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	<title>Rossella Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>Rossella Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Onirica due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 19:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri sciolti]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Buridano]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giusto stamattina, mi sono svegliato alle sette (ricordando che giusto ieri, sempre di mattina, nel mettere in frigorifero il tegame con la pastaciutta preparata per tre giorni, sono riuscito inspiegabilmente a farla cadere per terra, inondando il pavimento di mezze penne al sugo) ho fatto questo sogno, che ho paragonato ad un uovo, cioè un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giusto stamattina, mi sono svegliato alle sette (ricordando che giusto ieri, sempre di mattina, nel mettere in frigorifero il tegame con la pastaciutta preparata per tre giorni, sono riuscito inspiegabilmente a farla cadere per terra, inondando il pavimento di mezze penne al sugo) ho fatto questo sogno, che ho paragonato ad un uovo, cioè un frutto, quotidiano, che proprio come quello della gallina si offre a enormi possibilità, dallo zabaione all&#8217;uovo in camicia a tutti i prodotti, pasta, dolci, secondi che ne prevedono l&#8217;utilizzo, senza che ciò sia ricavabile a priori dall&#8217;idea di uovo, senza alcuna necessità, ma utilizzabile in virtù di un lavoro di pensiero che si è applicato, nei secoli, a quell&#8217;arte che è la cucina, autentico lavoro intellettuale di creazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque ciò che ho sognato:</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono forse all’ultimo piano dell’Università (come a filosofia); c’è un grande salone ed uno (o due) ascensori di quelli a vetri, trasparenti, non incastrati nel vano apposito; un bambino si infila sotto l’ascensore che prendo io; cerco di dirgli qualcosa ma l’ascensore parte e lui è lì sotto; fortunatamente quando arriviamo al piano terra c’è comunque spazio e lui non si è fatto male … forse non è un bambino ma un ragazzo e forse è lui (o un altro che non conosco) a dirmi che vorrebbe parlare col governatore della banca (?) d’Italia (?).</p>
<p style="text-align: justify;">Io gli fisso un appuntamento per … perché, anche se lui non lo sa, sono io il governatore o sono in contatto con lui … (forse penso o gli dico che ha un bello spirito di iniziativa)</p>
<p style="text-align: justify;">Sono con un altro ragazzo; andiamo ancora a filosofia (?); incontriamo prima di entrare nell’edificio un giovane che è alla guida di un veicolo elegante (?); io dico che è il prof (?) e lo saluto con deferenza (ma è molto giovane); saliamo alcuni gradini di questo enorme scalone (sembra l’accesso ad un palazzo romano o alla Casa Bianca) e vediamo che questo tipo fa delle strane evoluzioni con l’auto fino a restare su un fianco e qualcuno spinge per rimetterlo a posto: siamo in epoca nazista, direi, e io commento questo strano &nbsp;comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Scene che non ricordo … poi ci dicono che dobbiamo recarci in una stanza: tutti salutano e sono gentili mentre entriamo; dentro è tutto ovattato, con la moquette forse anche alle pareti (tipo a Palazzo Venezia quando ci sono mostre); devono farci delle foto e in quel momento esce un ragazzo (a torso nudo?) da una cabina … forse anche il mio compagno (che sappiamo chi è ma non posso dirlo eh eh eh) si mette a torso nudo e chiede spiegazioni: gli viene risposto che sono fotografati tutti gli ebrei che si chiamano … lui risponde che non si chiama (o non ci chiamiamo) così ma il tipo risponde che magari forse si potrebbe scoprire un qualche legame (ma non ricordo bene) e allora io affermo “ah è la colpa sanguinis”; il ragazzo capisce ma la guardia no così che io lo ripeto proprio come segno di disprezzo e di intesa col mio compagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono seduto e tra me e il ragazzo c’è un uomo, più grande di noi, al quale parlo (non ricordo di cosa) ad un certo punto gli chiedo, se sopravvivrà, perché mi rendo conto che ci uccideranno tutti (ma non sono né spaventato né angosciato) di riferire che io &#8211; e&nbsp; mentre parlo lui mi conferma che è un sopravvissuto (strana contraddizione temporale me proprio così è andata: lui sapeva di essere &#8211;&nbsp; ma lo sarebbe stato in futuro – un sopravvissuto), non ho fatto … scoppio a piangere a dirotto, fatico a parlare, invoco forse il Buon Dio, che io non ho fatto (o partecipato) e piango piango per poi svegliarmi.”