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	<title>Francesco Gallina Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>Francesco Gallina Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Francesco Gallina e Isa Guastalla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 17:40:02 +0000</pubDate>
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<p>Il professor Francesco Gallina mi ha onorato di un invito che non ho voluto declinare, grazie alla sempre indispensabile collaborazione di mio fratello: partecipare alla prima proiezione di &#8220;ISA GUASTALLA. UNA VITA&#8221;, di Francesco Gallina e Alessandro Guatti, al cinema D’Azeglio di Parma, all’interno del Parma Film Festival, il 15 novembre 2024.</p>
<p>Un documentario dedicato alla professoressa Isa Guastalla, docente al liceo scientifico Marconi per lunghi anni e animatrice culturale dei circoli borghesi di quella provincia dell&#8217;impero che fu, un tempo ormai molto lontano, addirittura capitale di un ducato.</p>
<p>Ero partito un po&#8217; prevenuto: accettato con piacere l&#8217;invito di un amico, ad assistere alla proiezione di un documentario dedicato ad una figura a me del tutto ignota (la mia ignoranza è conclamata, è fatto notorio), temevo che la noia la facesse da sovrana.</p>
<p>Così non è stato.</p>
<p>Non mi sono perso un istante: l&#8217;opera è molto bella. La mia ignoranza, condita con la non appartenenza alla borghesia bene di Parma e la non iscrizione al liceo Marconi (oltre agli ovvi limiti d’età e la lunga trasferta in terra di Romagna), ha fatto sì che scoprissi una realtà di cui ignoravo totalmente l&#8217;esistenza.</p>
<p>Quale realtà?</p>
<p>Francesco riesce a far emergere una Parma dal passato glorioso, brulicante di cultura letteraria, dove hanno vissuto poeti di grandissimo rilievo: attraverso le memorie di questa professoressa si percepiscono i fermenti di un&#8217;epoca che pare essere scivolata via senza lasciare tracce.</p>
<p>Una donna ancora molto legata al primo marito, morto molto giovane in un incidente stradale, Mario Colombi Guidotti, mentre del secondo dice, quasi di sfuggita, che fu il tramite per la conoscenza della famiglia Fo, un po’ poco, poveretto…</p>
<p>Ci credereste che c&#8217;è stato un periodo in cui nella città ducale sono passati Pier Paolo Pasolini, Anna Banti, Mario Luzi e Carlo Emilio Gadda?</p>
<p>Io ho stentato ma sembra che sia tutto vero, guardando le foto d&#8217;epoca ed i titoli di giornali e libri che Francesco ha sapientemente miscelato ai video dei colloqui con la protagonista.</p>
<p>Protagonista?</p>
<p>I protagonisti sono almeno 5: Isa Guastalla, Mario Colombi Guidotti, Parma, Francesco Gallina, Alessandro Guatti.</p>
<p>Con ordine: Isa Guastalla si racconta come discreta protagonista, prima compagna e moglie di un uomo colto, un intellettuale di ampie vedute e conoscenze, poi animatrice di salotti che &#8211; è lei a dichiararlo &#8211; avevano smarrito quel brio presente ai tempi della sua giovinezza.</p>
<p>Nel suo essere stata docente ed animatrice di vari circoli, si è certamente spesa per la crescita culturale dei parmigiani. Lo ha testimoniato il pienone della sala.</p>
<p>Mario Colombi Guidotti è richiamato talmente spesso da assumere un rilievo decisamente importante: più vecchio della compagna di 11 anni, inizia a frequentarla quando lei ha 16 anni e lui 27, e convola a giuste nozze mentre lei ancora studia Lettere a Firenze: è scrittore, critico, una figura decisamente affascinante.</p>
<p>Parma è il terzo protagonista: sembra vivere un momento di grande effervescenza, si pubblicano opere, si scrivono articoli, poeti e critici ci lavorano o ci passano per ricevere riconoscimenti; ci sono caffè punti di incontro (per soli uomini perché non era costume &#8211; ci racconta Isa Guastalla &#8211; che le donne si fermassero al caffè, sedute ai tavolini), sembra quasi di respirare una certa aria romana dei tempi della dolce vita. Dopo cosa è successo? è caduto un meteorite?</p>
<p>Francesco Gallina è un altro protagonista: sa interpretare il suo ruolo, è presente senza eccessi ma non potrebbe esistere questo racconto senza di lui, ne è parte essenziale (essendone oltretutto l’ideatore).</p>
<p>Isa Guastalla lo tratta da partner, erede intellettuale e lui sa rivestire quel ruolo con squisita delicatezza; valorizza le parole di lei e le condisce con tanti dettagli collaterali in modo da restituire le suggestioni di un&#8217;epoca.</p>
<p>Alessandro Guatti, il regista, non lo conosco e le mie competenze cinematografiche sono pari a zero quindi non posso dire molto.</p>
<p>Il documentario mi è piaciuto e, di conseguenza, è merito anche del regista; se devo proprio muovere una critica direi che la scena in cui Francesco è ripreso mentre cammina in cerchio all&#8217;interno del Salone di San Paolo: ecco, se fosse durata un paio di secondi in più, mi sarebbe venuto il mal di mare.</p>
<p>Avrete ben capito che ho molto apprezzato.</p>
<p>Me ne sono uscito di corsa per tornare a casa e non ho potuto fare i complimenti che meritavano ai due autori, rimedio qui.</p>
<p>Un&#8217;impressione mi ha accompagnato dopo la visione del documentario: lo spreco di una possibile eredità. Non saprei dire se la figura di questa donna sia stata sopravvalutata o se ciò che ha seminato non abbia attecchito e prodotto i frutti che &#8211; guardando il documentario &#8211; ci si sarebbe aspettati, ma qualcosa che meglio non riesco a definire mi ha lasciato un retrogusto amaro.</p>
<p>Sarà il tempo a svelarlo, intanto un erede intellettuale e culturale &#8211; Francesco Gallina &#8211; ha avuto il coraggio di autoprodurre un&#8217;opera così importante, il che non è poco, e ben confezionata, malgrado la scarsità di risorse e l’esiguità di fondi con cui è stata realizzata grazie al lancio di una <a href="https://www.gofundme.com/f/un-documentario-per-ricordare-isa-guastalla" target="_blank" rel="noopener">campagna crowdfunding</a>.</p>
<p>Quando parlo di eredità ed erede mi riferisco ai concetti elaborati da Giacomo Contri, cui rimando.</p>
<p>Mentre scrivo mi è venuta la curiosità &#8211; ne chiederò conto a Francesco se ha avuto modo di parlarne con Isa Guastalla &#8211; di sapere se questa donna ha incrociato la strada di uno dei miei miti, il fantastico Luigi Magnani, colui che ha creato quello scrigno di capolavori che è attualmente preservato e valorizzato dalla Fondazione Magnani Rocca.</p>
<p>Parma, 15 novembre 2024, memoria di Sant&#8217; Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa</p>


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		<title>Santo Natale 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2020 10:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno è arrivato Natale: in questo medesimo momento, unico in tutto l&#8217;anno, noi celebriamo insieme la Nascita di Nostro Signore e la Sua Passione e Morte sulla Croce. Carissimi, secondo il mondo, questo modo di comportarsi è strano. &#8230; &#8220;Ma pensate un po&#8217; al significato di questa parola « pace ». Non vi sembra [&#8230;]</p>
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<p>Anche quest&#8217;anno è arrivato Natale: in questo medesimo momento, unico in tutto l&#8217;anno, noi <strong>celebriamo insieme la Nascita di Nostro Signore e la Sua Passione e Morte sulla Croce</strong>. Carissimi, secondo il mondo, questo modo di comportarsi è strano.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8220;Ma pensate un po&#8217; al significato di questa parola « pace ». Non vi sembra strano che gli angeli abbiano annunziato la pace, quando il mondo incessantemente è colpito dalla guerra e dal timore della guerra? Non vi sembra che le voci angeliche si siano sbagliate, e che la promessa fu una delusione e un inganno?<br />Riflettete ora come parlò della pace Nostro Signore stesso. Egli<br />disse ai Suoi discepoli : «Io vi lascio la mia pace, vi do la mia<br />pace». Intendeva Egli dire pace come noi la intendiamo: il regno<br />d&#8217;Inghilterra in pace con i suoi vicini, i baroni in pace col Re, il<br />capofamiglia che conta i suoi pacifici guadagni, il focolare ben<br />pulito, il suo miglior vino per l&#8217;amico sulla tavola, la sua donna<br />che canta ai suoi bambini?</p>
<p>Inizio con l&#8217;interludio di un&#8217;opera che mi accompagna dai tempi del liceo: <strong>Assassinio nella cattedrale</strong> di Thomas Stearns Eliot.</p>
<p>L&#8217;ho anche vista, rappresentata, non riesco a ricordare dove e quando ma rammento la profonda emozione che provai, così come, ancor oggi, quando mi rimetto a scorrere le pagine: ammetto che mi sarebbe piaciuto fare teatro per impersonare l&#8217;arcivescovo Becket (ma anche Hamlet dell&#8217;amatissimo Shakespeare), sogno irrealizzato, pazienza.</p>
