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	<title>U-bahn Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>U-bahn Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Berlino, l&#8217;eredità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 16:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commenti di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio a Berlino e dintorni è stato molto piacevole; mi sono ritrovato un po&#8217; a casa. Il mio ospite è stato cortesissimo &#8220;costringendomi&#8221; a parlare inglese con risultati tragicomici per la povera lingua di Shakespeare; quel che mi è piaciuto meno è stato l&#8217;unico riferimento alla politica italiana: il buon Mirko mi ha parlato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il viaggio a Berlino e dintorni è stato molto piacevole; mi sono ritrovato un po&#8217; a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio ospite è stato cortesissimo &#8220;costringendomi&#8221; a parlare inglese con risultati tragicomici per la povera lingua di Shakespeare; quel che mi è piaciuto meno è stato l&#8217;unico riferimento alla politica italiana: il buon Mirko mi ha parlato di Berlusconi, chiedendomi un giudizio e mettendomi a disagio; mi sono salvato dichiarandogli la mia aspirazione ad un nuovo Sacro Romano Impero &nbsp;a guida austriaca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho chiesto, invece, come abbia vissuto a Berlino Est, ma mi ha riferito che, all&#8217;epoca, era piccolo e per lui, quindi, andava comunque bene; a scuola, mi diceva, gli hanno insegnato che la religione è un&#8217;invenzione dell&#8217;uomo per consolare i più deboli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho ritrovato quell&#8217;ordine e pulizia che tanto apprezzo; i tedeschi mi danno l&#8217;idea di un popolo industrioso senza troppi grilli per la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Come avevo notato la volta scorsa ci sono poche scale mobili all&#8217;interno della U-Bahn, i tedeschi camminano e fanno scale in quantità; mi veniva da paragonare la città con Milano: Berlino sembra più &#8220;arretrata&#8221; tecnologicamente o almeno meno ricca, ma molto più concretamente efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfetti, dunque i tedeschi? ovvia la risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è nessun paradiso in terra, anzi; il buon Mirko sosteneva che aumenterà. alle prossime elezioni, la destra più estrema perchè Frau Merkel non sarebbe in grado di gestire l&#8217;ondata migratoria che ci sta bussando alle porte; a suo dire non vi sarebbe alcun progetto alle spalle e questo è malvisto dai tedeschi che cominciano a mostrare segni di insofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi diceva, ancora, che anche lì la crisi si nota, indicandomi come segnale l&#8217;avere visto, in un giorno, ben tre mendicanti di origine tedesca; in effetti li avevo notati anch&#8217;io come ho avuto modo di assistere, anche stavolta, alla &#8220;perlustrazione&#8221; dei bidoni dei rifiuti, nelle stazioni della S-Bahn, ad opera di uomini muniti di mini pile a led, per meglio vedere all&#8217;interno; quasi ombre, un paio di uomini, non particolarmente malmessi, hanno meticolosamente, eppur velocemente, illuminato e ispezionato tutti i bidoncini presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal mio ospite ho avuto anche note di colore ovvero pettegolezzi: a suo&nbsp;<span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="Marsch Friedrich des Grossen">Friedrich des Grossen, ovvero il mitico Federico II il Grande, costruttore di Sanssouci, era gay e visse separato dalla moglie per tutta la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ignoro i reali gusti sessuali dell&#8217;ottimo Federico ma non posso non ascriverlo tra i miei sovrani prediletti: risulta, infatti, che fosse così ghiotto di ciliegie da spendere cifre importanti anche per acquistarne una soltanto; un uomo così intelligente non poteva che avere gusti raffinatissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale patrimonio mi porto a casa da Berlino?</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza di una città che, almeno per le zone che ho visto io, è godibile da chiunque, senza problemi di sicurezza, senza sporcizia e disordine; mi sono mosso a mio agio il che non è poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Come spesso mi accade in vacanza (sembra incredibile ma è così) ho saltato il pranzo (salvo una volta sola, in cui mi sono concesso un ottimo currywurst); ho rimediato la sera, cenando sempre nello stesso ristorante, consigliatomi dal mio ospite: Opatija è il nome; gestito da una famiglia croata in Müllerstraße 70.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho trovato un ottimo rapporto qualità prezzo per cui ci sono tornato ogni sera; l&#8217;ultima mi è stato offerto anche un dolce tipico croato, molto simile alle nostre castagnole di carnevale. Il giovane addetto alla sala conosceva qualche parola d&#8217;italiano (all&#8217;inizio pensava che fossi un inglese ma si è ricreduto velocemente) e mi ha spiegato di avere trascorso qualche mese da noi, in un paese del meridione che non ricordo esattamente; alla mia domanda se fosse stato meglio in Italia o a Berlino, la risposta è stata immediata: &#8220;qui, a Berlino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La visita a <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/sachsenhausen-e-altro.html" target="_blank" rel="noopener">Sachsenhausen</a>&nbsp;è stata particolarmente interessante perchè è da tempo che, grazie alle sollecitazioni dell&#8217;amico Gabriele Trivelloni e alle opere di George L. Mosse, sto indagando e meditando quello che è stato il sorgere &#8220;politico&#8221;&nbsp;della massa, coi suoi corollari di nazionalismo e razzismo.</p>
