trasporti pubblici

Stamattina prendo il treno alle 9.01 con direzione la solatia Romagna:5 minuti sono quelli previsti di ritardo e più o meno resteranno quelli, cosa che rende decisamente soddisfatto visto che un ritardo così firmerei per averlo ogni volta che viaggio.

Salgo dunque speranzoso e tutto procede bene se non che, dopo pochi minuti mi accorgo di sentire, stranamente, un certo freddo: quel freddo non mi ha lasciato fino al termine della corsa; accanto a me stava un ragazzo, ragazzo è un parolone comunque, beh indossava una sorta di maglioncino rosa, ma di un rosa così intenso che nemmeno io nei momenti più colorati del mio vestire avrei il coraggio di mettere addosso; in quel maglioncino il giovanotto dalle movenze femminili stava rannicchiato cercando di conservare calore: l’ho guardato con intenso desiderio, tentato di strapparlo di dosso al legittimo proprietario, per cercare di coprirmi qualche centimetro di pelle.

Come me, tanti hanno sternutito abbondantemente e a ripetizione.

Il ritorno: treno in perfetto orario ma anche stavolta la temperatura non è adeguata: il caldo è pazzesco, l’umidità attacca addosso gli indumenti, la gente boccheggia; qualche finestrino aperto porta un po’ di sollievo ma solo ai pochi che hanno avuto la fortuna di trovare un posto vicino; in questo caso sono stato tra quelli almeno fino a Bolgona quando un baldo giovane si è seduto accanto a me e, dovendo telefonare, ha chiuso il finestrino disturbato dal rumore dell’aria.

Scendo dunque a Modena alle  18.50, perfetto l’orario, e mi dirigo alla biglietteria dei bus, che è chiusa; non ho spiccioli a sufficienza per comperare il biglietto dall’emettitrice automatica per cui mi guardo attorno proccupato: non intravedo niente di utile.

Inq uel momento transita l’autobus che serve a me: mi armo di una banconota da 5 euro e chiedo al conducente se può aiutarmi: manco mi risponde, scuote la testa con un’espressione che preferisco non commentare per  evitare turpiloqui; gli spiego che è tutto chiuso ma, evidentemente, la cosa non lo riguarda minimamente e nemmeno prova a fare lo sforzo di comunicare che, magari, se faccio un salto all’autostazione, lì posso trovare una  biglietteria (non sapevo che ci fosse l’ho scoperto sul posto).

Non discuto che ero io in torto, per carità, ma mi sono messo nella disposizione d’animo di un eventuale turista o di una persona che arriva a Modena e intende utilizzare l’autobus..

Mi armo di santa pazienza, dalle orecchie esce fumo, e mi dirigo velocemente verso l’autostazione; trovo la biglietteria ed una bella coda agli sportelli: sono le 19.00  e qualche minuto; mi metto in coda salvo scoprire che entrambe le impiegate stanno servendo due casi evidentemente complicati (abbonamenti per studenti immagino), la coda è lunga in entrambe le file ed immobile: dai vetri intravedo l’autobus che passa: secondo autobus che se ne va senza di me.

Finalmente esaurita la lunga pratica, la coda si dissolve in fretta (magari dedicare uno sportelloa gli abbonamenti…), compro l’agognato titolo di viaggio che oblitererò una volta salito in vettura; il bus transita finalmente alle 19.37 e mi scarica al capolinea alle 19.50.

La morale è che per arrivare dalla stazione ferroviaria al capolinea di Via Galilei ci ho messo un’ora.

Colpa mia sicuramente e tuttavia ne esco con un senso di fastidio e di antipatia verso un’azienda pubblica che non è in grado di fornire la minima informazione ad un potenziale e volenteroso cliente passeggero; certo è un caso isolato e non intendo buttare la croce addosso a nessuno ma la sensazione è stata sicuramente sgradevolissima.

Le aziende di trasporto hanno ancora ampi margini di miglioramento nel considerare coloro che utilizzano i mezzi come clienti, cioè come un patrimonio; non vedo l’ora che arrivi una seria concorrenza per mollare trenitalia mentre il bus a Modena, beh li eviterò tutte le volte che mi sarà possibile.

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