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	<title>Borgo Val di Taro Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>Borgo Val di Taro Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Estate (e non solo) orribile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 16:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avevo raccontato la mia avventura ospedaliera in quel di Borgo Val di Taro, dell&#8217;intervento chirurgico cui mi sono sottoposto il 7 di luglio. Da quella data è iniziata una serie di difficoltà e problemi che stanno mettendo a dura prova le mie scarse capacità di resistenza. Non vi svelerò dove ma una delle vene sottoposte [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Avevo raccontato la mia avventura ospedaliera in quel di <strong>Borgo Val di Taro</strong>, dell&#8217;intervento chirurgico cui mi sono sottoposto il 7 di luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quella data è iniziata una serie di difficoltà e problemi che stanno mettendo a dura prova le mie scarse capacità di resistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vi svelerò dove ma una delle vene sottoposte all&#8217;intervento si è trombizzata, il che ha provocato un certo dolore, a dir poco antipatico; sono stato indirizzato alla <strong>casa della salute</strong> di <strong>Fornovo</strong> dove un cortese dottore (che in realtà si aspettava una donna, evidentemente non devo avere fatto grande impressione sul mio chirurgo se, appunto, ha scritto al collega che si sarebbe presentata una donna) mi ha forato la vena e l&#8217;ha premuta tra due dita, manovra rivelatasi efficace ma, al momento, poco entusiasmante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, tuttavia non era quello, ma la mia <strong>povera vescica</strong> come avrei scoperto di lì a breve; sì perché gli <strong>antidolorifici</strong> attutivano la percezione dei problemi ma non potevano risolverli  ed intanto si arrivava in quel di agosto, mese da me sempre poco amato perché tutto si blocca  ed anche i rapporti umani paiono sfilacciarsi sotto il peso delle ferie di massa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il mio <strong>urologo</strong> di fiducia era in ferie, tutto sembrava complottare contro una rapida soluzione ed intanto trascinavo le mie notti da incubo, trascorse pressoché insonni, da quel fatidico 7 luglio: non sono riuscito a dormire più di un&#8217;ora e mezzo continuativamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornato il mio urologo, mi visita il 5 agosto e mi prescrive immediatamente e senza possibilità di discussioni l&#8217;inserimento di un <strong>catetere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apro un inciso: il mio medico di famiglia mi aveva prescritto con urgenza breve una <strong>ecografia</strong> addominale &#8211; da effettuare in teoria entro 8 giorni: ho chiamato per prenotare, se non ricordo male, il 27luglio e mi è stata fissata per il 31 agosto; la sanità emiliano romagnola sarà anche di eccellenza ma se paghi e vai da un privato è meglio (anche se non si può dire).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non divaghiamo né polemizziamo: il 4 agosto mi inseriscono il catetere: la previsione è dei tenerlo fino al 9 e così accade, sennonché mi tornano velocemente dolori e problemi di prima (tra cui le notti insonni tra letto e bagno) e devo bermi l&#8217;amaro calice di un nuovo inserimento anche per via di una certa febbricola, molto spossante anche se non ha mai superato i 38°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non che avessi particolari progetti per <strong>ferragosto</strong> ma la febbre, il catetere e l&#8217;antibiotico distruggono quel poco di vita sociale che ancora restava (cioè il posto di lavoro); l&#8217;antibiotico sembra fare effetto, sembra &#8230; perché la febbre mi ritorna e con essa disturbi gastrointestinali: la mattina di ferragosto è dedicata alla guardia medica che rileva una <strong>gastroenterite</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro antibiotico e passa la paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è finita qui: c&#8217;è in previsione l&#8217;intervento (risolutivo, ma non ci credo più) perché, come mi dice il dottore, &#8220;avanti così non si può andare&#8221;; immaginate quando, siamo al 22 agosto, ricevo una chiamata, il numero è del mio specialista per cui penso subito e soltanto ad una cosa: &#8220;mi dirà il giorno dell&#8217;intervento&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovvio che no: la notizia è ben diversa; a causa di un disguido sono sì in lista d&#8217;attesa per l&#8217;intervento ma non per la visita anestesiologica, il che comporta il <strong>rinvio</strong> al mese di ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre precisare che fino ad allora è necessario portare l&#8217;odioso ammennicolo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia