La data dell’8 dicembre ha rappresentato da sempre un momento importante della mia esistenza: giorno del compleanno della mia amatissima zia eponima, unica sorella di mia mamma e zia con la quale sono cresciuto, abitando di fianco alla casa dove vivevo da bambino e sono tornato a vivere da qualche anno e che potrebbe essere l’ultima mia dimora, a Dio piacendo.
Anni dopo si è arricchita di quello che ritengo essere stato un dono del tutto immeritato: l’amicizia di (san) Roberto Mastri, forlivese, studente appassionato di filosofia dell’Alma Mater.
Anch’egli nato il giorno dell’Immacolata Concezione.
Le vicissitudini professionali mi hanno condotto, poi, in quel di Cesena dove ho avuto modo di conoscere un terzo nato in questa fatidica data, il buon Agostino.
Tre figure che hanno segnato la mia vita, cui debbo gratitudine.
Ora mia zia vive qualche difficoltà, cerco di starle accanto per quel che mi è possibile, ma non mi è affatto semplice affrontare questo momento che avvicina ogni giorno alla morte.
Vecchiaia, poca mobilità, salute precaria mi si presentano come possibili difficoltà cui forse farò i conti tra non molto, e ne sono spaventato.
Roberto, invece, mi ha lasciato prematuramente, come si usa dire; il suo è uno dei lutti che non ho ancora superato e spesso mi ritrovo a pensare che avrei voglia di sentire il suo consiglio, di confrontarmi con lui e godere della sua ironia bonaria.
Pensando alla fortuna di averlo conosciuto, così come Agostino e mia zia, mi ritengo davvero fortunato anche se non sono sempre stato all’altezza di una fortuna così grande.
Parma, 8 dicembre 2025, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima