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	<title>ebrei Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>ebrei Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>L&#8217;odio di Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 15:12:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra che in questi ultimi tempi stia rivivendo e percorrendo il mondo occidentale un vento freddo di odio verso gli ebrei. Ultimo episodio è quello di Amsterdam di pochi giorni fa, in occasione di una partita di calcio.  Ne sono seguiti, in Italia, cortei denominati pro-pal, scritte sui muri o cassonetti e simili, in giro [&#8230;]</p>
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<p>Sembra che in questi ultimi tempi stia rivivendo e percorrendo il mondo occidentale un vento freddo di odio verso gli ebrei.</p>
<p>Ultimo episodio è quello di Amsterdam di pochi giorni fa, in occasione di una partita di calcio.</p>



<p> Ne sono seguiti, in Italia, cortei denominati pro-pal, scritte sui muri o cassonetti e simili, in giro per le città, inneggianti alla Palestina libera; la classe politica non si è sempre dimostrata all&#8217;altezza ma questo già importa meno.</p>
<p>Quello che ho trovato, invece, molto interessante, è il pensiero di Giovanni Cominelli, solitario pensatore che ha proposto un&#8217;analisi condivisibile ed interessante, pubblicata sul consueto <a href="https://www.santalessandro.org/2024/11/12/la-notte-di-amsterdam-e-il-ritorno-dellantisemitismo-il-valore-della-memoria/" target="_blank" rel="noopener">sant&#8217;Alessandro</a> di Bergamo.</p>
<p>Cominelli sostiene che l&#8217;antisemitismo come l&#8217;abbiamo conosciuto nel tremendo secolo appena trascorso, aveva origini storiche remote e culturalmente anche elevate: <em>&#8220;Essenza dell’antisemitismo di ogni tempo è sempre stata l’accusa mossa agli Ebrei di essere estranei alla civiltà cristiana prima e poi a quella che oggi chiamiamo civiltà occidentale. “L’Ebreo errante” è uno che non ha patria, perché non ne ha diritto né a Occidente né a Oriente. </em><em>Alla costruzione di questo mito negativo hanno portato il proprio mattone lungo i secoli i Papi, i vescovi, Lutero, Hume,  Voltaire, Kant, Fichte, Marx, Heidegger…, solo per citare alcuni&#8221;.</em></p>
<p>Illustri pensatori, dunque, hanno elaborato la figura dell&#8217;ebreo come &#8220;diverso&#8221;, estraneo alla cultura dominante al momento.</p>
<p>Un discorso a parte meriterebbe la scelta nazista ma, lasciamo stare, per il momento.</p>
<p>Venendo, invece, ad oggi, ecco il pensiero di Cominelli: <em>&#8220;Il loro antisemitismo/antisionismo/anti-israelismo respinge l’Ebreo che abiti in Israele e che sia comunque collegato a Israele, non perché estraneo all’Occidente, ma, al contrario, perché rappresenta e condensa i valori dell’Occidente. Quale Occidente? La piattaforma comune, che tiene insieme giovani immigrati, sinistra radicale autoctona – che a Milano ha applaudito gli “eroi di Amsterdam” che hanno dato la caccia all’Ebreo – persino femministe e LGBTQ+ é l’idea che lo Stato di Israele sia l’avanguardia in Medioriente del colonialismo, del capitalismo imperialista, del razzismo, dell’apartheid&#8221;</em>.</p>
<p>Continua l&#8217;analisi: &#8220;<em>Così, avanguardia della lotta anti-imperialista, anticapitalista, antirazzista, antifascista è sempre meno la sinistra movimentista e radical-woke dei Paesi occidentali, ma sono sempre più i giovani immigrati delle periferie urbane delle città europee, che per un verso usufruiscono di tutte le commodities istituzionali – le libertà – e sociali delle democrazie europee, ma per l’altro respingono la tavola dei valori che le fondano, a partire dalla dignità della persona-donna, a partire dal primato della legge dello Stato rispetto alla legge della sharia, a partire dall’universalismo dei diritti e dei doveri&#8221;</em>. </p>
<p>Tralascio le ulteriori considerazioni su accoglienza e integrazione per sottolineare che, ancora una volta, il vero nemico, che sembra accomunare una pluralità di realtà tra loro anche talmente disomogenee da essere incompatibili, è l&#8217;occidente.</p>
<p>Ma quale occidente? quello dei valori giudeo cristiani? Troppo &#8220;stinti&#8221; ormai, ma hanno lasciato dei frutti che, pur dimenticando le origini, hanno attecchito e fruttificato lontano dalla pianta madre (anzi dalla pianta padre): la libertà di pensiero, la democrazia, l&#8217;iniziativa economica e via elencando.</p>
<p>Quell&#8217;occidente si ostina a divorarsi le interiora, avvoltolandosi nelle polemiche sul patriarcato o irridendo Dio (figura del padre)<span style="font-size: inherit; color: initial;">.</span></p>
<p>Tornando all&#8217;odio per l&#8217;occidente, viene il dubbio che l&#8217;origine sia rinvenibile nell&#8217;idea di libertà, giuridicamente strutturata.</p>
<p>La libertà è fondata, garantita, dal diritto, quello statale, dal quale non si può prescindere e tuttavia la riduzione del concetto di libertà al solo diritto statale la espone ad un&#8217;inconcludenza che è la ferita infettabile dalla perversione.</p>
<p>Lavoro iniziato da Sigmund Freud, portato a fruttificazione da Giacomo Contri.</p>
<p>Freud è appartenente al popolo ebraico, popolo dell&#8217;alleanza (ancora il diritto) e della predilezione del Padre, rapporto fondativo di una civiltà che l&#8217;occidente ha cominciato a smantellare e rinnegare dagli anni Sessanta del secolo scorso ma che è irrinunciabile, come il lavoro di pensiero.</p>
<p>Da notare, ancora, che come giustamente ricorda Cominelli, la figura dell&#8217;ebreo errante rimanda all&#8217;essere senza patria; senza patria è stato Freud: &#8220;Ho trovato la più amichevole accoglienza nella bella, libera, magnanima Inghilterra. Qui vivo ora ma come ospite ben accetto, traendo un sospiro di sollievo perché mi è stato tolto di dosso quel peso e perché posso nuovamente parlare e scrivere – quasi dicevo pensare – come voglio e devo&#8221; (S. Freud, L’uomo Mosè e la religione monoteistica. Terzo saggio, OSF, vol. 11, p. 381).</p>
<p>E senza patria è la psicoanalisi, lavoro istitutivo di civiltà, il cui populismo è la psicologia di massa, oggi più che mai trionfante.</p>
<p>L&#8217;odio e rinnegamento del padre (e del lavoro giuridico e fondativo di civiltà conseguente) di sessantottina memoria è stato il connotato di continuità di tanta sinistra politica e culturale e fatto proprio da tutti coloro che ne continuano, nelle proteiformi versioni di contestazione, l&#8217;opera (ancora la psicologia di massa).</p>
<p>Una pessima eredità (sempre concetto giuridico); anche il diritto statuale ha ben presente che non tutto ciò che si riceve va accettato, ed infatti ha creato l&#8217;istituto giuridico dell&#8217;accettazione con beneficio di inventario, lasciando la facoltà di valutare ed accettare o rinunciare; lo diceva in altre forme san Paolo di Tarso: &#8220;omnia probate, quod bonum est tenete&#8221;.</p>
<p>Parma, 22 novembre 2024, memoria di santa Cecilia vergine e martire</p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Ancora sullo sciopero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 10:47:43 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Conosco alcuni colleghi che allo sciopero della Polizia Locale di oggi, un evento cui tengo personalmente tantissimo, sebbene non possa parteciparvi (e avrei voluto essere a Piacenza, a Modena e a Rimini) per i ben noti fatti sanitari di questi giorni, non aderiranno, ne rispetto le scelte pur non condividendole; qualcuno mi faceva notare con una certa irrisione, forse non voluta ma significativa, che tante piccole sigle sindacali, dovute a personalismi dei vari dirigenti, rendono inutile uno sciopero che servirebbe più per regolare conti interni in vista delle prossime elezioni delle rappresentanze sindacali che non come effettivo strumento di pressione politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto può essere, non escludo a priori nemmeno questa possibilità, ma l&#8217;obiezione mi ha invitato a riflettere un istante sulla questione dell&#8217;unità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Unità&#8221; era il titolo del giornale del Partito Comunista Italiano; da giovane sentivo spesso parlare di unità sindacale (riferita alla trimurti ovviamente), insomma il tema dell&#8217;unità è sempre stato caro alla sinistra che, d&#8217;altronde, non riesce a tollerare altro che il pensiero unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In partibus christianorum rammento, come ampiamente documentato nei sacri testi, che le divisioni dalle origini alle varie eresie che ancor oggi dilagano, non sono mai venute meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi viene in mente un detto che circola tra gli ebrei secondo il quale dove ci sono due ebrei ci sono tre opinioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n-512x271.jpg" alt="" class="wp-image-28047" width="838" height="444" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n-512x271.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n-300x159.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n-768x406.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n-600x317.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/272003516_3031881493743297_2674233401584801115_n.jpg 1383w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma l&#8217;unità sembra un bene ambitissimo ma irraggiungibile; scrive il dottor Giacomo Contri in un post del 2013: &#8220;è nella patologia che siamo&nbsp;<em>una</em>&nbsp;massa,&nbsp;<em>un</em>&nbsp;corpo solo con&nbsp;<em>una</em>&nbsp;testa sola,&nbsp;<em>una</em>&nbsp;comunità (<em>Gemeinschaft</em>) distinta dalla società (<em>Gesellschaft</em>),&nbsp;<em>un</em>&nbsp;corpo mistico,&nbsp;<em>una&nbsp;</em>sola barca o zattera come quella di Géricault. L’uno&nbsp;<em>è&nbsp;</em>patologico.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa ha a che fare tutto questo con lo sciopero del 15?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unità non può mai essere un fine, al più un mezzo per conseguire un risultato: è molto da valorizzare il termine società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella società i soci svolgono ciascuno il proprio lavoro, approfittando di quello altrui e mettendone a disposizione il prodotto perché divenga materia prima per altre produzioni, il tutto in vista di un profitto (che non abbia la conseguenza, come nel capitalismo, l&#8217;impoverimento di altri) che è ad un tempo dei soci e della società.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-512x230.jpg" alt="" class="wp-image-28048" width="838" height="376" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-512x230.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-300x135.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-768x346.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-600x270.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n-945x425.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/271883605_5127837413893299_3038144736374362112_n.jpg 1422w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono rimasto male, sto usando un eufemismo, nel sentire che alcuni amici non faranno sciopero, l’ho percepito come una sorta di opposizione alla mia proposta personale, personalissima, di aderirvi; mi ha fatto sorgere anche qualche dubbio sul continuare a mantenere vivi quei rapporti perché l’ho vissuto come un rifiuto di me prima e oltre che rifiuto della mia proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi mi è venuto in mente un passaggio di un libro magnifico, di Amos Oz “Contro il fanatismo”: “Ritengo che l’essenza del fanatismo stia nel desiderio di costringere gli altri a cambiare. Quell’inclinazione comune a rendere migliore il tuo vicino, educare il tuo coniuge, programmare tuo figlio, raddrizzare il fratello, piuttosto che lasciarli vivere”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il che ha a che fare con l’idea di società di cui parlavo prima: il legame sociale tra i soci è verificabile con un criterio (che ricevo ancor una volta dal Dr Contri), anzi con “una norma fatta di tre norme solidali:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br />1. portare acqua al mulino,</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. non distogliere acqua dal mulino,</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. non distruggere il mulino”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello dell’unità è un falso problema; quel che è interessante è se e che vi sia produzione di farina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questa giornata di sciopero produrrà farina sarà stato un successo, di cui anche chi non ha partecipato potrà approfittare perché il lavoro di produzione è inclusivo, non pone obiezioni di principio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il beato Nicola Gross, di cui si commemora oggi la nascita al cielo, era un sindacalista, oppositore del regime nazista: che protegga e ispiri tutti coloro che fanno questa attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un saluto ed un abbraccio a tutti i colleghi che hanno aderito; con particolare affetto saluto quelli che da anni frequento e conosco, da Rimini, Ravenna, Ferrara per arrivare a Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, Piacenza, Modena, Rimini 15 gennaio 2022 memoria di san Mauro abate e commemorazione dei beati Pietro di Castelnau e Nicola Gross, martiri</p>
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		<title>Buona Pasqua di resurrezione 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 08:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[anniversari e ricorrenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pasqua di resurrezione un po&#8217; strana quella di quest&#8217;anno, senza celebrazione comunitaria come mai era successo da quando la memoria mi assiste, anche ai tempi in cui non frequentavo le chiese. Mi trovo a lavorare in ufficio, e già di questi tempi è una cosa non ordinaria, mi attende poi una lunga vacanza fino al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Pasqua di resurrezione</strong></span> un po&#8217; strana quella di quest&#8217;anno, senza celebrazione comunitaria come mai era successo da quando la memoria mi assiste, anche ai tempi in cui non frequentavo le chiese.</p>
<p>Mi trovo a lavorare in ufficio, e già di questi tempi è una cosa non ordinaria, mi attende poi una lunga vacanza fino al 25 aprile.</p>
<p>Questa Pasqua inconsueta mi offre l&#8217;opportunità di ripensare a varie cose ed in particolare si pone come un momento di memoria e di domanda.</p>
<p>Come intendo festeggiare la Pasqua? e che senso hanno gli auguri di buona Pasqua?</p>
<p>La prima Pasqua è stato un passaggio, dalla <span style="color: #993366;"><strong>schiavitù dell&#8217;Egitto</strong></span> alla libertà nel deserto: sappiamo che non è finita benissimo.</p>
<p>Nessuno degli esuli è arrivato alla meta, la terra promessa è stata conquistata solo dalla generazione successiva: Giosuè vi è entrato, non altrettanto ha potuto fare Mosè.</p>
<p>Comunque la <span style="color: #0000ff;"><strong>Pasqua è stata un&#8217;uscita dalla condizione servile</strong></span> in vista di una promessa: gli ebrei gemono per la loro schiavitù ma è il Signore a prendere l&#8217;iniziativa, è lui che agisce perché Faraone conceda il permesso di allontanarsi per rendere omaggio a Dio e quindi a permettere loro la fuga.</p>
<p>Ma presto iniziano i ripensamenti:</p>
<p>«anche gli Israeliti ripresero a lamentarsi e a dire: &#8220;Chi ci potrà dare carne da mangiare?</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell&#8217;aglio.</strong></span></p>
<p>&nbsp;Ora la nostra vita inaridisce; non c&#8217;è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna&#8221;.» (Nm 11, 4-6)</p>
<p>Ecco la mia Pasqua: un&#8217;occasione per uscire dal mio Egitto, di riprendere o rinvigorire il percorso verso la terra promessa, ben sapendo che la tentazione di tornare indietro (o guardare indietro come la famosa moglie di Lot: «Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale») (Gn 19, 26) è molto forte.</p>
<p>Non starò ad elencare tutti i motivi per cui la tentazione è forte ma credo che nella vita di chiunque i pesci, le cipolle o i meloni d&#8217;Egitto siano ben presenti.</p>
<p><span style="color: #00ff00;"><strong>L&#8217;augurio che rivolgo per primo a me stesso è a non guardare indietro, a non accontentarsi.</strong></span></p>
<p>Ma Pasqua è anche il momento della <span style="color: #ff0000;"><strong>Resurrezione di N.S. Gesù Cristo</strong></span>: qui c&#8217;è un passaggio dalla morte del corpo alla sua resurrezione, un evento incredibile, una offerta che va ben oltre ogni aspettativa perché se è vero quel che ha detto un sacerdote deceduto in questi giorni nel bergamasco a causa della pandemia, che il cuore dell&#8217;uomo non è fatto per la tomba, è altrettanto vero che non riesco ad immaginare in cosa possa consistere la resurrezione.</p>
<p>Oggi, 12 aprile, sono 5 mesi che <span style="color: #3366ff;"><strong>è deceduto il mio carissimo Federico</strong></span> e proprio pensando a lui e ai discepoli di Emmaus, mi piacerebbe che una sera, di quelle tristi d&#8217;autunno, mentre mi dirigo verso casa stanco e sfiduciato (quante volte è accaduto?), ecco in quel momento potrebbe affiancarmisi un uomo, in carne e ossa, non un fantasma, e dirmi: &#8220;pezzo di somaro, come puoi dubitare che ciò che di buono, di bello, di vero, abbiamo vissuto assieme sia andato perduto per sempre?&#8221;</p>
<p>Ecco come immagino la resurrezione: un nuovo incontro con tutti coloro che si sono incontrati in precedenza e con tanti altri coi quali stabilire nuovi rapporti, con tanto lavoro da fare ma senza il peso della fatica, del sudore della fronte che è il segno del peccato ovverosia del disagio psichico da cui nessuno è indenne.</p>
<p>Pasqua come continuazione del lavoro di una vita ma senza le contraddizioni, inciampi, sguardi indietro: non so come sarà il paradiso ma sicuramente non ci sarà spazi per le statue di sale e le cipolle d&#8217;Egitto.</p>
<p>Che sia, allora, una Santa Pasqua di Resurrezione per ciascun uomo, che a ciascuno possa ardere il cuore come accadde ai discepoli di Emmaus e di conseguenza risvegli la voglia di mettersi in cammino, sebbene sia sera, per uscire dalle troppo abbaglianti sirene della melanconia (che non esclude le formazioni reattive di segno opposto).</p>
<p>Il mio lavoro di correzione, di anticipazione del paradiso non può prescindere da volti, nomi, storie che voglio ricordare, come ogni anno in occasione delle feste maggiori perché a ciascuno di loro va un augurio speciale ed un invito a collaborare nella coltivazione del &#8230; sospendo qui la frase per lasciare a ciascuno di completarla come meglio crede.</p>
<p>Innanzitutto voglio ricordare i miei famigliari, mia mamma, mio fratello Graziano e mia cognata Silvia, i super fanta nipoti Simone e Laura, i miei zii Luciana ed Ermes, i miei cugini Lilli, Luca, Davide, Andrea, Marina e Alice: a ciascuno di loro gli auguri più speciali.</p>
<p>I miei auguri a Gabriele e Silvia, a Roberto M. (che ha subito un grave lutto di recente, quindi unisco anche le più sentite, fraterne condoglianze), a Marta con tutta la famiglia annessa e connessa, ad Angelica, Umberto F. con Luana (e pargoli vari), Agostino B., Marco G., Andrea R., Alessandro S., Roberta B., Daniele d. F., Valentina e Nicola,&nbsp; Sergio M. Davide Z. Fabio M., Cristian R. e i tanti colleghi e amici riminesi; Elisa F., Paolo P. (quel grandissimo lavativo del mio tutor), Cristian C., Claudio e Fiorella, Miranda C. e gli amici modenesi.</p>
<p>Un augurio ai miei &#8220;cuccioli&#8221; Loris, Jader e Lorenzo con relative famiglie ed ancora ai colleghi ed amici del sindacato di categoria cui mi onoro di appartenere ormai da secoli</p>
<p>Auguri ad Alfuccio, a Puffetta, Manuela e Benny, a Francesco con tanto di &#8220;pestiferi&#8221; ma deliziosi e bellissimi pargoli (e alla di lui moglie santa subito), a Francesco B., Fernando detto Nando B., Diego S. e agli colleghi parmigiani, non tanti come speravo agli inizi.</p>
<p>Auguri a Danilo, Serena, Michele T., Stefano B. (riminese con furore), a Stefania Massimo e Camilla, a Guido (con quel che verrà, ma su questo in futuro), Piero, Gaspare, Marco d. M. e consorte, Cristina F. (una ragazza deliziosa come poche), Lulù da Fidenza, Tommaso da Fontevivo, Lazzaro, Daniele F., Franco F., Andrea P., Francesco G., Francesco l. M., Stefania, L.R., Sabrina M., Andrea M., Massimo M., Alberto S., Silvia S.</p>
<p>Chiudo con un augurio particolare dedicato a Paolo, il mio dentista preferito, compagno di tante serate assieme a Federico e a Stefano che spero vorrà continuare ad investire nel prossimo futuro nella maniera speciale che ha fatto in questi mesi.</p>
<p>Un augurio particolare al mio medico curante, il dottor Francesco Zaccaro (e le sue collaboratrici), alla dottoressa Angelica Sikokis (persona straordinaria) e a tutti i suoi collaboratori tanto competenti quanto cortesi ed attenti, al dottor Roberto Berretta (altra figura fuori dal comune).</p>
<p>Ho sicuramente trascurato qualcuno, spero mi scuserà.</p>
<p>Parma, 12 aprile, nella solennità della Pasqua di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo</p>
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		<title>mein kampf e le inutili polemiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 14:31:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non ho ancora terminato la lettura del Mein Kampf che ho acquistato in edicola, ma ne possedevo già una copia; comprato a seguito delle polemiche scoppiate per la sua pubblicazione. Ero curioso, da tempo, dopo la lettura dei volumi di George L. Mosse, di capire quali incredibili qualità fascinatorie possedesse questo testo sacro del fondatore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non ho ancora terminato la lettura del Mein Kampf che ho acquistato in edicola, ma ne possedevo già una copia; comprato a seguito delle polemiche scoppiate per la sua pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ero curioso, da tempo, dopo la lettura dei volumi di George L. Mosse, di capire quali incredibili qualità fascinatorie possedesse questo testo sacro del fondatore del partito nazista.</p>
<p style="text-align: justify;">Come anticipavo poc&#8217;anzi non ho terminato la lettura, sono all&#8217;incirca a metà ma l&#8217;impianto è chiaro e non mi aspetto rivelazioni sconvolgenti in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa si trova, dunque, nelle pagine di Mein Kampf?</p>
<p style="text-align: justify;">Violenza, razzismo, antisemitismo, psicologia delle masse.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente che non circoli anche oggi, in rete e non solo, ma espresso in maniera così pesante che dubito che qualsiasi persona normale potrebbe sopravvivere alla lettura di una decina di pagine e men che meno possa trovarvi alimento.</p>
<p style="text-align: justify;">A meno che non sia già convinto di suo ma non serve, allora, perdere tempo a leggere i suoi sproloqui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono brani che se venissero citati estrapolati dal contesto e senza rivelarne l&#8217;autore credo avrebbero un successo enorme anche oggi, anzi soprattutto oggi: &#8220;Ogni mattina, il signor rappresentante del popolo si reca alla sede del Parlamento; se non vi entra, almeno si porta fino all&#8217;anticamera dove è esposto l&#8217;elenco dei presenti. Ivi, pieno di zelo per il servizio della nazione, inscrive il suo nome e, per questi continui debilitanti sforzi, riceve in compenso un ben guadagnato indennizzo.<br />
Dopo quattro anni, o nelle settimane critiche in cui si fa sempre più vicino lo scioglimento della Camera, una spinta irresistibile invade questi signori. Come la larva non può far altro che trasformarsi in maggiolino, così questi bruchi parlamentari lasciano la grande serra comune ed, alati, svolazzano fuori, verso il caro popolo. Di nuovo parlano agli elettori, raccontano dell&#8217;enorme lavoro compiuto e della perfida ostinazione degli altri; ma la massa ignorante, talvolta invece di applaudire li copre di parole grossolane, getta loro in faccia grida d&#8217;odio. Se l&#8217;ingratitudine del popolo raggiunge un certo grado, c&#8217;è un solo rimedio: bisogna rimettere a nuovo lo splendore del partito &#8230; Guidato dalla sua stampa e abbagliato dal nuovo adescante programma, l&#8217;armento «proletario» e quello «borghese»<br />
ritornano alla stalla comune ed eleggono i loro vecchi ingannatori. Con ciò, l&#8217;uomo del popolo, il candidato dei ceti produttivi si trasforma un&#8217;altra volta nel bruco parlamentare e di nuovo si nutre delle foglie dell&#8217;albero statale per mutarsi, dopo altri quattro anni, nella variopinta farfalla.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Mettendo in una pagina facebook una tale citazione, credo riceverebbe un plebiscito di apprezzamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sulla propaganda: &#8220;Quando un uomo politico cosiddetto nazionale teneva in qualche luogo una conferenza su questo argomento, la teneva a gente che in maggioranza era già del suo parere e che da quanto ascoltava veniva rafforzata nel suo modo di pensare. Ma ciò che allora importava non era questo, ma soltanto il guadagnarsi, con la propaganda e le spiegazioni, persone che finora la loro educazione e la loro mentalità avevano trattenuto nel campo avversario. &#8230; L&#8217;oratore riceve dalla folla stessa a cui parla una costante correzione della sua conferenza, in quanto che dal volto degli uditori può conoscere se e quanti di essi possano seguire con comprensione ciò che egli dice e se le sue parole facciano l&#8217;effetto e l&#8217;impressione desiderata.<br />
All&#8217;opposto, lo scrittore non conosce i suoi lettori. Perciò egli non mira a priori ad una determinata moltitudine umana trovantesi dinanzi ai suoi occhi, e discorre in modo generico. Con ciò perde, fino ad un certo grado, la finezza psicologica e la flessibilità. E per questo un brillante oratore sa scrivere meglio di quanto un brillante scrittore sappia parlare, a meno che lo scrittore s&#8217;eserciti costantemente nell&#8217;oratoria. Si aggiunga, che la massa in sé è pigra, resta attaccata alle vecchie abitudini e non pone mano volentieri, da sé, agli scritti, se questi non rispondono a ciò che essa crede e non contengono ciò che essa spera. Quindi, uno scritto di determinata tendenza è, per lo più, letto solo da chi ha già simpatia per quella.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Insiste ancora con una certa acutezza psicologica: &#8220;Maggiori prospettive possiede l&#8217;immagine in tutte le sue forme, compreso il film. Qui, c&#8217;è ancor meno bisogno di lavorare con l&#8217;intelletto: basta guardare, tutt&#8217;al più leggere brevi testi: perciò molti sono più disposti ad accogliere in sé un&#8217;esposizione fatta con l&#8217;immagine che a leggere un lungo scritto.<br />
L&#8217;immagine apporta in breve tempo, e quasi di colpo, chiarimenti e nozioni che lo scritto permette solo di ricavare da una noiosa lettura.<br />
Ma l&#8217;essenziale è questo, che non si sa mai in quali mani arrivi uno scritto; e tuttavia deve conservare la sua determinata compilazione. In genere, l&#8217;effetto è tanto maggiore quanto più questa compilazione risponde al livello intellettuale e alla natura di coloro che lo leggeranno. Un libro destinato a larghe masse deve quindi cercare di operare, con lo stile e con l&#8217;altezza dei concetti, in altro modo che un&#8217;opera destinata a ceti superiori.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ultima citazione: &#8220;Non di rado si tratta di vincere, negli uomini, prevenzioni non fondate sull&#8217;intelletto ma inconsce, appoggiate solo sul sentimento. L&#8217;abbattere questa barriera di istintiva avversione, di odio sentimentale, di dissenso preventivo è mille volte più difficile che il rettificare un&#8217;opinione scientifica difettosa o errata. False idee e cattive erudizioni possono essere eliminate dall&#8217;insegnamento: le resistenze del sentimento, no. Solo un appello a queste stesse misteriose forze può giovare qui; e questo appello può fare l&#8217;oratore, non mai lo scrittore.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler aveva capito come trattare le masse, non a caso ha avuto un certo successo ma temere la ristampa di un libro del genere non credo possa spaventare nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è certo è che Hitler era molto religioso, ovviamente non cristiano, anzi; cito quel che diceva Sigmund Freud, in L&#8217;uomo Mosè e la religione monoteista, in proposito:  «non dimentichiamoci che tutti questi popoli che oggi hanno il primato dell’odio per gli Ebrei sono diventati cristiani solo in epoca storica tarda, spesso spinti da sanguinosa coercizione. Si potrebbe dire che sono tutti “battezzati male” e che sotto una sottile verniciatura di cristianesimo sono rimasti quello che erano i loro antenati, che professavano un barbaro politeismo. Non hanno superato il loro rancore contro la nuova religione che è stata loro imposta, ma l’hanno spostato sulla fonte donde il cristianesimo è loro pervenuto. Il fatto che i Vangeli narrano una storia che si svolge tra Ebrei e tratta propriamente solo di Ebrei ha facilitato questo spostamento. Il loro odio per gli Ebrei è al fondo odio per i cristiani, e non vi è di che meravigliarsi se nella rivoluzione nazionalsocialista tedesca questa intima relazione tra le due religioni monoteistiche trova così chiara espressione nel trattamento ostile a entrambe.»</p>
<p style="text-align: justify;">Egli odiava ebraismo e cristianesimo mentre era interessato all&#8217;esoterismo che era comunque in voga all&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è successo a certi personaggi storici, di trovarsi nel momento giusto per operare una sintesi &#8220;originale&#8221; o comunque efficace di quel che bolliva in pentola nella cultura del loro momento, così Hitler ha saputo far proprio e concretizzare un milieu culturale che era largamente diffuso anche se in diverse forme, embrionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria del razzismo Mosse ce l&#8217;ha spiegata magnificamente: Hitler ha condotto alla vittoria un&#8217;ideologia che ancor oggi ha lasciato qualche seme, perlopiù in ambiti insospettati.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo così certi che il<em> <span id="Il_F.C3.BChrerprinzip_come_scusante_ai_processi_post-bellici" class="mw-headline">Führerprinzip, </span></em><span id="Il_F.C3.BChrerprinzip_come_scusante_ai_processi_post-bellici" class="mw-headline">traducibile anche in &#8220;tutto il primato all&#8217;organizzazione&#8221; sia scomparso?</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma le forme che ha assunto l&#8217;intolleranza sono politicamente corrette per cui non c&#8217;è da temere che succeda qualcosa a chi legga oggi il Mein Kampf poiché è vero quel che citavo prima: &#8220;uno scritto di determinata tendenza è, per lo più, letto solo da chi ha già simpatia per quella&#8221; e chi ha già simpatia non è interessato ad edizioni critiche e non ha nemmeno necessità dei leggersi un libro così noioso; temo ci siano ben altre fonti cui possa abbeverarsi chi vuol coltivare il proprio odio.</p>