mi pietrifica, un autentico fulmine a ciel sereno, e mi intristisce non poco ma alternative non ce ne sono e quindi, nonostante gli incitamenti di alcuni amici (&#8220;sei grande e grosso, fatti valere, telefona e fai la voce grossa&#8221; oppure &#8220;insisti, fai pressione, rompigli le scatole, devono trovati una soluzione&#8221;), mi rassegno sperando che la serie di eventi infausti sia terminata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pia illusione perché il mattino del 24, al lavoro, mi ritrovo con una strana sensazione, che mi rimanda ad un episodio della giovinezza (mi sono sentito un po&#8217; Proust, anche se privo di <strong>madeleine</strong>): inizio inspiegabilmente ad avere freddo e a tremare, saltando, letteralmente, sulla sedia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avendo al seguito una bustina di antidolorifico (ormai non me ne separo più) mi impressiono quando prendo in mano il bicchierino per berlo: la mano trema quasi al punto da farmi versare il contenuto del bicchiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi era successo di tremare così tanti anni fa, avrò avuto tra i 12 e i 14 anni, non ricordo con precisione: una notte, all&#8217;improvviso ho iniziato a tremare tanto da <strong>saltare sul letto</strong>; ad ogni tentativo di porre fine a quelle vibrazioni che squassavano impietose il <strong>mio esile corpo</strong> di giovane in età puberale (mi chiamavano <strong>Biafra</strong> ai tempi, perché mi si potevano contare le costole a vista) mi capitava di sentire una fitta a sinistra, nell&#8217;addome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al mattino venne chiamato il <strong>medico di famiglia</strong> di allora, il <strong>dottor Giuliano Ferrari</strong> di cara memoria (tanto bravo quanto fascistone e altrettanto dedito ai suoi pazienti, anche i meno abbienti e di sicura fede politica opposta alla sua com&#8217;era la mia famiglia), che arrivò subito (ci pensate oggi a una cosa così?) a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu il &#8220;<strong>segno di Blumberg</strong>&#8221; a svelargli l&#8217;arcano (chissà i complottisti a che stanno rimuginando ma, in effetti, tale manovra è roba da iniziati &#8211; iniziati all&#8217;are medica), il verdetto chiaro da subito: <strong>appendicite</strong> grave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordo che venne chiamata l&#8217;ambulanza, il passaggio in barella in ospedale e l&#8217;ingresso nella sala operatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu il primo intervento chirurgico della mia vita, tralasciando la <strong>tonsillectomia</strong> che allora era praticamente una prassi come il vaccino contro il vaiolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identica sensazione, dicevo: saltare come un capretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segue, poi la febbre che, nel pomeriggio, arriverà a 39.4° e delle improvvise crisi di bruciore addominale che adesso so cosa augurare a chi mi farà arrabbiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esito è presto detto: <strong>cistite</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo antibiotico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto questo meriterebbe un capitolo a parte mia mamma, ma meglio lasciar correre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la mia estate e così si prospetta il prossimo autunno: è vero che tutto concorre al bene e che ci sono molte persone messe peggio di me ma, insomma, sono un po&#8217; stanco, tutto qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 26 agosto, memoria di sant&#8217;Alessandro martire</p>
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		<title>A Borgo Val di Taro, non in vacanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 17:32:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Borgo Val di Taro, chiamata sinteticamente Borgotaro, è stata la mia meta estiva di questa torrida e arida estate 2022: una prima volta il 24 giugno, per la visita pre ricovero ed una seconda il 7 luglio, alle 7 per tampone, ricovero ed intervento. Il primo impatto è stato spiacevole, senza motivo ma mi sembrava [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Borgo Val di Taro, chiamata sinteticamente Borgotaro, è stata la mia meta estiva di questa torrida e arida estate 2022: una prima volta il 24 giugno, per la visita pre ricovero ed una seconda il 7 luglio, alle 7 per tampone, ricovero ed intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo impatto è stato spiacevole, senza motivo ma mi sembrava di essere in un posto un po&#8217; &#8220;rimediato&#8221;, di second&#8217;ordine, probabilmente a causa dei lavori in corso e di una sala d&#8217;attesa forse un po&#8217; provvisoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bello delle impressioni è che possono essere modificate: a partire dal colloquio con