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	<title>Antonello da Messina Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>Antonello da Messina Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Il collegio Alberoni a Piacenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 15:59:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il collegio Alberoni era uno dei luoghi che avevo in programma di visitare da tempo ma, per varie ragioni, non ero mai riuscito a concretizzare fino a quando ho scoperto che era prevista la riapertura il 22 settembre ed ho deciso di fiondarmici commettendo un grave errore: ho trascurato la partita di calcio casalinga del Parma (quando sprofonderà definitivamente in serie y?) col dispositivo di sicurezza attorno all&#8217;uscita dell&#8217;autostrada che ne consegue.</p>
<p>Mi sono trovato coinvolto in una lunga coda ed ho avuto modo di apprezzare, per l&#8217;ennesima volta, la stupidità di tanti che, pur di evitare un po&#8217; di coda, facevano manovre da chiodi in tangenziale; in questi casi sono per la pena capitale mediante frullatore: andrebbe ritirata la patente, miscelata con le chiavi dell&#8217;auto ed immessa in un buon frullatore che restituisca il tutto in frammenti delle dimensioni di qualche micron.</p>
<p>Ma pazienza; sono arrivato al collegio Alberoni in ritardo, col fegato che ribolliva ma, fortunatamente, ho trovato un cortesissimo addetto che, fidandosi della mia conclamata aria di rispettabile signore di mezza età avanzata, mi ha rimandato il pagamento del biglietto all&#8217;uscita e mi ha accompagnato dove il gruppo era già radunato per la visita guidata.</p>
<p>Grazie a questo addetto ignoto!</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_45984"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/Yt1TD2jmBDQ?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p>La visita è stata bella, interessante e piacevole; il collegio prende il nome dal cardinale Giulio Alberoni, personaggio di cui ho scoperto la grande importanza a livello storico mentre non ho trovato traccia della sua eredità chiamiamola ecclesiastica salvo il collegio piacentino.</p>
<p>Alberoni fu un grande diplomatico, ministro spagnolo, a lui si devono le nozze tra Filippo V ed Elisabetta Farnese, nipote del duca di Parma Francesco Farnese, legato pontificio e uno dei pochi che occupò, in un tentativo di annessione, la Repubblica di San Marino (prima di lui ci provò Cesare Borgia e dopo gli eserciti coinvolti nella seconda guerra mondiale).</p>
<p>Insomma un abile politico e diplomatico, alla fine emarginato a Piacenza ove venne nominato amministratore dell&#8217;ospedale di San Lazzaro, un&#8217;istituzione ospedaliera in grave decadimento, nata per l&#8217;assistenza ai lebbrosi.</p>
<p>Considerato che, fortunatamente, la lebbra era scomparsa, l&#8217;Alberoni chiese ed ottenne di modificare i locali da ospedale a luogo di studio per la preparazione di nuovi chierici indigenti, lasciando all&#8217;uopo una sostanziosa parte della sua eredità.</p>
<p>L&#8217;Alberoni era uomo illuminato, non politicamente (poiché lavorava per sostenere l&#8217;assolutismo regio e con certa durezza), ma intellettualmente ed il riflesso delle sue aperture lo si nota chiaramente nei locali del collegio che porta il suo nome: attrezzature scientifiche&nbsp; e locali per la ricerca sono un connotato che ancora oggi caratterizza questa benemerita fondazione.</p>
<p>Ma inutile tacere che io ero attratto da ben altro e precisamente dall&#8217;Ecce Homo di Antonello da Messina, opera datata al 1473 di grandissima bellezza; in questo dipinto c&#8217;è la sintesi tra la figura dell&#8217;Ecce Homo (quando Pilato espone Gesù flagellato e coronato di spine alla folla) e quella del Cristo alla colonna (prima o durate la flagellazione), un uomo dolorante ancor più nello spirito che nel corpo, manifesto di dolorosa rassegnazione di fronte a una sconfitta.</p>
<p>Ho trovato la frase del profeta Isaia: &#8220;<em>ho faticato invano; per nulla e inutilmente ho esaurito la mia forza</em> (Isaia, 49, 4)&#8221;, citata a proposito di questo capolavoro, è una citazione perfetta che ben rappresenta il sentire di quest&#8217;Uomo che aveva ben presente il fallimento del insegnamento.</p>
<p>Gesù era riuscito a coagulare l&#8217;astio dei ceti dominanti e della folla che, dopo averlo momentaneamente esaltato lo ha abbandonato al suo tragico destino, Antonello da Messina sa cogliere proprio il momento in cui Gesù pare arrendersi di fronte allo strapotere della religione che lo ha condannato.</p>
