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	<title>Granada Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>Granada Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Compleanno a Zaragoza y Teruel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 21:23:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La partenza è stata un po’ travagliata, per dirla con un eufemismo molto gentile; chissà perché mi ero fissato (a volte mi succede, raramente ma accade) sull’orario di decollo dell’aereo senza pensare al check in così che mi sono fiondato all’ultimo momento preso dall’ansia; giungo all’aeroporto senza essere manco riuscito a prelevare al bancomat e quindi con ben 10 euro come patrimonio al seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Coda in autostrada e coda in tangenziale, arrivo trafelato in Via dell’aeroporto e cosa scopro? Orrendo crimine: tutto il parcheggio, forse un po’ irregolare ma nemmeno tanto, che c’era sulla via è stato soppresso; il panico aumenta e l’unica scelta (che pagherò amaramente) è quella di ricorrere al parcheggio dell’aeroporto (mai più sia ben chiaro); anche qui non è facile trovare un posto ma le mie peregrinazioni disperate finalmente arrivano al termine; mollo l’auto e mi scapicollo ai controlli di sicurezza giusto due minuti prima della chiusura del gate; arrivo trafelato per scoprire che ancora deve iniziare l’imbarco che avverrà poco dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo un posto a fianco del finestrino nonostante sia stato tra gli ultimi a salire; partenza in orario e arrivo con 20 minuti di anticipo così che posso tranquillamente andare all’oficina de turismo dell’aeroporto a chiedere una mappa della città; appena uscito dall’aeroporto, sulla destra c’è ad attendere il bus: costo del biglietto 1.60 € che si pagano spicci (cambio massimo di 10 €); gli orari si trovano sul sito <a href="http://www.agredasa.es/">http://www.agredasa.es/</a> (nelle finestre di “Buscador de trayecto” basta selezionare aeropuerto come origen). L’autobus effettua varie fermate ma per il centro città conviene scendere al capolinea al Paseo Agustin da dove si riparte per l’aeroporto, al ritorno, quindi non cercatelo sul lato opposto, sempre da lì si parte).</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_90215"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/agBh5GiXdMA?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">L’hostal (Paraiso), pulito, decoroso, con aria condizionata rumorosa a dire il vero, si trova a pochi passi così che in breve sono pronto per tuffarmi nella vita cittadina. Mi lancio subito verso il centro che trovo stranamente poco vivace (visto l’orario, l’ho capito poi), mi pare di essere l’unico turista in tutta la città; la Seo, Cattedrale cittadina me la visito praticamente in solitaria, l’unico guardiano presente, forse preso da depressione si è allontanato permettendomi così di scattare tutte le foto che volevo alla faccia del divieto; devo ammettere che è una cosa che non faccio mai anzi maissimo ma la tentazione è stata forte ed ho ceduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Bella, davvero bella questa Cattedrale, con altari bellissimi, in particolare una Cappella in alabastro ed il retablo mayor sono incantevoli; uscito dalla Seo mi dirigo verso l’imponente mole della Cattedrale della Virgen del Pilar che mi incanta coi suoi tetti in maiolica colorata; qui la delusione è invece cocente: l’interno proprio non mi piace per niente anche se ne comprendo l’importanza per la storia e la spiritualità della comunità aragonese. Narra, infatti, la storia che qui comparve a San Giacomo la Vergine su una colonna per confortarlo della delusione sugli esiti della sua predicazione. Pare sia il più antico santuario spagnolo se non di tutta la cristianità e costruito sulla colonna dove la Vergine avrebbe posato i piedi (e che si può baciare tramite una piccola apertura posta sul retro della cappella). Maggiori informazioni sulla storia della spiritualità di questa chiesa si trovano a questa pagina <a href="http://www.sanpaolo.org/madre06/0407md/0407md23.htm">http://www.sanpaolo.org/madre06/0407md/0407md23.htm</a></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_55285"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/HQF8HHHirmE?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace molto la piazza, sia per le fontanelle coi puttini, sia per la grande fontana sul lato opposto alla Seo, sia, ancora per quella a memoria di Goya dove mi sono fermato per scrivere le cartoline agli amici, purtroppo la piazza risultava occupata, in parte, da un gruppuscolo di ceffi poco gradevoli alla vista (che siano i famosi indignados?) con tanto di tende e installazioni varie davvero poco gradevoli. I saragozani sono decisamente troppo buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Scoperto che, purtroppo, la Lonja era chiusa per cambio dell’esposizione temporanea (sigh sigh) e che le chiese sono tutte chiuse ameno fino alle 147 quando va bene, mi decido per il palazzo dell’Aljaferia, sede del Parlamento Aragonese. Imponente castello, molto bello all’esterno, carino all’interno, sul vago sembiante dell’Alhambra anche se molto molto più sobrio (Granada e Siviglia sono un’altra cosa) ; è una visita che comunque vale la pena di compiere anche perché è l’unico esempio di architettura moresca sopravvissuto fuori dell’Andalusia.&nbsp; Nell’Aljaferia (dimenticavo: ho sbagliato ovviamente l’accento nel tentare di pronunciarlo) c’è la torre del Trovador che ha ispirato il racconto da cui è stato poi tratto il libretto per l’opera musicata dal mio più nobile compaesano (in effetti è stato un po’ imbarazzante quando la sicurezza mi ha trascinato via mentre cantavo a squarciagola dal torrione “Ah no non può nemmeno un dio rapirti a me”: scherzo eh).</p>
