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	<title>nazismo Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>nazismo Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Il razzismo in ginocchio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 09:39:10 +0000</pubDate>
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<p>Notoriamente non seguo le vicende della nazionale di calcio, di cui mi importa men di niente ma mi ha incuriosito o meglio divertito la polemica estiva sul mettersi in ginocchio, a sostegno (o per solidarietà) con la lotta del <strong>movimento black lives matter</strong>.</p>
<p>Ammetto la mia riconosciuta ignoranza riguardo a questo movimento americano, né ho interesse a colmarla al momento; mi concentro sulla divisione che ha percorso la squadra di calcio italiana rispetto al gesto del <strong>mettersi in ginocchio</strong>.</p>
<p><strong>Non un buon segnale</strong>, per una squadra, cioè per un gruppo che deve mostrare (a prescindere dall&#8217;esistenza reale) compattezza, quindi era forse meglio deciderlo prima, in modo da evitare inutili polemiche ed imbarazzi.</p>
<p>Ma tralasciando anche questo, il gesto di mettersi in ginocchio di quelli che lo hanno fatto in occasione di non so quale partita, aveva l&#8217;intenzione di sostenere cosa? La lotta al razzismo? La protesta contro la polizia americana? O che altro ancora?</p>
<p>E chi non l&#8217;ha fatto sostiene quindi il contrario? Il pericolo che si corre, in queste occasioni, e con gesti plateali, è di riprodurre lo schema molto in voga sui social (ma esistente da che mondo è mondo) dello schieramento, cioè dello stare da una parte contro un&#8217;altra.</p>
<p>Ne ha parlato con magistrale ironia, <span style="color: #99cc00;"><strong>Massimo Gramellini</strong></span>, nella rubrica &#8220;Il caffè&#8221; sul <strong>Corriere della Sera</strong>, <span style="color: #99cc00;"><strong>&#8220;<a style="color: #99cc00;" href="https://www.corriere.it/caffe-gramellini/21_giugno_26/ginocchio-se-massimo-gramellini-67aec4cc-d603-11eb-92c5-338927e361b4.shtml" target="_blank" rel="noopener">In ginocchio da sé</a>&#8220;</strong></span>, che, ironicamente appunto conclude che i giocatori inginocchiati pregherebbero contro il razzismo, quelli in piedi, al contrario, testimonierebbero la laicità della nazione / nazionale italiana.</p>
<p>Gesto buttato lì, senza riflessioni aggiuntive che spieghino, rompano steccati, non banalizzino.</p>
<p>Col rischio di <strong>banalizzazione e conformismo</strong>: nella situazione politica e culturale attuale il &#8220;potere&#8221; dominante culturalmente è una certa ideologia che vede nel <strong>razzismo una delle origini di tutti i mali</strong>, ovviamente nel <strong>razzismo dei bianchi</strong>, perché solo <strong>i bianchi sono brutti, sporchi e cattivi</strong> e devono pagare le colpe dei padri e dei padri dei padri fino alla millesima generazione.</p>
<p>Così si eliminano le <strong>statue di Cristoforo Colombo</strong> e si sopprime il <strong>Columbus day</strong> solo per citare alcune delle iniziative della <strong>Cancel Culture</strong>.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Banalizzazione è sinonimo di rimozione.</strong></span></p>
<p>Quanto al conformismo, cito velocissimamente il <span style="color: #ff00ff;"><strong>Machiavelli</strong></span> dei &#8220;<b>Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio&#8221; </b>che sostiene una verità innegabile ovvero il &#8220;<span style="color: #00ccff;"><strong>vedere come quelli popoli che sono più propinqui alla Chiesa romana, capo della religione nostra, hanno meno religione</strong></span>&#8220;.</p>
<p>Se la cultura dominante vuole la condanna di certe forme di razzismo è chiaro che chiunque abbia da guadagnarci metterà in atto ciò che ci si aspetta da lui, diverrà un perfetto conformista o, per dirla alla <strong>Calvino</strong>, un <span style="color: #ff6600;"><strong>bravo nicodemita</strong></span>, dissimulerà per non avere fastidi.</p>
<p>Che la gaffe di Chiellini, la <strong>sinonimia tra nazismo e razzismo</strong>, abbia a che fare con questo? Rimando a &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Psicopatologia della vita quotidiana</strong></span>&#8221; di <span style="color: #ff0000;"><strong>Sigmund Freud</strong></span> per valutare appieno la portata di tale lapsus.</p>
<p>Mi spingo nell&#8217;ambito dell&#8217;ucronia e mi chiedo: cosa succederebbe se il capitano, magari goleador insostituibile della nostra nazionale, alla vigilia di una finale importantissima tipo mondiali, ebbene cosa potrebbe mai accadere se questo, davanti a centinaia di giornalisti, ammettesse candidamente di essere un razzista?</p>
<p>Non ho una risposta, quel che è certo, però, è che se si diventa importanti influencer e si ammette di avere peccato, il perdono è assicurato e l&#8217;odioso razzismo del passato viene cancellato con un colpo di spugna.</p>
<p>Prima di pubblicare questo post ho saputo che in occasione dell&#8217;incontro col Belgio, per rispetto a questa squadra, che ha l&#8217;abitudine di inginocchiarsi, lo farà anche la nazionale italiana, stavolta compatta.</p>
<p>Ma non per sostenere la causa del black lives matter, quanto per solidarietà con la squadra avversaria.</p>
<p>Sia come sia, finalmente riusciremo a riunirci a coorte, finalmente non saremo più Calpesti, derisi,<br />Perché non siam popolo,<br />Perché siam divisi.<br />Raccolgaci un&#8217;unica<br /><span class="txt_celeste">Bandiera</span>, una speme:<br />Di <strong>inginocchiarci</strong> insieme<br />Già l&#8217;ora suonò.</p>
<p>Credo che in una situazione come questa la lotta al razzismo sia ancora molto molto molto lontana dall&#8217;avere un inizio.</p>
<p>Parma, 29 giugno 2021, solennità dei santi Pietro e Paolo</p>
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		<title>Rimozione monumenti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 15:44:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In America un&#8217;ondata di non ho ben chiaro cosa sta portando alla rimozione di tutta una serie di monumenti dedicati a controverse figure del passato schiavista degli stati del sud. Ho sentito alla radio che questi monumenti sono stati una scelta politica compiuta e realizzata tra la fine dell&#8217;Ottocento e gli anni Venti del secolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 20px;"><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/08/20/scontri-per-statue-sudisti-a-dallas_de21356d-d9e2-4471-a7f8-948e5051fd46.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>In America</strong></a></span> un&#8217;ondata di non ho ben chiaro cosa sta portando alla rimozione di tutta una serie di monumenti dedicati a controverse <strong>figure del passato schiavista degli stati del sud</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sentito alla radio che questi monumenti sono stati una scelta politica compiuta e realizzata <span style="color: #808080;"><strong>tra la fine dell&#8217;Ottocento e gli anni Venti del secolo scorso</strong></span>; essi rappresenterebbero non le classiche figure eminenti di quel periodo ma personaggi che, più che per il loro rilievo storico, testimonierebbero la volontà di quella parte d&#8217;America di celebrare la divisione razziale e, immagino, il suprematismo bianco.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Che l&#8217;erezione di un monumento sia una scelta politica è talmente ovvio che non serve perderci troppe energie e che gli stessi monumenti siano i muti, pubblici, perenni testimoni di una certa ideologia&nbsp; è un&#8217;altra evidenza.</h4>
<p style="text-align: justify;">Chi li finanzia e chi ne decide la costruzione lo fa, normalmente, perchè vuole rendere pubblico, e per quanto possibile eterno, un determinato valore oltre che una certa persona che quel valore ha incarnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente una parte degli americani del sud di un certo periodo hanno pensato di onorare alcuni loro concittadini, modelli delle virtù americane allora in voga o incrinate (e quindi da confermare).</p>
<p style="text-align: justify;">Quali valori propugnavano? beh il <strong>suprematismo bianco</strong>, pare di capire, quindi il <strong>razzismo</strong> e la <strong>segregazione razziale</strong>.&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Valori oggi condivisibili? Non credo ci sia da starne a discutere più di tanto, scontata è la risposta: no, anzi come dicevo ai miei nipoti quando erano pargoletti, per rafforzare un diniego: noissimo.</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Questi contestatissimi monumenti sono delle opere d&#8217;arte? Non ne ho mai visto uno ma immagino che i finanziatori di simili progetti non avrebbero mai scelto un qualche artista d&#8217;avanguardia, per cui immagino che siano opere che devono trasmettere concetti non particolarmente profondi, men che meno sofisticati e artisticamente innovativi, il che significa che siano ben lungi dall&#8217;essere classificabili come capolavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco anche che oggi possano risultare scomodi, addirittura odiosi perchè il processo di emancipazione dal razzismo è considerato un percorso non ancora del tutto compiuto e quindi quelle celebrazioni pietrificate sono una scomoda propaganda pro razzismo che getta sale su di una ferita ancora aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un simile <strong>fervore iconoclasta</strong> aveva pervaso anche il nobile spirito della nostra amatissima presidente della camera, Laura Boldrini, che ha più volte sostenuto la necessità di abbattere monumenti risalenti all&#8217;epoca fascista o, perlomeno, abraderne le scritte ritenute più insopportabili (il <strong>Mussolini Dux dell&#8217;obelisco del Foro Italico</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi si tratta di <span style="color: #993366; font-size: 20px;"><strong>damnatio memoriae</strong></span>, niente di nuovo visto che è, questa, una pratica ereditata dai padri romani e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già gli egizi la utilizzavano, com&#8217;è testimoniato dal caso del <span style="color: #ff00ff;"><strong>faraone eretico fondatore del monoteismo,&nbsp;Akhenaton che ascese la trono col nome &nbsp;di&nbsp;Amenofi IV</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro episodio simile lo si trova nei mosaici di <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/santapollinare-nuovo-degna-conclusione/" target="_blank" rel="noopener">sant&#8217;Apollinare Nuovo</a>, in quello scrigno di bellezza che è Ravenna</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i tempi moderni hanno visto spesso utilizzato questo sistema di cancellazione di una persona o partito politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha senso un tale comportamento? evidentemente no.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 24px;"><strong>La storia non si cancella</strong></span>, piaccia o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i monumenti risultano politicamente scomodi (quelli comunisti, ad esempio, in varie parti d&#8217;Europa) si può sempre copiare il <span style="font-size: 24px; color: #ffcc00;"><strong>lodevole esempio di Budapest</strong></span>: a una decina di km dalla città c&#8217;è il <a href="http://www.mementopark.hu/?lang=it" target="_blank" rel="noopener">Memento Park</a>, che purtroppo non sono mai riuscito a visitare e me ne rammarico, dove sono raccolte svariate statue rimosse dopo la caduta della dittatura comunista.</p>
<p style="text-align: justify;">Una soluzione intelligente, che preserva comunque la produzione artistica di un certo periodo, trasmettendola ai posteri, senza concessioni ideologiche.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Al contrario, la distruzione è un atto tipico di chi vuol lavarsi le mani e la coscienza o del vincitore che vuole eliminare qualunque presenza dello sconfitto.</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">Condannare all&#8217;oblio è un modo per attribuire ogni responsabilità allo sconfitto, guardare la storia con lenti manichee e compiere un&#8217;operazione politicamente e culturalmente a dir poco discutibile.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La scomparsa di ogni simbolo nazista in Germania non l&#8217;ha preservata dalla rinascita di giovani attratti da quella tremenda ideologia, così come in Italia col fascismo.</h4>
<p style="text-align: justify;">Un giorno gli storici diranno che né il nazismo né il comunismo sono stati il male assoluto perché il male assoluto non esiste e la realtà è sempre più complessa di quanto non si creda.</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, 23 agosto 2017 memoria di santa Roma da Lima Vergine</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>razzismo e sterminio di massa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ormai agli sgoccioli del libro che George L.Mosse ha dedicato al razzismo; nel XIII capitolo si tratta della realizzazione pratica di quelle teorie che dal Settecento sono state a lungo elaborate; ma ecco il sunto. Nonostante i tanti segnali, probabilmente nessuno era in grado di prevedere quegli sviluppi del razzismo che si sarebbero concretizzati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo ormai agli sgoccioli del libro che George L.Mosse ha dedicato al razzismo; nel XIII capitolo si tratta della realizzazione pratica di quelle teorie che dal Settecento sono state a lungo elaborate; ma ecco il sunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i tanti segnali, probabilmente nessuno era in grado di prevedere quegli sviluppi del razzismo che si sarebbero concretizzati nello sterminio di massa degli ebrei e ciò anche dopo la dura svolta avvenuta nell&#8217;inverno del 1937; ne è prova il fatto che l&#8217;ordine segreto di Hitler di attuare la soluzione finale, con l&#8217;affidamento dell&#8217;esecuzione alle S.S., tra le sfere dirigenti di queste ultime aveva suscitato una certa meraviglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dubbi, in realtà, sul razzismo di Hitler ne sussistevano pochi ma rimase in ombra la sua decisa volontà di darvi esecuzione totale, almeno fino a quando non ritenne i tempi maturi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esempi di questo procedere per gradi non sempre lineari sono numerosi, uno di questi è dato dall&#8217;applicazione della legge del 14/07/1933, sull&#8217;eugenetica: la legge prevedeva, salvo alcuni casi, la sterilizzazione volontaria per prevenire la nascita di bambini malati, ma a nemmeno un anno dall&#8217;approvazione le sterilizzazioni erano diventate obbligatorie e non era più necessario ottenere il consenso della vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dovevano prevenire quelle malattie ereditarie che avrebbero impedito al malato di far fronte alle necessità della vita e avrebbero inciso sulla capacità di affrontare i pericoli della guerra; in realtà queste valutazioni  non avevano connessioni con le usuali definizioni di malattia perché legate piuttosto alla possibile utilizzazione dell&#8217;individuo malato a vantaggio dell&#8217;intera società.</p>
<p><figure id="attachment_23535" aria-describedby="caption-attachment-23535" style="width: 148px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-23535" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Binding.jpg" alt="Karl Binding" width="148" height="227" /><figcaption id="caption-attachment-23535" class="wp-caption-text">Karl Binding</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una logica consueta nel pensiero razzista, per il quale la razza superiore è sempre produttiva, quella inferiore improduttiva e parassita, chi era affetto da malattie congenite era, conseguentemente, un essere improduttivo e quindi inferiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di riferimento, opera dell&#8217;avvocato Karl Binding e del medico Alfred Hoche, &#8220;La liberalizzazione della soppressione della vita senza valore&#8221; (&#8220;Die Freigabe der Vernichtung Lebensunwertes Lebens&#8221;, 1920), scritto durante  gli anni della crisi economica postbellica, trattava proprio di questo: i malati congeniti e  coloro che avessero perso la volontà di lavorare dovevano essere soppressi per non gravare sulla comunità e per non sprecare le ricchezze delle persone sane e produttive.</p>
<p><figure id="attachment_23536" aria-describedby="caption-attachment-23536" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-23536" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Alfred_Erich_Hoche.jpg" alt="Alfred Erich Hoche" width="220" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-23536" class="wp-caption-text">Alfred Erich Hoche</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Binding e Hoche  contrapponevano il sacrificio di cui la gioventù era stata la vittima in guerra con lo sperpero causato dall&#8217;assistenza dovuta a queste inutili esistenze; la conclusione era che l&#8217;eutanasia era basata sul rispetto «della volontà di vivere di ciascun individuo».</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee di questi autori non erano razziste e la loro eugenetica non aveva basi razziali quanto, piuttosto, economiche,  ma le idee di utilità sociale e di capacità al lavoro oltre all&#8217;idea che alcuni individui dovessero essere uccisi perché altri potessero vivere una vita completa furono facilmente assumibili dalle teorie razziste perché le ritenute qualità identificate dai due corrispondevano a quelle della «razza padrona»; a quel punto era semplice pensare che l&#8217;eutanasia servisse a migliorare la razza e liberarla dai parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler diede maggiori poteri a medici ed avvocati perché applicassero il programma nazista il 01/09/1939, ma già si erano avuti episodi di soppressione di individui affetti da malattie mentali e da anomalie fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto sull&#8217;eutanasia venne comunque predatato da Hitler in persona al giorno di inizio della seconda guerra mondiale: significativamente egli considerava la lotta per il predominio dell&#8217;ariano come l&#8217;obiettivo primario del conflitto, quindi era necessario sottomettere le razze inferiori e contemporaneamente tutelare gli ariani da contaminazioni e indebolimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Eutanasia e guerra erano altrettanto interdipendenti che guerra e soluzione finale.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada percorsa fu questa: un primo questionario, nel dicembre del &#8217;39, fu inviato a tutti i manicomi e riguardava i degenti da oltre 5 anni; pazzi criminali, schizofrenici o dementi senili venivano poi inviati in istituti del tipo di Grafeneck o Hadamar che, ritenuti segreti, erano invece noti a tutti come luoghi dove si praticava l&#8217;eutanasia.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi venne aggiornato frequentemente l&#8217;elenco delle malattie che comportavano il trasferimento, tutte comunque  difficili ad essere definite con esattezza, salvo un caso specifico: tutti i malati ebrei, a prescindere dalla diagnosi, dovevano essere soppressi.</p>
<p><figure id="attachment_23538" aria-describedby="caption-attachment-23538" style="width: 283px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class=" wp-image-23538" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-406x512.jpg" alt="Theophil Wurm" width="283" height="357" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-406x512.jpg 406w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-238x300.jpg 238w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-768x968.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm-600x757.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theophil-Wurm.jpg 793w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /><figcaption id="caption-attachment-23538" class="wp-caption-text">Theophil Wurm</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente, nel 1940, un nuovo questionario chiedeva se i pazienti fossero abili al lavoro ed ammetteva alle selezioni anche i medici non specialisti in psichiatria: ci furono resistenze ed alcuni istituti per malati boicottarono il questionario, cavandosela in questo modo, ma ci furono anche genitori e parenti che chiesero la soppressione dei propri cari.</p>
<p><figure id="attachment_23537" aria-describedby="caption-attachment-23537" style="width: 326px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23537" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-326x512.jpg" alt="Bischof Konrad Graf von Preysing" width="326" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-326x512.jpg 326w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing-191x300.jpg 191w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Bischof-Konrad-Graf-von-Preysing.jpg 369w" sizes="auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px" /><figcaption id="caption-attachment-23537" class="wp-caption-text">Bischof Konrad Graf von Preysing</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione non rimase segreta, visto che era praticata in istituti vicini a centri abitati ed il numero di tante morti improvvise aveva insospettito i parenti; la protesta venne dalle chiese: il vescovo protestante Theophile Wurm e il vescovo di Berlino Konrad von Preysing, ma fu il vescovo di Münster Clemens August Galen che creò maggiore sconcerto; egli il 31 agosto 1941, rendendo pubblico il programma, esclamò che se le cosiddette persone improduttive potevano essere uccise come delle bestie, allora «guai a noi tutti quando saremo vecchi e deboli».</p>
<p style="text-align: justify;">La propaganda cercò di rendere popolare l&#8217;eutanasia spacciandola per un beneficio a favore della stessa vittima; il mezzo prescelto per questa campagna fu un film &#8220;Io accuso&#8221; (&#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EkbDt8S--mU" target="_blank">Ich klage an</a>&#8220;, 1941) in cui si voleva dimostrare l&#8217;innocenza di un medico che aveva ucciso la moglie malata incurabile.</p>
<p><figure id="attachment_23539" aria-describedby="caption-attachment-23539" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23539" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen.jpg" alt="Clemens August Graf von Galen" width="350" height="450" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen.jpg 350w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Clemens-August-Graf-von-Galen-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-23539" class="wp-caption-text">Clemens August Graf von Galen</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">I rimandi erano all&#8217;antica Roma e ai germani ove queste morti erano permesse; in un punto del film si faceva riferimento anche all&#8217;uccisione di un malato mentale, ma esso era fatto nel contesto delle argomentazioni di Hoch e Binding, per evidenziare l&#8217;assurdità di mantenere alti costi di personale e strutture per far sopravvivere «poche miserabili creature».</p>
<p style="text-align: justify;">Il film non ebbe grande impatto ma il cinema fu lo strumento privilegiato per la divulgazione delle iniziative politiche poiché ritenuto più efficace della parola scritta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio si ebbe nel 1940: i rastrellamenti di ebrei furono accompagnati dalla proiezione del film, di grande successo, &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=nuiXsEUsh5o" target="_blank">Süss l&#8217;ebreo</a>&#8220;, in cui Süss Oppenheimer era un cortigiano ebreo del XVII secolo, giustiziato perché sospettato di sfruttamento e corruzione dello stato tedesco del Württemberg. Il film fu molto più popolare di &#8220;Io accuso&#8221;, forse perché il soggetto non toccava la vita quotidiana del tedesco medio e lo stereotipo razziale vi era molto ben presentato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proteste delle chiese, la predica di von Galen e la perplessità dell&#8217;opinione pubblica fecero, comunque, sospendere il programma dell&#8217;eutanasia, anche se v fu ancora qualche soppressione fatta in segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">La resistenza al programma sull&#8217;eutanasia non trovò analogie in altre situazioni; di fronte alla soluzione finale i tedeschi lasciarono che venissero uccisi anche gli ebrei convertiti, ignorando il sacramento battesimale, ma in questa occasione furono coinvolti pochi fedeli, nessun parente prossimo fu colpito da morte improvvisa e perciò non si diffuse tra la popolazione tedesca alcun senso di insicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza di situazione era sostanziale: mentre l&#8217;eutanasia riguardava ogni tedesco, la questione ebraica era limitata a una parte di popolazione già separata dal resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;eutanasia morirono circa 70000 persone, tra cui numerosi bambini e ragazzi; inizialmente gli si sparava poi venne utilizzato il gas in stanze che simulavano le docce, con evidente parallelismo col sistema utilizzato per gli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Non unico parallelo: la vita «indegna» dei nazisti era caratterizzata da improduttività e da un aspetto esteriore degenerato, la deformità fisica fu considerata un segno di malattia mentale, secondo gli studi di Lombroso; arrivavano così ad unirsi i concetti di improduttività e i pregiudizi sull&#8217;aspetto fisico, da sempre applicati agli ebrei, e la malattia di mente: malato di mente ed ebreo si trovarono pericolosamente fianco a fianco.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente procedeva anche il progetto di miglioramento della razza ariana: Heinrich Himmler lavorava su programmi per realizzare l&#8217;utopia sulla procreazione razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le S.S. vennero scelte secondo criteri razziali rigorosissimi, con presentazione di genealogia e fotografia; nel 1936 fu istituito il Lebensborn (letteralmente «la fonte della vita») per offrire le migliori cure mediche alle madri di figli razzialmente puri, anche nel caso non fossero sposate; si incoraggiarono anche incontri tra S.S. e donne razzialmente pure; Himmler aveva però scrupoli borghesi e frenò questi tentativi di procreazione selettiva; per lui le S.S. dovevano sposarsi e avere molti figli.</p>
<p style="text-align: justify;"> Gli insediamenti pianificati di contadini tedeschi in territori slavi sarebbero serviti, oltre che da avamposti difensivi, da fattorie per il miglioramento della razza, realizzando in tal modo quel tipo di isolato paradiso ariano sognato da uomini come Willibald Hentschel.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;eutanasia era un aspetto del confronto tra una vita indegna e una considerata particolarmente degna di perpetuarsi ed aveva origine dai concetti di razza inferiore e superiore, gli ebrei non furono scelti solo a causa dei cosiddetti segni di degenerazione fisica o della loro cosiddetta mancanza di produttività, ma anche per la loro supposta criminalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La criminalità secondo i nazisti nasceva dalle teorie di Cesare Lombroso, secondo il quale il criminale abituale era «un essere affetto da atavismo, che riproduceva cioè nella propria persona gli istinti feroci dell&#8217;umanità primitiva e degli animali inferiori»; la degenerazione (definizione lombrosiana) si manifestava nelle deformazioni fisiche del cranio, ma poteva essere deforme anche l&#8217;intero corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa idea la frenologia aveva aggiunto queste altre: «le teste dei ladri si somigliano più o meno tutte per la forma», e anche che i criminali, poiché sono dei «violenti», sono degli «sradicati» e «ricadono nel nomadismo».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Lombroso i criminali abituali erano incorreggibili, d&#8217;altronde era lo stesso aspetto fisico coinvolto nelle azioni, per cui andavano soppressi; con identica logica i nazisti destinavano all&#8217;eliminazione gli ebrei che, a causa della loro appartenenza razziale, erano considerati dai nazisti come criminali abituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa idea di criminalità ha impregnato la letteratura e il cinema nazisti, facilitando l&#8217;accettazione dell&#8217;assassinio degli ebrei, d&#8217;altronde era uno dei temi non solo della letteratura &#8220;volkisch&#8221; e nazista, ma anche di quella popolare, con la sua netta distinzione tra il buono e il cattivo, e con i suoi criminali, la cui apparenza fisica denunciava la loro opposizione alla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Letteratura in fondo non diversa, come idea, da quella sui delinquenti  descritti da autori come Balzac ed Eugène Sue.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei erano dunque dei degenerati, considerati come topi e questo fu il modo in cui vennero rappresentati nel film di grande successo &#8220;Süss l&#8217;ebreo&#8221;, quando si affrettavano a entrare nella città di Stoccarda dopo che il duca del Württemberg aveva consegnato lo stato nelle loro mani attraverso il suo ministro Süss Oppenheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Agli ebrei non fu lasciata possibilità di scampo, anche nella mattanza degli zingari, quella più simile, ci furono criteri di selezione, per gli ebrei no, non vi furono questionari per salvare alcuni ebrei e condannarne altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro anche gli zingari erano accusati di non amare il lavoro, di violare quindi l&#8217;ideale della produttività come parte di quei valori della classe media al pari di malati cronici ed ebrei, ma Himmler, ritenendoli discendenti dell&#8217;originaria razza ariana intendeva creare degli insediamenti agricoli per alcuni zingari sottomessi, mentre voleva votare allo sterminio quegli zingari che si erano imbastarditi con sangue straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i polacchi non erano votati allo sterminio, essi dovevano fungere da schiavi perciò i massacri ai loro danni in realtà miravano ad eliminarne l&#8217;intellighentzia per renderli sottomessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo riesumò la schiavitù in Europa: ebrei e polacchi vennero usati come schiavi ma mentre la schiavitù è stata un alleato tradizionale e un obiettivo del razzismo, la soluzione finale della questione ebraica è stata qualcosa di nuovo e assolutamente senza precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento delittuoso che più assomigliò alla soluzione finale fu il tentativo turco, nel 1915 e 1916, di deportare gli armeni nel deserto siriaco e di ucciderne il maggior numero possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo della Turchia, però, non era di tipo razziale, tanto che la conversione all&#8217;islam avrebbe salvato la vita, ma mirava ad eliminare definitivamente una minoranza irrequieta e motivo di divisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli armeni, poi, opposero resistenza e talvolta cacciarono i turchi visto che vivevano radunati in villaggi e in città e comunque mancava ancora il perfezionamento della macchina burocratica nazista, anche se le uccisioni furono eseguite da una commissione centrale pianificatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sterminio armeno come l&#8217;invasione giapponese della Manciuria del 1932 contribuirono ad assuefare le coscienze ad eventi di questa portata, ma erano comunque eventi lontani, che coinvolgevano popoli quasi sconosciuti; furono  la prima guerra mondiale e le sue conseguenze ad abituare gli europei sia alla morte di massa che alla violenza di massa, ed in Germania, in particolare, la guerra favorì l&#8217;immagine dell&#8217;eroe spietato, consacrato alla violenza pur di salvare la razza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1941 il razzismo passò ad una fase ulteriore quando Göring ordinò, il 31 luglio, a Heydrich di dare esecuzione alla soluzione finale della questione ebraica; la legislazione antiebraica era in vigore, gli ebrei erano stai messi spalle al muro, separati dal resto della popolazione ed era giunto il momento del loro annientamento; poiché, a dire di Hitler, l&#8217;alta finanza ebraica aveva scatenato la guerra, quella era l&#8217;occasione per la distruzione dell&#8217;ebraismo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;internamento nei campi diventava l&#8217;ultimo passo della loro separazione ed il primo verso l&#8217;annientamento; nei campi, inoltre, si tentò di tradurre in realtà i miti sullo stereotipo ebraico: ridotti in condizioni disumane, li si accusava di essere privi di moralità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei campi le S.S. incoraggiavano la corruzione con il favoritismo, la discrezionalità nella distribuzione delle scarse razioni alimentari e un costante sistema di terrore; gli internati divennero persone costrette a qualunque compromesso per sopravvivere, messi scientemente uno contro l&#8217;altro, con il «kapo», il prigioniero con funzioni di comando che aveva il permesso di picchiare a volontà i suoi compagni internati per ottenere la quantità di lavoro a lui richiesto dalle S.S.</p>
<p style="text-align: justify;">I campi, isolati dal mondo esterno, divennero piccoli regni governati dal terrore, dalla corruzione e dalle divisioni, e così fu facile sorvegliarli con pochi uomini che consideravano gli internati gente disposta a frodare, rubare, cercare di cattivarsi i favori e tradire gli altri.</p>
<p><figure id="attachment_23540" aria-describedby="caption-attachment-23540" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23540" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-512x199.jpg" alt=" Rudolf Höss" width="512" height="199" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-512x199.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-300x116.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-768x298.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-945x367.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1-600x233.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-1.jpg 1311w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23540" class="wp-caption-text">Rudolf Höss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del mito vide come testimone privilegiato il comandante di <a href="https://youtu.be/V3UOZmp2FuU" target="_blank">Auschwitz</a>, Rudolf Höss che, tra le altre cose, paragonò il suo comportamento di carcerato per un assassinio della «Fehme» (cioè un omicidio per vendetta politica), agli inizi degli anni &#8217;20, con quello degli ebrei prigionieri nel suo campo; ovviamente questi si comportavano in modo «tipicamente ebraico»: tentativi di evitare il lavoro, corruzione per far lavorare altri al loro posto, liti continue per avere privilegi e comodità da parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornavano, insomma, le consuete accuse di improduttività, di aborrire il lavoro onesto e di corrompere la società, dalle quali Höss non intese mai dissociarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il sistema di trattamento dei deportati era strutturato in modo da essere disumanizzante, dai carri bestiame per il trasporto al trattamento all&#8217;arrivo: le vittime erano fatte spogliare nude, esaminate e selezionate secondo la loro supposta capacità di lavoro; gli inabili andavano, com&#8217;è risaputo, alle «docce».</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;aumento delle deportazioni da tutta Europa, nel 1941, dopo un iniziale sbandamento dell&#8217;organizzazione, gli ebrei vennero inviati in campi di lavoro o in ghetti creati appositamente, nonostante l&#8217;opposizione di Heydrich che temeva possibili sacche di resistenza (timore in parte fondato); d&#8217;altronde per effettuare la soluzione finale non erano possibili altre alternative alla concentrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei polacchi tra fine &#8217;39 e primavera del &#8217;40 avevano costituito dei «consigli ebraici» (&#8220;Judenräte&#8221;) come forma dittatoriale ma esclusivamente amministrativa di governo, nelle singole località, direttamente responsabili verso le S.S.: essi controllavano ogni aspetto della vita del ghetto, dal cibo agli alloggi.</p>
