Mentre correva l’anno 2018,  il 22 settembre sono stato benignamente autorizzato a recarmi, in buona compagnia, in quel di Riccione per il convegno annuale delle polizie locali.

Sono stato particolarmente fortunato perchè proprio in questo giorno era previsto il contributo di una donna straordinaria, che mi onora, inspiegabilmente ed immeritatamente, della sua amicizia, Miranda Corradi.

Avevo, come da consuetudine, preallertato l’immancabile Umberto Farina, che ha svolto il suo ruolo di padrone di casa con la cortesia che gli riconosco da decenni; rivederlo mi fa sempre un piacere enorme perché è uno di famiglia.

Appena arrivato ho avuto l’onore di incontrare altri due personaggi di gran calibro, Claudio Rimondi e Maurizio Marchi, ciascuno dei quali, da solo, meriterebbe il viaggio per ascoltarlo. Colpevolmente, non ho fatto subito gli auguri a Maurizio, in occasione dell’onomastico, contavo di farglieli più tardi ma l’occasione è sfumata, pazienza.

Il 22 settembre è una data a me particolarmente cara perchè san Maurizio è anche il santo eponimo del mio amato professore che mi fu relatore di tesi all’Alma Mater, il secolo scorso: Maurizio Malaguti, un uomo ed un docente non comune cui resto legato da affetto e riconoscenza nonostante non l’abbia mai più rivisto da allora.

Tornando al ben più prosaico mondo riccionese, con Umberto presenziava all’incontro anche un altro collega, che considero amico, Daniele del Fabbro; il destino avverso fece sì che non ci trovassimo a lavorare assieme, della qual cosa sono molto dispiaciuto, tuttavia ebbi modo di notarlo e di stimarne le doti che non starò ad enumerare per non metterlo in imbarazzo.

Ho saputo che andrà a lavorare in una città da me amatissima Ravenna, con importante incarico; dopo lunghi anni di oscura gavetta, finalmente, gli si è presentata la giusta occasione: a lui i miei complimenti ed i migliori auguri.

Al lavoro utilizzo una carpetta col logo della polizia municipale di Rimini che gli estorsi alcuni anni fa; conservo anche il suo biglietto da visita a testimonianza della stima che nutro nei suoi confronti.

Dopo brevi convenevoli ecco l’orario dell’incontro, moderato dal comandante di Ravenna (che non conosco): i contributi di Antonella Manzione e di Miranda Corradi sono all’altezza delle aspettative ed il tempo corre senza che ce ne accorgiamo.

Prima di ripartire ci concediamo la giusta pausa pranzo ma prima il mio collega parmigiano Paolo, adocchia un portafogli tristemente abbandonato sopra uno sgabello; il tempo di recuperarlo e subito viene affidato a chi provvederà alla restituzione.

Non dirò chi l’aveva smarrito ma all’interno era custodita una cifra importante (attorno ai 400 euro) per cui credo che lo smarrimento si sia concluso in modo assai felice.

Il desco reclama la nostra presenza: in quel di Miramare, poco distante dalla mia vecchia abitazione, c’è quel locale, il Ristorante Pizzeria del Toro, che ogni volta che ci torno mi fa vivere un’estasi culinaria.

Sulla cortesia dei gestori non mi dilungo, già ne ho parlato, sulla squisitezza dei piatti nemmeno, perchè ormai  andarci è una di quelle consuetudini immancabili che rallegrano le rare trasferte riminesi.

A tavola, oltre ai miei colleghi parmigiani, ci sono Umberto, Daniele, Miranda e suo marito, persona di squisita cortesia, come non dubitavo.

Un’occasione unica; peccato soltanto per l’assenza di svariati altri amici ed amiche ma rimedieremo…

Dimenticavo che all’uscita ho incontrato il comandante di Reggio Emilia al quale ho chiesto informazioni sul comportamento del mio “figlioccio” Loris Montanari; ovviamente, vista la mia notoria perfidia, ho provveduto subito ad informare Loris della cosa, omettendo di fornirgli le risposte del suo superiore, ma è risaputo che sono bastardo. 

Anche Loris sarebbe stato un degno commensale come pure Piero, Andrea Piselli, Alessandro Scarpellini, Cristian Rocchi e davvero tanti altri.

Bilancio positivo sebbene una buona crisi di angoscia abbia messo in risalto il contrasto tra lo spirito propositivo che ho incontrato e quel che vivo ogni giorno: urge l’abbandono dell’uniforme per passare a più grigia, forse, ma tranquilla esistenza. Vorrà dire che mi impegnerò ad organizzare le giornate formative degli archivisti (o bibliotecari, mi andrebbe bene lo stesso) d’Italia.

Riccione e Parma, 22 settembre 2018 memoria di san Maurizio