<p style="text-align: justify;">Uscito dall’Aljaferia, ove si celebrano le origini della Comunidad Autónoma de Aragón con tanto di sala ed audiovisivo dedicato alla storia della bandiera che sventola in ogni dove in città, non c’è che dire non si risparmiano, mi dirigo verso la stazione ferroviaria, capolavoro di architettura contemporanea che mi piace tantissimo, sia per l’ordine che vi regna sia per la pulizia delle linee che al distinguono; qui ho il piacere di chiedere informazioni sui treni dell’indomani per Teruel, tutto in spagnolo e senza difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il clima, nel frattempo, è ben cambiato per passare dai 32° ventilati con bel sole del pomeriggio ad un’afa opprimente ed un cielo scuro che minaccia pioggia; in effetti i lampi ed i tuoni non lasciano ben sperare ma non succederà nulla di significativo fino a quando non deciderò di tornare, sempre a piedi, in centro città.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_69763"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/xt6uGfvT3Po?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Le gocce cominciano a scendere più decise di quanto sarebbe opportuno per un uomo che indossa soltanto pantaloni corti e camicia leggera a maniche corte: trovo un rifugio di fortuna sotto un albero ed aspetto che cali un po’ per riprendere poi il ritorno in centro; qui arrivo affamato e stanco verso le 20 giusto mentre sta chiudendo il mercato centrale così che posso comprarmi di corsa solo un po’ di ciliegie (mezzo chilo per non esagerare ma ci sono rimasto male quando ho scoperto di avere speso 99 centesimi); ritemprate le forze me ne giro guardando un po’ le varie chiese e le strade del centro storico che vanno via via animandosi col calare della sera; cena da Burger king poi in giro guardandomi intorno fino alle 22 passate; &nbsp;per la prima volta metto piede nel famosissimo “Corte Inglés” per visitarne le libreria ed acquistare un paio di volumi da portare a casa, come sempre faccio quando vado in Spagna; mi ritiro in camera a leggere “El País “ e decido, l’indomani, di andare a visitare Teruel.</p>
<p style="text-align: justify;">Sveglia di buon’ora, sono le 6.30, per andare alla stazione Delicias (Estación Delicias); ci vado in autobus per timore di non arrivare in tempo (costo del biglietto urbano 1.05 € sempre da pagare all’autista al momento della salita – si sale solo davanti e si scende dietro o al centro); alle 8.02 parte il treno che ferma solo a Teruel dove arrivo, in orario, due ore dopo; l’uscita della stazione è subito entusiasmante: mi trovo di fronte una splendida scalinata in stile (finto) mudejar che scoprirò poi,&nbsp; non che questo mi faccia scemare l’entusiasmo, essere stata terminata nel 1921: mi basta che siano mattonelle colorate, stemmi&nbsp; e movimenti vari che io mi sciolgo…</p>
<p style="text-align: justify;">Superata la mania fotografica (alla fine saranno circa 710) raggiungo l’ufficio informazioni turistiche (miei interlocutori privilegiati saranno le impiegate dei vari uffici turistici che frequento, in assenza di sostituti del mitico Sebastian dello scorso anno a Siviglia: stavolta il miracolo non si è compiuto ma è vero che mancava quella grande e cara amica che è Silvia); ottenuta la mappa della città&nbsp; mi porto nella piazza centrale senza trascurare le varie torri mudejar che mi incantano per la loro bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto simpatica la piazza del Torico con questo toretto piccolo piccolo sulla colonna e le luminarie a tema tutt’intorno; sensazione di stare in un paese, come quelli italiani a metà del secolo scorso: un sacco di gente in giro, fuori a chiacchierare seduti ai tavolini dei locali o in crocchi sulla piazza.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_18246"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/UU0uWViutH0?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Primo obiettivo è il mausoleo dei cosiddetti “amanti”, molto decantato dalla fama che lo circonda: narra dunque la storia che i giovani Juan Diego de Marcilla, figlio cadetto di nobile famiglia&nbsp; e Isabel de Segura, figlia di padre ben munito di beni, si conoscessero e amassero sin da tenera età; giunto il momento il buon Juan Diego la chiede in sposa ottenendone un netto rifiuto a causa del futuro economico incerto; si arriva, dunque, ad un patto: Juan Diego partirà in cerca di fortuna alle Crociate ed Isabel lo attenderà per 5 anni senza sposarsi. Inutile dire che il padre di lei spinge perché la giovane si sposi con un facoltoso pretendente ma lei resiste fino a quando, allo spirare dell’ultimo giorno del quinto anno, la ragazza cede alle pressioni del padre e sposa il ricco pretendente; caso vuole che in quello stesso giorno torni Juan Diego ma a nozze già concluse; in tutto questo il giovane reduce ottiene di vedere da solo la mancata sposa e le chiede un bacio; lei rifiuta in quanto già sposata e lui, per il dolore, muore sul colpo. Il giorno successivo, al funerale si avvicina alla salma una giovane velata di nero che viene a rendere all’amato (ché ancora ne era innamorata) il bacio negato 24 ore prima; serve dire che anche la giovane muore sul colpo schiantata dal dolore? I due saranno sepolti assieme e sin qui la leggenda; il problema è che poi due mummie sono state trovate e si è ritenuto che fossero dei due sventurati amanti così che la storia si è diffusa oltre i confini del paese diventando meta di visite da tutta la Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Breve colloquio con la cassiera con cui parliamo di lingua (non aveva capito che ero italiano, evviva, è la prima volta, anche se straniero lo ero di sicuro, l’accento non mi favorisce…) e che mi spiega le varie combinazioni di visita: la stessa si stupirà della mia velocità di visita ma proprio non ho trovato alcun interesse alla storia in sé: certo ho apprezzato le tombe, peraltro risalenti a una cinquantina di anni fa, ma nient’altro, niente romanticismi e smancerie inutili; la chiesa poi proprio non mi ha entusiasmato e tantomeno il chiostro che è sicuramente bello ma niente di che. Fuggo dunque a visitare la cattedrale molto bella dall’esterno e niente male dall’interno specie per quanto riguarda il soffitto in legno dipinto, peccato il solito divieto di scattare foto che qui non ho osato infrangere; torno quindi in piazza, mi avvio a visitare la torre di San martino dove salgo a contemplare il paesaggio e scendo fino alla stazione per tornarmene a Zaragoza; due ore sono sufficienti a vedere quel che merita.