Mi trovo a letto, sdraiato sullo stesso letto, non dormendo assieme, con Andrea Piselli che, non so come né perché, mi causa il distacco totale dell’unghia di un alluce, al che il mio commento: “ma proprio questo mi dovevi fare (o staccare?)?”

La scena cambia totalmente; sono a bordo di un’astronave o di un velivolo di enormi dimensioni; c’è un uomo che progetta la distruzione di questo apparecchio, non so per quale motivo ma è moralmente lecito e dovuto farlo.

Mi trovo a parlare con lui e credo di offrirgli il mio aiuto, ben sapendo che questo comporterà la mia morte, ovviamente assieme a quella di tutti gli altri presenti sull’astronave.

Prima di procedere chiedo di poter scrivere alcune righe di commiato alla mia famiglia, in particolare a mia mamma ed ai nipoti, ma a quel punto forse compare Simone.

Mi trovo seduto, accanto ho l’uomo cui devo dare una mano e forse Simone, creco di scrivere il commiato ma o la penna non funziona o manca un pezzo di carta, cerco affannosamente di procedere ma non ci riesco e sono angosciato e commosso, tanto commosso da versare lacrime in abbondanza (almeno così mi pare) mentre provo e riprovo a scrivere queste righe di addio, che proprio non riesco …

Questo il sogno tra la notte dell’8 e 9 dicembre; inutile aggiungere che credo ci sia un bel lavoretto da fare.

Parma, 9 dicembre 2018, seconda domenica d’avvento e memoria dei Beati Riccardo de los Rios Fabregat, Giuliano Rodriguez Sanchez e Giuseppe Gimene Sacerdoti salesiani e martiri,  Liborio Wagner  Sacerdote e martire