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	<title>san Francesco d&#039;Assisi Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>san Francesco d&#039;Assisi Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>La visione dell&#8217;arte. Dante a Forlì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 15:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dante Alighieri celebrato a Forlì, presso i Musei di san Domenico, con la consueta mostra annuale, un appuntamento sempre gradevole. Ci sono andato in treno ed ho fatto una curiosa scoperta: il costo del biglietto tra Parma e Cesena + di 13 €, tra Parma e Forlì stessa cifra, tra Forlì e Cesena 2,10 €, [&#8230;]</p>
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<p>Dante Alighieri celebrato a Forlì, presso i Musei di san Domenico, con la consueta mostra annuale, un appuntamento sempre gradevole.</p>
<p>Ci sono andato in treno ed ho fatto una curiosa scoperta: il costo del biglietto tra Parma e Cesena + di 13 €, tra Parma e Forlì stessa cifra, tra Forlì e Cesena 2,10 €, chi ci capisce è bravo.</p>
<p>Ma lasciamo perdere le ferrovie.</p>
<p>Il 2021 vede un bell&#8217;ingorgo di centenari: da quel bicentenario fondamentale che è stato festeggiato il 5 maggio (morte di Napoleone), ai centenari della fondazione dei partiti comunista italiano, nazionale fascista e comunista cinese, ad altri due bicentenari di peso quali la nascita di due pezzi da 90 della cultura mondiale quali <strong>Fedor Dostoevskij</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>Charles Baudelaire.</strong></p>
<p>Insomma commemorazioni per tutti i gusti; tra questi spicca per la priorità temporale il settecentenario (parola orrenda) della nascita del Divina Poeta, Dante Alighieri.</p>
<p>Tantissime le iniziative che l&#8217;intera penisola gli ha dedicato o sta dedicando, tra queste una mostra ai Musei Civici di San Domanico in quel di Forlì.</p>
<p>Musei che frequento ormai abitualmente per la buona qualità delle mostre: anche in questo caso il mio apprezzamento è confermato con un solo piccolo neo che mi ha molto divertito.</p>
<p>Non è, quindi, un rimprovero &#8220;ufficiale&#8221; di quelli da far scandalizzare, ma un buffetto dato con simpatia, come aiuto per evitare analoghi scivoloni.</p>
<p>Ma veniamo al dunque: in molti, non so se tutti perché ho smesso di guardarli, dei pannelli esplicativi esposti vigeva grande confusione, come in prima alimentare, tra la terza persona indicativa del tempo presente del verbo essere, è, e la congiunzione più comune, e.&nbsp;</p>
<p>Per dirla più semplicemente: si sono mangiati numerosi, numerosissimi, accenti e senza alcun criterio, cioè sparsi qui è là come le margherite in un prato in primavera; ho avvisato un giovane e cortese addetto che mi ha confermato (per forza) le mancanze, la già avvenuta segnalazione e l&#8217;attesa di sistemazione.</p>
<p>Vero è che pochi giorni dopo la mia visita, in quel di Roma, è accaduto un fattaccio analogo, con la caduta della &#8220;g&#8221; dal nome di Carlo Azeglio Ciampi, defunto presidente di questa scalcinata repubblica, incidente preconizzato da altro illustre precedente quando avvenne, nella mia città natale, la non meno clamorosa sostituzione di z e v nell&#8217;appellativo di Federico II di Sve*ia.</p>
<p>Cose che capitano; chi non ricorda dal film Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone: &#8220;ci rivedremo a Filippo&#8221; &#8211; &#8220;a Filippi signor sindaco, a Filippi, non confondiamo la storia con la geografia&#8221;.</p>
<p>Ma <a href="https://youtu.be/ajmK7YiHIWk" target="_blank" rel="noopener">veniamo alla mostra</a>: parlare di Dante è impresa &#8220;da far tremar le vene e i polsi&#8221; per via dell&#8217;elevatissimo rischio di dire banalità, tanto più in chi naviga nella buia ignoranza.</p>
<p>A proposito del modo di dire &#8220;da far tremar le vene e i polsi&#8221; invito i curiosi a dare una letta alla pagina che l&#8217;Accademia della Crusca gli ha dedicato a questo link: https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/da-far-tremar-le-vene-e-i-polsi/276; sottolineo anche la conclusione del post che mi rammenta un esimio collega, tra i tanti che ho conosciuto, (l&#8217;ho soprannominato Vigil Gloriosus, scimmiottando Plauto) che, tra le altre virtù, ha quella di lanciarsi in opinabili citazioni latine sbagliandole e sbagliando pure l&#8217;autore cui attribuirle.</p>
<p>Mi tranquillizza il fatto che di Dante non si parla, nella mostra, ma solo delle sue fortune nell&#8217;ambito delle arti figurative: non è una mostra dedicata al divin poeta ma alle sue fortune nell&#8217;arte che sono state varie e numerose salvo un periodo d&#8217;oblio nel Settecento.</p>