</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato un brutto sogno,anzi; lo ascrivo, a buon diritto, tra i sogni di incoraggiamento e approvazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Approfittando di questo sogno, oggi ho capito che le oscillazioni tra l’eccessiva modestia e l’altrettanto eccessiva arroganza non sono altro che le due pseudo alternative dell’asino di Buridano, con finale mortifero per il pensiero che vi consente coi risultati visibili da chiunque (non c’è dimensione intima delle catastrofi psichiche); quale strada imboccare ancora non mi è chiaro, tuttavia questa scoperta è importante anche perché permette di archiviare un sapere che è bene, comunque, conservare come memoria e paragone.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano anni che rimuginavo il dilemma di Adelchi sul far male o subirlo: Manzoni non è stato un buon maestro!</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sogno, che vede mattatore un amico di recente acquisizione, segue il precedente in cui la protagonista è una donna, una collega – Rossella: li ringrazio per queste occasioni che mi hanno involontariamente e senza saperlo offerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Differentissimi da me: di sinistra – esageratamente di sinistra – fumatori – lei amante dei cani, lui della musica rock e mi fermo qui; intendo sottolineare che con entrambi accade che le differenze non fanno obiezione, non mi viene da ritrarmi e chiudermi nella mia solitudine: pare iniziare un tempo in cui l’altro non è un avversario da “superare” ma un interlocutore con cui è possibile parlare senza necessità di avere sempre l’ultima parola e senza che debbano esserci vincitori e vinti; un discorso pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che succederà in futuro non so ma questo mi pare di poterlo citare come un caso di apertura all’idea di rapporto con un altro, novità di non poco conto e proprio di conti si tratta visto che, nel sogno, compaio come presidente di una banca – luogo per definizione (se ci fossero banche sane) di affari; sono certo che fino a poco tempo addietro mai mi sarei sognato in un simile ruolo, impensato che si affaccia …</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Modena, 5 maggio 2011</p>
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		<title>Onirica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 20:17:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri sciolti]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella]]></category>
		<category><![CDATA[sogno di incoraggiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l&#8217;attività onirica, questo sogno è del 21 aprile, anche se non sempre riesco a salvarne le tracce; stavolta sì e ne sono contento come sempre quando ricordo i sogni che rientrano in una nuova categoria, quella che io chiamo &#8220;sogni di incoraggiamento o di approvazione&#8221;. Nessuna pretesa scientifica ovviamente ma ogni volta che mi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/onirica/">Onirica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continua l&#8217;attività onirica, questo sogno è del 21 aprile, anche se non sempre riesco a salvarne le tracce; stavolta sì e ne sono contento come sempre quando ricordo i sogni che rientrano in una nuova categoria, quella che io chiamo &#8220;sogni di incoraggiamento o di approvazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna pretesa scientifica ovviamente ma ogni volta che mi sveglio dopo un sogno del genere ho la sensazione di avere avuto una sorta di incoraggiamento o plauso a qualche cosa che ho pensato; caratteristica frequente è anche l&#8217;aula o la folla presente quasi a ricordare che non esiste una dmensione privata ma tutto avviene sempre pubblicamente. Altra particolarità che voglio sottolineare è la presenza di una non meglio precisata ragazza che, svegliandomi, ho identificato, chissà perchè, con una collega che trovo particolarmente simpatica.