<p>Poco prima aveva detto che avrebbe potuto invocare a propria difesa 12 legioni di angeli, perché non l&#8217;ha fatto? perché si è lasciato arrestare, giudicare, condannare e infine crocifiggere senza reagire?</p>
<p>Credo che non volesse comportarsi da Dio: è stato quel momento, l&#8217;attimo in cui ha rinunciato definitivamente alla tentazione di Satana di sottomettere il mondo con la forza (della religione) ed in quel medesimo istante ha accettato di vedersi rinnegato e abbandonato.</p>
<p>Freud cita una splendida frase di Goethe, “Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero”, Gesù ha voluto accettare questo rischio, non volendo imporre a nessuno il suo pensiero, lasciato in eredità a tutti.</p>
<p>L&#8217;Ecce Homo sembra interpellare ciascuno, con quello sguardo così triste, a prendere posizione perché non abbia faticato invano.</p>
<p>Ovviamente ci sono altre cose da vedere, nel collegio Alberoni, ad esempio una natura morta ed una Madonna col Bambino credo di origine fiamminga, bellissimi, uno splendido ostensorio, vari quadri di buona fattura ed una statua lignea di San Rocco davvero deliziosa, per finire con la magnifica collezione di arazzi che meritano la visita sebbene io non sia un gran amante del genere.</p>
<p>Sono ben 18 pezzi che raccontano tre storie: due, i più antichi (risalgono a metà del Cinquecento) episodi della storia di Priamo, gli altri, tutti seicenteschi raccontano, otto la storia di Enea e Didone (prendendo spunto dall&#8217;Eneide di Virgilio) ed altri otto le vicende di Alessandro Magno tratte con buona probabilità dal <em>De rebus gestis Alexandri Magni</em> di Quinto Curzio Rufo.</p>
<p>Abbiamo visitato anche i locali che custodiscono tutta una serie di alambicchi o curiosi strumenti scientifici di cui ho capito poco o nulla, così come siamo stati accompagnati sul tetto dell&#8217;edificio ma la parte scientifica della visita mi ha interessato davvero poco anche se c&#8217;è un curioso caimano imbalsamato che fa un certo effetto.</p>
<p>Collegio Alberoni da non perdere, ecco la sintesi del pomeriggio.</p>
<p>PS: prima di uscire ho pagato il biglietto, a scanso di equivoci.</p>
<p>Parma, 22 settembre 2019</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Antonello a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 15:03:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non intendevo perdermi la mostra che Milano ha dedicato ad <span style="color: #0000ff; font-size: 20px;"><strong>Antonello da Messina</strong></span> ma gli impegni di vario tipo mi hanno reso impossibile arrivarci per tempo; unico giorno libero era sabato scorso, quando avevo già chiesto riposo per il consueto appuntamento milanese del simposio della Società amici del pensiero.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_48820"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/dG1K5uEQ-4Y?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p>Ero rassegnato a trovare una fila interminabile e invece, nonostante il dispiacere di avere lasciato l&#8217;amico e sodale di viaggio Gabriele Trivelloni, in meno di mezz&#8217;ora ho avuto accesso ai locali della mostra.</p>
<p>L&#8217;aspettativa ha trovato adeguata conferma: la mostra era non solo meritevole di visita ma un&#8217;occasione davvero ghiotta per vedere opere che sono tutte dei capolavori: Antonello da Messina era davvero un grande.</p>
<p>Leggendo il catalogo sto scoprendo che sarebbe suo merito se la pittura ad olio è arrivata in Italia così come la sua sintesi tra capacità di rendere i volumi e le prospettive, tipica degli italiani, ed uso di luca e colore fiamminghi; che abbia introdotto la tecnica dell&#8217;olio è leggenda ma l&#8217;introduzione di luce e colori fiamminga è sicuramente un merito di Antonello.</p>
<p>Un buon esempio di eredità.</p>
<p>Il logo della mostra è dedicata all'&#8221;icona perfetta&#8221;, un&#8217;immagine della Vergine Annunciata, custodita (e lì l&#8217;avevo vista) a <strong>Palazzo Abatellis</strong>, a Palermo: opera straordinaria, che con sintesi ineguagliabile, rende il momento unico, eterno eppure attualissimo; la mano della Vergine e lo stesso suo sguardo sembrano invitare alla prudenza, come se dicesse: &#8220;bando agli entusiasmi, vediamo un po&#8217; di che proposta si tratta e da chi proviene&#8221;, un caso riuscito di Donna, di Signora.</p>