<p>Ma torniamo al Natale: sfrondato di tutte le inutili sovrapposizioni che ne hanno deturpato il valore di festa, ricordo e riprendo come una bella rappresentazione l&#8217;immagine di <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/banksy-a-roma/" target="_blank" rel="noopener">Banksy</a> con <strong>Gesù in croce che regge pacchi regalo</strong>; recupero quel che hanno detto vari eminenti rappresentanti della Chiesa: è il momento giusto per riscoprire il festeggiato, Gesù Cristo.</p>
<p>A questo ha pensato, da anni, <strong>Giacomo Contri</strong>, inutile che stia a dirvi chi è; sul Natale ha scritto poche righe, da far tremare le vene e i polsi: &#8220;si tratta di un pensiero per il quale<strong> il corpo umano (la cosiddetta “incarnazione”) è un profitto soddisfacente</strong>, non un onere da reggere, se possibile con dignità supportata da illusori diritti umani.&#8221;</p>
<p>Nei primi secoli si è molto dibattuto sulla figura di Gesù e molti, moltissimi, ne hanno negato l&#8217;Incarnazione, uno scandalo inammissibile per &#8220;Dio&#8221;.</p>
<p>L&#8217;idea di un &#8220;Dio&#8221;, io preferisco parlare di &#8220;Signore&#8221; (Dio è nato col peccato originale), che pensa a un profitto soddisfacente è un&#8217;idea del tutto nuova ed ancora inesplorata.</p>
<p>L&#8217;amico <strong>Gabriele Trivelloni</strong>, nel bel volume edito da pochi mesi (e che consiglio vivamente di leggere e regalare), <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/per-un-pensiero-non-sospeso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>&#8220;Per un pensiero non sospeso&#8221;</strong></a>, fa propria l&#8217;identica questione: «Poi verrà un altro tempo. Ma sarà altro se io avrò un pensiero tale da renderlo altro. Altrimenti torneremo a lamentarci come abbiamo sempre fatto».</p>
<p>Quale questione? La stessa che si è trovato davanti il Signore che, in un passato remoto, ha avuto la tentazione di fare un po&#8217; come i pentastellati delle origini, ha fatto fuori l&#8217;intera umanità, salvando solo alcuni eletti, alcuni &#8220;buoni&#8221; (il diluvio universale), salvo avvedersi che punire l&#8217;uomo è inutile, come lo è tentare di addomesticarlo, perché la sua peculiarità è quella di essere ad immagine e somiglianza, cioè privo di istinti, ma dotato della facoltà di essere legislatore, nel male come nel bene.</p>
<p>Nei secoli abbiamo doviziosamente esplorato la competenza nel male; Gesù, in poca ma buona compagnia (Freud, tra gli altri) ha proposto una via alternativa: pensiero produttivo in vista della soddisfazione.</p>
<p><strong>Natale, dunque, come festa del profitto, Incarnazione come guadagno.</strong></p>
<p>Il messaggio degli angeli (<strong>Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis</strong>), ci accompagni per il prossimo anno, ci tenga vivo il pensiero dell&#8217;Incarnazione.</p>
<p>Natale è occasione per scambiare gli auguri e, come ogni anno, non vengo meno a questo piacere; è una buona occasione per ricordare, davanti al Signore che viene, gli amici.</p>
<p>Auguri, dunque, innanzitutto a mia mamma e mio fratello Graziano, ai nipoti Simone e Laura, e alla cara cognata Silvia, alla mia amatissima zia eponima e al &#8220;nonno&#8221; Ermes, ai miei cugini Liliana, Luca, Davide, Andrea, Alice e Martina, a mio padre, ai cugini Barbara ed Andrea e così chiudo la lista dei famigliari.</p>
<p>Auguri agli amici, partendo, in ordine di distanza geografica e privilegiando lo Stato della Chiesa, al caro Danilo, romano de Roma, che ha bisogno di un 2021 che lo compensi delle fatiche e dei dolori che sta ancora patendo: che il Santo Natale gli sia luce, stella cometa nella ripresa.</p>
<p>Sempre nello Stato Pontificio c&#8217;è la cara Rimini, non cara come città ma per le persone che la abitano: auguri ad Umberto Farina, sempre primo per stima ed affetto, con Luana Zaccheroni e a tutti i loro famigliari, auguri ad Angelica Costa, a Fabio Montebelli, preziosa perla per chi ha la fortuna di frequentarlo come a me è precluso dalla distanza, con Sondra e tutta la famiglia, auguri a Roberta Beradi (e tutta la famiglia), ad Andrea Rosa, Marco Guerrieri, Davide Zavatta, Massimiliano Vergine, Massimo Schiaratura, Piero Munaretto, Ivano Savoretti detto Ivanello, a Lorenzo Grossi, Matteo Bardelli, Jader Bonanni, Cristian Rocchi, a Stefano Brunori (ragazzo d&#8217;oro), a Silvia Semprini e Riccardo, alla mitica WonderDanielina, ai miei coinquilini e in particolare ad Andrea Morolli.&nbsp;</p>
<p>Auguri in particolare a Stefano Muratori, Stefanino, cui devo enorme gratitudine: ora che ha iniziato a fare carriera spero non dimentichi o trascuri gli obblighi che ha verso il sottoscritto.</p>
<p>Sempre Stato Pontificio è Ravenna, splendida città, che amo molto, dove gli auguri vanno a Daniele del Fabbro, persona di squisita cortesia, cordialità ed umanità, a Nicola Rossi, Valentina Gubitta, splendide persone e grandi professionisti; auguri a Sergio Menegatti, che mi ha sempre accolto con squisita cortesia.</p>
<p>Auguri ad Alessandro Scarpellini e Roberta, da Cesena, a Claudio Rimondi da Ferrara e con loro direi che chiudo con la Romagna ed il rimpianto Stato della Chiesa.</p>
<p>Discorso a parte per Agostino, cui rivolgo un augurio speciale perché è un amico davvero speciale.</p>
<p>Ed auguri speciali a San Roberto Mastri, amico che stimo come una delle migliori persone che abbia mai conosciuto, nonostante mi trascuri clamorosamente e pervicacemente.</p>
<p>Venendo verso la mia città Natale è bene far tappa nei dintorni di Bologna, per salutare Andrea Piselli, Claudio Balboni e verso Modena, Cristian Cosimo (mio consulente d&#8217;immagine), per arrivare nella seconda città, per importanza, nelle mie buone relazioni, la bellissima Modena.</p>
<p>Qui gli auguri vanno innanzitutto ad Elisa Fancinelli (con Mario), a Miranda Corradi, a Paolo Piccinini (la mia balia asciutta), Claudio Castagnoli con Fiorella, Sabrina Menghini, Enrico Marongiu, Chiara Luppi, Gianluca de Simone (detto Tortello), Alberto Cuoghi, Francesco Lo Muzio (king of the paraculs), Federico Coratella, Alberto Sola, altri ne dimentico, spero mi perdoneranno &#8230;</p>
<p>Venendo verso la mia città Natale ci sono da salutare i reggiani, sebbene da Reggio nulla possa venire di buono, come dice da sempre la saggezza popolare.</p>
<p>Piero Catellani è il primo da ricordare, specie dopo il pranzo assieme in quel di Roma, a settembre, assieme a lui saluto Lazzaro Fontana e Lorenzo Cristofaro, mio spacciatore dei video covid.</p>
<p>Auguri a Marco Gatti, detto Telegattone, Stefania Lodi Rizzini, Luca Falcitano (detto Luchino), Gianluca Ferretti (il mio video covid fan più sfegatato), Marco de Marchi e con loro lasciamo il reggiano per venire in quel di Parma.</p>
<p>Auguri innanzitutto a Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Enrico Solmi, Vescovo di Parma e Abate di Fontevivo, che mi ha più volte onorato della Sua paterna attenzione.</p>
<p>Auguri a Paolo Fabbri, persona di squisita cortesia, che mi onora da anni di un&#8217;amicizia generosa e sovrabbondante ogni mio merito.</p>
<p>Auguri a Guido Menozzi, che è ormai un anno da che ci siam detti che dovremmo rivederci, ma verrà il tempo&#8230;</p>
<p>Auguri anche al mio carissimo Federico Buzzi, a Don Piero Sancisi, al professor Maurizio Malaguti, a Freddy, ad Attilio che con Gesù possono parlare direttamente e che, spero, non si dimentichino dei loro amici.</p>
<p>Auguri a Giovanni e Gianluca con relative famiglie, che incontro ogni tanto alla Messa in San Benedetto, mia avita parrocchia.</p>
<p>Auguri innanzitutto al mio carissimo Loris Montanari (e all&#8217;intera famiglia di recente aumentata di una splendida bambina), uno dei miei &#8220;cuccioli&#8221;, che mi onora da anni di cordiale amicizia che mi scalda il cuore.</p>
<p>Auguri a Giuseppe Zani, che, pur a distanza, rimane sempre un cordiale amico ed Francesco Gallina (e famiglia) ed a Francesco, mio assicuratore (ebbene sì la salvezza è possibile anche per assicuratori, avvocati e bancari), e ad una fantastica ragazza che non riesco a frequentare quanto meriterebbe e dovrei, Cristina Favalli.</p>
<p>Auguri alle mie Cocorite, babbioncine e pupattole varie, ai funzionari e colleghi che lavorano con me, che dividono con me le migliaia di pratiche che smaltiamo continuamente senza posa: non faccio nomi per evitare inutili e magari malevoli pettegolezzi, ma grazie di cuore e auguri ai tanti che contribuiscono a rendere migliore il nostro luogo di lavoro e in particolare a tutti coloro che mi hanno subissato di cioccolata (sanzione per la mia riconosciuta dolcezza e mansuetudine o invito ad essere più dolce?).</p>
<p>Auguri anche ad alcuni che lavorano all&#8217;esterno e che, purtroppo, non posso frequentare e vedere come vorrei.</p>
