Borgo Val di Taro, chiamata sinteticamente Borgotaro, è stata la mia meta estiva di questa torrida e arida estate 2022: una prima volta il 24 giugno, per la visita pre ricovero ed una seconda il 7 luglio, alle 7 per tempone, ricovero ed intervento.

Il primo impatto è stato spiacevole, senza motivo ma mi sembrava di essere in un posto un po’ “rimediato”, di second’ordine, probabilmente a causa dei lavori in corso di una sala d’attesa forse un po’ provvisoria.

Il bello delle impressioni è che possono essere modificate: a partire dal colloquio con l’anestesista alle fasi del ricovero (a parte la lunga, un po’ sconfortante attesa, col timore di scoprirmi positivo ed essere ricacciato in isolamento con ignominia) tutto si è svolto bene, con personale sempre molto cortese e disponibile.

L’unico desiderio non realizzato è stato quello di avere un cuscino in più (a casa dormo con ben 4 cuscini) ma pazienza.

La stanza, molto ampia, l’ho condivisa con un quasi arzillo vecchietto che quando parlava capivo un decimo e con un giovane originario di non so quale paese, cui ho dato una mano in alcuni momenti di difficoltà.

Clima, quindi, tranquillo (ricordo ancora come un incubo la stanza condivisa con un ragazzo che teneva accesa la tv ininterrottamente per circa 18 ore) anche se poco colloquiale, ma ne ho approfittato per finire un ponderoso volume suggeritomi dall’amico Gabriele Trivelloni che, per la prima volta da quando lo conosco, mi ha mal consigliato (ma ingannato da recensioni poco chiare); credo che al libro dedicherò un post a parte, ma vedremo.

Alle 13:45, mentre ero intento in ameni conversari su una patente inglese con l’amico Nicola Villa (che ho congedato frettolosamente), sono arrivati a prendermi per condurmi in sala operatoria; ci sono andato tranquillo, senza particolari preoccupazioni.

Tranquillità trasmessami anche da tutto il personale della sala, squisitamente accogliente e gentile; l’anestesista ho scoperto che era amica del compianto mio carissimo amico Federico Buzzi, il che mi ha tranquillizzato ancora di più perché avevo una certezza ulteriore, che sarei stato in ottime mani.

Qualche difficoltà a trovare l’anfratto giusto per anestetizzarmi la parte inferiore del corpo e via… con le braccia spalancate mi sentivo molto Gesù in croce (mi perdoni il Signore per il quasi blasfemo paragone), poi mi hanno posizionato in modo che preferisco non descrivervi per salvaguardare la mia dignità ed è iniziata l’opera di risistemazione di certe vene.

Come nei telefilm, l’equipe parlava dei fatti propri, il che è stato molto tranquillizzante ed istruttivo; dopo 26 minuti l’intervento era concluso e sono tornato in stanza, per cedere il posto al giovane straniero.

Mi ha richiamato Nicola per questioni di Codice della strada e la giornata è scivolata tranquillamente verso la sera e l’agognata cena: minestrina e purè.

La notte è stata dura poiché mi è stato impossibile riuscire a dormire salvo per un paio d’ore, direi tra le 4 e le 6, ma non posso lamentarmi visto che sono riuscito ad evitare l’utilizzo del catetere, di cui avevo particolarmente timore, sfortuna cui è andato incontro il mio compagno di camera.

Il medico mi ha, però, dato una buona notizia: visto il decorso mi avrebbe dimesso in mattinata e così è stato; verso le 10:30 di venerdì ho ripreso il cammino verso casa.

La colazione era stata un bicchiere di te (che notoriamente non bevo mai) e due fette biscottate (che non mangio mai); lasciate le fette sul tavolo, avevo un certo appetito, così mi sono fermato in una stazione di servizio sull’autostrada e mi sono concesso una brioche con crema di pistacchio ed un cappuccino.

Arrivato a casa, ho informato dell’evento gli ignari parenti: avevo tenuto, come da mio costume, tutti all’oscuro, mi sono mangiato un mezzo melone ed ho iniziato la convalescenza.

Non sta andando come speravo perché il dolore è significativo e persistente, nonostante gli antidolorifici ma è anche vero che siamo soltanto al secondo giorno.

Le condizioni non mi permettono di andare a Messa per cui assisto online dalla Parrocchia San Michele Arcangelo di Tivoli.

In ogni caso anche questa è fatta.

Ringrazio di cuore tutto il personale medico, infermieristico e sanitario dell’Ospedale di Borgo Val di Taro, Unità Operativa Complessa Chirurgia, che mi ha amorevolmente assistito.

Parma, 9 luglio 2022 memoria di Santa Veronica Giuliani, vergine e delle Beate Melania Marianna Maddalena de Guilhermier e Marianna Margherita degli Angeli de Rocher, martiri orsoline di Orange