Dopo una serata dedicata al cibo, con una luculliana paella a modo mio che l’ottima Silvia mi ha preparato, e al gioco, ho scoperto un gioco di carte, Machiavelli, assai divertente e gustoso soprattutto perchè nelle due partite giocate ho vinto, facendo a pezzi le povere Silvia e Lulù, bene dopo tutto questo mi è venuta la voglia di fare un giro in solitaria.

Domenica mattina ho preso l’auto (il treno manco a pensarci purtroppo) e sono andato a Trento, attirato dal ricordo del famoso Concilio, dalla Grande Guerra e dall’ambiente vagamente tedesco che pensavo si respirasse.

Viaggio piacevole, arrivo senza patemi e trovo subito, senza perdermi, il che ha dell’incredibile, un comodo parcheggio; mi dirigo a piedi verso il centro, che è a due passi e il gioco è fatto.

La prima cosa che vedo è la facoltà di sociologia, che mi evoca tristi e cupi pensieri: da queste aule è uscita una parte dell’intellighenzia delle brigate rosse, nei bui anni 70; me ne allontano velocemente.

Incontro la Cattedrale di san Vigilio, affascinante e suggestiva; entro di corsa per timore che poi possa chiudere e mi godo un esempio di romanico rimaneggiato col barocco che mi soddisfa.

Esco e mi ritrovo nella piazza, con la fontana di Nettuno e le case affrescate Cazuffi Rella, che è fantastica, bellissima e incantevole; se penso a come doveva essere il centro della città con tutte le abitazioni affrescate in questo modo… uno spettacolo davvero notevole.

Dopo la piazza l’obiettivo è il famosissimo Castello del Buonconsiglio che si studia a scuola in riferimento a Cesare Battisti.

8 euro il costo del biglietto, con un euro di aggiunta se si desidera visitare la Torre ‘Aquila, parte imperdibile del complesso. Il castello custodisce opere di vario genere; da reperti archeologici a collezioni egizie.

Il senso dell’orientamento qui viene a mancare clamorosamente e mi ritrovo nel solito posto svariate volte, oppure ho percorso al contrario un itinerario, beh insomma mi ci sono perso, ma anche ritrovato e questo è quel che conta.

La visita a Torre Aquila è stata ottima, a parte l’audioguida un po’ scarsa, il ciclo dei mesi è un’opera del maestro Venceslao, davvero splendida. L’opera, esempio di gotico internazionale, rappresenta i mesi, eccetto il perduto marzo, con le attività tipiche della nobiltà e dei contadini; due cose ho notato: i nobili sono rappresentati solo e sempre in attività ludiche, come se fosse impossibile, per loro, lavorare o meglio, viene omesso completamente il lavoro che anch’essi fanno.

Non ci sono, l’epoca non lo prevedeva, forme di lamentela sociale ma sembra che i nobili siano soltanto esseri improduttivi, che si divertono con falconi, caccia, tornei e belle dame (iuxta modum). In definitiva una netta separazione tra lavoro e frutto del lavoro, tra chi produce senza o con poca soddisfazione e chi sfrutta con apparente soddisfazione e senza lavoro la fatica altrui.

La seconda nota interessante riguarda l’affresco dedicato, ma è pura casualità, al mio mese di nascita, giugno: qui il corte di nobili vede il vescovo (così diceva la guida) accompagnato da una persona agghindata in eleganti abiti femminili, sennonché di uomo si tratta, con tanto di barba.

La guida commentava spiegando che, probabilmente per timore di suscitare scandalo rappresentando un prelato in compagnia di una bella dama, evidentemente a lavoro già quasi totalmente eseguito, hanno messo la testa di un uomo al posto di quella muliebre. Il risultato la dice lunga sulla testa, appunto, ovvero della serie che il rattoppo è ben peggiore del buco: l’affresco rappresenta, ed è strano che nessuno ne parli, almeno non ho trovato riferimenti particolari in rete, un transessuale.

Non voglio trarne morali universali ma mi sembra che l’episodio sia emblematico di un certo modo di pensare che la chiesa ha avuto (e temo abbia ancora) nei secoli riguardo il rapporto uomo donna.

Dopo la visita alla torre sono sceso nella fossa, dove sono state eseguite le condanne a morte di tre irredentisti trentini, anche se, non comprendo bene il motivo, il maggior rilievo è dato a Cesare Battisti.

Nemmeno mi è chiaro perchè Damiano Chiesa sia stato fucilato mentre Battisti e Fabio Filzi impiccati, ma a parte questi dettagli, il luogo era assolutamente deserto, nessuno dei visitatori gli si è avvicinato, almeno nel periodo in cui ci sono stato io o comunque ho avuto modo di vederlo.

Mi rimane un certo fastidio pensando al termine irredentismo, che com’è chiaro, rimanda alla redenzione, concetto cristiano di ben altro valore e significato; l’idea di liberare la madre patria dallo straniero che la contamina, come ne ha ottimamente parlato A. M. Banti, e di redimerla dal “barbaro invasore” ha non solo fagocitato e snaturato un pensiero cristiano, ma ha prodotto anche danni e rovine tali che andrebbe bandita dal vocabolario.

All’interno del Castello del Buonconsiglio vi è in corso anche una mostra dedicata alla Grande Guerra, con disegni o stampe molto interessanti; essi tuttavia evidenziano soltanto l’aspetto tragico della guerra, tralasciando, con legittima scelta, manco a dirlo, tutto il periodo precedente, quello degli entusiasmi guerreschi che mi interessa maggiormente.

Terminata la visita e rifocillatomi con un gelato, una bottiglietta d’acqua ed una ciliegia che ho raccolto da un albero che si trova nel cortile del Castello, mi sono diretto, su consiglio di una cortese addetta alla biglietteria, alle Gallerie a Piedimonte; chissà che mi aspettavo: sono proprio gallerie stradali, al cui interno, con ingresso libero, c’è una interessante mostra di film d’epoca dedicati al conflitto mondiale.

Il meccanismo, con auricolari da infilare in prese che non ho mai visto è un po’ macchinoso ma l’idea è interessante e la realizzazione niente male; l’ho goduta poco per due banali contingenze: ci sono arrivato dopo una scarpinata sotto il sole cocente, quindi sudatissimo mentre l’interno era gelido; secondo motivo l’orario… Comunque visita interessante; al ritorno, cioè nella seconda galleria, una mostra fotografica dedicata all’ex carcere di Trento ed una dedicata alla Grande Guerra; interessanti le lettere dei soldati che vorrei trovare pubblicate ed approfondire.

Prima delle gallerie ho trovato una chiesetta assai carina ma, per ragioni di sicurezza, con accesso limitato all’atrio, peccato; in una casa a fianco, invece, un paio di rose rampicanti di color giallo tenue che erano straordinarie, bellissime; ne avrei chiesto un rametto se ci fosse stato qualcuno presente, cosa improbabile visto la canicola.

Unica nota stonata i graffiti ovunque, dimostrazione che a Trento gli imbecilli non mancano, come in tutto il belpaese.

Ritorno tranquillo salvo un incidente stradale in cui mi sono imbattuto ma questa è un’altra storia…