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunto a Delicias con 15 minuti di ritardo circa (incredibile indicano i ritardi con precisione al minuto: ritardo di 13 minuti ad esempio, che correttezza) festeggio mangiando un buon bocadillo al bacon y queso accompagnato da una caña e mi dirigo verso la zona dell’Expo 2008 attraversando il Ponte del Terzo Millennio. Mi piace molto questa architettura contemporanea, vetro a profusione e luce da ogni dove anche se mi sembra tutto ridotto a una mezza cattedrale nel deserto; giungo infine ad una delle mie mete: El Alma del Ebro, opera dell’artista spagnolo Jaume Plensa, struttura alta 11 metri e cava all’interno, rappresentante un uomo accovacciato, composta di lettere metalliche saldate tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è piaciuta tantissimo, davvero splendida; l’unico problema è stato che ho avuto proprio lì, sotto un sole cocente, un mezzo svenimento; fortunatamente non è successo nulla anche perché ero solo in mezzo a questa piazza enorme dove davvero non girava manco un cagnolino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il senso di abbandono di alcune strutture mi ha un po’ intristito così mi sono spostato verso il centro (ancora in bus); al supermercato mi sono comprato una cassettina di due chili di ciliegie in offerta e 2.99 €, che prezzi da sogno che mi sono mangiato durante lo spostamento al Museo di belle arti; ritemprate le forze mi infilo nel museo (che è gratuito) e che visito, ancora una volta in totale solitudine: bellissimi alcuni ritratti di Goya che meritano veramente la visita, così come meritano alcune sculture gotiche e risorgimentali (che abbondano nei musei spagnoli). Terminata la visita mi sposto al Patio dell’Infanta, piccolo gioiello rinascimentale dentro alla sede di Ibercaja in Via San Ignacio de Loyola, con ingresso gratuito ma visibile solo al piano terra, un vero peccato.</p>
<p style="text-align: justify;">¿Algo <em>más</em>? direbbero gli spagnoli, beh lanciato come sono perché farmi mancare la chiesa di Santa Engracia? Ovvio che no anche se c’era l’adorazione del Santissimo in corso e quindi mi sono astenuto dal gironzolare come avrei voluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Torno dunque in centro per dedicarmi alla scrittura delle cartoline, seduto sui gradini sotto la statua di Goya ed infine panino (buono) e patatine per concludere la serata alle 22 passate; ritorno in albergo anche perché la temperatura che nel pomeriggio era 32 ° ora è scesa a 23° ed il mio fisico comincia a mostrare qualche segno di cedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Giornata soddisfacente: per il secondo anno festeggio il compleanno in Spagna, con grande contentezza: il viaggiare è una delle poche attività che ritemprano il mio spirito e la contemplazione della bellezza è un carburante che, per quanto pericoloso ed infido, ancora fornisce molte energie al mio cammino.</p>
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		<title>Siviglia 2010 46.mo compleanno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 20:44:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta, causa bidone (giustificato) del mio consueto compagno di viaggio, sono partito con un&#8217;amica (dovevamo essere in 5, ci siamo ridotti in due), la cara Silvia. Partenza da Bologna, come al solito; con Ryanair, come sempre, sotto la pioggia&#8230; arriviamo a Siviglia con un tempo bigio che mi fa temere che siano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/siviglia-giugno-2010-mio-quarantaseiesimo-compleanno/">Siviglia 2010 46.mo compleanno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la prima volta, causa bidone (giustificato) del mio consueto compagno di viaggio, sono partito con un&#8217;amica (dovevamo essere in 5, ci siamo ridotti in due), la cara Silvia. Partenza da Bologna, come al solito; con Ryanair, come sempre, sotto la pioggia&#8230; arriviamo a Siviglia con un tempo bigio che mi fa temere che siano falsi i luoghi comuni sul clima di questa città, ho quasi freddo.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena usciti dal terminal, la fermata dell&#8217;autobus (la domenica una sola corsa ogni ora) è assai comoda anche se un passaggio un po&#8217; più frequente di mezzi non guasterebbe (biglietti venduti a bordo a 2,30 € &#8211; andata e ritorno con leggero sconto ma valida solo se effettuata in giornata cosa che lo rende praticamente inutile).</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_49996"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/gG-kdh3MP6Y?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Nella lunga attesa riesco a procurarmi la piantina della città (c&#8217;è <a href="https://sevillatourist.com/italian/useful.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ufficio turistico</a> all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto) distribuita gratuitamente; con l&#8217;autobus arriviamo alla stazione ferroviaria di Santa Justa in pochissimo tempo (una decina di minuti) e da lì, a piedi, fino all&#8217;albergo, un delizioso (ed economico) albergo vicino al Museo de Bellas Artes (Hotel Zaida).</p>