<p style="text-align: justify;">I consigli ebraici erano un organo rappresentativo dell&#8217;ebraismo tedesco creato coattivamente nel 1933; la loro creazione in Polonia coincise con l&#8217;ingresso forzato nei ghetti degli ebrei di quei territori: si iniziò con quello di Varsavia, nel novembre 1939 seguito, nel 1941 da quelli  di Lodz, Vilna, Lvov e di molte altre località minori.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dei ghetti medioevali che venivano chiusi solo di notte con dei cancelli o una catena, quelli moderni erano isolati completamente tramite dei muri; anche i ghetti videro una delle famose profezie autorealizzantesi: quando il ghetto di Varsavia fu colpito da una epidemia tifoidea, i tedeschi diffusero tra la popolazione polacca lo slogan «ebrei = pidocchi del tifo».</p>
<p style="text-align: justify;">I ghetti divennero presto luoghi di fame e morte ma anche di sfruttamento di lavoro forzato per le industrie belliche, anzi fino a fine guerra vi fu polemica, mai risolta, tra le S.S. per i rinvii delle deportazioni di questi lavoratori.</p>
<p><figure id="attachment_23541" aria-describedby="caption-attachment-23541" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23541" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-512x385.jpg" alt="einsatzgruppen-nazi-killing-squads" width="512" height="385" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-512x385.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-300x225.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads-600x451.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/einsatzgruppen-nazi-killing-squads.jpg 659w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23541" class="wp-caption-text">einsatzgruppen-nazi-killing-squads</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle tecniche di soppressione si mirò a renderle il più efficiente e impersonale possibile; dal 1941, dietro il fronte tedesco, avevano agito dei plotoni di esecuzione (&#8220;Einsatzgruppen&#8221;) ma il tipo di lavoro rischiava di mettere a dura prova i nervi dei componenti per cui i tecnici crearono un vagone a gas, collaudato per la prima volta per l&#8217;assassinio di ebrei, nel novembre 1941.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo sistema, però, richiedeva eccessive forze a fronte di scarsi risultati e con pericolo di resistenze, oltre al fatto che era difficile dissimulare l&#8217;uso cui erano adibiti i vagoni; la soluzione venne trovata sfruttando l&#8217;esperienza fatta con il programma per l&#8217;eutanasia: nell&#8217;autunno del 1941, furono installate in fattorie abbandonate delle improvvisate camere a gas, ed esse, con l&#8217;estate del 1942, mascherate da docce, entrarono in piena attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il notevole vantaggio era che cessava il contatto con le vittime, che entravano da sole ed era necessario soltanto verificarne l&#8217;intervenuta morte, tramite uno spioncino; il gas era fornito da prestigiose ditte private tedesche: con questo sistema il numero di vittime, imputabili al razzismo europeo, fu enorme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto favorito dalla tecnologia &#8211; il vagone a gas, l&#8217;abilità nell&#8217;uso dei mezzi di comunicazione di massa, l&#8217;efficienza burocratica necessaria per tenere aggiornata una simile sterminata operazione &#8211; che permetteva un processo di disumanizzazione delle vittime così che gli uomini coinvolti potevano sentirsi come degli esperti che svolgevano un ruolo fondamentale per l&#8217;interesse nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è un chiaro esempio Rudolf Höss che non si riteneva altro che un tecnico competente che collaborava da bravo funzionario all&#8217;eliminazione di un nemico disumanizzato: Höss pensava di essere una persona rispettabile, morale, onesta, un buon padre e un buon marito, tanto si erano corrotti  i valori della classe media che il razzismo aveva fagocitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo si era, in effetti, impadronito dei concetti di virtù borghese, moralità eroica, onestà, sincerità e amore per il proprio paese e li aveva poi diretti contro gli ebrei, sostenuto da una efficiente organizzazione statale e da una scienza che sostenne le teorie razziste, specialmente l&#8217;antropologia che già aveva contribuito alla nascita del razzismo ed in seguito lo sfruttò per i suoi fini.</p>
<p><figure id="attachment_23542" aria-describedby="caption-attachment-23542" style="width: 401px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23542" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-401x512.jpg" alt="Rudolf Brandt" width="401" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-401x512.jpg 401w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt-235x300.jpg 235w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Brandt.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption id="caption-attachment-23542" class="wp-caption-text">Rudolf Brandt</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il materiale umano non mancava e l&#8217;assistente personale di Himmler, Rudolf Brandt, organizzò gli studi diretti da August Hirt, professore di anatomia all&#8217;università di Strasburgo: nel 1942 79 ebrei, 50 ebree, 2 polacchi, e 4 «asiatici» (cioè prigionieri russi mongoli) vennero uccisi, sottoposti a misurazioni antropologiche (compreso l&#8217;angolo facciale) e le loro teste e scheletri entrarono a far parte della collezione anatomica dell&#8217;università.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente Bruno Berger conduceva indagini etnografiche sulle origini ariane delle S.S.: egli scelse dei prigionieri ritenuti interessanti per la loro conformazione cranica di cui misurò i crani da vivi, quindi li fece gasare e preparare i crani per ulteriori esami di laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Berger si era lamentato della mancanza di buone collezioni di crani ebraici ma aveva osservato che  «la guerra nell&#8217;Est ci offre l&#8217;opportunità di correggere questo stato di cose».</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde questo atteggiamento portava a compimento le ricerche degli scienziati del Settecento che con le loro misurazioni antropologiche e il marcato interesse per il cranio umano, erano all&#8217;origine del razzismo.</p>
<p><figure id="attachment_23543" aria-describedby="caption-attachment-23543" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23543" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt.jpg" alt="August Hirt" width="250" height="326" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt.jpg 250w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/August-Hirt-230x300.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption id="caption-attachment-23543" class="wp-caption-text">August Hirt</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente molti antropologi si ritrassero inorriditi di fronte a questi esperimenti ma non mancarono, come sempre, scienziati che pur non essendo razzisti quali Alfred Ploetz ed Eugen Fischer si erano convertiti, cedendo alle lusinghe, alla politica eugenetica del nazismo ed altri che scientemente sfruttarono il potere di vita e di morte per promuovere le loro ambizioni antropologiche o etnografiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle ricerche di questi scienziati razziali si aggiunsero quelle dei medici che lavoravano per le forze armate tedesche: quanto a lungo i piloti abbattuti potessero sopravvivere senza cibo o acqua, quanto freddo potesse sopportare il corpo umano e l&#8217;effetto di nuove droghe sulla coagulazione del sangue furono le loro ricerche, vivisezione su cavie umane destinate alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di sterminio di Hitler ebbe buona realizzazione nei territori sotto la diretta occupazione nazista, altrove non ebbe sempre i medesimi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler preferiva che alla guida delle nazioni satelliti fossero dei dittatori conservatori che  governavano con l&#8217;appoggio dell&#8217;esercito e delle tradizionali gerarchie sociali e clericali e garantivano  la legge e l&#8217;ordine dietro il fronte, piuttosto che dei capi fascisti che avrebbero potuto creare problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad Hitler interessava prioritariamente vincere la guerra mentre la Guardia di ferro o le Croci frecciate volevano impadronirsi del potere e nello stesso tempo distruggere i loro nemici come fece, appunto, la Guardia di ferro che scatenò contro gli ebrei un &#8220;pogrom&#8221; caotico e quasi incontrollabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonescu, Horthy o re Boris non eseguirono con sollecitudine le direttive tedesche in materia, si limitarono a quel minimo che evitasse gli scandali ma cercarono di evitare problemi che potessero comportare instabilità ed Hitler riteneva di risolvere la questione ebraica in quei paesi una volta terminata la guerra quando, allora sì, avrebbero potuto prendere il potere i giovani ed irrequieti fascisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il poco entusiasmo si notò nei casi di Horthy che collaborò alla deportazione solo dopo l&#8217;occupazione nazista e dopo essere stato minacciato e ricattato;  Antonescu e Pétain cercarono altre soluzioni: essi protessero gli ebrei locali e abbandonarono gli ebrei stranieri in loro potere alla macchina di morte nazista, così si fece anche in Bulgaria.</p>
<p><figure id="attachment_23545" aria-describedby="caption-attachment-23545" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23545" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-512x352.jpg" alt="1940 Angelo Roncalli" width="512" height="352" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-512x352.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-300x206.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-768x528.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-945x650.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli-600x413.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/1940-Angelo-Roncalli.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23545" class="wp-caption-text">1940 Angelo Roncalli</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In questo paese la chiesa ortodossa protesse i propri ebrei mentre nelle regioni di recente acquisizione della Macedonia e della Tracia e in una piccola parte della Serbia gli ebrei videro peggior sorte nonostante il coraggioso comportamento del patriarca ortodosso e del nunzio pontificio Angelo Roncalli, che anzi fu rimproverato da Roma per la sua forte presa di posizione a favore degli ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_23544" aria-describedby="caption-attachment-23544" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23544" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso.jpg" alt="Josef Tiso" width="220" height="315" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Josef-Tiso-210x300.jpg 210w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23544" class="wp-caption-text">Josef Tiso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Diversa situazione vide la Slovacchia, il primo satellite del Reich di cui divenne presidente, nell&#8217;ottobre 1939, il prete cattolico Josef Tiso: nel 1941 furono approvate severe leggi razziali e il governo in un primo tempo favorì la deportazione degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa però intervenne, per lo più per salvare gli ebrei convertiti al cristianesimo, e in conseguenza delle sue pressioni la deportazione fu solo parziale e cessò completamente nel 1943, salvo riprendere nel 1944 dopo l&#8217;occupazione tedesca su ordine delle S.S.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia, primo alleato dei tedeschi, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo, le leggi razziali emanate in analogia a quelle tedesche di Norimberga impedivano molte attività agli ebrei e si tentò anche di raccogliere gli ebrei in squadre di lavoro forzato, tuttavia a differenza dei tedeschi, gli italiani trovarono il modo di esentare migliaia di ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esercito italiano andò oltre, col consenso tacito del duce: la zona d&#8217;occupazione italiana in Francia divenne così il rifugio degli ebrei braccati; le ambasciate italiane in Europa protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persecuzioni iniziarono con la caduta di Mussolini, con l&#8217;occupazione tedesca e continuarono nella repubblica di Salò dove prevalse l&#8217;ala più antisemita del partito, ma comunque ormai sotto la direzione tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle opposizioni i piani tedeschi incontrarono anche collaboratori, in tutti i paesi: i partiti fascisti violentemente antisemiti dei paesi balcanici furono degli alleati naturali.</p>
<p><figure id="attachment_23546" aria-describedby="caption-attachment-23546" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23546" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat.jpg" alt="Xavier Vallat" width="300" height="361" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Xavier-Vallat-249x300.jpg 249w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-23546" class="wp-caption-text">Xavier Vallat</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Francia, all&#8217;inizio, i nazisti non trovarono grande collaborazione: Xavier Vallat, primo commissario per la questione ebraica nella Francia di Vichy, era un capo dei reduci di guerra che odiava i tedeschi più degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1942 fu sostituito da Louis Darquier de Pellepoix, direttore di una pubblicazione, «L&#8217;Anti-Juif», che riteneva gli ebrei colpevoli di tutti i mali del mondo, come aveva teorizzato in Germania Dietrich Eckart.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli era l&#8217;autore di un&#8217;introduzione ai &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221; in cui sosteneva che se anche questi fossero falsi, l&#8217;importante era la loro visione generale; con queste idee evidentemente si adoperò contro gli ebrei; se non riuscì ad ottenere dal governo di Vichy la deportazione degli ebrei francesi, tuttavia spinse fortemente per l&#8217;espulsione degli ebrei che non erano in possesso della nazionalità francese e di questi circa 60-65000 furono mandati a morte.</p>
<p style="text-align: justify;"> Molti, in ogni nazione, furono i collaboratori delle misure antiebraiche, ma non tutti per motivi razzisti; molti erano cristiani imbevuti di teorie medioevali secondo cui gli ebrei erano l&#8217;anticristo.</p>
<p><figure id="attachment_23547" aria-describedby="caption-attachment-23547" style="width: 181px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23547" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix.jpg" alt="Louis Darquier de Pellepoix" width="181" height="200" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix.jpg 181w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Darquier-de-Pellepoix-180x200.jpg 180w" sizes="auto, (max-width: 181px) 100vw, 181px" /><figcaption id="caption-attachment-23547" class="wp-caption-text">Louis Darquier de Pellepoix</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> A volte idee cristiane, medievali e razziste erano tanto intrecciate tra loro che non è possibile distinguere le une dalle altre, ne è una riprova l&#8217;atteggiamento verso gli appelli del Vaticano: le richieste agli stati cosiddetti cattolici di accogliere gli ebrei battezzati rivolte a stati latini quali Argentina e Brasile furono disattese un momento dopo l&#8217;accoglimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste del segretario di Stato, cardinale Luigi Maglione ottennero risposte molto significative: il 5 giugno 1939 l&#8217;incaricato d&#8217;affari vaticano in Bolivia scriveva: l&#8217;esasperazione popolare contro gli ebrei era così forte che poco poteva essere fatto; gli ebrei erano accusati di truffa, concorrenza sleale, immoralità e vilipendio della religione.</p>
<p style="text-align: justify;">Risposta significativa visto che la richiesta riguardava ebrei convertiti, cioè dei cattolici; non diversamente in Cile dove i preti delle parrocchie furono al primo posto nell&#8217;opposizione all&#8217;immigrazione dei loro confratelli cattolici: contava solo il fatto che essi erano «razzialmente» ebrei e gli ebrei in Cile erano accusati di rovinare l&#8217;agricoltura con l&#8217;usura.</p>
<p><figure id="attachment_23548" aria-describedby="caption-attachment-23548" style="width: 414px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23548" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-414x512.jpg" alt="cardinale Luigi Maglione" width="414" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-414x512.jpg 414w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-243x300.jpg 243w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione-600x741.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/cardinale-Luigi-Maglione.jpg 680w" sizes="auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px" /><figcaption id="caption-attachment-23548" class="wp-caption-text">cardinale Luigi Maglione</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La «soluzione finale» segnava la vittoria del razzismo pratico ma anche del razzismo come ideologia più diffusa e pervasiva del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente poteva ben negare di essere razzista, in realtà essa usava la retorica razzista e spesso caratterizzava i suoi nemici secondo criteri razziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo non era nato coi nazisti nè sarebbe morto con loro: Hitler ne rappresentò il culmine ma la sua evoluzione non è finita con la sua sconfitta, la sua storia procede ancora.</p>
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		<title>il razzismo, dalla teoria alla pratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 15:47:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il riassunto del dodicesimo capitolo del volume di George L.Mosse, di interesse come tutti i precedenti; qui si parla di passaggio dalla teoria del razzismo alla pratica dell&#8217;antisemitismo. Ma non annoio oltre&#8230; La fine della Grande Guerra ha rappresentato anche quella di tante difese che ancora proteggevano gli ebrei e, contemporaneamente, la democrazia nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco il riassunto del dodicesimo capitolo del volume di George L.Mosse, di interesse come tutti i precedenti; qui si parla di passaggio dalla teoria del razzismo alla pratica dell&#8217;antisemitismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non annoio oltre&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La fine della Grande Guerra ha rappresentato anche quella di tante difese che ancora proteggevano gli ebrei e, contemporaneamente, la democrazia nella forma del governo parlamentare concludeva la sua parabola offuscata da regimi dittatoriali all&#8217;est e da movimenti di massa nel centro ovest europeo.<br />
La politica delle masse prevedeva liturgie pubbliche inadatte alle differenziazioni, le emozioni condivise grazie alla guerra on lasciavano molto spazio a chi non le potesse o volesse condividere e di questo il razzismo seppe approfittare.<br />
All&#8217;inizio il razzismo prese piede, anche praticamente, in organizzazioni non governative come, ad esempio, in Germania, le confraternite studentesche, le organizzazioni degli ex combattenti e alcuni partiti politici, per trovare poi alimento nella grande crisi; furono, infatti, gli anni &#8217;30 che videro lo scatenarsi della lotta antiebraica.<br />
Nelle varie parti d&#8217;Europa la lotta agli ebrei ebbe diversi esiti; scarsi in occidente, ottimi al centro e non male in Europa orientale; si tratta ora di valutare nazione per nazione quale fu la penetrazione del razzismo ed i suoi esiti.<br />
L&#8217;Inghilterra aveva contribuito all&#8217;elaborazione delle teorie razziste ma si era dedicata più ai neri e all&#8217;eugenetica che alla creazione di una nazione ariana; il fascismo inglese si dedicò poco agli ebrei fino al 1934 quando l&#8217;antisemitismo ottenne maggior vigore e aumentarono gli episodi di violenza, ma l&#8217;unione dei fascisti inglesi non seppe alimentarne la fiamma.</p>
<p><figure id="attachment_23497" aria-describedby="caption-attachment-23497" style="width: 230px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23497" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese.jpg" alt="Arnold Leese" width="230" height="344" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese.jpg 261w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arnold-Leese-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px" /><figcaption id="caption-attachment-23497" class="wp-caption-text">Arnold Leese</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi inglese del 1931 si risolse con un governo nazionale che mantenne intatte le strutture rappresentative tradizionali; al contrario della Germania, inoltre, furono vietati eserciti privati e le camicie nere rispettarono le leggi sull&#8217;ordine pubblico che vietavano l&#8217;utilizzo di uniformi e dimostrazioni politiche.<br />
Se vi furono alcuni estremisti come Arnold Leese che propose, nel 1935, di gasare tutti gli ebrei, è vero però che nessuno di questi ebbe mai una qualche influenza politica, nemmeno quando in Germania la politica razziale assumeva i tratti più duri.<br />
Come l&#8217;Inghilterra anche la Spagna non accolse più di tanto le istanze razziste: certamente vi fu una retorica antiebraica ed alcuni esponenti franchisti sentirono l&#8217;influenza dell&#8217;Action française ma il razzismo non sfondò ed anzi il confinante Portogallo ospitò alcuni ebrei tedeschi perseguitati.<br />
Neppure la Francia, nonostante i presupposti, vide mai la vittoria del razzismo, ma in questo caso occorre considerate che questo non fu un paese sconfitto, dilaniato da rivoluzioni, controrivoluzioni e devastante inflazione, fattori che contribuirono a dare concretezza alle teorie razziste.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-23498" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-512x404.jpg" alt="Procès du Faisceau Langlois-Longueville,Valois, Arthuys" width="354" height="279" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-512x404.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-300x237.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-768x606.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys-600x473.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Procès_du_Faisceau_-_Langlois-Longueville_Valois_et_Arthuys.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px" /><br />
Vi furono vari gruppi di destra, il più importante dei quali fu, nel periodo tra le due guerre, ma nessuno assunse vero rilievo; dopo la prima guerra mondiale vi furono anche antagonisti dell&#8217;Action française: Charles Valois, proveniente dalle sue fila, fondò il «Faisceau» nel 1925 e altre leghe fasciste si susseguirono fino al 1936 quando Jacques Doriot, già esponente comunista, costituì il Parti populaire français (P.P.F.), ma nessuna ebbe fortuna politica reale.<br />
Tra queste organizzazioni, inoltre, cominciò ad andare di moda l&#8217;antibolscevismo, come stava accadendo in tutta Europa; ne è un esempio lega Solidarité française,che seppure ostile agli ebrei lottava in particolare contro il bolscevismo: significativamente il suo fondatore, il grande industriale profumiero François Coty, foraggiava, anche l&#8217;Action française.</p>
<p><figure id="attachment_23499" aria-describedby="caption-attachment-23499" style="width: 298px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23499" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-384x512.jpg" alt="Jacques Doriot" width="298" height="397" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-384x512.jpg 384w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-225x300.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-768x1024.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-945x1260.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jacques-Doriot-600x800.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px" /><figcaption id="caption-attachment-23499" class="wp-caption-text">Jacques Doriot</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;ultima, o almeno il suo fondatore, restava in ogni caso un riferimento per tutti questi movimenti, sebbene gli si dichiarassero antagonisti, salvo il caso del Parti populaire français di Jacques Doriot il cui capo proveniva dall&#8217;esperienza del partito comunista e che fu l&#8217;unico a portare il suo movimento a grandi dimensioni anche se mai superò la cifra di 250000 simpatizzanti.<br />
Questo partito nacque a seguito di due eventi importanti, che parvero anche imprimere un diverso sviluppo al fascismo francese: il 6 febbraio 1934 vi fu una marcia sulla Camera dei deputati di associazioni di destra di reduci di guerra e dell&#8217;Action française e altri movimenti.<br />
Nonostante imponenza e violenza della manifestazione la repubblica tenne ma questo spinse Doriot e non solo lui a spingersi all&#8217;opposizione; il secondo evento fu la nascita del governo del fronte popolare diretto da Léon Blum che concretizzò i peggiori timori: «la Francia è stata abbandonata nelle mani degli ebrei».</p>
<p><figure id="attachment_23500" aria-describedby="caption-attachment-23500" style="width: 239px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23500" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Francois-Coty.jpg" alt="icotyfr001p1" width="239" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-23500" class="wp-caption-text">icotyfr001p1</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A causa di questo, Doriot propose l&#8217;amicizia con la Germania e divenne ammiratore dei loro nazionalsocialisti: se fino al 1937 il giornale di partito, «L&#8217;Emancipation Nationale», aveva trascurato gli ebrei,</p>
<p><figure id="attachment_23501" aria-describedby="caption-attachment-23501" style="width: 295px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23501" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard.jpg" alt="Maurice-Ivan Sicard" width="295" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard.jpg 295w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maurice-Ivan-Sicard-277x300.jpg 277w" sizes="auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption id="caption-attachment-23501" class="wp-caption-text">Maurice-Ivan Sicard</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">eccetto quelli algerini accusati di infedeltà verso la Francia, interessato solo alle cospirazioni comuniste, l&#8217;antisemitismo assunse poi maggior rilievo, soprattutto dopo le vittorie tedesche e l&#8217;occupazione del territorio francese.<br />
Maurice-Ivan Sicard, direttore del giornale, all&#8217;inizio aveva smentito propositi antisemiti o razzisti salvo vincere, nel 1944 il Prix de la France aryenne, fondato dal Parti populaire e chiedere l&#8217;espulsione degli ebrei dalla Francia il che, visti i tempi, significava la loro soppressione.</p>
<p><figure id="attachment_23502" aria-describedby="caption-attachment-23502" style="width: 253px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23502" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-395x512.jpg" alt="Léon Blum" width="253" height="328" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-395x512.jpg 395w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-232x300.jpg 232w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-768x994.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-945x1223.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Léon-Blum-600x777.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px" /><figcaption id="caption-attachment-23502" class="wp-caption-text">Léon Blum</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La Francia vide un fenomeno peculiare: mentre altrove il razzismo trovava concretezza politica, in questo paese rimase esclusivo patrimonio degli intellettuali, senza che i partiti di destra, come quello di Doriot, riuscissero mai ad avere qualche influenza.<br />
Ci fu un gruppo di giovani scrittori, attorno al giornale «Je suis partout», nato nel 1930, che ammirava Drumont e Maurras ed esaltava la guerra; essi erano razzisti ma l&#8217;alto concetto di sé ed il patriottismo li inducevano a differenziarsi dai nazisti precisando che il loro razzismo antiebraico era più moderato e meno irrazionale di quello tedesco; il loro leader Robert Brasillac accusava i nazisti di avere trasformato la razza in un concetto metafisico, mentre lui considerava gli ebrei un popolo pieno di sgradevoli caratteristiche.</p>
<p><figure id="attachment_23503" aria-describedby="caption-attachment-23503" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23503" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Robert-Brasillac.jpg" alt="Robert Brasillac" width="150" height="214" /><figcaption id="caption-attachment-23503" class="wp-caption-text">Robert Brasillac</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Specificità ribadita da un altro scrittore, Lucien Rebatet che nel 1938 dichiarava «noi non siamo razzisti» ma chiedeva, nel contempo, la separazione tra francesi ed ebrei.<br />
Questi giovani autori confusero, in realtà, il razzismo con lo spirito nietzschiano: essi aspiravano a divenirne i superuomini, inneggianti alla violenza e gli ebrei erano un ottimo materiale su cui sperimentare.</p>
<p><figure id="attachment_23504" aria-describedby="caption-attachment-23504" style="width: 264px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23504" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-512x459.jpg" alt="Lucien Rebatet" width="264" height="237" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-512x459.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-300x269.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet-600x538.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lucien-Rebatet.jpg 638w" sizes="auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px" /><figcaption id="caption-attachment-23504" class="wp-caption-text">Lucien Rebatet</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore francese più famoso, Louis-Ferdinand Céline, passò dalle preoccupazioni per la degenerazione all&#8217;appello al massacro degli ebrei e non fu l&#8217;unico, anche altri intellettuali aderirono al nazismo o al fascismo, come avvenne per il poeta tedesco Gottfried Benn.<br />
Le sue poesie, intrise di immagini di decadenza, simili a quelle di Céline in</p>
<p><figure id="attachment_23505" aria-describedby="caption-attachment-23505" style="width: 330px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23505" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-512x475.jpg" alt="Gottfried Benn" width="330" height="306" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-512x475.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-300x278.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-768x713.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-945x877.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918-600x557.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Gottfried-Benn-1918.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /><figcaption id="caption-attachment-23505" class="wp-caption-text">Gottfried Benn</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Viaggio al termine della notte&#8221;, rivelavano l&#8217;aspirazione a quei valori assoluti che il nazismo sembrava offrire, assieme alla sensazione eccitante di far parte di un movimento di massa virile; Ezra Pound, che nel suo paese non aveva un fascismo di questo tipo, scelse di vivere in Italia, un po&#8217; come i giovani e politicamente isolati scrittori francesi che dovettero cercare all&#8217;estero, magari dopo qualche breve esperienza nel movimento di Doriot.</p>
<p><figure id="attachment_23506" aria-describedby="caption-attachment-23506" style="width: 341px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23506" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-341x512.jpg" alt="Louis-Ferdinand Céline" width="341" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-341x512.jpg 341w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline-200x300.jpg 200w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Louis-Ferdinand-Céline.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px" /><figcaption id="caption-attachment-23506" class="wp-caption-text">Louis-Ferdinand Céline</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La Francia restò, tutto sommato, abbastanza immune da razzismo e fascismo perché godeva di relativa stabilità, era un paese cattolico e rurale, poco incline ad accettare il movimentismo razzista, inoltre lo sciovinismo e l&#8217;idea della potenza francese collideva in modo inconciliabile con le grandi adunate di Norimberga, così il razzismo rimase un movimento intellettuale senza presa politica e sulle masse.</p>
<p><figure id="attachment_23507" aria-describedby="caption-attachment-23507" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23507" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound.jpg" alt="Louis-Ferdinand Céline" width="234" height="302" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ezra-Pound-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px" /><figcaption id="caption-attachment-23507" class="wp-caption-text">Ezra Pound</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Europa orientale la situazione ebraica non fu particolarmente negativa: la presenza di partiti di destra antisemiti, nemici dei governi, impegnati a tutela di legge, ordine e anche delle esistenti strutture politiche e sociali del potere, favorì la protezione ebraica; in Ungheria e Romania le dittature si basavano sull&#8217;alleanza con le tradizionali gerarchie sociali e politiche che non volevano mettere a rischio l&#8217;ordine costituito.<br />
In questi paesi inoltre, i partiti comunisti erano stati messi al bando e la minaccia era il sovversivismo sovietico mentre il pericolo della rivoluzione veniva dalla destra radicale e non dalla sinistra radicale.</p>
<p><figure id="attachment_23508" aria-describedby="caption-attachment-23508" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23508" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania.jpg" alt="re Carol di Romania" width="260" height="365" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania.jpg 260w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/re-Carol-di-Romania-214x300.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /><figcaption id="caption-attachment-23508" class="wp-caption-text">re Carol di Romania</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Romania, ad esempio re Carol si proclamò dittatore per far fronte alle pressioni della «Legione dell&#8217;Arcangelo Michele», che aveva come scopo una dittatura sostenuta da contadini e operai; il relativo movimento di massa, la Guardia di ferro, considerava gli ebrei il simbolo della classe media romena sfruttatrice del popolo.<br />
Gli ebrei costituivano effettivamente una parte della classe media mentre la Guardia di ferro era in gran parte composta da contadini, guidati da studenti, il cui leader era il giovane Corneliu Zelea Codreanu.<br />
Codreanu era un nazionalsocialista, avversario del capitalismo finanziario e della corruzione (entrambi predominanti in Romania) che sperava nella rinascita nazionale intesa come sangue, terra e cristianesimo; pur non essendo razzista alla fine arrivò a credere che gli ebrei avessero intenzione di fondare in Romania una nuova Palestina, che avessero creato il bolscevismo e fossero gli sfruttatori e i sovvertitori della Romania.</p>
<p><figure id="attachment_23509" aria-describedby="caption-attachment-23509" style="width: 397px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23509" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-512x306.jpg" alt="Corneliu Zelea Codreanu" width="397" height="237" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-512x306.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-300x180.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu-600x359.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Corneliu-Zelea-Codreanu.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px" /><figcaption id="caption-attachment-23509" class="wp-caption-text">Corneliu Zelea Codreanu</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo capo carismatico era un cristiano mistico e ascetico, che parlava sempre del sacrificio di Cristo e ne paragonava la risurrezione con quella della nazione; il suo razzismo era ambiguo ma la sua ammirazione per Hitler genuina: anch&#8217;egli considerava gli ebrei male assoluto.<br />