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		<title>la religione in Freud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 14:12:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da tempo sono inquieto in merito a due questioni: il razzismo e la religione.</p>
<p><figure id="attachment_23570" aria-describedby="caption-attachment-23570" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-23570" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/George-L-Mosse.gif" alt="George L Mosse" width="210" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-23570" class="wp-caption-text">George L Mosse</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al primo, il libro di George L. Mosse che ho letto, dedicato alla storia del razzismo in Europa, mi è stato di grandissima utilità, per il secondo sono andato a cercare in un autore che ha ben chiaro in cosa consista la religione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo se l&#8217;ho compreso anch&#8217;io; il testo di riferimento è il famosissimo &#8220;L&#8217;uomo Mosè e il monoteismo&#8221;, l&#8217;autore, come tutti sanno, Sigmund Freud.</p>
<p><figure id="attachment_23571" aria-describedby="caption-attachment-23571" style="width: 339px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23571" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sigmund-Freud-339x512.jpg" alt="Sigmund Freud" width="339" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sigmund-Freud-339x512.jpg 339w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sigmund-Freud-199x300.jpg 199w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sigmund-Freud-600x905.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sigmund-Freud.jpg 615w" sizes="auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px" /><figcaption id="caption-attachment-23571" class="wp-caption-text">Sigmund Freud</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ci dice Freud, mentre traccia la storia di Mosè e del monoteismo, nato in Egitto col faraone eretico Amenofi IV che prenderà il nome di Ekhnatòn (e marito di quella faraona fantastica che è stata Nefertiti, il cui busto a Berlino ricordo come una delle cose più meravigliose io abbia visto)?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci racconta che la prima forma di religione fu il totemismo, ecco come ne spiega l&#8217;origine:</p>
<p style="text-align: justify;">in tempi primitivi l’uomo primigenio viveva in piccole orde, ciascuna dominata da un maschio robusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il maschio robusto era signore e padrone di tutta l’orda, senza limiti al suo potere, che esercitava con violenza. Tutte le femmine erano sua proprietà, sia le donne e le figlie della sua orda, sia forse quelle rapite ad altre orde. Il destino dei figli era crudele; quando essi suscitavano la gelosia del padre, venivano trucidati o evirati o espulsi. Trovavano scampo vivendo insieme in piccole comunità, procurandosi le donne mediante il ratto e, quando uno di loro ci riusciva, cercando di raggiungere una posizione simile a quella del padre nell&#8217;orda originaria. Per ragioni naturali, i figli più piccoli si trovavano in una situazione eccezionale: protetti dall&#8217;amore della madre, traevano vantaggio dall&#8217;età del padre e potevano succedergli dopo la sua scomparsa.</p>
<p><figure id="attachment_23565" aria-describedby="caption-attachment-23565" style="width: 403px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23565" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-403x512.jpg" alt="Akhenaton" width="403" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-403x512.jpg 403w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-236x300.jpg 236w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-768x975.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-945x1200.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton-600x762.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Akhenaton.jpg 1157w" sizes="auto, (max-width: 403px) 100vw, 403px" /><figcaption id="caption-attachment-23565" class="wp-caption-text">Akhenaton</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">I fratelli scacciati e viventi in comunità unirono le loro forze per sopraffare il padre e, secondo il costume di quei tempi, lo divorarono crudo: il cannibalismo era un tentativo per assicurarsi l’identificazione con lui incorporando un pezzo di lui, ad un tempo odiato ed amato padre, modello temuto e venerato cui si aspirava a prendere il posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tale situazione ha comportato un lungo periodo di dispute, in cui ogni fratello ambiva all&#8217;eredità paterna, volendola tutta per sé, ma queste lotte creavano troppa instabilità e pericolo per poter durare ed allora i fratelli, memori dell’atto liberatorio compiuto in comune e dei legami emotivi reciproci che erano nati ai tempi della cacciata, contrassero un’unione tra loro, stipularono una sorta di contratto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nacque così la prima forma di organizzazione sociale, con la rinuncia pulsionale, il riconoscimento di obbligazioni reciproche, la fondazione di determinate istituzioni dichiarate inviolabili (sacre), dunque gli inizi della morale e del diritto. Il singolo rinunciò all&#8217;ideale di acquisire per sé la posizione del padre, rinunciò al possesso della madre e delle sorelle. Di qui il tabù dell’incesto e l’imposizione dell’esogamia. Una buona parte del potere assoluto reso disponibile dalla soppressione del padre passò alle donne, venne il tempo del matriarcato. In questo periodo di “alleanza fraterna”, la memoria del padre sopravvisse. Si trovò come sostituto un animale robusto, che forse all&#8217;inizio era sempre anche temuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato il totem valeva come progenitore carnale e genio tutelare del clan, doveva essere venerato e protetto; dall&#8217;altro fu istituita una solennità in cui gli era riservato il destino toccato al padre primigenio. Esso veniva ucciso e consumato da tutti i membri della tribù, insieme, in quello che è stato definito pasto totemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu dunque il totemismo la prima forma di religione nelle forme della venerazione di un sostituto paterno, dell’ambivalenza mostrata nel pasto totemico, dell’istituzione di celebrazioni commemorative, di divieti la cui trasgressione era punita con la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La religione sembra nascere dall&#8217;omicidio del padre e dalla sua incorporazione attraverso il pasto totemico.</p>
<p><figure id="attachment_23566" aria-describedby="caption-attachment-23566" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23566" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nefertiti-512x341.jpg" alt="Nefertiti" width="512" height="341" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nefertiti-512x341.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nefertiti-300x200.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nefertiti.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23566" class="wp-caption-text">Nefertiti</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il totemismo comprende come indispensabili elementi del sistema un certo numero di imperativi e divieti, il cui unico significato, naturalmente, è quello di rinunce pulsionali, cioè la rinuncia alle madri e alle sorelle nell&#8217;orda, pur passionalmente desiderate, la concessione di pari diritti a tutti i membri dell’alleanza dei fratelli, cioè la limitazione della tendenza alla rivalità violenta tra di loro. In queste disposizioni s’intravedono i primi inizi dell’ordine morale e sociale. Non ci sfugge che qui valgono due motivazioni diverse. I primi due divieti si conformano al padre di cui ci si è sbarazzati: ne continuano in certo modo il volere. Il terzo imperativo, quello della parità di diritti dei fratelli alleati, prescinde dal volere del padre; trova la sua giustificazione richiamandosi alla necessità di mantenere durevolmente il nuovo ordine sorto dopo la fine del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Col totemismo il padre diviene nuovamente il capo della famiglia, un capo ben lungi dall&#8217;essere così assoluto com&#8217;era stato il padre dell’orda primitiva. Il totem animale cede il posto al dio con passaggi ancora ben perspicui. Dapprima il dio di forma umana ha ancora la testa dell’animale, dopo si trasforma quasi sempre in quel determinato animale, poscia questo animale diviene sacro al dio e suo accompagnatore prediletto, oppure il dio uccide l’animale e ne assume l’appellativo. Tra il totem animale e il dio sorge l’eroe, spesso come primo grado alla deificazione. L’idea della divinità suprema compare prestissimo, così sembra, dapprima soltanto simile a un’ombra, senza immischiarsi negli interessi quotidiani degli uomini. Col confluire di tribù e popoli in unità più vaste, anche gli dei si organizzano in famiglie, in gerarchie. Uno di loro è sovente elevato a signore supremo al di sopra di dei e uomini. Con titubanza, avviene il passo successivo di tributare onori a un solo dio, e infine segue la decisione di accordare tutto il potere a un dio unico e di non tollerare altro dio accanto a lui. Solo così la maestà del padre dell’orda primitiva fu ristabilita e le emozioni suscitate da lui poterono ripetersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Mosè cosa accade?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Egitto della XVIII dinastia è divenuto un impero mondiale; quando sale al trono Amenofi IV che prenderà il nome di Ekhnatòn, ascende con lui l’idea di un dio universale Atòn, che non ha più confini di popoli o paesi, è un dio universale; siamo di fronte al primo caso, e forse il più puro, di religione monoteistica nella storia dell’umanità ma il seme del monoteismo non germogliò in Egitto.</p>
<p><figure id="attachment_23567" aria-describedby="caption-attachment-23567" style="width: 343px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23567" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-343x512.jpg" alt="Mosè" width="343" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-343x512.jpg 343w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-201x300.jpg 201w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-768x1147.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-945x1412.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè-600x896.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Mosè.jpg 1296w" sizes="auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px" /><figcaption id="caption-attachment-23567" class="wp-caption-text">Mosè</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto al faraone c&#8217;è un uomo il cui nome, comune per quei tempi, è Tutmosi, un alto funzionario, anch&#8217;egli devoto di Atòn, ma, all’opposto del re sognatore, energico e appassionato.</p>
<p style="text-align: justify;">La fine di Ekhnatòn e l’abolizione della sua religione significavano la fine di ogni speranza; il suo destino era di proscritto o rinnegato; ma quest&#8217;uomo è un governatore di frontiera e lì trova una tribù semitica immigrata da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stretta della delusione e della solitudine, si rivolse a questi stranieri, cercò in loro un risarcimento per quanto aveva perduto, li scelse come suo popolo, tentò di realizzare in loro il suo ideale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciato l&#8217;Egitto questo condottiero consacra questa tribù col segno della circoncisione, dà loro leggi, li introduce alle dottrine di quella religione di Atòn che gli Egizi avevano appena respinto; potrebbe darsi che i precetti di quest&#8217;uomo siano ancor più rigidi di quelli del faraone e che egli non utilizzi più nemmeno la protezione del dio solare di On, della quale Ekhnatòn si era ancora giovato.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi seguaci, gli ebrei, erano caparbi e recalcitranti ai voleri del loro legislatore così un giorno gli si ribellarono, lo ammazzarono, non facendo altro che ripetere un misfatto che in epoche remote era assurto a legge contro il re divino e che risaliva a un modello ancora più antico.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;uccisione  di Mosè, il loro grande uomo, gli ebrei respinsero, come già gli Egizi, la religione di Atòn loro imposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il grande uomo, dice  Freud, opera sul suo prossimo per due vie: con la sua personalità e con l’idea per la quale egli si impegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa idea può mettere in rilievo un’antica configurazione di desiderio delle masse o indicare loro una nuova meta di desiderio o in qualche altra maniera attirare la massa in sua balìa. Talora – e questo è certo il caso originario – la personalità è efficace da sola e l’idea ha un ruolo del tutto esiguo. Il perché il grande uomo acquisti importanza, non c’è oscuro neanche per un istante. Sappiamo che nella massa degli uomini vi è grande bisogno di un’autorità da ammirare, a cui inchinarsi, da cui essere dominati, fors&#8217;anche maltrattati. Dalla psicologia dell’individuo abbiamo appreso donde proviene questo bisogno della massa. È la nostalgia del padre insita in ognuno dall&#8217;infanzia, dello stesso padre che l’eroe della leggenda si vanta di aver vinto. E ora cominciamo a vederci chiaro: tutte le qualità di cui dotiamo il grande uomo sono caratteristiche paterne, e in questa concordanza consiste l’essenza del grande uomo da noi vanamente cercata. La risolutezza dei pensieri, la forza di volontà, l’impeto dell’azione appartengono all&#8217;immagine paterna, ma più di tutto l’autonomia e l’indipendenza del grande uomo, la sua divina noncuranza che può crescere fino alla mancanza di qualsiasi riguardo. Lo si deve ammirare, è consentita la fiducia in lui, ma non si può fare a meno anche di temerlo. Avremmo dovuto lasciarci guidare letteralmente dalla parola: chi altri se non il padre può essere stato l’“uomo grande” nell&#8217;infanzia!</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio fu un possente modello paterno, che nella persona di Mosè si chinò verso i poveri servi ebrei per assicurar loro che erano i suoi figli beneamati. E non meno travolgente dovette essere l’effetto esercitato sugli Ebrei dalla rappresentazione di un Dio unico, eterno, onnipotente, il quale non disdegnava di contrarre con loro, così umili, un patto, e che prometteva di aver cura di loro se rimanevano fedeli al suo culto. Non fu probabilmente facile per loro distinguere l’immagine dell’uomo Mosè da quella del suo Dio, e non si sbagliavano in ciò, giacché è possibile che Mosè avesse introdotto certi aspetti della sua persona nel carattere del suo Dio, come l’irascibilità e l’inesorabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque Mosè venne ucciso ed allora gli ebrei si unirono ad altre tribù loro affini nel territorio fra la Palestina, la penisola del Sìnai e l’Arabia e qui, in una località detta Qadesh assunsero sotto l’influsso degli arabi Madianiti una nuova religione, l’adorazione del dio vulcanico Yahweh. Subito dopo furono pronti a irrompere in Canaan come conquistatori.</p>
<p><figure id="attachment_23568" aria-describedby="caption-attachment-23568" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23568" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton-512x320.jpg" alt="Atòn" width="512" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton-512x320.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton-300x188.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton-768x480.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton-600x375.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Aton.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23568" class="wp-caption-text">Atòn</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A Qadesh si ebbe un compromesso, ancora chiaramente percepibile come tale, nacque una nuova religione: una parte intendeva rinnegare la novità e l’estraneità del dio Yahweh e rinvigorire la sua pretesa di essere venerato dal popolo, l&#8217;altra parte, invece, voleva conservare il ricordo della liberazione dall&#8217;Egitto e la grandiosa figura del capo, Mosè, rimuovendo però la fine che aveva fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa parte riuscì effettivamente a salvare la memoria di quel fatto e dell&#8217;uomo che li aveva guidati, mantenne anche il segno esteriore della religione mosaica, la circoncisione, e forse fece adottare alcune restrizioni nell&#8217;uso del nome del nuovo dio.  Le due parti avevano lo stesso interesse a disconoscere che vi era stata presso di loro una precedente religione e quale ne era stato il contenuto; si concluse così quel primo compromesso che verosimilmente ben presto trovò una sanzione scritta.</p>
<p style="text-align: justify;">Yahweh era probabilmente simile a tutti gli dei delle tribù circostanti, non aveva certo alcuna somiglianza col dio mosaico; Atòn era stato pacifista come il suo rappresentante in terra, o meglio il suo modello; al contrario Yahweh era in guerra con gli dei vicini, come lo erano le rispettive tribù  ma a nessun suo adoratore sarebbe venuto in mente di negare l’esistenza degli dèi di Canaan, Moab o Amalek: l’idea monoteistica, che era balenata con Ekhnatòn, si era nuovamente oscurata e doveva restare nell&#8217;ombra ancora per molto tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dio Yahweh, però, nel corso dei tempi perse i caratteri che gli erano propri e acquistò una sempre maggiore somiglianza con l’antico dio di Mosè, Atòn.</p>
<p style="text-align: justify;">Secoli di sforzi e infine due grandi riforme, l’una prima e l’altra dopo l’esilio babilonese, compirono la trasformazione del dio popolare Yahweh nel Dio che Mosè aveva imposto agli Ebrei di adorare.</p>
<p style="text-align: justify;">La religione portò agli Ebrei anche una rappresentazione molto più grandiosa di Dio o, per dirla meno gonfiamente, la rappresentazione di un Dio più grandioso. Chi credeva in questo Dio partecipava in certo qual modo della sua grandezza, poteva sentirsi innalzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia non fu facile per il popolo conciliare la credenza di essere privilegiato dal suo dio onnipotente con le tristi esperienze del suo infelice destino, ma non per questo rinunciò, com&#8217;era consueto, al suo dio e per soffocare i dubbi su di lui accrebbe il suo senso di colpa e forse da ultimo fece ricorso agli “imperscrutabili decreti di Dio”, come i devoti fanno ancor oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dio recuperato aveva tre punti in comune con quello mosaico: il primo è che fu riconosciuto come l’unico dio, accanto al quale un altro dio era impensabile.</p>
<p style="text-align: justify;">In Egitto probabilmente il monoteismo era sorto come effetto secondario dell’imperialismo, Dio era il riflesso del faraone, signore assoluto di un grande impero mondiale; di certo analoga situazione non era possibile in Israele per cui occorre chiedersi come mai una piccola e impotente nazione osò concepirsi come la figlia preferita ed eletta del grande Signore.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri due punti furono il rifiuto del cerimoniale magicamente operante e l’accento sull&#8217;esigenza etica, avanzata in nome del dio, ma tra i precetti della religione mosaica se ne trova uno che è più importante di quanto non si riconosca a prima vista: è il divieto di fare immagini di Dio, l’imposizione di adorare un Dio che nessuno può vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quando questo divieto fu accettato, dovette esercitare un effetto profondo. Esso significa infatti posporre la percezione sensoria alla rappresentazione cosiddetta astratta, un trionfo della spiritualità sulla sensibilità, in termini rigorosi una rinuncia pulsionale con le necessarie conseguenze psicologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo si trovò condizionato a riconoscere in generale potenze “spirituali”, tali cioè da non poter esser colte con i sensi, specialmente con la vista, ma che manifestano effetti indubbi, anzi fortissimi. Se dovessimo affidarci alla testimonianza della lingua, fu l’aria in movimento a fornire il modello della spiritualità, poiché lo spirito prende il suo nome dal soffio di vento (animus, spiritus; in ebraico ruah, soffio).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti questi progressi nella spiritualità hanno la conseguenza di aumentare la presunzione della persona, di renderla orgogliosa, questa si sente superiore a coloro che sono rimasti in balìa della sensibilità. Sappiamo che Mosè trasmise agli Ebrei il sentimento esaltante di essere il popolo eletto; togliendo a Dio ogni materialità, il segreto tesoro del popolo si arricchì di una nuova gemma preziosa. La propensione degli Ebrei per gli interessi spirituali non s’interruppe, e dalle sventure politiche della loro nazione impararono ad apprezzare nel suo valore l’unica proprietà loro rimasta, la loro letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primato accordato per circa duemila anni nella vita del popolo ebraico alle preoccupazioni spirituali ha prodotto naturalmente il suo effetto; esso ha contribuito a contenere la rozzezza e l’inclinazione alla violenza che di solito compaiono dove l’ideale popolare è lo sviluppo della forza muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’armonia nel coltivare l’attività dello spirito e quella del corpo, così come fu realizzata dal popolo greco, rimase inattingibile agli Ebrei. Nella spaccatura, finirono per decidere per il valore più alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo al rapporto col padre: l’ambivalenza è intrinseca al rapporto paterno; non poteva non ridestarsi, nel corso dei tempi, anche quell&#8217;ostilità che una volta aveva spinto i figli a uccidere il padre ammirato e temuto. Nella cornice della religione mosaica non c’era spazio per l’espressione diretta dell’odio omicida contro il padre; poteva venire in luce solo una poderosa reazione a quest’odio: il senso di colpa per questa ostilità, la cattiva coscienza di aver peccato contro Dio e di non cessare di peccare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo senso di colpa, che fu ininterrottamente tenuto desto dai Profeti, e che presto formò un contenuto integrante del sistema religioso, aveva anche un’altra e superficiale motivazione, la quale mascherava abilmente la sua vera origine. Le cose andavano male per il popolo, le speranze riposte nel favore di Dio non volevano adempiersi, non era facile conservare l’illusione, cara più di ogni altra, di essere il popolo eletto di Dio. Dal momento che nessuno voleva rinunciare a questa fortuna, il sentimento di colpa per la propria peccaminosità offriva una giustificazione opportuna di Dio. Nessuno meritava di meglio che essere punito da lui, perché nessuno rispettava i suoi comandamenti, e nel bisogno di soddisfare questo sentimento di colpa, che era insaziabile e proveniva da fonti ben più profonde, questi comandamenti dovevano essere resi sempre più severi, penosi e anche meschini. In una nuova ebbrezza di ascesi morale il popolo s’impose sempre nuove rinunce pulsionali, raggiungendo, almeno nella dottrina e nel precetto, vertici etici che erano rimasti inaccessibili agli altri popoli antichi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa etica non riesce tuttavia a disconoscere la sua origine dal senso di colpa causato dall’ostilità repressa verso Dio e s’indovina anche che essa serve a intenzioni segrete di punizione.</p>
<p><figure id="attachment_23569" aria-describedby="caption-attachment-23569" style="width: 281px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23569" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Piacenza-musei-civici-di-Palazzo-Farnese-san-Paolo-281x512.jpg" alt="san Paolo" width="281" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Piacenza-musei-civici-di-Palazzo-Farnese-san-Paolo-281x512.jpg 281w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Piacenza-musei-civici-di-Palazzo-Farnese-san-Paolo-165x300.jpg 165w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Piacenza-musei-civici-di-Palazzo-Farnese-san-Paolo.jpg 585w" sizes="auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px" /><figcaption id="caption-attachment-23569" class="wp-caption-text">san Paolo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Paolo, un ebreo romano di Tarso, ricuperò questo senso di colpa e lo ricondusse correttamente alle sue prime fonti storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiamò queste il “peccato originale”; si trattava di un delitto contro Dio, che solo con la morte poteva essere espiato. Con il peccato originale la morte venne nel mondo. In effetto questo delitto meritevole di morte era stato l’uccisione del padre primigenio, successivamente deificato. Ma non si ricordava l’assassinio, invece si fantasticava la sua espiazione, e perciò questo fantasma poteva essere salutato come messaggio di redenzione (vangelo). Un figlio di Dio si era fatto uccidere innocente e così facendo aveva preso su di sé la colpa di tutti. Doveva trattarsi di un figlio, poiché era stata l’uccisione del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che il redentore si fosse sacrificato senza colpa era una deformazione palesemente tendenziosa, che offriva difficoltà all’intelligenza logica: come può infatti, chi è innocente dell’assassinio, prendere su di sé la colpa degli assassini consentendo di essere ucciso? Nella realtà storica tale contraddizione non si dava. Il “redentore” non poteva essere altri che il primo colpevole, il caporione della banda dei fratelli che avevano sopraffatto il padre</p>
<p style="text-align: justify;">Se non vi fu tal condottiero, Cristo è l’erede di una fantasia di desiderio rimasta inappagata; se vi fu, Cristo ne è allora il successore e la reincarnazione. Comunque sia, fantasia o ritorno di una realtà dimenticata, in questo punto va ritrovata l’origine della rappresentazione dell’eroe, dell’eroe che sempre si ribella al padre e in qualche forma lo uccide. Qui sta anche il vero fondamento della “colpa tragica” dell’eroe nel dramma, altrimenti difficilmente dimostrabile. Ci sono pochi dubbi che l’eroe e il coro della tragedia greca raffigurano questo stesso eroe ribelle e la banda dei fratelli, e non è senza significato che nel Medioevo il teatro riprende a vivere con la rappresentazione della storia della Passione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che doveva riconciliare col Dio Padre, finì col detronizzarlo e sopprimerlo: il giudaismo era stato una religione del Padre, il cristianesimo diventò una religione del Figlio. L’antico Padre divino si ritirò dietro a Cristo, e al suo posto venne Cristo, il Figlio, proprio come ogni figlio aveva sperato in era remota.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo, il continuatore del giudaismo, fu anche il  suo distruttore. Il suo successo fu in primo luogo dovuto al fatto che mediante l’idea della redenzione egli scongiurò il senso di colpa dell’umanità, ma oltre a ciò anche alla circostanza che egli rinunciò a credere che il suo popolo fosse l’eletto e dovesse recarne il segno visibile, la circoncisione, così che la nuova religione poté diventare universale e abbracciare tutti gli uomini. Può darsi che in questo passo di Paolo c’entrasse il suo personale desiderio di vendetta per il rifiuto che la sua riforma aveva incontrato nei circoli ebraici, ma in ogni caso veniva così ristabilito un carattere dell’antica religione di Atòn, levata una strettoia che essa aveva acquisito nel passaggio a un nuovo portatore, il popolo ebraico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per alcuni aspetti la nuova religione significò un regresso di civiltà rispetto a quella più antica, l’ebraica, come sempre succede con l’irruzione o l’ammissione di nuove masse umane di livello inferiore; soprattutto non escluse, come invece la religione di Atòn e quella mosaica che venne subito dopo, la penetrazione di elementi superstiziosi, magici e mistici, destinati a essere di grave intralcio per l’evoluzione spirituale dei due millenni successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché mai l’idea monoteistica fece un’impressione così profonda proprio sul popolo ebraico e fu da esso così tenacemente conservata?</p>
<p style="text-align: justify;">Il destino aveva posto il popolo ebraico a contatto con la grande impresa e misfatto dei tempi primordiali, l’uccisione del padre, allorché l’aveva indotto a ripeterlo nella persona di Mosè, un’eminente figura paterna. Era un caso del “mettere in atto”, invece di ricordare, come così spesso avviene col nevrotico durante il lavoro analitico.</p>
<p style="text-align: justify;">All’incitamento a ricordare, che la dottrina di Mosè dava loro, essi reagirono invece rinnegando il loro atto, si attestarono sul riconoscimento del grande Padre e si sbarrarono la possibilità di accedere là donde più tardi Paolo doveva riprendere la continuazione della storia primordiale. Non è affatto indifferente o casuale che l’uccisione violenta di un altro grande uomo diventasse anche il punto di partenza della neocreazione religiosa di Paolo. Si trattava di un uomo che un piccolo numero di seguaci in Giudea riteneva il figlio di Dio e l’annunciato Messia, al quale poi fu anche attribuito qualcosa della storia infantile inventata a proposito di Mosè.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Mosè fu questo primo Messia, allora Cristo divenne il suo sostituto e successore, allora anche Paolo poté con una certa giustificazione storica proclamare ai popoli: “Vedete, il Messia è davvero venuto, ed è stato ucciso sotto i vostri occhi.” Allora, anche nella risurrezione di Cristo c’è un pezzo di verità storica, poiché egli era il Mosè risorto e, dietro a Mosè, il padre dell’orda primitiva, che tornava trasfigurato e si metteva, come figlio, al posto del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Scaturito da una religione del padre, il cristianesimo divenne una religione del figlio. Non sfuggì alla fatalità di doversi sbarazzare del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è Freud, indegnamente sintetizzato dal sottoscritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora si tratta di mettere meglio in luce la religione.</p>