<p>Quel che più mi ha colpito sono i volti, straordinariamente coinvolgenti, modernissimi, spesso connotati da un vago senso di ironia.</p>
<p>Tra le varie opere c&#8217;è il bellissimo <span style="color: #ff0000;"><strong>San Girolamo nello studio</strong><span style="color: #000000;">; si tratta di un dipinto stranissimo poiché il santo è ritratto all&#8217;interno di uno studio che si trova a sua volta contenuto in un ambiente più grande, di architettura d&#8217;ispirazione gotica, con ampie vedute sull&#8217;esterno.</span></span></p>
<p>La scena prevede la presenza dell&#8217;animale di prammatica, il classico leone, ma ci sono anche un gatto e, in primo piano, una coturnice ed un pavone; altri uccelli indistinti volteggiano all&#8217;esterno; il santo è intento alla lettura, in un ambiente che è quasi teatrale: all&#8217;inizio delle scale che portano allo studio fanno bella mostra di sé un paio di scarpe mentre a mo&#8217; di quinta c&#8217;è una scaffalatura su cui, in bel disordine, giacciono vari libri ed oggetti di uso quotidiano.</p>
<p>San Girolamo è rappresentato da Antonello in solitudine ma non ci sono scomode grotte o bui antri all&#8217;interno dei quali è spesso ritratto, tutto è bello, pulito ed accogliente: il santo è un eremita ma, nello stesso tempo, aperto all&#8217;arrivo di qualunque ospite si presenti.</p>
<p>Imperdibili i vari &#8220;Ecce Homo&#8221; E &#8220;Cristo alla colonna&#8221; che, secondo i dettami dell&#8217;allora in voga Devotio Moderna,rappresentano le scene con particolare attenzione all&#8217;empatia che le immagini devono suscitare; in molte di queste opere l&#8217;Uomo dei dolori è rappresentato con corda al collo, ad accentuare il senso di tristezza, sconfitta e dolore di chi offre la sua vita per uomini che sembrano non approfittare di tale salvifica offerta.</p>
<p>Straordinaria anche la Crocifissione, coi corpi dei condannati che si contorcono sugli alberi capitozzati.</p>
<p>C&#8217;è poi tutta la parte &#8220;laica&#8221; della produzione di Antonello: i volti maschili, una ritrattistica di bellezza stupefacente, espressa con una sobrietà che sottolinea il personaggio, ne esalta la modernissima psicologia, ce lo rende presente e, spesso, ironicamente atteggiato verso lo spettatore.</p>
<p>Conoscevo varie opere di Antonello ma mai avevo visto una mostra a lui dedicata e, devo dire, che l&#8217;esperienza è stata totalmente positiva.</p>
<p>Non meno interessante il &#8220;contorno&#8221; dei disegni di Giovanni Battista Cavalcaselle, un curioso personaggio, mazziniano e rivoluzionario (condannato a morte in contumacia dagli austriaci per i moti del 1848), difetti ben gravi, ma perdonabili vista l&#8217;opera benemerita svolta successivamente) che ha studiato, disegnato e attribuito varie opere al nostro Antonello.</p>
<p>Dopo avere goduto questa esposizione ho approfittato della mancanza di fila &#8211; inspiegabile &#8211; per visitare anche un altro dei miei obiettivi milanesi, la mostra dedicata ad un grandissimo della pittura ottocentesca: <strong>Jean-Auguste-Dominique Ingres</strong>, ma di lui parlerò a parte.</p>
<p>Terminata la visita anche di questa bella esposizione, rimanendomi un po&#8217; di tempo, ho pensato di dedicarlo ad una curiosità e precisamente la scoperta di un curioso &#8220;oggetto&#8221; che fa bella mostra di sé in <strong>via Serbelloni 10</strong> (il cognome mi ricorda la famosa contessa fantozziana Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, ma la via è dedicata a <strong>Gabrio Serbelloni, III duca di San Gabrio</strong> che ebbe ospiti, presso la sua residenza, personaggi del calibro di Carlo Goldoni, Pietro Verri e Giuseppe Parini).</p>
<p>Ma torniamo alla mia curiosità: in <strong>via Serbelloni 10</strong> c&#8217;è il famoso (ne ignoravo l&#8217;esistenza fino a non molto tempo fa, scoperta dovuta all&#8217;amica Silvia Sangiorgi) citofono a forma di orecchio, tanto che l&#8217;abitazione ha presso il nome proprio da questo: <span style="color: #ff00ff;"><strong><em>Ca’ dell’ureggia</em></strong></span> (con le varianti <em>ca’ de l’orègia</em>, o <em>ca’ dell’oreggia</em>).</p>