Assassinato su ordine di re Carol nel 1938, la Guardia di ferro non ebbe più un capo all&#8217;altezza; il successore, Horia Sima, confidava in Hitler per portare al potere la Guardia e la cosa riuscì effettivamente, per alcuni mesi del 1941, quando, deposto re Carol, il nuovo dittatore, generale Antonescu, governò insieme con la Guardia di ferro (salvo poi farla fuori con l&#8217;aiuto tedesco): in quel periodo si registrarono feroci &#8220;pogrom&#8221; col massacro di almeno un migliaio di ebrei nella sola Bucarest.</p>
<p><figure id="attachment_23510" aria-describedby="caption-attachment-23510" style="width: 192px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23510" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Horia-Sima.jpg" alt="Horia Sima" width="192" height="264" /><figcaption id="caption-attachment-23510" class="wp-caption-text">Horia Sima</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Analoga situazione politica si ebbe in Ungheria dove il dittatore conservatore Nicolas Horthy aveva da temere, a destra, le Croci frecciate; in questo caso, però, il fondatore, pure lui un mistico sognatore dell&#8217;«ungarismo», Ferenc Szálasi, non ebbe forza sufficiente sebbene fosse riuscito ad attirare consensi soprattutto per l&#8217;idea di supremazia ungherese nel bacino danubiano.</p>
<p><figure id="attachment_23511" aria-describedby="caption-attachment-23511" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23511" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/generale-Antonescu.jpg" alt="generale Antonescu" width="280" height="210" /><figcaption id="caption-attachment-23511" class="wp-caption-text">generale Antonescu</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;«ungarismo» di Szálasi non mancava la condanna della razza ebraica ma questa non aveva quel posto preponderante che occupava invece nell&#8217;ideologia della Guardia di ferro ed in effetti Szálasi rifiutò la collaborazione nella deportazione ebraica dall&#8217;Ungheria. Il suo ruolo rimane comunque marginale poiché assunse il potere solo dall&#8217;ottobre 1944 al febbraio 1945, quando le armate sovietiche stavano già occupando il paese.</p>
<p><figure id="attachment_23512" aria-describedby="caption-attachment-23512" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23512" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ferenc-Szálasi.jpg" alt="Ferenc Szálasi" width="200" height="265" /><figcaption id="caption-attachment-23512" class="wp-caption-text">Ferenc Szálasi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ungheria e Romania videro destre numericamente consistenti anche grazie al fatto che non esistevano partiti marxisti, ma queste non riuscirono ad abbattere le dittature esistenti (conservatrici e non razziste, timorose com&#8217;erano di ogni cambiamento) così gli ebrei, seppur vittima di qualche persecuzione non furono oggetto di una sistematica politica antiebraica, almeno fino a quando la pressione tedesca costrinse i vari dittatori in quel senso.<br />
Discorso ben diverso va fatto per la Polonia: dopo la dittatura di Piłsudski i colonnelli che succedettero seguirono una politica saltuariamente razzista, ma senza mai usare il termine «razza», in omaggio al cattolicesimo, e a volte incoraggiarono anche la violenza antiebraica.</p>
<p><figure id="attachment_23513" aria-describedby="caption-attachment-23513" style="width: 373px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23513" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-373x512.jpg" alt="Józef Piłsudski" width="373" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-373x512.jpg 373w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1-218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-1.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px" /><figcaption id="caption-attachment-23513" class="wp-caption-text">Józef Piłsudski</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Esemplare fu la politica ebraica: nei consessi internazionali ove si trattava dei rifugiati ebrei tedeschi, la Polonia insisteva sempre anche sulla «eccedenza di ebrei» presenti nel suo territorio, fornendo così il destro agli altri di rifiutare i profughi tedeschi, per via del timore di dover poi ospitare i presunti 3 milioni di polacchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le zone dei Balcani dove l&#8217;Italia fascista esercitava la sua influenza furono più moderate; in Croazia gli ustacia di Ante Pavelic fomentarono i &#8220;pogrom&#8221;, ma quando rinchiusero gli ebrei nei campi, ne permisero la sopravvivenza e comunque tentarono di sottrarne un bel numero a queste misure restrittive.<br />
L&#8217;Italia ebbe un atteggiamento simile: nell&#8217;ottobre 1938 Mussolini aveva promulgato le proprie leggi razziali che prevedevano divieto di matrimoni misti, escludevano gli ebrei dal servizio militare e proibivano loro di avere grosse proprietà terriere, tuttavia questa legge era inoperante per gli ebrei che avevano preso parte alla grande Guerra o al movimento fascista; significativamente coniò un motto che ben esprimeva il concetto: «discriminare, non perseguitare».</p>
<p><figure id="attachment_23514" aria-describedby="caption-attachment-23514" style="width: 225px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23514" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić.jpg" alt="Ante Pavelić" width="225" height="335" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ante-Pavelić-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-23514" class="wp-caption-text">Ante Pavelić</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente Mussolini non era razzista né aveva un fardello ideologico totalizzante come Hitler, le leggi razziali, frutto di questa ambiguità, infatti volevano ridare dinamismo ad un fascismo consolidato al potere e mostrare amicizia verso la Germania: duplice fallimento perché l&#8217;Italia non aveva tradizione antisemita cui attingere e i tedeschi furono delusi dalla loro blanda applicazione.<br />
Mussolini utilizzò da cinico politico il sionismo che valorizzò quando utile in chiave anti inglese o sfruttò come minaccia per gli ebrei italiani se avessero mantenuto una doppia fedeltà.<br />
Il razzismo italiano, non ideologico, era nato con la guerra di Abissinia del 1935, diretto contro i neri e non contro gli ebrei; allora prese piede il concetto di razza e si stabilì che la fraternizzazione con gli indigeni equivaleva a mancanza di «dignità razziale», poi Mussolini cambiò rotta dopo aver sperimentato l&#8217;inutilità dei sionisti per la revoca delle sanzioni all&#8217;Italia: a quel punto pensò che le organizzazioni internazionali ebraiche gli si fossero rivoltate contro e si convinse perciò che la cospirazione mondiale ebraica contro il fascismo dovesse essere annientata.</p>
<p><figure id="attachment_23515" aria-describedby="caption-attachment-23515" style="width: 317px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23515" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-372x512.jpg" alt="Roberto Farinacci" width="317" height="436" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-372x512.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci-218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Roberto-Farinacci.jpg 436w" sizes="auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px" /><figcaption id="caption-attachment-23515" class="wp-caption-text">Roberto Farinacci</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Vi furono anche antisemiti convinti, come Roberto Farinacci, ma nessuno riuscì a creare un fronte unitario nazifascista contro gli ebrei, anzi generali e funzionari statali collaborarono per salvare dai nazisti quanti più ebrei fosse loro possibile.<br />
I razzisti rimasero isolati fino alla repubblica di Salò: il capo dell&#8217;ufficio preposto alla questione razziale Giovanni Preziosi, il cui periodico, «La vita italiana», era diventato il portavoce dell&#8217;antisemitismo italiano; egli fu traduttore dei &#8220;Protocolli&#8221; e aperto assertore delle teorie sulla cospirazione mondiale ebraica, ma il suo ufficio non ebbe alcun potere perché a Salò comandavano i tedeschi e Preziosi ne fu solo un collaboratore.<br />
Un altro importante teorico italiano del razzismo fu Julius Evola, interessato al mistero della razza e all&#8217;«anima razziale»; sostenitore di una pura razza italiana che creò copiando pedissequamente le qualità dell&#8217;ariano germanico, affibbiandole a una mitica «razza ariana mediterranea».</p>
<p><figure id="attachment_23517" aria-describedby="caption-attachment-23517" style="width: 262px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23517" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-376x512.jpg" alt="Julius Evola" width="262" height="357" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Evola.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px" /><figcaption id="caption-attachment-23517" class="wp-caption-text">Julius Evola</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il sogno di Evola era la nascita di un fronte comune europeo-ariano ed in questa logica egli considerò le S.S. come un'&#8221;élite&#8221; biologica ed eroica che paragonò ai cavalieri ghibellini; non ebbe nessun seguito ma comunque dopo la guerra restò convinto che gli ebrei fossero cospiratori e sovversivi.</p>
<p><figure id="attachment_23516" aria-describedby="caption-attachment-23516" style="width: 293px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23516" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi-.png" alt="Giovanni Preziosi" width="293" height="328" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi-.png 293w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Giovanni-Preziosi--268x300.png 268w" sizes="auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px" /><figcaption id="caption-attachment-23516" class="wp-caption-text">Giovanni Preziosi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il futuro del razzismo in Europa era soprattutto legato al successo o al fallimento della Germania nazista; esso divenne politica ufficiale della Germania il 30 gennaio 1933 quando Hitler assunse il cancellierato del Reich; sebbene fosse un governo di colazione con il conservatore «partito del popolo tedesco» (D.N.V.P.) quest&#8217;ultimo utilizzò lui pure l&#8217;antisemitismo per mobilitare le masse e comunque uscì ben presto dal governo.<br />
Giunto al potere Hitler iniziò subito la sua campagna, adottando misure viepiù severe, costantemente precedute da tentativi di eccitare le masse contro gli ebrei, in modo da far credere di essere lui a seguire la pubblica opinione e non di esserne l&#8217;istigatore; le prime misure erano volte a togliere loro la cittadinanza ma fu poi un crescendo continuo.<br />
Goebbels, intanto, in un catechismo nazista del 1931, stabiliva delle analogie col mondo animale, secondo un classico e pernicioso metodo utilizzato dal razzismo; egli sosteneva che gli ebrei sono uomini, ma è anche vero che le pulci sono animali, tuttavia non tutti gli animali sono utili ed infatti le pulci non vengono protette o nutrite, ma rese innocue.<br />
All&#8217;inizio sembrò che Hitler intendesse attuare il programma ufficiale nazista, limitandosi ad escludere gli ebrei dalla vita tedesca, il che creò confusione sia tra i tedeschi che tra gli ebrei tanto che trovò facilmente dei collaboratori, cosa che non accadde, invece, per la «soluzione finale»; ne fu un esempio Baldur von Schirach, capo della gioventù hitleriana, che protestò assieme alla moglie contro la deportazione degli ebrei dopo che la signora von Schirach aveva assistito per caso a un rastrellamento di ebrei in Olanda.</p>
<p><figure id="attachment_23518" aria-describedby="caption-attachment-23518" style="width: 370px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23518" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach.jpg" alt="Baldur von Schirach" width="370" height="493" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach.jpg 370w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Baldur-von-Schirach-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px" /><figcaption id="caption-attachment-23518" class="wp-caption-text">Baldur von Schirach</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La politica antiebraica progredì con lentezza tanto che alcuni ebrei, nel &#8217;35 tornarono in patria, ingannati dalla propaganda e probabilmente molti tedeschi mai avrebbero immaginato uno sterminio di massa nell&#8217;illuminato XX secolo, anche se questo non giustifica chi prese parte alle fasi iniziali della persecuzione.<br />
L&#8217;agire di Hitler non fu lineare; pur ossessionato dagli ebrei, sapeva procedere lentamente e con accortezza; egli, ad esempio, scelse la versione più moderata delle famigerate leggi di Norimberga del 1935, sfruttò con abilità il tempismo politico come faceva anche per la politica estera, fingendo di agire perché provocato o spinto da circostanze quali, ad esempio, l&#8217;assassinio del diplomatico tedesco Ernst vom Rath, compiuto a Parigi nel 1938 da un giovane ebreo, reazione che avrebbe portato alla tristemente famosa Kristallnacht.<br />
L&#8217;idea di Hitler di «spazio vitale» e di sterminio costituivano due facce di un medesimo disegno: un territorio dell&#8217;est con popolazione locale schiavizzata avrebbe potuto costituire il luogo ideale per eliminare gli ebrei, evitandosi le possibili lamentele in patria dove la campagna di eutanasia aveva dovuto subire, almeno formalmente, delle interruzioni a causa delle proteste.<br />
Quindi conquista della Polonia e soluzione finale erano un&#8217;unica efficiente scelta; le sue scelte furono frutto della sua elaborazione di cui sono pochi erano a conoscenza; Hitler fu il fulcro delle teorie razziste ed è bene capire a quali fonti si fosse abbeverato.</p>
<p><figure id="attachment_23519" aria-describedby="caption-attachment-23519" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23519" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher-.jpg" alt="Max Maurenbrecher" width="220" height="329" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher-.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Max-Maurenbrecher--201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23519" class="wp-caption-text">Max Maurenbrecher</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Hitler fece proprie le idee razziste a Vienna, dove circolavano abbondantemente, poi furono rafforzate da amicizie stabilite dopo la guerra ed arricchite, infine, a Monaco dopo il &#8217;18.<br />
A Vienna erano disponibili: il movimento di Lueger, di cui Hitler vide la fase finale, i più violenti pan-germanisti di von Schönerer, le sette razziste che alimentavano il «mistero della razza»; se del cattolicesimo di Lueger non c&#8217;è traccia, furono invece influenti le sette di Lanz von Liebenfels e Guido von List, divulgatori di una miscela di razzismo e teosofia.<br />
Probabilmente Hitler ne conosceva le opere poiché, in conversazioni di molto posteriori, egli batteva sempre sullo spiritualismo, sulle scienze occulte e sugli ebrei definiti «il principio del male» e non giudicati creature di carne e sangue; al contrario ignorava certamente le teorie della scienza della razza.<br />
Tutte idee abbastanza diffuse dopo la guerra di cui Hitler potrebbe avere preso visione attraverso i prestiti dall&#8217;Istituto nazionalsocialista &#8211; una biblioteca circolante fondata nei dintorni di Monaco tra il 1919 e il 1921 da un vecchio membro del partito &#8211; comprende tutte le opere principali sul razzismo: Houston Stewart Chamberlain, Richard Wagner, Langbehn e almeno tre libri di Max Maurenbrecher, che era un razzista &#8220;volkisch&#8221; ostile sia agli ebrei che alla Chiesa cristiana.<br />
Vi erano inoltre molti titoli dedicati ad eroi tedeschi dipinti nel loro presunto odio antiebraico, del tipo «Lutero e gli ebrei» o «Goethe e gli ebrei»; vi erano ancora un&#8217;annacquata versione del &#8220;Talmud-Jude&#8221; di Rohling, libri sulla socialdemocrazia come movimento ebraico e il volume di Nicostenski &#8220;L&#8217;estasi sanguinaria del bolscevismo&#8221; (&#8220;Der Blutrausch des Bolschevismus&#8221;). Oltre al libro di Treitschke sugli ebrei vi era un interessante romanzo di Émile Zola &#8220;L&#8217;Argent&#8221;, in cui viene dipinto lo stereotipo dell&#8217;ebreo capitalista.<br />
A Hitler, perciò, doveva essere nota la più comune letteratura razzista, tranne quella con pretese scientifiche.<br />
La maggior parte delle letture di Hitler era comunque dedicata alla storia medioevale austriaca e tedesca o a problemi contemporanei visti in ottica di destra, niente a che fare con gli ebrei insomma, letture comunque di scarsissimo valore.<br />
Più delle letture ebbe influenza l&#8217;incontro, a Monaco con Dietrich Eckart, commediografo e giornalista secondo il quale l&#8217;ebreo era il principio del male, il responsabile della sconfitta tedesca, del bolscevismo e della censura sugli scritti dello stesso Eckart, che riteneva dovessero avere maggior fortuna.<br />
Eckart era amico di Alfred Rosenberg tramite il quale aveva incontrato i &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221; che probabilmente prestò ad Hitler; tutti e tre questi amici condividevano l&#8217;idea che i &#8220;Protocolli&#8221; fossero strumento indispensabile per conoscere gli ebrei e i loro vari alleati bolscevichi, socialisti e liberali.<br />
L&#8217;idea di Eckart, però, non prevedeva alcun uso della forza contro gli ebrei: essi dovevano tornare nei ghetti ed essere esclusi dalla vita tedesca ma la loro presenza era indispensabile come elemento di contrasto e di stimolo per gli ariani.<br />
Insomma il programma di sterminio pare sia elaborazione esclusivamente hitleriana: in quegli anni Hitler era isolato, ma a differenza di profeti, studiosi e poeti, egli aveva senso pratico e fiuto politico, sapeva unire tattica politica e compromesso pur di arrivare al potere.<br />
La presa del potere del &#8217;33 apriva la strada alla realizzazione del programma nazista, col razzismo ora alleato con la morale della classe media e con le forze della legge e dell&#8217;ordine che poteva sperare in un roseo futuro, visto che i nazisti e i conservatori promettevano la restaurazione dell&#8217;ordine e il rafforzamento della morale e del decoro nella vita pubblica e privata.<br />
Il razzismo allora poteva sembrare un utile baluardo della moralità, della legge e dell&#8217;ordine contro i principi negativi del bolscevismo, del comunismo e degli ebrei così che anche chi non era antisemita poté accettare gli iniziali primi provvedimenti moderati contro gli ebrei.<br />
I nazisti seppero condurre una politica, dopo il gennaio 1933, che esprimeva sentimenti già da tempo diventati generali e dai quali era aliena nemmeno la sinistra; comunisti e nazisti avevano collaborato nel famoso sciopero dei lavoratori dei trasporti di Berlino del 1932, ma ancor più significativo, il partito comunista aveva cercato, già in precedenza, di contrastare l&#8217;ascesa nazista facendone propri alcuni temi nazionalisti di attrazione.<br />
Il razzismo si era consolidato al punto che i socialdemocratici negli ultimi anni della repubblica esitavano a presentare ebrei per cariche pubbliche, mentre i comunisti li eliminarono quasi completamente dal loro comitato centrale.<br />
La politica antiebraica nazista si connotò, agli inizi, per la prudenza: l&#8217;indebolimento ebraico doveva arrivare attraverso misure legali o amministrative; vi furono episodi di violenza da parte delle S.A. ma queste non erano ben viste da Hitler che non apprezzava l&#8217;irrequietezza delle S.A. che avrebbe potuto disturbare i suoi piani.<br />
La strategia hitleriana si mosse per tempo: il 01/04/1933 vene stabilito il boicottaggio delle attività economiche ebraiche, anche se varie corporazioni e giornali ebrei ne furono esentati; questo permise un altro tassello su ben diverso fronte, l&#8217;allontanamento degli avvocati e dei giudici ebrei dai tribunali tedeschi;venne poi adottata una legge che prevedeva l&#8217;esclusione degli ebrei da ogni ufficio statale.<br />
Malgrado le iniziative centrali, ogni singolo stato tedesco aveva la facoltà di adottare altre misure, più o meno severe; restava chiaro, comunque, ai funzionari del ministero degli Interni ostili al razzismo che nulla poteva essere fatto in favore degli ebrei, salvo tentare di proteggere solo coloro che avevano contratto matrimoni misti o erano di sangue misto.<br />
La strategia hitleriana era tale che il 15/09/1935, alla vigilia della promulgazione delle leggi di Norimberga, «leggi a protezione del sangue tedesco», l&#8217;unica cosa certa era che Hitler si opponeva al terrorismo diretto contro singoli ebrei e che si era impegnato a escludere gli ebrei dalla vita tedesca; nulla si sapeva di cosa si definisse ebreo e se, nella questione ebraica, intendesse realizzare il programma ufficiale del partito o chissà che altro.<br />
Le leggi di Norimberga, nella versione più moderata, scelta da Hitler, prevedevano la proibizione agli ebrei di sposare o avere relazioni extraconiugali con ariani, avere persone di servizio ariane o battere bandiera tedesca; queste secondo il Führer erano le sue decisioni definitive in materia, salvo smentirsi subito dopo, esattamente la stessa tecnica utilizzata in politica estera e molto valida per creare confusione e sconcerto negli avversari oltre che tra gli ebrei e pure tra i tedeschi.<br />
Mancando una definizione di ebreo c&#8217;era la speranza che della legge venisse data un&#8217;interpretazione morbida, ma questa ambiguità era voluta da Hitler che la intendeva, ovviamente, all&#8217;opposto; la questione venne comunque risolta dai burocrati: era ebreo chi aveva almeno tre nonni ebrei; con due nonni soltanto per essere ebreo necessitava il matrimonio con un&#8217;ebrea e l&#8217;appartenenza alla comunità religiosa; gli altri sangue misto erano cittadini del Reich a pieno diritto, e persino se un tedesco si fosse convertito al giudaismo, avrebbe mantenuto la sua cittadinanza.<br />
Questa apparente generosità sembrava mostrare che fosse già sopraggiunto il culmine delle misure ostili anche perché, salvo i liberi professionisti, non erano state adottate misure particolari per indebolire la posizione economica della maggioranza degli ebrei tedeschi; erano stati espropriati i beni, tra il &#8217;33 e il &#8217;37, di alcuni ebrei potenti e molto in vista, per lo più proprietari di giornali e di grandi magazzini, ma la maggioranza dei commercianti ebrei, nonostante il boicottaggio del &#8217;33, continuava a lavorare.<br />
Qualche segnale inquietante, però, non mancava, ma non fu colto: nel settembre 1935 fu compilato un elenco completo degli ebrei viventi in Germania, cittadini tedeschi e stranieri, senza il quale la soluzione finale non si sarebbe mai potuta realizzare.<br />
Elenchi compilati da Himmler e dalla Gestapo, segnale inquietante perché stava a indicare un passaggio importante: la politica ebraica stava transitando dai deboli ministri degli Interni e della Giustizia in quelle della polizia segreta, delle S.S. e di Heinrich Himmler.<br />
Anche la legge per la prevenzione delle malattie ereditarie del luglio &#8217;33 fu un segnale: essa non si limitò a recepire i motivi ispiratori della campagna a favore dell&#8217;eugenetica, ma avrebbe condotto all&#8217;eutanasia, eutanasia di cui Hitler aveva parlato privatamente quando vennero promulgate le leggi di Norimberga.<br />
Fu il periodo tra fine del 1937 e inizio del 1938 che vide un brusco cambiamento, in concomitanza con un rafforzamento generale del regime.<br />
Usciti dal governo e dal Comando supremo dell&#8217;esercito gli ultimi conservatori, Hitler comincia a svelare i piani segreti di guerra (il Protocollo Hossbach) e a pensare di accelerare l&#8217;espulsione degli ebrei dalla Germania, dove avrebbero potuto costituire una quinta colonna della «cospirazione ebraico-bolscevica» .<br />
Esemplare fu un frammento di discorso che tenne il 29 aprile 1937: «Non voglio costringere l&#8217;avversario a combattere&#8230; Invece gli dico: voglio annientarti! Poi la mia abilità mi aiuterà a metterti con le spalle al muro in modo che tu non possa colpirmi, mentre io potrò trafiggerti il cuore»; in esso si rivelava chiaramente l&#8217;intenzione del Führer di mettere sotto controllo la cospirazione ebraica.<br />
Verso la fine dell&#8217;autunno del &#8217;37 la politica hitleriana si rivelò per quel che era, senza più compromessi o ambiguità; leggi su leggi chiarirono rapidamente ogni dubbio lasciato irrisolto in precedenza: gli ebrei non ebbero più la possibilità di giovarsi degli sgravi fiscali e degli aiuti statali che in caso di necessità erano loro concessi, e alla fine furono espulsi da tutte le professioni.<br />
Passo importante, poi, fu l&#8217;«arianizzazione» dell&#8217;economia, messa sotto il controllo di Hermann Göring; in questo caso fu colpita tutta l&#8217;economia ebraica, dalle banche ai negozi di vendita al minuto, e fu accompagnata da azioni locali di boicottaggio come quelle augurate da Julius Streicher a Norimberga.</p>
<p><figure id="attachment_23522" aria-describedby="caption-attachment-23522" style="width: 372px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23522" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--372x512.jpg" alt="Julius Streicher" width="372" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--372x512.jpg 372w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher--218x300.jpg 218w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Julius-Streicher-.jpg 581w" sizes="auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px" /><figcaption id="caption-attachment-23522" class="wp-caption-text">Julius Streicher</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera continuò con la legge del 28 marzo 1938 che toglieva alle istituzioni religiose ebraiche la protezione legale, un modo per dire agli ebrei che avrebbero perso la personalità giuridica e la sicurezza personale; di fatto e giuridicamente ora si trovavano legalmente senza diritti e fuori legge.<br />
Nel frattempo i tedeschi avevano tentato di favorire l&#8217;emigrazione ebraica, senza grandi risultati sia perché gli ebrei stessi erano restii a partire sia perché erano falliti i tentativi per il trasferimento dei beni stipulati con la Palestina e con alcuni paesi dell&#8217;America latina, come l&#8217;Argentina e il Cile; si tentò allora l&#8217;emigrazione coatta e fu stabilito che gli ebrei non potessero portare con sé alcuna proprietà, tranne solo 10 marchi a persona, e si lasciò che gli accordi per il trasferimento dei beni cadessero in prescrizione<br />
L&#8217;espulsione cominciò con gli ebrei apolidi, poi con quelli polacchi: il 28 e 29 ottobre la Gestapo arrestò 15000 ebrei polacchi e li ricacciò al di là della frontiera dove, però, i polacchi non volevano questa «eccedenza di ebrei», che furono costretti a vivere per un certo periodo nella terra di nessuno, fino a che, alla fine, la Polonia li accolse.<br />
Il messaggio era chiaro: gli ebrei si trovavano ed essere senza uno stato che li accogliesse, rifiutati da tutti, quelli polacchi, poi, erano stati rifiutati o perseguitati già a partire dal 1919; per Hitler questi erano il vero volto del giudaismo mondiale di cui quelli più assimilati erano solo una quinta colonna.</p>
<p><figure id="attachment_23520" aria-describedby="caption-attachment-23520" style="width: 254px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23520" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-390x512.jpg" alt="Ernst vom Rath" width="254" height="333" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-390x512.jpg 390w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath-229x300.jpg 229w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-vom-Rath.jpg 410w" sizes="auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px" /><figcaption id="caption-attachment-23520" class="wp-caption-text">Ernst vom Rath</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23521" aria-describedby="caption-attachment-23521" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23521" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan.jpg" alt="Herschel Feibel Grynszpan" width="220" height="314" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Herschel-Feibel-Grynszpan-210x300.jpg 210w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23521" class="wp-caption-text">Herschel Feibel Grynszpan</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 gennaio 1938 il Führer ordinò che ogni ebreo assumesse il prenome di Israel o Sara, così tutti diventavano uguali sia i poveri emigranti dell&#8217;Est europeo, sia le vecchie famiglie ebraiche tedesche, e perciò tutti, non solo i polacchi o gli apolidi, furono costretti a vivere sino in fondo il proprio stereotipo, a vivere sulla terra di nessuno.<br />
Due eventi accelerarono poi le misure antiebraiche: l&#8217;Anschluss con l&#8217;Austria che portò in dote un gran numero di ebrei e l&#8217;omicidio di un diplomatico tedesco a Parigi, Ernst vom Rath, da parte di Herschel Grynszpan, un giovane ebreo i cui genitori erano tra quei polacchi espulsi sulla terra di nessuno.<br />
In Austria fu Hitler in persona che dettò le misure antiebraiche: immediata introduzione della legislazione vigente nel Reich, abrogazione dello status speciale degli ebrei di sangue misto, ai quali in Austria fu ritirata la cittadinanza a loro invece conservata nel Reich dopo la promulgazione delle leggi di Norimberga, eliminazione di ogni trattamento speciale agli ebrei che avevano combattuto nella prima guerra mondiale.<br />
Con l&#8217;unione all&#8217;Austria il cerchio si chiudeva definitivamente ma ancora una volta non tutti se ne accorsero, accecati dalla prospettiva dell&#8217;unione nella grande comunità germanica come si vide nel caso esemplare dell&#8217;arcivescovo di Vienna, cardinale Theodor Innitzer: nel 1933 egli si era rallegrato perché «la voce del sangue del &#8220;Volk&#8221; germanico» tornava a farsi sentire, ma tre anni dopo aveva condannato pubblicamente il razzismo. Ciononostante egli ora accolse con entusiasmo l&#8217;Anschluss ed ebbe dei ripensamenti solo quando fu attaccata la Chiesa ed era ormai troppo tardi per agire.</p>
<p><figure id="attachment_23523" aria-describedby="caption-attachment-23523" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23523" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-512x512.jpg" alt="Theodor Innitzer" width="512" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-512x512.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-300x300.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-768x768.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-945x945.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer-600x600.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Theodor-Innitzer.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23523" class="wp-caption-text">Theodor Innitzer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;omicidio di vom Rath fornì a Joseph Goebbels l&#8217;occasione per scatenare tumulti antiebraici; lui che era stato escluso dalla formulazione della politica ebraica organizzò la tristemente famosa «notte dei cristalli», Kristallnacht, nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, anniversario del fallito putsch di Hitler del 1923; in quell&#8217;occasione tutte le sinagoghe tedesche ebbero distrutte le finestre, devastati gli interni e molte vennero arse; alla fine 30000 ebrei furono rinchiusi nei campi di concentramento di Dachau e <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/sachsenhausen-e-altro.html" target="_blank">Sachsenhausen</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler fu favorevole all&#8217;iniziativa che aveva visto coinvolti gli ebrei più ricchi, che, peraltro, se in possesso delle carte di emigrazione erano lasciati liberi; la «notte dei cristalli» era stata comunque un precedente importante che aveva visto, inoltre, uno scontro interno ai gerarchi nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Göring e Himmler, infatti, si erano lamentati, anche se per motivi diversi: il primo perché vedeva distrutti beni del valore di milioni di marchi di cui avrebbe potuto liberamente disporre, il secondo perché temeva intoppi nel suo piano di sterminio e per via della concorrenza che gli veniva da Goebbels nella lotta per il potere.<br />
In realtà Göring ebbe il denaro che cercava, dato che i danni furono fatti pagare, con una forte tassa, agli stessi ebrei; per di più l&#8217;arianizzazione che sino allora era stata concessa a caso, fu ora formalizzata in un lungo elenco di attività vietate una volta per tutte agli ebrei. I loro conti in banca e investimenti furono confiscati.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-23524" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich.jpg" alt="Reinhold Heydrich" width="399" height="239" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich.jpg 399w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Reinhold-Heydrich-300x180.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" />Anche Himmler ebbe la sua ricompensa: gli ebrei divennero competenza delle S.S. e Reinhold Heydrich si assunse la totale esecuzione della politica ebraica<br />
Lo scontro tra Göring e le S.S. non si risolse perché nel 1939 gli uomini di Himmler e Heydrich ne volevano l&#8217;immediata espulsione, mentre Göring, che aveva la direzione generale della politica ebraica in quanto capo nominale della polizia segreta, voleva la loro reclusione nei ghetti.<br />
Hitler li tenne a freno in attesa di un nuovo rilancio e rivelò anche l&#8217;obiettivo finale; in un discorso del 30 gennaio 1939, ne proclamò l&#8217;annientamento; essi avevano sconfitto la Germania nella Grande Guerra per cui era bandita verso di loro ogni forma di clemenza: «Oggi voglio essere ancora una volta profeta: se il capitalismo ebraico internazionale in Europa e fuori di essa dovesse ancora una volta riuscire a gettare le nazioni in guerra, allora il risultato sarà non la bolscevizzazione della terra, ma la distruzione della razza ebraica in Europa».<br />
Hitler profetizzava quel che avrebbe realizzato; riprendendo il mito di Aasvero, l&#8217;ebreo errante che vuole distruggere la Germania con il bolscevismo e che è in attesa di rallegrarsi per la devastazione dell&#8217;Europa.<br />
Agli ebrei fu data la colpa della guerra scatenata da Hitler, questi, avendone colpa, dovevano pagarne il fio con l&#8217;annientamento.<br />
Come ha scritto Joseph Goebbels il 16 novembre 1941, gli ebrei avevano voluto la guerra e ora l&#8217;avevano.<br />
Hitler era stato abile ed aveva fatto cadere il nemico nelle sue stesse reti. Così, prima dello scoppio di una guerra tanto terribile, gli ebrei dovevano essere preparati per la distruzione, ma non dovevano essere ancora distrutti. L&#8217;opera di annientamento sarebbe cominciata dopo la conquista della Polonia.</p>
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		<title>il razzismo, l&#8217;aiuto di guerra e rivoluzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 09:46:06 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/il-razzismolaiuto-di-guerra-e-rivoluzioni/">il razzismo, l&#8217;aiuto di guerra e rivoluzioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo all&#8217;XI capitolo del bellissimo libro di George L. Mosse dedicato al razzismo; in questo caso specifico si affronta la questione della consuetudine alla violenza che la guerra aveva comportato, assieme alla vittoria dello stato nazione e degli ideali di cameratismo che tanto operarono nel mondo dell&#8217;estrema destra e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi dilungo oltre, ecco il sunto:</p>