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		<title>il razzismo, una conclusione che non conclude</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 14:13:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccoci alla conclusione, una conclusione che non conclude come dice l&#8217;autore, del libro sul razzismo di George L. Mosse.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro bellissimo, da non perdere; ora ho qualche idea più chiara sul razzismo e qualche dubbio in più.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un lavoro da svolgere, adesso, per far tesoro di quanto elaborato da questo grande storico, ma ecco la sintesi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;olocausto ha trasformato la teoria razziale in pratica, ha concretizzato quel razzismo del «mistero della razza» visto come il nemico cui scatenare contro una guerra cosmica, come aveva preconizzato Houston Stewart Chamberlain o le sette di Monaco e Vienna che evidentemente Hitler aveva frequentato con &#8220;profitto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Due erano gli obiettivi, tra loro connessi, di Hitler mentre preparava il conflitto mondiale: lo spazio vitale per la Germania e la «soluzione finale», ma lo sterminio degli ebrei ebbe la precedenza, perché in loro Hitler vedeva il vero nemico della Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione di un simile progetto era impensabile senza la tecnologia moderna, uno stato centralizzato ed efficiente e senza la brutalizzazione delle coscienze degli uomini provocata dalle esperienze della prima guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli assassinii di massa perpetrati  durante la seconda guerra mondiale furono accompagnati dalla ripetuta giustificazione di Hitler e di Himmler: erano stati gli ebrei a provocarla ed essi ora ricevevano la meritata ricompensa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma alla base stavano le idee razziste, covate dagli estremisti del movimento legati  allo spiritualismo, le scienze segrete e le lotte cosmiche; di queste si riempì Hitler che seppe, contemporaneamente, essere un abile politico, capace di adeguarsi ai momenti contingenti per arrivare allo scopo, lo sterminio degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">La weltanschauung razzista non fu prerogativa del solo Hitler: il «mistero della razza» non soppiantò mai le altre varietà di razzismo ma il führer  godette di un vantaggio: i miti razzisti riuscivano a spiegare il passato, prospettare un futuro speranzoso e offrivano la possibilità di concretizzare l&#8217;astratto; gli stereotipi semplificarono e vivificarono le teorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stereotipo della bellezza, che collegava apparenza esteriore e condotta dell&#8217;animo, era nato ai primordi della storia del razzismo europeo e rimase immutato fino a quando i nazisti se ne servirono nella realizzazione dell&#8217;olocausto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ideologia razzista si strutturava su fattori visivi: la contrapposizione tra l&#8217;armonia virile ellenistica e l&#8217;uomo deforme e malvagio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immutabilità dello stereotipo permase sia quando il razzismo si legò alla scienza attraverso l&#8217;antropologia o l&#8217;eugenetica e praticando la sperimentazione e l&#8217;osservazione scientifiche, sia quando ha postulato teorie su «sostanze vitali» razziali che niente avevano a che fare con la scienza moderna (Hitler credeva che l&#8217;intera scienza dovesse tornare ad essere scienza segreta, mistica), non mancarono mai le prove per rendere gli stereotipo convincenti, sia che lei traesse dall&#8217;antropologia, dalla frenologia o dal darwinismo, sia che parlasse di «sostanze vitali» o di «balenio del sangue».</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo non ebbe un padre e questa fu una delle sue forze; esso si alleò con le virtù apprezzate nell&#8217;età moderna: la pulizia, l&#8217;onestà, la serietà morale, il duro lavoro e la vita familiare, quelle cioè che durante il XIX secolo assursero a simbolo degli ideali della classe media, ideali che avevano conquistato le altre classi sociali; questo fu il collegamento e non le dottrine di un qualsiasi filosofo o teorico sociale di qualche importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo vi furono dei riferimenti anche illustri, Gobineau, de Lapouge, Weininger o Wagner, collegamenti anche a Darwin ma il razzismo era ideologia composita che non si adagiava al pensiero di nessuno e tutti utilizzava per i propri scopi: le virtù, la morale e la rispettabilità dell&#8217;epoca erano attribuite ai suoi stereotipi e ritenute qualità innate della razza superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che non corrispondeva alle virtù del momento era considerato degenerato: non incarnare il tipo-ideale dell&#8217;«americano tutto d&#8217;un pezzo» o dell&#8217;«inglese dalla vita onesta» era segno di razza inferiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua vaghezza si appropriò di tutti i valori della rispettabilità borghese ergendosene paladino; è vero che all&#8217;inizio pochi aderirono a queste affermazioni, per la maggioranza degli europei era sufficiente essere un gentiluomo cristiano, ma anche qui il razzismo aveva sparso il suo contagio, tanto che mai vi fu uno scontro aperto tra cristianesimo e razzismo poiché entrambi, in fondo, elogiavano le medesime virtù della classe media e vedevano il nemico negli stessi non conformisti, fossero essi zingari, massoni o ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Prevalse su tutto il sostegno che il razzismo offriva contro la minaccia di degenerazione e questo prevalse anche sui disaccordi tra questo e il cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il razzismo fu abilissimo nel raccogliere tutto quanto gli fosse utile e nell&#8217;impossessarsi delle idee altrui, se possibile anche le migliori in modo da essere confermato nella sua rispettabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Darwin, Gall, Lavater, Lombroso e Galton non accettarono il razzismo come visione del mondo  ma le loro idee furono di tale importanza per il razzismo che non si può prescinderne.</p>
<p style="text-align: justify;">I confini del pensiero razziale sono sfuggenti e ingannevoli come l&#8217;ideologia nel suo complesso ma nonostante questo il mito venne concretizzato in realtà  non solo durante l&#8217;olocausto e nei campi, ma ovunque la gente comune abbia espresso sul proprio simile giudizi basati su una sottintesa accettazione dello stereotipo razziale</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;olocausto è ormai avvenuto e la storia del razzismo ha spiegato la soluzione finale, ma con la fine del nazismo il razzismo non è morto e non è diminuito il numero di coloro che pensano secondo categorie razziali</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è nulla di provvisorio nell&#8217;imperituro mondo degli stereotipi ed è questa l&#8217;eredità che il razzismo ha ovunque lasciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il mondo postbellico, a seguito dello choc dell&#8217;olocausto, ha temporaneamente sospeso l&#8217;antisemitismo, il nero è però in genere rimasto inchiodato in una collocazione razziale che non è mai molto cambiata dal XVIII secolo ai nostri giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, nazioni che avevano combattuto contro il nazionalsocialismo hanno continuato ad accettare l&#8217;idea dell&#8217;inferiorità razziale dei neri ancora molti anni dopo la fine della guerra e non sembra che abbiano compreso che tutti i razzismi, siano essi diretti contro i neri o contro gli ebrei, sono sempre fatti della medesima stoffa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene in pratica tutti i sistemi politici e culturali creati dall&#8217;Europa durante gli ultimi due secoli abbiano una maggiore consistenza intellettuale del razzismo, ciò non ci deve distogliere dal compito di analizzarlo con la stessa attenzione dedicata al socialismo, al liberalismo o al conservatorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe essere che il successo del razzismo sia stato dovuto alla sua banalità ed all&#8217;eclettismo e alla capacità di fondere il fattore visivo con quello ideologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche ora che le forze che si opposero al razzismo si sono molto rinvigorite la lotta continua, ma con maggiore speranza di quanto mai vi sia stata in precedenza. Il primo passo verso la vittoria su questo flagello dell&#8217;umanità consiste nel rendersi conto di quale ne sia stata la causa, di quali aspirazioni e speranze esso abbia suscitato nel passato.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il bellissimo libro di George L. Mosse ha inteso contribuire alla formulazione di una diagnosi del cancro del razzismo nelle nostre nazioni e persino in noi stessi.</p>
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		<title>razzismo e sterminio di massa</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:52:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo ormai agli sgoccioli del libro che George L.Mosse ha dedicato al razzismo; nel XIII capitolo si tratta della realizzazione pratica di quelle teorie che dal Settecento sono state a lungo elaborate; ma ecco il sunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i tanti segnali, probabilmente nessuno era in grado di prevedere quegli sviluppi del razzismo che si sarebbero concretizzati nello sterminio di massa degli ebrei e ciò anche dopo la dura svolta avvenuta nell&#8217;inverno del 1937; ne è prova il fatto che l&#8217;ordine segreto di Hitler di attuare la soluzione finale, con l&#8217;affidamento dell&#8217;esecuzione alle S.S., tra le sfere dirigenti di queste ultime aveva suscitato una certa meraviglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dubbi, in realtà, sul razzismo di Hitler ne sussistevano pochi ma rimase in ombra la sua decisa volontà di darvi esecuzione totale, almeno fino a quando non ritenne i tempi maturi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esempi di questo procedere per gradi non sempre lineari sono numerosi, uno di questi è dato dall&#8217;applicazione della legge del 14/07/1933, sull&#8217;eugenetica: la legge prevedeva, salvo alcuni casi, la sterilizzazione volontaria per prevenire la nascita di bambini malati, ma a nemmeno un anno dall&#8217;approvazione le sterilizzazioni erano diventate obbligatorie e non era più necessario ottenere il consenso della vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dovevano prevenire quelle malattie ereditarie che avrebbero impedito al malato di far fronte alle necessità della vita e avrebbero inciso sulla capacità di affrontare i pericoli della guerra; in realtà queste valutazioni  non avevano connessioni con le usuali definizioni di malattia perché legate piuttosto alla possibile utilizzazione dell&#8217;individuo malato a vantaggio dell&#8217;intera società.</p>
<p><figure id="attachment_23535" aria-describedby="caption-attachment-23535" style="width: 148px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23535" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Binding.jpg" alt="Karl Binding" width="148" height="227" /><figcaption id="caption-attachment-23535" class="wp-caption-text">Karl Binding</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una logica consueta nel pensiero razzista, per il quale la razza superiore è sempre produttiva, quella inferiore improduttiva e parassita, chi era affetto da malattie congenite era, conseguentemente, un essere improduttivo e quindi inferiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di riferimento, opera dell&#8217;avvocato Karl Binding e del medico Alfred Hoche, &#8220;La liberalizzazione della soppressione della vita senza valore&#8221; (&#8220;Die Freigabe der Vernichtung Lebensunwertes Lebens&#8221;, 1920), scritto durante  gli anni della crisi economica postbellica, trattava proprio di questo: i malati congeniti e  coloro che avessero perso la volontà di lavorare dovevano essere soppressi per non gravare sulla comunità e per non sprecare le ricchezze delle persone sane e produttive.</p>
<p><figure id="attachment_23536" aria-describedby="caption-attachment-23536" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23536" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Alfred_Erich_Hoche.jpg" alt="Alfred Erich Hoche" width="220" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-23536" class="wp-caption-text">Alfred Erich Hoche</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Binding e Hoche  contrapponevano il sacrificio di cui la gioventù era stata la vittima in guerra con lo sperpero causato dall&#8217;assistenza dovuta a queste inutili esistenze; la conclusione era che l&#8217;eutanasia era basata sul rispetto «della volontà di vivere di ciascun individuo».</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee di questi autori non erano razziste e la loro eugenetica non aveva basi razziali quanto, piuttosto, economiche,  ma le idee di utilità sociale e di capacità al lavoro oltre all&#8217;idea che alcuni individui dovessero essere uccisi perché altri potessero vivere una vita completa furono facilmente assumibili dalle teorie razziste perché le ritenute qualità identificate dai due corrispondevano a quelle della «razza padrona»; a quel punto era semplice pensare che l&#8217;eutanasia servisse a migliorare la razza e liberarla dai parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler diede maggiori poteri a medici ed avvocati perché applicassero il programma nazista il 01/09/1939, ma già si erano avuti episodi di soppressione di individui affetti da malattie mentali e da anomalie fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto sull&#8217;eutanasia venne comunque predatato da Hitler in persona al giorno di inizio della seconda guerra mondiale: significativamente egli considerava la lotta per il predominio dell&#8217;ariano come l&#8217;obiettivo primario del conflitto, quindi era necessario sottomettere le razze inferiori e contemporaneamente tutelare gli ariani da contaminazioni e indebolimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Eutanasia e guerra erano altrettanto interdipendenti che guerra e soluzione finale.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada percorsa fu questa: un primo questionario, nel dicembre del &#8217;39, fu inviato a tutti i manicomi e riguardava i degenti da oltre 5 anni; pazzi criminali, schizofrenici o dementi senili venivano poi inviati in istituti del tipo di Grafeneck o Hadamar che, ritenuti segreti, erano invece noti a tutti come luoghi dove si praticava l&#8217;eutanasia.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi venne aggiornato frequentemente l&#8217;elenco delle malattie che comportavano il trasferimento, tutte comunque  difficili ad essere definite con esattezza, salvo un caso specifico: tutti i malati ebrei, a prescindere dalla diagnosi, dovevano essere soppressi.</p>
<p><figure id="attachment_23538" aria-describedby="caption-attachment-23538" style="width: 283px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23538" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-406x512.jpg" alt="Theophil Wurm" width="283" height="357" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-406x512.jpg 406w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-238x300.jpg 238w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-768x968.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-600x757.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm.jpg 793w" sizes="auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px" /><figcaption id="caption-attachment-23538" class="wp-caption-text">Theophil Wurm</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente, nel 1940, un nuovo questionario chiedeva se i pazienti fossero abili al lavoro ed ammetteva alle selezioni anche i medici non specialisti in psichiatria: ci furono resistenze ed alcuni istituti per malati boicottarono il questionario, cavandosela in questo modo, ma ci furono anche genitori e parenti che chiesero la soppressione dei propri cari.</p>
<p><figure id="attachment_23537" aria-describedby="caption-attachment-23537" style="width: 326px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23537" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-326x512.jpg" alt="Bischof Konrad Graf von Preysing" width="326" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-326x512.jpg 326w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-191x300.jpg 191w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing.jpg 369w" sizes="auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px" /><figcaption id="caption-attachment-23537" class="wp-caption-text">Bischof Konrad Graf von Preysing</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione non rimase segreta, visto che era praticata in istituti vicini a centri abitati ed il numero di tante morti improvvise aveva insospettito i parenti; la protesta venne dalle chiese: il vescovo protestante Theophile Wurm e il vescovo di Berlino Konrad von Preysing, ma fu il vescovo di Münster Clemens August Galen che creò maggiore sconcerto; egli il 31 agosto 1941, rendendo pubblico il programma, esclamò che se le cosiddette persone improduttive potevano essere uccise come delle bestie, allora «guai a noi tutti quando saremo vecchi e deboli».</p>
<p style="text-align: justify;">La propaganda cercò di rendere popolare l&#8217;eutanasia spacciandola per un beneficio a favore della stessa vittima; il mezzo prescelto per questa campagna fu un film &#8220;Io accuso&#8221; (&#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EkbDt8S--mU" target="_blank">Ich klage an</a>&#8220;, 1941) in cui si voleva dimostrare l&#8217;innocenza di un medico che aveva ucciso la moglie malata incurabile.</p>
<p><figure id="attachment_23539" aria-describedby="caption-attachment-23539" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23539" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen.jpg" alt="Clemens August Graf von Galen" width="350" height="450" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen.jpg 350w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-23539" class="wp-caption-text">Clemens August Graf von Galen</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">I rimandi erano all&#8217;antica Roma e ai germani ove queste morti erano permesse; in un punto del film si faceva riferimento anche all&#8217;uccisione di un malato mentale, ma esso era fatto nel contesto delle argomentazioni di Hoch e Binding, per evidenziare l&#8217;assurdità di mantenere alti costi di personale e strutture per far sopravvivere «poche miserabili creature».</p>
<p style="text-align: justify;">Il film non ebbe grande impatto ma il cinema fu lo strumento privilegiato per la divulgazione delle iniziative politiche poiché ritenuto più efficace della parola scritta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio si ebbe nel 1940: i rastrellamenti di ebrei furono accompagnati dalla proiezione del film, di grande successo, &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=nuiXsEUsh5o" target="_blank">Süss l&#8217;ebreo</a>&#8220;, in cui Süss Oppenheimer era un cortigiano ebreo del XVII secolo, giustiziato perché sospettato di sfruttamento e corruzione dello stato tedesco del Württemberg. Il film fu molto più popolare di &#8220;Io accuso&#8221;, forse perché il soggetto non toccava la vita quotidiana del tedesco medio e lo stereotipo razziale vi era molto ben presentato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proteste delle chiese, la predica di von Galen e la perplessità dell&#8217;opinione pubblica fecero, comunque, sospendere il programma dell&#8217;eutanasia, anche se v fu ancora qualche soppressione fatta in segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">La resistenza al programma sull&#8217;eutanasia non trovò analogie in altre situazioni; di fronte alla soluzione finale i tedeschi lasciarono che venissero uccisi anche gli ebrei convertiti, ignorando il sacramento battesimale, ma in questa occasione furono coinvolti pochi fedeli, nessun parente prossimo fu colpito da morte improvvisa e perciò non si diffuse tra la popolazione tedesca alcun senso di insicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza di situazione era sostanziale: mentre l&#8217;eutanasia riguardava ogni tedesco, la questione ebraica era limitata a una parte di popolazione già separata dal resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;eutanasia morirono circa 70000 persone, tra cui numerosi bambini e ragazzi; inizialmente gli si sparava poi venne utilizzato il gas in stanze che simulavano le docce, con evidente parallelismo col sistema utilizzato per gli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Non unico parallelo: la vita «indegna» dei nazisti era caratterizzata da improduttività e da un aspetto esteriore degenerato, la deformità fisica fu considerata un segno di malattia mentale, secondo gli studi di Lombroso; arrivavano così ad unirsi i concetti di improduttività e i pregiudizi sull&#8217;aspetto fisico, da sempre applicati agli ebrei, e la malattia di mente: malato di mente ed ebreo si trovarono pericolosamente fianco a fianco.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente procedeva anche il progetto di miglioramento della razza ariana: Heinrich Himmler lavorava su programmi per realizzare l&#8217;utopia sulla procreazione razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le S.S. vennero scelte secondo criteri razziali rigorosissimi, con presentazione di genealogia e fotografia; nel 1936 fu istituito il Lebensborn (letteralmente «la fonte della vita») per offrire le migliori cure mediche alle madri di figli razzialmente puri, anche nel caso non fossero sposate; si incoraggiarono anche incontri tra S.S. e donne razzialmente pure; Himmler aveva però scrupoli borghesi e frenò questi tentativi di procreazione selettiva; per lui le S.S. dovevano sposarsi e avere molti figli.</p>
<p style="text-align: justify;"> Gli insediamenti pianificati di contadini tedeschi in territori slavi sarebbero serviti, oltre che da avamposti difensivi, da fattorie per il miglioramento della razza, realizzando in tal modo quel tipo di isolato paradiso ariano sognato da uomini come Willibald Hentschel.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;eutanasia era un aspetto del confronto tra una vita indegna e una considerata particolarmente degna di perpetuarsi ed aveva origine dai concetti di razza inferiore e superiore, gli ebrei non furono scelti solo a causa dei cosiddetti segni di degenerazione fisica o della loro cosiddetta mancanza di produttività, ma anche per la loro supposta criminalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La criminalità secondo i nazisti nasceva dalle teorie di Cesare Lombroso, secondo il quale il criminale abituale era «un essere affetto da atavismo, che riproduceva cioè nella propria persona gli istinti feroci dell&#8217;umanità primitiva e degli animali inferiori»; la degenerazione (definizione lombrosiana) si manifestava nelle deformazioni fisiche del cranio, ma poteva essere deforme anche l&#8217;intero corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa idea la frenologia aveva aggiunto queste altre: «le teste dei ladri si somigliano più o meno tutte per la forma», e anche che i criminali, poiché sono dei «violenti», sono degli «sradicati» e «ricadono nel nomadismo».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Lombroso i criminali abituali erano incorreggibili, d&#8217;altronde era lo stesso aspetto fisico coinvolto nelle azioni, per cui andavano soppressi; con identica logica i nazisti destinavano all&#8217;eliminazione gli ebrei che, a causa della loro appartenenza razziale, erano considerati dai nazisti come criminali abituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa idea di criminalità ha impregnato la letteratura e il cinema nazisti, facilitando l&#8217;accettazione dell&#8217;assassinio degli ebrei, d&#8217;altronde era uno dei temi non solo della letteratura &#8220;volkisch&#8221; e nazista, ma anche di quella popolare, con la sua netta distinzione tra il buono e il cattivo, e con i suoi criminali, la cui apparenza fisica denunciava la loro opposizione alla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Letteratura in fondo non diversa, come idea, da quella sui delinquenti  descritti da autori come Balzac ed Eugène Sue.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei erano dunque dei degenerati, considerati come topi e questo fu il modo in cui vennero rappresentati nel film di grande successo &#8220;Süss l&#8217;ebreo&#8221;, quando si affrettavano a entrare nella città di Stoccarda dopo che il duca del Württemberg aveva consegnato lo stato nelle loro mani attraverso il suo ministro Süss Oppenheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Agli ebrei non fu lasciata possibilità di scampo, anche nella mattanza degli zingari, quella più simile, ci furono criteri di selezione, per gli ebrei no, non vi furono questionari per salvare alcuni ebrei e condannarne altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro anche gli zingari erano accusati di non amare il lavoro, di violare quindi l&#8217;ideale della produttività come parte di quei valori della classe media al pari di malati cronici ed ebrei, ma Himmler, ritenendoli discendenti dell&#8217;originaria razza ariana intendeva creare degli insediamenti agricoli per alcuni zingari sottomessi, mentre voleva votare allo sterminio quegli zingari che si erano imbastarditi con sangue straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i polacchi non erano votati allo sterminio, essi dovevano fungere da schiavi perciò i massacri ai loro danni in realtà miravano ad eliminarne l&#8217;intellighentzia per renderli sottomessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo riesumò la schiavitù in Europa: ebrei e polacchi vennero usati come schiavi ma mentre la schiavitù è stata un alleato tradizionale e un obiettivo del razzismo, la soluzione finale della questione ebraica è stata qualcosa di nuovo e assolutamente senza precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento delittuoso che più assomigliò alla soluzione finale fu il tentativo turco, nel 1915 e 1916, di deportare gli armeni nel deserto siriaco e di ucciderne il maggior numero possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo della Turchia, però, non era di tipo razziale, tanto che la conversione all&#8217;islam avrebbe salvato la vita, ma mirava ad eliminare definitivamente una minoranza irrequieta e motivo di divisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli armeni, poi, opposero resistenza e talvolta cacciarono i turchi visto che vivevano radunati in villaggi e in città e comunque mancava ancora il perfezionamento della macchina burocratica nazista, anche se le uccisioni furono eseguite da una commissione centrale pianificatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sterminio armeno come l&#8217;invasione giapponese della Manciuria del 1932 contribuirono ad assuefare le coscienze ad eventi di questa portata, ma erano comunque eventi lontani, che coinvolgevano popoli quasi sconosciuti; furono  la prima guerra mondiale e le sue conseguenze ad abituare gli europei sia alla morte di massa che alla violenza di massa, ed in Germania, in particolare, la guerra favorì l&#8217;immagine dell&#8217;eroe spietato, consacrato alla violenza pur di salvare la razza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1941 il razzismo passò ad una fase ulteriore quando Göring ordinò, il 31 luglio, a Heydrich di dare esecuzione alla soluzione finale della questione ebraica; la legislazione antiebraica era in vigore, gli ebrei erano stai messi spalle al muro, separati dal resto della popolazione ed era giunto il momento del loro annientamento; poiché, a dire di Hitler, l&#8217;alta finanza ebraica aveva scatenato la guerra, quella era l&#8217;occasione per la distruzione dell&#8217;ebraismo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;internamento nei campi diventava l&#8217;ultimo passo della loro separazione ed il primo verso l&#8217;annientamento; nei campi, inoltre, si tentò di tradurre in realtà i miti sullo stereotipo ebraico: ridotti in condizioni disumane, li si accusava di essere privi di moralità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei campi le S.S. incoraggiavano la corruzione con il favoritismo, la discrezionalità nella distribuzione delle scarse razioni alimentari e un costante sistema di terrore; gli internati divennero persone costrette a qualunque compromesso per sopravvivere, messi scientemente uno contro l&#8217;altro, con il «kapo», il prigioniero con funzioni di comando che aveva il permesso di picchiare a volontà i suoi compagni internati per ottenere la quantità di lavoro a lui richiesto dalle S.S.</p>
<p style="text-align: justify;">I campi, isolati dal mondo esterno, divennero piccoli regni governati dal terrore, dalla corruzione e dalle divisioni, e così fu facile sorvegliarli con pochi uomini che consideravano gli internati gente disposta a frodare, rubare, cercare di cattivarsi i favori e tradire gli altri.</p>
