Oggi è stata una strana giornata: è di fatto saltato il mio contributo all’incontro formativo presso la Scuola interregionale di polizia locale, tuttavia non è andata male; i miei correlatori sono state persone competenti, cortesi, interessanti, disponibili. I miei complimenti alla Guardia di finanza e ai NAS che hanno la fortuna di avere rappresentanti di così elevato livello.

Nel pomeriggio mi sono concesso alcune spese, come da tempo non mi accadeva: ho acquistato alcuni fiori, delle margheritine bianche, una fucsia rossa (è una pianta dai fiori fantastici), due ornitogallo, una dalia ed una clematis viola.

Dopo avere liberato dalle erbacce il giardino domenica scorsa (aiutato dai miei ottimi cugini Liliana e Luca), ripongo ancora attenzione ai fiori che mi danno molta soddisfazione e consolazione.

Oggi ho ripreso in mano, dopo tanto tempo, anche i colori ed ho riempito una tela: le solite macchie, mi piace spargere i colori, mescolarli, sovrapporli, farli scontrare ed incontrare.

Apprezzo, manco a dirlo, la rappresentazione della realtà ma io preferisco “le macchie” con le quali ognuno può giocare liberamente, non sono altro che qualcosa offerto all’adesione di chi vorrà ritrovarvi un pensiero, un’emozione o quel che preferisce.

Ho ricevuto, alcuni giorni fa, un graditissimo messaggio dall’ottimo Francesco, quel fantastico ragazzo che andai a trovare in ospedale tempo addietro: si è confermato la persona gentile che avevo apprezzato. Nel messaggio ricambia le preghiere che pure io avevo a suo pro elevato in un momento difficile (e che continuo perchè le merita) e mi dice che chiede per me, che tutto vada per il meglio, anche se non ci è dato sapere cosa sia meglio.

Cosa è meglio per me? quali decisioni prendere in questa congiuntura difficilissima? Non lo so e ci sto seriamente pensando.

Ho potuto, comunque, sperimentare l’amicizia di persone che si sono attivate subito, a fronte delle difficoltà che rappresentavo: mi ripeto fino alla noia, nel ringraziare Umberto, Roberta, Federico  e Stefano.

Anche ad Antonella debbo gratitudine: sino a non molto tempo fa mi avrebbe dato molto fastidio sentirmi in debito (l’idea è sempre quella: la pago io), oggi sto imparando ad accettarlo ed a considerare virtuoso il farlo.

Freud parlava di passività e della incapacità, appunto, di ricevere (travestito dal’equivoco della passività sessuale che nulla c’azzecca se non in una logica masochistica, ma devo svilupparla meglio).

In cerca di soluzioni che non siano la solita tentazione religiosa o le consuete trappole di un amore che non esiste.