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	<title>Sankt Matthäuskirche Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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		<title>terzo giorno a Berlino: Reichstag  e molto di più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 17:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commenti di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Ultimo di permanenza. Dedico la mattinata alla Gemäldegalerie che non si trova nell&#8217;isola dei musei, ma nel Kulturforum, di cui non riuscivo a trovare indicazioni. Giunto in Potsdamer Platz e non riuscendo ad orientarmi (che strano vero?) accalappio un giovane teutonico alto come me, biondo e con tanti capelli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E fu sera e fu mattina: terzo giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo di permanenza. Dedico la mattinata alla <b>Gemäldegalerie </b>che non si trova nell&#8217;isola dei musei, ma nel <strong>Kulturforum</strong>, di cui non riuscivo a trovare indicazioni. Giunto in Potsdamer Platz e non riuscendo ad orientarmi (che strano vero?) accalappio un giovane teutonico alto come me, biondo e con tanti capelli che ha commesso l&#8217;inconsapevole errore di parcheggiare la bicicletta nei pressi del mio girovagare. Il giovanotto ha una vaga idea ed allora estrae il telefonino e consulta la mappa per darmi più precise e preziosissime informazioni, ulteriore conferma della cortesia che contraddistingue i biondi compaesani europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi avvio di buon passo arrivando per secondo nei pressi del museo (un asiatico mi aveva preceduto nel visionare gli orari) che apre alle 10.00; essendo in anticipo e vedendo nei pressi una chiesa provo anche lì, senza successo, tutto è chiuso fino alle 10.00 esatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il museo è straordinario come i precedenti: ciascuno di quelli che ho visitato meriterebbe da solo il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sono raccolti tali e tanti capolavori da trasformare la visita in un viaggio nel tempo. Ogni museo, in fondo, permette un&#8217;esperienza di questo genere: nel giro di pochi istanti si può passare tra secoli anche tra loro distanti, avanzare o indietreggiare nel tempo e nelle relative mode, come si usa dire oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">La fanno da padrini le opere italiane, tedesche, olandesi e fiamminghe dal XIII al XVII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne parlerò a parte; uscito dalla <b>Gemäldegalerie </b>mi dedico al  <strong>Kupferstichkabinett</strong> ov&#8217;è in corso un&#8217;esposizione dedicata all&#8217;arte del bagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Uscito dal complesso museale torno alla chiesa, stavolta aperta e con ingresso libero: si tratta della Sankt Matthäuskirche: all&#8217;interno trovo un pneumatico appeso con incise in italiano alcune frasi dell&#8217;Ave Maria  (ma i protestanti non considerano poco la Madonna?) ed una Via Crucis digitalizzata in bianco e nero salvi alcuni punti in cui sono inseriti i loghi di alcuni brand famosissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi una scala che adduce ad una cripta, credo non più esistente, chiusa da una lastra di vetro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pie intenzioni di visitare altri musei si scontra con gli orari: alle 16.45 devo essere al <b>palazzo del Reichstag</b>  sede del Bundestag, il Parlamento tedesco, per la visita alla cupola che avevo prenotato da casa. Mi ci dirigo costeggiando il Tiergarten, chiuso e sorvegliato ad ogni accesso, in vista della maratona di Berlino; potrò entrarci soltanto da un accesso dove verificano il contenuto delle borse. Il tempo di scattare qualche foto, anche al <i><b>Sowjetisches Ehrenmal,  Memoriale per i soldati sovietici,</b></i> per poi scappare verso la meta.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è mia consuetudine m&#8217;ero scordato di stampare la conferma della prenotazione: preso dall&#8217;ansia attivo il roaming internazionale, ma nulla: la pagina di conferma non si apre; decido di tentare comunque: sbaglio il primo tentativo, mettendomi in una fila riservata a chi visiterà qualcosa che non so bene cosa sia; capito dove devo andare mi dirigo a capo chino dagli addetti, sperando nella loro comprensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevo drammatizzato inutilmente: è stato sufficiente dir loro orario e generalità ed eccomi presente nell&#8217;elenco che mi permette di accedere alla bellissima  e modernissima cupola del Reichstag.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi colpiscono i colori delle sedie dell&#8217;assemblea, di un bel fucsia violetto, un colore molto primaverile, intenso e assolutamente poco austero rispetto al luogo in cui ci troviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la visita al Reichstag mi dirigo verso Charlottenburg per vedere, almeno dall&#8217;esterno, il Castello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci arrivo che sono ormai le 18.00, tutto è chiuso ma almeno dall&#8217;esterno vedo una bella struttura anche se un lato è coperto da lavori di restauro.</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne torno in metropolitana salvo scoprire che nella tratta del ritorno c&#8217;è una chiusura per lavori; le indicazioni orientano verso gli autobus, che non vedo circolare così mi tocca farmi a piedi un bel tragitto lungo la Bismarkstrasse fino alla stazione Ernst Reuter Platz.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per l&#8217;ultima sera sono deciso a mangiare al ristorante, ma la ricerca sarà lunga e complicata: il primo ristorante l&#8217;avevo adocchiato al mattino in zona Potsdamer Platz: mi dicono che il locale è pieno ed alla mia proposta di mangiare fuori (ci sono un tot di tavolini) mi rispondono che fuori si beve soltanto o qualcosa del genere; il secondo che incontro scopro che è chiuso (anche se sono entrato e c&#8217;era gente che mangiava); il terzo c&#8217;è da aspettare almeno un&#8217;ora e mezza. Cerco allora un posticino che avevo visto al mattino all&#8217;interno della stazione della U-bahn: lo cerco inutilmente in tutta l&#8217;area di Potsdamer, senza successo anche perchè scoprirò poi che era alla fermata di Friedrichstrasse dove mi ero, nel frattempo, spostato.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui trovo il posto dove preparano fish and chips, ma ormai in chiusura; in piena crisi glicemica da digiuno (come sempre ho mangiato e bevuto alle otto del mattino) mi rassegno ad andare in un bel posto ad insegna &#8220;Berlin tapas&#8221;, convinto che almeno se non tedesco parlerò e mangerò spagnolo, che mi va comunque molto bene (scoprirò poi dalla ricevuta che fa parte del gruppo Maritim hotel, di cui segnalo la correttezza).</p>
<p style="text-align: justify;">Di spagnolo, in realtà, non trovo nulla: il cameriere con cui ho a che fare è molto giovane, formale, cortese e biondissimo, direi only original DOC crucco di Germania; la cameriera è una vichinga non meno d&#8217;origine controllata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ordino un currywurst ed una birra da mezzo litro; mi portano una birra da 300 ml che mi sparo in pochi istanti; quando arriva il currywurst con le patate ne chiedo una seconda ed allora si accorgono dell&#8217;errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato: mi divoro un ottimo ma davvero ottimo currywurst e pago soltanto la birra da mezzo litro; l&#8217;altra, mi spiegano, hanno sbagliato loro, quindi me la offrono: mitici!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi trascino infine verso casa dove arrivo talmente stanco che sbaglio per ben tre volte la direzione per giungere all&#8217;appartamento: preparo tutto per il mattino con un po&#8217; di tristezza perchè mi sono trovato davvero bene.</p>
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