<p>Come ogni figura importante, anche il nostro Dante ha subito interpretazioni tra loro del tutto confliggenti ed è stato utilizzato a piene mani da chi voleva, ad esempio, sostenerne l&#8217;ortodossia cattolica oppure attaccare il clericalismo ed il potere della chiesa stessa.</p>
<p>Sorte inevitabile per chi ha saputo creare un&#8217;opera che, comunque, contiene al proprio interno questioni filosofiche, politiche, morali, religiose e quant&#8217;altro venga in mente; credo che nulla o quasi sia sfuggito alla sua penna.</p>
<p>Oggi mi aspetto che venga messo al bando perché sicuramente politicamente scorretto, indiscutibilmente islamofobo e omofobo e, come Sua Maestà la Regina Elisabetta, la cui effigie è stata rimossa su petizione degli studenti del Magdalen College di Oxford &#8211; dove un tempo si educava la classe degli accademici inglesi &#8211; figura divisiva e non accogliente.</p>
<p>Divago ancora.</p>
<p>La mostra va visitata perché le opere esposte sono belle ed è un piacere stare a guardarle e questo basta e avanza.</p>
<p>Le opere più antiche sono straordinarie: di una bellezza folgorante, lasciano lo spettatore incantato a contemplare le schiere dei santi e degli angeli che fissano il Signore risorto o la Coronazione della Vergine.</p>
<p>Il profluvio di colori e l&#8217;oro splendente sembrano anticiparci quella che sarà la vita eterna, luce e colore; certo la fissità contemplativa dei tanti personaggi non è molto rassicurante ma è comprensibile che l&#8217;uomo non sia in grado di immaginare quel che sarà dopo la morte.</p>
<p>Tra le opere esposte alcune mi hanno risvegliato ricordi liceali; lasciando per ultimi quello più noto, il Conte Ugolino, ecco il &#8220;mitico&#8221; Guido da Montefeltro che mi è rimasto in memoria per la famosa contraddizione di cui pagherà tristemente le conseguenze:</p>
<p>&#8220;<span id="assolver_non_si_può_chi_non_si_pente" class="Citazione" title="Àncora: assolver non si può chi non si pente">assolver non si può chi non si pente,<br />né pentere e volere insieme puossi<br />per la contradizion che nol consente</span>&#8220;,</p>
<p>col diavolo beffardo più che mai che scippa, con un tempismo da thriller cinematografico, l&#8217;anima addirittura a quel pezzo da 90 che è san Francesco d&#8217;Assisi in persona.</p>
<p>Il Poverello d&#8217;Assisi viene zittito ancor prima che possa azzardare una difesa del perfido Guido dalle famosissime parole: &#8220;Forse / tu non pensavi ch’io löico fossi!&#8221; che mi rimandano a quelle, non meno famose «&#8221;Non agire secondo ragione, non agire con il&nbsp;<i>logos</i>, è contrario alla natura di Dio&#8221; tratto dal dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d&#8217;inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue» (Tratto dal <a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg.html" target="_blank" rel="noopener">discorso di Sua Santità Benedetto XVI</a> presso l&#8217; Aula Magna dell’Università di Regensburg, martedì, 12 settembre 2006).</p>
<p>Ma il personaggio che anche la mostra pone in rilievo, e che mi è più caro, è quello del conte Ugolino: il professore di italiano del triennio del liceo ci fece studiare i primi 78 versi del canto XXXIII, dove si narrano le sventurate vicende della prigionia e morte del nobile Ugolino della Gherardesca.</p>
<p>Ritrovarne la figura, in mostra, era tanto scontato quanto gradito.&nbsp;</p>
<p>E scoprire che, secondo quanto ne hanno compreso gli inglesi, il conte si sarebbe cibato delle carni dei figli: povera perfida Albione.</p>
<p>Ho acquistato il catalogo, per leggere i contributi con calma e riguardare le foto come se fossi ancora a Forlì ed ho scoperto che l&#8217;approssimazione ha colpito anche la bella carta patinata del volume; a pagina 86 c&#8217;è una gustosa chicca: &#8220;Perugino e la suola mistica dell&#8217;Umbria&#8221;.</p>
<p>Chiudo così, avendo parlato d&#8217;altro ma con la speranza di indurre qualcuno a visitare la bella mostra.</p>
<p>Parma, 26 maggio 2021 memoria di San Filippo Neri</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>abbazia di san Pietro a Modena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 20:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per il 22 gennaio avevo in previsione una visita a Milano con l&#8217;amica Silvia Sangiorgi, saltata per via della convocazione a Modena, davanti al giudice di pace penale, giusto per sentirmi dire che ero libero, cioè non sarei servito come testimone perché l&#8217;avvocato difensore acconsentiva ad acquisire la mia relazione. Non perdo tempo a parlare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/20241/">abbazia di san Pietro a Modena</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per il 22 