Stanotte ricordo di avere sognato un qualcosa di simile a questo: “ero in compagnia del mio Commissario preferito ed altre due o tre colleghe; eravamo a casa mia a fare non so cosa. Ad un certo punto scatta un allarme (o qualcuno riceve una chiamata): segnalano degli spari in qualche posto in collina o montagna.

Escono tutti di casa quindi si preparano mettendosi il giubbotto giallo rifrangente; esco anch’io e mi trovo di fianco al Commissario un collega di Modena, tal C.C., collega col quale ebbi una accesa discussione. Quest’ultimo ha un atteggiamento molto cordiale e sorridente mentre io, ricordando quanto accaduto e non avendo più stima e fiducia in lui, mi mantengo riservato e cerco di evitarlo, almeno con lo sguardo, ignorandolo quasi come se non ci fosse. Credo che il Commissario ci spieghi alcune cose [che non ricordo]. SI parla anche, almeno credo, di pallini, di una rosa di pallini che io dichiaro essere inoffensivi viste le dimensioni, tuttavia dico anche che se colpissero in un occhio potrebbero essere comunque molto pericolosi.”

Questo il sogno: il materiale mi è stato gentilmente fornito, per quanto riguarda gli occhi la chiacchierata con la collega con la quale ho lavorato ieri mattina, il resto invece mi viene dalla cena della serata sempre di ieri.

La serata, infatti, organizzata da tempo, ha visto una piccola carovana proveniente da Modena, in visita a quel bellissimo paese che è Colorno.

Serata bellissima, per me, seduto a cena assieme agli ottimi colleghi con cui ho trascorso tre anni abbondanti: c’erano in ordine di apparizione il mio Commissario preferito, Andrea Piselli, di cui non tesserò le lodi perchè è già abbastanza noto quel che io penso in proposito, poi Elisa Fancinelli, che non è da meno, Paolo Piccinini, il mio tutor degli inizi, Claudio Castagnoli, Fiorella Artioli, Antonella Gonzaga (in forma splendida ed elegantissima, folgorante tanto era carina), Marcello Galloni. Unico assente, di peso, l’altro mio collega prediletto, Cristian, che spero vorrà recuperare quanto prima. (unico neo: la foto che ho scattato dei commensali è venuta sfuocatissima, inutilizzabile.)

Un balsamo sulle mie tristezze attuali il ritrovare uomini e donne coi quali ho potuto condividere pensieri, lavoro, indagini, discussioni, pranzi e cene, iniziative.

Le poche ore sono trascorse di volata, non avrei mai voluto vederne la fine ma il tempo è stato tiranno e … beh a mezzanotte e cinque minuti ero a letto.

Nell’occasione ho mangiato, per la prima volta, i famosissimi “tortelli dolci” che non sono  quel che io pensavo: mia madre chiama tortelli dolci quelli fatti con la pasta frolla e ripieni di marmellata di prugne, cotti al forno (che mi piacciono poco); questi sono, invece, un primo piatto, bello saporito, di tortelli ripieni di mostarda, pangrattato, parmigiano, mosto cotto: un ottimo piatto, che ho apprezzato moltissimo, come anche i più tradizionali tortelli alle erbette e quelli di zucca (alla moda mantovana); ottimi anche i salumi ed il filetto di maialino al rosmarino che la moglie (mitica) del signor Sergio ci ha fatto gustare.

Ristorante pieno anche se di lunedì con soddisfazione di tutti.

Mi auguro di poter ripetere quanto prima un’occasione così piacevole.

Oggi, a dire il vero, però, ripensando alla serata, mi viene un bell’attacco di angoscia perchè mi mancano tantissimo questi colleghi che sono amici assai più che colleghi, persone meravigliose.

La mancanza di rapporti umani è quello che più mi intristisce; spero ci siano margini di miglioramento.