<p><figure id="attachment_23540" aria-describedby="caption-attachment-23540" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23540" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-512x199.jpg" alt=" Rudolf Höss" width="512" height="199" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-512x199.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-300x116.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-768x298.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-945x367.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-600x233.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1.jpg 1311w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23540" class="wp-caption-text">Rudolf Höss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del mito vide come testimone privilegiato il comandante di <a href="https://youtu.be/V3UOZmp2FuU" target="_blank">Auschwitz</a>, Rudolf Höss che, tra le altre cose, paragonò il suo comportamento di carcerato per un assassinio della «Fehme» (cioè un omicidio per vendetta politica), agli inizi degli anni &#8217;20, con quello degli ebrei prigionieri nel suo campo; ovviamente questi si comportavano in modo «tipicamente ebraico»: tentativi di evitare il lavoro, corruzione per far lavorare altri al loro posto, liti continue per avere privilegi e comodità da parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornavano, insomma, le consuete accuse di improduttività, di aborrire il lavoro onesto e di corrompere la società, dalle quali Höss non intese mai dissociarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il sistema di trattamento dei deportati era strutturato in modo da essere disumanizzante, dai carri bestiame per il trasporto al trattamento all&#8217;arrivo: le vittime erano fatte spogliare nude, esaminate e selezionate secondo la loro supposta capacità di lavoro; gli inabili andavano, com&#8217;è risaputo, alle «docce».</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;aumento delle deportazioni da tutta Europa, nel 1941, dopo un iniziale sbandamento dell&#8217;organizzazione, gli ebrei vennero inviati in campi di lavoro o in ghetti creati appositamente, nonostante l&#8217;opposizione di Heydrich che temeva possibili sacche di resistenza (timore in parte fondato); d&#8217;altronde per effettuare la soluzione finale non erano possibili altre alternative alla concentrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei polacchi tra fine &#8217;39 e primavera del &#8217;40 avevano costituito dei «consigli ebraici» (&#8220;Judenräte&#8221;) come forma dittatoriale ma esclusivamente amministrativa di governo, nelle singole località, direttamente responsabili verso le S.S.: essi controllavano ogni aspetto della vita del ghetto, dal cibo agli alloggi.</p>
<p style="text-align: justify;">I consigli ebraici erano un organo rappresentativo dell&#8217;ebraismo tedesco creato coattivamente nel 1933; la loro creazione in Polonia coincise con l&#8217;ingresso forzato nei ghetti degli ebrei di quei territori: si iniziò con quello di Varsavia, nel novembre 1939 seguito, nel 1941 da quelli  di Lodz, Vilna, Lvov e di molte altre località minori.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dei ghetti medioevali che venivano chiusi solo di notte con dei cancelli o una catena, quelli moderni erano isolati completamente tramite dei muri; anche i ghetti videro una delle famose profezie autorealizzantesi: quando il ghetto di Varsavia fu colpito da una epidemia tifoidea, i tedeschi diffusero tra la popolazione polacca lo slogan «ebrei = pidocchi del tifo».</p>
<p style="text-align: justify;">I ghetti divennero presto luoghi di fame e morte ma anche di sfruttamento di lavoro forzato per le industrie belliche, anzi fino a fine guerra vi fu polemica, mai risolta, tra le S.S. per i rinvii delle deportazioni di questi lavoratori.</p>
<p><figure id="attachment_23541" aria-describedby="caption-attachment-23541" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23541" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-512x385.jpg" alt="einsatzgruppen-nazi-killing-squads" width="512" height="385" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-512x385.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-300x225.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-600x451.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads.jpg 659w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23541" class="wp-caption-text">einsatzgruppen-nazi-killing-squads</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle tecniche di soppressione si mirò a renderle il più efficiente e impersonale possibile; dal 1941, dietro il fronte tedesco, avevano agito dei plotoni di esecuzione (&#8220;Einsatzgruppen&#8221;) ma il tipo di lavoro rischiava di mettere a dura prova i nervi dei componenti per cui i tecnici crearono un vagone a gas, collaudato per la prima volta per l&#8217;assassinio di ebrei, nel novembre 1941.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo sistema, però, richiedeva eccessive forze a fronte di scarsi risultati e con pericolo di resistenze, oltre al fatto che era difficile dissimulare l&#8217;uso cui erano adibiti i vagoni; la soluzione venne trovata sfruttando l&#8217;esperienza fatta con il programma per l&#8217;eutanasia: nell&#8217;autunno del 1941, furono installate in fattorie abbandonate delle improvvisate camere a gas, ed esse, con l&#8217;estate del 1942, mascherate da docce, entrarono in piena attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il notevole vantaggio era che cessava il contatto con le vittime, che entravano da sole ed era necessario soltanto verificarne l&#8217;intervenuta morte, tramite uno spioncino; il gas era fornito da prestigiose ditte private tedesche: con questo sistema il numero di vittime, imputabili al razzismo europeo, fu enorme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto favorito dalla tecnologia &#8211; il vagone a gas, l&#8217;abilità nell&#8217;uso dei mezzi di comunicazione di massa, l&#8217;efficienza burocratica necessaria per tenere aggiornata una simile sterminata operazione &#8211; che permetteva un processo di disumanizzazione delle vittime così che gli uomini coinvolti potevano sentirsi come degli esperti che svolgevano un ruolo fondamentale per l&#8217;interesse nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è un chiaro esempio Rudolf Höss che non si riteneva altro che un tecnico competente che collaborava da bravo funzionario all&#8217;eliminazione di un nemico disumanizzato: Höss pensava di essere una persona rispettabile, morale, onesta, un buon padre e un buon marito, tanto si erano corrotti  i valori della classe media che il razzismo aveva fagocitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo si era, in effetti, impadronito dei concetti di virtù borghese, moralità eroica, onestà, sincerità e amore per il proprio paese e li aveva poi diretti contro gli ebrei, sostenuto da una efficiente organizzazione statale e da una scienza che sostenne le teorie razziste, specialmente l&#8217;antropologia che già aveva contribuito alla nascita del razzismo ed in seguito lo sfruttò per i suoi fini.</p>
<p><figure id="attachment_23542" aria-describedby="caption-attachment-23542" style="width: 401px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23542" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-401x512.jpg" alt="Rudolf Brandt" width="401" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-401x512.jpg 401w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-235x300.jpg 235w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption id="caption-attachment-23542" class="wp-caption-text">Rudolf Brandt</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il materiale umano non mancava e l&#8217;assistente personale di Himmler, Rudolf Brandt, organizzò gli studi diretti da August Hirt, professore di anatomia all&#8217;università di Strasburgo: nel 1942 79 ebrei, 50 ebree, 2 polacchi, e 4 «asiatici» (cioè prigionieri russi mongoli) vennero uccisi, sottoposti a misurazioni antropologiche (compreso l&#8217;angolo facciale) e le loro teste e scheletri entrarono a far parte della collezione anatomica dell&#8217;università.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente Bruno Berger conduceva indagini etnografiche sulle origini ariane delle S.S.: egli scelse dei prigionieri ritenuti interessanti per la loro conformazione cranica di cui misurò i crani da vivi, quindi li fece gasare e preparare i crani per ulteriori esami di laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Berger si era lamentato della mancanza di buone collezioni di crani ebraici ma aveva osservato che  «la guerra nell&#8217;Est ci offre l&#8217;opportunità di correggere questo stato di cose».</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde questo atteggiamento portava a compimento le ricerche degli scienziati del Settecento che con le loro misurazioni antropologiche e il marcato interesse per il cranio umano, erano all&#8217;origine del razzismo.</p>
<p><figure id="attachment_23543" aria-describedby="caption-attachment-23543" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23543" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt.jpg" alt="August Hirt" width="250" height="326" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt.jpg 250w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt-230x300.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption id="caption-attachment-23543" class="wp-caption-text">August Hirt</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente molti antropologi si ritrassero inorriditi di fronte a questi esperimenti ma non mancarono, come sempre, scienziati che pur non essendo razzisti quali Alfred Ploetz ed Eugen Fischer si erano convertiti, cedendo alle lusinghe, alla politica eugenetica del nazismo ed altri che scientemente sfruttarono il potere di vita e di morte per promuovere le loro ambizioni antropologiche o etnografiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle ricerche di questi scienziati razziali si aggiunsero quelle dei medici che lavoravano per le forze armate tedesche: quanto a lungo i piloti abbattuti potessero sopravvivere senza cibo o acqua, quanto freddo potesse sopportare il corpo umano e l&#8217;effetto di nuove droghe sulla coagulazione del sangue furono le loro ricerche, vivisezione su cavie umane destinate alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di sterminio di Hitler ebbe buona realizzazione nei territori sotto la diretta occupazione nazista, altrove non ebbe sempre i medesimi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler preferiva che alla guida delle nazioni satelliti fossero dei dittatori conservatori che  governavano con l&#8217;appoggio dell&#8217;esercito e delle tradizionali gerarchie sociali e clericali e garantivano  la legge e l&#8217;ordine dietro il fronte, piuttosto che dei capi fascisti che avrebbero potuto creare problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad Hitler interessava prioritariamente vincere la guerra mentre la Guardia di ferro o le Croci frecciate volevano impadronirsi del potere e nello stesso tempo distruggere i loro nemici come fece, appunto, la Guardia di ferro che scatenò contro gli ebrei un &#8220;pogrom&#8221; caotico e quasi incontrollabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonescu, Horthy o re Boris non eseguirono con sollecitudine le direttive tedesche in materia, si limitarono a quel minimo che evitasse gli scandali ma cercarono di evitare problemi che potessero comportare instabilità ed Hitler riteneva di risolvere la questione ebraica in quei paesi una volta terminata la guerra quando, allora sì, avrebbero potuto prendere il potere i giovani ed irrequieti fascisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il poco entusiasmo si notò nei casi di Horthy che collaborò alla deportazione solo dopo l&#8217;occupazione nazista e dopo essere stato minacciato e ricattato;  Antonescu e Pétain cercarono altre soluzioni: essi protessero gli ebrei locali e abbandonarono gli ebrei stranieri in loro potere alla macchina di morte nazista, così si fece anche in Bulgaria.</p>
<p><figure id="attachment_23545" aria-describedby="caption-attachment-23545" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23545" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-512x352.jpg" alt="1940 Angelo Roncalli" width="512" height="352" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-512x352.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-300x206.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-768x528.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-945x650.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-600x413.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23545" class="wp-caption-text">1940 Angelo Roncalli</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In questo paese la chiesa ortodossa protesse i propri ebrei mentre nelle regioni di recente acquisizione della Macedonia e della Tracia e in una piccola parte della Serbia gli ebrei videro peggior sorte nonostante il coraggioso comportamento del patriarca ortodosso e del nunzio pontificio Angelo Roncalli, che anzi fu rimproverato da Roma per la sua forte presa di posizione a favore degli ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_23544" aria-describedby="caption-attachment-23544" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23544" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso.jpg" alt="Josef Tiso" width="220" height="315" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso-210x300.jpg 210w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23544" class="wp-caption-text">Josef Tiso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Diversa situazione vide la Slovacchia, il primo satellite del Reich di cui divenne presidente, nell&#8217;ottobre 1939, il prete cattolico Josef Tiso: nel 1941 furono approvate severe leggi razziali e il governo in un primo tempo favorì la deportazione degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa però intervenne, per lo più per salvare gli ebrei convertiti al cristianesimo, e in conseguenza delle sue pressioni la deportazione fu solo parziale e cessò completamente nel 1943, salvo riprendere nel 1944 dopo l&#8217;occupazione tedesca su ordine delle S.S.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia, primo alleato dei tedeschi, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo, le leggi razziali emanate in analogia a quelle tedesche di Norimberga impedivano molte attività agli ebrei e si tentò anche di raccogliere gli ebrei in squadre di lavoro forzato, tuttavia a differenza dei tedeschi, gli italiani trovarono il modo di esentare migliaia di ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esercito italiano andò oltre, col consenso tacito del duce: la zona d&#8217;occupazione italiana in Francia divenne così il rifugio degli ebrei braccati; le ambasciate italiane in Europa protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persecuzioni iniziarono con la caduta di Mussolini, con l&#8217;occupazione tedesca e continuarono nella repubblica di Salò dove prevalse l&#8217;ala più antisemita del partito, ma comunque ormai sotto la direzione tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle opposizioni i piani tedeschi incontrarono anche collaboratori, in tutti i paesi: i partiti fascisti violentemente antisemiti dei paesi balcanici furono degli alleati naturali.</p>
<p><figure id="attachment_23546" aria-describedby="caption-attachment-23546" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23546" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat.jpg" alt="Xavier Vallat" width="300" height="361" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat-249x300.jpg 249w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-23546" class="wp-caption-text">Xavier Vallat</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Francia, all&#8217;inizio, i nazisti non trovarono grande collaborazione: Xavier Vallat, primo commissario per la questione ebraica nella Francia di Vichy, era un capo dei reduci di guerra che odiava i tedeschi più degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1942 fu sostituito da Louis Darquier de Pellepoix, direttore di una pubblicazione, «L&#8217;Anti-Juif», che riteneva gli ebrei colpevoli di tutti i mali del mondo, come aveva teorizzato in Germania Dietrich Eckart.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli era l&#8217;autore di un&#8217;introduzione ai &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221; in cui sosteneva che se anche questi fossero falsi, l&#8217;importante era la loro visione generale; con queste idee evidentemente si adoperò contro gli ebrei; se non riuscì ad ottenere dal governo di Vichy la deportazione degli ebrei francesi, tuttavia spinse fortemente per l&#8217;espulsione degli ebrei che non erano in possesso della nazionalità francese e di questi circa 60-65000 furono mandati a morte.</p>
<p style="text-align: justify;"> Molti, in ogni nazione, furono i collaboratori delle misure antiebraiche, ma non tutti per motivi razzisti; molti erano cristiani imbevuti di teorie medioevali secondo cui gli ebrei erano l&#8217;anticristo.</p>
<p><figure id="attachment_23547" aria-describedby="caption-attachment-23547" style="width: 181px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23547" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix.jpg" alt="Louis Darquier de Pellepoix" width="181" height="200" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix.jpg 181w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix-180x200.jpg 180w" sizes="auto, (max-width: 181px) 100vw, 181px" /><figcaption id="caption-attachment-23547" class="wp-caption-text">Louis Darquier de Pellepoix</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> A volte idee cristiane, medievali e razziste erano tanto intrecciate tra loro che non è possibile distinguere le une dalle altre, ne è una riprova l&#8217;atteggiamento verso gli appelli del Vaticano: le richieste agli stati cosiddetti cattolici di accogliere gli ebrei battezzati rivolte a stati latini quali Argentina e Brasile furono disattese un momento dopo l&#8217;accoglimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste del segretario di Stato, cardinale Luigi Maglione ottennero risposte molto significative: il 5 giugno 1939 l&#8217;incaricato d&#8217;affari vaticano in Bolivia scriveva: l&#8217;esasperazione popolare contro gli ebrei era così forte che poco poteva essere fatto; gli ebrei erano accusati di truffa, concorrenza sleale, immoralità e vilipendio della religione.</p>
<p style="text-align: justify;">Risposta significativa visto che la richiesta riguardava ebrei convertiti, cioè dei cattolici; non diversamente in Cile dove i preti delle parrocchie furono al primo posto nell&#8217;opposizione all&#8217;immigrazione dei loro confratelli cattolici: contava solo il fatto che essi erano «razzialmente» ebrei e gli ebrei in Cile erano accusati di rovinare l&#8217;agricoltura con l&#8217;usura.</p>
<p><figure id="attachment_23548" aria-describedby="caption-attachment-23548" style="width: 414px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23548" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-414x512.jpg" alt="cardinale Luigi Maglione" width="414" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-414x512.jpg 414w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-243x300.jpg 243w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-600x741.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione.jpg 680w" sizes="auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px" /><figcaption id="caption-attachment-23548" class="wp-caption-text">cardinale Luigi Maglione</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La «soluzione finale» segnava la vittoria del razzismo pratico ma anche del razzismo come ideologia più diffusa e pervasiva del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente poteva ben negare di essere razzista, in realtà essa usava la retorica razzista e spesso caratterizzava i suoi nemici secondo criteri razziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo non era nato coi nazisti nè sarebbe morto con loro: Hitler ne rappresentò il culmine ma la sua evoluzione non è finita con la sua sconfitta, la sua storia procede ancora.</p>
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		<title>il razzismo, dalla teoria alla pratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 15:47:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco il riassunto del dodicesimo capitolo del volume di George L.Mosse, di interesse come tutti i precedenti; qui si parla di passaggio dalla teoria del razzismo alla pratica dell&#8217;antisemitismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non annoio oltre&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La fine della Grande Guerra ha rappresentato anche quella di tante difese che ancora proteggevano gli ebrei e, contemporaneamente, la democrazia nella forma del governo parlamentare concludeva la sua parabola offuscata da regimi dittatoriali all&#8217;est e da movimenti di massa nel centro ovest europeo.<br />
La politica delle masse prevedeva liturgie pubbliche inadatte alle differenziazioni, le emozioni condivise grazie alla guerra on lasciavano molto spazio a chi non le potesse o volesse condividere e di questo il razzismo seppe approfittare.<br />
All&#8217;inizio il razzismo prese piede, anche praticamente, in organizzazioni non governative come, ad esempio, in Germania, le confraternite studentesche, le organizzazioni degli ex combattenti e alcuni partiti politici, per trovare poi alimento nella grande crisi; furono, infatti, gli anni &#8217;30 che videro lo scatenarsi della lotta antiebraica.<br />
Nelle varie parti d&#8217;Europa la lotta agli ebrei ebbe diversi esiti; scarsi in occidente, ottimi al centro e non male in Europa orientale; si tratta ora di valutare nazione per nazione quale fu la penetrazione del razzismo ed i suoi esiti.<br />
L&#8217;Inghilterra aveva contribuito all&#8217;elaborazione delle teorie razziste ma si era dedicata più ai neri e all&#8217;eugenetica che alla creazione di una nazione ariana; il fascismo inglese si dedicò poco agli ebrei fino al 1934 quando l&#8217;antisemitismo ottenne maggior vigore e aumentarono gli episodi di violenza, ma l&#8217;unione dei fascisti inglesi non seppe alimentarne la fiamma.</p>
<p><figure id="attachment_23497" aria-describedby="caption-attachment-23497" style="width: 230px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23497" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese.jpg" alt="Arnold Leese" width="230" height="344" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese.jpg 261w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px" /><figcaption id="caption-attachment-23497" class="wp-caption-text">Arnold Leese</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi inglese del 1931 si risolse con un governo nazionale che mantenne intatte le strutture rappresentative tradizionali; al contrario della Germania, inoltre, furono vietati eserciti privati e le camicie nere rispettarono le leggi sull&#8217;ordine pubblico che vietavano l&#8217;utilizzo di uniformi e dimostrazioni politiche.<br />
Se vi furono alcuni estremisti come Arnold Leese che propose, nel 1935, di gasare tutti gli ebrei, è vero però che nessuno di questi ebbe mai una qualche influenza politica, nemmeno quando in Germania la politica razziale assumeva i tratti più duri.<br />
Come l&#8217;Inghilterra anche la Spagna non accolse più di tanto le istanze razziste: certamente vi fu una retorica antiebraica ed alcuni esponenti franchisti sentirono l&#8217;influenza dell&#8217;Action française ma il razzismo non sfondò ed anzi il confinante Portogallo ospitò alcuni ebrei tedeschi perseguitati.<br />
Neppure la Francia, nonostante i presupposti, vide mai la vittoria del razzismo, ma in questo caso occorre considerate che questo non fu un paese sconfitto, dilaniato da rivoluzioni, controrivoluzioni e devastante inflazione, fattori che contribuirono a dare concretezza alle teorie razziste.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-23498" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-512x404.jpg" alt="Procès du Faisceau Langlois-Longueville,Valois, Arthuys" width="354" height="279" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-512x404.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-300x237.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-768x606.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-600x473.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px" /><br />
Vi furono vari gruppi di destra, il più importante dei quali fu, nel periodo tra le due guerre, ma nessuno assunse vero rilievo; dopo la prima guerra mondiale vi furono anche antagonisti dell&#8217;Action française: Charles Valois, proveniente dalle sue fila, fondò il «Faisceau» nel 1925 e altre leghe fasciste si susseguirono fino al 1936 quando Jacques Doriot, già esponente comunista, costituì il Parti populaire français (P.P.F.), ma nessuna ebbe fortuna politica reale.<br />
Tra queste organizzazioni, inoltre, cominciò ad andare di moda l&#8217;antibolscevismo, come stava accadendo in tutta Europa; ne è un esempio lega Solidarité française,che seppure ostile agli ebrei lottava in particolare contro il bolscevismo: significativamente il suo fondatore, il grande industriale profumiero François Coty, foraggiava, anche l&#8217;Action française.</p>
<p><figure id="attachment_23499" aria-describedby="caption-attachment-23499" style="width: 298px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23499" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-384x512.jpg" alt="Jacques Doriot" width="298" height="397" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-384x512.jpg 384w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-225x300.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-768x1024.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-945x1260.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-600x800.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px" /><figcaption id="caption-attachment-23499" class="wp-caption-text">Jacques Doriot</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;ultima, o almeno il suo fondatore, restava in ogni caso un riferimento per tutti questi movimenti, sebbene gli si dichiarassero antagonisti, salvo il caso del Parti populaire français di Jacques Doriot il cui capo proveniva dall&#8217;esperienza del partito comunista e che fu l&#8217;unico a portare il suo movimento a grandi dimensioni anche se mai superò la cifra di 250000 simpatizzanti.<br />
Questo partito nacque a seguito di due eventi importanti, che parvero anche imprimere un diverso sviluppo al fascismo francese: il 6 febbraio 1934 vi fu una marcia sulla Camera dei deputati di associazioni di destra di reduci di guerra e dell&#8217;Action française e altri movimenti.<br />
Nonostante imponenza e violenza della manifestazione la repubblica tenne ma questo spinse Doriot e non solo lui a spingersi all&#8217;opposizione; il secondo evento fu la nascita del governo del fronte popolare diretto da Léon Blum che concretizzò i peggiori timori: «la Francia è stata abbandonata nelle mani degli ebrei».</p>
<p><figure id="attachment_23500" aria-describedby="caption-attachment-23500" style="width: 239px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23500" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Francois-Coty.jpg" alt="icotyfr001p1" width="239" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-23500" class="wp-caption-text">icotyfr001p1</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A causa di questo, Doriot propose l&#8217;amicizia con la Germania e divenne ammiratore dei loro nazionalsocialisti: se fino al 1937 il giornale di partito, «L&#8217;Emancipation Nationale», aveva trascurato gli ebrei,</p>
<p><figure id="attachment_23501" aria-describedby="caption-attachment-23501" style="width: 295px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23501" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard.jpg" alt="Maurice-Ivan Sicard" width="295" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard.jpg 295w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard-277x300.jpg 277w" sizes="auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption id="caption-attachment-23501" class="wp-caption-text">Maurice-Ivan Sicard</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">eccetto quelli algerini accusati di infedeltà verso la Francia, interessato solo alle cospirazioni comuniste, l&#8217;antisemitismo assunse poi maggior rilievo, soprattutto dopo le vittorie tedesche e l&#8217;occupazione del territorio francese.<br />
Maurice-Ivan Sicard, direttore del giornale, all&#8217;inizio aveva smentito propositi antisemiti o razzisti salvo vincere, nel 1944 il Prix de la France aryenne, fondato dal Parti populaire e chiedere l&#8217;espulsione degli ebrei dalla Francia il che, visti i tempi, significava la loro soppressione.</p>
<p><figure id="attachment_23502" aria-describedby="caption-attachment-23502" style="width: 253px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23502" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-395x512.jpg" alt="Léon Blum" width="253" height="328" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-395x512.jpg 395w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-232x300.jpg 232w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-768x994.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-945x1223.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-600x777.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px" /><figcaption id="caption-attachment-23502" class="wp-caption-text">Léon Blum</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La Francia vide un fenomeno peculiare: mentre altrove il razzismo trovava concretezza politica, in questo paese rimase esclusivo patrimonio degli intellettuali, senza che i partiti di destra, come quello di Doriot, riuscissero mai ad avere qualche influenza.<br />
Ci fu un gruppo di giovani scrittori, attorno al giornale «Je suis partout», nato nel 1930, che ammirava Drumont e Maurras ed esaltava la guerra; essi erano razzisti ma l&#8217;alto concetto di sé ed il patriottismo li inducevano a differenziarsi dai nazisti precisando che il loro razzismo antiebraico era più moderato e meno irrazionale di quello tedesco; il loro leader Robert Brasillac accusava i nazisti di avere trasformato la razza in un concetto metafisico, mentre lui considerava gli ebrei un popolo pieno di sgradevoli caratteristiche.</p>
<p><figure id="attachment_23503" aria-describedby="caption-attachment-23503" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23503" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Robert-Brasillac.jpg" alt="Robert Brasillac" width="150" height="214" /><figcaption id="caption-attachment-23503" class="wp-caption-text">Robert Brasillac</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Specificità ribadita da un altro scrittore, Lucien Rebatet che nel 1938 dichiarava «noi non siamo razzisti» ma chiedeva, nel contempo, la separazione tra francesi ed ebrei.<br />
Questi giovani autori confusero, in realtà, il razzismo con lo spirito nietzschiano: essi aspiravano a divenirne i superuomini, inneggianti alla violenza e gli ebrei erano un ottimo materiale su cui sperimentare.</p>