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<p style="text-align: justify;">Mi hanno particolarmente interessato le foto dei vari gerarchi nazisti, non tanto o non solo quelli famosi quali Himmler o Goebbels, ma quelli meno noti, che hanno comandato un campo di concentramento oppure un qualche gruppo speciale, tipo&nbsp;<i>Einsatzgruppe.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Visi spesso di gente comune, alcuni non privi di una certa bellezza che sembrano stridere con le biografie; nessuno di questi, secondo i canoni di Lombroso, l&#8217;avrei categorizzato tra i criminali, eppure lo sono stati.</p>
<p style="text-align: justify;">Medici che, in barba al giuramento di Ippocrate, ne hanno combinato di tutti i colori, sedicenti scienziati, intellettuali, giovani: è ovvio che sarebbe assurdo sostenere che tutti i tedeschi furono nazisti ma temo sia vero che molti, moltissimi, vi abbiano aderito.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi interessa capir meglio perché hanno compiuto quella scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo pensando che a Berlino tornerei domani ed in effetti qualcosa di me ho lasciato: i miei occhiali da vista (che una successiva visita oculistica, dei primi di ottobre, mi dirà di abbandonare) credo siano finiti tra gli oggetti smarriti dell&#8217;aeroporto di Schönefeld visto che penso di averli dimenticati su una sedia del gate 15.</p>
<p style="text-align: justify;">Aeroporto che mi ha visto protagonista dell&#8217;ultima figuraccia linguistica della vacanza: andato al bar per far colazione, ho provato a chiedere di cosa fosse ripiena una certa brioche, ricevendone in risposta: &#8220;parliamo italiano, è meglio&#8221;. L&#8217;addetta mi ha spiegato di conoscere 5 lingue (e che ci fa a fare la cameriera in aeroporto?).</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio inglese è veramente terrificante, ma non mi ha impedito di godermi un&#8217;ottima vacanza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>terzo giorno a Berlino: Reichstag  e molto di più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 17:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commenti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Ultimo di permanenza. Dedico la mattinata alla Gemäldegalerie che non si trova nell&#8217;isola dei musei, ma nel Kulturforum, di cui non riuscivo a trovare indicazioni. Giunto in Potsdamer Platz e non riuscendo ad orientarmi (che strano vero?) accalappio un giovane teutonico alto come me, biondo e con tanti capelli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E fu sera e fu mattina: terzo giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo di permanenza. Dedico la mattinata alla <b>Gemäldegalerie </b>che non si trova nell&#8217;isola dei musei, ma nel <strong>Kulturforum</strong>, di cui non riuscivo a trovare indicazioni. Giunto in Potsdamer Platz e non riuscendo ad orientarmi (che strano vero?) accalappio un giovane teutonico alto come me, biondo e con tanti capelli che ha commesso l&#8217;inconsapevole errore di parcheggiare la bicicletta nei pressi del mio girovagare. Il giovanotto ha una vaga idea ed allora estrae il telefonino e consulta la mappa per darmi più precise e preziosissime informazioni, ulteriore conferma della cortesia che contraddistingue i biondi compaesani europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi avvio di buon passo arrivando per secondo nei pressi del museo (un asiatico mi aveva preceduto nel visionare gli orari) che apre alle 10.00; essendo in anticipo e vedendo nei pressi una chiesa provo anche lì, senza successo, tutto è chiuso fino alle 10.00 esatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il museo è straordinario come i precedenti: ciascuno di quelli che ho visitato meriterebbe da solo il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sono raccolti tali e tanti capolavori da trasformare la visita in un viaggio nel tempo. Ogni museo, in fondo, permette un&#8217;esperienza di questo genere: nel giro di pochi istanti si può passare tra secoli anche tra loro distanti, avanzare o indietreggiare nel tempo e nelle relative mode, come si usa dire oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">La fanno da padrini le opere italiane, tedesche, olandesi e fiamminghe dal XIII al XVII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne parlerò a parte; uscito dalla <b>Gemäldegalerie </b>mi dedico al  <strong>Kupferstichkabinett</strong> ov&#8217;è in corso un&#8217;esposizione dedicata all&#8217;arte del bagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Uscito dal complesso museale torno alla chiesa, stavolta aperta e con ingresso libero: si tratta della Sankt Matthäuskirche: all&#8217;interno trovo un pneumatico