Mario Cerciello Rega era un Carabiniere, uno dei tanti che, immagino, ambisse agli onori della cronaca per l’arresto di qualche pericoloso delinquente o per un’operazione contro qualche organizzazione criminale, non certo per la triste vicenda che l’ha visto protagonista.

Morto accoltellato da un giovane americano.

Come sempre, in questi casi, mi viene da pensare allo spreco: ogni morte prematura è uno spreco perché il contributo alla realtà che Mario Cerciello Rega avrebbe potuto apportare viene meno, irreparabilmente.

Io non ho idea di chi fosse, di cosa pensasse, di come lavorasse e rifuggo anche dal “santino” che ci ammanniscono adesso i giornali (ai quali ho smesso di credere da molto tempo), tuttavia era un Carabiniere, cioè un uomo che indossava una divisa per garantire la sicurezza della vita e dei beni altrui, di tutti, anche dei delinquenti stessi.

Perché lo stato italiano tutela anche la vita dei cosiddetti delinquenti, anch’essi ricompresi nell’idea di spreco di cui parlavo poc’anzi.

La pena di morte confligge con questa idea ed infatti, in Italia, è stata soppressa da tempo.

Ma torniamo al Carabiniere ammazzato: ci sono ancora tante questioni da chiarire di questo episodio ma quel che è certo è che si è scatenata subito la solita, insopportabile, ridda di polemiche, la sua morte è stata strumentalizzata pro o contro le solite tesi di gran moda in questi giorni.

Questo mi dice che è una morte accaduta invano, uno spreco ulteriore, perché solo il silenzio e la riflessione pacata devono regnare in questi momenti, ma in Italia è impossibile che ciò accada.

Gli uomini in divisa dovrebbero essere considerati un patrimonio da tutelare, non da sfruttare mediaticamente a seconda dell’interesse politico: solo riconoscendo loro la delicatissima funzione che svolgono, che deve essere patrimonio comune, si potrà riprendere un cammino oggi quanto mai accidentato.

La strumentalizzazione comporta automaticamente delegittimazione e questa non produce mai buoni frutti.

La morte di questo giovane carabiniere ne è l’ennesima dimostrazione.

La sinistra è sempre stata maestra di strumentalizzazione, il “tanto peggio, tanto meglio” l’hanno inventato loro, né mai hanno avuto quella vicinanza alle forze dell’ordine che un paese civile meriterebbe.

La destra, oggi come non mai, cavalca l’onda di una sicurezza che sembra sempre più difficile da garantire, anche in questo caso sarebbe molto più utile abbassare i toni, lavorare a testa bassa e modificare le leggi piuttosto che nutrire le emozioni dell’immediato.

Parma, 28 luglio 2019 XVII domenica del tempo ordinario e memoria di San Giacomo Ilario (Emanuele) Barbal Cosàn Religioso martire, dei Beati Giuseppe Caselles Moncho e Giuseppe Castell Camps Sacerdoti salesiani e martiri, di San Melchiorre Garcia Sanpedro Vescovo e martire, di San Pedro Poveda Castroverde Fondatore, martire