<p><figure id="attachment_23504" aria-describedby="caption-attachment-23504" style="width: 264px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23504" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-512x459.jpg" alt="Lucien Rebatet" width="264" height="237" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-512x459.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-300x269.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-600x538.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet.jpg 638w" sizes="auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px" /><figcaption id="caption-attachment-23504" class="wp-caption-text">Lucien Rebatet</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore francese più famoso, Louis-Ferdinand Céline, passò dalle preoccupazioni per la degenerazione all&#8217;appello al massacro degli ebrei e non fu l&#8217;unico, anche altri intellettuali aderirono al nazismo o al fascismo, come avvenne per il poeta tedesco Gottfried Benn.<br />
Le sue poesie, intrise di immagini di decadenza, simili a quelle di Céline in</p>
<p><figure id="attachment_23505" aria-describedby="caption-attachment-23505" style="width: 330px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23505" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-512x475.jpg" alt="Gottfried Benn" width="330" height="306" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-512x475.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-300x278.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-768x713.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-945x877.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-600x557.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /><figcaption id="caption-attachment-23505" class="wp-caption-text">Gottfried Benn</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Viaggio al termine della notte&#8221;, rivelavano l&#8217;aspirazione a quei valori assoluti che il nazismo sembrava offrire, assieme alla sensazione eccitante di far parte di un movimento di massa virile; Ezra Pound, che nel suo paese non aveva un fascismo di questo tipo, scelse di vivere in Italia, un po&#8217; come i giovani e politicamente isolati scrittori francesi che dovettero cercare all&#8217;estero, magari dopo qualche breve esperienza nel movimento di Doriot.</p>
<p><figure id="attachment_23506" aria-describedby="caption-attachment-23506" style="width: 341px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23506" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-341x512.jpg" alt="Louis-Ferdinand Céline" width="341" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-341x512.jpg 341w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-200x300.jpg 200w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px" /><figcaption id="caption-attachment-23506" class="wp-caption-text">Louis-Ferdinand Céline</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La Francia restò, tutto sommato, abbastanza immune da razzismo e fascismo perché godeva di relativa stabilità, era un paese cattolico e rurale, poco incline ad accettare il movimentismo razzista, inoltre lo sciovinismo e l&#8217;idea della potenza francese collideva in modo inconciliabile con le grandi adunate di Norimberga, così il razzismo rimase un movimento intellettuale senza presa politica e sulle masse.</p>
<p><figure id="attachment_23507" aria-describedby="caption-attachment-23507" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23507" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound.jpg" alt="Louis-Ferdinand Céline" width="234" height="302" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px" /><figcaption id="caption-attachment-23507" class="wp-caption-text">Ezra Pound</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Europa orientale la situazione ebraica non fu particolarmente negativa: la presenza di partiti di destra antisemiti, nemici dei governi, impegnati a tutela di legge, ordine e anche delle esistenti strutture politiche e sociali del potere, favorì la protezione ebraica; in Ungheria e Romania le dittature si basavano sull&#8217;alleanza con le tradizionali gerarchie sociali e politiche che non volevano mettere a rischio l&#8217;ordine costituito.<br />
In questi paesi inoltre, i partiti comunisti erano stati messi al bando e la minaccia era il sovversivismo sovietico mentre il pericolo della rivoluzione veniva dalla destra radicale e non dalla sinistra radicale.</p>
<p><figure id="attachment_23508" aria-describedby="caption-attachment-23508" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23508" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania.jpg" alt="re Carol di Romania" width="260" height="365" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania.jpg 260w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania-214x300.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /><figcaption id="caption-attachment-23508" class="wp-caption-text">re Carol di Romania</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Romania, ad esempio re Carol si proclamò dittatore per far fronte alle pressioni della «Legione dell&#8217;Arcangelo Michele», che aveva come scopo una dittatura sostenuta da contadini e operai; il relativo movimento di massa, la Guardia di ferro, considerava gli ebrei il simbolo della classe media romena sfruttatrice del popolo.<br />
Gli ebrei costituivano effettivamente una parte della classe media mentre la Guardia di ferro era in gran parte composta da contadini, guidati da studenti, il cui leader era il giovane Corneliu Zelea Codreanu.<br />
Codreanu era un nazionalsocialista, avversario del capitalismo finanziario e della corruzione (entrambi predominanti in Romania) che sperava nella rinascita nazionale intesa come sangue, terra e cristianesimo; pur non essendo razzista alla fine arrivò a credere che gli ebrei avessero intenzione di fondare in Romania una nuova Palestina, che avessero creato il bolscevismo e fossero gli sfruttatori e i sovvertitori della Romania.</p>
<p><figure id="attachment_23509" aria-describedby="caption-attachment-23509" style="width: 397px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23509" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-512x306.jpg" alt="Corneliu Zelea Codreanu" width="397" height="237" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-512x306.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-300x180.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-600x359.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px" /><figcaption id="caption-attachment-23509" class="wp-caption-text">Corneliu Zelea Codreanu</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo capo carismatico era un cristiano mistico e ascetico, che parlava sempre del sacrificio di Cristo e ne paragonava la risurrezione con quella della nazione; il suo razzismo era ambiguo ma la sua ammirazione per Hitler genuina: anch&#8217;egli considerava gli ebrei male assoluto.<br />
Assassinato su ordine di re Carol nel 1938, la Guardia di ferro non ebbe più un capo all&#8217;altezza; il successore, Horia Sima, confidava in Hitler per portare al potere la Guardia e la cosa riuscì effettivamente, per alcuni mesi del 1941, quando, deposto re Carol, il nuovo dittatore, generale Antonescu, governò insieme con la Guardia di ferro (salvo poi farla fuori con l&#8217;aiuto tedesco): in quel periodo si registrarono feroci &#8220;pogrom&#8221; col massacro di almeno un migliaio di ebrei nella sola Bucarest.</p>
<p><figure id="attachment_23510" aria-describedby="caption-attachment-23510" style="width: 192px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23510" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Horia-Sima.jpg" alt="Horia Sima" width="192" height="264" /><figcaption id="caption-attachment-23510" class="wp-caption-text">Horia Sima</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Analoga situazione politica si ebbe in Ungheria dove il dittatore conservatore Nicolas Horthy aveva da temere, a destra, le Croci frecciate; in questo caso, però, il fondatore, pure lui un mistico sognatore dell&#8217;«ungarismo», Ferenc Szálasi, non ebbe forza sufficiente sebbene fosse riuscito ad attirare consensi soprattutto per l&#8217;idea di supremazia ungherese nel bacino danubiano.</p>
<p><figure id="attachment_23511" aria-describedby="caption-attachment-23511" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23511" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/generale-Antonescu.jpg" alt="generale Antonescu" width="280" height="210" /><figcaption id="caption-attachment-23511" class="wp-caption-text">generale Antonescu</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;«ungarismo» di Szálasi non mancava la condanna della razza ebraica ma questa non aveva quel posto preponderante che occupava invece nell&#8217;ideologia della Guardia di ferro ed in effetti Szálasi rifiutò la collaborazione nella deportazione ebraica dall&#8217;Ungheria. Il suo ruolo rimane comunque marginale poiché assunse il potere solo dall&#8217;ottobre 1944 al febbraio 1945, quando le armate sovietiche stavano già occupando il paese.</p>
<p><figure id="attachment_23512" aria-describedby="caption-attachment-23512" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23512" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ferenc-Szálasi.jpg" alt="Ferenc Szálasi" width="200" height="265" /><figcaption id="caption-attachment-23512" class="wp-caption-text">Ferenc Szálasi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ungheria e Romania videro destre numericamente consistenti anche grazie al fatto che non esistevano partiti marxisti, ma queste non riuscirono ad abbattere le dittature esistenti (conservatrici e non razziste, timorose com&#8217;erano di ogni cambiamento) così gli ebrei, seppur vittima di qualche persecuzione non furono oggetto di una sistematica politica antiebraica, almeno fino a quando la pressione tedesca costrinse i vari dittatori in quel senso.<br />
Discorso ben diverso va fatto per la Polonia: dopo la dittatura di Piłsudski i colonnelli che succedettero seguirono una politica saltuariamente razzista, ma senza mai usare il termine «razza», in omaggio al cattolicesimo, e a volte incoraggiarono anche la violenza antiebraica.</p>
<p><figure id="attachment_23513" aria-describedby="caption-attachment-23513" style="width: 373px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23513" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-373x512.jpg" alt="Józef Piłsudski" width="373" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-373x512.jpg 373w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px" /><figcaption id="caption-attachment-23513" class="wp-caption-text">Józef Piłsudski</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Esemplare fu la politica ebraica: nei consessi internazionali ove si trattava dei rifugiati ebrei tedeschi, la Polonia insisteva sempre anche sulla «eccedenza di ebrei» presenti nel suo territorio, fornendo così il destro agli altri di rifiutare i profughi tedeschi, per via del timore di dover poi ospitare i presunti 3 milioni di polacchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le zone dei Balcani dove l&#8217;Italia fascista esercitava la sua influenza furono più moderate; in Croazia gli ustacia di Ante Pavelic fomentarono i &#8220;pogrom&#8221;, ma quando rinchiusero gli ebrei nei campi, ne permisero la sopravvivenza e comunque tentarono di sottrarne un bel numero a queste misure restrittive.<br />
L&#8217;Italia ebbe un atteggiamento simile: nell&#8217;ottobre 1938 Mussolini aveva promulgato le proprie leggi razziali che prevedevano divieto di matrimoni misti, escludevano gli ebrei dal servizio militare e proibivano loro di avere grosse proprietà terriere, tuttavia questa legge era inoperante per gli ebrei che avevano preso parte alla grande Guerra o al movimento fascista; significativamente coniò un motto che ben esprimeva il concetto: «discriminare, non perseguitare».</p>
<p><figure id="attachment_23514" aria-describedby="caption-attachment-23514" style="width: 225px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23514" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić.jpg" alt="Ante Pavelić" width="225" height="335" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-23514" class="wp-caption-text">Ante Pavelić</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente Mussolini non era razzista né aveva un fardello ideologico totalizzante come Hitler, le leggi razziali, frutto di questa ambiguità, infatti volevano ridare dinamismo ad un fascismo consolidato al potere e mostrare amicizia verso la Germania: duplice fallimento perché l&#8217;Italia non aveva tradizione antisemita cui attingere e i tedeschi furono delusi dalla loro blanda applicazione.<br />
Mussolini utilizzò da cinico politico il sionismo che valorizzò quando utile in chiave anti inglese o sfruttò come minaccia per gli ebrei italiani se avessero mantenuto una doppia fedeltà.<br />
Il razzismo italiano, non ideologico, era nato con la guerra di Abissinia del 1935, diretto contro i neri e non contro gli ebrei; allora prese piede il concetto di razza e si stabilì che la fraternizzazione con gli indigeni equivaleva a mancanza di «dignità razziale», poi Mussolini cambiò rotta dopo aver sperimentato l&#8217;inutilità dei sionisti per la revoca delle sanzioni all&#8217;Italia: a quel punto pensò che le organizzazioni internazionali ebraiche gli si fossero rivoltate contro e si convinse perciò che la cospirazione mondiale ebraica contro il fascismo dovesse essere annientata.</p>
<p><figure id="attachment_23515" aria-describedby="caption-attachment-23515" style="width: 317px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23515" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-372x512.jpg" alt="Roberto Farinacci" width="317" height="436" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-372x512.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci.jpg 436w" sizes="auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px" /><figcaption id="caption-attachment-23515" class="wp-caption-text">Roberto Farinacci</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Vi furono anche antisemiti convinti, come Roberto Farinacci, ma nessuno riuscì a creare un fronte unitario nazifascista contro gli ebrei, anzi generali e funzionari statali collaborarono per salvare dai nazisti quanti più ebrei fosse loro possibile.<br />
I razzisti rimasero isolati fino alla repubblica di Salò: il capo dell&#8217;ufficio preposto alla questione razziale Giovanni Preziosi, il cui periodico, «La vita italiana», era diventato il portavoce dell&#8217;antisemitismo italiano; egli fu traduttore dei &#8220;Protocolli&#8221; e aperto assertore delle teorie sulla cospirazione mondiale ebraica, ma il suo ufficio non ebbe alcun potere perché a Salò comandavano i tedeschi e Preziosi ne fu solo un collaboratore.<br />
Un altro importante teorico italiano del razzismo fu Julius Evola, interessato al mistero della razza e all&#8217;«anima razziale»; sostenitore di una pura razza italiana che creò copiando pedissequamente le qualità dell&#8217;ariano germanico, affibbiandole a una mitica «razza ariana mediterranea».</p>
<p><figure id="attachment_23517" aria-describedby="caption-attachment-23517" style="width: 262px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23517" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-376x512.jpg" alt="Julius Evola" width="262" height="357" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px" /><figcaption id="caption-attachment-23517" class="wp-caption-text">Julius Evola</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il sogno di Evola era la nascita di un fronte comune europeo-ariano ed in questa logica egli considerò le S.S. come un'&#8221;élite&#8221; biologica ed eroica che paragonò ai cavalieri ghibellini; non ebbe nessun seguito ma comunque dopo la guerra restò convinto che gli ebrei fossero cospiratori e sovversivi.</p>
<p><figure id="attachment_23516" aria-describedby="caption-attachment-23516" style="width: 293px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23516" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi-.png" alt="Giovanni Preziosi" width="293" height="328" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi-.png 293w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi--268x300.png 268w" sizes="auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px" /><figcaption id="caption-attachment-23516" class="wp-caption-text">Giovanni Preziosi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il futuro del razzismo in Europa era soprattutto legato al successo o al fallimento della Germania nazista; esso divenne politica ufficiale della Germania il 30 gennaio 1933 quando Hitler assunse il cancellierato del Reich; sebbene fosse un governo di colazione con il conservatore «partito del popolo tedesco» (D.N.V.P.) quest&#8217;ultimo utilizzò lui pure l&#8217;antisemitismo per mobilitare le masse e comunque uscì ben presto dal governo.<br />
Giunto al potere Hitler iniziò subito la sua campagna, adottando misure viepiù severe, costantemente precedute da tentativi di eccitare le masse contro gli ebrei, in modo da far credere di essere lui a seguire la pubblica opinione e non di esserne l&#8217;istigatore; le prime misure erano volte a togliere loro la cittadinanza ma fu poi un crescendo continuo.<br />
Goebbels, intanto, in un catechismo nazista del 1931, stabiliva delle analogie col mondo animale, secondo un classico e pernicioso metodo utilizzato dal razzismo; egli sosteneva che gli ebrei sono uomini, ma è anche vero che le pulci sono animali, tuttavia non tutti gli animali sono utili ed infatti le pulci non vengono protette o nutrite, ma rese innocue.<br />
All&#8217;inizio sembrò che Hitler intendesse attuare il programma ufficiale nazista, limitandosi ad escludere gli ebrei dalla vita tedesca, il che creò confusione sia tra i tedeschi che tra gli ebrei tanto che trovò facilmente dei collaboratori, cosa che non accadde, invece, per la «soluzione finale»; ne fu un esempio Baldur von Schirach, capo della gioventù hitleriana, che protestò assieme alla moglie contro la deportazione degli ebrei dopo che la signora von Schirach aveva assistito per caso a un rastrellamento di ebrei in Olanda.</p>
<p><figure id="attachment_23518" aria-describedby="caption-attachment-23518" style="width: 370px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23518" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach.jpg" alt="Baldur von Schirach" width="370" height="493" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach.jpg 370w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px" /><figcaption id="caption-attachment-23518" class="wp-caption-text">Baldur von Schirach</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La politica antiebraica progredì con lentezza tanto che alcuni ebrei, nel &#8217;35 tornarono in patria, ingannati dalla propaganda e probabilmente molti tedeschi mai avrebbero immaginato uno sterminio di massa nell&#8217;illuminato XX secolo, anche se questo non giustifica chi prese parte alle fasi iniziali della persecuzione.<br />
L&#8217;agire di Hitler non fu lineare; pur ossessionato dagli ebrei, sapeva procedere lentamente e con accortezza; egli, ad esempio, scelse la versione più moderata delle famigerate leggi di Norimberga del 1935, sfruttò con abilità il tempismo politico come faceva anche per la politica estera, fingendo di agire perché provocato o spinto da circostanze quali, ad esempio, l&#8217;assassinio del diplomatico tedesco Ernst vom Rath, compiuto a Parigi nel 1938 da un giovane ebreo, reazione che avrebbe portato alla tristemente famosa Kristallnacht.<br />
L&#8217;idea di Hitler di «spazio vitale» e di sterminio costituivano due facce di un medesimo disegno: un territorio dell&#8217;est con popolazione locale schiavizzata avrebbe potuto costituire il luogo ideale per eliminare gli ebrei, evitandosi le possibili lamentele in patria dove la campagna di eutanasia aveva dovuto subire, almeno formalmente, delle interruzioni a causa delle proteste.<br />
Quindi conquista della Polonia e soluzione finale erano un&#8217;unica efficiente scelta; le sue scelte furono frutto della sua elaborazione di cui sono pochi erano a conoscenza; Hitler fu il fulcro delle teorie razziste ed è bene capire a quali fonti si fosse abbeverato.</p>
<p><figure id="attachment_23519" aria-describedby="caption-attachment-23519" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23519" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher-.jpg" alt="Max Maurenbrecher" width="220" height="329" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher-.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher--201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23519" class="wp-caption-text">Max Maurenbrecher</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Hitler fece proprie le idee razziste a Vienna, dove circolavano abbondantemente, poi furono rafforzate da amicizie stabilite dopo la guerra ed arricchite, infine, a Monaco dopo il &#8217;18.<br />
A Vienna erano disponibili: il movimento di Lueger, di cui Hitler vide la fase finale, i più violenti pan-germanisti di von Schönerer, le sette razziste che alimentavano il «mistero della razza»; se del cattolicesimo di Lueger non c&#8217;è traccia, furono invece influenti le sette di Lanz von Liebenfels e Guido von List, divulgatori di una miscela di razzismo e teosofia.<br />
Probabilmente Hitler ne conosceva le opere poiché, in conversazioni di molto posteriori, egli batteva sempre sullo spiritualismo, sulle scienze occulte e sugli ebrei definiti «il principio del male» e non giudicati creature di carne e sangue; al contrario ignorava certamente le teorie della scienza della razza.<br />
Tutte idee abbastanza diffuse dopo la guerra di cui Hitler potrebbe avere preso visione attraverso i prestiti dall&#8217;Istituto nazionalsocialista &#8211; una biblioteca circolante fondata nei dintorni di Monaco tra il 1919 e il 1921 da un vecchio membro del partito &#8211; comprende tutte le opere principali sul razzismo: Houston Stewart Chamberlain, Richard Wagner, Langbehn e almeno tre libri di Max Maurenbrecher, che era un razzista &#8220;volkisch&#8221; ostile sia agli ebrei che alla Chiesa cristiana.<br />
Vi erano inoltre molti titoli dedicati ad eroi tedeschi dipinti nel loro presunto odio antiebraico, del tipo «Lutero e gli ebrei» o «Goethe e gli ebrei»; vi erano ancora un&#8217;annacquata versione del &#8220;Talmud-Jude&#8221; di Rohling, libri sulla socialdemocrazia come movimento ebraico e il volume di Nicostenski &#8220;L&#8217;estasi sanguinaria del bolscevismo&#8221; (&#8220;Der Blutrausch des Bolschevismus&#8221;). Oltre al libro di Treitschke sugli ebrei vi era un interessante romanzo di Émile Zola &#8220;L&#8217;Argent&#8221;, in cui viene dipinto lo stereotipo dell&#8217;ebreo capitalista.<br />
A Hitler, perciò, doveva essere nota la più comune letteratura razzista, tranne quella con pretese scientifiche.<br />
La maggior parte delle letture di Hitler era comunque dedicata alla storia medioevale austriaca e tedesca o a problemi contemporanei visti in ottica di destra, niente a che fare con gli ebrei insomma, letture comunque di scarsissimo valore.<br />
Più delle letture ebbe influenza l&#8217;incontro, a Monaco con Dietrich Eckart, commediografo e giornalista secondo il quale l&#8217;ebreo era il principio del male, il responsabile della sconfitta tedesca, del bolscevismo e della censura sugli scritti dello stesso Eckart, che riteneva dovessero avere maggior fortuna.<br />
Eckart era amico di Alfred Rosenberg tramite il quale aveva incontrato i &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221; che probabilmente prestò ad Hitler; tutti e tre questi amici condividevano l&#8217;idea che i &#8220;Protocolli&#8221; fossero strumento indispensabile per conoscere gli ebrei e i loro vari alleati bolscevichi, socialisti e liberali.<br />
L&#8217;idea di Eckart, però, non prevedeva alcun uso della forza contro gli ebrei: essi dovevano tornare nei ghetti ed essere esclusi dalla vita tedesca ma la loro presenza era indispensabile come elemento di contrasto e di stimolo per gli ariani.<br />
Insomma il programma di sterminio pare sia elaborazione esclusivamente hitleriana: in quegli anni Hitler era isolato, ma a differenza di profeti, studiosi e poeti, egli aveva senso pratico e fiuto politico, sapeva unire tattica politica e compromesso pur di arrivare al potere.<br />
La presa del potere del &#8217;33 apriva la strada alla realizzazione del programma nazista, col razzismo ora alleato con la morale della classe media e con le forze della legge e dell&#8217;ordine che poteva sperare in un roseo futuro, visto che i nazisti e i conservatori promettevano la restaurazione dell&#8217;ordine e il rafforzamento della morale e del decoro nella vita pubblica e privata.<br />
Il razzismo allora poteva sembrare un utile baluardo della moralità, della legge e dell&#8217;ordine contro i principi negativi del bolscevismo, del comunismo e degli ebrei così che anche chi non era antisemita poté accettare gli iniziali primi provvedimenti moderati contro gli ebrei.<br />
I nazisti seppero condurre una politica, dopo il gennaio 1933, che esprimeva sentimenti già da tempo diventati generali e dai quali era aliena nemmeno la sinistra; comunisti e nazisti avevano collaborato nel famoso sciopero dei lavoratori dei trasporti di Berlino del 1932, ma ancor più significativo, il partito comunista aveva cercato, già in precedenza, di contrastare l&#8217;ascesa nazista facendone propri alcuni temi nazionalisti di attrazione.<br />
Il razzismo si era consolidato al punto che i socialdemocratici negli ultimi anni della repubblica esitavano a presentare ebrei per cariche pubbliche, mentre i comunisti li eliminarono quasi completamente dal loro comitato centrale.<br />
La politica antiebraica nazista si connotò, agli inizi, per la prudenza: l&#8217;indebolimento ebraico doveva arrivare attraverso misure legali o amministrative; vi furono episodi di violenza da parte delle S.A. ma queste non erano ben viste da Hitler che non apprezzava l&#8217;irrequietezza delle S.A. che avrebbe potuto disturbare i suoi piani.<br />
La strategia hitleriana si mosse per tempo: il 01/04/1933 vene stabilito il boicottaggio delle attività economiche ebraiche, anche se varie corporazioni e giornali ebrei ne furono esentati; questo permise un altro tassello su ben diverso fronte, l&#8217;allontanamento degli avvocati e dei giudici ebrei dai tribunali tedeschi;venne poi adottata una legge che prevedeva l&#8217;esclusione degli ebrei da ogni ufficio statale.<br />
Malgrado le iniziative centrali, ogni singolo stato tedesco aveva la facoltà di adottare altre misure, più o meno severe; restava chiaro, comunque, ai funzionari del ministero degli Interni ostili al razzismo che nulla poteva essere fatto in favore degli ebrei, salvo tentare di proteggere solo coloro che avevano contratto matrimoni misti o erano di sangue misto.<br />
La strategia hitleriana era tale che il 15/09/1935, alla vigilia della promulgazione delle leggi di Norimberga, «leggi a protezione del sangue tedesco», l&#8217;unica cosa certa era che Hitler si opponeva al terrorismo diretto contro singoli ebrei e che si era impegnato a escludere gli ebrei dalla vita tedesca; nulla si sapeva di cosa si definisse ebreo e se, nella questione ebraica, intendesse realizzare il programma ufficiale del partito o chissà che altro.<br />
Le leggi di Norimberga, nella versione più moderata, scelta da Hitler, prevedevano la proibizione agli ebrei di sposare o avere relazioni extraconiugali con ariani, avere persone di servizio ariane o battere bandiera tedesca; queste secondo il Führer erano le sue decisioni definitive in materia, salvo smentirsi subito dopo, esattamente la stessa tecnica utilizzata in politica estera e molto valida per creare confusione e sconcerto negli avversari oltre che tra gli ebrei e pure tra i tedeschi.<br />
Mancando una definizione di ebreo c&#8217;era la speranza che della legge venisse data un&#8217;interpretazione morbida, ma questa ambiguità era voluta da Hitler che la intendeva, ovviamente, all&#8217;opposto; la questione venne comunque risolta dai burocrati: era ebreo chi aveva almeno tre nonni ebrei; con due nonni soltanto per essere ebreo necessitava il matrimonio con un&#8217;ebrea e l&#8217;appartenenza alla comunità religiosa; gli altri sangue misto erano cittadini del Reich a pieno diritto, e persino se un tedesco si fosse convertito al giudaismo, avrebbe mantenuto la sua cittadinanza.<br />
Questa apparente generosità sembrava mostrare che fosse già sopraggiunto il culmine delle misure ostili anche perché, salvo i liberi professionisti, non erano state adottate misure particolari per indebolire la posizione economica della maggioranza degli ebrei tedeschi; erano stati espropriati i beni, tra il &#8217;33 e il &#8217;37, di alcuni ebrei potenti e molto in vista, per lo più proprietari di giornali e di grandi magazzini, ma la maggioranza dei commercianti ebrei, nonostante il boicottaggio del &#8217;33, continuava a lavorare.<br />
Qualche segnale inquietante, però, non mancava, ma non fu colto: nel settembre 1935 fu compilato un elenco completo degli ebrei viventi in Germania, cittadini tedeschi e stranieri, senza il quale la soluzione finale non si sarebbe mai potuta realizzare.<br />
Elenchi compilati da Himmler e dalla Gestapo, segnale inquietante perché stava a indicare un passaggio importante: la politica ebraica stava transitando dai deboli ministri degli Interni e della Giustizia in quelle della polizia segreta, delle S.S. e di Heinrich Himmler.<br />
Anche la legge per la prevenzione delle malattie ereditarie del luglio &#8217;33 fu un segnale: essa non si limitò a recepire i motivi ispiratori della campagna a favore dell&#8217;eugenetica, ma avrebbe condotto all&#8217;eutanasia, eutanasia di cui Hitler aveva parlato privatamente quando vennero promulgate le leggi di Norimberga.<br />
Fu il periodo tra fine del 1937 e inizio del 1938 che vide un brusco cambiamento, in concomitanza con un rafforzamento generale del regime.<br />
Usciti dal governo e dal Comando supremo dell&#8217;esercito gli ultimi conservatori, Hitler comincia a svelare i piani segreti di guerra (il Protocollo Hossbach) e a pensare di accelerare l&#8217;espulsione degli ebrei dalla Germania, dove avrebbero potuto costituire una quinta colonna della «cospirazione ebraico-bolscevica» .<br />