<p style="text-align: justify;">Alla reception c&#8217;è un ragazzo molto gentile che ci informa che le camere saranno disponibili dopo le 12.30, tuttavia ci indica dove depositare le valigie così che iniziamo subito un giretto esplorativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Debbo dire che l&#8217;albergo, silenzioso per essere in Spagna, è stato ricavato da una tipica abitazione col patio ed ha riscontrato la mia approvazione nel rapporto qualità prezzo visto che le camere erano grandi e pulite, certo qualche dettaglio da sistemare ma ci tornerei sicuramente (35 euro a notte in una camera spaziosa anche se la finestra dava sulla sala interna).</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_87248"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/PWFsyjc0KC0?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pomeriggio dedicato alla Giralda e alla Cattedrale</strong>: le parole si rivelano insufficienti per parlare di ciò che ho avuto il piacere di contemplare e, d&#8217;altro canto, vorrei trovare forme alternative al ripetere, che rischia di sconfinare nella noia, quanto belle sono le opere dell&#8217;ingegno che nei secoli l&#8217;uomo ha saputo realizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo la <span style="color: #ff0000;"><strong>Cattedrale</strong></span>: ingresso a pagamento (8 € comprensivi della visita alla Chiesa del Salvatore) ma ne vale la pena; il <span style="color: #ff0000;"><strong>retablo mayor ed il sarcofago di Colombo</strong></span> (oltre ad un paio di altri sarcofagi di vescovi) sono ancora davanti ai miei&nbsp; colmi di ammirato stupore. Direi che nessuna cattedrale spagnola ha mai deluso le mie aspettative.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><strong>In Andalucia il barocco supera sè stesso</strong></span>, la sovrabbondanza delle decorazioni è talmente ricca ed esagerata da non lasciare uno spazio vuoto per una pausa&#8230; altra caratteristica sono le statue in legno decorate che mai ho visto in tale quantità e, per la quasi totalità, tutte dedicate a Gesù e alla Madonna sofferenti.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_40809"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/mgzefWTRSLE?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Il contrasto è stridente, violento: da una parte il sole, il calore, la simpatia, dall&#8217;altra questo senso di morte e di sofferenza così sfacciatamente esibite in tutte le forme, come se non fosse possibile trovare una soluzione a questa opposizione (un po&#8217;, insomma, come l&#8217;Ade greco).</p>
<p style="text-align: justify;">Visitata anche la <span style="color: #ff00ff;"><strong>chiesa del Salvatore</strong></span> ed altre chiese sparse, ci dedichiamo alla <span style="color: #339966;"><strong>Casa de Pilatos</strong></span>, interessante esempio di abitazione&nbsp; andalusa; anche qui ingresso a pagamento (sempre 8 €) con inclusa una breve visita guidata&nbsp; con un giovanotto gentile e simpatico che mi ha permesso di capire tutto quello che diceva (eh sì, i miei progressi nella comprensione sono evidenti).</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_89802"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/2R5j7v7L41I?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo è sotto l&#8217;egida del <span style="color: #0000ff;"><strong>los reales alcazares</strong></span> (7,50 €): anche qui non ho da dire altro che è bellissimo; assomiglia all&#8217;Alhambra (o viceversa, non so quale sia il più antico) solo che è più piccolo ma più colorato, un gioiello che merita davvero la visita; con l&#8217;aggiunta di 4,20 € si può visitare, al primo piano, anche il <span style="color: #0000ff;"><strong>Cuarto Real Alto</strong></span> ovvero la residenza reale (visita con audioguida in numero ristretto); ovviamente non sazio mi sono poi trasferito alla Plaza de Toros e alla biglietteria del teatro della Real Maestranza per cercare di comprare i biglietti della Traviata, esauriti purtroppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai tori al flamenco il passo è breve così ci siamo spostati al <strong>museo del flamenco</strong> ove era in corso uno spettacolo gratuito, anche se ormai alla fine: breve esibizione di flamenco con una ballerina seguita da altra che si è lanciata in una interessante danza del ventre &#8230; la mia preferenza è per il flamenco!</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_15614"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/GcarY0h1mqo?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le piaghe ai piedi della povera Silvia, che stoicamente non ha ceduto al dolore per seguirmi ovunque, il cammino è continuato fino all&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>Hospital de la Caridad</strong></span>&nbsp; (5 €) fondato da <span style="color: #0000ff;"><strong>Don Miguel Mañara</strong></span> ovvero il personaggio storico che ha fornito il materiale per la creazione del personaggio di Don Juan, ovvero Don Giovanni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel girovagare tra chiese ed oratori, incontriamo un tipo che mi informa (che abbia colto nei miei occhi un interesse che manco io pensavo di avere?) che la stessa sera si sarebbe svolto, in quella chiesa, un concerto di musica barocca spagnola e inglese, precisando, sant&#8217;uomo, che era pure gratuito. Potevo mancare? certo che sì, però, smentendo le previsioni, ho deciso di andarci, ovviamente di comune accordo con la mia compagna di viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Bel concerto, anche se i miei gusti musicali sono assai rozzi e la mia incompetenza è riconosciuta universalmente ho apprezzato con sincero entusiasmo soprattutto i <strong>brani musicali di Purcell</strong>; il coro è stato, in ogni caso, davvero molto bravo ed è stata una serata davvero piacevole e inusuale.