<p>Auguri a Michele Tegoni e Stefano Bonini e auguri al mio medico curante, il dottor Francesco Zaccaro, persona e professionista splendido.</p>
<p>Auguri a Serena, Michele kung fu Panda, in quel di Fontevivo, ed auguri anche al sindaco, che da troppo tempo mi ignora, ma è fatto notorio che i politici sono dei farfalloni (ed io un vecchio barbogio).</p>
<p>Auguri a Gabriele e Silvia, amici di una vita, per i quali spero, ogni giorno, tutto il bene che meritano, ed auguri a Lulù, altra splendida persona in quel di Borgo San Donnino.</p>
<p>Auguri a Giacomo Contri e a tutti &#8220;gli amici del pensiero&#8221; grazie al lavoro dei quali anch&#8217;io cerco di avere cura del mio pensare.</p>
<p>Auguri alla mia amatissima Marta, ed ormai siamo al confine della penisola, il mio viaggio tra gli affetti può dirsi concluso.</p>
<p>Chiudo con gli auguri alla dottoressa Angelica Sikokis, al dottor Roberto Berretta, a tutti i medici e loro collaboratori che ho frequentato in questi anni: ho avuto la fortuna di conoscere persone splendide e professionisti di grande serietà e competenza.</p>
<p>A tutti e a ciascuno l&#8217;augurio che sia un Santo Natale, occasione per lavorare <strong>perché accada un altro tempo</strong>, non più quello della lamentela.</p>
<p>Parma, 25 dicembre 2020, Solennità del Natale di N.S. Gesù Cristo</p>
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		<title>Sotto bella menzogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 17:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto bella menzogna è il titolo della tesi magistrale del professor Francesco Gallina&#160; che mi onoro di conoscere da qualche anno e di cui ho parlato in occasione della &#8220;recensione&#8221; del suo primo romanzo De perfectione. Una tesi di laurea non è un romanzo, lo stile è diverso, le esigenze anche, ma c&#8217;è un tratto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Sotto bella menzogna</strong></em></span> è il titolo della tesi magistrale del <span style="color: #800080;"><strong>professor Francesco Gallina</strong></span>&nbsp; che mi onoro di conoscere da qualche anno e di cui ho parlato in occasione della &#8220;recensione&#8221; del suo primo romanzo <span style="color: #0000ff;"><strong><em>De perfectione</em></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tesi di laurea non è un romanzo, lo stile è diverso, le esigenze anche, ma c&#8217;è un tratto che accomuna entrambe le opere: la gran mole di informazioni che si acquisiscono con la lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa tratta l&#8217;opera di Francesco? di <strong>Dante e degli influssi dualisti</strong> nell&#8217;opera del poeta che è ritenuto uno degli intellettuali cattolici per antonomasia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Influenze eterodosse e catare</strong>, spiega l&#8217;autore che inizia il volume con un excursus sul dualismo dalle origini al XIII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo, ci documenta Francesco, come Proteo, ha assunto varie forme e coloriture; ha miscelato elementi di diversa origine ma ha sempre mantenuto quella che è la sua cifra essenziale la coesistenza di due realtà inconciliabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Gallina <strong>parte dallo</strong> <strong>zoroastrismo, passa per l&#8217;orfismo e l&#8217;ellenismo</strong>, accenna alle tentazioni dualiste nel giudaismo e, insomma, documenta quel coacervo di elaborazioni, sincretismi, mescolanze di spunti che hanno trovato una potente espressione nel manicheismo, esiziale alternativa&nbsp; al cristianesimo, col quale ha combattuto un&#8217;interminabile (e interminata battaglia).</p>
<p style="text-align: justify;">In parallelo, ci spiega il professor Gallina, corre l&#8217;elaborazione filosofica platonica che <strong>da Plotino a Proclo, tramite Origene</strong>, trova riconoscimento e accoglienza nel cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa stessa fonte <strong>si abbevera Agostino, anche se con esiti diversi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri passaggi sono dedicati alla <strong>filosofia araba, al bogomilismo per giungere al catarismo</strong>, altro momento fondamentale della sfida al cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Manicheismo e catarismo le definirei le due sfide in campo aperto di una guerra che ha visto altri e numerosi episodi di guerriglia o di, detta in termini moderni, infiltrazione silenziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il professor Gallina inizia dal <em><strong><span style="color: #ff00ff;">Convivio</span></strong></em>, dove individua un Sommo Poeta che si nasconde sotto il manto dell&#8217;allegoria per porsi come &#8220;profeta, paladino della Luce contro l&#8217;opera devastatrice delle Tenebre, il cui obiettivo soteriologico&nbsp; è affrancare l&#8217;uomo dalla prigionia della materia, liberare quella scintilla di luce perché possa ricongiungersi al suo spirituale Gemello celeste, identificato da Mani in Cristo o nella Vergine di Luce.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo alla Commedia: ho scoperto, leggendo questo pregevolissimo saggio, che si tratta di una <strong>unione tra la finzione poetica e la visio in somniis</strong>, tipica medioevale: un caso di &#8220;<span style="color: #339966;"><strong>onirismo iaromantico di incubazione</strong></span>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il professor Gallina elenca una serie di personaggi e situazioni della Commedia che inducono al <strong>dubbio sull&#8217;ortodossia di Dante</strong>, dubbio che deve indurre a maggiori e più approfonditi studi che, spero, il nostro giovane studioso potrà compiere e condividere coi lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che il professor Gallina non approfondisce, in una tesi di laurea è più che giustificato, è un quesito che mi pongo io: com&#8217;è possibile che un pensiero dualista ostile alla vita, abbia potuto vivere e prosperare così a lungo nel tempo, nonostante le indubbie persecuzioni cui è stato sottoposto?</p>
<p style="text-align: justify;">Un dualismo che è stato recuperato in tempi non troppo lontani da noi, <strong>dai nazisti</strong>, o almeno da certa loro parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente è un tipo di pensiero che soddisfa una qualche esigenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo sicuramente soddisfa una <strong>necessità di semplificazione</strong>: stabilendo quel che è buono e ciò che non lo è, con una certezza incrollabile <strong>libera l&#8217;individuo dalla &#8220;fatica&#8221; del giudizio</strong>: <span style="color: #339966;"><strong>bene e male diventano deduzioni fondate su un&#8217;ontologia e non su una giuridica</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa distinzione permette una classificazione &#8220;scientifica&#8221; da <strong>scienza&nbsp;della natura</strong>: è buono ciò che procede dal creatore buono e male il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Male, ovviamente, è il corpo, visto come un peso inutile di cui, se possibile, meglio disfarsi (alcuni perfetti si suicidavano attraverso<strong> l&#8217;endura, un&#8217;astensione totale dal cibo</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Altro beneficio collaterale offerto dal dualismo, cataro ma non solo, è <strong>l&#8217;idea di purezza</strong> (cataro dal greco&nbsp;<b><span style="color: #000000; font-size: medium;"><i>Kàtharos </i></span></b><span style="color: #000000; font-size: medium;">cioè puro) cui si collega quella di <strong>coerenza</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Purezza e coerenza</strong>, molto di moda anche oggi, sono due criteri fondamentalmente anti cristiani, cioè <strong>nemici del pensiero di Cristo</strong> poiché entrambe lo rendono <strong>inutile ai fini della salus da tradurre come salute/salvezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sono tentazioni potenti come ci hanno insegnato <strong>Socrate e Platone</strong>, a tacere dei tantissimi epigoni, banalizzati e perciò ancor più pericolosi, se possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni esempi banali: i testimoni di Geova, i vegani, gli animalisti, per lasciare in ombra la politica, troppo sfruttata ormai.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che viene minato è il pensiero come facoltà di stabilire appuntamenti fruttuosi e creare una scienza giuridica che di quegli appuntamenti sia giudice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sotto bella menzogna</em></strong> in fondo è il racconto di una parte della guerra che il pensiero platonico continua a combattere contro il cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, 6 gennaio 2019 nella solennità dell&#8217;Epifania di N.S. Gesù Cristo</p>
