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	<title>pittore Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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		<title>Joaquin Sorolla pittore di luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 14:01:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Joaquin Sorolla y Bastida è un pittore spagnolo che conoscevo ed apprezzavo da tempo: ne avevo visto alcune opere in occasione di una delle visite nell&#8217;amata Spagna, a Barcellona (ricordo che in quell&#8217;occasione venni intervistato da un giovane e cortese addetto a non ricordo bene cosa.Ne ho, successivamente, apprezzato le opere esposte al museo del [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joaquin Sorolla y Bastida</strong> è un pittore spagnolo che conoscevo ed apprezzavo da tempo: ne avevo visto alcune opere in occasione di una delle visite nell&#8217;amata Spagna, a Barcellona (ricordo che in quell&#8217;occasione venni intervistato da un giovane e cortese addetto a non ricordo bene cosa.<br />Ne ho, successivamente, apprezzato le opere esposte al museo del Prado, uno dei tanti scrigni di capolavori che la martoriata e decadente Europa custodisce.<br />Le definizioni sono sempre limitazioni quindi definire Sorolla <strong>un impressionista</strong> è probabilmente limitativo (non per la mia abissale ignoranza) ma altrettanto azzeccata: l&#8217;attenzione alla luce, alla sua mutevolezza è spasmodica; Sorolla sembra dover agire con <strong>estrema urgenza</strong> per cogliere tutti gli effetti che i raggi del sole producono sulle forme, quasi fosse <strong>un fotografo</strong> (i suoi inizi furono proprio nello studio di un fotografo, il futuro suocero).<br />La luce è la materia prima, che si declina sui corpi dei bambini nudi o con abiti bagnati, sdraiati nell&#8217;acqua, sulla riva del mare oppure sugli abiti bianchi di uomini e donne dell&#8217;alta società, della Belle Époque spagnola.<br />Le <strong>vele rattoppate</strong> grazie ad un allegro lavoro di gruppo sono un altro cimento per il pittore che ambiva al successo e voleva farsi notare sicuramente anche per il suo <strong>virtuosismo</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Tanto ambiva al successo che si dedicò anche a ritrarre soggetti o meglio rappresentare temi che andavano di moda ai tempi; in quest&#8217;ottica di realismo mi sono piaciute molto due opere, <strong>&#8220;La tratta delle bianche&#8221;</strong> in cui vengono ritratte 4 giovani ragazze, <strong>prostitute</strong>, accompagnate da un&#8217;anziana &#8220;badante&#8221;, durante un trasferimento in treno, in un vagone di ultima classe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra una rappresentazione da &#8220;I Malavoglia&#8221;, con i beni delle 4 povere sventurate accatastati su un lato, unico accompagnamento e sostegno del loro triste destino: non c&#8217;è alcuna luce di speranza, solo stanchezza e rassegnazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di analogo tenore, la tela dedicata a bambini sfortunati, vittime di varie malattie invalidanti, il titolo, in spagnolo è &#8220;<strong>Triste herencia</strong>&#8220;, &#8220;Triste eredità&#8221; per via delle credenze dell&#8217;epoca (quanto ci ha speculato sopra l&#8217;eugenetica &#8230;) che attribuiva le malformazioni o <strong>malattie dei figli alle colpe dei genitori</strong> (malformazioni derivanti dai vizi imperanti in quel momento: alcolismo, sifilide), secondo un modo di pensare antico come il mondo, basta andarsi a rileggere, tra i tanti passi, alcuni brani evangelici in proposito (ad esempio il cieco nato di Giovanni, capitolo 9).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio questa è l&#8217;ultima opera del <strong>periodo del realismo sociale</strong>, dopo di che Sorolla si dedicherà a personaggi vincenti o a rappresentazioni in cui la fa da padrone la luce, senza altra preoccupazione che la resa pittorica delle situazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto gustose, piacevoli, le tele di Sorolla: bambini nudi o seminudi, i cui corpi morbidamente abbandonati sulla sabbia sono cullati dalle onde del mare, in giochi di luci che mettono in evidenza il virtuosismo del maestro; in eguale maniera, i <strong>ricchi borghesi</strong> che frequentano le spiagge importanti come <strong>Biarritz</strong> o quelle meridionali del Mediterraneo, con gli abiti bianchi, vistosi cappelli, e ombrelloni, si prestano a rappresentazioni &#8220;impressionistiche&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sotto la tenda</em>, sulla <em>spiaggia di</em> <em>Zarautz</em></strong> oppure <em><strong>Pomeriggio sulla spiaggia a Valencia</strong></em> ne è uno degli esempi esposti in mostra ma sono tante le opere di questo genere, Sorolla è stato pittore più che prolifico, tutte ugualmente piacevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è la luce la regina incontrastata di ogni rappresentazione e questo &#8220;chiodo fisso&#8221; viene declinato nei paesaggi o nei monumenti, le splendide tele dedicate <strong>all&#8217;Alcázar di Siviglia</strong> ad esempio, o il panorama di Toledo; non meno belli i ritratti, ad esempio il <em><strong>Ritratto di Louis Comfort Tiffany</strong></em>, che mi hanno richiamato ad un paragone col nostro <strong>Giovanni Boldini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed in effetti, iniziando la visita, sin da subito mi si è presentata l&#8217;associazione tra Joaquin Sorolla e Giovanni Boldini; nella loro diversità, pur notevole, si trovano dei tratti comuni, l&#8217;epoca (sono nati a 20 circa di differenza) ed il gusto erano i medesimi, entrambi sono stati i cantori di un momento storico particolarissimo, quasi l&#8217;istante prima del baratro (la Grande Guerra), con occhio acuto e pennello veloce, fotografi con la tela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di ciascuno ho la medesima impressione: brillanti ritrattisti di &#8220;belle situazioni&#8221;, di momenti piacevoli, come una coppa di champagne, che si gusta con estremo piacere, lascia un gradevole ricordo, invita a ripetere l&#8217;esperienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Milano, 22 maggio 2022 VI domenica del Tempo di Pasqua e memoria di santa Rita da Cascia</p>