<p>Opera di un grandissimo artista messo in disparte per, credo, le sue simpatie mussoliniane, <span style="color: #800080; font-size: 20px;"><strong>Adolfo Wildt</strong></span> che io trovo davvero un maestro (visitai una mostra a Forlì che me lo fece conoscere ed apprezzare); di lui ho visto a Milano, <span style="color: #800080;"><strong>l&#8217;edicola Korner</strong></span>, nel cimitero monumentale (altro luogo magico della città) e il monumento a <span style="color: #ff0000;"><strong>Sant&#8217;Ambrogio che calpesta i sette vizi capitali</strong></span>, visitabile presso il&nbsp;<strong>Tempio della Vittoria</strong> &#8211; il Sacrario dei caduti milanesi &#8211; in Piazza Sant’Ambrogio a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio.</p>
<p>Per arrivarci mi sono affidato al navigatore del cellulare che ha il pessimo difetto di fornire indicazioni utili per chi si sa orientare; riesco a capire che devo percorrere piazza Duomo in direzione opposta a quella che avevo intrapreso e mi ci avvio di buona lena quando, orrore e sgomento, mi imbatto in una pattuglia di colleghi, in tuta operativa che avevano i pantaloni infilati negli anfibi: per lo shock ho rischiato il classico coccolone.</p>
<p>A fatica sono riuscito ad oltrepassarli senza mettermi a rimbrottarli come avrei dovuto, troppo importante era la meta che mi attendeva.</p>
<p>La camminata è stata ben compensata dalla visita all&#8217;orecchio, che è davvero un singolare citofono con la funzione, simbolica, di mettere in contatto l&#8217;intera città con l&#8217;ascoltatore ovvero con l&#8217;allora padrone di casa (siamo negli anni Trenta del secolo scorso).</p>
<p>Due ragazzotti stavano comodamente seduti sulle scale lì a fianco ed al mio passaggio mi hanno chiesto un accendino; ho risposto di non avere mai fumato in via mia al che mi sono sentito rispondere che anche loro non fumavano, infatti quelle erano canne: gli avrei ridotto (anzi gonfiato come il citofono)&nbsp; le orecchie a suon di ceffoni, ma ero ormai esausto per lo stress di prima e me ne sono andato scuotendo tristemente il capo.</p>
<p>Il treno mi attendeva, col suo caldo torrido, al binario 21, la gitarella era ormai conclusa ma, ancora un agguato alle coronarie si celava inatteso proprio all&#8217;interno della stazione: una pattuglia di agenti della Polizia di Stato si muoveva nella mia direzione ed uno dei due aveva, udite udite, il pantalone destro non aderente a differenza di quello di sinistra, uno spettacolo davvero tristemente sconcertante.</p>
<p>Poiché non pensiate che sono impazzito, citerò un pezzo tratto dal bel libro di <strong>Emilio Gentile</strong>, <strong>&#8220;25 luglio 1943&#8221;</strong> da cui capirete come sia ben vero che <strong>&#8220;the devil is in the detail&#8221;</strong> e la storia passa spesso attraverso dettagli che possono modificarne il corso per l&#8217;intera umanità.</p>
<p>Veniamo, dunque, all&#8217;ottimo Emilio Gentile: &#8220;Mussolini non aveva gradito la visita, e addirittura&nbsp; aveva commentato come un&#8217;offesa personale la varietà d&#8217;abito dei presenti: «Sono venuti da me un gruppo di signori malvestiti per farmi un pronunciamento.&nbsp; Chi indossava la divisa fascista, chi quella ministeriale, chi l&#8217;abito civile. Alcuni avevano i pantaloni bianchi, altri bleu, altri ancora gli stivali&#8230; » (pag. 161).</p>
<p>Questi avvenimenti portarono alla fatale (per Mussolini) seduta del Gran Consiglio del 25 luglio, dal che si può trarre la morale che il regime è crollato anche per via dei pantaloni, meditate gente, meditate.</p>
<p>Milano, 1 giugno 2019, memoria di san Giustino e di Beato Alfonso Navarrete <i>Martire, Sant&#8217; Annibale Maria Di Francia Sacerdote e Fondatore, Beato Giovanni Battista Scalabrini Vescovo e fondatore, Beato Giovanni Battista Vernoy de Montjournal&nbsp; Martire, Beato Giovanni Storey Laico coniugato e martire, San Giuseppe Tuc Martire</i></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 20:01:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Renoir]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratto di dama genovese con fanciulla]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratto di Gio Carlo Doria a cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratto di Stefano Raggio]]></category>
		<category><![CDATA[Rubens]]></category>
		<category><![CDATA[Sacrificio di Isacco]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria delle Vigne]]></category>