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		<title>I catari del neopagano Otto Rahn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2017 20:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho terminato la lettura di&#160;Crociata contro il Graal e La corte di Lucifero del neopagano nazista con lontane ascendenze ebraiche e forse omosessuale Otto Rahn, morto precocemente, forse suicida per ipotermia. Nelle sue opere ho ritrovato pare del materiale che&#160;Denis de Rougemont elaborerà nel suo ben diverso La morte e l&#8217;occidente, così come sono ben [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho terminato la lettura di&nbsp;<strong><em>Crociata contro il Graal</em></strong> e <em><strong>La corte di Lucifero</strong></em> del neopagano nazista con lontane ascendenze ebraiche e forse omosessuale <span style="font-size: 20px;"><strong>Otto Rahn</strong></span>, morto precocemente, forse suicida per ipotermia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle sue opere ho ritrovato pare del materiale che&nbsp;<b>Denis de Rougemont </b>elaborerà nel suo ben diverso <strong><em>La morte e l&#8217;occidente</em>,</strong> così come sono ben presenti tanti di quegli influssi che le opere di storici come il mio amatissimo <span style="color: #ff0000; font-size: 24px;"><strong>George L. Mosse</strong></span> (<a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/ed-ora-il-razzismo-in-europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Il razzismo in Europa. Dalle origini all&#8217;olocausto</em></strong></a>) hanno messo in evidenza come germogliate nel periodo che va dall&#8217;Illuminismo della rivoluzione francese ai tragici eventi della seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una suggestione, in particolare, trovo interessante:<span style="font-size: 24px;"><strong> l&#8217;</strong><strong>ideale della purezza</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un&#8217;idea nuova: la purezza a partire dagli <strong>gnostici</strong>, dai <strong>manichei</strong> in avanti è sempre stata una tentazione, accostabile, questo lo dico io, alla <strong>coerenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La purezza richiede l&#8217;esistenza di due principi tra loro contrapposti e <strong>nemici</strong>, tra i quali non può esservi alcun rapporto, incompatibili, se non la distruzione totale di uno ai danni dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non esiste purezza che non lo sia totalmente per cui è consequenziale che ogni misura sia opportuna e necessaria per liberare il corpo (individuale, sociale, cultuale) dalle impurità.</p>
<p style="text-align: justify;">Purezza sinonimo di <strong>intolleranz</strong>a. Con l&#8217;ulteriore aggravante, se servisse, che la purezza sfugge al campo del <strong>diritto</strong> perché è radicata in quello delle essenze, dell&#8217;<strong>ontologia</strong> o, come direbbe il dottor <span style="color: #0000ff;"><strong>Giacomo Contri</strong></span>, delle ità, il che nega alla radice ogni possibilità di giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obbedienza</strong> totale e assoluta all&#8217;ideale col rischio permanente ed effettivo di essere scavalcati da qualcuno ancor più puro.</p>
<p style="text-align: justify;">Concezione dualistica, quella manichea e quella <strong>ariana</strong> sua figlia e nient&#8217;affatto ultima quella <strong>catara</strong> per cui ci sono <strong>due principi inconciliabili</strong> ed originari, nel nostro caso il Dio dell&#8217;antico testamento e quello del nuovo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dualismo</strong> anche tra spirito e materia e quindi tra spirito e corpo per cui Gesù non si è veramente incarnato (quindi <strong>docetismo</strong>) ma è venuto a prenderci in giro come un<strong> angelo</strong> (un <strong>eone</strong>) e l&#8217;<strong>unione sessuale</strong> è assolutamente disprezzata perchè generatrice di nuova materia destinata ad imprigionare lo spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente l&#8217;ho fatta breve e quindi sono impreciso e pressapochista ma tanto mi basta, per il momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo si ricollega ad un evento cui avrei voluto partecipare,&nbsp;<span style="font-size: 20px;"><strong><a href="https://www.facebook.com/events/1030556967087971/permalink/1032168203593514/?action_history=[%7B%22surface%22%3A%22timeline%22%2C%22mechanism%22%3A%22surface%22%2C%22extra_data%22%3A[]%7D]&amp;pnref=story.unseen-section" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Parma al fronte</a></strong></span>, organizzato e tenuto dal sempre vulcanico <span style="font-size: 20px;"><strong><span style="color: #808000;">Francesco Gallina</span></strong></span> nel bunker antiaereo dei Giardini di San Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente ho vinto un curioso turno 09.00/19.00 che mi ha tolto ogni velleità, ma la suggestione del <strong>24 maggio</strong> è rimasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 24 maggio l&#8217;Italia scendeva in quella guerra terrificante che ha spazzato via milioni di persone, in cui un europeo uccideva un europeo (ci si sono aggiunti anche altri, lo so) visto come rappresentante di un&#8217;immonda progenie di delinquenti di ogni ordine e grado; quello stesso europeo col quale pochi anni prima si sarebbe tranquillamente commerciato e andato a cena.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro demonizzato e disumanizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Storia di oggi la strage di spettatori di un concerto a <strong>Manchester</strong>, opera di un terrorista suicida affiliato a isis: in questo caso sono i crociati quelli da distruggere e le bambine e ragazze che sono state uccise sono state trasformate nell&#8217;astrazione &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>i crociati</strong></span>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Disumanizzate per poter essere uccise ed uccise perchè infedeli, cioè impure.</p>
<p style="text-align: justify;">Non intendo stabilire equivalenze poiché furono i cattolici a perseguitare gli eretici catari, ma il pensiero che sta alla base di entrambe le dottrine, per quanto riguarda la purezza, è identico.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080; font-size: 24px;"><strong>Ne uccide più la purezza della spada</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il catarismo fu battuto, a parte dall&#8217;uso della forza, da due santi, <span style="font-size: 24px; color: #ff9900;"><strong>Domenico e Francesco</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrambi sfidarono l&#8217;eresia proprio in quel che attirava maggiormente il popolo, l&#8217;esemplare stile di vita impostato sulla povertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Scelta decisamente pericolosa e non condivisa da me ma che fu efficace di fronte alle masse del tempo; quel che rende migliori Francesco e Domenico è l&#8217;attaccamento alla chiesa che, seppur nel compromesso, salvaguardava il pensiero di Cristo, totalmente disatteso dai catari.</p>
<p style="text-align: justify;">Diciamo, non so se sia corretto ma credo di sì, che fu uno scontro tra nevrosi (chiesa cattolica) e <strong>perversione</strong> (catarismo).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;In questi giorni <strong>Beppe Grillo</strong> ha dichiarato: &#8220;siamo noi i francescani di oggi&#8221;; errore di non poco conto sempre che si sia trattato di errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrebbe potuto dichiarare che lui e il suo movimento sono i catari di oggi, in numerosa compagnia com&#8217;è ovvio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea della purezza, insomma, ha trovato declinazioni tra le più varie, nel passato ed ancor oggi, nè è destinata a scomparire perchè un pensiero malefico non può essere distrutto, nemmeno con la forza, da qui l&#8217;ingenuità del povero <span style="font-size: 20px; color: #99cc00;"><strong>Innocenzo III</strong></span> che bandì la crociata e di tutti gli inquisitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Un siffatto pensiero può essere soltanto lasciato cadere ma questo è impossibile che accada poiché è uno di quelli che tanto piacciono alle <strong>masse</strong> e la massa (da quella a due degli innamorati), come i poveri, l&#8217;avremo sempre con noi (né me ne tiro, farisaicamente, fuori: omnes peccavimus).</p>
<p style="text-align: justify;">Curioso episodio quello in cui Gesù afferma che è stata cosa buona &#8220;sprecare&#8221; un piccolo patrimonio di profumi per lui piuttosto che darlo ai poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, 24 maggio 2017 Festa di Maria Ausiliatrice</p>