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		<title>Boldini a Palazzo Albergati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 17:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Boldini è uno straordinario pittore, questo è risaputo. Mi è sempre piaciuto per la capacità di rappresentare le donne, in particolare dell&#8217;alta borghesia e della nobiltà, di un periodo storico che è stato densissimo di implicazioni per il tempo avvenire. Potremmo definire Boldini uno dei cantori della Belle Époque, un&#8217;epoca che viene tradizionalmente &#8220;racchiusa&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Giovanni Boldini è uno straordinario pittore, questo è risaputo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è sempre piaciuto per la capacità di rappresentare le donne, in particolare dell&#8217;alta borghesia e della nobiltà, di un periodo storico che è stato densissimo di implicazioni per il tempo avvenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potremmo definire Boldini uno dei cantori della Belle Époque, un&#8217;epoca che viene tradizionalmente &#8220;racchiusa&#8221; dalla sconfitta francese a Sedan del 1870 e dallo scoppio delle Prima Guerra Mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo periodo sono stati scritti fiumi d&#8217;inchiostro e non sarò certo io a introdurre novità storiografiche, l&#8217;ho citato solo per inquadrare il periodo di massimo splendore del nostro protagonista, il ferrarese Giovanni Boldini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fisicamente era un tappo, ma forse non così tanto tappo per l&#8217;epoca, sebbene la statura richiesta per il militare fosse di ben 155 cm e questo fu una fortuna perché venne esentato dal servizio militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda fortuna fu l&#8217;eredità di uno zio, che gli permise di lasciare la troppo sonnacchiosa Ferrara per Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terza fortuna fu l&#8217;intelligenza di saper ereditare, cioè di saper ricevere da altri e fare proprio il materiale ricevuto: l&#8217;abilità tecnica del padre, il gusto e l&#8217;eleganza dalla nonna (Beatrice Federzoni sposata con un uomo decisamente più giovane di lei)  e dal nonno acquisito, abile ebanista ed i denari dallo zio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uomo dotato di cervello, il Nostro, da Firenze finisce prima a Londra e, quindi, a Parigi ed è qui che brillerà come non mai la sua stella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i bellissimi ritratti maschili, tra i quali il mio compaesano Giuseppe Verdi, Boldini lo definirei il cantore delle donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è in voga la vulgata secondo la quale le donne sono sempre state sottomesse, sfruttate, prive di diritti; se vi è del vero, è anche innegabile che, in quel periodo storico chiamato Belle Époque, le donne &#8211; ovviamente quelle potenti &#8211; godevano di una libertà davvero inusitata rispetto ad altre epoche storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<p class="wp-block-paragraph">Le aristocratiche o alto borghesi di Boldini sono dame ben consapevoli del proprio potere (di seduzione ma non solo) e sanno esercitarlo, oppure sanno celare le loro difficoltà dietro gli schermi dell&#8217;eleganza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po&#8217; come le aristocratiche del Settecento, prima dell&#8217;ondata moralizzatrice scaturita dal pensiero di Rousseau e dall&#8217;azione dei giacobini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società borghese che solo qualche decennio prima costringeva a morire di tisi la sventurata <strong>Violetta Valéry</strong> sembra vedere crollare il proprio perbenismo di fronte alla voluttà della Bella Otero, contesa dai galletti delle famiglie coronate di mezza Europa e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella realtà il perbenismo non viene messo in discussione, la società borghese non può permetterselo, troppo preoccupata della conservazione e trasmissione dei patrimoni accumulati, tuttavia a una sparuta élite di privilegiati viene permesso di vivere in una sorta di extraterritorialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boldini vive appieno quest&#8217;epoca e la rappresenta magistralmente: nei suoi ritratti regnano il movimento, siamo nel pieno delle &#8220;magnifiche sorti e progressive&#8221; ed il progresso (che è per definizione movimento) sembra inarrestabile, come la luce &#8211; e non a caso Parigi è la Ville Lumière; trovo conferma da un saggio del catalogo che le pennellate di Boldini anticipano le &#8220;smanie&#8221; per il movimento e la velocità dei futuristi, l&#8217;avevo pensato anch&#8217;io, perché dalle opere del ferrarese traspare una sorta di fremito molto simile alle vibrazioni futuriste anche se privo della carica rivoluzionaria, eversiva di questi ultimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggendo sempre il bel catalogo, emerge anche la figura di un Boldini arrivista, spasmodicamente teso ad ottenere riconoscimento sociale con annessi e connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua arte decadrebbe ad eccellente abilità cronachistica, la descrizione di una sfolgorante bellezza, proprio come quella della capitale parigina, ma anche di una celata inquietudine che mi fanno pensare alla schiuma di una bottiglia di champagne: coreografica, inebriante ma effimera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può darsi che Boldini non sia classificabile tra gli immortali ma è anche vero che questo genere di classificazione è frutto di un giudizio normalmente malevolo: lo champagne sarà pure effimero ma si sorseggia con piacere e ne permane il ricordo di gradevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come le opere di Boldini</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bologna 7 novembre 2021 memoria di San Vincenzo Grossi<em>, sacerdote</em></p>


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