		<category><![CDATA[Van Gogh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Genova ero stato, secoli fa, alla mostra dei fiori, che aveva assorbito l&#8217;intera giornata. Stavolta l&#8217;obiettivo è la mostra dedicata ad una delle raccolte del Detroit Institute of Arts: 53 opere che spaziano dagli Impressionisti per arrivare a Picasso. La partenza non è delle migliori visto che il treno è in ritardo e tale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Genova ero stato, secoli fa, alla mostra dei fiori, che aveva assorbito l&#8217;intera giornata.</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_22372"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/1UX-9LgeeN0?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<figure id="attachment_23206" aria-describedby="caption-attachment-23206" style="width: 344px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23206" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/otto-dix-autoritratto-con-garofano-344x512.jpg" alt="autoritratto con garofano" width="344" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/otto-dix-autoritratto-con-garofano-344x512.jpg 344w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/otto-dix-autoritratto-con-garofano-202x300.jpg 202w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/otto-dix-autoritratto-con-garofano-600x893.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/otto-dix-autoritratto-con-garofano.jpg 699w" sizes="auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px" /><figcaption id="caption-attachment-23206" class="wp-caption-text">autoritratto con garofano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Stavolta l&#8217;obiettivo è la mostra dedicata ad una delle raccolte del Detroit Institute of Arts: 53 opere che spaziano dagli Impressionisti per arrivare a Picasso.</p>
<p style="text-align: justify;">La partenza non è delle migliori visto che il treno è in ritardo e tale rimarrà fino all&#8217;arrivo. Giunto a Genova Brignole mi oriento un momento, incontro un collega motociclista che temo sia rimasto in panne visto che conduce la moto a mano (e non oso disturbarlo) ed eccomi come d&#8217;incanto (non me n&#8217;ero proprio accorto) a Palazzo Ducale.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi sono i visitatori ma sufficienti a stremare l&#8217;unica cassiera, evidentemente provata dall&#8217;affluenza dei giorni scorsi; la tessera skira mi procura 3 euro di sconto (assolutamente non pubblicizzato) e così salgo ardimentoso le scale che mi porteranno al piano nobile; qui sono accolto da un baldo e gradevole giovanotto che in completo grigio mi apre la porta, mi dà il benvenuto e mi spiega il comportamento da tenere: cortese, impeccabile, ho molto gradito.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è notevole, davvero bella, con alcune tele assolutamente di pregio; trascurando il consueto (e sempre apprezzatissimo van Gogh) c&#8217;è un autoritratto di Otto Dix (autoritratto con garofano) che è favoloso.</p>
<figure id="attachment_23207" aria-describedby="caption-attachment-23207" style="width: 394px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23207" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto-394x512.jpg" alt="van Gogh-autoritratto" width="394" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto-394x512.jpg 394w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto-231x300.jpg 231w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto-768x998.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto-600x780.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/05-vincent-van-gogh-autoritratto.jpg 831w" sizes="auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px" /><figcaption id="caption-attachment-23207" class="wp-caption-text">van Gogh-autoritratto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Modigliani, Cezanne, Degas, Redon, Gaugin, Renoir &#8230; insomma l&#8217;intellighenzia artistica europea è davvero ben rappresentata nelle sale genovesi a testimonianza di un lavoro di elaborazione culturale che, almeno per l&#8217;Italia, è andato poi smarrito. Sono rimasto davvero soddisfatto; molto meno, invece, nella scoperta che i saloni del palazzo ducale non sono visitabili se non in occasione di eventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vado allora in cerca della cattedrale che si trova a poca distanza, ma la trovo chiusa (chiuderla alle 12 per riaprirla alle 15 mi sembra poco accogliente per i tanti visitatori che vengono da lontano); mi accontento allora di un paio di chiese che incontro durante la ricerca della rosticceria &#8220;La Maddalena&#8221; consigliatami da un cortesissimo collega che si chiama Fabrizio (parente del gestore,&nbsp;di cui ometto&nbsp;il cognome per rispetto della privacy): ho acquistato a prezzo adeguato una fetta di qualcosa che non so come si chiami, ma è una sorta di torta ripiena di spinaci e uova sode, deliziosa (ne avrei mangiato tre volte tanto ma devo mettermi a dieta).