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	<title>Basilica di San Vitale Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>Basilica di San Vitale Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Banksy a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 09:30:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Banksy e Roma? Sì al Chiostro del Bramante nel giorno della festa dell&#8217;Esaltazione della Santa Croce, ma prima dell&#8217;orario ci sono luoghi da visitare come, ad esempio, una chiesa che non ero mai riuscito a visitare nelle varie discese, Santa Caterina a Magnanapoli, sede dell&#8217;Ordinariato militare. Belle le statue all&#8217;ingresso ed ancor più belli i [&#8230;]</p>
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<p>Banksy e Roma? Sì al Chiostro del Bramante nel giorno della festa dell&#8217;Esaltazione della Santa Croce, ma prima dell&#8217;orario ci sono luoghi da visitare come, ad esempio, una chiesa che non ero mai riuscito a visitare nelle varie discese, Santa Caterina a Magnanapoli, sede dell&#8217;Ordinariato militare.</p>
<p>Belle le statue all&#8217;ingresso ed ancor più belli i rilievi marmorei raffiguranti l&#8217;<i>Estasi di santa Caterina</i> di Melchiorre Cafà, <i>Sant&#8217;Agnese da Montepulciano e Santa Rosa da Lima di Pietro Bracci, </i>degno di nota l&#8217;affresco sulla volta, con il Trionfo di Santa Caterina.</p>
<p>Magnanapoli che vuol dire? ci sono versioni discordanti, la più accreditata lo fa risalire a &#8220;Bannum Nea Polis&#8221;, cioè &#8220;fortezza della città nuova&#8221; per via di una cittadella militare che dava il nome all&#8217;intera zona. Accanto alla chiesa c&#8217;è la Torre delle Milizie, la più antica tra quelle sopravvissute, di origine medioevale.</p>
<p>Segue un passaggio nella Basilica di San Vitale che compensa la sopraelevazione della chiesa precedente: tanto quella è rimasta sopraelevata, tanto questa è interrata.</p>
<p>Da vedere gli affreschi con la lapidazione di san Vitale e Storie di santi e martiri.</p>
<p>Un passaggio nella chiesa di Santa Rita e, alle 10:00 precise eccomi all&#8217;ingresso del <a href="https://www.chiostrodelbramante.it/post_mostra/banksy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chiostro del Bramante</a>.</p>
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<p>Devo ammettere sinceramente che non sarei mai andato a visitare la mostra dedicata a Banksy perché di lui avevo poche e frammentarie informazioni, nessuna delle quali particolarmente stimolante, l&#8217;esperienza, invece, è stata assolutamente positiva, molto oltre le aspettative.</p>
<p>Mi aspettavo di trovare un esponente di uno dei tanti gruppetti di contestatori che pullulano sulla superficie terrestre, ho trovato piuttosto un personaggio dotato di cervello, un pensiero strutturato.</p>
<p>Le opere, abbastanza numerose, sono tutte molto belle, molto spesso inquietanti ma di una sana inquietudine, uno stimolo alla riflessione; la prima suggestione che mi è venuta riguarda un parallelismo con un certo tale &#8220;che, <strong>temprando lo scettro a’ regnatori</strong>,/ gli allòr ne <strong>sfronda</strong>, ed alle genti svela/ di che lagrime grondi e di che sangue&#8221;.</p>
<p>La seconda, invece, riguarda tal Sigmund Freud, nel saggio dedicato a &#8220;Das Unheimliche&#8221;, &#8220;Il perturbante&#8221;.</p>
<p>Due riferimenti non di poco conto: il primo per un motivo alquanto semplice: Banksy rappresenta, con crudezza a volte, quello che è normale e spesso opportuno che rimanga &#8220;segreto&#8221;; nelle rappresentazioni di S.M. la Regina Elisabetta o di Lady Diana, come in quelle di Winston Churchill viene evidenziata l&#8217;altra faccia del potere, quella che riporta ai singoli individui, spogliati delle sovrastrutture pompose e quasi irrisi nella resa paradossale di Churchill (con la testa munita di cresta punk fluo), la Regina trasformata in una scimmia o nella riproduzione seriale di Lady Diana nelle banconote da 10 sterline che la consacrano come personaggio di rilievo storico e contemporaneamente la trasformano in merce e in denaro che la merce mette in circolazione.</p>
<p>Il Parlamento inglese, tempio della democrazia, coi parlamentari trasformati in scimmie ad un tempo dissacra e rivela l&#8217;aspetto &#8220;animalesco&#8221; della gestione del potere nascosta dal&nbsp; perbenismo dei parrucconi.</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_29297"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/rnE5WhKafWA?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>Ma Banksy non è un anarchico, come sembrano suggerire i saggi del catalogo, saggi che mi hanno lasciato parzialmente insoddisfatto, al contrario è un uomo che evidenzia le contraddizioni dell&#8217;attuale sistema capitalistico: egli mette in luce quanto di irrisolto, problematico, contraddittorio la società capitalistica, soprattutto di stampo anglosassone, produca.</p>
