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	<title>tristezza Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>tristezza Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Pasqua e trigesima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Apr 2023 10:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[anniversari e ricorrenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi si festeggia la solennità della Pasqua di Risurrezione, la più importante dell&#8217;anno liturgico e, come è giusto che sia, il clima è di festa, festa nonostante tutto.Il pensiero di Cristo è &#8220;festoso&#8221;, cioè lavora osservando il precetto ebraico (e cristiano?) di uno dei comandamenti più snobbati.Lo troviamo in Esodo 20, 8-11: 8 Memento, ut [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi si festeggia la <strong>solennità della Pasqua di Risurrezione</strong>, la più importante dell&#8217;anno liturgico e, come è giusto che sia, il <strong>clima è di festa</strong>, festa nonostante tutto.<br /><strong>Il pensiero di Cristo è &#8220;festoso&#8221;</strong>, cioè lavora osservando il <strong>precetto ebraico</strong> (e cristiano?) di uno dei comandamenti più snobbati.<br />Lo troviamo in <strong>Esodo</strong> 20, 8-11:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">8 Memento, ut diem sabbati sanctifices.<br />9 Sex diebus operaberis et facies omnia opera tua;<br />10 septimus autem dies sabbatum Domino Deo tuo est; non facies omne opus tu et filius tuus et filia tua, servus tuus et ancilla tua, iumentum tuum et advena, qui est intra portas tuas.<br />11 Sex enim diebus fecit Dominus caelum et terram et mare et omnia, quae in eis sunt, et requievit in die septimo; idcirco benedixit Dominus diei sabbati et sanctificavit eum.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><br />[8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:<br />[9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro;<br />[10] ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.<br />[11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.<br /><br /></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Precetto ribadito anche in <strong>Deuteronomio</strong> 5, 12-15:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="font-style:normal;font-weight:400">
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">12 Observa diem sabbati, ut sanctifices eum, sicut praecepit tibi Dominus Deus tuus.<br />13 Sex diebus operaberis et facies omnia opera tua.<br />14 Septimus dies sabbatum est Domino Deo tuo. Non facies in eo quidquam operis tu et filius tuus et filia, servus et ancilla et bos et asinus et omne iumentum tuum et peregrinus tuus, qui est intra portas tuas, ut requiescat servus tuus et ancilla tua sicut et tu.<br />15 Memento quod et ipse servieris in Aegypto, et eduxerit te inde Dominus Deus tuus in manu forti et brachio extento: idcirco praecepit tibi, ut observares diem sabbati.<br />&nbsp;<br />[12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.<br />[13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,<br />[14] ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.<br />[15] Ricordati che sei stato schiavo nel paese d&#8217;Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Curioso che ci si dilunghi tanto su questo precetto, a confronto con altri stringatissimi; in ogni caso il precetto è chiaro: <strong>il giorno di festa è vietato il lavoro</strong>, ma quale lavoro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello servile, del sudore della fronte, che richiede fatica e non è detto che produca risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sabato &#8211; il giorno di festa &#8211; va santificato, cioè dedicato al lavoro regale, a quel lavoro cui si dedicavano <strong>Adamo ed Eva</strong> prima di perdere il senno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro di rapporto, in cui pensieri, parole ed opere collaborano, senza omissioni, ad un unico fine, senza contraddizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel lavoro che il mio carissimo amico &#8211; <strong>san Roberto Mastri</strong> &#8211; sta facendo, da un mese a questa parte in quel posto che noi cristiani chiamiamo paradiso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, infatti, ricorre il primo mese dalla sua &#8220;scomparsa&#8221;: la tentazione è quella di cedere alla tristezza (le consuete lacrime) ma non sarei suo amico ed erede se non approfittassi della cornucopia che mi ha lasciato, cioè del tesoro di pensieri di cui sono stato testimone o destinatario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono certo che Roberto avrà nel frattempo conosciuto il buon Federico, don Piero, don Lino Bin e incontrato di nuovo don Lino Goriup col quale si sarà lanciato in amene discussioni filosofiche assieme ad uno dei nostri maestri, il professor Malaguti e con Giacomo Contri e Sigmund Freud e chissà quanti altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà quante cose in questo mese avrà realizzato grazie a quell&#8217;amicizia, coltivata per anni, con il Risorto con cui ora può avere a che fare direttamente: sono certo che tra le tante attività non mancherà di ricordarsi di tutti quelli che lo hanno conosciuto, stimato e considerato amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buona Pasqua a tutti e, san Roberto, lavora per noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 9 aprile Pasqua di Risurrezione</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>È morto il Dottor Giacomo B. Contri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:35:49 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 21 gennaio scorso è morto il <strong>Dottor Giacomo B. Contri</strong>, a <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/buon-compleanno-al-dr-contri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ottant&#8217;anni</a> compiuti da poco.<br />Riprendo una citazione che utilizzo sempre in occasioni come questa perché la trovo particolarmente confacente: «<strong>In tristezza dobbiamo lasciarci, ma non nella disperazione</strong>».