</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente questo gentile collega non ho mai avuto occasione di incontrarlo, ma ci tengo a ringraziarlo perchè è stato di squisita cortesia, anche se solo tramite una banalissima chat: apprezzo questo sano spirito di &#8220;colleganza&#8221;, che è condivisione del meglio che si possiede, foss&#8217;anche un posto dove andare a mangiare dignitosamente a prezzi modici.</p>
<figure id="attachment_23208" aria-describedby="caption-attachment-23208" style="width: 421px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23208 size-large" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle-421x512.jpg" alt="odilon-redon-evocazione-di-farfalle" width="421" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle-421x512.jpg 421w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle-246x300.jpg 246w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle-768x935.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle-600x731.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/06-odilion-redon-evocazione-di-farfalle.jpg 887w" sizes="auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px" /><figcaption id="caption-attachment-23208" class="wp-caption-text">odilion-redon-evocazione-di-farfalle</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Visito dunque la chiesa del Gesù, quella di Santa Maria delle Vigne&nbsp;poi percorro le strette stradine che mi portano in rosticceria incontrando spesso e non volentieri molte scritte sui muri e molte ragazze che la moda di oggi chiama escort, con il solito falso perbenismo che nasconde ben più triste realtà: le ragazze sono tutte direi nigeriane, vere e proprie schiave del sesso mercenario, che mi fanno infinita tristezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel girovagare mi imbatto nella Galleria nazionale di Palazzo Spinola; la cassiera è di una squisita cortesia; le accompagnatrici (non è possibile visitare in solitudine l&#8217;esposizione ma è obbligatorio restare sempre in gruppo e accompagnati) al contrario brillano per sciatteria e parlano tra loro in maniera non proprio piacevole. Dettaglio irrilevante perchè l&#8217;attenzione viene calamitata dalle opere custodite nella galleria nazionale vera e propria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_21770"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/XE8RoxKhYSI?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">Non che il palazzo non meriti, anzi, ma all&#8217;interno ci sono alcune opere che valgono il viaggio, da sole.</p>
<figure id="attachment_23209" aria-describedby="caption-attachment-23209" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23209" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-512x372.jpg" alt="claude-monet-gladioli" width="512" height="372" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-512x372.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-300x218.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-768x558.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-945x687.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli-600x436.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/04-claude-monet-gladioli.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23209" class="wp-caption-text">claude-monet-gladioli</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ecce Homo di Antonello da Messina, il Ritratto di Stefano Raggio&nbsp;di Joos van Cleve, il Sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi, la Giustizia di Giovanni Pisano, il Ritratto di dama genovese con fanciulla di Anton van Dyck, il Ritratto di Gio Carlo Doria a cavallo di Rubens, sono i capolavori che si possono godere nelle sale, ma la chicca è, in prestito temporaneo, &#8220;Le tentazioni di Sant&#8217;Antonio Abate&#8221;, tradizionalmente attribuita a Pieter Brueghel il Giovane, un dipinto bellissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo dipinto compaiono strane figure che andavano sicuramente di moda nell&#8217;Europa del nord, come testimoniano anche altre tele di contenuto similare.</p>