appeso con incise in italiano alcune frasi dell&#8217;Ave Maria  (ma i protestanti non considerano poco la Madonna?) ed una Via Crucis digitalizzata in bianco e nero salvi alcuni punti in cui sono inseriti i loghi di alcuni brand famosissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi una scala che adduce ad una cripta, credo non più esistente, chiusa da una lastra di vetro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pie intenzioni di visitare altri musei si scontra con gli orari: alle 16.45 devo essere al <b>palazzo del Reichstag</b>  sede del Bundestag, il Parlamento tedesco, per la visita alla cupola che avevo prenotato da casa. Mi ci dirigo costeggiando il Tiergarten, chiuso e sorvegliato ad ogni accesso, in vista della maratona di Berlino; potrò entrarci soltanto da un accesso dove verificano il contenuto delle borse. Il tempo di scattare qualche foto, anche al <i><b>Sowjetisches Ehrenmal,  Memoriale per i soldati sovietici,</b></i> per poi scappare verso la meta.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è mia consuetudine m&#8217;ero scordato di stampare la conferma della prenotazione: preso dall&#8217;ansia attivo il roaming internazionale, ma nulla: la pagina di conferma non si apre; decido di tentare comunque: sbaglio il primo tentativo, mettendomi in una fila riservata a chi visiterà qualcosa che non so bene cosa sia; capito dove devo andare mi dirigo a capo chino dagli addetti, sperando nella loro comprensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevo drammatizzato inutilmente: è stato sufficiente dir loro orario e generalità ed eccomi presente nell&#8217;elenco che mi permette di accedere alla bellissima  e modernissima cupola del Reichstag.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi colpiscono i colori delle sedie dell&#8217;assemblea, di un bel fucsia violetto, un colore molto primaverile, intenso e assolutamente poco austero rispetto al luogo in cui ci troviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la visita al Reichstag mi dirigo verso Charlottenburg per vedere, almeno dall&#8217;esterno, il Castello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci arrivo che sono ormai le 18.00, tutto è chiuso ma almeno dall&#8217;esterno vedo una bella struttura anche se un lato è coperto da lavori di restauro.</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne torno in metropolitana salvo scoprire che nella tratta del ritorno c&#8217;è una chiusura per lavori; le indicazioni orientano verso gli autobus, che non vedo circolare così mi tocca farmi a piedi un bel tragitto lungo la Bismarkstrasse fino alla stazione Ernst Reuter Platz.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per l&#8217;ultima sera sono deciso a mangiare al ristorante, ma la ricerca sarà lunga e complicata: il primo ristorante l&#8217;avevo adocchiato al mattino in zona Potsdamer Platz: mi dicono che il locale è pieno ed alla mia proposta di mangiare fuori (ci sono un tot di tavolini) mi rispondono che fuori si beve soltanto o qualcosa del genere; il secondo che incontro scopro che è chiuso (anche se sono entrato e c&#8217;era gente che mangiava); il terzo c&#8217;è da aspettare almeno un&#8217;ora e mezza. Cerco allora un posticino che avevo visto al mattino all&#8217;interno della stazione della U-bahn: lo cerco inutilmente in tutta l&#8217;area di Potsdamer, senza successo anche perchè scoprirò poi che era alla fermata di Friedrichstrasse dove mi ero, nel frattempo, spostato.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui trovo il posto dove preparano fish and chips, ma ormai in chiusura; in piena crisi glicemica da digiuno (come sempre ho mangiato e bevuto alle otto del mattino) mi rassegno ad andare in un bel posto ad insegna &#8220;Berlin tapas&#8221;, convinto che almeno se non tedesco parlerò e mangerò spagnolo, che mi va comunque molto bene (scoprirò poi dalla ricevuta che fa parte del gruppo Maritim hotel, di cui segnalo la correttezza).</p>
<p style="text-align: justify;">Di spagnolo, in realtà, non trovo nulla: il cameriere con cui ho a che fare è molto giovane, formale, cortese e biondissimo, direi only original DOC crucco di Germania; la cameriera è una vichinga non meno d&#8217;origine controllata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ordino un currywurst ed una birra da mezzo litro; mi portano una birra da 300 ml che mi sparo in pochi istanti; quando arriva il currywurst con le patate ne chiedo una seconda ed allora si accorgono dell&#8217;errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato: mi divoro un ottimo ma davvero ottimo currywurst e pago soltanto la birra da mezzo litro; l&#8217;altra, mi spiegano, hanno sbagliato loro, quindi me la offrono: mitici!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi trascino infine verso casa dove arrivo talmente stanco che sbaglio per ben tre volte la direzione per giungere all&#8217;appartamento: preparo tutto per il mattino con un po&#8217; di tristezza perchè mi sono trovato davvero bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>[nggallery id=210]</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/16207/">terzo giorno a Berlino: Reichstag  e molto di più</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
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