Esemplare fu un frammento di discorso che tenne il 29 aprile 1937: «Non voglio costringere l&#8217;avversario a combattere&#8230; Invece gli dico: voglio annientarti! Poi la mia abilità mi aiuterà a metterti con le spalle al muro in modo che tu non possa colpirmi, mentre io potrò trafiggerti il cuore»; in esso si rivelava chiaramente l&#8217;intenzione del Führer di mettere sotto controllo la cospirazione ebraica.<br />
Verso la fine dell&#8217;autunno del &#8217;37 la politica hitleriana si rivelò per quel che era, senza più compromessi o ambiguità; leggi su leggi chiarirono rapidamente ogni dubbio lasciato irrisolto in precedenza: gli ebrei non ebbero più la possibilità di giovarsi degli sgravi fiscali e degli aiuti statali che in caso di necessità erano loro concessi, e alla fine furono espulsi da tutte le professioni.<br />
Passo importante, poi, fu l&#8217;«arianizzazione» dell&#8217;economia, messa sotto il controllo di Hermann Göring; in questo caso fu colpita tutta l&#8217;economia ebraica, dalle banche ai negozi di vendita al minuto, e fu accompagnata da azioni locali di boicottaggio come quelle augurate da Julius Streicher a Norimberga.</p>
<p><figure id="attachment_23522" aria-describedby="caption-attachment-23522" style="width: 372px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23522" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--372x512.jpg" alt="Julius Streicher" width="372" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--372x512.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher-.jpg 581w" sizes="auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px" /><figcaption id="caption-attachment-23522" class="wp-caption-text">Julius Streicher</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera continuò con la legge del 28 marzo 1938 che toglieva alle istituzioni religiose ebraiche la protezione legale, un modo per dire agli ebrei che avrebbero perso la personalità giuridica e la sicurezza personale; di fatto e giuridicamente ora si trovavano legalmente senza diritti e fuori legge.<br />
Nel frattempo i tedeschi avevano tentato di favorire l&#8217;emigrazione ebraica, senza grandi risultati sia perché gli ebrei stessi erano restii a partire sia perché erano falliti i tentativi per il trasferimento dei beni stipulati con la Palestina e con alcuni paesi dell&#8217;America latina, come l&#8217;Argentina e il Cile; si tentò allora l&#8217;emigrazione coatta e fu stabilito che gli ebrei non potessero portare con sé alcuna proprietà, tranne solo 10 marchi a persona, e si lasciò che gli accordi per il trasferimento dei beni cadessero in prescrizione<br />
L&#8217;espulsione cominciò con gli ebrei apolidi, poi con quelli polacchi: il 28 e 29 ottobre la Gestapo arrestò 15000 ebrei polacchi e li ricacciò al di là della frontiera dove, però, i polacchi non volevano questa «eccedenza di ebrei», che furono costretti a vivere per un certo periodo nella terra di nessuno, fino a che, alla fine, la Polonia li accolse.<br />
Il messaggio era chiaro: gli ebrei si trovavano ed essere senza uno stato che li accogliesse, rifiutati da tutti, quelli polacchi, poi, erano stati rifiutati o perseguitati già a partire dal 1919; per Hitler questi erano il vero volto del giudaismo mondiale di cui quelli più assimilati erano solo una quinta colonna.</p>
<p><figure id="attachment_23520" aria-describedby="caption-attachment-23520" style="width: 254px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23520" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-390x512.jpg" alt="Ernst vom Rath" width="254" height="333" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-390x512.jpg 390w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-229x300.jpg 229w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath.jpg 410w" sizes="auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px" /><figcaption id="caption-attachment-23520" class="wp-caption-text">Ernst vom Rath</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23521" aria-describedby="caption-attachment-23521" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23521" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan.jpg" alt="Herschel Feibel Grynszpan" width="220" height="314" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan-210x300.jpg 210w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23521" class="wp-caption-text">Herschel Feibel Grynszpan</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 gennaio 1938 il Führer ordinò che ogni ebreo assumesse il prenome di Israel o Sara, così tutti diventavano uguali sia i poveri emigranti dell&#8217;Est europeo, sia le vecchie famiglie ebraiche tedesche, e perciò tutti, non solo i polacchi o gli apolidi, furono costretti a vivere sino in fondo il proprio stereotipo, a vivere sulla terra di nessuno.<br />
Due eventi accelerarono poi le misure antiebraiche: l&#8217;Anschluss con l&#8217;Austria che portò in dote un gran numero di ebrei e l&#8217;omicidio di un diplomatico tedesco a Parigi, Ernst vom Rath, da parte di Herschel Grynszpan, un giovane ebreo i cui genitori erano tra quei polacchi espulsi sulla terra di nessuno.<br />
In Austria fu Hitler in persona che dettò le misure antiebraiche: immediata introduzione della legislazione vigente nel Reich, abrogazione dello status speciale degli ebrei di sangue misto, ai quali in Austria fu ritirata la cittadinanza a loro invece conservata nel Reich dopo la promulgazione delle leggi di Norimberga, eliminazione di ogni trattamento speciale agli ebrei che avevano combattuto nella prima guerra mondiale.<br />
Con l&#8217;unione all&#8217;Austria il cerchio si chiudeva definitivamente ma ancora una volta non tutti se ne accorsero, accecati dalla prospettiva dell&#8217;unione nella grande comunità germanica come si vide nel caso esemplare dell&#8217;arcivescovo di Vienna, cardinale Theodor Innitzer: nel 1933 egli si era rallegrato perché «la voce del sangue del &#8220;Volk&#8221; germanico» tornava a farsi sentire, ma tre anni dopo aveva condannato pubblicamente il razzismo. Ciononostante egli ora accolse con entusiasmo l&#8217;Anschluss ed ebbe dei ripensamenti solo quando fu attaccata la Chiesa ed era ormai troppo tardi per agire.</p>
<p><figure id="attachment_23523" aria-describedby="caption-attachment-23523" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23523" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-512x512.jpg" alt="Theodor Innitzer" width="512" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-512x512.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-300x300.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-768x768.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-945x945.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-600x600.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23523" class="wp-caption-text">Theodor Innitzer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;omicidio di vom Rath fornì a Joseph Goebbels l&#8217;occasione per scatenare tumulti antiebraici; lui che era stato escluso dalla formulazione della politica ebraica organizzò la tristemente famosa «notte dei cristalli», Kristallnacht, nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, anniversario del fallito putsch di Hitler del 1923; in quell&#8217;occasione tutte le sinagoghe tedesche ebbero distrutte le finestre, devastati gli interni e molte vennero arse; alla fine 30000 ebrei furono rinchiusi nei campi di concentramento di Dachau e <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/sachsenhausen-e-altro.html" target="_blank">Sachsenhausen</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler fu favorevole all&#8217;iniziativa che aveva visto coinvolti gli ebrei più ricchi, che, peraltro, se in possesso delle carte di emigrazione erano lasciati liberi; la «notte dei cristalli» era stata comunque un precedente importante che aveva visto, inoltre, uno scontro interno ai gerarchi nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Göring e Himmler, infatti, si erano lamentati, anche se per motivi diversi: il primo perché vedeva distrutti beni del valore di milioni di marchi di cui avrebbe potuto liberamente disporre, il secondo perché temeva intoppi nel suo piano di sterminio e per via della concorrenza che gli veniva da Goebbels nella lotta per il potere.<br />
In realtà Göring ebbe il denaro che cercava, dato che i danni furono fatti pagare, con una forte tassa, agli stessi ebrei; per di più l&#8217;arianizzazione che sino allora era stata concessa a caso, fu ora formalizzata in un lungo elenco di attività vietate una volta per tutte agli ebrei. I loro conti in banca e investimenti furono confiscati.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-23524" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich.jpg" alt="Reinhold Heydrich" width="399" height="239" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich.jpg 399w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich-300x180.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" />Anche Himmler ebbe la sua ricompensa: gli ebrei divennero competenza delle S.S. e Reinhold Heydrich si assunse la totale esecuzione della politica ebraica<br />
Lo scontro tra Göring e le S.S. non si risolse perché nel 1939 gli uomini di Himmler e Heydrich ne volevano l&#8217;immediata espulsione, mentre Göring, che aveva la direzione generale della politica ebraica in quanto capo nominale della polizia segreta, voleva la loro reclusione nei ghetti.<br />
Hitler li tenne a freno in attesa di un nuovo rilancio e rivelò anche l&#8217;obiettivo finale; in un discorso del 30 gennaio 1939, ne proclamò l&#8217;annientamento; essi avevano sconfitto la Germania nella Grande Guerra per cui era bandita verso di loro ogni forma di clemenza: «Oggi voglio essere ancora una volta profeta: se il capitalismo ebraico internazionale in Europa e fuori di essa dovesse ancora una volta riuscire a gettare le nazioni in guerra, allora il risultato sarà non la bolscevizzazione della terra, ma la distruzione della razza ebraica in Europa».<br />
Hitler profetizzava quel che avrebbe realizzato; riprendendo il mito di Aasvero, l&#8217;ebreo errante che vuole distruggere la Germania con il bolscevismo e che è in attesa di rallegrarsi per la devastazione dell&#8217;Europa.<br />
Agli ebrei fu data la colpa della guerra scatenata da Hitler, questi, avendone colpa, dovevano pagarne il fio con l&#8217;annientamento.<br />
Come ha scritto Joseph Goebbels il 16 novembre 1941, gli ebrei avevano voluto la guerra e ora l&#8217;avevano.<br />
Hitler era stato abile ed aveva fatto cadere il nemico nelle sue stesse reti. Così, prima dello scoppio di una guerra tanto terribile, gli ebrei dovevano essere preparati per la distruzione, ma non dovevano essere ancora distrutti. L&#8217;opera di annientamento sarebbe cominciata dopo la conquista della Polonia.</p>
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		<title>il razzismo, l&#8217;aiuto di guerra e rivoluzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 09:46:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo all&#8217;XI capitolo del bellissimo libro di George L. Mosse dedicato al razzismo; in questo caso specifico si affronta la questione della consuetudine alla violenza che la guerra aveva comportato, assieme alla vittoria dello stato nazione e degli ideali di cameratismo che tanto operarono nel mondo dell&#8217;estrema destra e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi dilungo oltre, ecco il sunto:</p>
<p style="text-align: justify;">Fu la Grande Guerra, con le sue conseguenze che permise al razzismo di realizzarsi politicamente in Europa; se la teoria razzista era già ampiamente diffusa, le conseguenze belliche ne permisero la pratica: gli ebrei, la più importante minoranza vivente in Europa, avevano assunto il ruolo del nemico e con la guerra anche la visibilità e l&#8217;isolamento che permetteva una più semplice persecuzione, aiutata dalla consuetudine alla violenza che permase anche dopo la fine degli eventi bellici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un contributo venne anche dalle rivoluzioni degli anni 1918-20 ma fu la prima guerra mondiale coi suoi cascami di cameratismo, eroismo e attivismo, ben inquadrati nella cornice della mistica nazionale, a dare forza ad un nazionalismo che  poteva mirare, indifferentemente, alla liberazione nazionale o alla vittoria su un nemico, il tutto accompagnato anche dall&#8217;assuefazione alle uccisioni di massa che la guerra aveva comportato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze belliche non avevano connotazioni razziste, ad esempio il cameratismo, ma tutte si fecero infiltrare dall&#8217;ideologia razzista quando questa assunse forza sufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di questa storia sembra la Francia la culla del razzismo, ma che il baricentro stesse transitando verso la Germania lo si può cogliere da un&#8217;iniziativa che fu esclusivamente tedesca: le statistiche sulla partecipazione ebraica nelle forze armate compilate dal Comando supremo nell&#8217;ottobre del 1916.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei avevano visto nella guerra un&#8217;occasione per raggiungere la completa assimilazione ma non era questo il pensiero diffuso: la mancata diffusione della statistica, l&#8217;esercito sosteneva di aver ricevuto lamentele sul fatto che gli ebrei o erano stati esentati dal servizio militare o se ne erano sottratti trovando posti sicuri nelle retrovie, contribuì ulteriormente al clima di sospetto nonostante gli ebrei, al contrario, fossero favorevoli alla pubblicazione che avrebbe smentito le accuse nei loro riguardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di grande importanza si rivelò, comunque, quel mix di ideali sorti durante la guerra; in particolare la guerra di trincea, col suo coinvolgimento totale, aveva rinvigorito il senso di cameratismo, di appartenenza, ed aveva comportato anche l&#8217;esaltazione di quei corpi di soldati scelti che guidavano gli assalti contro il nemico, le &#8220;truppe d&#8217;assalto&#8221; che balzavano dalle trincee sotto il micidiale fuoco del nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cameratismo fu il cemento di una costante opposizione alla democrazia liberale, priva di ideali e soddisfatta di sè.</p>
<p style="text-align: justify;">AL cameratismo si aggiunse anche quello spirito che si diffondeva dal campo di battaglia, come ben descrisse, in Italia, Gabriele D&#8217;Annunzio che contrapponeva le truppe d&#8217;assalto (il cui simbolo era una fiamma nera), simbolo di rigenerazione personale e nazionale, alla degenerazione della modernità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le virtù di questi combattenti avevano, com&#8217;è intuibile, anche valenza esteriore: il loro aspetto fisico, secondo gli stilemi classici elaborati a partire dal secolo XVIII non poteva essere indifferente, la bellezza virile dei soldati prevedeva il loro essere biondi e avere forme classiche, come testimoniano le lettere dal fronte di Otto Braun &#8220;Dagli scritti postumi di un giovane prodigio&#8221; (&#8220;Aus Nachgelassen Schriften eines Frühvollendeten&#8221;, o la vita dell&#8217;inglese Rupert Brooke «il giovane Apollo dai capelli d&#8217;oro».</p>
<p style="text-align: justify;">Questa &#8220;comunità&#8221; non erano razziste, in origine, ma offrivano rifugio in un ideale di solidarietà maschile unita da bellezza e sacrificio, ideali diffusi in tutta Europa anche se con sottolineature diverse: in Francia non si parlava del colore dei capelli e in Italia si sottolineava lo spirito guerresco piuttosto che l&#8217;aspetto fisico ma lo spirito era il medesimo.</p>
<p><figure id="attachment_23469" aria-describedby="caption-attachment-23469" style="width: 340px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23469" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-340x512.jpg" alt="Ernst Jünger" width="340" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-340x512.jpg 340w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-199x300.jpg 199w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger.jpg 352w" sizes="auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px" /><figcaption id="caption-attachment-23469" class="wp-caption-text">Ernst Jünger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo ideale di uomo fece comunque presa in varie nazioni ed alimentò il razzismo ma fu la Germania che ebbe il più famoso esponente teorico, Ernst Jünger, un autore che esaltò il combattimento come la più intima esperienza dell&#8217;uomo, capace di generare una nuova razza di eroi: «&#8230; una razza completamente nuova, energia fatta persona e colma d'&#8221;élan&#8221;. Corpi agili, sottili e muscolosi, volti risplendenti con occhi che hanno visto migliaia di orrori. Questi sono gli uomini che vinsero, uomini d&#8217;acciaio&#8230;».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini descritti da Jünger rappresentavano la miglior volontà nazionale, i cui nemici non potevano che essere espressioni di razze inferiori, rivoluzionari, massoni e spessissimo, ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">La carneficina della Grande Guerra indusse ad una brutalizzazione delle coscienze che o si rassegnarono all&#8217;inevitabile o operarono l&#8217;esaltazione di quanto di tremendo accaduto: il cameratismo univa così chi aveva rifiutato la volgarità dell&#8217;esistenza quotidiana in vista del supremo sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte in guerra divenne addirittura una &#8220;imitatio Christi&#8221;, con relativa resurrezione; i tedeschi sconfitti arrivarono a sostenere che i soldati defunti in realtà non muoiono mai bensì continuano, risorti, a combattere non solo nel Valhalla, ma nel cuore di ogni patriota: la sconfitta non doveva, quindi, indurre la rassegnazione ma esortare alla lotta per la resurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Idee non diverse propagandò anche D&#8217;Annunzio in Italia: la resurrezione, in realtà un pallido surrogato, la si ottiene nel perpetuo scorrere delle nuove generazioni al servizio degli ideali nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tale destino di eternità era escluso, logicamente, il nemico che moriva di una morte diversa e definitiva, il che avrebbe avuto le sue conseguenze anche verso gli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornarono in vita anche i segni del dolore, corpi mutilati e cadaveri su campo di battaglia furono riprodotti dai libri illustrati, di moda all&#8217;epoca, e senza orrore, anzi essi costituirono motivo di rimpianto per i giovani che quell&#8217;occasione avevano mancato per motivi d&#8217;età, una sorta di sfida virile perduta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Germania, inoltre, subì un&#8217;occupazione negli anni 1919-20 ad opera della Francia che utilizzò delle truppe marocchine e senegalesi della sua armata del Reno; nel 1920, a fronte dell&#8217;occupazione di Francoforte sul Meno ci fu la reazione indignata, di massa ed organizzata dei tedeschi che lamentavano che «i negri senegalesi» stavano profanando l&#8217;università di Francoforte e la Casa di Goethe.</p>
<p><figure id="attachment_23470" aria-describedby="caption-attachment-23470" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23470" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter-.jpg" alt="Arthur Dinter" width="200" height="323" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter-.jpg 200w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter--186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption id="caption-attachment-23470" class="wp-caption-text">Arthur Dinter</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La stessa neonata repubblica tedesca sfruttò questa «violenza negra alla Germania» per avere simpatie anche dall&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Furono quindi i neri e non gli ebrei i primi destinatari dell&#8217;accusa di &#8220;Kulturschande&#8221; («violenza alla cultura»); questi furono oggetto di preoccupazioni razziste ma anche, quasi inevitabilmente, di preoccupazioni sessuali, considerando la fama sessuale dei neri, ritenuta superiore a quella dei bianchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Accuse sostenute da giornali e libri vari che non svanirono tanto velocemente, anzi; in questi timori comparivano comunque anche gli ebrei accusati di essere corresponsabili dell&#8217;occupazione e di combattere una «guerra negro-ebraica» contro i tedeschi; tale fu il turbamento provocato da questa occupazione (e la solidarietà da parte di paesi come gli USA) che nell&#8217;occupazione della Ruhr nel 1923-24 i francesi si guardarono bene dall&#8217;utilizzare nuovamente truppe di colore.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i neri furono la miccia, l&#8217;incendiò divampò con gli ebrei sui quali si trasferì velocemente l&#8217;attenzione razzista: nei &#8220;pamphlets&#8221; e nei romanzi sugli anni dell&#8217;occupazione erano i negri a violentare le donne tedesche ma già nel 1918 fu pubblicato un romanzo di Arthur Dinter &#8220;Il delitto contro il sangue&#8221; (&#8220;Die Sünde wider das Blut&#8221;) che proponeva una questione ben più subdola: un ricco ebreo sposa una donna tedesca; sebbene questa poi lo lasci per sposare un ariano, i loro figli mantengono i caratteri dello stereotipo ebraico. La questione, insomma, della purezza razziale, irrimediabilmente compromessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri motivi di inquietudine vennero da un episodio accaduto ad Amburgo nel 1919: la comunità ebraica dovette denunciare la polizia che aveva affisso manifesti di ricerca di un criminale descritto come «un grasso ebreo» dal «naso ebraico»; contemporaneamente  nella Baviera settentrionale la polizia sosteneva che l&#8217;antisemitismo, pur deplorato, era inevitabile perché «ha le sue radici nelle diversità di razza che separano la tribù israelitica dal nostro &#8220;Volk&#8221;».</p>
<p><figure id="attachment_23471" aria-describedby="caption-attachment-23471" style="width: 151px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23471" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Béla-Kun.jpg" alt="Béla Kun" width="151" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-23471" class="wp-caption-text">Béla Kun</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ebreo fungeva da capro espiatorio di un&#8217;instabilità angosciosa: tra il 1918 e il 1920 nei paesi ov&#8217;erano accadute o minacciate delle rivoluzioni vi fu un&#8217;impennata del razzismo; gli ebrei erano visti come leader (Béla Kun in Ungheria) rivoluzionari bolscevichi, il che era del tutto inesatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi fu chi partecipò attivamente alla vita politica (di sinistra) e alle rivoluzioni, questi lo fecero spesso perché si aspettavano poi vera eguaglianza e fine delle discriminazioni; partecipazione legittima e comprensibile, peraltro molto marginale quantitativamente, ma utile, ancora una volta, ad attizzare il fuoco dello stereotipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico il collegamento fu tra caduta del vecchio ordine e rivoluzione bolscevica: gli ebrei, in questo, erano «antinazionali» e quindi pericolosi nemici, specie per chi, in Germania, una neonata destra radicale, nata da sconfitta e umiliazioni, intendeva liberare la patria dai rossi e, appunto, dagli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu nell&#8217;Europa orientale, Germania ed Austria comprese, che attecchì questo pensiero, paesi in cui gli ebrei avevano acquistato una visibilità che sicuramente non avevano ottenuto in egual misura in Francia e in Inghilterra.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi paesi, alla consueta accusa di essere degli sfruttatori capitalisti, gli ebrei assommarono anche quella di rivoluzionari, divennero insomma dei rivoluzionari sfruttatori, che fu il passo utile per arrivare alla teoria della cospirazione ebraico-capitalista-bolscevica, punto di raccolta di tutti i nemici della liberazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa situazione comparvero i famosi e famigerati &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221;, che i reazionari Cento Neri, fuggendo dalla Russia, avevano portato con loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La Russia, in effetti, sembrava essere il fulcro della cospirazione ebraico-bolscevica che da lì avrebbe preso il potere in ogni nazione europea ma, se nella maggioranza di questi l&#8217;effetto razzista non fu particolarmente significativo, nella sconfitta e rivoluzionaria Germania si ebbero reazioni diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste ci fu l&#8217;opera di Fritz Halbach intitolata &#8220;Kamerad Levi&#8221; un romanzo che ipotizzava un&#8217;alleanza tra un ricco padre banchiere ed un figlio giovane agitatore comunista, entrambi interessati al dominio sul mondo, seppur su barricate diverse; inutile dire quale fosse la razza di appartenenza dei protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler diede tal credito alle teorie complottiste ebraico bolsceviche da ordinare, durante la campagna di Russia, l&#8217;immediata esecuzione di qualsiasi commissario politico bolscevico catturato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione focalizzata sugli ebrei non produsse &#8220;pogrom&#8221;, ma in tutta Europa varie organizzazioni sociali e culturali adottarono provvedimenti restrittivi nei loro riguardi: dal certificato di arianità delle confraternite studentesche tedesche, al numero chiuso delle organizzazioni studentesche nazionali di tutta l&#8217;Europa orientale; dalla politica antisemita delle destre (per fini elettoralistici), all&#8217;esclusione dalle associazioni dei reduci di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Germania e Austria non videro particolari disordini (ma con l&#8217;avvento del nazismo ovviamente le manifestazioni aumentarono, più o meno spontaneamente), l&#8217;Europa orientale vide, invece, un clima di violenza dovuto anche al fatto che spesso gli ebrei costituivano la classe media, quindi più esposta, ed erano stati pure rivoluzionari, in territori che, essendo vicini all&#8217;Unione Sovietica, suscitavano sicure preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli imperi dissolti di Russia ed Austria Ungheria avevano lasciato il problema di una sovrappopolazione rurale non accompagnata da uno sviluppo industriale sufficiente ad assorbirla; le soluzioni prospettate erano o una rivoluzione guidata dai sovietici o la perpetuazione a loro favore della situazione di miseria esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta l&#8217;idea di capitalista sfruttatore e rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa scomoda posizione, gli ebrei dell&#8217;Europa centrale dovettero aggiungere la progressiva perdita di potere cui stavano andando incontro: se un tempo la loro funzione sociale era imprescindibile (sostegno economico ai grandi proprietari terrieri, detentori del potere politico), le condizioni postbelliche, invece li resero superflui e oggetto dell&#8217;odio come rivoluzionari, come oppressori capitalisti e come rivali della classe media</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Europa centrale ed occidentale, al contrario, non aveva mai visto gli ebrei in una situazione così indispensabile, oltre al fatto che la classe media era di ispirazione liberale ma questo, se impedì persecuzioni e massacri, non fu comunque un valido argine all&#8217;avvento del razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;Europa orientale, dove questi baluardi non esistevano, i &#8220;pogrom&#8221; non tardarono a scatenarsi contro gli ormai inutili ebrei: quelli del 1918 furono tra i più spietati mai avvenuti a memoria d&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Polonia, in particolare vide con particolare sfavore i tre milioni di ebrei che vivevano nel paese; l&#8217;idea della cospirazione ebraico-bolscevica prese piede durante la guerra contro l&#8217;Unione Sovietica del 1920, quando ufficiali e truppe ebree polacche vennero escluse dai combattimenti quando non addirittura internate.</p>
<p><figure id="attachment_23467" aria-describedby="caption-attachment-23467" style="width: 458px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23467" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-458x512.jpg" alt="Józef Piłsudski" width="458" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-458x512.jpg 458w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-268x300.jpg 268w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-768x859.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-945x1057.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-600x671.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski.jpg 1463w" sizes="auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px" /><figcaption id="caption-attachment-23467" class="wp-caption-text">Józef Piłsudski</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un antisemitismo molto diffuso in esercito e chiesa, in uno stato risorto come polacco e cattolico, che divampò tra le due guerre nonostante la benevolenza e persino l&#8217;amicizia dimostrata dalla dittatura del maresciallo Józef Piłsudski, andata al potere nel 1926; tuttavia nel 1935, alla morte di Piłsudski la situazione peggiorò in conseguenza dell&#8217;alleanza del partito conservatore e dei democratici nazionali con i militari, veri detentori del potere; vennero adottati provvedimenti antisemiti che spaziavano dai banchi speciali nelle università al boicottaggio economico favorito da chiesa e stato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo capitolo si ebbe nel 1938 quando i nazisti espulsero dal Reich 15000 ebrei polacchi che la Polonia rifiutò di accogliere nonostante fossero suoi cittadini, non certo un buon segnale per il futuro incombente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo che succedette a Piłsudski sosteneva che gli ebrei fossero di nazionalità diversa e quindi non assimilabili; pur dichiarando di rifiutare il razzismo il governo obbligò gli ebrei ad emigrare e li dipinse (al pari della chiesa cattolica) come sporchi e trasandati, usurai e persino come praticanti lo schiavismo bianco.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica si manteneva ambigua perché utilizzava comunque l&#8217;antisemitismo in chiave di unità nazionale anche se invitava alla moderazione gli antisemiti della destra più estrema; pochi furono, nel dopoguerra, gli atti di violenza ed anche il razzismo manteneva ancora caratteristiche di ambiguità perché ancor troppo miscelato al consueto antisemitismo cattolico tradizionale.</p>