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		<title>cena di compleanno e visita a Fornovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 10:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fine settimana impegnativo: il 4 marzo è una ricorrenza che festeggio poco e che dovrei, invece, valorizzare molto di più. Correva l&#8217;anno &#8230; non ricordo, andrò a cercare negli annali; frequentavo ai tempi la parrocchia della SS. Stimmate, nel quartiere Montanara, tenuta dai padri Stimmatini ove prestava preziosa opera anche un sacerdote originario della diocesi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">Fine settimana impegnativo: il 4 marzo è una ricorrenza che festeggio poco e che dovrei, invece, valorizzare molto di più.</h4>
<p style="text-align: justify;">Correva l&#8217;anno &#8230; non ricordo, andrò a cercare negli annali; frequentavo ai tempi la parrocchia della SS. Stimmate, nel quartiere Montanara, tenuta dai padri Stimmatini ove prestava preziosa opera anche un sacerdote originario della diocesi di San Severino, nelle Marche, don Alberto (non sono certo del cognome).</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"> Ebbene in quel tal anno, il 4 marzo, mi confessai, tornando alla comunione con la chiesa di Roma, come si suol dire.</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Fu il culmine del mio ritorno alla chiesa cattolica alla quale continuo, del tutto indegnamente, a desiderare di appartenere.</p>
<p style="text-align: justify;">Data importante.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel tempo ignoravo, l&#8217;ho scoperto ben più avanti, che il 4 marzo è anche il compleanno di mio padre, che ho festeggiato ieri sera, in un ristorante di Parma.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Serata che oso definire catastrofica: il ristorante si è rivelato un posto molto caotico, con un servizio assolutamente non adeguato, un&#8217;autentica delusione.</h5>
<p style="text-align: justify;">I commensali erano in maggioranza assoluta donne, rispetto alle quali, devo ammetterlo, non mi sono comportato bene e sto utilizzando un eufemismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ero maldisposto, non so bene nemmeno io perchè, e non ho fatto nulla per cambiare rotta; al tavolo ho scelto un posto il più defilato possibile ed ho evitato qualunque approccio.</p>
<p style="text-align: justify;">A inizio cena le quattro donne ospiti, esclusa la moglie di mio padre, hanno esordito con una frase che mi ha molto imbarazzato: hanno iniziato dicendo che erano tutte o divorziate o vedove e che, quindi, avrei dovuto mettermi seduto in mezzo a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una frase di questo tipo è perfetta per farmi irrigidire e sollevare tutti gli schermi di difesa possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La moglie di mio padre, che avevo a fianco, continuava poi a lamentarsi: del ritardo nel servizio, del ritardo dell&#8217;antipasto, del ritardo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ho chiacchierato con mio padre, ma di argomenti insignificanti, giusto per rimarcare l&#8217;abissale distanza che c&#8217;è tra noi, fino alle 23.00 quando il tormento è finito e me ne sono volato finalmente a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata di oggi, invece, è stata connotata da una escursione: la meta principale era la <span style="font-size: 20px; color: #ff0000;"><strong>pieve di Santa Maria Assunta a Fornovo Taro</strong></span>.</p>
<p><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_90373"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/Bb_GmO-uki4?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avere letto quanto scritto da una delle migliori Ninfa Egeria che conosca, il vulcanico <span style="color: #00ff00; font-size: 20px;"><strong>Francesco Gallina</strong> </span>(come ninfa, vista la barba, sarà forse scarso, ma quanto ad abilità narrativa e capacità di suscitare la curiosità&#8230;), l&#8217;altra ninfa delle escursioni è <span style="color: #008080;"><strong>Silvia Sangiorgi</strong></span>, che normalmente delizia anche il palato con gustosi pranzetti, tornando a Francesco e censurando le sgrammaticature di questa intricata frase&#8230; beh il Nostro ha iniziato una collaborazione con il Parmense, giornale online dedicato alla provincia di Parma.</p>
<p style="text-align: justify;">Frutto di questa collaborazione un <a href="http://www.ilparmense.net/pieve-fornovo-officina-parmigiana/" target="_blank" rel="noopener">bellissimo articolo</a> dedicato alla pieve di Santa Maria Assunta a Fornovo; dopo averlo letto mi sono vergognato di non averla ancora visitata e mi ci sono fiondato subito, nel pomeriggio di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti i dettagli rimando all&#8217;articolo di Francesco; da parte mia aggiungo che è una meta da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo sempre le indicazioni &#8220;francescane&#8221; mi sono allungato fino a Serravalle Ceno, per visitare <a href="http://www.ilparmense.net/battistero-serravalle-ceno-officina/" target="_blank" rel="noopener">pieve e battistero</a>, il più antico della provincia, ma l&#8217;ho trovato chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non resta che sistemare le foto, quasi 200, che ho scattato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo è arrivato il <span style="color: #ffff00;"><strong>primo narciso</strong></span>, proprio oggi è completamente sbocciato, ad allietare il mio giardino, assieme alle <span style="color: #cc99ff;"><strong>violette, sia bianche che viola</strong></span>, che timidamente, ma anche con decisione, spuntano qua e là nel giardino e nell&#8217;orto, dove creano delle macchie colorate che mi rallegrano l&#8217;animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, 5 marzo 2017, prima domenica di quaresima</p>
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		<title>Epifania 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 20:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[anniversari e ricorrenze]]></category>
		<category><![CDATA[Betlemme]]></category>
		<category><![CDATA[Epifania]]></category>
		<category><![CDATA[Erode]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Gallina]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano d'Antiochia]]></category>
		<category><![CDATA[Magi]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo di Matteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è un gran periodo, l&#8217;attuale, ma ora siamo all&#8217;Epifania, una festa che sembra essere la duplicazione del Natale (moltiplicate la gioia, raddoppiate la speranza). La Messa vespertina non è stata celebrata dal parroco ma da un sostituto che ha clamorosamente saltato l&#8217;annuncio pasquale; nella liturgia si legge della visita dei Magi a Betlemme. Ora [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non è un gran periodo, l&#8217;attuale, ma ora siamo all&#8217;Epifania, una festa che sembra essere la duplicazione del Natale (moltiplicate la gioia, raddoppiate la speranza).</p>
<p style="text-align: justify;">La Messa vespertina non è stata celebrata dal parroco ma da un sostituto che ha clamorosamente saltato l&#8217;annuncio pasquale; nella liturgia si legge della visita dei Magi a Betlemme.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora i Magi si sono fermati da Erode che si preoccupa, come ci dice il Vangelo di Matteo: &#8220;All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa teme Erode? ovviamente di perdere il potere e allora ecco subito le prime contromisure: &#8220;Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sin da subito il Potere si mostra preoccupato e bugiardo (nulla di nuovo, insomma, quando oggi sentiamo solenni promesse di ritiro dalla vita politica che valgono come le mie promesse di non mangiare più ciliegie).</p>
<p style="text-align: justify;">Erode teme di essere spodestato o ha timore comunque di qualche possibile futura sommossa, meglio prevenirla da subito se possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè il Potere è paranoico (anche oggi) ed è sempre connotato da insicurezza e, in fondo, di debolezza?</p>