gennaio avevo in previsione una visita a Milano con l&#8217;amica Silvia Sangiorgi, saltata per via della convocazione a Modena, davanti al giudice di pace penale, giusto per sentirmi dire che ero libero, cioè non sarei servito come testimone perché l&#8217;avvocato difensore acconsentiva ad acquisire la mia relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non perdo tempo a parlare dello spreco di risorse che la giustizia italiana, per com&#8217;è strutturata, comporta; è sotto gli occhi di chiunque frequenti un&#8217;aula di tribunale o anche, semplicemente, quella dei giudici di pace (una delle più nefande invenzioni di questi anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Senza lamentarmi ne ho approfittato per rivisitare la chiesa, anzi l&#8217;<a title="San Pietro a Modena e Begarelli" href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/san-pietro-a-modena-e-begarelli.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abbazia di san Pietro</a> che si trova esattamente a fianco dell&#8217;ufficio del giudice di pace e che custodisce i capolavori di Antonio Begarelli da me assai apprezzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho rivisto con grande piacere le opere di Antonio Begarelli che, mi spiegava un cortese signore presente nel negozio attiguo, è considerato dagli americani come il Michelangelo della terracotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto belle le tele di Francesco Bianchi Ferrari (Madonna col Bambino in trono e i santi Girolamo e Sebastiano) e di Ercole Setti (sant&#8217;Orsola e le vergini compagne), di Francesco dell&#8217;Abate (Annunciazione). Da ricordare anche il Crocifisso in stucco policromo di scultore emiliano del XVI secolo ed un bellissimo coro ligneo di Gian Francesco Testi, per non parlare dell&#8217;organo, ma è inutile cincischiare, il re della chiesa è Antonio Begarelli.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_36645"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/IL1QuWeldZU?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo con commozione quando andavo in giro per Modena a vedere le sue opere, sempre bellissime. Qui si trova il suo monumento funebre (tale dal 1885): il Padre tra due angeli, la madonna col Bambino in una gloria di angeli ed in basso 4 santi di rilievo: san Pietro, san Paolo, san Geminiano e san Benedetto.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_76729"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/EdT1F2qO2H4?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Opera bellissima ma non la sola poiché l&#8217;abbazia custodisce anche un Compianto e le sei statue della navata centrale (san Pietro, san Benedetto, santa Giustina, Madonna col Bambino, san Francesco d&#8217;Assisi e san Bonaventura). Tutte opere in terracotta, materiale teoricamente umile, a portata di mano di chiunque, a portata di mano e &#8230; di pensiero, quello che hanno saputo applicarvi dei maestri come Antonio Begarelli, preceduto da Guido Mazzoni e, a Bologna, Niccolò dell&#8217;Arca. Una delle tante, infinite testimonianze della metafisica del frutto (come credo condividerebbe Giacomo Contri) versus metafisica dell&#8217;ente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono poi passato poi dal comando di Modena, da cui mancavo da aprile dello scorso anno, sono 10 mesi e dove ho avuto modo di incontrare tanti colleghi che non sentivo da tempo ed è stato un autentico piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono concesso il pranzo col commissario Piselli, persona che stimo, come tutti sanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Pranzo veloce, come da tradizione, parlando dei più disparati argomenti, dai nostri futuri, alla triste situazione italica: gli strappo una promessa cui tengo particolarmente: gli farò avere un libro che leggerà dandogli la precedenza su quelli che ha in cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sto pensando all&#8217;ultimo libro, curato da Maria Gabriella Pediconi, edito da Sic, &#8220;Una logica chiamata uomo&#8221; che potrebbe, come spero, offrirgli dello straordinario materiale di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Io lo sto trovando e scoprendo quanto il narcisismo sia onnipresente e parassitario; nulla ne resta escluso poiché l&#8217;istituzione chiamata uomo crea un ordinamento giuridico, ovvero una civiltà, ponendo delle alternative, nel bene e nel male.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci tornerò</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/20241/">abbazia di san Pietro a Modena</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress">Cogito ergo adsum</a>.</p>
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