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo vi è una stranezza perchè la summenzionata collega mi è particolarmente simpatica nonostante abbia idee lontanissime dalle mie e la cosa mi stupisce perchè difficilmente riesco ad apprezzare così tanto chi ha un pensiero stridente col mio; apprezzo questa novità non da poco poi vedremo: come ogni nuovo evento o pensiero potrà essere giudicato solo dai frutti che ne verranno.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il sogno:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono ad uno sportello dell’INPS (?) in coda: penso di avere tra le mani il numero 17 (o il 7 o forse non ne avevo proprio); per un motivo che non ricordo devo prendere un altro che è forse il 63 (o 67) ma vedo che ci sono solo poche persone in coda così non devo fare una lunga attesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriva subito il mio turno e parlo con un’impiegata che poi esce dallo sportello e viene a parlarmi a parte (potrebbe essere la Rossella C.); è molto gentile.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sono al ristorante o in altro locale non meglio identificato e mi trovo, non so come né perché a parlare con l’impiegata e una sua collega ma non ricordo di cosa si parlasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla ragazza (?) portano una salsa (?) da mangiare, che è di colore verde: a lei non piace così la offre spiegando&nbsp; che non è una cosa alcolica ma credo nessuno la accetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Treno (?) per Roma; mentre ci vado (ho finito presto quel che dovevo fare, non ricordo cosa)penso che potrei visitare una basilica (San Pietro o San Giovanni) ma poi, non so perché, decido di proseguire e percorro una via con dei portici dove c’è l’ingresso di una chiesa e dei dipinti; poi mi trovo ad aspettare in un giardino o parco pubblico dove mi siedo su una panca? Asse di legno forse rotta poi si avvicina un uomo con un bambino piccolo che corre e gioca e allora io mi sposto per farlo sedere e mi posiziono in maniera tale da creare equilibrio sulla panca altrimenti sarebbe troppo sbilanciata e lui starebbe in basso (non sono sicuro perché logica vorrebbe che stesse in alto).</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche parte si parla di un pittore (forse Mattia Preti? Mah) che avrebbe dipinto in due posti diversi ed io li azzecco …</p>
<p style="text-align: justify;">Sono all’università, c’è l’appello di ? e io sono il prossimo; mi avvicino al professore che ha una lista ed il mio nome è appunto il prossimo, io vorrei fare un cambio ma non è possibile (ieri ho provato a chiedere un cambio per il riposo di oggi ma mi è stato rifiutato: ricordo di questo?) ed il professore mi dice qualcosa del tipo: il primo quarto d’ora serve per raccogliere la roba e presentarsi.</p>
<p>Chiedo se l’esame è scritto e mi confermano poi chiedo di cosa si tratti perché non ne ho un’idea.</p>
<p>È&nbsp; un’idea folle quella di dare un esame senza manco sapere di che si tratta …</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà l’esame è orale ed è davanti ad una platea molto grande: il professore mi fa una domanda a cui non so rispondere (di linguistica o di logica credo) ma gli astanti mi aiutano suggerendomi (c’è un uomo in particolare che forse è uno di quelli dell’INPS) coi gesti ma io non capisco, comunque mi dicono che si parla di connessioni ? si tratta di spigoli ? poi invece mi interroga una ragazza che parla di droga. Io mi allontano un attimo per dire che faremo un arresto importante e che la giornata andrà bene comunque: o supero l’esame o faccio un arresto, ma è una battuta (mi rivolgo alla ragazza dell’INPS, la forse Rossella)</p>
<p style="text-align: justify;">Poi qualcuno mi dice che il ragazzo che mi aiutava suggerendomi&nbsp; si è allontanato perché gli stavano rubando la macchina … comunque spiego loro che non c’è soluzione possibile alla droga se non la psicoanalisi, e lo ribadisco con qualcuno, un uomo, che ho al mio fianco; più che un’aula universitaria sembra, non so, un luogo molto grande di incontro tra giovani</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare l’esame il tipo dell’INPS mi dice che lui potrebbe chiedermi di quel pittore che è una cosa che io conosco sicuramente …</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno torna a chiedermi di quei connettori logici e io parlo di qualcosa, abbozzo comunque non sto zitto … non so poi come sia andato l’esame ma non credo male&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Modena, 29 aprile 2011</p>
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