Sesto anniversario della morte di Federico Buzzi

Sono andato a cercare la data di morte del caro Federico Buzzi, perché mi sembrava fossero trascorsi “solo” 3 anni mentre ne sono già trascorsi il doppio.

Alcuni medici con cui ho avuto modo di parlare o non ti conoscono o dicono di averti sentito nominare: le tracce della tua presenza si allontanano ed è normale che sia così visto che il tuo cammino terreno si è concluso.

Ripetere i soliti elogi, rievocare gli ormai noti ricordi serve a poco, per non dire nulla: chi ha avuto la fortuna di conoscerti non ha bisogno di aneddoti (che ricordo in misura molto ridotta), per gli altri sono solo racconti di un ormai vecchio barbogio (che sarei io).

Ha senso mantenere vivo il ricordo nella misura in cui esso è ancor oggi motore per altro, è eredità di cui far uso, meglio se buon uso.

Nel mio caso sono stato fortunato perché anche nel tuo caso si può citare il salmo che ho utilizzato per la lapide di mia madre (che sarà anche la mia): “Poiché la tua grazia vale più della vita / le mie labbra canteranno le tue lodi”: questo è il versetto 4 del salmo 63.

Riprendo proprio quel che ho scritto per lei, citando le parole di un amico: “la grazia è il plusvalore, il sovrappiù rispetto all’investimento, quel sovrappiù per cui la vita è ben spesa”.

Dell’amicizia con Federico mi è stata fatta grazia, lui stesso mi ha trattato, in tante occasioni, proprio con questo pensiero.

Ad oggi permane la mia gratitudine, non scemata col tempo, seppure placato è il dolore, altri ne hanno occupato il posto.

Una fotografia di Federico mi tiene compagnia in camera, il suo ricordo nelle preghiere della sera, tra altri cari volti.

La mia vita non può prescindere da questa amicizia.

Parma, 12 novembre 2025 memoria di San Cuniberto di Colonia

 

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