<br />Il dottor Contri avrebbe, giustamente, corretto disperazione con melanconia; le parole sono quelle che Sire Aragorn pronuncia prendendo congedo dalla sua sposa al momento della morte, alla fine de &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;: tristezza per la morte, ma non melanconia (tristezza &#8220;infinita&#8221; che precede l&#8217;evento luttuoso o non lo conclude mai).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha portato <strong>a compimento il pensiero di Sigmund Freud</strong> grazie alla scoperta che la vita psichica è vita giuridica e che il giudizio è premiale prima ancora che penale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla scia del pensiero biblico, di Gesù e di Freud, Giacomo B. Contri potremmo inserirlo in quella branca della filosofia definibile <strong>“metafisica del corpo”</strong>, ovvero della <strong>legge di moto del corpo</strong> di contro alla metafisica della filosofia greca, tutta incentrata sull’essenza; <strong>metafisica giuridica</strong>, non psicologica, dove l’io-corpo riceve ed è chiamato (vocazione) ad elaborare in proprio quella legge di moto di cui non è provvisto alla nascita perché unico caso di essere vivente sprovvisto di istinto cioè di legge innata e inderogabile. Legge che permette il rapporto con l’altro e che, quando accade, assume il nome di amore</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>definizione dell’amore</strong>, è un tema che lo ha occupato per l’intera vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è l’amore?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio dal post del 8/11/2021: «Non amo i miei simili, non accade:<br /><strong>amo i miei partner, coloro che guadagnano portando la loro acqua al mio mulino</strong>:<br />questo passaggio è praticabile, ciò fa giuridico l’amore, un patto.”»</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ottobre ne propone un sinonimo: «E se sostituissimo “amore” con “mi va” ?, cioè un moto autonomo non causato dal “mi”. » E a luglio ancora: <strong>«L’amore è l’appuntamento riuscito, non l’ “incontro” o il</strong> <strong>“rapporto”.»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di contro ad un secolare oscurantismo sulla parola amore, Giacomo Contri ne offre una definizione chiara e praticabile: «<strong>L’amore, quando è, è giuridico ed economico, partnership, S.p.A.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ordine giuridico desiderabile è il regime dell’appuntamento:<br />non si regge su valori perché li produce (“l’albero si giudica dai frutti”).»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente praticabile!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno prima ci aveva pensato in termini così chiari ed espliciti: l’amore, l’appuntamento (valutato come conveniente), è produttivo di qualcosa che prima non esisteva, non è la somma algebrica di due contributi, ma è qualcosa di nuovo, di non automatica derivazione, è uno degli aspetti che rendono l’uomo “metafisico” perché <strong>la soddisfazione</strong> (questo è il prodotto) è inesistente in natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera di una vita di Giacomo B. Contri è riassumibile in questo: <strong>è praticabile una scienza del pensiero</strong> («“Inconscio” significa pensiero, e pensiero rapido ma senza scorciatoie (ossia è logico), e senza fatica, il che consente poi di prenderla con calma nell’azione, senza tagliar corto;<br />mentre “coscienza” significa anch’essa pensiero, sì, ma è il pensiero segnato dalla rapidità perduta, allungatoia faticosa, cui non tornano mai i conti e continua a rifarli con affanno, il che obbliga alla fretta nell’azione, tagliando corte anzitutto le teste, e rendendo inutili gli anni e i secoli»).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cui è <strong>correlata la concezione giuridica dell’amore</strong> secondo la logica del mulino (ovvero produzione di farina): «L’amore è una norma fatta di tre norme solidali:<br />1. portare acqua al mulino,<br />2. non distogliere acqua dal mulino,<br />3. non distruggere il mulino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza questa triplice norma, la parola “amore” è solo spazio sprecato nel vocabolario”.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo lavoro è (stato) elaborato ed offerto a soci, amici del pensiero, categoria alla quale chiunque può aderire alle condizioni di far proprio il lavoro già svolto, per implementarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe concludere citando la <strong>Lettera a Timoteo di san Paolo</strong>: «<strong>Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede</strong>»: Giacomo B. Contri ha concluso la corsa e conservato la fede cui ha dedicato l’ultima comunicazione pubblica dandone una definizione, ancora una volta giuridica: «la f<strong>ede come giudizio di affidabilità (profitto)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non c’è fede, affidabilità, se non c’è profitto dell’altro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E non esiste amore di Dio senza la mia acqua al suo mulino. Da Dio voglio che lui guadagni da me e che io guadagni da lui.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del suo pensiero ho iniziato a profittare, trarre profitto, farina, da molti anni ormai, così che ritengo, a buon diritto, di potermi considerare uno dei tanti eredi (ma lo sarò solo se avrò portato frutti): eredità già disponibile a babbo vivo (come diceva spesso lo stesso Contri) e fruibile da chiunque, senza necessità di spartizioni (ancora una volta idea di ricchezza).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché <strong>considero Giacomo B. Contri come padre</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono molto dispiaciuto di non poter presenziare personalmente alle sue esequie, a causa degli annessi e connessi dell’infezione da covid che ho contratto giorni fama è come se ci fossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mie più sentite condoglianze a tutti coloro che lo hanno avuto come amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E grazie dottor Contri, amico del mio pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 24 gennaio 2022, memoria di san Francesco di Sales</p>
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