<p style="text-align: justify;">Direi che uno dei motivi consiste nella mancanza di legittimità: chi lo ottiene sa bene di averlo in qualche modo usurpato o strappato ad altri che prima di lui, ed altrettanto poco legittimamente, lo deteneva. Pensare che anche gli altri pensino e complottino allo stesso modo è abbastanza normale, in queste condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Erode sente tremare il trono&nbsp;quindi decide di togliere di mezzo il potenziale concorrente, infischiandosene delle profezie che dicono che da Betlemme &#8220;infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Erode non conosceva ancora Gesù quindi non poteva che immaginarlo uguale ai tanti altri attori presenti sulla scena politica di quel tempo, un antagonista in lotta per il Potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù lo avrebbe stupito e non poco; una delle tentazioni nel deserto vede come oggetto i regni del mondo e la loro gloria (et ostendit ei omnia regna mundi et gloriam eorum&nbsp;&nbsp;et dicit illi: “ Haec tibi omnia dabo, si cadens adoraveris me”).</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù, con un semplice gesto di adorazione del diavolo, avrebbe potuto ricevere tutto il Potere del mondo, ma rifiuta, con poche efficaci parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha alcun interesse a fare il capetto del mondo poiché ritiene che sia più conveniente servire ed adorare, cioè mantenere un buon rapporto, con un certo Dio col quale Lui aveva evidentemente una certa dimestichezza (Tunc dicit ei Iesus:&nbsp;“ Vade, Satanas! Scriptum est enim:&nbsp;&#8220;Dominum Deum tuum adorabis&nbsp;et illi soli servies&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero di Gesù, nell&#8217;occasione, non è però rinunciatario, né atteggiato a puristico disprezzo delle cose di questo mondo; non ha il complesso di Atlante che si porta il mondo sulle spalle, né il disprezzo radical chic di chi ha la verità sul mondo in tasca, non fa il tiranno né il maestro di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il potere esercitato da Gesù è legittimo, ricevuto da un altro affidabile, universale, libero dalla necessità di dimostrazione ed esibizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il potere di Gesù è quello, estraneo allo schiavistico pensiero greco, dell&#8217;io posso, della facoltà pacifica di dare i nomi alle cose, cioè agli atti.</p>
<p style="text-align: justify;">Facoltà di giudizio e di partnership con chiunque sia disponibile ad un apporto conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiero regale ed universale, senza confine alcuno e senza deliri di onnipotenza, con relativa esibizione muscolare di Potere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Epifania è manifestazione di questo Sovrano il cui pensiero ha avuto poco successo anche tra i suoi discepoli, com&#8217;è ancor oggi sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale fu la novità che ci vollero secoli e dispute anche sanguinose per arrivare a stabilire come dogma che Gesù è Figlio del Padre,&nbsp;genitum non factum.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei sostenitori di questa subordinazione del Figlio al Padre risale al santo martire Luciano che ha, comunque, pagato con le torture e la vita la sua fedeltà alla chiesa con la quale si era riconciliato dopo anni di separazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno seguente, 7 gennaio, anche i fratelli delle chiese ortodosse festeggiano la manifestazione di Gesù, nel Natale; chissà che non arrivi il giorno in cui sia possibile festeggiare assieme questo evento talmente epocale da avere inciso sulla storia tanto da averla divisa in due, prima e dopo la nascita di Gesù Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un beneficio collaterale personale l&#8217;ho avuto, in questa giornata di festa, grazie all&#8217;inatteso incontro con Francesco Gallina, un giovanotto di cui non ripeterò le lodi, che mi tratta sempre con una cortesia che mi commuove e che mi fa ben sperare, una volta tanto, nei giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">E oggi mi è anche accaduto di individuare una banconota da 50 euro falsa, grazie alla preziosa collaborazione di un bravo collega.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiammelle nelle tenebre che mi vedo attorno, ma non praevalebunt.</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, 7 gennaio 2017, nella memoria di san Luciano d&#8217;Antiochia, martire</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>un post su facebook e l&#8217;amicizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2016 14:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli giornali servizi tv internet]]></category>
		<category><![CDATA[Busillis]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Gallina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debbo all&#8217;involontario contributo dell&#8217;amico Stefano Brunori, di Rimini, una riflessione sull&#8217;amicizia, giusto poche righe, senza pretese. La cosa nasce da un post, non l&#8217;unico che ho letto oggi, sulla sua bacheca facebook e che riporto integralmente: &#8220;Ciao, silenziosamente, ho cancellato alcuni &#8220;amici&#8221;, che poi sono amici solo per farsi i fatti mie e che non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Debbo all&#8217;involontario contributo dell&#8217;amico Stefano Brunori, di Rimini, una riflessione sull&#8217;amicizia, giusto poche righe, senza pretese.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa nasce da un post, non l&#8217;unico che ho letto oggi, sulla sua bacheca facebook e che riporto integralmente:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ciao, silenziosamente, ho cancellato alcuni &#8220;amici&#8221;, che poi sono amici solo per farsi i fatti mie e che non si sono mai permessi neanche di dire ciao. Con il tempo ho intenzione di eliminarne altri a causa del modo in cui si comportano. Sono felice di averti perché sei tra i miei migliori amici. Ora voglio vedere chi si prenderà il tempo di leggere questo post fino alla fine. Grazie per far parte della mia vita. Questo è un esperimento sociale, per sapere chi solo condivide senza leggere. Se hai letto tutto, seleziona &#8220;mi piace&#8221; e poi copia e incolla nel tuo profilo, in modo che io possa mettere un commento. Grazie&#8230;!!!<br />
Immagino chi lo fara&#8217;&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Queste le parole di Stefano che forse non intendeva scatenare una catena di sant&#8217;Antonio ma l&#8217;effetto ha rischiato di essere quello.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che mi capita di leggere avvisi simili e di trovarli sempre stucchevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi veniva da pensare ai post che pubblico sul mio sito, a quelli del mitico Francesco Gallina, col suo &#8220;Busillis&#8221; ed ai tanti che si prendono la briga di pensare a qualcosa e renderlo disponibile in rete o in un articolo di giornale o libro o quadro o &#8230;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto penso ai post che Giacomo Contri offre quotidianamente dal suo blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutti lavori che non pretendono ma, riutilizzo volutamente il verbo, offrono: offerta al pubblico perchè non si tratta di fare sfoggio di intelligenza o cultura in salsa narcisistica ma di mettere dei materiali da rielaborare a portata di mano di chiunque voglia allungarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è richiesta nemmeno la conoscenza, poichè i lettori, ad esempio, difficilmente hanno modo di conoscere gli autori.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi materiali, offerta, lavoro; niente&nbsp;&#8220;prove&#8221; che ricordano le prove d&#8217;amore, ovvero inganni e ricatti.</p>
<p style="text-align: justify;">La quotidianità è impregnata di questi &#8220;messaggi&#8221;, che non sono amichevoli.</p>
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		<title>In morte di Marco Pannella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2016 14:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Socci]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[disinteressato]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Gallina]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Contri]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[padre Federico Lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[portavoce della Santa Sede]]></category>