<p><figure id="attachment_23472" aria-describedby="caption-attachment-23472" style="width: 374px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23472" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--374x512.jpg" alt="Nicolas Horthy" width="374" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--374x512.jpg 374w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--219x300.jpg 219w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--600x821.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy-.jpg 748w" sizes="auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px" /><figcaption id="caption-attachment-23472" class="wp-caption-text">Nicolas Horthy</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Europa i partiti di destra radicale erano nati sulla scia della rivoluzione e della controrivoluzione, ma le forze al potere più che loro espressione erano reazionarie, tuttavia anche da parte di queste vi fu, in alcuni casi, l&#8217;utilizzo dell&#8217;antisemitismo per fini politici, come nei casi di Nicolas Horthy in Ungheria e la dittatura militare in Polonia dopo il 1935 (con anche la Romania in una situazione irrisolta).</p>
<p style="text-align: justify;">I reazionari al governo in questi paesi riuscirono, fino agli anni &#8217;30, a tenere a freno  le violenze antisemite delle destre radicali, cosa che non riuscì, invece, alle deboli democrazie parlamentari; la loro politica non mirava certamente alla tutela ebraica ma alla conservazione di legge e ordine che temevano potessero crollare sotto le spinte della destra: né Horthy in Ungheria, né il re in Romania, né Ignaz Seipel in Austria e nemmeno Piłsudski in Polonia erano razzisti; il loro fu sempre un antisemitismo cristiano e tradizionale: gli ebrei dovevano essere tenuti fuori del governo e a distanza, ma lasciati in pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa moderazione trovò, però, in seguito la contestazione delle Croci frecciate in Ungheria, della Guardia di ferro in Romania, dei nazisti in Austria e di altri movimenti similari.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23488 alignright" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ignaz-Seipel-.jpg" alt="Ignaz Seipel" width="200" height="228" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso fenomeno avvenne nell&#8217;Europa occidentale, anche qui il tradizionale nazionalismo conservatore mantenne maggior importanza della destra radicale, anche grazie al fatto che non erano paesi sconfitti, con contrasti tra nazionalità o vittime di rivoluzioni: se la Francia ebbe l&#8217;Action française e altri gruppuscoli insignificanti, l&#8217;Inghilterra non ebbe nulla di rilevante fino al 1932, quando Sir Oswald Mosley fondò l&#8217;Unione britannica dei fascisti.</p>
<p><figure id="attachment_23473" aria-describedby="caption-attachment-23473" style="width: 376px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23473" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-376x512.jpg" alt="Oswald Mosley" width="376" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley.jpg 587w" sizes="auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px" /><figcaption id="caption-attachment-23473" class="wp-caption-text">Oswald Mosley</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La stessa Germania vide una destra radicale insignificante durante gli anni &#8217;20, in paragone alle altre forze politiche presenti: Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa (&#8220;Deutschvölkische Schultz- und Trutzbund&#8221;)  o partito dei lavoratori tedeschi poi trasformatosi in partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (nato da un&#8217;associazione di destra &#8211; la Thule Bund -, costituitasi durante la rivoluzione bavarese del 1918) erano realtà insignificanti, nate in reazione alla rivoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La «Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa», nata nel 1919, fu quella che ebbe qualche rilievo durante la repubblica di Weimar; raggiunse un consistente numero di iscritti, riesumò le accuse di omicidio rituale, ristampò il &#8220;Talmud-Jude&#8221; di Rohling e curò la distribuzione dei &#8220;Protocolli&#8221; tradotti in tedesco dalla «Società contro l&#8217;arroganza ebraica»; ebbene essa per prima coniugò teoria e prassi, iniziando ad usare in maniera estesa la violenza, assieme ad altri gruppi di estrema destra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi ultimi, spesso guidati dai cosiddetti Corpi liberi, Freikorps, militari che avevano rifiutato la smobilitazione ed avevano deciso di applicare la legge in modo autonomo, eliminando i rivali politici e ricevendo in cambio condanne blande e poco rilevanti, avendo il sostegno deciso della magistratura della nuova repubblica, che, però, pur di destra, protesse comunque gli ebrei dalle accuse loro rivolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli omicidi politici, cosiddetti assassinii della «Fehme» (ordinati da tribunali segreti autonominatisi), venivano commessi da studenti delle scuole superiori, molti poco più che diciassettenni, un bacino d&#8217;utenza giovane, a differenza degli altri partiti che avevano sostenitori più anziani.</p>
<p><figure id="attachment_23474" aria-describedby="caption-attachment-23474" style="width: 241px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23474" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann.jpg" alt="Philip Scheidemann" width="241" height="348" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann.jpg 332w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann-208x300.jpg 208w" sizes="auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px" /><figcaption id="caption-attachment-23474" class="wp-caption-text">Philip Scheidemann</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questa organizzazione, la Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa, sostenne, ammantandole col velo della giustizia, queste esecuzioni sommarie: dai tentati assassinii di Philip Scheidemann, il socialdemocratico che aveva firmato il trattato di Versailles, e del pubblicista ebreo Maximilian Harden, agli omicidi del leader del partito del centro Matthias Erzberger, da essa ritenuto responsabile della capitolazione tedesca e di quello del ministro degli Esteri ebreo Walter Rathenau, dapprima istigato e poi realizzato nel 1922, evento che indusse la repubblica a dichiarare la Lega fuori legge (ma ne divenne erede e successore il partito nazionalsocialista dei lavoratori di Monaco).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa violenza fu un&#8217;ottima palestra per chi, successivamente, sarebbe stato protagonista dello sterminio degli ebrei; tra questi si distinsero Martin Bormann e Rudolf Höss entrambi assassini della «Fehme».</p>
<p style="text-align: justify;">Il clima di violenza permase anche oltre la fine della guerra ma fu solo in Germania che questo occasionò l&#8217;ascesa della destra estrema: Lega agraria (&#8220;Bund der Landwirte&#8221;) e il sindacato degli impiegati del commercio si misero al servizio della Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa ed il putsch di Kapp del marzo 1920, seppur fallito, mise in luce proprio l&#8217;alleanza tra i conservatori, i Corpi liberi e il razzismo &#8220;volkisch&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_23475" aria-describedby="caption-attachment-23475" style="width: 170px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23475" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maximilian_Harden_1914.jpg" alt="Maximilian Harden" width="170" height="233" /><figcaption id="caption-attachment-23475" class="wp-caption-text">Maximilian Harden</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il promotore del putsch, Wolfgang Kapp era un pan-germanista membro dell&#8217;aristocrazia prussiana, fautore di un colpo di stato improntato al conservatorismo tradizionale, tanto da impedire un &#8220;pogrom&#8221; contro gli ebrei di cui erano fautori alcuni appartenenti al Corpo libero di Ehrhardt.</p>
<p><figure id="attachment_23468" aria-describedby="caption-attachment-23468" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23468" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Matthias-Erzberger.jpg" alt="Matthias Erzberger" width="204" height="250" /><figcaption id="caption-attachment-23468" class="wp-caption-text">Matthias Erzberger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La fedeltà dell&#8217;esercito alla Repubblica fece fallire il putsch, ma nell&#8217;esercito era entrato l&#8217;antisemitismo (ad esempio: nel 1920, un promemoria presentato da un reggimento al ministro-presidente bavarese chiedeva il massacro degli ebrei nel caso in cui gli alleati avessero di nuovo imposto il blocco alla Germania) e successivamente anche la delusione verso la repubblica, il che significò apertura alle idee della Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa: il razzismo, già penetrato tra i grossi proprietari terrieri e i conservatori, adesso sfondava anche nell&#8217;esercito e nella marina.</p>
<p style="text-align: justify;">La fine della guerra aveva visto l&#8217;apoteosi dello stato-nazione; non solo la destra, ma anche la sinistra esibiva uno spirito nazionalista e patriottico; al contrario gli ebrei si trovarono a essere considerati un popolo straniero se non addirittura una nazione straniera col doppio conseguente pericolo di trovarsi come un popolo senza nazione e come un gruppo separato nella nazione e senza una propria base di potere.</p>
<p><figure id="attachment_23476" aria-describedby="caption-attachment-23476" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23476" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Walter-Rathenau.jpg" alt="Walter Rathenau" width="220" height="244" /><figcaption id="caption-attachment-23476" class="wp-caption-text">Walter Rathenau</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questa pericolosa posizione, però, non era percepita dagli ebrei dell&#8217;epoca perché ancora reggeva la vecchia tradizione liberale di tolleranza: in Europa occidentale e centrale i governi erano tolleranti e ostili alle discriminazioni ed anche i partiti della sinistra e del centro erano favorevoli all&#8217;assimilazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiti di questo tipo erano forti in Inghilterra e Francia (nei partiti inglesi come nei socialisti e radicali-socialisti francesi), ma anche nei liberali romeni e pure in Germania dove i socialdemocratici e i partiti del centro non erano ostili agli ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_23477" aria-describedby="caption-attachment-23477" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23477" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp.jpg" alt="Wolfgang Kapp" width="235" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp.jpg 235w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp-220x300.jpg 220w" sizes="auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px" /><figcaption id="caption-attachment-23477" class="wp-caption-text">Wolfgang Kapp</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra radicale, i comunisti e gli scissionisti, che avevano avuto come sostenitori degli ebrei, nei tentativi di rivolta del dopoguerra, propugnavano la totale assimilazione ebraica ma con spirito ben diverso da quello liberale.</p>
<p style="text-align: justify;">Karl Kautsky, esponente di spicco del socialismo prebellico, dopo la guerra fissò i termini della questione ebraica, riprendendo le opinioni, negative, di Marx, senza di fatto alcuna modifica; nella sua opera del 1914 &#8220;Razza e giudaismo&#8221; (&#8220;Rasse und Judentum&#8221;) riproduceva lo stereotipo ebraico, ovviamente negativo, ritenendo gli ebrei vittime di un attaccamento feticistico ai beni materiali, amore per il denaro e dedizione al commercio, insomma nulla di nuovo, ma propugnava anche la loro scomparsa che sarebbe avvenuta se essi avessero abbandonato la loro religione per aderire alla lotta proletaria per la liberazione dell&#8217;umanità: evidentemente pace e fratellanza universali ne sarebbero conseguite, senza più distinzioni di razza.</p>
<p><figure id="attachment_23478" aria-describedby="caption-attachment-23478" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23478" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-342x512.jpg" alt="Martin Bormann" width="235" height="352" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-342x512.jpg 342w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-201x300.jpg 201w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann.jpg 535w" sizes="auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px" /><figcaption id="caption-attachment-23478" class="wp-caption-text">Martin Bormann</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23479" aria-describedby="caption-attachment-23479" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23479" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss.jpg" alt="Rudolf Höss" width="260" height="421" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss.jpg 260w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-185x300.jpg 185w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /><figcaption id="caption-attachment-23479" class="wp-caption-text">Rudolf Höss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Una posizione rigettata dai socialdemocratici tedeschi, di origini liberali ma fatta propria dai partiti comunisti  sia in Europa che in Unione Sovietica: gli ebrei non costituivano una nazionalità separata, ma un popolo ingannato dal suo stesso ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i comunisti da condannare era il capitale, a prescindere che fosse ariano od ebreo, tuttavia lo stereotipo antiebraico di Marx e di Kautsky attecchì in Germania dove la sinistra doveva competere con la destra radicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne fu esempio Karl Radek, inviato del Comintern in Germania: nel 1923 egli lodò il martire nazista Albert Leo Schlageter per l&#8217;opposizione all&#8217;occupazione francese della Ruhr e, contemporaneamente, auspicò la fine del «capitale circonciso e non circonciso»; messaggio identico venne ripreso nel 1930 da Heinz Neumann quando invitava nazisti e comunisti  ad unirsi in lotta comune.</p>
<p><figure id="attachment_23480" aria-describedby="caption-attachment-23480" style="width: 226px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23480" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky-.jpg" alt="Karl Kautsky" width="226" height="364" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky-.jpg 226w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky--186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px" /><figcaption id="caption-attachment-23480" class="wp-caption-text">Karl Kautsky</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23481" aria-describedby="caption-attachment-23481" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23481" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek.jpg" alt="Karl Radek" width="231" height="308" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek.jpg 360w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" /><figcaption id="caption-attachment-23481" class="wp-caption-text">Karl Radek</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nel contempo comitato centrale del partito comunista e stampa di sinistra eliminarono quasi tutte le presenze ebree al loro interno, secondo i dettami di Mosca dove Stalin stava trionfando su Trotski e dove l&#8217;antisemitismo stava riprendendo piede, anche se non connotato tanto di razzismo quanto mirato alla scomparsa dell&#8217;ebreo secondo le teorie marxiste, assorbito nel proletariato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ironia, tragica, della sorte, al rifiuto del razzismo si accompagnò, però, l&#8217;accusa di razzismo rivolta agli stessi ebrei che sia in Russia che in Germania rioccuparono il posto dei cospiratori: da cospirazione ebraico-bolscevica, si passò a «ebraicosionista» o «ebraico-cosmopolita», quindi contro gli ideali egualitari dei comunisti e contro le nazioni tedesca e russa.</p>
<p><figure id="attachment_23482" aria-describedby="caption-attachment-23482" style="width: 168px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23482" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Heinz-Neumann.jpg" alt="Heinz Neumann" width="168" height="209" /><figcaption id="caption-attachment-23482" class="wp-caption-text">Heinz Neumann</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere l&#8217;atteggiamento sovietico non era differente da quello ottocentesco: tutti i diritti al singolo ebreo, nessuno a loro in quanto razza o comunque gruppo, purtroppo il singolo ebreo era visto dal partito come un possibile infiltrato e quindi guardato con sospetto.</p>
<p><figure id="attachment_23483" aria-describedby="caption-attachment-23483" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23483" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Albert-Leo-Schlageter.jpg" alt="Albert Leo Schlageter" width="170" height="170" /><figcaption id="caption-attachment-23483" class="wp-caption-text">Albert Leo Schlageter</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1918 in avanti, in definitiva, anche i più decisi oppositori del razzismo potevano comunque far proprio lo stereotipo ebraico ed il relativo mito della cospirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo più o meno lentamente si era intanto diffuso in tutta Europa, mettendo in difficoltà anche i socialdemocratici tedeschi ma questo era dovuto alla preponderanza dei temi politici imposti dalla destra cui centro e sinistra dovevano controbattere chiusi all&#8217;angolo da chi dominava la scena, cioè la destra razzista.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu la Germania che registrò questa vittoria anticipata delle destre: né Austria né Ungheria, seppur sconfitte, avevano vissuto le turbolenze tedesche, grazie a regimi conservatori che garantirono, almeno temporaneamente, stabilità, quella invece negata alla repubblica di Weimar che oltre alle turbolenze politiche vide anche la peggiore inflazione mai conosciuta da qualsiasi altra nazione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel 1930 persino alcuni socialdemocratici tedeschi sottolinearono l&#8217;importanza dell&#8217;«ariano Engels» rispetto all&#8217;«ebreo Marx», questa situazione della sinistra non fu tipica della sola Germania, anche se qui essa ebbe le sue conseguenze più funeste; anche l&#8217;Europa centro-orientale vide una sinistra mai del tutto favorevole agli ebrei, nonostante fosse accusata di essere «ebraica» dalla destra</p>
<p style="text-align: justify;">Esempi: durante la rivoluzione ungherese del 1919, guidata dagli ebrei, furono istigati da settori della classe lavoratrice dei tumulti antiebraici e dei &#8220;pogrom&#8221;; non diversamente in Romania, dove i leader socialisti a volte fecero causa comune con gli antisemiti, non da meno la Polonia dove i buoni rapporti con gli ebrei vennero vanificati dall&#8217;isolamento in cui venne a trovarsi la Lega socialista ebraica a seguito della dittatura di Piłsudski.</p>
<p style="text-align: justify;">La penetrazione a sinistra del razzismo non ebbe un notevole rilievo ma costituì comunque un ulteriore indebolimento della posizione ebraica in Europa, di cui gli stessi ebrei non seppero accorgersi.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione degli assimilati ebrei dell&#8217;Europa centrale era, malgrado la loro relativa prosperità e sicurezza, non dissimile da quella dei loro spesso disprezzati confratelli dell&#8217;Europa orientale, così descritta sin dal 1882 da Leo Pisker: «per chi è vivo l&#8217;ebreo è un uomo morto; per gli indigeni è uno straniero e un vagabondo; per i possidenti un mendicante; per il povero e lo sfruttato un milionario; per i patrioti un uomo senza paese; per tutte le classi un rivale odiato».</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo approfittò di ogni occasione per infiltrarsi ed irrobustirsi: guerra e rivoluzione diedero aiuto a rendere pratico un pensiero teorico già elaborato ben prima; il «mistero» della razza dominò le coscienze, soprattutto in Austria e Germania, che pagarono i conti più salati della guerra.</p>
<p><figure id="attachment_23484" aria-describedby="caption-attachment-23484" style="width: 277px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23484" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart.jpg" alt="Dietrich Eckart" width="277" height="297" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart.jpg 408w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart-279x300.jpg 279w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /><figcaption id="caption-attachment-23484" class="wp-caption-text">Dietrich Eckart</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Germania, a Monaco, era nato durante la rivoluzione il partito dei lavoratori tedeschi come parte della Thule Bund, il cui nome già richiama un nord ariano; a Monaco Dietrich Eckart della Thule Bund, consigliere politico di Adolf Hitler, espose il suo antisemitismo razzista che addossava ogni male agli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre Monaco vide Alfred Rosenberg che, in stretto contatto con i Cento Neri esuli dalla Russia, cominciò a scrivere il suo &#8220;Mito del ventesimo secolo&#8221; (&#8220;Der Mythus des 20. Jahrhunderts&#8221;) sulla guerra mondiale come inizio di una rivoluzione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che l&#8217;anima razziale stava risorgendo dal sangue dei martiri della guerra per unificare la razza: il razzismo avrebbe scalzato il cristianesimo divenendo l&#8217;unica «chiesa del popolo».</p>
<p style="text-align: justify;">Qui in Germania si produssero, con successo editoriale, manuali popolari sul razzismo e si discusse delle caratteristiche dell&#8217;ariano e dell&#8217;ebreo: ad esempio nel 1930 L. Clauss in &#8220;L&#8217;anima nordica&#8221; (&#8220;Die</p>
<p><figure id="attachment_23486" aria-describedby="caption-attachment-23486" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23486" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss.jpg" alt="L. Clauss" width="228" height="304" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px" /><figcaption id="caption-attachment-23486" class="wp-caption-text">L. Clauss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">nordische Seele&#8221;) sosteneva che l&#8217;anima razziale prescindesse dall&#8217;aspetto esteriore ma che fosse la fonte di ogni creatività, al contrario Hans F. K. Günther, che nella &#8220;Dottrina razziale del popolo tedesco&#8221; (&#8220;Rassenkunde des deutschen Volks&#8221;), nel 1922 sosteneva gli stereotipi razziali del bell&#8217;ariano e del brutto ebreo.</p>
<p><figure id="attachment_23487" aria-describedby="caption-attachment-23487" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Hans-Friedrich-Karl-Günther.bmp"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23487" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Hans-Friedrich-Karl-Günther.bmp" alt="Hans Friedrich Karl Günther" width="200" height="273" /></a><figcaption id="caption-attachment-23487" class="wp-caption-text">Hans Friedrich Karl Günther</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Dibattito non nuovo, il razzismo aveva già tutto elaborato, ma significativo che volumi popolari come questi uscissero in Germani e non altrove; questa nazione stava sopravanzando ogni altra nella ormai prossima «guerra contro gli ebrei».</p>
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		<title>gli ebrei protagonisti di mito e contro mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 20:46:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ed ora il capitolo VIII del libro di&#160;George L. Mosse sul razzismo; di grande attualità. Il mistero della razza aveva&#160; individuato negli ebrei il principio del male e per dimostrarlo si era messo a recuperare le leggende nere che dal medioevo accompagnavano&#160; quel popolo e che nemmeno con l&#8217;illuminismo erano venute meno. Nuova linfa, quindi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ed ora il capitolo VIII del libro di&nbsp;George L. Mosse sul razzismo; di grande attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mistero della razza aveva&nbsp; individuato negli ebrei il principio del male e per dimostrarlo si era messo a recuperare le leggende nere che dal medioevo accompagnavano&nbsp; quel popolo e che nemmeno con l&#8217;illuminismo erano venute meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuova linfa, quindi, scorre nelle accuse di omicidio rituale, nell&#8217;idea di cospirazione universale o nella maledizione scagliata contro l&#8217;ebreo errante Aasvero.</p>
<p><figure id="attachment_23120" aria-describedby="caption-attachment-23120" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23120" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/SUE-Eugène.jpg" alt="Eugène SUE " width="250" height="334" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/SUE-Eugène.jpg 250w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/SUE-Eugène-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption id="caption-attachment-23120" class="wp-caption-text">Eugène SUE</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accusa di omicidio rituale, conosciuta come &#8220;calunnia del sangue&#8221;, aveva origini medioevali, nella leggendo secondo cui gli ebrei&nbsp; uccidevano bambini cristiani per berne il sangue durante la Pasqua ebraica: omicidio rituale, segno della loro perversa religione e, nel contempo, bestemmia perché deturpava lo stesso sacrificio pasquale di Cristo sulla croce; una tale accusa rivolta in tempi moderni era funzionale ad una seconda accusa, quella di atavismo: gli ebrei compirebbero ancora sacrifici umani, a differenza di tutte le altre più evolute civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo mito fu aggiunta, già in tempi antichi, anche la cospirazione ebraica per cui si credeva che mai un giudeo avrebbe testimoniato contro un correligionario e che il segreto dei sacrifici rituali fosse stato comprato con l&#8217;oro.</p>
<p style="text-align: justify;">La calunnia del sangue si mantenne in vita fino a XIX secolo avanzato, anzi nell&#8217;Europa orientale si ebbe ancora un processo per omicidio rituale, nelle montagne ruteno carpatiche cecoslovacche nel 1930; sicuramente l&#8217;impero russo utilizzava una simile accusa per provocare, secondo necessità pogrom contro gli ebrei locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;Europa occidentale, e specie nelle città, invece, questa accusa andò via via scemando anche grazie al prevalere del laicismo, diffuso nelle aree urbane, mentre nelle campagne rimase vivo grazie alla predicazione di preti cattolici che ancora nel XX secolo predicavano la verità di simili omicidi.</p>
<p style="text-align: justify;">La leggenda della maledizione dell&#8217;ebreo errante, invece, certificava l&#8217;esistenza di una maledizione agli ebrei proveniente niente di meno che da Cristo in persona.</p>
<p><figure id="attachment_23121" aria-describedby="caption-attachment-23121" style="width: 388px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23121" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Adolf-Wahrmund-388x512.jpg" alt="Adolf Wahrmund" width="388" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Adolf-Wahrmund-388x512.jpg 388w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Adolf-Wahrmund-227x300.jpg 227w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Adolf-Wahrmund.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 388px) 100vw, 388px" /><figcaption id="caption-attachment-23121" class="wp-caption-text">Adolf Wahrmund</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Aasvero avrebbe spinto cristo ad affrettarsi al Golgota e gli avrebbe negato conforto e aiuto e per questo sarebbe stato condannato a vivere errabondo e senza dimora, disprezzato perché senza radici&nbsp; e diseredato: non vita e non morte accompagnata da desolazione e terrore per i vivi che lo avessero incontrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel XIX secolo questa leggenda serviva&nbsp; per mostrare emblematicamente la mala sorte del popolo ebreo: l&#8217;inquieto ebreo errante divenne il simbolo della modernità desolata e priva di radici.</p>
<p style="text-align: justify;">Aasvero fu utilizzato in vari modi: in Francia lo si ritenne alleato alla massoneria contro la nazione; nel romanzo <em>Juif errant</em> di Eugene Sue, il più famoso romanzo ottocentesco dedicato al tema, è un eroe che aiuta a scoprire una cospirazione gesuitica, tuttavia nella maggior parte dei casi la sua leggenda rimase inalterata a rappresentare la maledizione che era connaturata al popolo ebraico e a tutto ciò che con quello fosse entrato in contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Calunnia del sangue ed ebreo errante erano leggende utili a spiegare l&#8217;instabilità e i repentini e angoscianti mutamenti sociali del periodo dell&#8217;industrializzazione, come in passato avevano spiegato cataclismi e pestilenze.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ebreo errante, peraltro, rappresentava l&#8217;ebreo come eterno straniero, impossibilitato ad imparare la lingua nazionale e a stabilire radici nel territorio questo si collegava all&#8217;idea dell&#8217;origine orientale del popolo giudeo per cui ne nacque un popolo condannato a vagare nella zona del Sinai senza poter trovare stabilità e pace.</p>