<p>Ne usa i mezzi, approfitta delle possibilità che gli sono offerte, addirittura ne diventa così funzionale da divenire oggetto di accaparramento e collezione, esattamente il contrario di quanto parrebbe voler ottenere.</p>
<p>Alcune opere mi sono particolarmente piaciute o, al contrario, mi hanno disturbato: una, ad esempio, mi è piaciuta moltissimo: ci sono alcune anziane signore della middle class anglosassone, quelle che vedrei bene sorseggiare il te con Miss Marple, che stanno giocando a bocce, in un clima di tranquillo rilassamento.</p>
<p>Con un minimo di osservazione ecco comparire delle minacciosissime bombe al posto delle inoffensive bocce: eccoci davanti ad un caso di perturbante, quello che era famigliare diviene, all&#8217;improvviso straniante, estraneo e pericoloso.</p>
<p>La realtà può assumere diversi aspetti, molti dei quali spesso mai pensati: Banksy offre proprio questo, la proposta di osservare la realtà e di notarne aspetti non pensati, talmente inconsueti da apparire carichi di minaccia.</p>
<p>Ad esempio le immagini dei poliziotti, una delle figure che Banksy predilige, che si trasformano regolarmente in figure minacciose o irridenti: capovolgimento di quello che uno è abituato a pensare, ovvero che il poliziotto sia il custode dell&#8217;ordine.</p>
<p>Stesso meccanismo utilizzato nel caso del manifestante che, invece di lanciare una bomba, è in procinto di scagliare un mazzo di fiori: contraddizione che, in questo specifico caso, rivela, a mio parere, anche la formazione reattiva di tantissimi pacifisti militanti.</p>
<p>Di straordinario impatto anche “napalm” dove Mickey Mouse and Ronald McDonald tengono per mano Phan Thi Tim Phuc&nbsp;(9 anni), immortalata nel giorno 8 giugno 1972 da&nbsp;Nick Ut, durante i bombardamenti americani in Vietnam: prima che critico verso la guerra, l’effetto è straniante, ancora una volta perturbante, Unheimlich.<i> </i></p>
<p>Ci sono due opere che mi hanno ulteriormente colpito: il Crocifisso coi pacchi regalo pendenti dalle braccia e le pie donne e i discepoli piangenti ai piedi del cartello che indica la fine dei saldi, quasi una trasposizione di un dipinto fiammingo.</p>
<p>Non è irriso il cristianesimo ma evidenziato lo strapotere del dio merce che, come un parassita, si nutre di ogni realtà che incontra.</p>
<p>Il consumismo è rappresentato come proteiforme, modifica ed assume l’aspetto più utile per la sua sopravvivenza, un mostro che fagocita ogni cosa.</p>
<p>Correlato del consumismo è il capitalismo, che Banksy, ancora una volta, mette a nudo nelle sue contraddizioni, ad esempio nel mercato dell’arte: c’è la rappresentazione di un’asta di quadri in cui il banditore indica un’opera mentre all’interno di una cornice campeggia la scritta, in inglese “non posso credere, che voi idioti, compriate questa m….a”.</p>
<p>Uguale e contrario il fenomeno della vendita di gadgets ai concerti, con la fila di acquirenti in coda davanti al chiosco che vende magliette ricordo dell’evento: in questo caso sono interessanti i compratori, quanto di apparentemente più contrario al capitalistico mondo del commercio.</p>
<p>Surreale la rappresentazione del carrello del supermarket nei graffiti degli uomini preistorici, così come uomini primitivi che vanno a caccia di trolley in una savana.</p>
<p>Ogni opera esposta meriterebbe un commento ma voglio chiudere con un’altra splendida: un uomo ed una donna, apparentemente abbracciati in un momento di intimità, in realtà intenti a guardare i propri cellulari; non servono parole per rendere manifesto il pensiero di Banksy, non una solita, moralistica, critica alla tecnologia, ma un invito alla riflessione, al giudizio.</p>
<p>Questa, credo sia la degna conclusione: Banksy è un pensatore e non banale, non un anarchico; il suo pensiero coglie le contraddizioni della società in cui vive ma, come tutti noi, al momento, non è in grado di proporre una valida alternativa.</p>
<p>Il capitalismo è ben lungi dall’essere superato ma almeno Banksy non perde tempo a lamentarsene moralisticamente o ad attaccarlo a testa bassa, invidiosamente, restandone funzionale: a suo modo lo s-frutta, lo fa fruttare.</p>
<p>Roma, 14 settembre 2020, festa dell&#8217;esaltazione della Santa Croce</p>
