Giornata che non avrebbe nulla di speciale, considerando che la solennità si festeggia il giorno successivo (vero, però, che per la Chiesa Cattolica il giorno inizia coi primi vespri), se non che è stata connotata da due episodi curiosi.

Il primo, al mattino: mi sono recato presso il cimitero della Villetta in ausilio ad una pattuglia, per via di un funerale per cui era prevista la scorta; il funerale era previsto a piedi, cosa ormai rarissima, ma quel che era curioso è stato arrivare e trovare la banda.

Mi è tornata in mente la mia ormai ben datata fanciullezza, e già allora i funerali con la banda erano rari, quando mi successe di assistere a funerali con accompagnamento musicale e, proprio come allora, quei funerali erano connotati politicamente.

I funerali con banda erano quasi esclusiva dei comunisti che oltre a mangiare i bambini e ad essere trinariciuti, non frequentavano la chiesa e, dunque, dovevano sopperire con un rito non meno religioso, come la banda che intonava Bandiera Rossa.

Ebbene la mattina dell’8 giugno scorso ho rivissuto, come in un déjà vu, la stessa identica scena: Bandiera Rossa, l’ormai immancabile (come il prezzemolo, la si trova ovunque) Bella Ciao, ma anche, se non ricordo male, Fiume Amaro e il più recente Con te partirò di bocelliana esecuzione.

Il tutto condito con tanto di sventolanti bandiere rosse dell’ormai defunto Partito Comunista Italiano (di cui, lo ricordo, fui a suo tempo, inscritto); vederle garrire al vento, portate da alcuni dello sparuto gruppetto al seguito del feretro, mi ha fatto una certa impressione: ho pensato al poveretto che se ne andava sotto un tiepido sole, accompagnato da pochi ma bene fedeli amici e parenti che hanno omaggiato la sua pia illusione.

Pensavo a quest’uomo davanti alla tv, ad ascoltare i resoconti politici di questi tempi, allo sconforto che deve avere provato vedendo come il suo amato partito è andato sempre più (mai abbastanza in verità) a rotoli: gli rendo comunque l’onore che spetta ad ogni persona che ha, comunque, avuto delle idee cui è rimasto fedele con ostinazione, nonostante la storia abbia abbondantemente mostrato come siano state mortifere.

Gli auguro di riposare nella pace di quel Signore che lo avrà accolto benevolmente, com’è Sua abitudine, non minimamente offeso dalla negazione che, presumo, gli abbia precluso migliori rapporti in vita.

Il sabato sera sono andato a Messa, vespertina della solennità di Pentecoste e qui la seconda sorpresa: il parroco, visibilmente alterato, dopo avere letto le letture, ha tenuto una predica che neanche alla Messa feriale della mattina.

La sintesi è questa: il prossimo anno anche a giugno verrà soppressa la Messa vespertina; questa non è una comunità poiché non c’è nemmeno un lettore e tocca fare tutto al parroco.

Parole durissime, mitigate solo dal piacere dovuto alla concisione, che apprezzo oltremodo; non mi era mai successo di sentire un parroco tuonare dal pulpito con toni così accesi contro l’incolpevole popolo (bue, lo ammetto, io per primo) di Dio.

Non ne traggo alcuna morale se non che anche i parroci, ogni tanto, s’incazzano.

Io leggerei anche ma il mio stato non proprio regolare mi impedisce di offrirmi come volontario per la bisogna; ai tempi del mio amato e stimato don Lino Bin (ma quand’è che i salesiani lo sponsorizzano per farlo santo?) e del vice parroco don Enzo Dei Cas, era funzione che svolgevo regolarmente sebbene preferissi trastullarmi con l’incenso; l’anima, nevrotica, del liturgista riemerge prepotentemente, ma è bene non darle corda, sebbene vi abbia ceduto anche in occasione della deludentissima manifestazione del 2 giugno.

Trovandomi a prestare servizio, mi sono cinto della fascia azzurra che ho ricevuto in dono, ai tempi, dal mio amatissimo Comandante Andrea Piselli; così bardato ho accolto alcuni sindaci, neo eletti, alcuni dei quali non hanno ancora fatto amicizia con la loro fascia tricolore.

Ho così conosciuto un nuovo amministratore di Colorno; l’ho scoperto solo successivamente e questo mi ha impedito di congratularmi per il successo: a Colorno, dopo anni e anni, finalmente il pd è stato sconfitto, il che è un’ottima notizia.

Ma non divaghiamo: l’anima liturgista non va assolutamente alimentata per cui urge cambiare lavoro o almeno tipo di lavoro, ne va della salute psichica.

Parma, 8 giugno 2019 nei primi vespri della Solennità di Pentecoste