<p style="text-align: justify;">Fu la Grande Guerra, con le sue conseguenze che permise al razzismo di realizzarsi politicamente in Europa; se la teoria razzista era già ampiamente diffusa, le conseguenze belliche ne permisero la pratica: gli ebrei, la più importante minoranza vivente in Europa, avevano assunto il ruolo del nemico e con la guerra anche la visibilità e l&#8217;isolamento che permetteva una più semplice persecuzione, aiutata dalla consuetudine alla violenza che permase anche dopo la fine degli eventi bellici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un contributo venne anche dalle rivoluzioni degli anni 1918-20 ma fu la prima guerra mondiale coi suoi cascami di cameratismo, eroismo e attivismo, ben inquadrati nella cornice della mistica nazionale, a dare forza ad un nazionalismo che  poteva mirare, indifferentemente, alla liberazione nazionale o alla vittoria su un nemico, il tutto accompagnato anche dall&#8217;assuefazione alle uccisioni di massa che la guerra aveva comportato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze belliche non avevano connotazioni razziste, ad esempio il cameratismo, ma tutte si fecero infiltrare dall&#8217;ideologia razzista quando questa assunse forza sufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di questa storia sembra la Francia la culla del razzismo, ma che il baricentro stesse transitando verso la Germania lo si può cogliere da un&#8217;iniziativa che fu esclusivamente tedesca: le statistiche sulla partecipazione ebraica nelle forze armate compilate dal Comando supremo nell&#8217;ottobre del 1916.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei avevano visto nella guerra un&#8217;occasione per raggiungere la completa assimilazione ma non era questo il pensiero diffuso: la mancata diffusione della statistica, l&#8217;esercito sosteneva di aver ricevuto lamentele sul fatto che gli ebrei o erano stati esentati dal servizio militare o se ne erano sottratti trovando posti sicuri nelle retrovie, contribuì ulteriormente al clima di sospetto nonostante gli ebrei, al contrario, fossero favorevoli alla pubblicazione che avrebbe smentito le accuse nei loro riguardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di grande importanza si rivelò, comunque, quel mix di ideali sorti durante la guerra; in particolare la guerra di trincea, col suo coinvolgimento totale, aveva rinvigorito il senso di cameratismo, di appartenenza, ed aveva comportato anche l&#8217;esaltazione di quei corpi di soldati scelti che guidavano gli assalti contro il nemico, le &#8220;truppe d&#8217;assalto&#8221; che balzavano dalle trincee sotto il micidiale fuoco del nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cameratismo fu il cemento di una costante opposizione alla democrazia liberale, priva di ideali e soddisfatta di sè.</p>
<p style="text-align: justify;">AL cameratismo si aggiunse anche quello spirito che si diffondeva dal campo di battaglia, come ben descrisse, in Italia, Gabriele D&#8217;Annunzio che contrapponeva le truppe d&#8217;assalto (il cui simbolo era una fiamma nera), simbolo di rigenerazione personale e nazionale, alla degenerazione della modernità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le virtù di questi combattenti avevano, com&#8217;è intuibile, anche valenza esteriore: il loro aspetto fisico, secondo gli stilemi classici elaborati a partire dal secolo XVIII non poteva essere indifferente, la bellezza virile dei soldati prevedeva il loro essere biondi e avere forme classiche, come testimoniano le lettere dal fronte di Otto Braun &#8220;Dagli scritti postumi di un giovane prodigio&#8221; (&#8220;Aus Nachgelassen Schriften eines Frühvollendeten&#8221;, o la vita dell&#8217;inglese Rupert Brooke «il giovane Apollo dai capelli d&#8217;oro».</p>
<p style="text-align: justify;">Questa &#8220;comunità&#8221; non erano razziste, in origine, ma offrivano rifugio in un ideale di solidarietà maschile unita da bellezza e sacrificio, ideali diffusi in tutta Europa anche se con sottolineature diverse: in Francia non si parlava del colore dei capelli e in Italia si sottolineava lo spirito guerresco piuttosto che l&#8217;aspetto fisico ma lo spirito era il medesimo.</p>
<p><figure id="attachment_23469" aria-describedby="caption-attachment-23469" style="width: 340px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23469" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-340x512.jpg" alt="Ernst Jünger" width="340" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-340x512.jpg 340w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger-199x300.jpg 199w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ernst-Jünger.jpg 352w" sizes="auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px" /><figcaption id="caption-attachment-23469" class="wp-caption-text">Ernst Jünger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo ideale di uomo fece comunque presa in varie nazioni ed alimentò il razzismo ma fu la Germania che ebbe il più famoso esponente teorico, Ernst Jünger, un autore che esaltò il combattimento come la più intima esperienza dell&#8217;uomo, capace di generare una nuova razza di eroi: «&#8230; una razza completamente nuova, energia fatta persona e colma d'&#8221;élan&#8221;. Corpi agili, sottili e muscolosi, volti risplendenti con occhi che hanno visto migliaia di orrori. Questi sono gli uomini che vinsero, uomini d&#8217;acciaio&#8230;».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini descritti da Jünger rappresentavano la miglior volontà nazionale, i cui nemici non potevano che essere espressioni di razze inferiori, rivoluzionari, massoni e spessissimo, ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">La carneficina della Grande Guerra indusse ad una brutalizzazione delle coscienze che o si rassegnarono all&#8217;inevitabile o operarono l&#8217;esaltazione di quanto di tremendo accaduto: il cameratismo univa così chi aveva rifiutato la volgarità dell&#8217;esistenza quotidiana in vista del supremo sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte in guerra divenne addirittura una &#8220;imitatio Christi&#8221;, con relativa resurrezione; i tedeschi sconfitti arrivarono a sostenere che i soldati defunti in realtà non muoiono mai bensì continuano, risorti, a combattere non solo nel Valhalla, ma nel cuore di ogni patriota: la sconfitta non doveva, quindi, indurre la rassegnazione ma esortare alla lotta per la resurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Idee non diverse propagandò anche D&#8217;Annunzio in Italia: la resurrezione, in realtà un pallido surrogato, la si ottiene nel perpetuo scorrere delle nuove generazioni al servizio degli ideali nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tale destino di eternità era escluso, logicamente, il nemico che moriva di una morte diversa e definitiva, il che avrebbe avuto le sue conseguenze anche verso gli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornarono in vita anche i segni del dolore, corpi mutilati e cadaveri su campo di battaglia furono riprodotti dai libri illustrati, di moda all&#8217;epoca, e senza orrore, anzi essi costituirono motivo di rimpianto per i giovani che quell&#8217;occasione avevano mancato per motivi d&#8217;età, una sorta di sfida virile perduta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Germania, inoltre, subì un&#8217;occupazione negli anni 1919-20 ad opera della Francia che utilizzò delle truppe marocchine e senegalesi della sua armata del Reno; nel 1920, a fronte dell&#8217;occupazione di Francoforte sul Meno ci fu la reazione indignata, di massa ed organizzata dei tedeschi che lamentavano che «i negri senegalesi» stavano profanando l&#8217;università di Francoforte e la Casa di Goethe.</p>
<p><figure id="attachment_23470" aria-describedby="caption-attachment-23470" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23470" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter-.jpg" alt="Arthur Dinter" width="200" height="323" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter-.jpg 200w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Arthur-Dinter--186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption id="caption-attachment-23470" class="wp-caption-text">Arthur Dinter</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La stessa neonata repubblica tedesca sfruttò questa «violenza negra alla Germania» per avere simpatie anche dall&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Furono quindi i neri e non gli ebrei i primi destinatari dell&#8217;accusa di &#8220;Kulturschande&#8221; («violenza alla cultura»); questi furono oggetto di preoccupazioni razziste ma anche, quasi inevitabilmente, di preoccupazioni sessuali, considerando la fama sessuale dei neri, ritenuta superiore a quella dei bianchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Accuse sostenute da giornali e libri vari che non svanirono tanto velocemente, anzi; in questi timori comparivano comunque anche gli ebrei accusati di essere corresponsabili dell&#8217;occupazione e di combattere una «guerra negro-ebraica» contro i tedeschi; tale fu il turbamento provocato da questa occupazione (e la solidarietà da parte di paesi come gli USA) che nell&#8217;occupazione della Ruhr nel 1923-24 i francesi si guardarono bene dall&#8217;utilizzare nuovamente truppe di colore.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i neri furono la miccia, l&#8217;incendiò divampò con gli ebrei sui quali si trasferì velocemente l&#8217;attenzione razzista: nei &#8220;pamphlets&#8221; e nei romanzi sugli anni dell&#8217;occupazione erano i negri a violentare le donne tedesche ma già nel 1918 fu pubblicato un romanzo di Arthur Dinter &#8220;Il delitto contro il sangue&#8221; (&#8220;Die Sünde wider das Blut&#8221;) che proponeva una questione ben più subdola: un ricco ebreo sposa una donna tedesca; sebbene questa poi lo lasci per sposare un ariano, i loro figli mantengono i caratteri dello stereotipo ebraico. La questione, insomma, della purezza razziale, irrimediabilmente compromessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri motivi di inquietudine vennero da un episodio accaduto ad Amburgo nel 1919: la comunità ebraica dovette denunciare la polizia che aveva affisso manifesti di ricerca di un criminale descritto come «un grasso ebreo» dal «naso ebraico»; contemporaneamente  nella Baviera settentrionale la polizia sosteneva che l&#8217;antisemitismo, pur deplorato, era inevitabile perché «ha le sue radici nelle diversità di razza che separano la tribù israelitica dal nostro &#8220;Volk&#8221;».</p>
<p><figure id="attachment_23471" aria-describedby="caption-attachment-23471" style="width: 151px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23471" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Béla-Kun.jpg" alt="Béla Kun" width="151" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-23471" class="wp-caption-text">Béla Kun</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ebreo fungeva da capro espiatorio di un&#8217;instabilità angosciosa: tra il 1918 e il 1920 nei paesi ov&#8217;erano accadute o minacciate delle rivoluzioni vi fu un&#8217;impennata del razzismo; gli ebrei erano visti come leader (Béla Kun in Ungheria) rivoluzionari bolscevichi, il che era del tutto inesatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi fu chi partecipò attivamente alla vita politica (di sinistra) e alle rivoluzioni, questi lo fecero spesso perché si aspettavano poi vera eguaglianza e fine delle discriminazioni; partecipazione legittima e comprensibile, peraltro molto marginale quantitativamente, ma utile, ancora una volta, ad attizzare il fuoco dello stereotipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico il collegamento fu tra caduta del vecchio ordine e rivoluzione bolscevica: gli ebrei, in questo, erano «antinazionali» e quindi pericolosi nemici, specie per chi, in Germania, una neonata destra radicale, nata da sconfitta e umiliazioni, intendeva liberare la patria dai rossi e, appunto, dagli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu nell&#8217;Europa orientale, Germania ed Austria comprese, che attecchì questo pensiero, paesi in cui gli ebrei avevano acquistato una visibilità che sicuramente non avevano ottenuto in egual misura in Francia e in Inghilterra.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi paesi, alla consueta accusa di essere degli sfruttatori capitalisti, gli ebrei assommarono anche quella di rivoluzionari, divennero insomma dei rivoluzionari sfruttatori, che fu il passo utile per arrivare alla teoria della cospirazione ebraico-capitalista-bolscevica, punto di raccolta di tutti i nemici della liberazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa situazione comparvero i famosi e famigerati &#8220;Protocolli dei saggi anziani di Sion&#8221;, che i reazionari Cento Neri, fuggendo dalla Russia, avevano portato con loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La Russia, in effetti, sembrava essere il fulcro della cospirazione ebraico-bolscevica che da lì avrebbe preso il potere in ogni nazione europea ma, se nella maggioranza di questi l&#8217;effetto razzista non fu particolarmente significativo, nella sconfitta e rivoluzionaria Germania si ebbero reazioni diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste ci fu l&#8217;opera di Fritz Halbach intitolata &#8220;Kamerad Levi&#8221; un romanzo che ipotizzava un&#8217;alleanza tra un ricco padre banchiere ed un figlio giovane agitatore comunista, entrambi interessati al dominio sul mondo, seppur su barricate diverse; inutile dire quale fosse la razza di appartenenza dei protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler diede tal credito alle teorie complottiste ebraico bolsceviche da ordinare, durante la campagna di Russia, l&#8217;immediata esecuzione di qualsiasi commissario politico bolscevico catturato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione focalizzata sugli ebrei non produsse &#8220;pogrom&#8221;, ma in tutta Europa varie organizzazioni sociali e culturali adottarono provvedimenti restrittivi nei loro riguardi: dal certificato di arianità delle confraternite studentesche tedesche, al numero chiuso delle organizzazioni studentesche nazionali di tutta l&#8217;Europa orientale; dalla politica antisemita delle destre (per fini elettoralistici), all&#8217;esclusione dalle associazioni dei reduci di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Germania e Austria non videro particolari disordini (ma con l&#8217;avvento del nazismo ovviamente le manifestazioni aumentarono, più o meno spontaneamente), l&#8217;Europa orientale vide, invece, un clima di violenza dovuto anche al fatto che spesso gli ebrei costituivano la classe media, quindi più esposta, ed erano stati pure rivoluzionari, in territori che, essendo vicini all&#8217;Unione Sovietica, suscitavano sicure preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli imperi dissolti di Russia ed Austria Ungheria avevano lasciato il problema di una sovrappopolazione rurale non accompagnata da uno sviluppo industriale sufficiente ad assorbirla; le soluzioni prospettate erano o una rivoluzione guidata dai sovietici o la perpetuazione a loro favore della situazione di miseria esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta l&#8217;idea di capitalista sfruttatore e rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa scomoda posizione, gli ebrei dell&#8217;Europa centrale dovettero aggiungere la progressiva perdita di potere cui stavano andando incontro: se un tempo la loro funzione sociale era imprescindibile (sostegno economico ai grandi proprietari terrieri, detentori del potere politico), le condizioni postbelliche, invece li resero superflui e oggetto dell&#8217;odio come rivoluzionari, come oppressori capitalisti e come rivali della classe media</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Europa centrale ed occidentale, al contrario, non aveva mai visto gli ebrei in una situazione così indispensabile, oltre al fatto che la classe media era di ispirazione liberale ma questo, se impedì persecuzioni e massacri, non fu comunque un valido argine all&#8217;avvento del razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;Europa orientale, dove questi baluardi non esistevano, i &#8220;pogrom&#8221; non tardarono a scatenarsi contro gli ormai inutili ebrei: quelli del 1918 furono tra i più spietati mai avvenuti a memoria d&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Polonia, in particolare vide con particolare sfavore i tre milioni di ebrei che vivevano nel paese; l&#8217;idea della cospirazione ebraico-bolscevica prese piede durante la guerra contro l&#8217;Unione Sovietica del 1920, quando ufficiali e truppe ebree polacche vennero escluse dai combattimenti quando non addirittura internate.</p>
<p><figure id="attachment_23467" aria-describedby="caption-attachment-23467" style="width: 458px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23467" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-458x512.jpg" alt="Józef Piłsudski" width="458" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-458x512.jpg 458w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-268x300.jpg 268w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-768x859.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-945x1057.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski-600x671.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Józef-Piłsudski.jpg 1463w" sizes="auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px" /><figcaption id="caption-attachment-23467" class="wp-caption-text">Józef Piłsudski</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un antisemitismo molto diffuso in esercito e chiesa, in uno stato risorto come polacco e cattolico, che divampò tra le due guerre nonostante la benevolenza e persino l&#8217;amicizia dimostrata dalla dittatura del maresciallo Józef Piłsudski, andata al potere nel 1926; tuttavia nel 1935, alla morte di Piłsudski la situazione peggiorò in conseguenza dell&#8217;alleanza del partito conservatore e dei democratici nazionali con i militari, veri detentori del potere; vennero adottati provvedimenti antisemiti che spaziavano dai banchi speciali nelle università al boicottaggio economico favorito da chiesa e stato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo capitolo si ebbe nel 1938 quando i nazisti espulsero dal Reich 15000 ebrei polacchi che la Polonia rifiutò di accogliere nonostante fossero suoi cittadini, non certo un buon segnale per il futuro incombente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo che succedette a Piłsudski sosteneva che gli ebrei fossero di nazionalità diversa e quindi non assimilabili; pur dichiarando di rifiutare il razzismo il governo obbligò gli ebrei ad emigrare e li dipinse (al pari della chiesa cattolica) come sporchi e trasandati, usurai e persino come praticanti lo schiavismo bianco.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica si manteneva ambigua perché utilizzava comunque l&#8217;antisemitismo in chiave di unità nazionale anche se invitava alla moderazione gli antisemiti della destra più estrema; pochi furono, nel dopoguerra, gli atti di violenza ed anche il razzismo manteneva ancora caratteristiche di ambiguità perché ancor troppo miscelato al consueto antisemitismo cattolico tradizionale.</p>
<p><figure id="attachment_23472" aria-describedby="caption-attachment-23472" style="width: 374px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23472" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--374x512.jpg" alt="Nicolas Horthy" width="374" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--374x512.jpg 374w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--219x300.jpg 219w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy--600x821.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Horthy-.jpg 748w" sizes="auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px" /><figcaption id="caption-attachment-23472" class="wp-caption-text">Nicolas Horthy</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Europa i partiti di destra radicale erano nati sulla scia della rivoluzione e della controrivoluzione, ma le forze al potere più che loro espressione erano reazionarie, tuttavia anche da parte di queste vi fu, in alcuni casi, l&#8217;utilizzo dell&#8217;antisemitismo per fini politici, come nei casi di Nicolas Horthy in Ungheria e la dittatura militare in Polonia dopo il 1935 (con anche la Romania in una situazione irrisolta).</p>
<p style="text-align: justify;">I reazionari al governo in questi paesi riuscirono, fino agli anni &#8217;30, a tenere a freno  le violenze antisemite delle destre radicali, cosa che non riuscì, invece, alle deboli democrazie parlamentari; la loro politica non mirava certamente alla tutela ebraica ma alla conservazione di legge e ordine che temevano potessero crollare sotto le spinte della destra: né Horthy in Ungheria, né il re in Romania, né Ignaz Seipel in Austria e nemmeno Piłsudski in Polonia erano razzisti; il loro fu sempre un antisemitismo cristiano e tradizionale: gli ebrei dovevano essere tenuti fuori del governo e a distanza, ma lasciati in pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa moderazione trovò, però, in seguito la contestazione delle Croci frecciate in Ungheria, della Guardia di ferro in Romania, dei nazisti in Austria e di altri movimenti similari.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23488 alignright" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Ignaz-Seipel-.jpg" alt="Ignaz Seipel" width="200" height="228" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso fenomeno avvenne nell&#8217;Europa occidentale, anche qui il tradizionale nazionalismo conservatore mantenne maggior importanza della destra radicale, anche grazie al fatto che non erano paesi sconfitti, con contrasti tra nazionalità o vittime di rivoluzioni: se la Francia ebbe l&#8217;Action française e altri gruppuscoli insignificanti, l&#8217;Inghilterra non ebbe nulla di rilevante fino al 1932, quando Sir Oswald Mosley fondò l&#8217;Unione britannica dei fascisti.</p>
<p><figure id="attachment_23473" aria-describedby="caption-attachment-23473" style="width: 376px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23473" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-376x512.jpg" alt="Oswald Mosley" width="376" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Sir-Oswald-Mosley.jpg 587w" sizes="auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px" /><figcaption id="caption-attachment-23473" class="wp-caption-text">Oswald Mosley</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La stessa Germania vide una destra radicale insignificante durante gli anni &#8217;20, in paragone alle altre forze politiche presenti: Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa (&#8220;Deutschvölkische Schultz- und Trutzbund&#8221;)  o partito dei lavoratori tedeschi poi trasformatosi in partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (nato da un&#8217;associazione di destra &#8211; la Thule Bund -, costituitasi durante la rivoluzione bavarese del 1918) erano realtà insignificanti, nate in reazione alla rivoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La «Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa», nata nel 1919, fu quella che ebbe qualche rilievo durante la repubblica di Weimar; raggiunse un consistente numero di iscritti, riesumò le accuse di omicidio rituale, ristampò il &#8220;Talmud-Jude&#8221; di Rohling e curò la distribuzione dei &#8220;Protocolli&#8221; tradotti in tedesco dalla «Società contro l&#8217;arroganza ebraica»; ebbene essa per prima coniugò teoria e prassi, iniziando ad usare in maniera estesa la violenza, assieme ad altri gruppi di estrema destra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi ultimi, spesso guidati dai cosiddetti Corpi liberi, Freikorps, militari che avevano rifiutato la smobilitazione ed avevano deciso di applicare la legge in modo autonomo, eliminando i rivali politici e ricevendo in cambio condanne blande e poco rilevanti, avendo il sostegno deciso della magistratura della nuova repubblica, che, però, pur di destra, protesse comunque gli ebrei dalle accuse loro rivolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli omicidi politici, cosiddetti assassinii della «Fehme» (ordinati da tribunali segreti autonominatisi), venivano commessi da studenti delle scuole superiori, molti poco più che diciassettenni, un bacino d&#8217;utenza giovane, a differenza degli altri partiti che avevano sostenitori più anziani.</p>
<p><figure id="attachment_23474" aria-describedby="caption-attachment-23474" style="width: 241px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23474" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann.jpg" alt="Philip Scheidemann" width="241" height="348" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann.jpg 332w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Philip-Scheidemann-208x300.jpg 208w" sizes="auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px" /><figcaption id="caption-attachment-23474" class="wp-caption-text">Philip Scheidemann</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questa organizzazione, la Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa, sostenne, ammantandole col velo della giustizia, queste esecuzioni sommarie: dai tentati assassinii di Philip Scheidemann, il socialdemocratico che aveva firmato il trattato di Versailles, e del pubblicista ebreo Maximilian Harden, agli omicidi del leader del partito del centro Matthias Erzberger, da essa ritenuto responsabile della capitolazione tedesca e di quello del ministro degli Esteri ebreo Walter Rathenau, dapprima istigato e poi realizzato nel 1922, evento che indusse la repubblica a dichiarare la Lega fuori legge (ma ne divenne erede e successore il partito nazionalsocialista dei lavoratori di Monaco).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa violenza fu un&#8217;ottima palestra per chi, successivamente, sarebbe stato protagonista dello sterminio degli ebrei; tra questi si distinsero Martin Bormann e Rudolf Höss entrambi assassini della «Fehme».</p>
<p style="text-align: justify;">Il clima di violenza permase anche oltre la fine della guerra ma fu solo in Germania che questo occasionò l&#8217;ascesa della destra estrema: Lega agraria (&#8220;Bund der Landwirte&#8221;) e il sindacato degli impiegati del commercio si misero al servizio della Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa ed il putsch di Kapp del marzo 1920, seppur fallito, mise in luce proprio l&#8217;alleanza tra i conservatori, i Corpi liberi e il razzismo &#8220;volkisch&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_23475" aria-describedby="caption-attachment-23475" style="width: 170px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23475" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Maximilian_Harden_1914.jpg" alt="Maximilian Harden" width="170" height="233" /><figcaption id="caption-attachment-23475" class="wp-caption-text">Maximilian Harden</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il promotore del putsch, Wolfgang Kapp era un pan-germanista membro dell&#8217;aristocrazia prussiana, fautore di un colpo di stato improntato al conservatorismo tradizionale, tanto da impedire un &#8220;pogrom&#8221; contro gli ebrei di cui erano fautori alcuni appartenenti al Corpo libero di Ehrhardt.</p>
<p><figure id="attachment_23468" aria-describedby="caption-attachment-23468" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23468" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Matthias-Erzberger.jpg" alt="Matthias Erzberger" width="204" height="250" /><figcaption id="caption-attachment-23468" class="wp-caption-text">Matthias Erzberger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La fedeltà dell&#8217;esercito alla Repubblica fece fallire il putsch, ma nell&#8217;esercito era entrato l&#8217;antisemitismo (ad esempio: nel 1920, un promemoria presentato da un reggimento al ministro-presidente bavarese chiedeva il massacro degli ebrei nel caso in cui gli alleati avessero di nuovo imposto il blocco alla Germania) e successivamente anche la delusione verso la repubblica, il che significò apertura alle idee della Lega &#8220;volkisch&#8221; di difesa e offesa: il razzismo, già penetrato tra i grossi proprietari terrieri e i conservatori, adesso sfondava anche nell&#8217;esercito e nella marina.</p>
<p style="text-align: justify;">La fine della guerra aveva visto l&#8217;apoteosi dello stato-nazione; non solo la destra, ma anche la sinistra esibiva uno spirito nazionalista e patriottico; al contrario gli ebrei si trovarono a essere considerati un popolo straniero se non addirittura una nazione straniera col doppio conseguente pericolo di trovarsi come un popolo senza nazione e come un gruppo separato nella nazione e senza una propria base di potere.</p>
<p><figure id="attachment_23476" aria-describedby="caption-attachment-23476" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23476" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Walter-Rathenau.jpg" alt="Walter Rathenau" width="220" height="244" /><figcaption id="caption-attachment-23476" class="wp-caption-text">Walter Rathenau</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questa pericolosa posizione, però, non era percepita dagli ebrei dell&#8217;epoca perché ancora reggeva la vecchia tradizione liberale di tolleranza: in Europa occidentale e centrale i governi erano tolleranti e ostili alle discriminazioni ed anche i partiti della sinistra e del centro erano favorevoli all&#8217;assimilazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiti di questo tipo erano forti in Inghilterra e Francia (nei partiti inglesi come nei socialisti e radicali-socialisti francesi), ma anche nei liberali romeni e pure in Germania dove i socialdemocratici e i partiti del centro non erano ostili agli ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_23477" aria-describedby="caption-attachment-23477" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23477" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp.jpg" alt="Wolfgang Kapp" width="235" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp.jpg 235w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Wolfgang_Kapp-220x300.jpg 220w" sizes="auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px" /><figcaption id="caption-attachment-23477" class="wp-caption-text">Wolfgang Kapp</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra radicale, i comunisti e gli scissionisti, che avevano avuto come sostenitori degli ebrei, nei tentativi di rivolta del dopoguerra, propugnavano la totale assimilazione ebraica ma con spirito ben diverso da quello liberale.</p>
<p style="text-align: justify;">Karl Kautsky, esponente di spicco del socialismo prebellico, dopo la guerra fissò i termini della questione ebraica, riprendendo le opinioni, negative, di Marx, senza di fatto alcuna modifica; nella sua opera del 1914 &#8220;Razza e giudaismo&#8221; (&#8220;Rasse und Judentum&#8221;) riproduceva lo stereotipo ebraico, ovviamente negativo, ritenendo gli ebrei vittime di un attaccamento feticistico ai beni materiali, amore per il denaro e dedizione al commercio, insomma nulla di nuovo, ma propugnava anche la loro scomparsa che sarebbe avvenuta se essi avessero abbandonato la loro religione per aderire alla lotta proletaria per la liberazione dell&#8217;umanità: evidentemente pace e fratellanza universali ne sarebbero conseguite, senza più distinzioni di razza.</p>
<p><figure id="attachment_23478" aria-describedby="caption-attachment-23478" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23478" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-342x512.jpg" alt="Martin Bormann" width="235" height="352" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-342x512.jpg 342w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann-201x300.jpg 201w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Martin-Bormann.jpg 535w" sizes="auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px" /><figcaption id="caption-attachment-23478" class="wp-caption-text">Martin Bormann</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23479" aria-describedby="caption-attachment-23479" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23479" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss.jpg" alt="Rudolf Höss" width="260" height="421" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss.jpg 260w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Rudolf-Höss-185x300.jpg 185w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /><figcaption id="caption-attachment-23479" class="wp-caption-text">Rudolf Höss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Una posizione rigettata dai socialdemocratici tedeschi, di origini liberali ma fatta propria dai partiti comunisti  sia in Europa che in Unione Sovietica: gli ebrei non costituivano una nazionalità separata, ma un popolo ingannato dal suo stesso ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i comunisti da condannare era il capitale, a prescindere che fosse ariano od ebreo, tuttavia lo stereotipo antiebraico di Marx e di Kautsky attecchì in Germania dove la sinistra doveva competere con la destra radicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne fu esempio Karl Radek, inviato del Comintern in Germania: nel 1923 egli lodò il martire nazista Albert Leo Schlageter per l&#8217;opposizione all&#8217;occupazione francese della Ruhr e, contemporaneamente, auspicò la fine del «capitale circonciso e non circonciso»; messaggio identico venne ripreso nel 1930 da Heinz Neumann quando invitava nazisti e comunisti  ad unirsi in lotta comune.</p>
<p><figure id="attachment_23480" aria-describedby="caption-attachment-23480" style="width: 226px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23480" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky-.jpg" alt="Karl Kautsky" width="226" height="364" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky-.jpg 226w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Kautsky--186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px" /><figcaption id="caption-attachment-23480" class="wp-caption-text">Karl Kautsky</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_23481" aria-describedby="caption-attachment-23481" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23481" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek.jpg" alt="Karl Radek" width="231" height="308" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek.jpg 360w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Karl-Radek-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" /><figcaption id="caption-attachment-23481" class="wp-caption-text">Karl Radek</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nel contempo comitato centrale del partito comunista e stampa di sinistra eliminarono quasi tutte le presenze ebree al loro interno, secondo i dettami di Mosca dove Stalin stava trionfando su Trotski e dove l&#8217;antisemitismo stava riprendendo piede, anche se non connotato tanto di razzismo quanto mirato alla scomparsa dell&#8217;ebreo secondo le teorie marxiste, assorbito nel proletariato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ironia, tragica, della sorte, al rifiuto del razzismo si accompagnò, però, l&#8217;accusa di razzismo rivolta agli stessi ebrei che sia in Russia che in Germania rioccuparono il posto dei cospiratori: da cospirazione ebraico-bolscevica, si passò a «ebraicosionista» o «ebraico-cosmopolita», quindi contro gli ideali egualitari dei comunisti e contro le nazioni tedesca e russa.</p>
<p><figure id="attachment_23482" aria-describedby="caption-attachment-23482" style="width: 168px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23482" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Heinz-Neumann.jpg" alt="Heinz Neumann" width="168" height="209" /><figcaption id="caption-attachment-23482" class="wp-caption-text">Heinz Neumann</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere l&#8217;atteggiamento sovietico non era differente da quello ottocentesco: tutti i diritti al singolo ebreo, nessuno a loro in quanto razza o comunque gruppo, purtroppo il singolo ebreo era visto dal partito come un possibile infiltrato e quindi guardato con sospetto.</p>