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		<title>En Roma, a Roma, in Rome</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:03:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 4 marzo 2010, dopo vari anni di assenza, ho avuto l&#8217;occasione di tornare nella città più bella del mondo (non me ne vogliano le altre): nessuna è bella come Roma, nemmeno la mia amatissima Spagna con la mia adorata Barcellona.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea è nata dalla proposta del sindacato, al quale sono iscritto da anni, di andare a manifestare davanti ad uno dei sacri luoghi del potere (ma quale potere c&#8217;è più in Italia? mi viene da citare il buon <strong>Dante</strong> che, al liceo, mi fecero studiare a memoria: &#8220;Ahi serva Italia di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province ma bordello!&#8221;; non vuole essere melanconica laudatio temporis acti &#8211; altra parentesi: sentendo un sondaggio sull&#8217;orgoglio nazionale italiano, alcuni giorni fa, debbo confessare che io sono tra quelli che si vergognano di essere italiani, orbene preferirei definirmi europeo se avessimo un&#8217;Europa messa meglio, il che non è) ovvero Montecitorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fischi per Franceschini e ovazioni per Saia</strong> che ha promesso, di nuovo, che verrà presentata una legge di riforma della nostra vituperata professione (ma chi ci crede più? i nostri legislatori sono dilettanti allo sbaraglio,&nbsp; ancora Dante:&nbsp; &#8220;Atene e Lacedemona, che fenno/ l&#8217;antiche leggi e furon sì civili, / fecero al viver bene un picciol cenno / verso di te, che fai tanto sottili / provedimenti, ch&#8217;a mezzo novembre / non giugne quel che tu d&#8217;ottobre fili.&#8221; Non ho nessuna speranza che questo tanto avveduto legislatore, che ha a cuore la felicità dell&#8217;italico gregge, si preoccupi di risolvere un banale problema come quello di una legge di riforma attesa da decenni, così come il legislatore regionale per non aggiungere altro&#8230; ma veniamo alla parte decisamente più piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio è stato durissimo per la partenza ad un orario improponibile (le 2.45 a Faenza), poi <strong>in autobus fino a Roma</strong> (andiamo in treno la prossima volta?); all&#8217;ultima sosta abbiamo pure smarrito, in autogrill, un collega (recuperato poi grazie all&#8217;autostop). Simpatica manifestazione con lancio di cappelli in aria (cosa che ha fatto contenta una scolaresca in visita, fiondatasi a raccogliere i preziosi cimeli). Terminata la performance alle 13 circa, ho lasciato l&#8217;allegra brigata per restarmene solo soletto nell&#8217;Urbe; avevo prenotato per tempo un alberghetto in zona Termini per cui, lasciata la valigia e tolti gli abiti pizzardoneschi, mi sono dedicato al mio sport preferito: andar per mostre, chiese e musei.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo, dunque, dalla visita della esposizione splendida, allestita alle <span style="font-size: 20px; color: #3366ff;"><strong>Scuderie del Quirinale</strong></span>, dedicata ad uno dei miei pittori preferiti per non dire adorati, il grandissimo <span style="font-size: 24px; color: #008000;"><strong>Caravaggio</strong></span>. Bella davvero anche se non ho trovato tanti dipinti a me sconosciuti,: anche il solo rivedere dei capolavori è sempre una bella esperienza; ottimo l&#8217;allestimento; le Scuderie si confermano un luogo ove si organizzano eventi di sicura qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sazio di questo, che anzi mi ha stimolato, mi sono spostato al <span style="color: #008000;"><strong>Museo del Corso</strong></span> a vedere un&#8217;altra mostra, questa volta dedicata a <span style="font-size: 20px; color: #008000;"><strong>Hopper</strong></span>, pittore americano molto noto che, però, non mi ha entusiasmato; mi sono infine trascinato al Vittoriano per vedere la mostra dedicata alla natura da Corot a Monet salvo scoprire che era prevista per il successivo sabato.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono consolato girando un po&#8217; per la città per poi tornare all&#8217;attacco il giorno dopo e precisamente al <span style="color: #33cccc;"><strong>Chiostro del Bramante</strong></span> per vedere la mostra dedicata a <span style="color: #33cccc;"><strong>Boldini</strong></span> che certo non è Caravaggio ma ha una sua gradevolezza. Prima, tuttavia, ho deciso di tornare a visitare alcuni luoghi che avevo già goduto in passato e precisamente la <span style="color: #ff0000;"><strong>chiesa di Sant&#8217;Agnese fuori le mura</strong></span> con il vicino <span style="color: #ff0000;"><strong>Mausoleo di Santa Costanza</strong></span> che è straordinario, con mosaici splendidi pur senza essere sovrabbondanti come quelli di Ravenna.