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	<title>Barberini Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>Barberini Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>Bernini e i Barberini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 19:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Straordinaria mostra che palazzo Barberini dedica a Bernini e la famigli Barberini</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Succede che uno scopre che a Roma, a Palazzo Barberini, ci sarà una mostra dedicata ad un artista che è unanimemente riconosciuto come straordinario; succede che quella mostra termini il 14 giugno e che qualcuno non ha alcuna intenzione di farsela scappare.</p>
<p>Quel qualcuno sono io e la mostra è dedicata a Gian Lorenzo Bernini.</p>
<p>Questo richiamo, peraltro, ha funzionato come la famosa famigerata madeleine di proustiana memoria perché mi ha ricordato che Roma vide un <a href="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/roma-galleria-borghese-bernini/" target="_blank" rel="noopener">evento altrettanto importante</a> a lui medesimo dedicato, a Villa Borghese.</p>
<p>Correva l’anno 2018, a inizio gennaio, e la visitai assieme, udite udite, a mamma e nipotina: fu la prima ed ultima volta che riuscii a convincere mamma a fare un viaggio e lei accettò solo per la presenza della nipote, ma andò bene così.</p>
<p>Stavolta ho condiviso l’idea con i soliti amici della domenica ed è accaduto l’impensabile: uno dei miei amici secolari (risalenti al secolo scorso quanto a conoscenza ed amicizia) ha accettato di buon grado l’invito ad una sfacchinata in giornata.</p>
<p>Siamo partiti da Reggio Emilia, stazione mediopadana, con Italo, in prima classe, sfruttando le occasioni che derivano dal privilegio di essere ormai ultra sessantenni, vecchi bacucchi insomma.</p>
<p>L’orario è un po’ infame ma va benissimo per una gita in giornata; fortunatamente il viaggio procede senza inghippi ed alle 09:30 circa siamo in quel di Roma.</p>
<p>Mi concedo una veloce e poco frugale colazione a base di un delizioso cannolo siciliano, nei pressi del Viminale, sede di quel ministero che è riuscito a sabotare la riforma della professione che da anni svolgo con sempre minor entusiasmo e poi via verso l’agognata meta.</p>
<p>Arrivati con leggero anticipo entriamo senza fare fila ed eccoci subito storditi da tanta bellezza.</p>
<p>Ci sono le opere del padre, all’inizio, del padre o in collaborazione con lui: Gian Lorenzo è un figlio d’arte come si suol dire, uno che ha saputo far suo quel che dice Goethe e cita Freud: “Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero.”</p>
<p>Gian Lorenzo ha fatto tesoro, letteralmente, di quel che ha ricevuto.</p>
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<p>Parlare di Bernini mi vergogno, cosa poteri dire da ignorante come una talpa, su un artista studiato da secoli in tutto il mondo?</p>
<p>Elencare le opere esposte sarebbe inutile e noioso quindi mi limito, per ora, ad un episodio curiosissimo: mentre passeggiavo in una delle stanze dedicate ai busti papali, due gentili signore, non italiane, si sono rivolte alla mia augusta persona, nel fluente idioma della perfida Albione.</p>
<p>La prima domanda si è rivelata semplice, ovvero volevano sapere se parlassi inglese, mi sono schernito e salvato con un banale e mai impegnativo “a little bit”, che va bene con tutto; ringalluzzite dalla fluidità del mio idioma, si sono infine espresse con quel che stava loro a cuore: mi hanno evidenziato l’impressionante somiglianza con il busto di Maffeo Barberini, il Pontefice Urbano VIII.</p>
<p>Due sentimenti contrastanti si sono combattuti nel mi intimo: la tentazione di pavoneggiarmi oltre ogni limite e rendere noto al mondo intero questa lusinghiera simiglianza, chissà forse originata da illecite unioni risalenti nei secoli, e quella più prosaica di chiamare uno psichiatra ed attivare un percorso di trattamento sanitario obbligatorio per le due malcapitate.</p>
<p>A parte questa gemma, devo ammettere che vedere e rivedere tante opere di Gian Lorenzo assieme è sempre una grandissima emozione: per ragioni sentimentali mi limito ad evidenziare lo straordinario san Sebastiano che si trova nel Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.</p>
<p>Opera giovanile, risale al 1617, che mostra già tutta l’abilità tecnica ed intellettuale del Nostro: il santo è rappresentato poggiato e sostenuto da un albero che sembra una croce, in una posa “ambigua” nel momento in cui sta per perdere i sensi ma contemporaneamente sembra abbandonato ad un rilassamento molto mondano, terreno.</p>