		<category><![CDATA[radio radicale]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni di geova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personalmente non mi è mai piaciuta la figura di Marco Pannella; avendo ascoltato spesso radio radicale, tuttavia, cambiavo stazione quando interveniva lui. Non intendo parlarne male e lo affido a quella misericordia che oltre ad andar molto di moda, sicuramente supera in quantità incommensurabile la mia miseria umana. Di questo triste evento, però, accenno grazie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Personalmente non mi è mai piaciuta la figura di Marco Pannella; avendo ascoltato spesso radio radicale, tuttavia, cambiavo stazione quando interveniva lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Non intendo parlarne male e lo affido a quella misericordia che oltre ad andar molto di moda, sicuramente supera in quantità incommensurabile la mia miseria umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo triste evento, però, accenno grazie all&#8217;idea che mi ha gentilmente offerto Francesco Gallina che, col dono di un&#8217;efficace sintesi, ha chiarito quel che penso.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi permetto di citare integralmente la sua battuta: &#8220;Comunque Pannella non era laico manco morto. Infatti è già stato fatto Santo.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Le celebrazioni del funerale sembravano volerlo dichiarare santo subito; non c&#8217;è stato telegiornale o carta stampata che non abbia elogiato i contributi che il defunto ha offerto alla politica e alla società italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tale apoteosi mi chiedo come mai non ci siano schiere di radicali al governo, ma questo è un altro discorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi hanno colpito due dichiarazioni, di persone &#8220;importanti&#8221;: padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ed un ignoto vescovo che ho sentito, in uno stralcio brevissimo, durante la diretta funeralizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dichiarazioni del primo sono conosciutissime e non meno commentate e contestate, <a href="http://www.antoniosocci.com/lelogio-funebre-vaticano-marco-pannella/" target="_blank">Antonio Socci</a>, ad esempio, le critica duramente, in buona compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il testo uscito dalla Santa Sede: &#8220;<em>Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati. A questo proposito l’on. Pannella diverse volte ha voluto incontrarmi proprio per testimoniare personalmente con molto entusiasmo la sua grandissima ammirazione per il Papa Francesco, per la sua attenzione ai carcerati e l’impegno per il rispetto della loro dignità, come pure più generalmente per tutte le persone i cui diritti sono violati o conculcati.<strong> </strong>Lo ricordo quindi con stima e simpatia, pensando che ci lascia una eredità umana e spirituale importante<strong>,</strong> di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che di padre Lombardi fatico a condividere è quel terribile &#8220;impegno totale e disinteressato per nobili cause&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Disinteressato è un termine che fa rabbrividire perchè indica una ragione priva di interesse, un&#8217;astrazione quindi o ideale ed è risaputo che ne uccide più l&#8217;ideale della spada (se poi l&#8217;ideale è &#8220;il più grande&#8221; vediamo cosa succede in certe parti del mondo).</p>
<p style="text-align: justify;">Giacomo Contri ne ha <a href="http://www.studiumcartello.it/Public/EditorUpload/Documents/GBC_THINK/2011/110303TH_GBC3.pdf" target="_blank">parlato da tempo</a> ma mi piace citare (per i richiami professionali?) un brano significativo che riporto in parte:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ideale o Imperativo: è l’Ideale astratto e generico di compiere azioni che sarebbero lodevoli non perché prescritte (che non sono lodevoli come tali), né perché profittevoli (che sono lodevoli perché c’è un beneficiario): bensì che sarebbero “buone” solo per un Soggetto presupposto e irreale, che darebbe come lode la dubbia soddisfazione di avere agito per pura obbedienza, purissima perché non si è obbedito o dato retta o compiacenza a nessuno. Abbiamo già visto che questa soddisfazione altro non è che la sedazione dell’angoscia, quella per cui I. Kant concludeva la sua vita con la frase “Es ist gut”, va bene così, ç’est ça, bravo!: 2 si contrappone frontalmente alla frase evangelica “Bravo servo buono e fedele” (perché ha raddoppiato il capitale ossia un bene).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la diretta radio della cerimonia funebre, invece, ho sentito l&#8217;intervento di un vescovo, se non ho frainteso (nel caso mi scuso anticipatamente) che definiva Marco Pannella come il sale della terra, uno che aveva smosso una chiesa troppo legata al materialismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quel che mi preoccupa: la testa degli uomini di chiesa; se siamo arrivati a tali livelli temo ci sia da preoccuparsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Che Pannella venga santificato da sedicenti laici che son più religiosi dei preti ci sta, ma all&#8217;idea che i preti si mettano ad elogiare la &#8220;concorrenza&#8221; non riesco a rassegnarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cristianesimo come religione è già stato abbondantemente surclassato dai testimoni di geova (innocui), dagli islamici (più o meno innocui) e dai santoni laici di vari ordini e specie; non potrebbe essere un&#8217;occasione per ripensare all&#8217;eredità ricevuta (e non intendo certo quella pannelliana)?</p>
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		<title>Più grande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2016 19:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli giornali servizi tv internet]]></category>
		<category><![CDATA[chiese e monumenti sacri]]></category>
		<category><![CDATA[Allah]]></category>
		<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Busillis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sempre ottimo Francesco Gallina ha pubblicato un pezzo sul famosissimo Busillis dedicato ad una chiesa che ho potuto visitare recentemente grazie ad un altro ottimo personaggio di cui ho parlato pochi giorni fa, il mitico Tonino Ferrari (il post a lui dedicato ha avuto, e me ne compiaccio per lui, un grande successo di pubblico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il sempre ottimo Francesco Gallina ha pubblicato un pezzo sul famosissimo <a href="http://busillisblog.blogspot.it/2016/05/san-liborio-dopo-lescorial-la-cappella.html" target="_blank">Busillis</a> dedicato ad una chiesa che ho potuto visitare recentemente grazie ad un altro ottimo personaggio di cui ho parlato pochi giorni fa, il mitico Tonino Ferrari (il post a lui dedicato ha avuto, e me ne compiaccio per lui, un grande successo di pubblico e critica; tantissimi hanno convenuto nel riconoscergli le qualità che ho descritto; mi rattrista soltanto il fatto che la gloria è sempre postuma, in questo caso successiva al suo trasferimento).</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho le capacità di Francesco, abilissimo nel descrivere, valorizzandolo, un luogo che merita sicuramente una visita approfondita; leggendo quanto ha scritto mi è venuta voglia di tornare, munito di macchina fotografica, a vedere un luogo che è, nel suo genere, il più grande in Italia e secondo solo all&#8217;Escorial (dove sono stato anni fa con le mitiche colleghe Roberta e Grazia) almeno per dimensioni, in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa parlo? della cappella ducale di san Liborio, a Colorno, dove lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi interessa questa annotazione &#8220;più grande&#8221; perchè fonte di possibili equivoci di rilievo.</p>
<p style="text-align: justify;">Più grande viene riferito ad Allah, che ha evidentemente bisogno di differenziarsi da tutto il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di grande mi fa venire in mente il barocco con le grandiose scenografie delle chiese che fanno sentire piccolo piccolo il fedele: il cristianesimo non è rimasto immune dal contagio islamista e mal gliene incolse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non diversamente l&#8217;inno tedesco &#8220;Deutschland, Deutschland über alles, / Über alles in der Welt,&#8221; con quell&#8217;über che tutto sovrasta, l stessa Germania ne è sovrastata.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti i casi, che sia grande o sopra, l&#8217;idea dominante è l&#8217;irrelatezza, l&#8217;assoluto: emblematico è il caso di Allah che nella sua totale alterità si pone in radicale contrasto col Dio ebraico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando nella Bibbia compaiono descrizioni di Dio come entità suprema o il più grande, in realtà il senso corretto è proprio quello di rapporto rispetto ad altri: il Dio ebraico è quello più forte o il più potente perchè è in paragone con gli altri dei, che è come dire che è conveniente essere suoi fedeli perchè con lui si hanno maggiori benefici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dio ebraico è un Signore imputato ed imputabile che, sebbene, potente e severo, resta legato ai suoi stessi decreti ed alla sua parola, la grandezza è un giudizio a posteriori sulla convenienza del rapporto con lui, non ne è un attributo astratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Noto che Gesù ha definito il Padre come uno che lavora, col quale ha particolare consonanza, ma mai che è il più grande, che sia un caso?</p>