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_21300"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/Z79Pw2m_YvE?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando col bus (ebbene sì, per questo spostamento non ho usato i soli piedi), ho intravisto una chiesa (evento non inusuale a Roma) che mi pareva già conosciuta e non sbagliavo, era <span style="color: #000080;"><strong>Santa Maria della Vittoria</strong></span>, al cui interno si trova quel capolavoro che è <span style="color: #000080; font-size: 24px;"><strong>l&#8217;Estasi di Santa Teresa</strong></span>, dell&#8217;altro mio prediletto: il <span style="color: #000080; font-size: 20px;"><strong>Cavalier Bernini Gian Lorenzo</strong></span>; scendo in fretta e mi infilo in devota adorazione (non si può aprire un processo di beatificazione per meriti artistici? i miracoli ci sono già, basta guardare alcune sue opere). Intanto che mi trovo in zona, approfitto per dare un&#8217;occhiatina anche alla <span style="color: #ff9900;"><strong>chiesa di Santa Susanna</strong></span>.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_86978"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/51iz_sX4QEg?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Vado, dunque, da Piazza Repubblica per Via Nazionale dove visito la <span style="color: #00ff00;"><strong>Basilica di San Vitale</strong></span> quindi un passaggio per i giardini del Quirinale, la <span style="color: #00ff00;"><strong>Galleria Sciarra</strong></span>, nei pressi della quale visito <span style="color: #ff0000;"><strong>l&#8217;Oratorio del SS. Crocifisso</strong></span>, quindi la <span style="color: #ff0000;"><strong>chiesa di Sant&#8217;Ignazio</strong></span> poi <span style="color: #808000;"><strong>Santa Maria dell&#8217;Anima</strong></span> per arrivare, infine, al Chiostro all&#8217;interno del quale era in corso la mostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 20px; color: #339966;"><strong>Boldini</strong></span> mi era sconosciuto (so&#8217; ignorante, lo so) cioè ne conoscevo il nome ma non ricordavo di avere visto nulla di lui: mi pare un buon pittore, simpatiche le sue opere anche se mi danno l&#8217;idea di una grande truffa, una sorta di eccesso di lusso per nascondere il disfacimento imminente; in sottofondo, non a caso, credo, si sentivano le note drammatiche e languide assieme della Traviata.</p>
<p style="text-align: justify;">Uscito da questa bella mostra mi sono diretto verso il Vaticano passando dal <strong>Palazzo della Cancelleria</strong>, Sant&#8217;Andrea della Valle,&nbsp; Santa Maria in Vallicella, chiese che erano chiuse e che potrò vedere solo al ritorno.</p>
<p style="text-align: justify;">La <span style="color: #ff0000;"><strong>visita di San Pietro</strong></span> è una consuetudine che non ho mai trascurato ogni volta che sono stato nella Città Eterna così anche stavolta, con il solito entusiasmo (non è mai calato nonostante le ormai numerose visite), sono entrato nella Basilica; ho scattato un po&#8217; di foto (una novità, vero?) e sono andato a visitare il <span style="color: #00ffff;"><strong>Museo Storico Artistico del Tesoro di San Pietro</strong></span> perchè avevo sentito dire che erano terminati i lavori di restauro del <span style="color: #3366ff; font-size: 16px;"><strong>Monumento di Sisto IV</strong></span>. Opera, quest&#8217;ultima, straordinariamente bella che, da sola, merita la visita a Roma. Il <span style="color: #3366ff;"><strong>Pollaiuolo</strong></span> merita di entrare tra gli immortali per un capolavoro come questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminata la visita a San Pietro sono tornato a visitare <span style="color: #ff0000;">Santa Maria in Vallicella</span> dove si trova il corpo di <span style="color: #ff0000; font-size: 24px;"><strong>San Filippo Neri</strong></span> e <span style="color: #339966;"><strong>Sant&#8217;Andrea della Valle</strong></span> dove credevo si trovassero due angeli originariamente previsti per il Ponte Sant&#8217;Angelo ma mai lì collocati perché troppo belli, opere, manco a dirlo, del mio venerato Bernini. Ho scoperto, oggi, che di un clamoroso errore si trattava (e infatti i due angeli che ho visto in Sant&#8217;Andrea della Valle non è che mi avessero entusiasmato): gli angeli si trovano in Sant&#8217;Andrea delle Fratte e non della Valle&#8230; ho già una meta per la prossima volta.