Debbo sempre gratitudine alla SIPL, Scuola Interregionale di Polizia Locale, che mi permette, occasionalmente, di girare per la Romagna, in occasione dei corsi di prima formazione; stavolta sono tornato in una delle città che più è legata al mio cuore: Ravenna.

Ho deciso di partire di buon mattino per concedermi la visita del MAR, il Museo d’Arte della città di Ravenna, presso il quale è in corso la mostra “? War is over” di cui parlerò appena avrò tempo.

Finita la visita, avendo una mezzoretta di tempo per mangiare ed arrivare a destinazione, mi concedo una velocissima pausa in un localino dal nome curioso per essere in una città di mare “Chalet”, dentro al parco, dietro al Museo. Due ragazze squisitamente cortesi mi propongono una vasta scelta di piatti pronti: opto per due deliziose crespelle ai funghi che mi mangio purtroppo velocemente ma con molto gusto perchè mi aspettava il Comando; ci torno con emozione perché è davvero uno di quei comandi che ho sempre apprezzato e stimato.

Terminato il mio contributo, alle 19.00 mi sono messo alla ricerca del B&B che avevo prenotato: ho scoperto che non era raggiungibile in auto, trovandosi in centro, il che non sarebbe stato un grosso problema se non avessi avuto 24 ore, trolley e borsa fotografica oltre all’ombrello perchè Giove Pluvio non era ben disposto nei miei riguardi.

Le mie scarpe, inoltre, erano probabilmente inadeguate ed ho rischito di scivolare, o meglio cadere, almeno una decina di volte.

Parcheggio a fianco di Porta Serrata e mi metto alla ricerca di via Gaetano Monti: il navigatore del telefono mi indirizza con sicurezza verso la mia destinazione fino a quando mi dice di svoltare a destra, ma in via Galla Placidia, che non era proprio quel che stavo cercando; fermo allora due gentili signorine cui chiedo lumi.

Anche loro ignoravano dove si trovasse sta benedetta via e, come me, hanno provato ad utilizzare il navigatore del cellulare: l’indicazione era di ripercorrere quel che avevo appena lasciato alle spalle, poi, conun cambio di rotta tanto inspiegabile quanto inatteso, conigliava di proseguire e girare a destra; ringrazio le cortesissime ragazze e riprendo la strada col timore di dover trascorrere la notte a dormire in auto.

La fortuna mi assiste e via Gaetano Monti mi si presenta sul lato destro, dopo poche decine di metri; il B&B è lì a due passi e tutto è bene quel che finisce bene nonostante, una volta arrivato, sbagli la stanza e tenti di entrare in due camere diverse, nessuna delle quali riservata a me.

B&B “La basilica”: mi ci sono trovato bene.

Il tempo di depositare armi e bagagli e sono pronto per uscire a cena con due colleghi e amici che si sono trasferiti dal parmense nella capitale dell’Esarcato: Valentina e Nicola.

Mi fissano appuntamento in Largo Giustiniano, che sarebbe a due passi se non sbagliassi strada (continuando pericolosamente a scivolare), per andare a mangiare una pizza in compagnia in un locale che si chiama Field.

Cameriere cortese, ambiente tranquillo e pizza niente male, ma quel che mi importa è la compagnia: ho rivisto con piacere Valentina e Nicola, che conobbi in occasione di un altro corso di prima formazione.

Ho avuto piacere di incontrarli perché in precedenza avevo avuto occasione di avere a che fare con loro rimanendone soddisfatto.

Mi sono informato di come si trovano, in che reparto prestano servizio e via discorrendo.

Serata davvero piacevole, di quelle che apprezzo; niente di straordinario ma è proprio questo che apprezzo in questi amici e colleghi, che sono persone normali.

Normali cioè non ordinarie, persone serie, sul lavoro e non soltanto: devo intessere un elogio alla normalità perchè è quello di cui questo misero paese, l’Italia, ha bisogno per sperare in un miglior futuro, di persone normali che, con la giusta serietà, facciano il loro dovere, nelle condizioni in cui si trovano. 

Oltre alla squisita ospitalità, di Valentina e Nicola proprio questo voglio valorizzare, l’ordinaria, normale serietà di chi prende sul serio le cose che affronta; sono persone che hanno idea di cosa significhi fissare appuntamenti e andarci “preparati”.

Il giorno successivo, di buon mattino me ne vado a far colazione presso la pasticceria “La Veneziana” (colazione compresa nel prezzo del B&B): ottima la bioche con la crema, ottimo il cappuccino e cortesia ancora una volta squisita delle addette e delle clienti che mi hanno aiutato ad orientarmi per arrivare all’auto.

Ho avuto occasione di conoscere il comandante che è stato cortese e cordiale e che mi ha fatto un’ottima impressione, a conferma dei giudizi positivi che già avevo avuto in precedenza: sono convinto che lavorerà bene e che i colleghi ne saranno contenti.

Dopo il contributo mattutino al Comando, inforco l’auto e mi porto verso il Mausoleo di Teodorico che ricordavo di avere visitato anni fa, ma di cui conservavo memoria sbiadita; 4 euro è il costo del biglietto per una visita veloce ma piacevole.

Mi rimetto, quindi, sulla via del ritorno: per una volta ho trascurato i mosaici che porto nel cuore per la strepitosa bellezza; durante il tragitto contatto un altro amico che non sentivo da tempo, l’ottimo Cristian Cosimo, uno dei migliori ragazzi di Modena.

Una lunga chiacchierata, con gran piacere; consideravo con lui che, purtroppo, in quel di Parma, non sono riuscito ad instaurare quei rapporti di amicizia che invece hanno caratterizzato l’esperienza modenese; siamo rimasti d’accordo che quanto prima ci rivedremo davanti ad un piatto di qualcosa di gustoso.

Prima di arrivare a casa, mi sono fermato ad acquistare alcuni litri di latte, in un negozio vicino a casa; il giovedì è previsto lo sconto per i pensionati e la cassiera, con cortesia, mi chiede: “lei, signore, è pensionato?”, le ho risposto con un sorridente “magari”, ma il mio orgoglio ne è rimasto duramente ferito.

Due giorni che rappresentano un buon bottino di esperienze.

Parma, 21 e 22 novembre 2018 memoria di santa Cecilia Vergine e martire, di  San Pietro Esqueda Ramirez Sacerdote e martire, dei Beati Elia Giuliano Torrido Sanchez e Bertrando Francesco Lahoz Moliner Religiosi e martiri e del Beato Salvatore Lilli Francescano martire