<figure id="attachment_23210" aria-describedby="caption-attachment-23210" style="width: 384px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23210" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna-384x512.jpg" alt="amedeo-modigliani-una-donna" width="384" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna-384x512.jpg 384w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna-225x300.jpg 225w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna-768x1025.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna-600x801.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/07-amedeo-modigliani-una-donna.jpg 809w" sizes="auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption id="caption-attachment-23210" class="wp-caption-text">amedeo-modigliani-una-donna</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il loro senso mi resta oscuro, forse hanno riferimenti&nbsp;esoterici, per iniziati o chissà magari piacevano per la capacità ad un tempo di stupire e per un altro di dar forma e contenuto ai timori angosciosi che accompagnavano i figli della Riforma; sospendo il giudizio in attesa di scoprirne di più, anche se riconfermo la piacevolezza nel guardare i dettagli di tutte queste bislacche figure.</p>
<p style="text-align: justify;">Da lì vado a tentare di visitare la chiesa di san Matteo, che trovo chiusa, quindi torno in cattedrale che nel frattempo ha aperto le sue porte.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppur buia ha un interno davvero pregevolissimo, di grande bellezza; ci trovo custodite le spoglie del <span style="color: #ff0000;"><strong>cardinale Giuseppe Siri</strong></span>, campione ai suoi tempi della conservazione cattolica, col quale avevo avuto modo di scambiare due righe, secoli or sono (quando ero assai più pesantemente clericale, malattia da cui sono quasi guarito).</p>
<p style="text-align: justify;">Passaggio davanti al bel palazzo di san Giorgio quindi direzione stazione Genova Porta Principe e qui ricomincia l&#8217;odissea: il primo treno, un intercity, arriva in ritardo e lo aumenterà fino a Tortona, facendomi perdere il regionale per Piacenza; quello successivo arriva a Piacenza (anzi cambio a Voghera) più o meno in orario ma in tempo per farmi perdere l&#8217;intercity per Parma.</p>
<figure id="attachment_23211" aria-describedby="caption-attachment-23211" style="width: 403px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23211" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata-403x512.jpg" alt="gustave-courbet-bagnante-addormentata" width="403" height="512" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata-403x512.jpg 403w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata-236x300.jpg 236w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata-768x975.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata-600x761.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-gustave-courbet-bagnante-addormentata.jpg 851w" sizes="auto, (max-width: 403px) 100vw, 403px" /><figcaption id="caption-attachment-23211" class="wp-caption-text">gustave-courbet-bagnante-addormentata</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Arrivato a Parma provo a chiedere il rimborso del supplemento relativo all&#8217;intercity che non ho potuto utilizzare e non certo per colpa mia: la risposta che ottengo dall&#8217;addetto alla biglietteria, peraltro molto cortese, la dice lunga su quanto sia vergognoso lo stato delle ferrovie italiane: &#8220;non è possibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma ho pagato il biglietto per un intercity che non ho potuto prendere a causa del ritardo non mio ma del treno: non chiedevo né indennizzi né rimborsi non dovuti, domandavo soltanto di riavere quel che non avevo utilizzato (quindi l&#8217;extra per l&#8217;intercity) e mi è stato risposto che non è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In un paese civile, un&#8217;azienda seria dovrebbe nell&#8217;ordine: scusarsi per il ritardo e restituire immediatamente quanto non utilizzato incolpevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a Genova devo ammettere che non c&#8217;è stata quella sintonia che mi aspettavo: sicuramente la mancanza di auto nel centro storico è un&#8217;ottima cosa (a parte il furgone per le consegne di una nota azienda, parcheggiato nella piazza antistante la cattedrale, sanzionato da una pattuglia di colleghi) ma queste</p>