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata, iniziata con uno splendido sole, si è tramutata in piovosa e fredda così che, bagnato fradicio, ho tentato una visita a San Pietro in Vincoli (chiusa da ben 2 minuti) per poi tornarmene in albergo, peraltro a causa della pioggia ho scattato solo poche foto così a <span style="color: #008080; font-size: 24px;"><strong>Santa Maria sopra Minerva</strong></span> che ho visitato (<span style="color: #008000;"><strong>tomba del Beato Angelico</strong></span>, <strong><span style="color: #ff00ff;">tomba di Santa Caterina da Siena</span></strong> e <span style="color: #3366ff;"><strong>statua di Cristo di Michelangelo</strong></span>) senza uno scatto (sigh sigh), chiesa, quest&#8217;ultima, che vale assolutamente la pena visitare.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo giorno, di buon mattino, sono tornato a <span style="color: #ff0000; font-size: 24px;"><strong>San Pietro in Vincoli</strong></span> (sono ostinato quando mi metto in testa qualcosa) per vedere il famosissimo <span style="color: #ff0000;"><strong>Mosè di Michelangelo</strong></span> poi al <span style="color: #3366ff;"><strong>Vittoriano</strong></span> per vedere sta mostra dedicata alla natura <strong>da Corot a Monet</strong>. Debbo confessare che non è un evento straordinario, certo non male, ma niente di che: non sono da dimenticare alcune opere tra le quali Monet, Sisley e Pissarro in particolare ma l&#8217;impressione generale è che organizzare mostre con temi così generici è sempre rischioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, terminata anche questa visita, ho approfittato del tempo splendido per passeggiare e vedere chiese sparse: quella dei <span style="color: #ff0000;"><strong>Santi Cosma e Damiano</strong></span> poi <span style="font-size: 20px;"><strong><span style="color: #ff0000;">San Clemente</span></strong></span>, <span style="color: #ff0000; font-size: 24px;"><strong>Santa Prassede</strong></span>, <span style="color: #ffcc00;"><strong>Santa Maria Maggiore</strong></span>. Mi hanno soddisfatto, in particolare, i mosaici (lo sapete tutti che il mio spirito non ama la sobrietà no?), ma anche gli affreschi nella Cappella di Santa Caterina opera di Masolino da Panicale. Ormai alla fine del mio viaggio mi sono dedicato al <span style="color: #993366; font-size: 24px;"><strong>Museo Nazionale di Palazzo Massimo</strong></span> (vicino a Termini) che non avevo mai visitato in precedenza e che mi ha favorevolmente colpito per la presenza di varie statue di pregevolissima fattura, bellissime e meritevoli di una visita; in questo museo ho trovato pochi visitatori per cui mi dilungo un momento in più proprio per pubblicizzarlo: merita davvero una visita, non va trascurato, anzi; le foto di alcune opere in esso custodite spero possano servire proprio a farlo conoscere ed apprezzare.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_79403"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/30reLGG6tV0?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Statue davvero straordinarie che meriterebbero la fama e l&#8217;apprezzamento del pubblico non meno dei bronzi di Riace, erme splendide per l&#8217;intensità dei volti ritratti, sarcofagi meravigliosi: DA NON PERDERE. Per gli interessati anche una sezione dedicata alla numismatica. Erano esposti, inoltre, temporaneamente, alcuni marmi rinvenuti da quei benemeriti dei Carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio storico e artistico (mi adottate?) e dalla guardia di finanza, provenienti da scavi di <span style="color: #993366;"><strong>Ausculum</strong></span> (Ascoli Satriana provincia di Foggia).</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_50651"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/cwuzqLABS4A?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Unico neo, giusto una curiosità: in un pannello esplicativo c&#8217;era un clamoroso errore anzi per dirla meglio un&#8217;errore, appunto, un apostrofo tra l&#8217;articolo indeterminativo &#8220;un&#8221; ed un nome maschile; qualche buon&#8217;anima lo ha anche segnalato con la penna ma sarebbe opportuno sostituirlo, che ne dite?</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo ha avuto termine il mio breve soggiorno romano, come sempre colmo di emozioni &#8230; alla prossima</p>
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