<p><figure id="attachment_23483" aria-describedby="caption-attachment-23483" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23483" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Albert-Leo-Schlageter.jpg" alt="Albert Leo Schlageter" width="170" height="170" /><figcaption id="caption-attachment-23483" class="wp-caption-text">Albert Leo Schlageter</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1918 in avanti, in definitiva, anche i più decisi oppositori del razzismo potevano comunque far proprio lo stereotipo ebraico ed il relativo mito della cospirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo più o meno lentamente si era intanto diffuso in tutta Europa, mettendo in difficoltà anche i socialdemocratici tedeschi ma questo era dovuto alla preponderanza dei temi politici imposti dalla destra cui centro e sinistra dovevano controbattere chiusi all&#8217;angolo da chi dominava la scena, cioè la destra razzista.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu la Germania che registrò questa vittoria anticipata delle destre: né Austria né Ungheria, seppur sconfitte, avevano vissuto le turbolenze tedesche, grazie a regimi conservatori che garantirono, almeno temporaneamente, stabilità, quella invece negata alla repubblica di Weimar che oltre alle turbolenze politiche vide anche la peggiore inflazione mai conosciuta da qualsiasi altra nazione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel 1930 persino alcuni socialdemocratici tedeschi sottolinearono l&#8217;importanza dell&#8217;«ariano Engels» rispetto all&#8217;«ebreo Marx», questa situazione della sinistra non fu tipica della sola Germania, anche se qui essa ebbe le sue conseguenze più funeste; anche l&#8217;Europa centro-orientale vide una sinistra mai del tutto favorevole agli ebrei, nonostante fosse accusata di essere «ebraica» dalla destra</p>
<p style="text-align: justify;">Esempi: durante la rivoluzione ungherese del 1919, guidata dagli ebrei, furono istigati da settori della classe lavoratrice dei tumulti antiebraici e dei &#8220;pogrom&#8221;; non diversamente in Romania, dove i leader socialisti a volte fecero causa comune con gli antisemiti, non da meno la Polonia dove i buoni rapporti con gli ebrei vennero vanificati dall&#8217;isolamento in cui venne a trovarsi la Lega socialista ebraica a seguito della dittatura di Piłsudski.</p>
<p style="text-align: justify;">La penetrazione a sinistra del razzismo non ebbe un notevole rilievo ma costituì comunque un ulteriore indebolimento della posizione ebraica in Europa, di cui gli stessi ebrei non seppero accorgersi.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione degli assimilati ebrei dell&#8217;Europa centrale era, malgrado la loro relativa prosperità e sicurezza, non dissimile da quella dei loro spesso disprezzati confratelli dell&#8217;Europa orientale, così descritta sin dal 1882 da Leo Pisker: «per chi è vivo l&#8217;ebreo è un uomo morto; per gli indigeni è uno straniero e un vagabondo; per i possidenti un mendicante; per il povero e lo sfruttato un milionario; per i patrioti un uomo senza paese; per tutte le classi un rivale odiato».</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo approfittò di ogni occasione per infiltrarsi ed irrobustirsi: guerra e rivoluzione diedero aiuto a rendere pratico un pensiero teorico già elaborato ben prima; il «mistero» della razza dominò le coscienze, soprattutto in Austria e Germania, che pagarono i conti più salati della guerra.</p>
<p><figure id="attachment_23484" aria-describedby="caption-attachment-23484" style="width: 277px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23484" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart.jpg" alt="Dietrich Eckart" width="277" height="297" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart.jpg 408w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Dietrich-Eckart-279x300.jpg 279w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /><figcaption id="caption-attachment-23484" class="wp-caption-text">Dietrich Eckart</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Germania, a Monaco, era nato durante la rivoluzione il partito dei lavoratori tedeschi come parte della Thule Bund, il cui nome già richiama un nord ariano; a Monaco Dietrich Eckart della Thule Bund, consigliere politico di Adolf Hitler, espose il suo antisemitismo razzista che addossava ogni male agli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre Monaco vide Alfred Rosenberg che, in stretto contatto con i Cento Neri esuli dalla Russia, cominciò a scrivere il suo &#8220;Mito del ventesimo secolo&#8221; (&#8220;Der Mythus des 20. Jahrhunderts&#8221;) sulla guerra mondiale come inizio di una rivoluzione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che l&#8217;anima razziale stava risorgendo dal sangue dei martiri della guerra per unificare la razza: il razzismo avrebbe scalzato il cristianesimo divenendo l&#8217;unica «chiesa del popolo».</p>
<p style="text-align: justify;">Qui in Germania si produssero, con successo editoriale, manuali popolari sul razzismo e si discusse delle caratteristiche dell&#8217;ariano e dell&#8217;ebreo: ad esempio nel 1930 L. Clauss in &#8220;L&#8217;anima nordica&#8221; (&#8220;Die</p>
<p><figure id="attachment_23486" aria-describedby="caption-attachment-23486" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23486" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss.jpg" alt="L. Clauss" width="228" height="304" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/L.-Clauss-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px" /><figcaption id="caption-attachment-23486" class="wp-caption-text">L. Clauss</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">nordische Seele&#8221;) sosteneva che l&#8217;anima razziale prescindesse dall&#8217;aspetto esteriore ma che fosse la fonte di ogni creatività, al contrario Hans F. K. Günther, che nella &#8220;Dottrina razziale del popolo tedesco&#8221; (&#8220;Rassenkunde des deutschen Volks&#8221;), nel 1922 sosteneva gli stereotipi razziali del bell&#8217;ariano e del brutto ebreo.</p>
<p><figure id="attachment_23487" aria-describedby="caption-attachment-23487" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Hans-Friedrich-Karl-Günther.bmp"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23487" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Hans-Friedrich-Karl-Günther.bmp" alt="Hans Friedrich Karl Günther" width="200" height="273" /></a><figcaption id="caption-attachment-23487" class="wp-caption-text">Hans Friedrich Karl Günther</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Dibattito non nuovo, il razzismo aveva già tutto elaborato, ma significativo che volumi popolari come questi uscissero in Germani e non altrove; questa nazione stava sopravanzando ogni altra nella ormai prossima «guerra contro gli ebrei».</p>
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		<title>nascita del nazionalsocialismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 13:11:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nascita del nazionalsocialismo è il titolo del X capitolo del libro che George L. Mosse ha dedicato al razzismo in Europa; assistendo a certi disordini connessi a manifestazioni sportive di questi giorni, si giocano gli europei di calcio in Francia (e mi vanto di essere uno tra quelli che si sono persi tutte le partite), il volume di Mosse si conferma uno strumento utilissimo per la comprensione dell&#8217;umana stupidità che per essere stupida non è, tuttavia, improduttiva di effetti, com&#8217;è ovvio dannosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda Brexit, con l&#8217;uccisione di una deputata laburista alcuni giorni fa, è un&#8217;altra faccia di un problema evidentemente non ancora risolto, quello della pacifica convivenza all&#8217;interno di una organizzazione politica e sociale sovranazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma eccoci al riassunto del capitolo, sempre in ritardo rispetto ai tempi che vorrei, ma altre e gravose vicende tengono impegnati i miei momenti liberi, non ultimi quelli legati alle vicende politiche dei comuni che un tempo facevano parte dell&#8217;unione per cui lavoravo.</p>
<p style="text-align: justify;">Metterei ad esergo di questo riassunto l&#8217;inno nazionale di Mameli che, per certi versi, era già bello che intriso di nazionalismo, d&#8217;altronde esaltava la nascita di una aspirante nazione, poi aspirante grande potenza europea (vedi prima guerra mondiale), infine aspirante e basta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dell&#8217;inno apprezzo moltissimo, per l&#8217;immensa involontaria ironia che la connota, la strofa che dice:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Amiamoci, uniamoci, l&#8217;unione e l&#8217;amore rivelano ai popoli le vie del Signore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A leggerla oggi può venire indifferentemente da piangere o da ridere vista la situazione italiana e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma basta, eccoci a Mosse.</p>
<p style="text-align: justify;">I mattoni per costruire l&#8217;edificio del razzismo vennero non solo dall&#8217;Europa centrale (che fornì le varie componenti della mistica razziale utili per soddisfare l&#8217;aspirazione a una vera comunità nazionale e per un organico rapporto con la vita e la politica) ma anche dalla Francia, che verso la fine del XIX secolo sembrò essere il paese ove il razzismo era in grado di assumere un&#8217;importante  posizione di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Scandali finanziari, corruzione della Terza repubblica, cessione dell&#8217;Alsazia-Lorena alla Germania e affare Dreyfus furono sicuramente eventi che favorirono la penetrazione del razzismo in Francia durante gli anni &#8217;80 ma è altrettanto innegabile che vi era già presente un &#8220;substrato&#8221; favorevole, costituito da una tradizione, soprattutto in campagna, di antisemitismo cattolico che seppure non razzista, tuttavia manteneva caratteristiche di pericolosa ambiguità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebrei, massoni e repubblicani erano il consueto bersaglio del clero francese che, infatti, accusò le forze ostili alla Chiesa e particolarmente gli ebrei del fallimento dell&#8217;Union générale, una banca cattolica e monarchica, nel 1882.</p>
<p style="text-align: justify;">La porzione più consistete dell&#8217;antisemitismo francese era interessata all&#8217;unità nazionale, all&#8217;integrazione tra le classi sociali, superando così il conflitto di classe e dissolvendo in questo modo il capitalismo borghese imperante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nazionalismo e riforma sociale e politica avrebbero portato ad una più equa distribuzione della ricchezza e ad una maggior partecipazione di ogni classe alla vita politica e sociale della nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fu l&#8217;antisemitismo che diede benzina al razzismo francese e che prese il nome (successivamente fatto tristemente proprio da Hitler) di nazionalsocialismo; agli inizi esso significava semplicemente una dottrina politica che intendeva creare un governo sociale e contemporaneamente nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrario al capitalismo esistente ma non ostile alla proprietà privata, il nazionalismo sosteneva una società organizzata gerarchicamente ma con garanzie quali le assicurazioni sociali ed il lavoro per le classi lavoratrici, in opposizione al capitalismo finanziario rappresentato dalle banche e dalle borse valori.</p>
<p><figure id="attachment_23419" aria-describedby="caption-attachment-23419" style="width: 256px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23419" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Edouard-Drumont.jpg" alt="Edouard Drumont" width="256" height="332" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Edouard-Drumont.jpg 256w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Edouard-Drumont-231x300.jpg 231w" sizes="auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px" /><figcaption id="caption-attachment-23419" class="wp-caption-text">Edouard Drumont</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1870 Edouard Drumont scriveva: «L&#8217;espropriazione della società ad opera del capitale finanziario avviene con una regolarità paragonabile alle leggi della natura. Se entro i prossimi cinquanta-cento anni non si fa nulla per arrestare questo processo, tutta la società europea cadrà, legata mani e piedi, nelle mani di poche centinaia di banchieri».</p>
<p style="text-align: justify;">Questo clima culturale comportava l&#8217;esclusione degli ebrei dalla vita della nazione poiché essi erano divenuti il simbolo del capitalismo finanziario: l&#8217;ebreo usuraio, l&#8217;ebreo errante, la saga di casa Rothschild sono state semplicemente alcune tappe di un processo che, culminando nella crisi finanziaria di fine secolo, individuava nei &#8220;parassiti&#8221; ebrei i responsabili della miseria delle classi produttive lavoratrici.</p>
<p><figure id="attachment_23447" aria-describedby="caption-attachment-23447" style="width: 301px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23447" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family.svg_-512x458.png" alt="Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family" width="301" height="269" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family.svg_-512x458.png 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family.svg_-300x268.png 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family.svg_-600x537.png 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family.svg_.png 702w" sizes="auto, (max-width: 301px) 100vw, 301px" /><figcaption id="caption-attachment-23447" class="wp-caption-text">Great_coat_of_arms_of_Rothschild_family</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La contrapposizione tra l&#8217;ebreo usuraio e l&#8217;onesto lavoratore, ormai consueta, si andava ora innestando sulle tensioni del capitalismo in pieno sviluppo: questa contrapposizione tra sudore della fronte e sfruttamento finanziario fu tipica di tutta Europa ma ebbe in Francia un notevole successo che si estese anche, sebbene saltuariamente, nelle classi subalterne.</p>
<p><figure id="attachment_23421" aria-describedby="caption-attachment-23421" style="width: 240px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23421" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Charles-Fourier.jpg" alt="Charles Fourier" width="240" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-23421" class="wp-caption-text">Charles Fourier</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Figura di spicco di questo nazionalsocialismo francese fu un ex discepolo dell&#8217;utopista Charles Fourier, Alphonse de Toussenel che nell&#8217;opera del 1845 &#8220;Gli ebrei, re dell&#8217;epoca&#8221; (&#8220;Les Juifs, rois de l&#8217;époque&#8221;), unificò l&#8217;immagine medievale dell&#8217;ebreo usuraio col populismo che aveva preso piede nel turbinoso periodo del capitalismo nascente.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria di Toussenel verteva sul controllo mondiale, attraverso la finanza, da parte degli ebrei, ben rappresentati dalla famiglia Rothschild; le origini di questo autore erano nella campagna, come quelle di altri famosi socialisti antisemiti come Fourier e Pierre Joseph Proudhon: la campagna era considerata la vittima dello sfruttamento parassitario ebraico, tesi condivisa anche da molti autori tedeschi, ma al contrario di Proudhon, Toussenel era monarchico e favorevole alla centralizzazione che vedeva come una valida difesa di poveri ed indifesi.</p>
<p><figure id="attachment_23422" aria-describedby="caption-attachment-23422" style="width: 221px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23422" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pierre-Joseph-Proudhon.jpg" alt="Pierre Joseph Proudhon" width="221" height="357" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pierre-Joseph-Proudhon.jpg 221w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pierre-Joseph-Proudhon-186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px" /><figcaption id="caption-attachment-23422" class="wp-caption-text">Pierre Joseph Proudhon</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Abbastanza logicamente l&#8217;avversione di Toussenel era rivolta anche ai paesi protestanti, Inghilterra e Olanda, che avevano tentato di sminuire la potenza francese, con teorie non molto dissimili da quelle espresse a fine XIX secolo da Drumont; i fondamentali del suo pensiero erano l&#8217;interesse per il diritto al lavoro, l&#8217;opposizione al capitalismo finanziario e la richiesta di eguaglianza per tutti i francesi così com&#8217;era accaduto, a suo dire, nel medioevo.</p>
<p style="text-align: justify;">Compagno di Toussenel nell&#8217;odio verso ebrei e capitale finanziario, così come nel rifiuto della modernità e del suo corollario più evidente, l&#8217;urbanizzazione, fu Pierre-Joseph Proudhon che si differenziava però per un illusorio ottimismo secondo il quale la libera associazione e la riforma morale dell&#8217;individuo avrebbero reso inutile l&#8217;uso della forza tra gli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Auri sacra fames&#8221; avrebbero potuto ben pronunciare entrambi, in comune anche con Richard Wagner in Germania: l&#8217;oro era lo strumento e il simbolo dello sfruttamento dell&#8217;ebreo di cui Proudhon chiedeva l&#8217;espulsione dalla Francia; il razzismo di Proudhon era, in definitiva, di origine economica, dovuto all&#8217;avversione al capitalismo finanziario.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi socialisti utopisti furono il tramite per l&#8217;ingresso del razzismo nelle esperienze di tipo comunitario che erano,</p>
<p><figure id="attachment_23420" aria-describedby="caption-attachment-23420" style="width: 180px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23420" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Alphonse-de-Toussenel.jpg" alt="Alphonse de Toussenel" width="180" height="270" /><figcaption id="caption-attachment-23420" class="wp-caption-text">Alphonse de Toussenel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">verso la fine del secolo XIX, l&#8217;aspirazione di un gran numero di uomini; il loro socialismo comunitario era lontano dal marxismo ed affine, invece, al nazionalismo basato su alcuni tratti comuni individuati nella storia comune, la terra natale e un vago senso di interiore necessità;  Toussenel e Proudhon, ad esempio, erano interessati al destino della Francia e proprio questa nazione, comunità nazionale e socialista avrebbe dovuto escludere gli amorali ebrei dal proprio territorio.</p>
<p><figure id="attachment_23424" aria-describedby="caption-attachment-23424" style="width: 155px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23424" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Jean-Baptiste-Morel-.jpg" alt="Jean-Baptiste Morel" width="155" height="225" /><figcaption id="caption-attachment-23424" class="wp-caption-text">Jean-Baptiste Morel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il fascismo, in definitiva, avrebbe costruito su fondamenta già edificate, avendo costruito su un razzismo già alleato ad ideali comunitari rafforzati anche dall&#8217;esperienza del cameratismo bellico della Grande Guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Toussenel e Proudhon, pur rifiutando il marxismo, condivisero almeno in parte con Marx le idee sull&#8217;ebraismo; secondo quest&#8217;ultimo (articoli sulla questione ebraica, 1844) gli ebrei rappresentavano il capitalismo (quindi non solo quello finanziario, ma di qualunque genere) e con lui sarebbero scomparsi per assimilazione; la posizione di Marx, in fondo non era razzista poiché ipotizzava la fine d ogni conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il campione del nazionalsocialismo francese, però, fu Eduard Drumont che considerò gli ebrei come la rovina della Francia e per la cui espulsione cercò alleanze con chiunque fosse d&#8217;accordo con lui; l&#8217;espulsione avrebbe comportato un netto miglioramento delle condizioni di vita dei francesi  e la pace sociale visto che avrebbero beneficiato delle confische degli innumerevoli beni degli ebrei profittatori.</p>
<p><figure id="attachment_23425" aria-describedby="caption-attachment-23425" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23425" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pierre-Biétry.jpg" alt="Pierre Biétry" width="220" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-23425" class="wp-caption-text">Pierre Biétry</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il nazionalismo di Drumont univa caratteristiche tra loro eterogenee: l&#8217;odio verso gli ebrei non era esclusivo ma rivolto anche a massoni e protestanti, nemici di un&#8217;unità della nazione che solo il cattolicesimo poteva garantire, sebbene lui stesso fosse poco credente ed anzi disprezzasse come debole e compromesso con gli ebrei il clero francese.</p>
<p style="text-align: justify;">Drumont riprendeva le teorie antisemite di Toussenel che corroborava con le sue idee sulla decadenza francese, prendendo spunto da Jean-Baptiste Morel e da Cesare Lombroso: l&#8217;ebreo è riconoscibile dai segni del decadimento fisico (il naso adunco, lo sguardo sfuggente, le orecchie sporgenti, il corpo allampanato, i piedi piatti, le mani umidicce) ed è inoltre senza radici perché di origine nomadica (l&#8217;«anima di un beduino, capace di dar fuoco a una città per bollirsi l&#8217;uovo»), oltre che colpevole, com&#8217;è ovvio della «calunnia del sangue».</p>
<p style="text-align: justify;">Drumont non si limitò alla professione di giornalista; per sostenere le proprie idee cercò, con risultati scarsi, di creare movimenti sociali e politici ma ebbe successo soltanto indirettamente, grazie all&#8217;influenza che esercitò sul sindacato denominato «Les jaunes», così battezzati da quando alcuni operai che avevano rifiutato di aderire a uno sciopero adoperarono della carta gialla per riparare i vetri infranti delle finestre della loro sala di riunione.</p>
<p><figure id="attachment_23426" aria-describedby="caption-attachment-23426" style="width: 290px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23426" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-382x512.jpg" alt=" Karl Lueger " width="290" height="389" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-382x512.jpg 382w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-224x300.jpg 224w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-768x1029.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-945x1267.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger-600x804.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Karl-Lueger.jpg 1528w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /><figcaption id="caption-attachment-23426" class="wp-caption-text">Karl Lueger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo, entrato nell&#8217;influenza di Drumont nel 1903 e scioltosi nel 1908, era composto da un importante numero di iscritti e non era solo un semplice sindacato d&#8217;impresa; secondo il suo leader Pierre Biétry esso doveva favorire la proprietà di fabbriche da parte di cooperative operaie puntando sull&#8217;ascesa degli operai al rango di proprietari, operai, però, nazionalisti cioè patriottici che combattevano gli ebrei, i rossi e i massoni</p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste sindacali erano quelle consuete: sicurezza di lavoro, sistemi di assicurazioni sociali e con tutti i corollari tipici del nazionalsocialismo; gli iscritti, di diverse provenienze, catalizzarono l&#8217;attenzione di vari esponenti della destra francese interessati ad un&#8217;esperienza che considerava gli operai non dei proletari, ma dei futuri proprietari, e che tuttavia prendeva in campo industriale qualche iniziativa ostile al nemico capitalista; così arrivarono ad essere l&#8217;unica organizzazione di massa  di destra con quelle caratteristiche se si esclude l&#8217;esperienza viennese dell&#8217;elezione a sindaco di Karl Lueger.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo di «Les jaunes» fu dovuto, inoltre, a una serie di scioperi falliti poco prima della sua istituzione; una volta che i sindacati radicali riuscirono a recuperare gli iscritti questo sindacato si dissolse nonostante Drumont, peraltro già isolato, avesse organizzato un gruppo di agitatori.</p>
<p><figure id="attachment_23427" aria-describedby="caption-attachment-23427" style="width: 249px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23427" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georges-Bernanos.jpg" alt="Georges Bernanos" width="249" height="336" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georges-Bernanos.jpg 249w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georges-Bernanos-222x300.jpg 222w" sizes="auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px" /><figcaption id="caption-attachment-23427" class="wp-caption-text">Georges Bernanos</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero di Drumont tornò in auge nel 1931 grazie a Georges Bernanos; questi lo presentò, nella &#8220;Grande paura dei benpensanti&#8221; (&#8220;La grande peur des bien-pensants&#8221;, 1931), come modello di francese che aveva rifiutato di scendere a compromessi con i conservatori, i liberali e i socialisti, traditori della loro missione mirante alla liberazione dell&#8217;uomo e venuti invece a patti con la borghesia egoista e avida.</p>
<p style="text-align: justify;">Drumont a questo punto diventava un simbolo, quello del combattimento tra una società senza Dio e quindi senza senso, il cui rappresentante borghese era l&#8217;ebreo senz&#8217;anima ed una vita ricca di significato, impegnata alla realizzazione dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Bernanos certamente non aveva di mira gli ebrei quanto piuttosto era interessato a valorizzare un pensiero, quello di Drumont, che pochi anni dopo avrebbe, però, ricusato; resta il fatto che quello fu il campione esaltato come combattente contro il predominio mondiale ebraico, uomo indipendente dai poteri borghesi che svelava scomode verità ai concittadini.</p>
<p><figure id="attachment_23429" aria-describedby="caption-attachment-23429" style="width: 376px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23429" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Je-suis-partout-376x512.jpg" alt="Je suis partout" width="376" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Je-suis-partout-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Je-suis-partout-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Je-suis-partout-600x817.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Je-suis-partout.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px" /><figcaption id="caption-attachment-23429" class="wp-caption-text">Je suis partout</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La sua figura venne ripresa anche da quei giovani che, negli anni &#8217;30 provarono simpatia per il razzismo cioè coloro che simpatizzavano  per l&#8217;Action française e il giornale «Je suis partout».</p>
<p><figure id="attachment_23428" aria-describedby="caption-attachment-23428" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23428" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-376x512.jpg" alt="Louis-Ferdinand Céline" width="225" height="306" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-221x300.jpg 221w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-768x1045.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-945x1286.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline-600x816.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louis-Ferdinand-Céline.jpg 1115w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-23428" class="wp-caption-text">Louis-Ferdinand Céline</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> Un esempio è offerto da Louis-Ferdinand Céline in &#8220;Bagatelle per un massacro&#8221; (&#8220;Bagatelles pour un massacre&#8221;, 1937) che riprese secondo lo stile di Drumont l&#8217;attacco contro gli ebrei ma addirittura con maggiore violenza e indiscriminatezza, ma non fu l&#8217;unico; altri due esempi di isteria e violenza tipici del periodo si hanno con Jules Guérin e il marchese di Morès.</p>
<p><figure id="attachment_23430" aria-describedby="caption-attachment-23430" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23430" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Jules-Guérin.jpg" alt="Jules Guérin" width="220" height="349" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Jules-Guérin.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Jules-Guérin-189x300.jpg 189w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23430" class="wp-caption-text">Jules Guérin</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Jules Guérin fondò un «Grande Oriente», antiebraico e antirepubblicano nel tentativo di rispondere con gli stessi mezzi a quelli delle cospirazioni ebraiche e massoniche; oltre a questo ammassò armi nella sua sede, in rue de Chabrol, per un colpo di stato e nel 1899 sostenne per parecchi giorni un assedio della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non fu da meno il marchese di Morès che nel 1892 aveva finanziato uno sciopero a Parigi di cocchieri e di macellai e aveva creato nei quartieri operai della città dei &#8220;bistros&#8221;, dove gli avventori, per avere birra gratis, dovevano sottoscrivere un progetto di crediti agli operai ideato da Morès e condanne contro la razza ebraica.</p>
<p><figure id="attachment_23431" aria-describedby="caption-attachment-23431" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23431" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Antoine_Morès.jpg" alt="Antoine Morès" width="220" height="337" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Antoine_Morès.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Antoine_Morès-196x300.jpg 196w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23431" class="wp-caption-text">Antoine Morès</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"> Entrambi, un tempo vicini a Drumont, organizzarono delle bande di macellai del distretto parigino di La Valette, pagate attraverso i finanziamenti di monarchici, bonapartisti e alcuni industriali, che inscenavano dimostrazioni e provocavano disordini per le strade.</p>
<p style="text-align: justify;"> Guérin e Morès simboleggiavano, agli occhi di una parte della gioventù, quel modo di vivere in base ad eroici ideali che aveva colpito anche il Bernanos sostenitore di Drumont; essi venivano incontro a tutte quelle istanze di difesa della patria che propugnavano uno stile di vita non apatico; le loro richieste erano perlopiù sempre le stesse: espellere gli ebrei dalla Francia, confiscare le loro proprietà e realizzare così una più giusta distribuzione economica dei beni.</p>
<p style="text-align: justify;">La violenza da loro espressa si concretizzò in manifestazioni di piazza, scontri con la polizia ma niente di violento venne messo all&#8217;opera contro gli ebrei se non slogan retorici durante i raduni.</p>
<p style="text-align: justify;">I nazionalsocialisti francesi erano dunque interessati a una forma di democrazia popolare con un leader carismatico ed una forma di governo di tipo plebiscitario; il loro bacino si collocava nella tradizione giacobina: essi erano ostili al sistema esistente, ma fervidi patrioti, fautori di una forma autoritaria di governo basata sul consenso popolare, celebratori dell&#8217;ideale di giustizia e di eguaglianza</p>
<p><figure id="attachment_23432" aria-describedby="caption-attachment-23432" style="width: 308px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23432" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Auguste-Blanqui-376x512.jpg" alt="Auguste Blanqui" width="308" height="419" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Auguste-Blanqui-376x512.jpg 376w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Auguste-Blanqui-220x300.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Auguste-Blanqui.jpg 470w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-23432" class="wp-caption-text">Auguste Blanqui</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questo ideale di governo per molti risaliva alla Comune parigina del 1870 ed infatti furono i seguaci del putschista Auguste Blanqui a passare dall&#8217;impegno nella Comune di Parigi ai nazionalsocialisti guidati da Ernest Granger, intimo amico di quest&#8217;ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">I blanquisti, pur avvicinandosi a Drumont e alle leghe antisemite, non abbandonarono il loro giacobinismo ed in effetti il loro leader di fine secolo, Ernest Roche, fece proprie le idee di Drumont pur continuando a proclamare la solidarietà operaia</p>
<p style="text-align: justify;"> Tra i più famosi esponenti di questo pensiero si trovano Henri Rochefort, direttore dell&#8217;«Intransigeant», e la famosa anarchica Louise Michel, tutti pregiudicati o esiliati per i fatti della Comune parigina; con loro  il nazionalismo implicito in questa insurrezione passò in primo piano, unito a una buona dose di antisemitismo o persino di razzismo, con in più un&#8217;incurabile propensione alla violenza.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il nazionalsocialismo francese trovò alimento anche dagli accadimenti dell&#8217;Algeria; l&#8217;Algeria non era una colonia, ma un dipartimento della stessa Francia ove si viveva in continuazione il conflitto tra la classe media ebrea, i coloni francesi in cerca di spazio e i musulmani impoveriti.</p>
<p><figure id="attachment_23436" aria-describedby="caption-attachment-23436" style="width: 118px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23436" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Roche.jpg" alt="Ernest Roche" width="118" height="143" /><figcaption id="caption-attachment-23436" class="wp-caption-text">Ernest Roche</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei algerini erano stati naturalizzati dal decreto Crémieux del 1870, nonostante le opposizioni di musulmani e coloni e da allora l&#8217;Algeria aveva visto agitazioni di carattere antisemita e razzista.</p>
<p style="text-align: justify;">I nazionalsocialisti e i razzisti algerini prefigurarono il futuro degli altri movimenti razzisti europei contemporanei, con le loro vittorie alle elezioni degli anni &#8217;90.</p>
<p><figure id="attachment_23437" aria-describedby="caption-attachment-23437" style="width: 206px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23437" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Henri-Rochefort.jpg" alt="Henri Rochefort" width="206" height="309" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Henri-Rochefort.jpg 206w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Henri-Rochefort-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px" /><figcaption id="caption-attachment-23437" class="wp-caption-text">Henri Rochefort</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nel biennio 1896/97 il movimento razzista elesse i sindaci di Orano, Costantina ed Algeri dove il venticinquenne Max Régis chiese agli algerini di «innaffiare l&#8217;albero della libertà con il sangue ebraico», tentò di cacciare gli ebrei dalla città e fomentò una settimana di &#8220;pogrom&#8221;, con conseguenti morti e danneggiamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Parigi intervenne e dopo un mese di governo Régis, paragonato a Robespierre, venne deposto e andò in esilio a Parigi dove condivise il programma non solo di Drumont, ma anche degli ex comunardi visti sopra; da Parigi continuò ad auspicare quella guerra tra le razze che non gli era stato consentito di combattere ad Algeri</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza algerina è importante per alcune peculiarità:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>a) per la prima volta si realizza un programma politico coerente nella sua violenza e razzismo a danno degli ebrei, visti come classe media e bottegai da coloni e musulmani;</li>
<li>b) la politica razziale ha successo in ambito locale dove la gente manifesta le proprie frustrazioni senza i vincoli della politica nazionale</li>
<li>c) la politica antiebraica trova il sostegno popolare, contro il governo centrale (che aveva avviato una politica razzista contro i neri ma si opponeva a quella antiebraica);</li>
<li>d) il razzismo si collega alla democrazia e questo collegamento determinerà il suo futuro nel resto d&#8217;Europa.