<figure id="attachment_23212" aria-describedby="caption-attachment-23212" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23212" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-512x405.jpg" alt="vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers" width="512" height="405" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-512x405.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-300x237.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-768x607.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-945x747.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers-600x475.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/15-vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23212" class="wp-caption-text">vincentv-van-gogh-sponda-dell-oise-ad-auvers</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">stradine anguste e poco illuminate, tutte ste prostitute in giro, i muri pieni di scritte ingiuriose contro le forze dell&#8217;ordine (che mi confermano che la madre dei famosi imbecilli continua, nonostante la diffusione di ottimi anticoncezionali, a riprodursi a ritmi vertiginosi) mi hanno lasciato un&#8217;impressione di vago disagio; forse la giornata non delle migliori meteorologicamente parlando non ha aiutato, ma in complesso &#8230; insomma dovrò tornarci, meglio se in estate per rivedere come mi troverò.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando pochi giorni prima con un&#8217;amica che dovrà tenere un incontro sulla bellezza della città mi veniva da considerare che la bellezza di una città è &#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si può definire bella una città?</p>
<figure id="attachment_23213" aria-describedby="caption-attachment-23213" style="width: 512px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23213" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-512x290.jpg" alt="paul-cezanne-i-tre-teschi" width="512" height="290" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-512x290.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-300x170.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-768x435.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-945x535.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi-600x340.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/19-paul-cezanne-i-tre-teschi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23213" class="wp-caption-text">paul-cezanne-i-tre-teschi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Direi, con troppa sintesi temo, che una città è bella quando è vivibile, cioè quando è &#8220;eccitante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi trovo a mio agio, nella pulizia, nell&#8217;avere a portata di mano ciò che rende piacevole la vita, nell&#8217;essere stimolato a godere sia degli spazi pubblici che di quelli privati, ecco che una città può definirsi bella.</p>
<p style="text-align: justify;">Le idee estetiche e urbanistiche di chi è venuto prima sono fruibili per chi segue e rielaborabili, sfruttabili, con possibilità di aggiunte e integrazioni allora la città è bella; se mi viene voglia di uscire di casa, camminare per le strade, andare a teatro o al cinema o sedermi sulle poltrone di un caffè, allora una città è bella.</p>
<figure id="attachment_23214" aria-describedby="caption-attachment-23214" style="width: 512px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-23214" src="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-512x459.jpg" alt="paul-cezanne-bagnanti" width="512" height="459" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-512x459.jpg 512w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-300x269.jpg 300w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-768x689.jpg 768w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-945x848.jpg 945w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti-600x538.jpg 600w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/18-paul-cezanne-bagnanti.jpg 1204w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption id="caption-attachment-23214" class="wp-caption-text">paul-cezanne-bagnanti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Una città è bella se è luogo economico: i barboni, i maleducati, gli incivili la sporcano perchè il loro lavoro è antieconomico, in perdita.</p>
<p style="text-align: justify;">Genova, con la mostra che ho visitato, con la Galleria di palazzo Spinola, la cattedrale, le chiese, è una bella città, devo solo trovare l&#8217;occasione per trovarmici meglio e poterne sfruttare le occasioni.</p>
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