<p style="text-align: justify;">Giacomo Contri, nel marzo 2009, il 6 marzo precisamente, ben descriveva  la fallacia del binomio grande piccolo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;  Da un piccolo utile libretto appena uscito</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; John Maynard Keynes, Possibilità economiche per i nostri nipoti, Adelphi 2009 &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">cito (Guido Rossi):</p>
<p style="text-align: justify;">“Dopotutto il suo mondo [quello di Keynes, tra le due Guerre e dopo la “Grande depressione”, ndr] era più piccolo del nostro, e l’unico risultato che i suoi nipoti &#8211; cioè noi &#8211; hanno ottenuto è di renderlo più grande e più instabile [sottolineature mie]”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedo il “più grande”, se non nei numeri o negli zeri di un’ameba ingrassata, ossia nel semplicismo progressivo della nostra conversione spirituale all’ameba:</p>
<p style="text-align: justify;">la parola “globalizzazione” designa il fatto che il mondo tende al francobollo ossia a un insieme matematico, un quadratino con punti infiniti, banalità o gruppo (“villaggio”):</p>
<p style="text-align: justify;">non ha nessuna importanza quanti miliardi siamo, né quanti e quante volte appariamo in televisione, né quanti sono i Presidenti di qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se esistesse il Grande Fratello, che non esiste né mai è esistito cioè è solo un nome della nostra debilità, avrebbe inventato tutto lui:</p>
<p style="text-align: justify;">per obbligarci a pensare che non c’è da pensare che la crisi, che se vediamo gli “amici” a cena non abbiamo da parlare che della crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai economia e psicologia sono state così tutt’uno, “depressione” con “depressione”, “panico” con “panico”:</p>
<p style="text-align: justify;">plenitudo temporum.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola-chiave è il predicato astratto e delirante “grande”, ingiuria anche a “Dio” quando non è pensato altrimenti:</p>
<p style="text-align: justify;">Dio “grande” è deprimente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella cattiva notizia c’è una buona notizia:</p>
<p style="text-align: justify;">con il francobollo anabolizzato da wrestling, il singolo, una volta individuata la grandezza del piccolo francobollo, ossia non più ingannato come i prigionieri di Platone, può misurarsi, con-misurarsi, facilmente, senza più classificarsi dalla parte del “piccolo”:</p>
<p style="text-align: justify;">cattiveria della coppia grande-piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ossia potremmo fare nostra l’arguzia incompresa dell’episodio di Davide e Golia:</p>
<p style="text-align: justify;">in cui era chiaro fin dall’inizio che avrebbe vinto il “piccolo” svelto Davide contro il “grande” pesante Golia, come un elicottero Apache contro un carro armato antiquato:</p>
<p style="text-align: justify;">un Davide pacifico avrebbe anche potuto proporgli, non la necessaria resa, ma l’eventuale pace della complessità contro un semplicismo guerrafondaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aspirate a essere grandi (capi, maestri, teorici), e non temete di essere piccoli perché non siete grandi:</p>
<p style="text-align: justify;">peraltro oggi non ci sono più che capetti, aspiranti alla gestione del francobollo, e “piccoli che lo sono solo come carogne invidiose e paranoiche.&#8221;</p>
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		<title>Passeggiata del sorriso con Francesco Gallina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 20:35:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Busillis]]></category>
		<category><![CDATA[de perfectione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Gallina]]></category>
		<category><![CDATA[La poetica musicale nel Decameron]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[parmigianità]]></category>
		<category><![CDATA[Pérma voladòra]]></category>
		<category><![CDATA[Reggia di Colorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Invitato da una amica che vive nel mio stesso quartiere (di cui siamo una periferia dimenticata), San Leonardo, ieri sera mi sono concesso un&#8217;uscita fuori del consueto: passeggiata tra le vie degradate (ieri erano perfette, ovviamente) del quartiere per l&#8217;evento &#8220;Passeggiata del sorriso&#8221; organizzato da &#8220;Parma non ha paura&#8221;. La fetentissima invitante, Cinzia, non si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Invitato da una amica che vive nel mio stesso quartiere (di cui siamo una periferia dimenticata), San Leonardo, ieri sera mi sono concesso un&#8217;uscita fuori del consueto: passeggiata tra le vie degradate (ieri erano perfette, ovviamente) del quartiere per l&#8217;evento &#8220;Passeggiata del sorriso&#8221; organizzato da &#8220;Parma non ha paura&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La fetentissima invitante, Cinzia, non si è presentata mentre io, solo soletto, mi sono ritrovato in via Palermo: l&#8217;inizio è stato sconfortante non tanto per gli intrattenitori (barzellettieri e suonatori) ma per quell&#8217;idea di recupero di una parmigianità che mi sembra vagamente astratta.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i conduttori hanno tentato di far cantare al numeroso uditorio una delle più tipiche canzoni di Parma, l&#8217;arcinota (?) <span class="single-tag-title"><em>Pérma voladòra</em>, non c&#8217;è stato manco un cane che si sia associato: &#8220;come la corrente, bella e travolgente, è la simpatia della tua gente&#8221; dice la canzone, che sembra descrivere qualcos&#8217;altro che non la simpatia dei parmigiani famosi certo per altre cose ma non per la simpatia (è addirittura un luogo comune il puzzosottoilnasismo dei parmigiani).</span></p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciata, dunque, questa prima parte la camminata è partita ed ecco la sorpresa: tra i tanti peripatetici c&#8217;era un giovanotto che avevo già adocchiato e che ben conosco grazie alla feconda attività di blogger e non solo, Francesco Gallina.</p>
<p style="text-align: justify;">Debbo dire che la serata è scivolata via con grandissimo piacere; mi sono trovato molto a mio agio (sebbene mi senta un po&#8217; in soggezione di fronte ad un giovane così dotato) a chiacchierare amabilmente di tutto un po&#8217;: dai comuni amici, alla psicoanalisi, agli incidenti stradali con decesso; dal cibo alla Reggia di Colorno, alle mostre d&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Modo di procedere del pensiero molto soddisfacente.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco mi ha invitato alla presentazione di un suo saggio, &#8220;La poetica musicale nel Decameron&#8221;, saggio vincitore del Premio Casentino 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Con grande rammarico non potrò partecipare a questo appuntamento del 3 maggio alle 17.00 presso il Circolo di Lettura in VIA MELLONI 4/A: dispiaciuto di perdere una bella occasione per imparare ma impegni fuori Parma mi rendono impossibile esserci.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aggiungo altro se non questo ultimo dettaglio: il blog che cura Francesco, <a href="http://busillisblog.blogspot.it/" target="_blank">Busillis</a>, è un&#8217;offerta continua di lavoro intellettuale, di fascinazione cui è salutare concedersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo che Francesco cura, proprio nel senso che ha cura dei prodotti che offre, materia prima commestibile e riutilizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a questa nuova avventura editoriale, il saggio intendo, auguro il successo che merita, com&#8217;è accaduto per il romanzo De Perfectione, opera prima di questa giovane promessa parmigiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non saprei dire quanto sia durata la manifestazione e nemmeno quale percorso abbiamo seguito tanto coinvolgente è stata la compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">La passeggiata del sorriso, infine, ha evitato quei toni polemici o recriminatori che normalmente mi irritano e alienano le manifestazioni pubbliche; non credo ne verrà più di tanto e che spacciatori e loschi figuri scompariranno dalla città ducale ma la partecipazione non lamentosa mi suggerisce che almeno qualcuno che ha voglia di provare a correggere una qualche stortura ci sia, anche a Parma.</p>
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