l&#8217;anestesista alle fasi del ricovero (a parte la lunga, un po&#8217; sconfortante attesa, col timore di scoprirmi positivo ed essere ricacciato in isolamento con ignominia) tutto si è svolto bene, con personale sempre molto cortese e disponibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unico desiderio non realizzato è stato quello di avere un cuscino in più (a casa dormo con ben 4 cuscini) ma pazienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stanza, molto ampia, l&#8217;ho condivisa con un quasi arzillo vecchietto che quando parlava capivo un decimo e con un giovane originario di non so quale paese, cui ho dato una mano in alcuni momenti di difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Clima, quindi, tranquillo (ricordo ancora come un incubo la stanza condivisa con un ragazzo che teneva accesa la tv ininterrottamente per circa 18 ore) anche se poco colloquiale, ma ne ho approfittato per finire un ponderoso volume suggeritomi dall&#8217;amico Gabriele Trivelloni che, per la prima volta da quando lo conosco, mi ha mal consigliato (ma ingannato da recensioni poco chiare); credo che al libro dedicherò un post a parte, ma vedremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle 13:45, mentre ero intento in ameni conversari su una patente inglese con l&#8217;amico Nicola Villa (che ho congedato frettolosamente), sono arrivati a prendermi per condurmi in sala operatoria; ci sono andato tranquillo, senza particolari preoccupazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tranquillità trasmessami anche da tutto il personale della sala, squisitamente accogliente e gentile; l&#8217;anestesista ho scoperto che era amica del compianto mio carissimo amico Federico Buzzi, il che mi ha tranquillizzato ancora di più perché avevo una certezza ulteriore, che sarei stato in ottime mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche difficoltà a trovare l&#8217;anfratto giusto per anestetizzarmi la parte inferiore del corpo e via&#8230; con le braccia spalancate mi sentivo molto Gesù in croce (mi perdoni il Signore per il quasi blasfemo paragone), poi mi hanno posizionato in modo che preferisco non descrivervi per salvaguardare la mia dignità, ed è iniziata l&#8217;opera di risistemazione di certe vene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come nei telefilm, l&#8217;equipe parlava dei fatti propri, il che è stato molto tranquillizzante ed istruttivo; dopo 26 minuti l&#8217;intervento era concluso e sono tornato in stanza, per cedere il posto al giovane straniero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha richiamato Nicola per questioni di Codice della strada e la giornata è scivolata tranquillamente verso la sera e l&#8217;agognata cena: minestrina e purè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notte è stata dura poiché mi è stato impossibile riuscire a dormire salvo per un paio d&#8217;ore, direi tra le 4 e le 6, ma non posso lamentarmi visto che sono riuscito ad evitare l&#8217;utilizzo del catetere, di cui avevo particolarmente timore, sfortuna cui è andato incontro il mio compagno di camera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il medico mi ha, però, dato una buona notizia: visto il decorso mi avrebbe dimesso in mattinata e così è stato; verso le 10:30 di venerdì ho ripreso il cammino verso casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La colazione era stata un bicchiere di te (che notoriamente non bevo mai) e due fette biscottate (che non mangio mai); lasciate le fette sul tavolo, avevo un certo appetito, così mi sono fermato in una stazione di servizio sull&#8217;autostrada e mi sono concesso una brioche con crema di pistacchio ed un cappuccino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivato a casa, ho informato dell&#8217;evento gli ignari parenti: avevo tenuto, come da mio costume, tutti all&#8217;oscuro; mi sono mangiato un mezzo melone ed ho iniziato la convalescenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sta andando come speravo perché il dolore è significativo e persistente, nonostante gli antidolorifici ma è anche vero che siamo soltanto al secondo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni non mi permettono di andare a Messa per cui assisto online dalla Parrocchia San Michele Arcangelo di Tivoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso anche questa è fatta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringrazio di cuore tutto il personale medico, infermieristico e sanitario dell&#8217;Ospedale di Borgo Val di Taro, Unità Operativa Complessa Chirurgia, che mi ha amorevolmente assistito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 9 luglio 2022 memoria di Santa Veronica Giuliani, vergine e delle Beate Melania Marianna Maddalena de Guilhermier e Marianna Margherita degli Angeli de Rocher, m<em>artiri orsoline di Orange</em></p>
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