contraddistinguono il territorio di questa infelice provincia, mi trovai ad avere a che fare con alcuni sindaci, ciascuno dei quali badava al proprio interesse politico e considerava la polizia locale uno strumento per assestare colpi al vicino di comune, mai una risorsa.
Il ruolo di comandante, quindi, può essere invidiabile per lo stipendio, temo per poco altro.
Detto questo, sono sicuro che Andrea saprà lavorare bene anche da questo punto di vista, l’unica riserva che ho è, come dicevo, sulla piacevolezza di questa attività, ma vedrà lui se ne varrà la pena.
L’inizio sarà difficile e pesante poiché non ha alcun collega col quale confrontarsi e non ha avuto nessuno da cui apprendere; tuttavia, questa è anche un’opportunità e potrebbe essere la sua forza.
Quindi, con stima e simpatia, auguro ad Andrea un buon inizio.
Entrambi, Alessio ed Andrea, sono una ricchezza per la nostra vituperata categoria e la ricchezza va messa in circolo, fatta fruttare; quindi, è bene che si siano messi o rimessi in gioco, di questo abbiamo bisogno: giovani appassionati, competenti, che credono nella polizia locale (beati loro, io non ci credo più da anni, ma non facciamo i disfattisti) e nel ruolo che può giocare in favore delle comunità locali.
Buon inizio e buon lavoro a ciascuno.

Parma, 1 febbraio 2026, IV domenica del tempo ordinario

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