La notizia è ufficiale: l’amico Stefano Brunori è stato eletto in consiglio comunale, dopo una pausa durata una legislatura.
Temevo non ce la facesse visto lo strapotere della sinistra riminese ed invece, un po’ con l’apprensione fino all’ultimo istante, proprio come agli esordi quando sembrava fuori per un paio di voti e poi, al riconteggio, dentro per una manciata, è andata bene.
All’inizio, anche stavolta, aveva prevalso un po’ di delusione per via delle preferenze, soltanto 92 a fronte delle centinaia promesse (anche a me personalmente) ma si sa, anche se Stefano da impolitico qual è fatica a capirlo, l’infingardaggine e l’ingratitudine sono molto più frequenti di quanto non si creda e spesso le persone, per compiacenza ipocrita, fanno affermazioni che non hanno la benché minima intenzione di portare a compimento.
Ma tutto questo è storia: quel che conta adesso è il duro lavoro che lo aspetta perché Stefano sarà sia una spina nel fianco per chi ha intenzione di fare scelte discutibili, sia uno sprone ed un motore per chi vorrà realizzare cose buone per la comunità riminese.
Da subito inizierà a fare proposte e chiedere chiarimenti in materie delicate, dalla piscina comunale al nuovo regolamento di telefonia mobile, dal lavoro sfruttato alla polizia locale passando per probabile fusione della fiera di Rimini con quella di Bologna, senza dimenticare le barriere antirumore lungo la S.S.16 e tanto altro ancora.
Non male per un consigliere che non ha uno staff o un partito alle spalle che gli diano una mano.
Non mi resta che augurargli un ottimo lavoro: so per certo che non si risparmierà, com’è sua abitudine -chi lo conosce sa che non si tira mai indietro – e che riuscirà sicuramente a diventare un valido interlocutore per gli amministratori se la maggioranza avrà l’intelligenza di aprirsi alle proposte che non guardano ad interessi di bottega.

Pur restando convinto che fare attività politica sia un inutile lavoro, soprattutto in questi tempi, e che Stefano, come ogni altro mio amico, farebbe assai meglio a dedicarsi ad altro di più soddisfacente, tuttavia, di cuore gli faccio i miei più sentiti auguri: Buon lavoro caro amico!

Parma, 18 ottobre, festa di San Luca