<p><figure id="attachment_23438" aria-describedby="caption-attachment-23438" style="width: 331px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23438" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louise-Michel-331x512.png" alt="Louise Michel" width="331" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louise-Michel-331x512.png 331w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louise-Michel-194x300.png 194w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louise-Michel-600x928.png 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Louise-Michel.png 615w" sizes="auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px" /><figcaption id="caption-attachment-23438" class="wp-caption-text">Louise Michel</figcaption></figure></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"> Il nazionalsocialismo non fu fenomeno esclusivamente francese sebbene qui abbia trovato un terreno particolarmente fertile; anche l&#8217;Europa centrale vide il sorgere di analoghi movimenti e pensatori che sostenevano un simile stato nazionale e sociale, tuttavia in questi contesti  l&#8217;odio consueto verso gli ebrei e la sollecitudine verso gli operai si trovò di fronte a tipologie di nemici non presenti in Francia e questo rapporto tra ebrei e nemici di altro genere creò delle specificità uniche nei vari territori.</p>
<p><figure id="attachment_23435" aria-describedby="caption-attachment-23435" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23435" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georg-von-Schönerer-.jpg" alt="Georg von Schönerer" width="220" height="309" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georg-von-Schönerer-.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Georg-von-Schönerer--214x300.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-23435" class="wp-caption-text">Georg von Schönerer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Austria, ad esempio, tra il 1881 e il 1907, il movimento pan germanista fondato da Georg von Schönerer adottò le idee di Drumont ma dovette declinarle all&#8217;interno dell&#8217;ideologia che si prefiggeva il distacco dall&#8217;impero austro ungarico e l&#8217;unione con la Germania. In questo caso tra i nemici c&#8217;era la chiesa cattolica, i popoli stranieri e il governo asburgico ma gli ebrei divennero comunque l&#8217;ossessione centrale per cui Schönerer mescolò violenza razziale e domanda di arianizzazione, difesa delle libertà civili dei lavoratori e richieste di una più avanzata democrazia politica ed economica e condannò la censura della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un programma tipicamente nazionalsocialista in cui il centro dei problemi era l&#8217;ebreo, fulcro di tutti i problemi sociali e politici del momento.</p>
<p><figure id="attachment_23433" aria-describedby="caption-attachment-23433" style="width: 289px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23433" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Granger-394x512.jpg" alt="Ernest Granger" width="289" height="376" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Granger-394x512.jpg 394w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Granger-231x300.jpg 231w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Granger-600x780.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Ernest-Granger.jpg 692w" sizes="auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px" /><figcaption id="caption-attachment-23433" class="wp-caption-text">Ernest Granger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Schönerer ebbe un certo successo presso gli studenti viennesi, come il suo omologo tedesco Stoecker in Germania che era, però, più moderato e non razzista essendo di religione protestante: in Austria le confraternite studentesche, infatti, esclusero gli ebrei cosa che le omologhe tedesche non avevano messo in atto anche se molte avevano già decretato il bando degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Schönerer intendeva combattere gli ebrei col criterio dell&#8217;«occhio per occhio, dente per dente» e negava valore al battesimo; sul fronte della lotta antiasburgica, invece,  propugnava il suffragio universale maschile, limitato, però, alla popolazione germanica e sfruttato per l&#8217;unificazione al Reich tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei tre nemici di Schönerer, gli ebrei, il Papa e gli Asburgo il primo portava consensi ma gli altri due impedirono la penetrazione nelle masse cattoliche, tuttavia egli trovò una cassa di espansione presso gli operai specializzati e dell&#8217;industria in Boemia, messi in crisi dall&#8217;immigrazione ceca.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scontro tra i boemi tedeschi e gli slavi cechi creava un clima di razzismo persistente perché i cechi erano considerati dei parassiti biologicamente inferiori, ma pericolosi per la razza superiore dato il loro vigore fisico e i loro tassi di incremento demografico.</p>
<p><figure id="attachment_23439" aria-describedby="caption-attachment-23439" style="width: 219px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23439" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Adolf-Stoecker.jpg" alt="Adolf Stoecker" width="219" height="301" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Adolf-Stoecker.jpg 219w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Adolf-Stoecker-218x300.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px" /><figcaption id="caption-attachment-23439" class="wp-caption-text">Adolf Stoecker</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scontro ebbe origine dal decreto Badeni del 26 aprile 1897, che equiparava in Boemia la lingua ceca al tedesco; la lingua fu, di nuovo, considerata un elemento essenziale della nazionalità e questo funse da catalizzatore di ogni settore della popolazione tedesca che si coalizzò per difendere questo privilegio; ovviamente alla testa della protesta stavano gli studenti, ma anche gli operai parteciparono attivamente; questo avrebbe potuto permettere a Schönerer di diventare il Führer dell&#8217;Ostmark ma, siamo nel 1904, il suo interesse era ormai rivolto a studenti e negozianti e non ai lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 904 vide un altro evento importante, la nascita, in Boemia, del partito dei lavoratori tedeschi (&#8220;Deutsche Arbeiter Partei&#8221;) che si sciolse poi nel 1918 dopo aver cambiato nome in partito dei lavoratori tedeschi nazionalsocialisti; questo partito sosteneva le idee ormai consuete: forte organizzazione sindacale, libertà di stampa e di riunione e così pure la trasformazione dell&#8217;Austria imperiale in uno stato tedesco democratico e &#8220;volkisch&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivi della lotta politica del partito erano il liberalismo, i cechi, la socialdemocrazia «ebraica» e il capitale «ebraico»: bandita la lotta di classe all&#8217;interno del &#8220;Volk&#8221;, veniva ammessa la violenza contro cechi ed ebrei secondo una logica non molto diversa da organizzazioni quali la francese «Les jaunes».</p>
<p><figure id="attachment_23440" aria-describedby="caption-attachment-23440" style="width: 247px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23440" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Eugen-Dühring.jpeg" alt="Eugen Dühring" width="247" height="320" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Eugen-Dühring.jpeg 247w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Eugen-Dühring-232x300.jpeg 232w" sizes="auto, (max-width: 247px) 100vw, 247px" /><figcaption id="caption-attachment-23440" class="wp-caption-text">Eugen Dühring</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Significativo come questi movimenti nazionalsocialisti, indipendenti gli uni dagli altri, alla fin fine proponessero identiche soluzioni a dimostrazione dell&#8217;esistenza di una comune generale aspirazione presente in tutta Europa a una comunità più egualitaria nell&#8217;ambito della mistica nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee dei lavoratori boemi furono riprese poi da Hitler, che non è detto conoscesse la storia di questi precursori, così il partito nazionalsocialista nacque prima di quello hitleriano ma i suoi dirigenti confluirono poi nel nuovo omonimo partito quando nel 1923 iniziò ad espandersi in Boemia e Moravia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo nazionalsocialismo ottenne comunque qualche successo nella Germania prima della Grande Guerra: ebbero particolare fortuna le idee di Karl Eugen Dühring, a Berlino che si può considerare il Drumont tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;"> Dühring non ebbe il successo politico di Drumont, tuttavia Friedrich Engels, nel 1876, gli dedicò un testo, l'&#8221;Anti-Dühring&#8221;, a testimonianza della diffusione delle idee del professore tedesco, considerate effettivamente pericolose per il socialismo: egli rappresentò il modello dell&#8217;uomo integro alieno da ogni compromesso in un&#8217;epoca corrotta.</p>
<p><figure id="attachment_23441" aria-describedby="caption-attachment-23441" style="width: 284px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23441" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/August-Bebel.jpg" alt="August Bebel" width="284" height="373" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/August-Bebel.jpg 365w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/August-Bebel-228x300.jpg 228w" sizes="auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px" /><figcaption id="caption-attachment-23441" class="wp-caption-text">August Bebel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Agli inizi di carriera Dühring era stato elogiato dal leader socialista August Bebel, aveva colpito Eduard Bernstein ed era stato un esponente di belle speranze del radicalismo, considerando che divenuto professore all&#8217;università di Berlino, in una facoltà tutta anti-socialista, vi aveva propugnato il diritto di associazione e di sciopero degli operai.</p>
<p style="text-align: justify;">Dühring assegnava allo stato il ruolo di mediatore tra operai e datori di lavoro, pur negando nello stesso tempo che l&#8217;economia fosse regolata da leggi immutabili, il che suscitò le critiche di Engles che vedeva messa in pericolo l&#8217;ortodossia marxista, ma l&#8217;espulsione di Dühring dall&#8217;università, per avere insultato i colleghi, nel 1877, cambiò di netto la situazione.</p>
<p><figure id="attachment_23442" aria-describedby="caption-attachment-23442" style="width: 164px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23442" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Eduard-Bernstein.jpg" alt="Eduard Bernstein" width="164" height="266" /><figcaption id="caption-attachment-23442" class="wp-caption-text">Eduard Bernstein</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie economiche cambiarono radicalmente, egli si oppose allo stato per sostenere la formula del «fai da te» nell&#8217;ambito di comunità indipendenti, per arrivare poi, nel 1900, a ipotizzare la necessità di un superuomo che sistemasse le cose; nel frattempo aveva condannato scioperi e sindacati perché il lavoratore doveva essere spinto a entrare nelle classi medie.</p>
<p style="text-align: justify;">La deriva verso una concezione volkisch di società ed economia prese sempre più piede ma Dühring era ormai avviato ad una lotta paranoica contro tutto e tutti dai socialdemocratici che lo avevano sostenuto a Richard Wagner che aveva cercato di difenderlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Unitamente a questi cambiamenti si accentuò il suo razzismo: nel 1880 vide la luce un&#8217;opera destinata ad avere successo, il cui titolo è tutto un programma: &#8220;La questione ebraica come problema di carattere razziale e il danno da essa arrecato all&#8217;esistenza, alla morale e alla cultura dei popoli&#8221; (&#8220;Die Judenfrage als Frage des Rassencharakters und seiner Schädlichkeiten für Völkerexistenz, Sitte und Cultur&#8221;).</p>
<p><figure id="attachment_23443" aria-describedby="caption-attachment-23443" style="width: 143px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23443" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Wilhelm-Marr.jpg" alt="Wilhelm Marr" width="143" height="216" /><figcaption id="caption-attachment-23443" class="wp-caption-text">Wilhelm Marr</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La condanna ebraica era senza appello ma a questa Dühring aggiunse anche quella del cristianesimo (a differenza di Drumont) considerata un&#8217;invenzione ebraica per sottomettere il mondo intero; egli considerava attuale la guerra razziale, come già avevano fatto Wilhelm Marr in &#8220;La vittoria dell&#8217;ebraismo sul Germanesimo&#8221; (&#8220;Der Sieg des Judentums über das Germanentum&#8221;, 1867) e poi Houston Stewart Chamberlain in &#8220;I fondamenti del secolo diciannovesimo&#8221;, guerra razziale in cui gli ebrei rappresentavano la minaccia non solo ai leali, fiduciosi e lavoratori tedeschi, ma a tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene il pensiero di Dühring abbia mantenuto influenza in certi circoli di sinistra ben oltre la sua scomparsa, sia lui che gli altri antisemiti non riuscirono ad avere alcun successo politico a Berlino mentre le idee antisemite riuscirono a penetrare nelle regioni rurali tedesche (a differenza di quanto avvenne in Francia ove alcuni operai si riunirono in circoli antisemiti nella capitale).</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è esempio la Lega contadina dell&#8217;Assia (1885-94), sotto la guida di Otto Böckel, esempio unico di penetrazione sindacale nelle campagne, dove solitamente, per esempio in Francia, regnavano i cattolici ed i conservatori, questi in particolare avversi alla Lega contadina perché considerata un elemento di disturbo per la loro alleanza con i gruppi agrari.</p>
<p><figure id="attachment_23444" aria-describedby="caption-attachment-23444" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23444" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Otto-Böckel.jpg" alt="Otto Böckel" width="220" height="281" /><figcaption id="caption-attachment-23444" class="wp-caption-text">Otto Böckel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il leader, Otto Böckel, era un capace organizzatore ed abile propagandista che seppe unire alle idee nazionalsocialiste, quindi ostilità verso gli ebrei, anche progetti di riforme sociali e di istruzione popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">In continuità con teorie già consolidate, Böckel considerava gli ebrei come parassiti e sfruttatori, idea che ebbe grande successo in Assia dove vi erano importanti insediamenti ebraici nelle piccole città e dove gli ebrei erano mercanti di bestiame e anche banchieri.</p>
<p style="text-align: justify;"> Böckel plagiò Toussenel intitolando il proprio libro &#8220;Gli ebrei, re del nostro secolo&#8221; (&#8220;Die Juden &#8211; Könige unserer Zeit&#8221;, 1886) e la sua lega contadina inaugurò la propria attività inviando il suo saluto a Eugen Dühring; egli continuava la linea di Toussenel e Dühring sostenendo che il problema ebraico aveva carattere razziale e non religioso, niente di originale, insomma, tuttavia, a differenza degli altri a lui riuscì di mettere in pratica le sue idee.</p>
<p><figure id="attachment_23445" aria-describedby="caption-attachment-23445" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23445" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Otto-Böckel1.jpg" alt="Otto Böckel" width="500" height="324" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Otto-Böckel1.jpg 500w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Otto-Böckel1-300x194.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption id="caption-attachment-23445" class="wp-caption-text">Otto Böckel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-large wp-image-23446" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Otto-Böckel-1.jpg" alt="Otto Böckel" width="220" height="281" />Le idee di Böckel e della Lega dell&#8217;Assia:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>a) no a utilizzo illecito del capitale, ma senza abolizione della proprietà privata;</li>
<li>b) utilizzo del «fai da te» concretizzato in cooperative dirette dai contadini, acquisto e vendita generi di prima necessità e non solo, scomparsa della figura del mediatore, contratti diretti con le fabbriche per produzioni a basso prezzo;</li>
<li>c) nascita di banche prestatrici senza interessi;</li>
<li>d) nazionalizzazione materie prime essenziali (tipo carbone).</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Questo movimento era fondamentalmente razzista e attivamente razzista: eliminazione degli ebrei dai mercati e della finanza anche con campagne stampa mirate e con oratori itineranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto radicale nella prassi, Böckel mitigò le sue idee teoriche, non soltanto paragonando la sua lega contadina al partito socialdemocratico, ma pretendendo fedeltà alla Chiesa (protestante) e alla monarchia contro ogni tentativo di rivoluzione e definendo la sua lega il partito della legge e dell&#8217;ordine; il temperamento del suo nazionalsocialismo con elementi del programma conservatore rese il suo progetto digeribile alle regioni rurali.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli ottenne un considerevole seguito e fu anzi la più significativa avanzata nazionalsocialista in Europa tanto che alcuni nazisti compresero poi il debito verso di lui e lo omaggiarono con tanto di museo alla memoria a Marburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il declino di Böckel si ebbe a inizio secolo quando le sue cooperative fallirono perché egli non era mai stato capace di procurare alla sua vasta rete di cooperative una adeguata base economica, né era riuscito a unificare i vari istituti di credito.</p>
<p style="text-align: justify;">Finì così nell&#8217;ombra come i vari Drumont e Schönerer ed i loro movimenti che, nel primo decennio del XX secolo, si trovarono schiacciati tra le istanze conservatrici, liberali e socialiste e troppo legati a quelle forti personalità dei fondatori che, peraltro, avevano commesso evidenti errori di valutazione politica, economica e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1900 le crisi economiche della fine del XIX secolo sembravano terminate per lasciare il posto ad una ripresa che è stata chiamata l&#8217;estate di San Martino del mondo borghese; in questo clima il nazionalsocialismo sembrava spacciato ed infatti avrebbe preso il potere soltanto in seguito ad una catastrofe delle dimensioni della Grande Guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la lega di Böckel era diventata un gruppo di pressione agraria senza ambizioni nazionalsocialiste, anche se non rinunciò all&#8217;antisemitismo; i suoi dirigenti in vita aderirono poi al nazismo ma l&#8217;Assia non vide, negli anni &#8217;20 un particolare successo nazista rispetto ad altre zone economicamente e socialmente omologhe.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima della Grande Guerra fu, insomma la Francia piuttosto che la Germania il paese dove un movimento  razzista e nazionalsocialista avrebbe potuto prendere il potere; in Germania l&#8217;antisemitismo era patrimonio comune anche senza il razzismo e quest&#8217;ultimo era ancora confinato nelle discussioni accademiche, nelle consorterie intellettuali, nei movimenti eugenetici o in alcune divulgazioni a livello popolare del darwinismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu la prima guerra mondiale con le sue conseguenze imprevedibili nel 1914 che ridiede vigore al razzismo in tutte le sue forme, sia nazionalsocialiste, conservatrici o semplicemente nazionaliste, sia come scienza o mistero della razza.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima dello scoppio della Grande Guerra regnava una relativa sicurezza e il benessere prevaleva tra le classi medie così come sembravano conclusi i conflitti che avevano lacerato all&#8217;interno le varie nazioni europee; il razzismo sembrava confinato nelle colonie europee mentre sembrava avere concluso il suo sviluppo sul continente eppure fu lì che a breve tempo la guerra e le rivoluzioni ridiedero al razzismo la forza per conquistare e gestire il potere.</p>
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		<title>Scienza e razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2016 19:46:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il sesto capitolo dell&#8217;opera di George L. Mosse sul razzismo. Si tratta dei contributi che la scienza ha dato, non sempre volontariamente, al consolidarsi delle teorie razziste. Ne traggo, banalmente e al volo un suggerimento sull&#8217;attenzione da porre alle presunte dimostrazioni scientifiche sull&#8217;uomo e sul suo pensiero che tanto vanno di moda oggi. Iniziamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco il sesto capitolo dell&#8217;opera di George L. Mosse sul razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dei contributi che la scienza ha dato, non sempre volontariamente, al consolidarsi delle teorie razziste.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne traggo, banalmente e al volo un suggerimento sull&#8217;attenzione da porre alle presunte dimostrazioni scientifiche sull&#8217;uomo e sul suo pensiero che tanto vanno di moda oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo dunque, senza indugi il riassunto:</p>
<p style="text-align: justify;">Nel XX secolo il razzismo portava in eredità due tradizioni provenienti dal secolo precedente: quella idealistica della razza, tutta puntata sul soggettivismo, e quella che, invece, cercava un fondamento scientifico e accademico alla classificazione razziale.</p>
<p><figure id="attachment_22964" aria-describedby="caption-attachment-22964" style="width: 360px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-22964" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Karl-Pearson-1-360x512.jpg" alt="Karl Pearson" width="360" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Karl-Pearson-1-360x512.jpg 360w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Karl-Pearson-1-211x300.jpg 211w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Karl-Pearson-1.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><figcaption id="caption-attachment-22964" class="wp-caption-text">Karl Pearson</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La corrente principale del razzismo fu quella che fondeva assieme antropologia, eugenetica e pensiero sociale: l&#8217;unione col darwinismo portò in primo piano l&#8217;attenzione all&#8217;ereditarietà e all&#8217;eugenetica come elementi fondamentali per la sopravvivenza del più forte; questa &#8220;scienza&#8221; fu denominata dai tedeschi &#8220;biologia razziale e sociale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1904 nacque, in Germania, l&#8217;Archiv fur Rassen und Gesellschaftbiologie nella cui prefazione si sosteneva che la razza costituisce l&#8217;ininterrotta unità della vita e, con riferimento a Darwin, la rivista sosteneva che la sopravvivenza della razza è legata all&#8217;eredità razziale e all&#8217;igiene razziale e che il concetto di razza è fondamentale per qualsiasi dottrina sociale, dall&#8217;economia al diritto, dalla storia alla filosofia morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur senza intenzioni aggressive il concetto di razza assume una precisa collocazione nella scienza della società, ed anzi la biologia razziale assunse un particolare rilievo probabilmente a causa di un&#8217;accelerata urbanizzazione e alla crescita demografica nell&#8217;Europa occidentale e centrale temute da molti come fenomeni forieri di catastrofi, se non si fossero applicati i concetti di selezione naturale e di ereditarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tanto ammirato dai tedeschi Karl Pearson sosteneva che il principio della selezione naturale non andasse applicato tanto agli individui quanto, invece, alle nazioni: ogni azione che rafforza la comunità è, per ciò stesso, morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Pearson qualunque razza, attraverso l&#8217;eugenetica, avrebbe potuto migliorarsi, ma da anziano sostenne la politica razziale nazista considerata come un tentativo, su larga scala, di generare individui adatti; egli condannava la lotta di classe e sottolineava invece una evoluzione graduale guidata da un&#8217;elite secondo un&#8217;idea di socialismo che egli interpretava come evoluzione della comunità nazionale attraverso la lotta e comunque come opposto all&#8217;individualismo e all&#8217;indebita concentrazione della ricchezza.</p>
<p><figure id="attachment_22965" aria-describedby="caption-attachment-22965" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22965" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Alfred-Ploetz.jpg" alt="Alfred Ploetz" width="220" height="288"/><figcaption id="caption-attachment-22965" class="wp-caption-text">Alfred Ploetz</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Pearson non fu l&#8217;unico biologo razziale a sostenere questa idea di socialismo: in Germania Ludwig Woltmann da marxista, attraverso il darwinismo, divenne una razzista dichiarato, passando da lotta di classe a lotta tra le razze; in un siffatto socialismo i lavoratori avrebbero acquisito uguaglianza di status anche se non di funzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atteggiamento più diffuso però fu quello di elogio del capitalismo visto come il più adeguato a favorire la selezione naturale; i capitalisti accolsero, a loro volta, favorevolmente il darwinismo tanto che Alfred Krupp finanziò un premio per il miglior saggio sul tema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vincitore, Wilhelm Schallmayer, un medico, rifiutava il socialismo per l&#8217;accento che poneva sull&#8217;ambiente; sosteneva l&#8217;igiene razziale, era contrario all&#8217;incrocio con le razze inferiori della superiore razza ariana ma era pacifista perché pensava che i migliori sarebbero morti in guerra mentre gli imboscati sarebbero sopravvissuti.</p>
<p><figure id="attachment_22966" aria-describedby="caption-attachment-22966" style="width: 275px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22966" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Wilhelm-Schallmayer.gif" alt="Wilhelm Schallmayer" width="275" height="336"/><figcaption id="caption-attachment-22966" class="wp-caption-text">Wilhelm Schallmayer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La razza, al contrario, avrebbe dovuto incoraggiare la moltiplicazione dei migliori incoraggiando, ad esempio, i matrimoni con generazione di figli e dichiarando illegale il non sposarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi &#8220;studiosi&#8221; non avevano comunque, nè in Inghilterra nè in Germania, l&#8217;intenzione di attribuire ad una razza inferiore il ruolo del malvagio nella lotta per la sopravvivenza; ne è un chiaro esempio il fondatore della biologia razziale tedesca Alfred Ploetz.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che egli ha esaltato la razza germanica, considerandola come la migliore selezione di competenti e capaci, nondimeno considerava anche gli ebrei appartenenti alla medesima razza superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ploetz capovolgeva addirittura l&#8217;argomentazione antiebraica classica: gli ebrei biblici del vecchio testamento erano normalmente considerati meritevoli di difesa contro gli antisemiti perché avevano comunque partecipato alla storia della salvezza, mentre gli ebrei moderni, avendo ostinatamente rifiutato questa stessa salvezza, dovevano essere condannati; Ploetz ribaltava questa tesi a favore degli ebrei suoi contemporanei.</p>
<p><figure id="attachment_22967" aria-describedby="caption-attachment-22967" style="width: 250px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22967" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Arnold-Dodel.jpg" alt="Arnold Dodel" width="250" height="341" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Arnold-Dodel.jpg 250w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Arnold-Dodel-220x300.jpg 220w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption id="caption-attachment-22967" class="wp-caption-text">Arnold Dodel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Egli ascriveva loro un altro aspetto positivo, l&#8217;essere biondi: la scoperta statistica che un certo numero di ebrei fosse biondo con gli occhi azzurri deponeva a favore della loro appartenenza alla razza ariana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu anche chi addirittura designò gli ebrei come razza superiore; fu il caso del botanico svizzero Arnold Dodel che sostenne la loro superiorità in quanto popolo che, avendo subito tante persecuzioni, aveva sviluppato una selezione naturale in favore dei migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">La dottrina tedesca ed inglese della &#8220;biologia e igiene razziale&#8221;, in definitiva, non può essere considerata una diretta progenitrice della politica nazista contro gli ebrei, essa aveva di mira piuttosto i neri la cui separazione dai bianchi, attuata negli Stati Uniti d&#8217;America, era considerata come un esempio di corretta eugenetica razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;igiene razziale arrivò anche a chiedere la sterilizzazione degli inadatti anche se, di solito, si faceva appello all&#8217;astinenza volontaria da parte di coloro che presentavano malattie congenite ereditarie: l&#8217;interesse era comunque volto all&#8217;eugenetica e non all&#8217;idea della razza.</p>
<p><figure id="attachment_22968" aria-describedby="caption-attachment-22968" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22968" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Benedict-Augustin-Morel.gif" alt="Benedict Augustin Morel" width="250" height="295"/><figcaption id="caption-attachment-22968" class="wp-caption-text">Benedict Augustin Morel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Le idee di eliminazione delle razze inferiori e di guerra razziale erano piuttosto un retaggio dei sostenitori della &#8220;mistica della razza&#8221;, interessati più agli aspetti spirituali che non al darwinismo e alla scienza.</p>
<p style="text-align: justify;">I nazisti, però, seppero riunire queste due correnti di pensiero e fu a quel punto che i vari teorici come Ploetz e Fischer aderirono al nazismo e approvarono la legge del 28 giugno 1933 che aveva lo scopo di prevenire la nascita di bambini affetti da malattie ereditarie e statuiva dei tribunali specializzati nel giudizio sulla sanità ereditaria che avevano potere di ordinare anche la sterilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea era quella di creare un&#8217;elite che governasse il paese attraverso una selezione naturale favorita dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu fino al 1935 che la razza inferiore fu considerata quella dei neri; dopo quella data le accuse vennero trasferite agli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Centrale fu, nella seconda metà del XIX secolo, l&#8217;idea della degenerazione vista come l&#8217;incrocio tra varie razze; nell&#8217;Ottocento gli antropologi la consideravano una delle possibili conseguenze delle variazioni casuali, mentre i biologi la vedevano come un ritorno al primitivismo; fu nel 1857 che Benedict Augustin Morel detiene la definizione che sarebbe diventata classica: &#8220;degenerazioni sono deviazioni dal normale tipo umano, che si trasmettono attraverso l&#8217;ereditarietà e portano progressivamente alla distruzione&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_22969" aria-describedby="caption-attachment-22969" style="width: 250px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22969" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Cesare-Lombroso.jpg" alt="Cesare Lombroso" width="250" height="211"/><figcaption id="caption-attachment-22969" class="wp-caption-text">Cesare Lombroso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La degenerazione può essere prodotta anche da fattori ambientali, ad esempio intossicazione per malattia o alcol, ma l&#8217;infezione più perniciosa era quella, secondo Morel, causata da fattori fisici e morali; questa infezione avrebbe avuto un tale sviluppo: la prima generazione avrebbe visto una famiglia nervosa, la seconda nevrotica, la terza psicotica e la quarta, affetta da cretinismo, sarebbe scomparsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Morel sosteneva che i cambiamenti negli atteggiamenti e nei sentimenti si accompagnavano anche a mutamenti fisici; il termine degenerazione, da lui elaborato, divenne di largo dominio grazie alle opere di Cesare Lombroso e di Max Nordau.</p>
<p style="text-align: justify;">Cesare Lombroso era un ebreo, liberale con un passato da socialista ma l&#8217;antropologia criminale da lui fondata diede un importante contributo al razzismo anche se egli avversava questo tipo di pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea che le caratteristiche fisiche rispecchiassero le condizioni mentali sancì la degenerazione come un segno di innata criminalità, un&#8217;inesorabile condanna alla perdizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lombroso recuperava per la sua descrizione della degenerazione le idee di Morel ed anche influenze di Lavater oltre agli ideali di armonia e moderazione: sanciva il primato della normalità rispetto al quale era tutto degenerazione, i cui segni fisici erano, tra gli altri, fonte convessa, sguardo sfuggente, naso all&#8217;insù, volto asimmetrico cui affiancava, a livello psicologico, esorbitanza di sentimenti, incostanza, mancanza di carattere ed egomania.</p>
<p style="text-align: justify;">Sosteneva, inoltre, che anche il genio sfuggisse all&#8217;ordine tipico dei buoni cittadini liberali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto l&#8217;influenza del darwinismo, Lombroso assunse atteggiamenti crudeli e severi verso i criminali abituali che mostravano i segni della degenerazione e di un ritorno ad una razza primitiva barbarica: enormi mascelle, zigomi alti e orecchie a sventola erano caratteristiche tipiche di questi criminali che, a differenza di quelli occasionali o d&#8217;impeto, non erano recuperabili e perciò dovevano essere soppressi per tutelare la società.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur condividendo le teorie del movimento eugenetico egli offriva una soluzione radicale: alla selezione naturale affiancava anche una &#8220;selezione volontaria&#8221; che doveva rafforzare la prima e in cui ricomprendeva la pena capitale.</p>
<p><figure id="attachment_22970" aria-describedby="caption-attachment-22970" style="width: 330px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22970" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Ernst-Haeckel.jpg" alt="Ernst Haeckel" width="330" height="330" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Ernst-Haeckel.jpg 330w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Ernst-Haeckel-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /><figcaption id="caption-attachment-22970" class="wp-caption-text">Ernst Haeckel</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">I nazisti fecero propria parte della psicologia lombrosiana: l&#8217;eutanasia che loro applicarono era fondata sull&#8217;idea di degenerazione considerata come uno stato definitivo strutturale; alla criminalità abituale e alla follia, derivati della degenerazione, aggiunsero, però, anche l&#8217;appartenenza alla razza ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;">Max Nordau, amico e allievo di Lombroso, fu il vero divulgatore del concetto di degenerazione; fecondo pubblicista e ardente sionista ebbe molto maggior successo di Lombroso perché offriva semplici interpretazioni della scienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli era, al pari del suo maestro, un liberale, non un razzista, che identificava la normalità in quella borghese; fondava le sue teorie sull&#8217;idea che sia l&#8217;uomo che la natura fossero guidati da leggi fisiche &#8220;irresistibili ed immutabili&#8221;, compito dell&#8217;uomo era scoprirle mediante disciplina mentale e osservazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il positivismo scientifico era, quindi, il rimedio contro la degenerazione che aveva come corollari abitudini di lavoro, aspetto esteriore e moralità sessuale adeguati allo scopo, qualità che mancavano invece a molti prodotti dell&#8217;attività artistica; l&#8217;assenza di questa qualità arrivava a manifestarsi anche attraverso anomalie fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Nordau l&#8217;impressionismo derivava dal deterioramento del sistema nervoso mentre il naturalismo pittorico aveva origine da una certa stanchezza dovuta all&#8217;età avanzata: tutta l&#8217;arte e la letteratura moderna erano frutto del lavoro di incapaci di &#8220;convincimenti razionali conseguiti con duro lavoro dell&#8217;intelletto&#8221;; si salvavano solo le forme tradizionali dell&#8217;arte perché frutto di un&#8217;evoluzione sistematica, in analogia con i principi naturali di selezione del darwinismo.</p>
<p><figure id="attachment_22971" aria-describedby="caption-attachment-22971" style="width: 366px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22971" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Armand-de-Quatrefages-de-Breau.jpg" alt="Armand de Quatrefages de Breau" width="366" height="488" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Armand-de-Quatrefages-de-Breau.jpg 366w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Armand-de-Quatrefages-de-Breau-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px" /><figcaption id="caption-attachment-22971" class="wp-caption-text">Armand de Quatrefages de Breau</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La degenerazione era così la nemica della moralità della classe media cioè quella che ha permesso la sopravvivenza e il predominio della razza: i tipi ideali, da Camper a Nordau, sono stati sempre tipi ideali borghesi; il razzismo, infatti, si era appropriato della moralità delle classi medie che si erano imposte nell&#8217;Europa del XIX secolo, così come si era appropriato del nazionalismo e, comunque, di tutte quelle idee che sembravano avere un futuro, e questa fu la sua vera forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Morel, Lombroso, Nordau non furono sicuramente razzisti ma le loro idee divennero il nucleo centrale del pensiero razzista; quest&#8217;ultimo ebbe sempre la tendenza a scivolare nell&#8217;irrazionale, a costituirsi come religione laica: sebbene la biologia razziale abbia tentato di impedire questa fuga verso l&#8217;irrazionalità, una buona parte dell&#8217;eugenetica aveva costituito una vera e propria mistica, né avrebbe potuto essere diversamente visto che la biologia razziale, nonostante le sue pretese di scientificità, era essa stessa soltanto un mito.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio particolare lo si trova in una parte dei darwinisti tedeschi e in particolare Ernst Haeckel, uno zoologo che sosteneva l&#8217;idea dell&#8217;evoluzione come forza cosmica in cui si manifestava l&#8217;energia creatrice della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendendo idee romantiche egli proponeva una soluzione monistica e panteista dell&#8217;evoluzione che scivolò ben presto nel patriottismo: i tedeschi erano i più evoluti rispetto a tutti per sviluppo mentale e civiltà, mentre all&#8217;opposto si trovavano negri ed ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_22972" aria-describedby="caption-attachment-22972" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-22972" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-512x512.jpg" alt="Rudolph Virchow" width="512" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-512x512.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-300x300.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-768x768.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-945x945.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow-600x600.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Rudolph-Virchow.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-22972" class="wp-caption-text">Rudolph Virchow</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Haeckel fu un precursore dell&#8217;eutanasia nazista poiché sosteneva che la eugenetica dovesse essere utilizzata a vantaggio della razza superiore per preservarla dalla degenerazione e che, com&#8217;è ovvio, prevedeva la conseguente eliminazione dell&#8217;inadatto e quindi, ad esempio, dei malati oppure, come sosteneva Lombroso, dei criminali abituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli fornì anche un altro contributo al pensiero razzista attraverso la formulazione di una &#8220;legge biogenetica&#8221; ovvero la teoria secondo cui lo sviluppo biologico dell&#8217;individuo doveva ripetere in forma abbreviata lo sviluppo ideologico dei suoi antenati che sarebbero stati sempre presenti, non solo nella mente, ma nella realtà biologica, potendo così assicurare la continuità della razza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue teorie partivano da un&#8217;accurata esegesi biblica con una prospettiva storica e sostenevano che il racconto biblico fosse non vero e non convincente; Haeckel accolse favorevolmente le idee di David Friedrich Strauss e Ernest Renan secondo cui Cristo era un uomo e non il figlio di Dio e si trovò d&#8217;accordo anche con Houston Stewart Chamberlain che sosteneva che la religione dell&#8217;amore predicata da Cristo fosse incompatibile con gli ebrei e le loro visioni tipicamente orientali; per lui gli ebrei erano una razza inferiore che aveva contraffatto il pensiero di Cristo a proprio vantaggio.</p>