<p>Estasi come abbandono psichico e fisico, nulla dell’umano viene tralasciato: davanti al fedele c’è un giovane uomo, molto bello, discinto al punto giusto, che sa coinvolgere e commuovere, è un santo, modello eroico da imitare e venerare ma, contemporaneamente, è un giovane desiderabile ed in cui ci si può immedesimare, ritratto in una posa che è inconsueta ma scenografica, che non mette a disagio pur rappresentando un evento drammatico.</p>
<p>Poi c’è un fantastico san Lorenzo, sulle braci ardenti della graticola per passare alla questione dei busti, ritratti di pontefici, cardinali e non solo, tutti e ciascuno di tale bellezza da lasciare senza fiato.</p>
<p>I busti, di pontefici e non solo, rappresentano una consistente porzione delle opere esposte: questo mi ha permesso di scoprire che è con il Nostro che nasce l’idea di busti in marmo “celebrativi” e non esclusivamente in memoria, quindi ritratti di persone viventi e non solo effigi da utilizzare sulle tombe.</p>
<p>Questa idea ha riscosso un certo successo se la mostra ci documenta una produzione di altissimo livello di concorrenti del buon Gian Lorenzo, come l’allievo Finelli (molto determinato a superare il maestro), l’Algardi e il Duquesnoy.</p>
<p>Di Alessandro Algardi c’è uno straordinario busto del cardinale Antonio Santacroce mentre di Giuliano Finelli ci son quelli del cardinale Domenico Ginnasi e di Michelangelo Buonarroti il Giovane: in questo c’è una bellissima ape che trova riparo sotto il colletto del Buonarroti, a testimoniare il legame con la famiglia Barberini.</p>
<p>Opera di Duquesnoy è il busto di John Barclay,&nbsp; novellista e poeta, precettore del cardinale Francesco Barberini, classico ed intenso, davvero splendido, come ogni opera esposta a dire il vero.</p>
<p>Ho anche scoperto che Bernini introduce l’uso di rappresentare i pontefici col camauro e non più con la tonsura ecclesiastica (come aveva fatto coi busto di Pio V e mi sono accorto che i ritratti in mozzetta, non solo quelli opera di Gian Lorenzo, hanno spesso uno o più bottoni non allacciati o parzialmente allacciati, dettaglio di poco conto ma credo ritenuto molto utile per manifestare il virtuosismo dello scultore.</p>
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<p>Un aneddoto ho trovato simpatico e interessante, relativo ad un’opera non esposta, il busto di Pedro de Foix Montoya: il monsignore spagnolo lasciò l’opera nello studio di Bernini per lungo tempo (cosa di cui Gian Lorenzo non fu affatto contento), il che gli valse una notorietà di cui non aveva mai goduto in precedenza: i prelati che frequentavano lo studio avevano iniziato a riconoscerlo in strada, facendolo emergere da un anonimato a cui difficilmente sarebbe sfuggito.</p>
<p>Lo scultore del momento come ascensore sociale.</p>
<p>Sono pochi ma tutti intensissimi i busti dedicati a figure femminili; è d&#8217;obbligo ricordare quello dell&#8217;amante di Bernini, la famosissima Costanza Piccolomini Bonarelli; è forse l&#8217;unico marmo non frutto di una committenza ed ha un&#8217;intensità davvero straordinaria, la donna rappresentata è divenuta &#8220;immortale&#8221; grazie a questa rappresentazione.</p>
<p>La povera Costanza, amante di Gian Lorenzo poi coinvolta in un ulteriore rapporto clandestino col di lui fratello minore, è stata vittima di un&#8217;aggressione che l&#8217;ha vista sfregiata (il fratello invece &#8220;solo&#8221; vittima di un tentato omicidio): il Nostro eroe era di carattere fumino, un grandissimo str &#8230; ma quelli erano tempi in cui la mentalità era molto diversa e non avrebbe senso giudicare col metro di oggi, ciò non toglie che Bernini si sia comportato da bastardo.</p>
<p>Ogni opera meriterebbe una riflessione a sé stante ma non ne ho le competenze né avrebbe senso farlo quindi mi accomiato ricordando a tutti che Palazzo Barberini merita una visita anche dopo la chiusura di questa mostra temporanea: è un luogo incantato, uno dei tanti di Roma che contribuiscono a rendere la Città Eterna un unicum irripetibile.</p>
<p>Una nota a margine: il mio spirito molto rigido si sarebbe molto scandalizzato al vedere quel che succedeva ai tempi dei nostri eroi: corruzione, nepotismo, leccapiedismo (non esiste, lo so ma meglio di quel che mi veniva da scrivere), attività rigorosamente messe in atto da ambosessi.</p>
<p>Il moralismo che è in me mi grida di stigmatizzare ma, ripensandoci con un istante di calma, mi è venuta una banale riflessione: è vero sicuramente che la curia romana di allora era un verminaio (come da sempre e immagino per sempre) e che la facevano da padroni personaggi di dubbia moralità quando non veri e propri maschi patriarcali e tossici (come il Nostro) ma è altrettanto innegabile che la Roma barocca, in tutto lo splendore che ha generato, sia nell&#8217;Urbe sia nell&#8217;orbe terracqueo, non avrebbe visto la luce senza quella gente.</p>
