Il presidente Sergio Mattarella è fermo, immobile come una statua egizia; qualcuno (che conosco ma non ricordo chi sia) gli si avvicina per fargli una domanda, forse imbarazzante, poi si allontana. Mattarella sale assieme  a me e forse con anche l’altra persona, per una scala che poi gira a destra scomparendo, in un palazzo antico.

In questo stesso appartamento ora sono solo ma arriva un tizio che inizia a fare domande, come se volesse investigare e vendicarsi di qualcosa, ma io gli preciso che c’ero solo io, Mattarella e quest’altro tipo; lui sembra che stia molto a riflettere, io ripeto la stessa cosa ma lui è molto molto sospettoso, forse non mi crede ed aggiunge un’altra domanda, ma io ripeto la stessa risposta.

Ora siamo a colazione, a quell’altra persona (forse è Andrea Piselli) portano un cocomero intero e io gli dico “ecco è iniziata la vendetta (o la punizione o qualcosa di simile).

Mi viene voglia di far pipì, sono in una sorta di sotterraneo e la porta del bagno è chiusa per cui penso di farla fuori, all’aperto, ma considero che potrebbero esserci delle telecamere e dunque meglio farla altrove, così mi metto alla ricerca.

Sono a Messa, sto dicendo Messa, non so perchè ma mi sposto in fondo alla chiesa dove forse c’è mio nipote Simone, che ha in mano uno di quegli ombrelli da borsa, piccoli, fradicio; lo prendo per bagnare qualcosa, ma non so bene cosa, poi torno indietro, ma qualcuno sta recitando la preghiera di consacrazione.

A questo punto, mentre mi avvicino all’altare (che sembra più un tavolo che un altare) allungo le braccia come se stessi imponendo le mani; quindi impongo le mani camminando e penso che va bene lo stesso.

Mi inginocchio davanti all’altare poi mi reco sul lato opposto e sfoglio il lezionario ma scopro che è la Bibbia, quindi libro inutile, per cui la chiudo; tuttavia so a che punto siamo ed infatti pronuncio la formula “Il Signore sia con voi, scambiatevi un segno di pace”, poi scendo dal presbiterio per una scala molto ripida e vado a dare il segno di pace; la prima persona che incontro è un bambino che ha una mano ingessata e l’altra completamente fasciata (forse è un moncherino); questo bimbo mi dice: “ma io non ho le mani”, io lo guardo dolcemente e gli dico “non preoccuparti” e forse gli metto le mani sulla testa.

Poi ci sono due bambini o qualcosa del genere, che si stanno baciando (o chissà che altro, non si capisce) furiosamente; sono avvolti strettissimi nelle fasce, come se fossero bambini romani; in una delle fasce c’è la scritta “lei” quindi penso che nell’altra ci sia scritto “lui”.

Do la mano ad altre persone in prima fila.

Parma, 06/06/2018 memoria di san Norberto vescovo

Questo sogno precede la visita del presidente Mattarella ma segue le riunioni che questa visita hanno preparato: questo credo il materiale da cui ha tratto origine.

La visita è poi avvenuta ed io mi sono occupato della gestione della parte terminale ovvero dell’ingresso nel parco dell’Auditorium; quando il presidente è passato ha salutato con la mano, sia all’entrata che in uscita, com’è direi d’obbligo per queste figure istituzionali, il che non significa che non abbia apprezzato la cortesia.

Tutto è andato bene della qual cosa non posso che essere contento; la vicenda mi è costata qualche saporosa presa in giro (“lei è l’uomo di punta del comandante” o vari link al film “tutti gli uomini del presidente” o foto in tenuta da incursore) di cui sono ben lieto; questo è il secondo presidente che ho occasione di vedere, l’altro, che se non ricordo male potei incontrare personalmente, fu il presidente Scalfaro quando venne a Rimini in visita alla mostra dedicata a Guido Cagnacci. In quell’occasione incontrai vari personaggi di spicco, tra i quali, Helmut Kohl e l’allora Vescovo di Tunisi S.B. il Patriarca latino emerito di Gerusalemme, Fouad Twal, e buon ultimo Gianni Agnelli.

Il presidente Scalfaro non godeva della mia stima politica, sia ben chiaro.

Dopo i trionfi presidenziali mi è successo un po’ di tutto: primo TSO parmigiano, esperienza sempre toccante umanamente poiché non mi rassegnerò mai all’idea che una persona possa far uso delle sue facoltà mentali in modo così dannoso per sé e per chi gli vive accanto.

La malattia psichica è un inferno reale, da cui è praticamente impossibile uscire o quasi; TSO conclusosi con visita in P.S. ed esami vari che dovrò farmi da qui a sei mesi, insomma un gran disagio, ma pazienza.

In questa occasione ho avuto la fortuna ed il piacere di rivedere una compagna di classe del biennio del liceo, è stato un piacere anche se avrei preferito miglior occasione.

Chiudo con un episodio simpatico: durante la visita residenziale si è presentata al cancello in bicicletta una ragazza sui 25 anni; nel cestino portava una retina di quelle per farfalle o pesciolini che faceva tanto “Vispa Teresa”.

Davanti alla discreta ma significativa presenza di forze dell’ordine la ragazza ha riflettuto un istante poi ha chiesto con grande gentilezza: “siete qui per le tartarughe?” è stata talmente carina che sarebbe stato impossibile scoppiare a ridere, ma la tentazione è stata fortissima.

Voglio infine ringraziare quei colleghi e superiori che mi hanno trattato con tanta attenzione e gentilezza, immeritata.

Parma, 8 giugno 2018 memoria del Sacro Cuore di Gesù