<p><figure id="attachment_22973" aria-describedby="caption-attachment-22973" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22973" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Joseph-Deniker-.jpg" alt="Joseph Deniker" width="300" height="400" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Joseph-Deniker-.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Joseph-Deniker--225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-22973" class="wp-caption-text">Joseph Deniker</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La religione vera era di tipo panteistco e fondata sull&#8217;amore del quale è pervasa la materia per cui doveva essere liberata dalla zavorra del vecchio e nuovo testamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti i seguaci di Haeckel seguirono questa evoluzione di tipo razzista, ci fu chi pensò che la natura potesse orientarsi in una direzione umanitaria e liberale in cui l&#8217;uomo nuovo avrebbe incarnato l&#8217;amore e la razionalità, ma le idee di Haeckel orientate verso fondamenta nazionaliste diedero al razzismo una ulteriore giustificazione pseudoscientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;antropologia non si sottrasse dal fornire contributi al razzismo ed anzi, probabilmente, fornì quello più importante in virtù dei suoi tentativi di dimostrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come la eugenetica aveva attecchito in Inghilterra e la biologia razziale con il monismo in Germania, l&#8217;antropologia prese piede in Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atteggiamento di questa dottrina fu ambivalente poiché se da un lato riconosceva la distinzione tra le razze dall&#8217;altra affermava che queste costituissero un gruppo armonico in cui l&#8217;oggetto di studio fosse soltanto l&#8217;uomo in quanto tale.</p>
<p><figure id="attachment_22974" aria-describedby="caption-attachment-22974" style="width: 230px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22974" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Paul_Broca.jpg" alt="Paul Broca" width="230" height="306" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Paul_Broca.jpg 230w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Paul_Broca-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px" /><figcaption id="caption-attachment-22974" class="wp-caption-text">Paul Broca</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Paul Broca e William Frederick Edwards, pur credendo nell&#8217;esistenza della razza, esaltavano i benefici effetti degli incroci tra razze diverse; l&#8217;antropologia francese aveva, insomma, una tradizione liberale che non escludeva nemmeno i neri.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esempio tipico è dato da Joseph Deniker che negava la coincidenza tra razza e nazionalità e rifiutava le idee di superiorità di una determinata razza; non diversamente la pensava anche un altro esponente autorevole della Società antropologica francese Armand de Quatrefages de Breau che sosteneva l&#8217;utilità degli incroci razziali e negava l&#8217;inferiorità dei neri, anche se dopo la guerra franco prussiana del 1870 il suo pensiero scivolò in elaborazioni del tutto fantasiose.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi autori non erano, però, esenti da ambiguità poiché consideravano la razza bianca quella dotata del&nbsp; più alto sviluppo intellettuale e quindi quella capace di mescolare il suo sangue con le altre, per migliorarle; venivano, di conseguenza, esaltati i matrimoni misti, con grande scandalo per la maggior parte dei razzisti.</p>
<p><figure id="attachment_22975" aria-describedby="caption-attachment-22975" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22975" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/William-Frederick-Edwards.jpg" alt="William Frederick Edwards" width="220" height="271"/><figcaption id="caption-attachment-22975" class="wp-caption-text">William Frederick Edwards</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei erano considerati appartenenti alla razza superiore, mentre quelle più bisognose di erano quelle gialla e nera.</p>
<p style="text-align: justify;">In Germania l&#8217;antropologia vide tra i fondatori Rudolph Virchow che confermava, a sua volta, la tradizione dell&#8217;antropologia francese dell&#8217;assenza di razze pure; egli fu famoso per un&#8217;indagine razziale che fu condotta tra gli scolari tedeschi e che venne poi imitata in Austria, Olanda e Belgio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vennero compiute indagini nelle scuole tedesche relativamente alle conformazioni craniche, al colore dei capelli e degli occhi; la società antropologica tedesca decise di effettuare la ricerca separando i bambini tedeschi da quelli ebrei, spiegando che si stava cercando quanto restasse della razza originaria per valutare le peculiarità dei popoli e delle culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo la città di Amburgo rifiutò di collaborare perché riteneva questa inchiesta come lesiva della libertà personale, mentre nel resto della Germania furono esaminati 6.760.000 bambini: l&#8217;indagine mostrò che non esistevano tedeschi razzialmente uniformi e men che mai prevalentemente biondi e con gli occhi azzurri; le conclusioni di Virchow miravano a eliminare definitivamente il mito della razza grazie a questo tipo di ricerca scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ricerca, che avrebbe dovuto mettere fine alle controversie sull&#8217;esistenza di ariani puri e gli ebrei puri, non ebbe invece che scarsa influenza, troppo avanzate ormai erano le convinzioni mitologiche e gli stereotipi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ideale della razza pura superiore e il concetto clinico razziale risolvevano troppi problemi impellenti per poter essere eliminate agevolmente e la stessa indagine statistica era difficilmente comprensibile per la parte meno colta della popolazione che preferiva i volumi di Haeckel.</p>
<p style="text-align: justify;">Virchow venne pesantemente attaccato e insultato ma rimase fermo sulle sue idee che gli ebrei fossero una nazione e non una razza ribadendo l&#8217;inesistenza del puro tedesco, ma rimase inascoltato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Razza e sessualità: l&#8217;estraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 14:04:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il sesto capitolo di Sessualità e nazionalismo, dedicato all&#8217;estraneo, cioè a colui che, per scelta o per &#8220;disgrazia&#8221; si è trovato fuori dalla porta della società borghese. Il nazionalismo fu importante per determinare in quale modo uomini e donne venivano considerati dalla società moderna non in quanto singoli ma in rapporto con la rispettabilità. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco il sesto capitolo di <em>Sessualità e nazionalismo</em>, dedicato all&#8217;estraneo, cioè a colui che, per scelta o per &#8220;disgrazia&#8221; si è trovato fuori dalla porta della società borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nazionalismo fu importante per determinare in quale modo uomini e donne venivano considerati dalla società moderna non in quanto singoli ma in rapporto con la rispettabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo rafforzò il nazionalismo, in particolare nel suo ambito visivo, evidenziò gli stereotipi delle razze e sostenne che la storia di ogni popolo era determinante per la sua superiorità o inferiorità per il futuro: rappresentò un&#8217;intensificazione del nazionalismo poiché dipingeva le differenze tra i popoli come immutabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci fu un razzismo unitario bensì diverse forme di ispirazione e con esiti tra loro molto differenti, tuttavia il razzismo nel suo complesso sostenne il nazionalismo nella sua rivendicazione di dominio assoluto, sostenendo, di conseguenza, anche la rispettabilità borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché il razzismo sottolineò anche la distinzione tra vizio e virtù si affermò la necessità di un confine tra la normalità e la diversità, che venne ovviamente stabilito in base alle regole sociali vigenti: questo tipo di razzismo iniziò ad avere influenza verso la metà del XIX secolo e raggiunse il culmine nel periodo tra le due guerre mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il connubio tra razzismo e sessualità fu  immediato e diretto poiché il razzismo non fece altro che esasperare le tendenze che erano già presenti nell&#8217;alleanza tra nazionalismo e rispettabilità: a questo proposito, la descrizione dei negri, sin dall&#8217;inizio del XVIII secolo, in Europa, comprendeva la loro presunta incapacità di controllare gli ardori sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli antropologi e coloro che elaborarono gli stereotipi nazionali trasformarono il buon selvaggio in un sanculotto, un individuo senza pudore, incapace di governarsi: lo stereotipo della razza inferiore dedita alla libidine era un luogo comune del razzismo e gli ebrei furono considerati dei libidinosi molto prima che Hitler decidesse di iscriversi al movimento antisemita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo elaborò l&#8217;immagine dell&#8217;estraneo associandolo, ogni volta che fosse possibile, alla razza inferiore e quindi riconoscendolo come il germe patogeno che avrebbe potuto minacciare la salute della società e della nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica di ogni estraneo era, appunto, l&#8217;incapacità di controllare le passioni anche se i razzisti utilizzarono numerose differenze nella descrizione delle razze inferiori: il negro era considerato un inetto, l&#8217;ebreo un individuo senza anima con la moralità posizionata nella parte bassa del corpo, il malato di mente, gli omosessuali e i criminali abituali condividevano, invece, quell&#8217;incapacità di controllo che sembrava minacciare e affliggere le radici stesse della società.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo proiettò il suo stereotipo su chiunque non si conformava agli usi e costumi ritenuti appropriati: costruire degli stereotipi in base all&#8217;aspetto era, in effetti, connaturato a questo tipo di pensiero che aveva la natura di una ideologia fondata sull&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Esso accentuò le distinzioni tra normale e anormale in maniera da poter evidenziare preconcetti e pregiudizi della società riguardo all&#8217;aspetto e al modo di comportarsi: la spossatezza fu una caratteristica dominante tra quelle stigmatizzate, in opposizione a quel vigore giovanile che era così stimato e di cui si riteneva che la società avesse grande bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebrei e pervertiti sessuali furono spesso rappresentati come persone deboli, prossime alla morte, precocemente invecchiate: nel teatro tedesco e nelle opere di Balzac</p>
<p><figure id="attachment_21981" aria-describedby="caption-attachment-21981" style="width: 357px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21981" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Honoré-de-Balzac-357x512.jpg" alt="Honoré de Balzac" width="357" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Honoré-de-Balzac-357x512.jpg 357w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Honoré-de-Balzac-209x300.jpg 209w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Honoré-de-Balzac-600x860.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Honoré-de-Balzac.jpg 893w" sizes="auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px" /><figcaption id="caption-attachment-21981" class="wp-caption-text">Honoré de Balzac</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_21982" aria-describedby="caption-attachment-21982" style="width: 381px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-21982 size-large" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/arthur-schopenhauer-381x512.jpg" alt="Arthur Schopenhauer" width="381" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/arthur-schopenhauer-381x512.jpg 381w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/arthur-schopenhauer-224x300.jpg 224w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/arthur-schopenhauer-600x805.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/arthur-schopenhauer.jpg 894w" sizes="auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px" /><figcaption id="caption-attachment-21982" class="wp-caption-text">Arthur Schopenhauer</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">  gli ebrei sono quasi sempre dei vecchi; per Schopenhauer l&#8217;omosessualità era una funzione vitale della vecchiaia, un modo della natura per evitare che i vecchi concepissero figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel teatro tedesco, questo stereotipo della vecchiaia privò gli ebrei della famiglia; solo durante l&#8217;Ottocento comparvero dei figli di ebrei, ma sempre già cresciuti perché i bambini avrebbero smentito lo stereotipo della solitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;ebreo, come anziano, veniva quindi negata l&#8217;integrazione nella vita borghese, mentre l&#8217;isolamento dell&#8217;omosessuale era considerato un dato di fatto; come diceva Oscar Wilde: &#8220;La gente viziosa è sempre vecchia e brutta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La masturbazione, che nel XIX secolo era considerata il fondamento della gran parte dei vizi, portava a orrende deformazioni del corpo e al completo esaurimento nervoso: in questo modo, a metà del XIX secolo,</p>
<p><figure id="attachment_21983" aria-describedby="caption-attachment-21983" style="width: 400px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21983" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Auguste-Ambroise-Tardieu.jpg" alt="Auguste Ambroise Tardieu" width="400" height="449" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Auguste-Ambroise-Tardieu.jpg 400w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Auguste-Ambroise-Tardieu-267x300.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-21983" class="wp-caption-text">Auguste Ambroise Tardieu</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ambroise Tardieu, rappresentava gli omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che era necessario era poter riconoscere e individuare facilmente colui che derogava dagli stereotipi in modo da poterlo punire o allontanare dalla società: l&#8217;ebreo andava isolato, il malato di mente rinchiuso, l&#8217;omosessuale condannato dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Esaurimento era sinonimo di nervosismo, di conseguenza ebrei, omosessuali, malati di mente venivano raffigurati in costante movimento: più o meno tutti, si riteneva si comportassero secondo l&#8217;iconografia dell&#8217;isteria, con relative smorfie e contorsioni, come era stata divulgata dallo psichiatra francese J.M. Charcot, negli anni ottanta dell&#8217;Ottocento.</p>
<p><figure id="attachment_21984" aria-describedby="caption-attachment-21984" style="width: 389px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21984" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Charcot-389x512.jpg" alt="Jean-Martin Charcot" width="389" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Charcot-389x512.jpg 389w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Charcot-228x300.jpg 228w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Charcot-600x791.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Charcot.jpg 683w" sizes="auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px" /><figcaption id="caption-attachment-21984" class="wp-caption-text">Jean-Martin Charcot</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esaurimento era un disordine morale e fisico, un segno di debolezza e di mancanza di volontà la cui causa si riteneva dipendesse dalle aberrazioni sensuali prodotte da cervelli spossati.</p>
<p style="text-align: justify;">I decadenti, ad esempio, ben rappresentavano questo stereotipo e costituivano sicuramente una minaccia alle richieste che la società industriale avanzava: di fronte a un così rapido cambiamento era indispensabile la stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molti medici e per molti razzisti queste deviazioni dalla norma erano causate dall&#8217;arrendevolezza alla modernità ed ebbe grande diffusione l&#8217;idea che ogni malattia di questo tipo portasse ad un&#8217;altra, così vari sessuologi sostenevano che la modernità portasse all&#8217;omosessualità oppure che i consanguinei e i genitori degli omosessuali soffrissero a loro volta di turbe psichiche mentre agli ebrei fu associato normalmente il nervosismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tradizione relativa agli ebrei aveva origini remote: in pieno Illuminismo si sostenne che un ufficiale prussiano convertito al giudaismo fosse affetto da infermità mentale; in ogni caso abbandonare deliberatamente la società faceva sorgere il sospetto di infermità mentale, mentre l&#8217;esclusione per nascita o per tendenze sessuali implicava la considerazione di spirito inquieto.</p>
<p><figure id="attachment_21985" aria-describedby="caption-attachment-21985" style="width: 333px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21985" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Karl-Heinrich-Ulrichs.jpg" alt="Karl Heinrich Ulrichs" width="333" height="437" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Karl-Heinrich-Ulrichs.jpg 333w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Karl-Heinrich-Ulrichs-229x300.jpg 229w" sizes="auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px" /><figcaption id="caption-attachment-21985" class="wp-caption-text">Karl Heinrich Ulrichs</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ne fu un esempio Karl Heinrich Ulrichs: fu dichiarato malato di mente da un testo prussiano di medicina legale poiché, nel 1864, fu il primo a chiedere la fine della persecuzione degli omosessuali in Germania; questo tipo di uomini rappresentava un &#8220;fenomeno sessuale&#8221;, spesso associato a mendicanti, criminali e fanatici religiosi e fu spesso descritto nei libri che sostituirono il vecchio &#8220;scrigno delle curiosità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo fece buon uso dell&#8217;accusa di pazzia che proiettò su tutti i tipi di estranei e quando li scoprì, invece, nella razza dominante, la utilizzò per rilevare quel processo di degenerazione che, evidentemente era in atto, e che doveva essere assolutamente fermato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ambiente naturale di tutti gli estranei era la grande città, come si è già visto a proposito degli omosessuali: dalla fine del secolo la città era diventata la metafora dell&#8217;innaturale, ma già in precedenza Balzac ed Eugène Sue avevano, nelle loro opere, evidenziato l&#8217;artificiosità della città e la rottura con la natura.</p>
<p><figure id="attachment_21986" aria-describedby="caption-attachment-21986" style="width: 384px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21986" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/eugene-sue-384x512.jpg" alt="Eugène Sue" width="384" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/eugene-sue-384x512.jpg 384w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/eugene-sue-225x300.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/eugene-sue.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption id="caption-attachment-21986" class="wp-caption-text">Eugène Sue</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo mise il suo sigillo d&#8217;approvazione la medicalizzazione che garantì l&#8217;immutabilità del pensiero scientifico ad immagini puramente soggettive.</p>
<p style="text-align: justify;">La normalità necessitava della conservazione di un rapporto con le forze autentiche ed immutabili della natura, ma questa necessità di radicamento della borghesia la poneva contro le sue stesse origini poiché a spaventarla era proprio ciò che aveva creato essa stessa: le strade e gli edifici imponenti e la massa anonima.</p>
<p style="text-align: justify;">La borghesia, per reagire a questo, tentò di stabilire una continuità storica: i palazzi cittadini imitarono le cattedrali gotiche e le ville private i palazzi del Rinascimento, ma fu la forza stessa della natura, salutare simbolo dell&#8217;autentico e dell&#8217;immutabile che fu utilizzata per rafforzare il controllo dell&#8217;uomo su un mondo che sembrava continuamente sull&#8217;orlo del caos.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo utilizzo della natura si diffuse nel XIX secolo grazie al diffondersi dell&#8217;industrializzazione e dell&#8217;urbanizzazione, per la necessità degli individui di avere uno spicchio di eternità e mantenere così il proprio orientamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nazionalismo, razzismo e società borghese cercarono nella natura le proprie origini in modo da poter condividerne l&#8217;immutabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La natura non conosceva vizio e questo principio è utile per capire il perché delle discussioni dei sessuologi circa l&#8217;esistenza di animali omosessuali: la loro eventuale esistenza avrebbe macchiato la natura di una imperfezione oppure avrebbe fornito agli omosessuali un potente argomento contro la rispettabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il XIX secolo furono costantemente associate immoralità e cospirazione perché, ovviamente, i complotti non potevano che allignare nelle grandi città dove vivevano e si associavano le persone ostili alla società.</p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie cospirative non erano una novità: già durante la rivoluzione francese i tedeschi avevano accusato i francesi di derubarli della loro integrità morale, mentre alcuni inglesi avevano sostenuto che la Francia avesse inviato dei ballerini oltremanica per corrompere la nazione con i loro movimenti lascivi; Proust parlava degli omosessuali come di una massoneria più potente ed estesa di quella classica e Maximilian Harden, parlando di una congiura omosessuale nel governo imperiale tedesco, usava termini che si potevano ritrovare in qualsiasi trattato sugli ebrei.</p>
<p><figure id="attachment_21987" aria-describedby="caption-attachment-21987" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21987" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Maximilian-Harden.jpg" alt="Maximilian Harden" width="170" height="233" /><figcaption id="caption-attachment-21987" class="wp-caption-text">Maximilian Harden</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Due furono i complotti che si diffusero particolarmente: quello degli omosessuali per sovvertire la società e quello giudaico mondiale; entrambe queste categorie erano considerate, dai loro nemici, come uno Stato nello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo approfittò ancora una volta di questi elementi, come degli stereotipi elaborati autonomamente da altri, per fissare nella loro condizione di immutabilità le razze inferiori e i degenerati razziali: i sovversivi dell&#8217;ordine borghese erano l&#8217;antitipo dell&#8217;ideale, cioè di gioventù, energia e bellezza, ovvero del tedesco o dell&#8217;inglese con i bei lineamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa vera bellezza era il contraltare delle passioni più basse e si poneva in netto contrasto con le cose materiali tanto che, nel 1896, qualcuno affermava che vi fosse un abisso impossibile da colmare tra la bellezza perfetta e il desiderio di avere rapporti sessuali con essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellezza umana senza sensualità, questo richiedeva la rispettabilità, bellezza che era in sé segno di superiorità morale e spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nietzsche condannò duramente questo ideale di bellezza rispettabile e vi  oppose il culto del corpo in tutta la sua sensualità e in tutti i suoi ardori, qualunque ne fossero stati gli esiti, tuttavia ne condivise un presupposto fondamentale quando affermò che era &#8220;pura follia credere che si possa vestire uno spirito leggiadro con un corpo deforme&#8221;; anche lui subì il fascino della scultura greca anche se cercò di superare il nudo rispettabile attraverso il superuomo.</p>
<p><figure id="attachment_21988" aria-describedby="caption-attachment-21988" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21988" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/doriforo.jpg" alt="doriforo" width="160" height="400" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/doriforo.jpg 160w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/doriforo-120x300.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px" /><figcaption id="caption-attachment-21988" class="wp-caption-text">doriforo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ideale della bellezza, quale simbolo di autocontrollo,  rafforzò la dote purificatrice della natura nei ritratti degli eroi nazionali come Walter Flex, Rupert Brooke o nel monumento ai caduti dell&#8217;università di Monaco, copia della scultura del giovane doriforo di Policleto.</p>
<p><figure id="attachment_21989" aria-describedby="caption-attachment-21989" style="width: 328px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21989" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/leni.jpg" alt="Leni Riefenstahl" width="328" height="450" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/leni.jpg 328w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/leni-219x300.jpg 219w" sizes="auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px" /><figcaption id="caption-attachment-21989" class="wp-caption-text">Leni Riefenstahl</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Più tardi Leni Riefenstahl  elaborò ancora una volta questo rapporto tra bellezza e natura ad esempio nel film sulle Olimpiadi del 1936, <em>Festival della bellezza</em>, in cui alternava inquadrature della bellezza naturale e corpi bellissimi; questi ultimi erano l&#8217;apoteosi della virilità, giovani, virili, vigorosi e casti; il razzismo per diffondere il tipo ideale ariano sfruttò un terreno consolidato sostenendo uno stereotipo sul quale si fondava già l&#8217;ordine esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli individui sani e normali e loro soltanto potevano essere belli, a loro era riservato ineluttabilmente il vivere in armonia con la natura: un energico e vigoroso omosessuale era impensabile così come era considerata una contraddizione un bell&#8217;ebreo, anche se la bella ebrea, invece, continuava ad ossessionare l&#8217;immaginazione, grazie all&#8217;Ivanohe di sir Walter Scott, poiché essa esprimeva la stimolazione sessuale mediante l&#8217;esotico e il misterioso.</p>
<p><figure id="attachment_21991" aria-describedby="caption-attachment-21991" style="width: 307px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21991" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ivanhoe.jpg" alt="Ivanhoe" width="307" height="400" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ivanhoe.jpg 307w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ivanhoe-230x300.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px" /><figcaption id="caption-attachment-21991" class="wp-caption-text">Ivanhoe</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_21990" aria-describedby="caption-attachment-21990" style="width: 351px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21990" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walter-Scott-351x512.jpg" alt="Walter Scott" width="351" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walter-Scott-351x512.jpg 351w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walter-Scott-206x300.jpg 206w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walter-Scott.jpg 539w" sizes="auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px" /><figcaption id="caption-attachment-21990" class="wp-caption-text">Walter Scott</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La descrizione dell&#8217;ebreo come deforme continuò fino a giungere ad <a href="https://youtu.be/V3UOZmp2FuU" target="_blank">Auschwitz </a>dove il dottor Mengele visitava i giovani ebrei che sembravano coincidere con il modello di bellezza consolidato per scoprirvi qualche aspetto deforme, così necessario al razzismo. Anche col razzismo la distinzione tra normale e anormale fu portata alla sua logica conclusione: come la scienza medica aveva, da subito, legittimato i modelli di rispettabilità, così ora vi erano alcuni medici che cercavano di dare basi scientifiche al razzismo.</p>
<p><figure id="attachment_21992" aria-describedby="caption-attachment-21992" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21992" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Mengele.jpg" alt="Mengele" width="215" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-21992" class="wp-caption-text">Mengele</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il tentativo di omogeneizzare gli estranei, tuttavia, non riuscì mai completamente come dimostra il caso degli ebrei e degli omosessuali; questi ultimi furono accusati di sterilità, cioè di non fornire alla nazione i suoi futuri soldati e operai, accusa molto grave in un periodo in cui si temeva molto la caduta del tasso di natalità; gli ebrei, invece, non furono accusati di essere omosessuali ma di nutrire un&#8217;incontrollata pulsione sessuale verso le donne gentili quindi vennero considerati dei corruttori delle madri della nazione, che impedivano la nascita di figli sani; essi furono anche accusati di avere inventato il sistema di controllo delle nascite, un altro modo per distruggere la razza ariana.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei, non bollabili come omosessuali, furono però accusati di diffondere l&#8217;omosessualità per raggiungere il predominio culturale in Germania: questo argomento originò dall&#8217;ossessione nazista per il decadentismo che era considerato il simbolo dell&#8217;anormalità, riprendendo un tema già dibattuto anche dai medici tra i quali qualcuno, ad esempio Max Nordau, aveva sostenuto che l&#8217;arte moderna fosse il prodotto di nervi scossi e strabismo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;omosessualità, associata a figure quali Oscar Wilde e al permissivismo della Berlino dell&#8217;epoca di Weimar, fu identificata come una delle cause della degenerazione che minava nel contempo rispettabilità e creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo parallelo tra rispettabilità e creatività omogeneizzò ulteriormente gli estranei nonostante il fatto che specifiche accuse di perversione sessuale non fossero dirette soltanto contro gli ebrei; vi furono alcune eccezioni e tra queste la più significativa fu quella di Magnus Hirschfeld, ebreo omosessuale e promotore del movimento di emancipazione omosessuale: lui e l&#8217;istituto da lui fondato furono bersaglio costante dei razzisti tedeschi.</p>
<p><figure id="attachment_21993" aria-describedby="caption-attachment-21993" style="width: 360px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21993" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walther-Rathenau-360x512.jpg" alt="Walther Rathenau" width="360" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walther-Rathenau-360x512.jpg 360w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walther-Rathenau-211x300.jpg 211w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walther-Rathenau-600x855.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Walther-Rathenau.jpg 719w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><figcaption id="caption-attachment-21993" class="wp-caption-text">Walther Rathenau</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Anche Walter Rathenau, il più importante politico ebreo durante e dopo la prima mondiale, fu accusato, ogni tanto, di essere un sadico e un omosessuale; gli ebrei, tuttavia non erano considerati un pericolo per la società per la loro presunta omosessualità, quanto piuttosto per le loro propensioni perverse anche se eterosessuali; in effetti sarebbe risultato difficile accusare gli ebrei di vizi omosessuali poiché la loro vita familiare era spesso ammirata anche dagli stessi antisemiti e non era facile ignorarlo sebbene fosse ben presente, nel teatro tedesco,  lo stereotipo dell&#8217;ebreo vecchio e isolato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ebrei, a differenza di altri emarginati, incarnavano alcune virtù tipiche della borghesia, cosa che sconcertava i razzisti che, infatti, li accusarono di attentare alla vita familiare degli altri e dovettero creare, a questo scopo, la distinzione tra borghesia tedesca e borghesia ebraica, in modo da poter considerare comunque estranei gli ebrei che si adeguavano con successo alla vita borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">In un periodo in cui i medici si erano fatti custodi della rispettabilità, essi si occuparono anche di definire le differenze tra questi due gruppi di estranei, ebrei ed omosessuali: così anche gli ebrei divennero argomento di discussione medica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riteneva che essi fossero soggetti a malattie mentali e in particolare a nervosismo e nevrastenia: Jean Martin Charcot, ad esempio, sosteneva che gli ebrei fossero predisposti alle malattie nervose per una debolezza congenita del loro sistema nervoso, mentre Krafft-Ebing attribuiva i disturbi nervosi all&#8217;incrocio tra affini dovuto al volontario isolamento; sempre secondo quest&#8217;ultimo queste malattie, tipiche degli ebrei, portavano al fanatismo religioso e a una sensualità più intensa.</p>
<p><figure id="attachment_22001" aria-describedby="caption-attachment-22001" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-22001" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/isteria-Charcot-512x344.jpg" alt="isteria , Charcot" width="512" height="344" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/isteria-Charcot-512x344.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/isteria-Charcot-300x201.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/isteria-Charcot.jpg 590w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-22001" class="wp-caption-text">isteria</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Questi medici e specialmente Charcot ritenevano anche che le donne soffrissero di isteria a causa di un sistema nervoso più debole rispetto a quello dell&#8217;uomo; ci fu chi ne approfittò di questo per proiettare caratteristiche femminili sul popolo ebreo come fece Otto Weininger, ebreo e razzista, in odio alla sua stessa razza.</p>
<p><figure id="attachment_21994" aria-describedby="caption-attachment-21994" style="width: 244px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21994" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Otto-Weininger.jpg" alt="Otto Weininger" width="244" height="400" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Otto-Weininger.jpg 244w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Otto-Weininger-183x300.jpg 183w" sizes="auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px" /><figcaption id="caption-attachment-21994" class="wp-caption-text">Otto Weininger</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la virilità era sinonimo di normalità e quindi di autocontrollo e di quell&#8217;armonia tra corpo e mente che piaceva tanto alla società borghese; chi non era maschio doveva in qualche modo essere un malato.</p>
<p style="text-align: justify;">La medicalizzazione degli ebrei legittimò lo stereotipo ed il razzismo ne approfittò per dare dignità scientifica all&#8217;emarginazione: gli ebrei non potevano essere curati perché il loro nervosismo era connaturato alla razza; se è vero che Charcot e Krafft-Ebing erano stati prudenti e avevano affermato che la malattia ebraica era più una tendenza che un dato assoluto e avevano avanzato la possibilità di una terapia, per i razzisti l&#8217;ebreo sano era una contraddizione in termini che doveva perciò essere fissato una volta per tutte nei canoni dell&#8217;irrequietezza, dell&#8217;assenza di radici e della mancanza di virilità che la rispettabilità tanto temeva.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio medico degli ebrei fu comunque marginale ed ebbe valenza secondaria rispetto ad altre accuse rivolte loro; per gli omosessuali, invece, la medicalizzazione fu di importanza fondamentale: essi divennero un oggetto di studio e di analisi medica dai quali non c&#8217;era via d&#8217;uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;omosessualità era una malattia come le altre, acquisita secondo la scienza medica, tramite la masturbazione o il contagio da cattivo esempio anche se, verso la fine del XIX secolo, si cominciò a riconoscere anche un&#8217;omosessualità congenita: se l&#8217;omosessuale poteva essere curato, questo era precluso in radice agli ebrei, mentre rimase per i razzisti il dilemma degli omosessuali, che pur essendo quasi tutti ariani, attentavano alla salute della nazione.</p>
<p><figure id="attachment_21995" aria-describedby="caption-attachment-21995" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21995" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps-512x389.jpg" alt="das schwarze corps" width="512" height="389" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps-512x389.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps-300x228.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps-945x718.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps-600x456.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/das-schwarze-corps.jpg 1443w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-21995" class="wp-caption-text">das schwarze corps</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Se gli omosessuali per natura dovevano essere sterminati, gli altri potevano essere curati col duro lavoro: &#8220;Das Schwarze Corps&#8221; li considerava degli scansafatiche egoisti che, volendolo, avrebbero potuto rientrare nella normalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La cura dei malati di mente, nell&#8217;Ottocento, fu per certi aspetti simile a quella degli omosessuali: si pensava che ristabilendo il controllo delle emozioni il malato di mente avrebbe recuperato anche una normale espressione facciale; il duro lavoro fu molto importante per salvare, in alcuni casi, i malati di mente dall&#8217;eutanasia praticata dai nazisti; è abbastanza ovvio che gli ebrei fossero considerati improduttivi e incapaci di lavorare onestamente e quindi incurabili.</p>