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_73391"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/rwCb2IfL5Y8?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo, mio compleanno, inizia con la visita ad un piacevole <span style="color: #0000ff;"><strong>museo de bellas artes</strong></span>&nbsp; (gratuito per i cittadini comunitari muniti di documento) per trascorrere nella visita ad un altrettanto gradevole <span style="color: #808000;"><strong>all&#8217;Hospital del los venerables sacerdotes e al Palacio de Lebrija</strong></span> (8 € per la visita completa con visita guidata dell&#8217;appartamento al piano nobile, 4 per visitare solo il piano terra) dove,&nbsp; al piano terra, ci sono dei bei mosaici pavimentali recuperati dagli scavi romani vicini alla città.</p>
<p style="text-align: justify;">A pranzo ci sbafiamo la <span style="color: #666699;"><strong>cola de toro</strong></span> che tanto avevo decantato dopo averla mangiata a Madrid: stavolta non è andata bene come la precedente, la mia era tiepida se non fredda e la digestione ha richiesto varie ore; non che questo inconveniente ci abbia frenato. La sempre più santa e martire Silvia mi accompagna a visitare la <span style="color: #993366;"><strong>Cartuja, cioè il Monastero di Santa Maria de las cuevas</strong></span>, centro andaluso per l&#8217;arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_25635"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/OWmVJPQ52Mc?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Avevo visitato, in precedenza, la Cartuja di Granada che mi aveva incantato, così che l&#8217;aspettativa era grande: sotto un sole cocente che stava mettendo k.o. la povera Silvia (non ha mai ceduto, però, né si è tirata indietro), dopo una pausa per rinfrescarci le idee al bar del museo (Silvia ha chiesto un te verde freddo e le è stato preparato un te bollente,&nbsp; al che stava svenendo, salvata all&#8217;ultimo momento dalla comparsa di un bicchiere coi cubetti di ghiaccio; non hanno bibite già pronte come abbondano da noi).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avere seguito isolate frecce rosse sparse in giro per un parco dove non c&#8217;era un cane (il caldo aveva iniziato a farsi sentire con un sole che ricordava a tutti l&#8217;inizio dell&#8217;estate) troviamo infine la biglietteria dove scopriamo che l&#8217;ingresso, quel giorno era gratis.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_42591"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/io7RKcxlsjE?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Altro giro in cerca dell&#8217;ingresso (un paio di indicazioni in più non guasterebbero) per riuscire a vedere una bella mostra di fotografia ma, all&#8217;inizio la struttura è deludente perchè sembra mancare tutto del glorioso passato.</p>
<p style="text-align: justify;">La sorpresa l&#8217;avrò poco più tardi quando potrò visitare una cappella dove sono <strong>sepolti i benefattori del monastero</strong>: bella, bellissima, vale la pena venirci solo per questa. Curiosa una statua giacente su uno dei sarcofagi: aveva un buco in bocca che abbiamo scoperto essere dovuto al fatto che il personaggio ritratto era morto a causa di una freccia, ricevuta, appunto in bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo monastero, utilizzato poi come fabbrica di ceramiche, è stato <span style="color: #993366;"><strong>sepolto anche Cristoforo Colombo, per una quarantina d&#8217;anni</strong></span>&#8230; ed ancora è rigoglioso un grande albero che la leggenda dice piantato dal figlio del genovese.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_56614"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/e4QOggZsIVc?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Durante la visita della Cartuja&nbsp;è accaduto il fatto più simpatico di tutta la vacanza, e devo ringraziarne, ancora una volta Silvia: lei ha conosciuto un giovanotto e si è messa a chiacchierare con lui fino a che, giunto sul posto a recuperarla (si era presa una pausa), me lo ha presentato.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo passato un&#8217;oretta buona a chiacchierare amabilmente ed è stata un&#8217;esperienza davvero simpaticissima e che mi ha messo di ottimo umore per vari giorni e questo perchè la situazione mi è sembrata da subito straordinaria: capitato in Spagna (abitata da vari milioni di persone che parlano lo spagnolo) ho avuto modo di chiacchierare e praticare così il mio spagnolo con un ragazzo tedesco che parlava tanto e gesticolava (come gli ho fatto notare due caratteristiche inconsuete per i gelidi tedeschi) proprio come un italiano qualunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho potuto parlare spagnolo come mai fino ad ora&nbsp; e la cosa mi è piaciuta tantissimo, poi con un ragazzo, studente di informatica a Karlsruhe, intelligente e con un pensiero competente che, combinazione ulteriore, si chiama <span style="color: #0000ff;"><strong>Sebastian</strong> </span>(come il nostro santo protettore), insomma una serie di coincidenze che a volerle predeterminare mai ci sarei riuscito.</p>
