Una festa modenese, cioè a Modena e con prodotti tipicamente modenesi quali il mio amatissimo gnocco fritto, che nei paesi civili si chiama torta fritta.

Perchè una festa? per festeggiare, ovvio, il commiato del nostro mitico comandante Andrea Piselli; di lui ho ampiamente trattato e non aggiungo altro se non che gli è stata tesa una trappola dalla sempre mitica, inarrivabile Elisa Fancinelli, che lo ha convocato, con la mia complicità e quella di Alberto Cuoghi e Claudio Balboni ad un incontro organizzativo.

Il “pollo” non sospettava nulla ed è rimasto senza parole quando si è trovato di fronte alcune decine di ormai ex colleghi venuti appositamente a fargli gli auguri per il nuovo, prestigioso incarico.

Al mattino avevo la febbre, ero stanco morto ma non avevo alcune intenzione di mancare e ne è valsa la pena: tanti sono stati i colleghi e le colleghe che ho potuto riabbracciare dopo tanto tempo.

Ne mancavano alcuni ma non tutti i miei amici sono iscritti al mio stesso sindacato, pazienza.

Tra quelli presenti è stato bello poter abbracciare la mia amatissima Sabrina Menghini, una donna meravigliosa con la quale ho condiviso tanti momenti difficili e tante soddisfazioni, un’altra ragazza deliziosa, Rossella Relandini (uso ancora il suo portamonete arancione) poi Gilda Caridi e tante altre.

Tra gli uomini ho avuto il piacere di salutare con particolare calore il mio tutor, l’ottimo Paolo Piccinini: abbiamo ricordato il periodo in cui ero affidato alle sue amorevoli cure, alla pazienza che ha avuto, ai grattacapi che gli ho procurato.

Poi Matteo Bardelli, col quale, però, non ho mai lavorato, ed il malefico duo, i Dick Dastardly e Muttley del comando di Modena, Maurizio Taurino e Sandro Malgeri, che io chiamo, da sempre, gli uomini più brutti del comando, opinione condivisa da tutti e tutte coloro dotati di buon gusto.

E che dire di Francesco lo Muzio, che ho sempre preso in giro con gusto, trovando un ragazzo intelligente (ma inguardabile) che tentava di rispondere, senza mai riuscirci, alle mie caustiche provocazioni.

Ha fatto un salto pure Sabino Genovese, che ho rivisto con piacere, grande personaggio di rara umanità (anche se politicamente impresentabile).

Non poteva mancare un altro mito, Claudio Castagnoli, che sanno tutti quanto io stimi come persona deliziosa (mancava la fantastica Fio, ma era giustificata) ed ho salutato con grande piacere anche “il Ciccio” come ho sprannominato l’ottimo marito della super Sabrina.

Poi tanti altri, alcuni non sono riuscito nemmeno a salutarli.

Serata splendida, grazie ad Elisa e Rossella ma grazie al contributo di tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita della serata.

A chi mi ha chiesto se fosse mia intenzione tornare a Modena ho risposto negativamente per gli ovvi motivi che mi hanno condotto a Parma, poi mancando adesso anche Andrea … anche se è vero che il cambio di comandante è una svolta epocale non indifferente, da far riaprire la possibilità.

Sono passati ormai 8 anni dal mio inizio a Modena, il 17 dicembre 2010, ma ancora restano legami di stima ed affetto.

A tutti i presenti ieri sera un ringraziamento sincero, ad Andrea gli auguri che merita.

Queste serate riescono quando ogni partecipante dà il meglio di sé: sarebbe buona cosa che ci si ricordasse ogni giorno, in ogni occasione di dare il meglio, cambierebbe il mondo e senza necessità di (inutili) rivoluzioni.

Torno a fare riferimento al vestito di nozze della parabola evangelica.

Parma, 14 novembre 2018 memoria dei Santi Nicola Tavelic, Stefano da Cuneo, Deodato Aribert da Ruticinio e Pietro da Narbona Sacerdoti francescani, martiri