<p style="text-align: justify;">I nazisti concessero agli omosessuali una possibilità per correggersi, il rifiuto o la mancata conformazione ad esso avrebbe comportato lo sterminio, esattamente come per gli ebrei; se alla fine si salvarono molti più omosessuali che non ebrei ciò dipese dal fatto che, in barba agli sforzi fatti dalla medicina legale, riconoscere i primi restava molto difficile mentre per i secondi fu fatale l&#8217;appartenenza a una comunità religiosa che conservava liste dei propri membri.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accusa di confondere i sessi fu mossa anche agli ebrei però fu necessario trasporla dal piano pratico a quello teorico visto che veniva loro attribuita aggressività nei confronti delle donne; fu allora necessario accusarli di mancanza di virilità a causa del nervosismo, dell&#8217;incapacità di controllare le passioni, del modo di trattare le donne come beni da acquistare o da vendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu un&#8217;opera, del 1900, che influenzò Adolf Hitler e molti altri razzisti: <em>Sesso e carattere</em> di Otto Weininger.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera è dedicata alle caratteristiche dei sessi, l&#8217;autore fa propria l&#8217;opinione di Freud sulla bisessualità dei bambini e arriva a dimostrare che ogni uomo possiede componenti maschili e femminili, tuttavia egli distingue nettamente maschi e femmine cui attribuisce caratteristiche completamente diverse: la donna si preoccupa esclusivamente della propria sessualità mentre l&#8217;uomo conosce la scienza, il commercio, la religione e l&#8217;arte; le donne rimangono bambine per tutta la vita, non hanno possibilità di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Weininger gli ebrei hanno preponderanti qualità femminili anche se sono maschili nella pratica sessuale, la logica conclusione è che ciò che conta dell&#8217;uomo è la moralità cosa da cui restano escluse, appunto, le donne e gli ebrei che conoscono solo la passione sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Weininger era un misogino e razzista che  considerava le donne e gli ebrei come stati fisiologici e perciò incurabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue opinioni non erano debitrici del nazionalismo, probabilmente erano invece legate alla paura della propria bisessualità, ciò nonostante esso fu abbondantemente utilizzato dal nazionalismo, in un periodo in cui discutere teoricamente di sessualità stava diventando un atteggiamento rispettabile e chi simpatizzava per il razzismo vi trovava un argomento sia scientifico che emotivo alla moda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo libro ebbe particolare successo anche perché, ovviamente, criticava anche la cultura contemporanea, pericolosamente orientata verso l&#8217;anarchia e la decadenza e questo era motivo di sicura attrazione alla quale si aggiunse anche il fascino dato dal suo odio verso se stesso come ebreo dell&#8217;autore ed il suo suicidio subito dopo la pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Weininger non trascurò nemmeno gli omosessuali che, come le donne e gli ebrei, mancavano di creatività e della capacità di apprezzare quanto c&#8217;è di autentico nella vita, chiusi nell&#8217;effimero di un mondo artificiale che denotava un temperamento criminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo autore non fu l&#8217;unico ad associare gli omosessuali ai criminali e queste analogie ebbero successo nell&#8217;equiparazione di tutti gli estranei: anche gli ebrei appartenevano a una razza criminale e i razzisti si richiamarono alla storia per dimostrarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non poterono, però, fare altrettanto per gli omosessuali che erano privi di un passato che ne testimoniasse la criminalità: per loro fu necessario ricorrere alla medicina, invece che alla storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli ebrei si utilizzarono le bande di ladri che avevano lavorato con le analoghe tedesche, durante il XVIII secolo, e si sfruttò la persistenza di un gergo ebraico e yiddish tra i criminali tedeschi per dimostrare che gli ebrei erano ladri nati</p>
<p style="text-align: justify;">La psicologia criminale lombrosiana, elaborata negli anni 70 dell&#8217;Ottocento, fu di aiuto all&#8217;accusa di criminalità ebraica: i criminali abituali erano facilmente riconoscibili per certe anomalie somatiche, ad esempio, secondo</p>
<p><figure id="attachment_21996" aria-describedby="caption-attachment-21996" style="width: 401px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21996" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Cesare-Lombroso.jpg" alt="Cesare Lombroso" width="401" height="484" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Cesare-Lombroso.jpg 401w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Cesare-Lombroso-249x300.jpg 249w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption id="caption-attachment-21996" class="wp-caption-text">Cesare Lombroso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Lombroso, le orecchie a sventola sono tipiche dei criminali, dei selvaggi, dei primati e, aggiunsero i nazisti, degli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio ebrei ed omosessuali erano considerati dei cospiratori contro la società e nemici della rispettabilità, ma l&#8217;accusa di criminalità rivolta agli ebrei ne rese più facile la diffamazione: di questa accusa i razzisti fecero grande uso e cercarono di sfruttarla in maniera più efficace possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lombroso sosteneva che la criminalità fosse una componente immodificabile della fisiologia del criminale abituale che quindi doveva essere giustiziato: la morte dell&#8217;estraneo è sempre stata una costante del pensiero di chi faceva parte della società, come testimoniano il giovane masturbatore in agonia di Bertrand, gli ebrei prematuramente vecchi, gli omosessuali esausti e rovinati dalla malattia, i malati di mente malinconici.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte degli estranei doveva essere diversa da quella dei rispettabili borghesi poiché in essa doveva trasparire lo stigma dovuto al rifiuto delle convenzioni sociali.</p>
<p><figure id="attachment_21997" aria-describedby="caption-attachment-21997" style="width: 389px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21997" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/download-1.jpg" alt="visi lombrosiani" width="389" height="509" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/download-1.jpg 389w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/download-1-229x300.jpg 229w" sizes="auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px" /><figcaption id="caption-attachment-21997" class="wp-caption-text">visi lombrosiani</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il XIX secolo vide l&#8217;affermarsi di un certo sentimentalismo verso la morte delle opere letterarie e figurative: essa non possedeva più una rigorosa lezione da insegnare, come era stato durante l&#8217;illuminismo, ma si concretizzò nel culto romantico della malinconia; i fiori divennero una componente essenziale dei riti funebri e la morte borghese fu sottoposta al rituale caratteristico del letto di morte: romanticamente il moribondo giace nel proprio letto, in una stanza poco illuminata, circondato dalla famiglia, che benedice i figli e li rassicura che durante la sua vita essi hanno compiuto il loro dovere nei suoi confronti e che perciò non devono nutrire rimpianti; una vita rispettabile doveva terminare con una morte tranquilla.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1800-1801 l&#8217;Institut de France propose un concorso per scegliere quale funerale fosse preferibile, in quella sede ci fu chi propose, come Pierre Dolivier, un ex prete, di istituire una giuria che avrebbe dovuto decidere di ogni persona se in vita fosse stato utile; nel caso fosse stato giudicato vizioso il suo corpo sarebbe dovuto finire in una fossa comune, con esequie senza cerimonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolivier, che era un illuminista, non fu l&#8217;unico a sostenere questa idea della separazione dei viziosi dopo la morte, così come si erano separati volontariamente dalla società in vita.</p>
<p style="text-align: justify;">I razzisti sfruttarono l&#8217;immagine del cimitero ebraico per sottolineare la differenza tra i gentili e gli ebrei: fu utilizzato il cimitero ebraico di Praga</p>
<p><figure id="attachment_22002" aria-describedby="caption-attachment-22002" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-22002" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/RIMG0638-512x384.jpg" alt="cimitero ebraico di Praga, Praga" width="512" height="384" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/RIMG0638-512x384.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/RIMG0638-300x225.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/RIMG0638-945x709.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/RIMG0638-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-22002" class="wp-caption-text">cimitero ebraico di Praga</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">per porlo in contrasto con gli ordinati cimiteri cristiani; il cimitero cristiano moderno, nato nel tardo XVIII e nel primo XIX secolo, quando le sepolture vennero spostate fuori dalla città, nel suo susseguirsi ordinato di prati, fiori e tombe, ricordava il sonno tranquillo del rispettabile borghese; al contrario il disordine dei cimiteri ebraici testimoniava quell&#8217;irrequietezza che persisteva nella morte come lo aveva fatto nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebrei ed omosessuali, privi d&#8217;anima ed egoisti, non potevano morire come i borghesi, a loro doveva mancare quella serenità che segnava un tranquillo trapasso: agli omosessuali mancava la famiglia che permettesse la messa in scena del letto di morte, la religione materialista degli ebrei e il loro nervosismo impedivano, invece, la trasfigurazione romantica della propria morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte borghese si poneva anche in contrasto col declino della forza vitale dei decadenti: la morte come esperienza dei sensi era considerata blasfema dall&#8217;ordine costituito e ritenuta tipica dei viziosi; il decadentismo fu associato agli artisti d&#8217;avanguardia e agli omosessuali poiché l&#8217;immagine del giovane esangue che muore lentamente in modo leggiadro era inconciliabile con l&#8217;ideale della virilità.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso il vizio andava separato dalla virtù e chi viveva come estraneo doveva patire una morte brutta e solitaria:</p>
<p><figure id="attachment_21998" aria-describedby="caption-attachment-21998" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-21998" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ahasverus.jpg" alt="Ahasverus" width="220" height="311" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ahasverus.jpg 220w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Ahasverus-212x300.jpg 212w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /><figcaption id="caption-attachment-21998" class="wp-caption-text">Ahasverus</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Ahasverus, l&#8217;ebreo è condannato alla solitudine e distrugge tutto ciò che avvicina, l&#8217;ebreo Veitel Itzig, protagonista di <em>Soll und Haben</em>, popolare romanzo tedesco di Gustav Freytag, annega in un torbido fiume, per gli ebrei non poteva esserci conforto nemmeno nella morte.</p>
<p><figure id="attachment_21999" aria-describedby="caption-attachment-21999" style="width: 381px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-21999" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Gustav-Freytag-381x512.jpg" alt="Gustav Freytag" width="381" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Gustav-Freytag-381x512.jpg 381w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Gustav-Freytag-223x300.jpg 223w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Gustav-Freytag.jpg 446w" sizes="auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px" /><figcaption id="caption-attachment-21999" class="wp-caption-text">Gustav Freytag</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia il giornalista Paolo Orano, nell&#8217;opera <em>Gli ebrei in Italia</em> del 1937, metteva in contrasto la presunta paura della morte, il pacifismo, l&#8217;avarizia e la mancanza di passioni elevate dell&#8217;ebreo con lo spirito cristiano romano.</p>
<p><figure id="attachment_22000" aria-describedby="caption-attachment-22000" style="width: 313px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-22000" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Paolo-Orano-313x512.jpg" alt="Paolo Orano" width="313" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Paolo-Orano-313x512.jpg 313w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Paolo-Orano-184x300.jpg 184w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Paolo-Orano.jpg 367w" sizes="auto, (max-width: 313px) 100vw, 313px" /><figcaption id="caption-attachment-22000" class="wp-caption-text">Paolo Orano</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La morte degli estranei era simbolo della loro stessa vita così che anche questa fu utilizzata per separare ulteriormente la società borghese da chi non vi apparteneva ed il modo di morire degli estranei divenne uno dei tanti fattori che prepararono la strada alla cosiddetta &#8220;distruzione della vita spregevole&#8221; cioè alla strategia che la Germania nazista, degna figlia in questo del razzismo, fece propria.</p>
<p style="text-align: justify;">La rispettabilità e la divisione del lavoro tra i membri della società subirono delle sfide enormi, durante il XIX secolo: i cambiamenti in corso, l&#8217;accelerazione dei tempi e la possibile perdita del controllo sulla vita di ognuno furono i problemi sui quali concentrò la propria attenzione il razzismo che, richiamandosi alla storia e alla natura, cercò di fermare il tempo e, insieme, di dare un passato razziale utilizzabile ed un frammento di eternità che avrebbe garantito un sostegno a uomini e donne sempre più smarriti.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura dell&#8217;estraneo fu fondamentale perché anticipatrice e quindi ammonitrice delle conseguenze cui sarebbe andata incontro una società che avesse abbandonato il controllo e la ricerca di un ideale di rispettabilità a protezione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incapacità di controllare gli ardori sessuali fu considerata una mancanza di autocontrollo tipica dei nemici: nel pensiero razzista i nemici della società e la razza inferiore erano equiparati poiché solo la razza superiore era dotata dei comportamenti e degli usi e costumi della società esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nazionalismo e rispettabilità da un lato e razzismo dall&#8217;altro ebbero lo stesso atteggiamento nei confronti dell&#8217;estraneo il razzismo, tuttavia, eliminò ogni forma di pur lieve tolleranza che c&#8217;era stata nei secoli XIX e XX e fissò in termini di immutabilità il conformismo verso la rispettabilità e la nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che gli estranei furono in gran parte uniformati, tuttavia gli ebrei e gli omosessuali furono ritenuti più pericolosi dei criminali e dei malati di mente perché la loro sessualità era un&#8217;ulteriore arma contro la società: essi erano considerati dei potenziali rivoluzionari poiché ponevano in dubbio i fondamenti stessi della società borghese e della rispettabilità, suo strumento di difesa, che, invece, il razzismo intendeva tutelare a tutti i costi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atteggiamento verso l&#8217;estraneo fu talmente penetrante che molte vittime sembravano accettare il proprio stereotipo, cercando di integrarsi nell&#8217;ordine costituito, ma questa integrazione implicava accettare non solo lo stile di vita borghese ma anche l&#8217;esistenza stessa dello stereotipo dell&#8217;estraneo, cioè di se stessi, un circolo vizioso da cui non sembrava esserci via d&#8217;uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è visto come gli omosessuali cercarono di integrarsi esibendo la propria virilità e l&#8217;attitudine alla professione militare; gli ebrei non furono da meno e tentarono di accentuare la rispettabilità e il proprio sentimento patriottico che, peraltro, fece nascere tra loro una tradizione di liberalismo e tolleranza che, in Germania, resistette sino alla fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nazismo pose fine a qualunque tentativo di integrazione da parte degli estranei cosa che non avvenne, invece, in Inghilterra anche se, pure qui, continuò a rimanere essenziale e fondamentale la distinzione tra i sessi e tra normalità e anormalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nazionalsocialismo esasperò tutti gli elementi sino a qui analizzati perché seppe mettere in rapporto gli aspetti sino ad ora esaminati: rispettabilità, nazionalismo, virilità, ideale femminile, la riscoperta del corpo, razzismo; esso fu comunque uno degli aspetti del fascismo europeo e, quindi, in questo contesto sarà ora da approfondire.</p>
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		<title>Lo sfruttamento della guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2015 12:37:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccoci al capitolo IX, intitolato &#8220;<em>Lo sfruttamento della guerra</em>&#8220;, del libro di Mosse che sto provando a sintetizzare e di cui continuo a raccomandare la lettura perché è davvero un volume interessantissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimase, specie nei paesi in cui il ritorno alla normalità fu più lungo e travagliato, l&#8217;idea che la guerra mondiale non fosse mai terminata, idea condivisa sia da chi custodiva il mito dell&#8217;esperienza della guerra, sia da chi la guerra la odiava: la continuità fu utilizzata dalla destra tedesca per autorappresentarsi come erede dell&#8217;esperienza bellica.<br />
Alcuni temi del mito dell&#8217;esperienza di guerra, infatti, furono molto in voga, in tempo di pace: i martiri del movimento nazista furono associati ai caduti della Grande Guerra e celebrati con gli stessi simboli, dagli elmetti d&#8217;acciaio, alle sacre fiaccole, ai monumenti.<br />
La continuità fu ad ogni livello, ad esempio, nel linguaggio utilizzato dai nazisti e nello spirito di cameratismo d&#8217;impronta bellica utilizzato per definire la comunità nazionale.<br />
La lingua fu importantissimo strumento per garantire questa continuità: i nazisti utilizzarono il linguaggio militare piegandolo ai propri scopi; ad esempio il termine Einstaz, che significa &#8220;chiamata alla battaglia&#8221;, &#8220;ordine di marciare&#8221;, fu usato per qualunque servizio richiesto dallo Stato o dal Partito, oppure &#8220;fronte&#8221; designò le organizzazioni naziste che rappresentavano l&#8217;avanguardia del terzo reich.<br />
Il vocabolario di guerra fu utilizzato anche durante la Repubblica di Weimar e pure da altri partiti, di destra e di centro, perché questo linguaggio era ormai tipico del Volk e della razza, diffusissimo nel periodo tra le due guerre, in Germania.<br />
I nazisti utilizzarono molto anche lo stereotipo dell'&#8221;uomo nuovo&#8221;, ovvero dell&#8217;uomo forgiato dall&#8217;esperienza di guerra; Hitler, quando parla di uomo nuovo, infatti, si riferisce sempre a quelli nati dall&#8217;esperienza della prima guerra mondiale, di cui definisce anche i tratti salienti: agile, snello e che deve incarnare l&#8217;ideale di bellezza germanico.<br />
Lo stesso travaglio del dopoguerra fu vissuto in Italia dove, però, non vi fu l&#8217;esperienza dei Corpi Franchi anche se si costituirono varie squadre paramilitari, in un paese fortemente diviso; il fascismo utilizzò, come i nazisti, il tema della guerra permanente anche se fu minore il disprezzo per la vita umana rispetto ai Corpi Franchi. Un aumento della violenza, anche nei toni, si ebbe quando, negli anni Trenta, Mussolini tirò le briglie e, di ritorno da un viaggio in Germania, affermò che gli italiani avrebbero dovuto diventare duri ed implacabili come i tedeschi; a seguito di quel viaggio ordinò che i funzionari facessero ginnastica e indossassero l&#8217;uniforme fascista.<br />
Anche in Italia l&#8217;evocazione continua della guerra e la preparazione ad un nuovo sacrificio per la patria ebbe un effetto brutalizzante, tuttavia la tradizione nazionalista italiana era ben differente da quella bismarckiana del ferro e del sangue che aveva creato il Reich tedesco.<br />
Anche Mussolini pensava ad un uomo nuovo, un soldato fascista pieno di fede, volontà e coraggio, tuttavia, questo uomo nuovo era totalmente diverso da quello germanico: non ancorato al passato, ma anzi rivolto al futuro in vista della creazione del nuovo stato fascista.<br />
Qualunque fosse il tipo di uomo nuovo (comunque molto simile nell&#8217;idea di virilità che italiani e tedeschi condividevano) questo era comunque legato all&#8217;esperienza della guerra ed improntato su uno stile militaresco che prevedeva ordine, disciplina, coraggio, determinazione.<br />
Anche il nazionalismo ebbe parte importante nel suscitare emozioni, ed anche in questo caso fu il nazismo ad approfittarne: essi crearono il &#8220;soldato politico&#8221; ideale, che era una miscela di realismo e romanticismo, sobrietà ed emozione; nelle scuole di elite naziste Napol, scuole politiche nazionali, il tema del romanticismo del suolo e del sangue era molto trattato, ma gli esempi del passato indicati ai giovani erano sempre molto sobri: quel che doveva prevalere, come il passato testimoniava ed indicava, sull&#8217;idea romantica e sullo slancio emotivo erano l&#8217;ordine e la disciplina, insegnati ovunque, dal corpo degli ufficiali prussiano, ai collegi dei gesuiti alle pubblic school inglesi.<br />
Le Napol educavano concretamente questi uomini nuovi cui inculcavano autodisciplina ed indifferenza alla morte, sebbene esigessero anche l&#8217;adesione all&#8217;ideologia &#8220;romantica&#8221; nazista; i giovani dovevano anche essere razzialmente puri e dall&#8217;aspetto onesto, insomma il vecchio tipo razziale perfezionato dalla guerra e proiettato nel futuro.<br />
Oltre la parola l&#8217;esperienza visiva ebbe ruolo fondamentale nella continuità tra le due guerre: oltre ai monumenti furono utilizzati manifesti e immagini tratte dalla prima guerra mondiale, per invitare i tedeschi ad assolvere a doveri di vario tipo.<br />
Anche le cerimonie commemorative furono strumento utile a tenere vivi ideali ed atteggiamenti della Grande Guerra.<br />
La maggior parte dei libri illustrati pubblicati in Germania negli anni Venti e Trenta comunicava un&#8217;immagine positiva della guerra; anche se non mostravano morti e feriti, erano realistici nel rappresentare i danni ma mai nel rappresentare la morte, elogiando così eroismo ed audacia ed omettendo il prezzo da pagare in vite umane.<br />
Più influenti dei libri illustrati furono i film di guerra, ai fini di mantenere la continuità tra i due eventi bellici: fino agli anni Venti e Trenta la maggior parte delle pellicole trattava ancora la guerra come un&#8217;avventura, anche se cominciarono a comparire film più seri.<br />
Nell&#8217;immediato dopo guerra, in realtà, non furono prodotte pellicole di guerra, come anche romanzi dello stesso tema, ma solo dei film surrogati che mantenevano viva l&#8217;idea della virilità aggressiva, come quelli di montagna o sportivi, mentre quasi un decennio dopo ci fu un&#8217;autentica esplosione.<br />
La maggior parte dei film, ad esclusione di quelli puramente propagandistici, proponeva l&#8217;ideale della virilità aggressiva, ma questo non era l&#8217;unico tema, per l&#8217;ovvio fatto che i film, essendo fondamentalmente intrattenimento, non potevano chiudersi in una visuale così ristretta.<br />
La stessa cosa successe in Italia, dove non vi fu mai uno schematismo fisso; qui a partire dagli anni Trenta prese piede il tema della conversione del giovane traviato al fascismo che lo redime ad una virilità correttamente intesa (vedasi Passaporto rosso di Guido Brignone).<br />
I film seri sulla guerra, tuttavia, furono numerosi e proposero al pubblico le immagini tragiche e cruente della guerra, quelle stesse che durante il conflitto erano state accuratamente evitate, ciononostante questi film non avevano intenti pacifisti eccettuato il solo <em>Niente di nuovo sul fronte occidentale</em>, del 1930.<br />
Se è vero che il realismo dei film fu maggiore rispetto a qualsiasi altro media resta il fatto che la maggior parte delle pellicole rappresentava un&#8217;immagine della guerra comunque disinfettata, e banalizzata dall&#8217;essere trasmessa come intrattenimento. I film che non banalizzavano la guerra ne sottolineavano, comunque, degli aspetti, quali il cameratismo, di serietà morale.<br />
I film non propagandavano direttamente l&#8217;uomo nuovo, che restava comunque adombrato, ad esempio, nelle risse tra commilitoni, sebbene non vi fosse direttamente l&#8217;intenzione di esaltare la guerra, la valorizzazione di ideali come cameratismo, coraggio e sacrificio suggerivano comunque alla guerra dei tratti di nobiltà.<br />
La maggior parte dei film sostenne il mito dell&#8217;esperienza della guerra: come nei libri illustrati, prevalevano le scene di paesaggi devastati a discapito di scene di morti e feriti, rimase vivo comunque un certo realismo che toccò il culmine col secondo conflitto mondiale; le note aspre che tra le due guerre avrebbero potuto disturbare il consolidarsi del mito non furono, invece in grado di scalfirlo e la guerra continuò ad essere percepita, da moltissimi, partiti politici inclusi, come un&#8217;avventura, dedizione e speranza per il futuro.<br />
La destra politica fu il motore di questa continuità che tentò di concretizzare nelle scelte politiche nazionali.<br />
La guerra civile spagnola, nel 1936, evidenziò questa continuità e ne ampliò il raggio, coinvolgendo non solo la destra ma anche la sinistra politica: fu l&#8217;evento armato che, dopo la rivoluzione bolscevica, eccitò l&#8217;immaginazione europea.<br />
Nacque una nuova ondata di volontari, risvegliando la tradizione legata al mito dell&#8217;esperienza della guerra: la maggior parte dei volontari si arruolò in difesa della repubblica e furono essi a determinare l&#8217;immagine della guerra nel mondo; la guerra civile spagnola offrì ai volontari l&#8217;opportunità di giocare un ruolo ideologico e segnò il risveglio politico delle generazioni postbelliche, specie nei paesi democratici.<br />
La guerra civile spagnola dimostrò che il mito dell&#8217;esperienza della guerra aveva attecchito anche nell&#8217;ambito della sinistra politica anche se vi aveva giocato un ruolo assai meno importante.<br />
I giovani volontari in Spagna furono paragonati ai giovani che erano partiti per le Fiandre nel 1914; le motivazioni erano le stesse: persuasione ideologica, cameratismo, avventura, libertà dai vincoli sociali, anche se lo spirito assumeva connotazioni diverse, il cameratismo, ad esempio, era di stampo più cosmopolita (anche se la fazione comunista, legata all&#8217;Unione Sovietica, arrivò a dominare il campo).<br />
Per la seconda volta i volontari costruirono il mito dell&#8217;esperienza della guerra e come nella Grande Guerra, vi furono scrittori e artisti che concretizzarono in prosa, versi o canzoni il loro entusiasmo.<br />
Essi costituirono il mito, che parlava di loro stessi, anche se, in realtà, la maggior parte dei volontari era costituita da operai ed il mito fu trasmesso, ad esempio, con le canzoni esattamente come le canzoni erano state utilizzate dai volontari della Grande Guerra.<br />
Le canzoni, molto politicizzate, vennero composte utilizzando temi popolari o create da intellettuali di sinistra e, per la prima volta, furono dedicate anche a eroi individuali, come Hans Beimler, capo dei commissari politici delle brigate internazionali; i volontari cantavano anche le consuete canzoni di guerra (amata lasciata a casa o lamentele sulle condizioni della vita militare) ma l&#8217;ideologia fu sempre messa deliberatamente in primo piano.<br />
Questo tipo di canzoni rientravano nel genere delle canzoni folkloristiche di carattere politico che era molto popolare sia in Germania sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, canzoni eseguite nei concerti e diffuse coi dischi.<br />
Contemporaneamente opuscoli, libri e conferenze diffondevano lo stesso messaggio ed il cinema fece la sua parte cercando di propagandare l&#8217;immagine della guerra di popolo, utilizzando tra gli altri, ancora una volta, anche i temi cristiani e adeguandoli alla realtà popolare: il popolo crocifisso è associato a Cristo.<br />
Il movimento antifascista europeo trovò nelle brigate internazionali la sua voce o comunque attraverso di esse ottenne una ribalta come mai era accaduto in passato, nonostante le lacerazioni interne ai volontari.<br />
Fu prestata una certa attenzione a distinguere le motivazioni delle brigate da quelle dei corpi franchi: questi combattevano per il gusto di combattere, quelle per la libertà, ma l&#8217;entusiasmo e la propensione mitopoietica sicuramente li accomunava.<br />
Una vena romantica caratterizzava la scelta di molti volontari che abbandonarono le precedenti scelte pacifiste per correre a combattere in Spagna (ad esclusione, ovviamente, dei comunisti che costituirono la stragrande maggioranza dei combattenti), un romanticismo che li accomunava alle generazioni precedenti, compresa quella del 1914.<br />
L&#8217;esperienza della Grande Guerra venne normalmente sottaciuta dai creatori del mito della guerra spagnola anche se saltuariamente riemergeva come riferimento, un riferimento che suscitava invidia piuttosto che pietà e questa fu trasferita sulla guerra spagnola; la glorificazione della guerra, stavolta, non fu per la guerra in se stessa, ma venne indirizzata proprio alla guerra in corso che aveva lo scopo precipuo di sconfiggere il fascismo ovunque questo si fosse presentato, in patria o all&#8217;estero.<br />
I caduti della guerra civile spagnola non furono onorati come caduti in guerra ma come eroi rivoluzionari, assimilati a quelli caduti durante la rivoluzione russa.<br />
La continuità tra le due guerre toccò la destra più della sinistra e quest&#8217;ultima in modo più formale che sostanziale; a sinistrala guerra venne comunque considerata difensiva piuttosto che offensiva e non fu vista come scommessa per il futuro, era tuttavia un evento troppo presente ancora per poter essere lasciato da parte. I combattenti della guerra spagnola si consideravano come guerrieri del bene contro il male e perciò idealizzarono e crearono pure loro un proprio mito dell&#8217;esperienza della guerra: la guerra era un evento che consumava la loro vita, in continuità con l&#8217;esperienza della guerra mondiale e con significativa somiglianza all&#8217;esperienza delle brigate internazionali delle SS durante la seconda guerra mondiale, subito prima che i volontari uscissero di scena portandosi con sè il mito dell&#8217;esperienza della guerra.<br />
Diverso il ruolo dei volontari franchisti, sia a causa dell&#8217;esiguo numero sia per le diverse scelte operate dal Caudillo che non intendeva diffondere la cultura della guerra; Franco insistette sulla necessità della religione, del fanatismo e del &#8220;pensiero viscerale&#8221;, ideali inadatti agli intellettuali europei che furono i diffusori del mito delle brigate.<br />
I volontari franchisti, inoltre, non combatterono in brigate autonome ma in una divisione chiamata Tercio, al comando di ufficiali spagnoli; i loro numeri furono esigui e perlopiù essi si concepivano come novelli crociati contro il comunismo; questi crociati cattolici non fecero proprio il mito dell&#8217;esperienza di guerra che era un culto di carattere civico.<br />
I volontari italiani erano, in realtà, o militari o appartenenti alle camice nere, i primi avevano un aumento di stipendio i secondo erano motivati, generalmente da interessi economici o disadattamento sociale: più anziani della media degli altri coinvolti nel conflitto, combatterono male e non odiavano il nemico; più che volontari erano delle reclute del regime fascista.<br />
La <em>Legione Condor</em> inviata da Hitler era un prolungamento del regime nazista in cui era molto più evidente la continuità con la Grande Guerra: i loro morti erano assimilati ai caduti della guerra mondiale.<br />
Il mito dell&#8217;esperienza della guerra fu garante della continuità tra i due grandi eventi bellici mondiali e la sua forza è evidenziata anche dalla speculare storia del pacifismo.<br />
Al termine del primo conflitto, alcun pacifisti tedeschi considerarono l&#8217;evento come il loro miglior alleato; fu creato un movimento pacifista che tentò di offrire una base di massa al pacifismo tedesco, questo tuttavia ebbe successo fino a che poté contare sul sostegno del partito socialdemocratico e dei sindacati, ma questa alleanza durò poco perché il movimento &#8220;<em>Mai più guerre</em>&#8221; collaborava con analoghe organizzazioni inglesi e francesi il che faceva sospettare che rafforzasse il trattato di Versailles, a ciò si aggiunsero i conflitti interni tra i capi che portarono al fallimento del tentativo di dare una base popolare al pacifismo tedesco già nel 1928.<br />
Una parte di pacifisti continuò a esistere all&#8217;interno del partito socialdemocratico ma ebbe vita dura poiché fu, di fatto, sterilizzato dalla necessità di difendere la Repubblica di Weimar sia dagli attacchi della sinistra estrema sia da quelli della destra e questo comportò, tra l&#8217;altro, la creazione di un&#8217;organizzazione paramilitare, la Reichsbanner.<br />
Il fallimento del pacifismo tedesco, ridotto ad una setta o poco più, non fu dovuto solo alla litigiosità interna, alle secessioni e all&#8217;incapacità dei gruppi dirigenti; la vera difficoltà fu dovuta allo status di nazione sconfitta in cui tutte le forze in causa erano chiamate a pronunciarsi sulla questione, altamente emotiva, delle responsabilità della guerra. La destra, inoltre, giunse a dominare il dibattito politico e costrinse gli avversari ad una posizione difensiva, impose come tema le rivendicazioni nazionalistiche che misero fuori gioco il pacifismo e i suoi sostenitori.<br />
Il pacifismo fu debole anche in Italia dove venne infine schiacciato dall&#8217;avvento al potere del fascismo, anche se fino ad allora il partito socialista aveva mantenuto posizioni pacifiste.<br />
Il pacifismo francese riuscì a mantenere un&#8217;ampia base all&#8217;interno del partito socialista, ma il movimento pacifista più forte fu indubbiamente quello inglese, sia per il fatto che la transizione verso la pace fu abbastanza tranquilla sia per la tradizione evangelica che sosteneva i movimenti pacifisti (cosa che non avvenne col protestantesimo tedesco).<br />
In Inghilterra il pacifismo poteva, quindi, essere vissuto come atto di fede; a ciò si aggiunga che il Labour Party lo sostenne a differenza di quanto fecero i socialdemocratici tedeschi in Germania ed infine la causa della Società delle Nazioni sostenne i movimenti pacifisti anglosassoni mentre, al contrario, veniva considerata un strumento dei vincitori dagli sconfitti teutonici.<br />
L&#8217;ostacolo maggiore al pacifismo di sinistra fu comunque rappresentato dalla guerra civile spagnola.<br />
Il pacifismo restò una sparuta minoranza, tra le due guerre, e non ebbe alcun rilievo politico significativo; al contrario ebbe un certo rilievo la letteratura pacifista ed in particolare il famosissimo <em>Niente di nuovo sul fronte occidentale</em>, che fu temuto dagli antipacifisti e &#8220;svilito&#8221; da certa sinistra che lo trattò come un libro di avventure belliche.<br />
Curiosamente il film, del 1930, tratto dal libro venne ritirato, subito nel 1930, dalla Repubblica di Weimar (su pressioni della destra) perché accusato di minacciare l&#8217;ordine costituito in patria e ledere il prestigio della Germania nel mondo.<br />
Nel suo insieme la letteratura tedesca tra le due guerre mise in risalto gli aspetti del mito dell&#8217;esperienza di guerra: cameratismo, comportamento soldatesco, culto dei caduti, esaltazione dell&#8217;eroismo del cosiddetto&#8221;uomo nuovo&#8221;; su questo il pacifismo non fu in grado di influire, assediato da entrambi i lati dello schieramento politico, con la destra nazionalista che vedeva nella guerra il modo per riconquistare i territori perduti e con la sinistra che combatteva il fascismo nella guerra di Spagna.<br />
Il secondo conflitto mondiale cambiò la memoria della guerra e pose fine alla considerazione che questa aveva goduto a partire dalla rivoluzione francese e dalle guerre di liberazione tedesche; essa minò l&#8217;efficacia dei miti e dei simboli che avevano ispirato il culto della nazione e lo stereotipo dell&#8217;uomo nuovo soldato.</p>
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		<title>Purezza omicida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 20:37:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Hamas ammette di avere rapito ed ucciso i tre ragazzi israeliani i cui cadaveri sono stati ritrovati alcuni mesi fa: non riesco ad immaginare quale azione eroica o quale motivo nobile sia rintracciabile in un gesto così crudelmente sconsiderato. Sono dei terroristi assassini.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;isis, l&#8217;autoproclamato califfato o Stato islamico dell’Iraq e del Levante mette in rete la barbara uccisione di un inerme prigioniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli appartenenti a questo gruppo ci sono anche numerosi occidentali che si sono convertiti all&#8217;islam e sono andati a combattere la guerra santa, I sunniti stanno cacciando o uccidendo tutti coloro che non sono come loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi interessa notare questa idea di purezza, comune a molto occidente: il nazismo non era molto diverso nel voler eliminare qualsiasi contaminazione rispetto alla razza pura.</p>
<p style="text-align: justify;">Purezza significa chiusura a chiunque sia diverso o ritenuto tale e richiede, quindi, la necessaria presenza di un nemico da individuare e distruggere; si potrebbe dire che i nemici diventano come le ciliegie: uno tira l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può vivere senza un nemico, nè è possibile ignorare o confinare questi figuri, la loro logica è intrinsecamente aggressiva ed espansiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono contrario alla guerra, sempre, ma in questo caso comincio a pensare che le civiltà moderate che credono nel valore della civile convivenza debbano attuare politiche di legittima difesa anche usando la forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Arabia Saudita, Emirati Arabi, paesi islamici moderati, autorità religiose, nessuno può tacere o restare inerte di fronte a tale barbarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono state prese misure economiche pesanti nei confronti della Russia di Putin che ha &#8220;aggredito&#8221; l&#8217;Ucraina, è mai possibile che non si possa trovare qualche forma di pressione perchè il mondo arabo connivente decida di staccarsi da questi criminali?</p>
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