<p style="text-align: justify;">Divertito dall&#8217;incontro, terminata la visita della ormai mitica Cartuja ci siamo portati a visitare un altro po&#8217; di chiese (ero in astinenza) così che anche per Silvia resterà una vacanza significativa per avere battuto tutti i suoi record personali di visita a luoghi sacri, il girovagare ci ha portati pure nella<span style="color: #ff0000;"><strong> Iglesia de Jesus del Gran Poder</strong></span> dove la sera prima un matto aveva preso a botte la statua di Gesù, fratturandogli un braccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimenticavo anche la visita al <strong>Barrio di Santa Cruz</strong> che, ancora una volta, mi ha ricordato Granada, carino ma niente di straordinario almeno per i miei gusti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo esserci dedicati ad alcune compere, libri per me e Silvia, un cd per il mitico Gabriele e tshirt per i miei supernipoti (tutti promossi, con Simone, il maggiore che ha chiuso con le scuole medie superando il tanto temuto &#8211; da noi &#8211; esame di terza media) ci siamo concessi una cenetta a base di pinchos, deliziosi parenti dei nostri tramezzini per tornare poi in albergo a fare le valigie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mattino seguente prendiamo il filobus che ci porta fino alla fermata del bus per l&#8217;aeroporto, così è finita questa splendida vacanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune cose mi hanno un po&#8217; deluso in questa bellissima città: come a Granada gli escrementi canini sparsi ovunque non sono certo un bel segno di civiltà, il costo e la difficoltà a trovarle, delle bottiglie di acqua gasata; tutto il resto mi è piaciuto anche se la città, la domenica soprattutto, sembrava disabitata, praticamente deserta con tutto ben chiuso, che non mi sembra l&#8217;ideale per una città turistica anche se, devo dire, la cosa non mi ha turbato più di tanto (che facciano meglio loro di tutti quei commercianti riminesi che passano intere giornate estive dentro a negozietti tutti uguali e che vendono in buona parte robaccia fino a tarda ora?).</p>
<p style="text-align: justify;">La Spagna mi è sempre nel cuore tanto che, stavolta, ho provato a fare un breve resoconto del viaggio anche nella loro meravigliosa lingua come si può leggere nell&#8217;articolo precedente.</p>
<p>[nggallery id=37]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/siviglia-giugno-2010-mio-quarantaseiesimo-compleanno/">Siviglia 2010 46.mo compleanno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
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		<title>Granada, tu tierra esta llena de lindas Mujeres de sangre y de sol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 21:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commenti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[foto varie]]></category>
		<category><![CDATA[Albaicin]]></category>
		<category><![CDATA[Cartuja]]></category>
		<category><![CDATA[Certosa]]></category>
		<category><![CDATA[Cuevas]]></category>
		<category><![CDATA[Ermita de San Miguel Alto]]></category>
		<category><![CDATA[Granada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rieccoci, dunque dicevo&#8230; dopo la visita al Monastero di San Girolamo (dove si poteva assistere ai vespri delle Monache ma non alla Messa) andiamo in giro per la città in cerca di una Messa prefestiva, la troviamo in una Chiesa dell&#8217;Albaicin. Messa celebrata in una cappellina alla quale si accede da un cortile perchè la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Rieccoci, dunque dicevo&#8230; dopo la visita al Monastero di San Girolamo (dove si poteva assistere ai vespri delle Monache ma non alla Messa) andiamo in giro per la città in cerca di una Messa prefestiva, la troviamo in una Chiesa dell&#8217;Albaicin.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_14019"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/1osGBhQuDpg?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Messa celebrata in una cappellina alla quale si accede da un cortile perchè la Chiesa è chiusa per lavori</span>. <span style="font-size: medium;">La Messa dura il giusto secondo i miei gusti ed è, per me, un&#8217;esperienza splendida perchè ho capito tutto quello che il prete diceva: i miei sforzi per imparare la lingua qualche piccolo risultato lo stanno dando!!! Serve messa un sacrestano o qualcosa di simile che è il clone invecchiato di Agostino sul quale infierisco senza pietà per convincerlo a cambiare look.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_37692"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/PXK-z7ESgy4?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il giorno successivo è dedicato all&#8217;Albaicin e al Sacromonte fino ad arrivare all&#8217;Ermita de San Miguel Alto, il tutto non entusiasma proprio per niente:&nbsp; moltissime deiezioni canine (mierdas de perro), bisogna stare davvero attenti perchè sono tantissime e &#8220;ben disposte&#8221; in giro. Ci inerpichiamo in queste stradine che portano alle famose Cuevas ma proprio non riesco ad esaltarmi, così l&#8217;Eremo non è nulla di interessante (peraltro chiuso, le Chiese si fanno desiderare quanto ad orari, ora capisco cosa significa fare la siesta).</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_68951"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/0l50aeKVZDs?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dietro l&#8217;Eremo c&#8217;è il carcere minorile&#8230; e le mura della città, davvero brutte e mal conservate, sono una curiosità solo se viste da lontano&#8230; Scendiamo infine rinunciando alla visita del Museo del Sacromonte (5 € ) che proprio mi entusiasma come un dito in un occhio anche se la salita è stata interessante perchè ho potuto vedere i frutti degli agave (praticamente degli alberi).