Continuo il giro, senza una meta predefinita, nel cimitero monumentale di Milano, accompagnato da donne dolenti, in varie posizioni e situazioni: una, in particolare, sembra far parte di una cascata di fiori.

Un giovane “discoforo” che rappresenta qualche industria o attività artigianale, poi l’edicola Korner di Wildt, opera intitolata “Affetto nel dolore”; le rappresentazioni classiche e composte si alternano a quelle più moderne e tormentate.

Così ci sono le sfingi e l’uomo seduto col gallo che rimanda ad un tempo al tradimento di Pietro e al giungere dell’alba, rappresentazioni simboliste, l’incompiuta tomba Chierichetti ed un uomo nudo rappresentato di schiena che mi chiedo che senso abbia in un cimitero. Troverò spesso raffigurazioni di uomini, più frequenti, e donne nudi; il richiamo all’antichità classica è fonte di ispirazione continua anche nei cimiteri, come se con le forme astrattamente perfette della classicità si volessero immortalare degli archetipi: eternità attraverso astrazione.

Angeli baci ed oranti vari non possono mancare mai, anche se assumono sempre pose ed espressioni diverse.

Girando per i vialetti del cimitero monumentale di Milano sembra di camminare in una città, ogni via è segnata dallo stile dell’epoca in cui è stata pensata ma declinata poi nel singolo gusto personale, così che non ci si annoia mai e non si ripete mai la medesima veduta.

Ne ho tratto un video che ho messo su youtube una sequenza di immagini, non esaustive anzi, ma utili per suggerire l’atmosfera di un luogo che è tutto fuor che tetro.

Penso ad una giornata uggiosa d’autunno, con una nebbia sottile che tutto ottunde… la polvere che copre tanti monumenti, così in vista alla luce immagino sparirebbe nei contorni sfumati, le statue più moderne potrebbero assumere un tocco di antico, tutto me lo immagino soffuso, indistinto eppure così conretamente a portata di mano.

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