Torta di mele a Modena

La torta di mele è uno di quei dolci che in ogni famiglia italiana ha una peculiare declinazione, che è un tortuoso modo per dire che tot capita tot torte di mele.
Mentre su Modena calavano le prime ombre della sera, il sottoscritto, baldo eroe in bretelle rosse, si disperava alla ricerca di un parcheggio, fortunosamente trovato, volando con la mente al primo incontro di preparazione che avrebbe affrontato di lì a poco, con una classe eterogenea ma, a detta delle voci, attenta e partecipativa.

Ebbene l’eroe rosso bretellato attendeva con palpitante vigilanza – scrutava l’orizzonte viario del circondario – le chiavi per prendere possesso del luogo ove già tante volta aveva avuto il piacere e l’onore di conoscere entusiasti aspiranti ad una difficile professione come quella da lui medesimo esercitata.
Vigile attesa, premiata dall’inopinata comparsa del mitico Tost, Luca Tostati detto anche Tostatino, fido scudiero e gentile cavaliere della fantastica Ross, al secolo Rossella Relandini, che è scesa, con fare da diva, recando tra le mani un luccicoso involucro.

Come tante altre volte la mia collega ed amica ha voluto stupirmi con la sua deliziosa e squisita gentilezza, facendomi omaggio di un dolce prodotto dalle sue mani di fata, una squisitissima torta di mele.
Il sindacato è anche questo, il mio sindacato perlomeno, SULPL per chi non lo sapesse, è la fortuna di avere colleghi così degni di stima come Rossella e Luca che si prendono la briga di preparare un delizioso (non il primo, conservo memoria anche dei precedenti, per chi non li ricordasse li trovate qui e qui) manicaretto per un vecchio barbogio come il sottoscritto.

Non c’era nessun motivo perché mi facessero dono di tal goduriosa delizia ed è proprio questo il bello: non c’è una causa – il pagamento di un debito – ma un gesto gentile, direbbesi, in altri tempi, sovrano.
“A egregie cose il forte animo accendono le torte de’ forti”: un buon trattamento, di cui rendo pubblicamente grazie.

L’inizio della “lezione” incombe, il bel gruppetto di giovanotti – intermezzato da un paio di giovin pulzelle, è pronto a sorbirsi due ore fitte fitte, senza nemmeno una pausa (santi subito), di noiosissime nozioni; la buona Rossella mi presenta, sciorinando il mio modesto curriculum, per lasciarmi poi nelle mani di sì attento uditorio, con la torta che assiste silente al mio parlare, promessa di futura soddisfazione.

Il ruolo di presentatrice lo aveva conquistato due anni fa, a Riccione, al convegno “Noi siamo la polizia locale italiana”, anche il quel caso fu la mia personalissima Sabina Ciuffini.

Solo il mattino di oggi, infatti, giornata uggiosa ma non triste, mi vede violare il prezioso involucro e degustare appieno il delizioso manicaretto.

Grazie di cuore a Rossella che mi ha fatto splendere il sole anche tra le cupe nubi e la pioggia di oggi.

Ma un ringraziamento anche ai ragazzi che ieri sera sono stati attenti e partecipi come non accade spesso e al SULPL che offre occasioni di incontro e conoscenza che sono sempre fonte di possibile ricchezza futura.

All’s well that ends well.

Per una curiosa coincidenza stamattina tardi è passata mia nipote, alla quale ho ceduto una (piccola) parte della torta (manco a dirlo, l’ha gradita); non è venuta sola ma di questo in altra occasione.

A pranzo, poi, mio fratello non ha rifiutato (come accade quasi sempre quando ci sono dolci nel mezzo) una fetta e così pure mia madre: tutti hanno apprezzato, non che avessi dubbi.

Modena e Parma, 15 e 16 maggio 2023 memoria di San Ruperto di Bingen e di San Simone Stock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.