Suggeritami dall’amico Gabriele Trivelloni, sono andato, qualche giorno fa, a visitare la mini mostra dedicata a Giambattista Cima da Conegliano e l’Emilia presso la Galleria Nazionale di Parma, nel Palazzo della Pilotta.

Ho acquistato il biglietto, 6 €, che è quello per l’ingresso alla Galleria Nazionale e, un po’ di corsa, per il poco tempo a disposizione sono andato alla ricerca dei, purtroppo pochi, dipinti dell’artista.

La mostra è bella ed è valsa la pena andare a visitarla; Cima da Conegliano è sicuramente un autore di ottime capacità, a me del tutto ignoto. A parte il nome di lui non sapevo nulla, adesso scopro che è stato pittore influente per le successive generazioni che hanno visto nascere gli astri nostrani, Correggio e Parmigianino. Gli altri autori emiliani che si sono ispirati a lui e presenti in mostra non reggono il confronto: Giambattista Cima da Conegliano li sopravanza in qualità.

Cima mostra grande attenzione al paesaggio, in tutti i suoi dettagli, cosa che a me non può certo dispiacere. Esponente di un temperato classicismo Cima da Conegliano rappresenta spesso sullo sfondo dei quadri che ho visto, una strada che conduce alla città murata, sullo sfondo, quasi volesse valorizzare la natura rispetto alla cultura (la città). La città, però è ben rappresentata ed anche la natura non ha alcun tratto di spontaneità, tutto è ben curato ed in ordine. L’uomo è l’artefice della natura come della civiltà.

Scopro leggendo in giro che il pittore era maestro nelle sacre conversazioni: quelle che ho visto più che sacre conversazioni mi sembrano degli assoli tra individui che non si capisce bene da quale legge siano accomunati.

Ho apprezzato per la loro bellezza la Madonna col Bambino tra san Girolamo e Ludovico da Tolosa, conosciuta come Madonna dell’arancio, ancora la Madonna col Bambino tra san Michele Arcangelo e san’Andrea, un fantastico compianto su Cristo morto tra san Francesco e san Bernardino e una Madonna col Bambino, in trono, tra i santi Cosma e Damiano, Giovanni Battista, Apollonia, Caterina,Giovanni Evangelista ed angelo musico.

La opere di Cristoforo Caselli e quelle della cerchia di Cima sono, invece, decisamente meno piacevoli.

Uscito dalla Galleria nazionale, che ha delle opere magnifiche, chiedo dove acquistare il catalogo e qui faccio una scoperta che mi rattrista e sconcerta.

Come a Palermo, a palazzo Abatellis anni fa, anche a Parma scopro che non c’è un bookshop all’interno della Galleria Nazionale. A Parma, Emilia Romagna, Italia del nord, Pianura Padana, la Galleria Nazionale non ha un bookshop!!! Mi invitano ad andare al Parma Point, negozietto alquanto deludente, nella vicina via Garibaldi; qui non trovo quel che cerco anche se l’addetta mi fornisce preziose indicazioni.

Parma è città da valorizzare turisticamente, credo ci sia ancora molto da fare…