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Ridiscesi, dunque, verso la città, decidiamo di rifocillarci in un ristorantino che si chiama Matices (in Calle Cardenal&nbsp; Mendoza esquina San Juan de Dios): scegliamo entrambi un hamburger tipo quelli di Mc Donald, devo dire che questo era tutta un&#8217;altra cosa: buono, con verdura fresca, ben cotto, abbondante insomma bene bravo bis. Vista l&#8217;ora (le 14 passate) non oso chiedere altro ma un tipo arrivato dopo di noi ha ordinato alcuni piatti che avrei volentieri fatto fuori, in definitiva se capitate in zona vale la pena fermarsi anche se non è molto attraente (e non economicissimo). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo è stato il miglior pranzo consumato a Granada, peraltro alcuni sono stati a base di dolci (come si può vedere da alcune foto) quindi l&#8217;esperienza non è molto significativa.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_86641"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/l-QAEqwx0H8?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Chiusa questa lunga e inconsueta parentesi culinaria voglio parlare dell&#8217;altro capolavoro splendido che ho potuto visitare ovvero la Cartuja, cioè la Certosa che è una esplosione barocca fantastica, splendida, meravigliosa, unico neo: non poter scattare foto. Non so spiegarmi il perchè ma l&#8217;ubriacatura di ori e marmi è qualcosa che mi incanta, tra l&#8217;altro è interessantissimo questo eccesso con la sobrietà ben nota dei monaci (che non parlano quasi mai, come dovrei imparare da loro). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ebbro di tale profusione di magnificenza mi sono riportato verso il centro per dare un&#8217;occhiata in giro verso la Carrera del Darro. Giornata ancora soleggiata con un clima favoloso: nelle ore centrali del giorno sarei stato volentieri con maglietta a maniche corte (non ho l&#8217;età e non l&#8217;ho fatto però la tentazione è stata forte). Cena in un locale del centro con paella precotta mangiabile ma niente di più, buono invece il vino e a prezzi ottimi (possibile che in un ristorante italiano non si possa bere un buon vino senza spendere meno di 15 €? lì con 8 ce la siamo cavata alla grande). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Viene, dunque, il momento del ritorno: il risveglio è traumatico: un freddo polare per cui ci dedichiamo a qualche compera, ad un giro in centro a rivedere alcune cose e ci fiondiamo sul bus (pieno). Sicuramente Granada è città llena de sol (i primi giorni) y de mujeres: mai viste tante ragazze molto belle come qui (un po&#8217; troppo truccate, spesso; ma davvero molto belle); fortunatamente del sangre nessuna traccia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Un&#8217;altra cosa che mi ha molto colpito è il fatto che bastava spostarsi di pochi metri dalle strade centrali per non trovare più nessuno in giro, un autentico deserto e non solo la sera: in pieno giorno, nel Sacromonte non si vedeva nessuno in giro, cosa che non mi rassicurava molto, anche se non è mai successo niente e, anzi, in centro la città mi pare davvero tranquilla e molto vivibile. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come a Barcellona, anche qui&nbsp; i pedoni sono ben trattati (salvo che passino col rosso),&nbsp; le auto che svoltano nelle laterali e incontrano i pedoni si fermano praticamente sempre; bellissimi i passaggi pedonali con l&#8217;indicazione dei secondi di durata: basterebbe poco per migliorare le cose, un minimo di attenzione nei viaggi e si potrebbero copiare (e magari pure migliorare) le buone idee degli altri, ci guadagneremmo tutti.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Arrivati in aeroporto abbiamo la pessima sorpresa di scoprire che non ci sono notizie del volo di ritorno, poi vengo a sapere che pare sia stato soppresso causa neve. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tre ore di ritardo pongono fine ad una carenza di informazioni non entusiasmante. prima dell&#8217;imbarco un troppo solerte funzionario sottopone tutti alle forche caudine della misurazione delle valigie: fortunatamente la passo senza problemi (e pensare che volevo comprare un librone di 600 pagine alcuni minuti prima, cosa che mi avrebbe costretto ad un imprevisto esborso di ulteriori 35 €); il povero Agostino, invece, cade nelle grinfie dell&#8217;arcigno funzionario che non sente ragioni (Agostino non aveva superato le dimensioni, si era semplicemente incastrata una cerniera): non ci sono stati santi, il tipo ha imbarcato il trolley come valigia a 35 €. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se si considera che l&#8217;aereo aveva 3 ore di ritardo (che all&#8217;inizio e per un bel po&#8217; nessuno aveva segnalato, o meglio nessuno aveva dato informazioni precise) e che si era semplicemente incastrata una cerniera mi pare che il funzionario sia stato un pelo troppo solerte, purtroppo in quelle condizioni non è facile poter protestare, speriamo non accada più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tirando le somme, Granada è una città carina che non ha, però, il fascino di Barcellona; offre alcuni siti straordinari ma, nel complesso, non mi entusiasma e tuttavia mi è piaciuta tanto che non mi dispiacerebbe affatto viverci&#8230;<br />
</span></p>
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		<title>Granada, tierra soñada por mí!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 18:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commenti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Alhambra]]></category>
		<category><![CDATA[Capilla Real]]></category>
		<category><![CDATA[Cartuja]]></category>
