Le sardine sono pesci che vivono, notoriamente, in banco (mi stavo confondendo col branco, ma per i pesci il termine corretto è banco, per le pecore gregge, per i grossi animali domestici, tipo il bue, armento); un tale comportamento ha svariati vantaggi e, più dettagliatamente, la difesa (sono meno percepibili dai predatori che, invece, vengono meglio avvistati e ha migliori possibilità di fuga), il cibo, la riproduzione e una migliore efficienza idrodinamica.

In un banco di pesci non c’è un capo, quanto piuttosto una forma di sintonia tra gli appartenenti.

Le sardine, infine, una volta pescate, finiscono, di solito, vicine vicine, strette l’una all’altra o nei vasetti sott’olio o nelle varie fritture.

Come per le ciliegie, anche per le sardine fritte, vale la regola che una tira l’altra.

Le neonate sardine politiche mi hanno ricordato l’omonimo banco di pesci: tutti assieme, vicini vicini, tutti uguali, tutti in movimento sincrono.

Il che mi fa pensare al famosissimo Quarto stato di Pelizza da Volpedo che, in una versione precedente, aveva titolo La fiumana.

Come per le sardine, in questo quadro non c’è altro che massa, banco di sardine a due gambe.

La massa è, per definizione, acefala e senza pensiero.

Alcuni giorni fa leggevo alcune righe di un post su facebook di una persona che ho avuto modo di conoscere tempo fa, le parole le cito testualmente: “Bologna ieri sera.
Assieme, stretti stretti come sardine.
Per fare #comunità, tra le persone, per le persone, tutte.
Come sappiamo fare in Emilia-Romagna.
❤”.

L’idea di “stretti stretti” già da sola è alquanto spaventevole: preferisco l’agio del movimento con comodità.

“Come le sardine” ovvero tutti uguali che più uguali non si può, idea invidiosa (non la attribuisco all’autrice, ne parlo in generale) che invita ad omologazione che poi lascerà spazio a chi gestirà il banco.

L’idea di comunità, infine, è talmente vuota e generica che andrebbe abolita dal vocabolario; la comunità tra le persone, poi, che significa? e la comunità per le persone? La parola comunità è equivoca come la parola amore.

Se Matteo Salvini prospera, per inciso: non vincerà in Emilia Romagna, la candidatura non è stata azzeccata, dicevo se Salvini prospera un qualche motivo ci sarà, chi lo ha votato da Marte non veniva e prima di sostenere lui, sosteneva qualche altro politico.

Poi ha cambiato idea, chissà perché.

Le sardine si pongono in opposizione a Salvini, cioè lo sostengono.

Lo fanno pacificamente e senza strepitare e questo è certo un elemento positivo, ma il “buonismo” non è meno intollerante del populismo, solo che, più astutamente, copre il pugno di ferro col proverbiale guanto di velluto.

Diffido delle masse, che siano sardine e micini o populisti e antipopulisti.

Non c’è la benché minima idea di sovranità individuale nella Fiumana delle sardine (com’è assente in quella, eventuale dei micini).

Parma, 22 novembre 2019 memoria di Santa Cecilia Vergine e martire, dei Beati Elia Giuliano Torrido Sanchez e Bertrando Francesco Lahoz Moliner Religiosi e martiri e del Beato Salvatore Lilli Francescano martire