<p><figure id="attachment_23122" aria-describedby="caption-attachment-23122" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23122" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Hermann-Goedsche.jpg" alt="Hermann Goedsche" width="200" height="257"/><figcaption id="caption-attachment-23122" class="wp-caption-text">Hermann Goedsche</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Fu l&#8217;autore austriaco Adolf Wahrmund nel suo “<em>La legge dei nomadi e il dominio ebraico contemporaneo”&nbsp;</em>a rendere popolare l&#8217;idea di un popolo nomade, inetto nel commercio, senza radici e cosmopolita, in chiaro contrasto con la &#8220;stabilitas&#8221; dei contadini ariani.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo autore il problema non veniva dalla maledizione di Cristo ma dall&#8217;essere ancora un popolo del deserto ovvero trasformava i pregiudizi nati su base religiosa in una teoria laica e apparentemente fondata scientificamente su ricerche di linguistico e ambientalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggende come quelle relative al popolo ebraico soddisfacevano la curiosità per l&#8217;insolito e il romantico tipici del XIX secolo che già aveva visto il successo di Frankenstein e dei vampiri, racconti dell&#8217;orrore in cui il contraltare dei mostri era dato da persone in carne ed ossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fu il periodo in cui ebbe successo il romando &#8220;Biarritz&#8221; scritto nel 1868 da Hermann Goedsche (con lo pseudonimo di Sir John Redcliffe) che fu anche una delle fonti dei famigerati falsi “<em>Protocolli dei saggi anziani di Sion”.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera era ambientata nel cimitero ebraico di Praga, scelta particolarmente &#8220;azzeccata&#8221; e copiata da altri autori di analoghe storie perché nel contempo luogo misterioso e caratteristico ma a portata di mano del turista tedesco ed austriaco (visto che Praga era considerata città tedesca) che vi si poteva recare agevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Goedsche fissò la scena di una riunione nel cimitero di tredici anziani ebrei, tra i quali l&#8217;errante Aasvero, che chiamò i &lt;&lt;sahedrin cabalistici&gt;&gt;, con riferimento alle tante leggende che ruotavano intorno alla Cabala ebraica (da lui connessa alla &lt;&lt;potenza dell’oro&gt;&gt;) e dando in tal modo una più ampia dimensione storica al raduno nel cimitero.</p>
<p><figure id="attachment_23123" aria-describedby="caption-attachment-23123" style="width: 304px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23123" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Herzl.jpg" alt="Theodor Herzl" width="304" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Herzl.jpg 304w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Herzl-285x300.jpg 285w" sizes="auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px" /><figcaption id="caption-attachment-23123" class="wp-caption-text">Theodor Herzl</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta tramite la cabala e l&#8217;oro si stabiliva un legame tra gli ebrei e il materialismo di più bassa specie, ma non solo: i tredici savi venivano rappresentati con caratteristiche tipiche degli animali, &lt;&lt;la tenacia del serpente, l’astuzia della volpe, la vista del falco, la memoria del cane, la solerzia della formica, la socievolezza del castoro&gt;&gt;, certo non una novità (già vista, infatti, nella nascita degli stereotipi nel XVIII secolo ed utilizzata per paragonare i neri alle scimmie) ma un modo per collocare gli ebrei al gradino più basso della catena dell’esistenza e privarli così della loro umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo degli anziani riuniti nel cimitero era nientemeno che impossessarsi del mondo e riunire tutta la ricchezza nelle loro mani: possesso completo della terra, delle ferrovie, delle miniere, delle case; occupazione dei posti di governo; presa di possesso della stampa e guida di tutta l’opinione pubblica; questo progetto, estrapolato da Biarritz e noto come &lt;&lt;discorso del rabbino&gt;&gt;, avrebbe circolato in tutto l’impero russo e in quello austriaco.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea della cospirazione ebraica si allargò dall&#8217;Europa orientale ed infatti, poco dopo la pubblicazione di <em>Biarritz</em>, in Francia Gougenot de Mousseaux polemizzava con gli ebrei francesi dipinti come devoti di una segreta religione misterica presieduta dal diavolo in persona</p>
<p><figure id="attachment_23124" aria-describedby="caption-attachment-23124" style="width: 385px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23124" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Leone-XIII-385x512.jpg" alt="Leone XIII" width="385" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Leone-XIII-385x512.jpg 385w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Leone-XIII-225x300.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Leone-XIII-600x798.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Leone-XIII.jpg 641w" sizes="auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px" /><figcaption id="caption-attachment-23124" class="wp-caption-text">Leone XIII</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A fine Ottocento, insomma, la diffusione di credenze, in forze occulte si associò a una rinverdita demonologia medievale.</p>
<p style="text-align: justify;">I “<em>Protocolli dei saggi anziani di Sion</em>” furono così alimentati oltre che da Biarritz anche dall&#8217;opera di Mousseaux che vedeva nel diavolo il re degli ebrei: la loro nascita avvenne in Francia grazie alla collaborazione della polizia segreta russa, probabilmente tra il 1894 e il 1899, durante l&#8217;affaire Dreyfus.</p>
<p style="text-align: justify;">La destra francese cercava un documento che collegasse Dreyfus alla supposta cospirazione ebraica e la polizia segreta russa aveva bisogno di giustificare la politica antiebraica zarista.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti utilizzati dai savi erano i più disparati: dall&#8217;uso del motto della rivoluzione francese &lt;&lt;libertà, eguaglianza, fraternità&gt;&gt;, alla diffusione delle dottrine liberali e socialiste, dalla privazione di ogni fede in Dio all&#8217;indebolimento dei popoli incoraggiando la pubblica critica nei riguardi dell’autorità.</p>
<p><figure id="attachment_23125" aria-describedby="caption-attachment-23125" style="width: 405px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23125" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Wilhelm-Marr.jpg" alt="Wilhelm Marr" width="405" height="480" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Wilhelm-Marr.jpg 405w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Wilhelm-Marr-253x300.jpg 253w" sizes="auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px" /><figcaption id="caption-attachment-23125" class="wp-caption-text">Wilhelm Marr</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Crisi economica creata ad arte e aumento dei prezzi grazie all&#8217;oro posseduto dagli ebrei avrebbe portato a questa situazione: &lt;&lt;in tutti gli stati del mondo vi dovranno essere, oltre a noi, solo masse di proletariato, pochi milionari fedeli ai nostri interessi, una polizia e dei soldati alle nostre complete dipendenze&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il passo ulteriore sarebbe stato, com&#8217;è logico attendersi, l&#8217;obbedienza cieca al re degli ebrei, reggitore dell’universo, ma se i gentili avessero scoperto il complotto e avessero cominciato ad attaccare gli ebrei?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso si sarebbero fatte saltare in aria le gallerie di una rete di ferrovie sotterranee di cui dotare le capitali di tutte le nazioni del mondo per far saltare in aria le città e sterminarne i cittadini, con chiaro riferimento alle paure assai diffuse di fronte alle nuove tecnologie emergenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra arma a disposizione dei sette savi era l&#8217;inoculazione di malattie tanto che l’avversione per l’inoculazione sarebbe entrata a far parte del pensiero razzista e nel 1935 il &lt;&lt;<em>Weltkampf</em>&gt;&gt;, un giornale nazista antiebraico, dichiarava che l’inoculazione era stata inventata dagli ebrei per pervertire il sangue ariano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie cospiratorie si nutrirono dell&#8217;esistenza di organizzazioni ebraiche effettivamente esistenti o esistite; così in Russia si pensava che le organizzazioni comunitarie ebraiche, sciolte dallo zar Nicola I nel 1844, fossero ancora vive e attive sotto forma di un governo ebraico segreto, legate all&#8217;estero, oppure la nascita, in Francia, dell’<em>Alliance israélite universelle</em>, considerata un&#8217;organizzazione clandestina nonostante i suoi scopi fossero di aiutare gli ebrei nelle nazioni dove essi erano stati privati dei diritti civili e di provvedere al funzionamento di scuole per gli ebrei dell’Africa settentrionale.</p>
<p><figure id="attachment_23126" aria-describedby="caption-attachment-23126" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23126" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Hermann-Ahlwardt.jpg" alt="Hermann Ahlwardt" width="200" height="259"/><figcaption id="caption-attachment-23126" class="wp-caption-text">Hermann Ahlwardt</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Uniti agli ebrei, nelle cospirazioni, erano spesso anche i&nbsp; massoni (come già sostenevano i “<em>Protocolli</em>”) contro i quali si dava da fare anche la chiesa cattolica: papa Leone XIII appoggiò il congresso mondiale antimassonico del 1897 e&nbsp; lo pose sotto la protezione della Vergine Maria ma non solo: l’Union antimaçonnique, fondata a quel tempo, fu sostenuta da Drumont e da altri razzisti francesi; la cattolica Francia fu il terreno in cui il movimento antimassonico ebbe maggior presa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi gruppi ebbero comunque scarso seguito ma i miti antiebraici da loro propugnati servirono per mobilitare tutti coloro che desideravano difendere sia il cristianesimo sia la società tradizionale, tuttavia la loro importanza si consolidò quando sbocciò la loro alleanza con un nazionalismo laico che ignorava la tradizionale proibizione cristiana di condivisione delle teorie razziste.</p>
<p style="text-align: justify;">I razzisti cercarono di evitare alleanze col cristianesimo o comunque tentarono di ignorarlo poiché non esisteva per loro lo scrupolo di cristianizzare gli ebrei col battesimo, visto che la loro razza era congenitamente malvagia, né ritenevano che rientrasse nel dramma della salvezza cristiana l’affrancamento degli ebrei nel Vecchio Testamento dal loro status di inferiorità razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne fu un esempio il giornalista Wilhelm Marr, in Germania, che nel suo <em>“La vittoria dell’ebraismo sul germanesimo” (“Der Sieg des Judentums über das Germanentum”</em>, 1879) rifiutava le accuse cristiane contro gli ebrei come indegne di persone illuminate, ma poi ne ripeteva tutti i miti sulla mancanza di radici e sulle attività cospiratorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Marr sosteneva che gli ebrei fossero più forti dei tedeschi, perché stavano vincendo la battaglia razziale per la sopravvivenza e suggeriva una controffensiva capeggiata dall’antisemita Russia.</p>
<p><figure id="attachment_23127" aria-describedby="caption-attachment-23127" style="width: 346px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23127" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Elias-Auerbach.jpg" alt="Elias Auerbach" width="346" height="500" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Elias-Auerbach.jpg 346w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Elias-Auerbach-208x300.jpg 208w" sizes="auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px" /><figcaption id="caption-attachment-23127" class="wp-caption-text">Elias Auerbach</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro caso significativo fu quello dell’ex membro della Dieta germanica Hermann Ahlwardt, direttore di scuole primarie, che divenne più famoso di Marr grazie alla pubblicazione del suo <em>“La disperata lotta tra i popoli ariani e il giudaismo&#8221; (“Dar Werzweiflungskampf der arischen Völker mit dem Judentum”</em>, 1890), e due anni più tardi questo scrisse un altro libro di eguale tenore intitolato <em>“Nuove rivelazioni: i fucili ebraici” (“Neue Enthüllungen Judenflinten”</em>,1892): oltre a mettere in guardia contro la minaccia ebraica sosteneva che la fabbrica d’armi ebraica di Löwe stava vendendo all&#8217;esercito tedesco fucili difettosi, cosa che rientrava in una cospirazione mondiale ebraica mirante a distruggere il Reich; nonostante l’assurdità dell’affermazione il governo aprì un’inchiesta sulle accuse.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi tentativi di considerare realmente operante la cospirazione ebraica rimasero ai margini del pensiero europeo, e, tranne che in Russia, non ebbero successo sui tempi brevi, tuttavia essi furono solo gli antesignani della ben concertata guerra contro gli ebrei che ebbe inizio soltanto dopo il trauma della prima guerra mondiale, nel 1918, e ad opera di uomini come Hitler, che non solo credeva nei <em>“Protocolli”</em>, ma si trovò alla fine a disposizione i mezzi per agire come se essi fossero veri.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Tra questi antesignani vi furono la loggia antimassonica e antiebraica fondata da Jules Guérin a Parigi nell&#8217;ultimo decennio dell’Ottocento come anche il primo congresso internazionale dei piccoli e rivali gruppi antisemiti (principalmente di Germania, Austria e Ungheria) di Dresda (1882).</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;ultimo intendeva porsi come un punto di raccolta contro la cospirazione ebraica mondiale, con lo scopo di trovare un terreno comune d’intesa nella lotta antiebraica, l&#8217;assise si rivelò un fallimento perchè fallì il tentativo di eliminare la tensione tra i cristiani antisemiti e i razzisti, disposti a far uso della violenza e convinti che gli ebrei battezzati non differissero affatto dal resto della loro razza.</p>
<p><figure id="attachment_23128" aria-describedby="caption-attachment-23128" style="width: 272px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23128" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Robert-Weltsch.jpg" alt="Robert Weltsch" width="272" height="354" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Robert-Weltsch.jpg 272w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Robert-Weltsch-231x300.jpg 231w" sizes="auto, (max-width: 272px) 100vw, 272px" /><figcaption id="caption-attachment-23128" class="wp-caption-text">Robert Weltsch</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Le leggende nere sugli ebrei, in quanto parte del misticismo razziale, si diffusero ben al di là dei relativamente piccoli gruppi ossessionati dalla cospirazione ebraica e troppo indaffarati per avere altri interessi; essi divennero uno strumento col quale i movimenti di destra cercarono di cambiare la società: il pericolo ebraico poteva essere utile per raccogliere gente dietro gruppi di interessi come unioni agrarie e partiti conservatori in appoggio alla loro battaglia contro i liberali e i socialisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nemmeno cattolici e protestanti si astennero dallo sfruttare le leggende antiebraiche che furono utili nella lotta all&#8217;ateismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi fece, però, miglior uso di queste leggende fu soprattutto chi mirava a rafforzare la mistica nazionale, sottolineando l’eguaglianza nel popolo e usandogli ebrei come elemento di contrasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il già citato Wilhelm Marr, un democratico sostenitore del suffragio universale e della libertà di pensiero, accusava gli ebrei di essere dei liberali, un popolo senza radici che cercava di sostituire la schiavitù delle risorse finanziarie alla oppressione da parte dei re.</p>
<p><figure id="attachment_23129" aria-describedby="caption-attachment-23129" style="width: 159px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23129" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Arthur-Ruppin.jpg" alt="Arthur Ruppin" width="159" height="264"/><figcaption id="caption-attachment-23129" class="wp-caption-text">Arthur Ruppin</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo seppe utilizzare altri movimenti per rafforzarsi ed in particolare il nazionalismo col suo mistero della razza e finanche con la scienza grazie al darwinismo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso le leggende furono recuperate come aspetto della guerra razziale considerata imminente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero razziale tanto diffuso sul continente europeo non incise particolarmente sul pensiero ebraico; al contrario, la maggioranza degli ebrei si riteneva cittadino a pieno titolo della nazione in cui viveva e non certo un popolo separato.</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza all&#8217;integrazione si rafforzò con la prima guerra mondiale e dopo il 1918 associazioni di reduci ebrei costituirono in molte nazioni europee il principale punto di riferimento per un simile tentativo di integrazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu anche una frangia, che, al contrari, sottolineò la propria differenza razziale facendo proprie le stesse categorie di pensiero del nazionalismo europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Utili allo scopo furono le idee di Gobineau, propagandate nel 1902 dal periodico sionista &lt;&lt;Die Welt&gt;&gt; allo scopo di controbattere la teoria che voleva quello ebraico come un popolo degenerato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gobineau aveva, infatti, ammirato gli ebrei che considerava resistenti alla degenerazione moderna perché &lt;&lt;gli ebrei hanno conservato il loro vigore … grazie alla purezza del loro sangue&gt;&gt;; l&#8217;ovvia conseguenza era l&#8217;accentuazione della separazione razziale, con l&#8217;evitamento, per quanto possibile, dei matrimoni misti: pacifica convivenza tra due razze senza contaminazione reciproca.</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee razziste sono ben presenti in queste teorie anche se il concetto di sangue non è definito in termini di &lt;&lt;sangue e terra&gt;&gt;, ma piuttosto come tramite degli impulsi e delle peculiarità dell’animo; queste teorie furono però poco diffuse tra gli ebrei che furono più interessati alla scienza della razza che non al razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei collaborarono al tedesco &lt;&lt;<em>Archiv für Rassen und Gesellschaftbiologie</em>&gt;&gt;, ma, come la maggior parte dei collaboratori di quel giornale, anche per loro credere nella realtà della razza non voleva significare che una qualsiasi razza fosse necessariamente superiore a un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne fu un chiaro esempio Elias Auerbach, uno dei pionieri dell’insediamento sionista in Palestina che sosteneva, nel 1907, citando Gobineau, che la sopravvivenza del Volk era legata al mantenimento della purezza razziale (che gli ebrei, seppur partiti da contaminazioni in un lontano passato,avevano poi recuperato grazie alla separazione secolare). Auerbach era fautore di una Palestina binazionale, ebraico-araba, e avversario di qualsiasi forma di predominio dell’un popolo sull&#8217;altro; testimoniava, dunque, la possibile credenza nella teoria delle razze pure ma senza connotazioni razzistiche, atteggiamento condiviso dalla maggior parte degli ebrei e non soltanto.</p>
<p><figure id="attachment_23130" aria-describedby="caption-attachment-23130" style="width: 309px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23130" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Max-Brod.jpg" alt="Max Brod" width="309" height="391" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Max-Brod.jpg 309w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Max-Brod-237x300.jpg 237w" sizes="auto, (max-width: 309px) 100vw, 309px" /><figcaption id="caption-attachment-23130" class="wp-caption-text">Max Brod</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Altri credevano nella razza: lo scrittore tedesco J. M. Judt in <em>“Gli ebrei in quanto razza” (“Die Juden als Rasse”</em>, 1903) sosteneva che gli ebrei, come razza, hanno in comune tratti fisici e fisionomici e prima di lui, nel 1881, Richard Andree, un tedesco non ebreo ma fondatore della disciplina dell’etnografia e della demografia applicate agli ebrei, aveva affermato che essi rappresentavano un ben preciso tipo razziale, mantenutosi intatto attraverso i millenni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Andree, avvalendosi dell’antropologia e della fisiognomica, come faceva anche Judt, sosteneva che ebrei e ariani avessero una origine comune, essendo entrambi popoli caucasici ed entrambi portatori della cultura moderna, in contrasto con i neri, rimasti invece allo stadio primitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;apice dell&#8217;elaborazione della teoria razziale ebraica fu raggiunto con il medico, antropologo e sionista austriaco Ignaz Zollschan (1877-1948), nella cui opera principale, <em>“Il problema razziale con speciale attenzione al fondamento teoretico della razza ebraica” (“Das Rassenproblem unter Besonderer Berücksichtigung der Theoretischen Grundlagen der Jüdischen Rassenfrage”</em>, 1910), sosteneva che la razza è trasmessa dalla cellula umana e non è perciò soggetta a influenze dall&#8217;esterno.</p>
<p><figure id="attachment_23131" aria-describedby="caption-attachment-23131" style="width: 457px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23131" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Martin-Buber-457x512.jpg" alt="Martin Buber" width="457" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Martin-Buber-457x512.jpg 457w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Martin-Buber-268x300.jpg 268w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Martin-Buber.jpg 515w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /><figcaption id="caption-attachment-23131" class="wp-caption-text">Martin Buber</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Zollschan riprendeva le teorie di Chamberlain in cui sosteneva l&#8217;idea della purezza razziale, mentre ne criticava le affermazioni sugli ebrei, convinto com&#8217;era&nbsp; che l’evoluzione della cultura non potesse essere attribuita a merito di una razza sola, bensì di una vasta serie di razze pure, ivi compresa quella ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una propria identità nazionale e l’uscita dal ghetto erano le soluzioni che proponeva per eliminare il materialismo di cui era accusata la razza ebraica; nel 1914 Zollschan, ripropone l&#8217;idea di una nazione ebraica dal sangue puro, incontaminata da malattie dovute ad eccessi o immoralità, con un senso altamente sviluppato della famiglia e costumi virtuosi profondamente radicati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la soluzione prospettata è il connubio tra misticismo razziale e moralità delle classi medie.</p>
<p style="text-align: justify;">Zollschan si staccò dal sionismo dopo la prima guerra mondiale, convinto che il dopoguerra sarebbe stato libero dall&#8217;antisemitismo e dalle idee di sovranità nazionale; in questa rielaborazione&nbsp; ricaddero anche le idee sulla razza, atteggiamento abbastanza inevitabile per un ebreo vissuto nel periodo di presa del potere nazista.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta il fatto che prima della Grande Guerra ci fu un acceso dibattito, nel mondo ebraico attorno al loro considerarsi razza o meno; voce di queste discussioni fu il tedesco <em>&lt;&lt;Zeitschrift für Demographie und Statistik der Juden&gt;&gt;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore era il darwinista sociale Arthur Ruppin, responsabile dell’insediamento ebraico in Palestina dal 1908 sino alla sua morte nel 1942, un sostenitore, come Auerbach, dell’esistenza delle razze anche se favorevole al binazionalismo in Palestina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ruppin pensava che la razza fosse un istinto non passibile di cambiamenti, anche se nel suo <em>“Darwinismo e scienza sociale”</em> del 1903 sosteneva l’eugenetica piuttosto che una dottrina sulla superiorità razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Egli fu uno studioso di tipi razziali ed infatti riteneva che bellezza e forza dipendessero dall&#8217;ereditarietà e non dall&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiò tuttavia opinione nel 1940, con la pubblicazione di “Destino e futuro degli ebrei” (“Jüdische Schicksal und die Zukunft”)&nbsp;in cui condannava la confusione tra i concetti di &lt;&lt;popolo&gt;&gt; e di &lt;&lt;razza&gt;&gt; richiamandosi alle ricerche di Virchow tra gli scolari tedeschi che portavano a negare l’esistenza di razze pure.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso a parte meritano gli ebrei ortodossi che si consideravano popolo eletto; questa elezione, almeno per la maggioranza significava dare un esempio vivente di come si dovesse vivere la vita e non implicava alcuna pretesa di predominio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stessi gentili, come ogni altro popolo avrebbe potuto vivere virtuosamente se avesse osservato almeno le sette leggi di Mosè, anziché i 613 comandamenti che vincolavano invece gli ebrei osservanti. Perciò la fede nel monoteismo, l’osservanza dei comandamenti contro il furto, l’omicidio, il falso giudizio e l’adulterio, come pur l’astensione dal mangiare membra viventi di animali, avrebbe dato a chiunque la qualifica di prescelto. In questa ortodossia non era implicito alcun razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">A dire il vero le dinastie rabbiniche cassidiche erano convinte che le capacità di comando si trasmettessero talvolta attraverso il sangue, ma ciò non era sostenuto uniformemente da tutti e non era comunque un concetto più razzista di quello tradizionale relativo alle stirpi reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppure rifiutato esplicitamente, il razzismo rimase sempre presente nei fedeli ebrei e cristiani dei secoli XIX e XX, nascosto nelle pieghe di qualche concetto irreligioso di superiorità e predominio.</p>
<p><figure id="attachment_23132" aria-describedby="caption-attachment-23132" style="width: 120px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23132" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Felix-von-Luschan.jpg" alt="Felix von Luschan" width="120" height="168"/><figcaption id="caption-attachment-23132" class="wp-caption-text">Felix von Luschan</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo non riuscì comunque a incidere significativamente sul sionismo, nonostante qualche concessione marginale di Zollschan o persino di Auerbach che rimasero comunque ai margini; ciononostante lo stesso Theodor Herzl scrisse una volta che sia che gli ebrei fossero rimasti nei paesi che li ospitavano, sia che fossero emigrati, si sarebbe dovuto migliorare la razza e che sarebbe stato necessario renderla amante del lavoro, guerriera e virtuosa, anche se poi affermava che &lt;&lt;nessuna nazione presenta uniformità di razza&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu chi, al contrario, puntò sulla mistica nazionale, senza mescolarla però con le idee sulla razza: furono giovani sionisti che all&#8217;inizio di questo secolo sostenevano che il giudaismo è una unità culturale interiore, l’espressione esterna di un’interna fede nella realtà della nazionalità ebraica, ben lontano da misurazioni craniche e in ogni sorta di &lt;&lt;sciocchezze razziali&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1913 il giovane sionista Robert Weltsch sosteneva che la storia non è fatta dagli zoologi, ma dalle idee, ed egli paragonava la nazionalità ebraica all’élan&nbsp;vital di Bergson: si accettava il mistero della razza ma non il razzismo, che spesso nella società gentile entrava a far parte di questi misteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia Max Brod che Martin Buber, ancora negli anni ’30 pensavano il&nbsp;Volk&nbsp;ebraico come un primo passo verso l’unità e l’eguaglianza tra gli uomini, riflesso dell’unicità di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Il nazionalismo ebraico, insomma, non ha fatto proprio il razzismo quando invece, in quello stesso periodo, altri nazionalismi europei stavano diventando sempre più razzisti.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggioranza degli ebrei, comunque, non credeva all&#8217;esistenza di una razza ebraica: il loro riferimento era l’influente medico ebreo Maurice Fishberg, un famoso dottore ed antropologo che viveva a New York, che in <em>“Caratteristiche razziali degli ebrei”</em>&nbsp;(1913) sosteneva che gli ebrei non presentavano caratteristiche tali da poter far parlare di razza a sé e polemizzava con Auerbach che ne sosteneva invece l’esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;A riprova del suo assunto, Fishberg citava l&#8217;esistenza di ebrei biondi che altro non sono se non il risultato di incroci razziali con razze nordiche e slave.</p>
<p style="text-align: justify;">Felix von Luschan, professore austriaco all&#8217;università di Berlino non ebreo, fu un&#8217;altra autorevole voce a sostegno degli ebrei da considerare come non una razza e nemmeno un popolo separato, ma solo una comunità religiosa ebraica ed anzi si opponeva al sionismo perchè avversario di ogni cultura con quel suo spingere gli ebrei a tornare in Oriente dove regnava ancora la barbarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Von Luschan si spingeva oltre ed affermava l&#8217;esistenza di una sola razza,&nbsp;l&#8217;homo sapiens, negando quindi l&#8217;esistenza di razze diverse in favore di culture diverse; sosteneva ancora che le caratteristiche che distinguono tra loro gli uomini sarebbero originate da fattori climatici, sociali e altri di tipo ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;L&#8217;utilizzo di termini quali &nbsp;&lt;&lt;sangue&gt;&gt; o &lt;&lt;razza&gt;&gt; da parte di molti sionisti, ma anche quello di altri termini, come &lt;&lt;sangue&gt;&gt;, &lt;&lt;razza&gt;&gt;, &lt;&lt;popolo&gt;&gt;, &lt;&lt;nazione&gt;&gt; fu spesso impreciso e interscambiabile, così come l’&lt;&lt;uomo nuovo&gt;&gt; di cui sia i razzisti che i sionisti sognavano era l’opposto di ogni razionalismo, ma per i sionisti egli rappresentava un &lt;&lt;nazionalismo umanitario&gt;&gt;, volontaristico e pluralistico insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee sul mistero della razza attecchirono soprattutto nell&#8217;Europa centrale, ma le leggende intorno agli ebrei trovarono buona accoglienza anche in Francia e nelle più primitive regioni balcaniche. Senza radici e portato a tramare in segreto, l’ebreo divenne un mito.</p>
<p style="text-align: justify;">Come avevano rivelato Aasvero o i “Protocolli”, egli era il vero nemico, tanto più reale in quanto i miti medievali erano stati adeguati ai tempi moderni. I timori e le superstizioni dei tempi passati erano entrati profondamente nella coscienza europea e potevano essere sfruttati per mobilitare la gente contro le frustrazioni del presente.</p>
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