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		<category><![CDATA[San Juan de Dios]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Granada, 11-14 dicembre 2009. Ritorna il solito compagno di viaggio: il mitico Agostino; partenza da Bologna con Ryanair e arrivo nel pomeriggio di una splendida giornata di sole. All&#8217;aeroporto consiglio di ritirare subito la cartina della città che è molto ben fatta e comodissima (bravo ufficio del turismo) dopo di che, all&#8217;uscita, si trovano subito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Granada, 11-14 dicembre 2009.</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Ritorna il solito compagno di viaggio: il mitico Agostino; partenza da Bologna con Ryanair e arrivo nel pomeriggio di una splendida giornata di sole.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">All&#8217;aeroporto consiglio di ritirare subito la cartina della città che è molto ben fatta e comodissima (bravo ufficio del turismo) dopo di che, all&#8217;uscita, si trovano subito i bus per il centro città (costo 3 euro); attenzione alle fermate: la prima, la stazione dei bus è in periferia, decisamente lontana dal centro, molto meglio scendere alla fermata Gran Via de Colón proprio a fianco della Cattedrale (sull&#8217;altro marciapiedi c&#8217;è poi la fermata per il ritorno). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Siamo subito avvicinati da alcune donne (d&#8217;altronde è impossibile non sembrare turisti visto che si scende dal bus e si ritirano i bagagli) che &#8220;regalano&#8221; rametti di rosmarino dicendo che, appunto, è un regalo, peccato che chiedano poi soldi (ovviamente). L&#8217;impatto non è dei più favorevoli (come spesso mi accade) perchè vedo in giro delle facce che mi paiono poco raccomandabili</span><span style="font-size: medium;">, tra le quali quelle delle sopraindicate &#8220;signore&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_44656"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/Dy_xSXDOEds?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Fortunatamente Agostino è bersagliato molto più di me (ha la faccia da prete e si veste come tale) per cui me la cavo molto bene nell&#8217;evitare il rosmarino (ma due pomeriggi più tardi una di queste mi ha detto che sono una persona generosa, di grande cuore ma un poco &#8220;nervioso&#8221;, molto amato dai genitori, profetizzando l&#8217;arrivo di un telegramma al mio arrivo &#8230; inutile dire che ha chiesto soldi e questo sì mi avrebbe innerviosito). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Bien, depositati i bagagli all&#8217;hotel (per la prima volta andiamo in 4 stelle, in posizione non centralissima ma molto silenzioso; con vista su un muro però, ripeto, silenzioso e tranquillo, personale gentile, camera buona con un bagno niente male &#8211; c&#8217;era pure il bidet &#8211; mitico &#8211; la camera era comunque più da un 3 stelle che da un 4 ma vista l&#8217;offerta e considerato il resto approvo la scelta con convinzione) ci fiondiamo alla Cattedrale (3,50 € il biglietto) che mi apre il cuore: bellissimi altari barocchi, eccessivi, esasperati addirittura proprio come piacciono a me.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_62374"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/wPpLzxQF1TE?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Stessa spesa per accedere alla Capilla Real</span><span style="font-size: medium;"> che merita proprio come la Cattedrale: splendide le tombe dei Sovrani (W los Reyes Catolicos); due piccoli e deliziosi musei annessi, di paramenti e arredi sacri, sono una ciliegina sulla torta.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_29652"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/fNFzetWDs6U?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">All&#8217;uscita il bel palazzo de la Medraza che non è visitabile per lavori, facciata, comunque, che è piaciuta moltissimo e, ancora una volta, molto bello, il palazzo della Vieja Curia.</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_19061"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/IzwD-ZVdeIw?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dopo questo primo approccio che mi conquista, facciamo un giro per la città fino al Monastero di San Jerónimo (San Girolamo) che, però, è ormai in chiusura; si nota la presenza di numerosissime farmacie e di cani sciolti, in giro; sulle indicazioni stradali o meglio sui cartelli coi nomi delle strade potrebbero, invece, spendere qualche euro in più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il giorno successivo andiamo all&#8217;Alhambra riuscendo ad entrare con qualche apprensione perchè arriviamo con un leggero ritardo non essendo riusciti a trovare subito la biglietteria (la segnaletica è insufficiente e poco chiara). La visita occupa mezza giornata (entrata alle 10 uscita alle 16) ed è inutile aggiungere qualcosa alle innumerevoli lodi che tutti tessono di questo capolavoro, da solo vale il viaggio. Usciti dall&#8217;Alhambra scendiamo fino alla Chiesa di&nbsp; San Domingo (San Domenico, chiusa, uffa) così decidiamo di tornare al Monastero di San Girolamo (anche qui 3,50 €).</span></p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_75276"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/b3Iiy5IQT3I?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Molto molto bello anche questo, purtroppo mi pare sottovalutato come anche la Cartuja (Certosa), come se i turisti si saziassero con la famosissima Alhambra. San Girolamo è barocco, come tutto in città, per ciò che riguarda le chiese, lo stile che scopro giorno dopo giorno&nbsp; come il più corrispondente al mio spirito. Prima di arrivare a San Girolamo c&#8217;è pure l&#8217;Ospedale di San Juan de Dios (San Giovanni di Dio)&nbsp; che ha un bel chiostro (riesco a scattare qualche foto perchè il custode si era allontanato, non so se sia permesso&#8230;) Bene mi fermo qui per ora&#8230; alla prossima puntata</span></p>
<p>[nggallery id=25]</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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