<p>Non traggo conclusioni di sorta, in questa strada il pensiero arranca ancora.</p>
<p>Roma, 6 giugno 2026 memoria dei Santi Artemio e Paolina, martiri</p>




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		<title>Roma, amata Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 13:45:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni anni di assenza, ho deciso di concedermi una breve vacanza romana; certo non sono Gregory Peck, nè avevo come compagna&nbsp;Audrey Hepburn, la gita era in solitaria anche se ha visto il conforto e felice apporto di una persona speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Partenza da Parma con Freccia Rossa, avrei preso volentieri Italo ma i prezzi non sono concorrenziali, gli orari improponibili e la stazione scomodissima; l&#8217;arrivo a Termini è un po&#8217; destabilizzante perchè l&#8217;aria che si respira da subito, come sempre, è quella del disordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo velocemente nella struttura che deve ospitarmi; si chiama &#8220;Eterna Roma&#8221;, in piazza Manfredo Fanti, a due passi dalla stazione; qui sono ricevuto da una cordiale signora che mi consegna le chiavi e mi spiega come accedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo dire che mi sono trovato bene; l&#8217;unico dubbio che ho è riguardo al pagamento della tassa di soggiorno che non risultava inclusa nel prezzo indicato dal sito &#8220;venere&#8221; che utilizzo spesso, mentre a me sembrava di sì, ma ormai è andata e pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendomi trovato senza un centesimo, e non in senso metaforico, mi sono messo alla ricerca di un bancomat; poiché questo si trovava in via Merulana ne ho approfittato per visitare la <span style="color: #0000ff;"><strong>basilica di santa Prassede</strong></span>, sempre bellissima coi mosaici, e commovente coi resti della colonna della flagellazione di Cristo.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_87242"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/54vTJD_xkhY?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa divenne titolo cardinalizio a partire dal 112 e fu rifatta da <strong>papa Pasquale I</strong> che la abbellì coi fantastici mosaici dell’arco trionfale dell’abside e la <strong><span style="color: #0000ff;">Cappella di San Zenone</span></strong>, che il papa aveva pensato per la sepoltura della propria madre; il riferimento diretto è ai mosaici ravennati che sono altrettanti capolavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo era in corso l&#8217;ennesimo matrimonio, non faccio altro che incontrare matrimoni ultimamente, per cui non ho potuto godermi tutto quel che abbellisce la chiesa; ho visitato&nbsp;però la <strong><span style="color: #0000ff;">tomba del cardinale&nbsp;Pantaleone Anchier</span></strong> che reca un&#8217;iscrizione a ricordo del suo assassinio avvenuto il 01/11/1286; di questo prelato non sono riuscito a trovare altre significative informazioni purtroppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro cardinale qui sepolto, con relativo&nbsp;monumento funebre è il&nbsp;<span style="color: #0000ff;"><strong>cardinale Alain de Coëtivy</strong></span>, un prelato del Quattrocento di cui non si ricordano gesta particolari ma la cui tomba è attribuita ad <strong><span style="color: #0000ff;">Andrea Bregno</span></strong>, certo non l&#8217;ultimo arrivato tra gli scultori (e sepolto in Santa Maria sopra Minerva).</p>
<p style="text-align: justify;">Belle alcune tombe della famiglia Olgiati, banchieri comaschi che hanno lavorato a Roma; mi è sfuggita, imperdonabile per me, l&#8217;opera giovanile del mio adorato Gian Lorenzo Bernini, il&nbsp;monumento funebre a Giovanni Battista Santoni, ma probabilmente era in area off limits causa matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Una visita sempre interessantissima, che difficilmente tralascio quando sono in zona.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho rinunciato a santa Maria Maggiore per via della fila per accedere, visti i controlli delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Camminando per la zona ho notato da vicino l&#8217;innumerevole fila di negozi cinesi, tutti cinesi, esclusivamente cinesi, vuoti: solo il o i gestori all&#8217;interno ma nessun cliente, quasi che fossero aperti per pura esposizione di prodotti e non per realizzare un profitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sconfortante.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre passeggio, incappo in un acino d&#8217;uva che calpesto senza accorgermene; lo scivolone è stato da paura e non sono caduto soltanto ad un inconsapevole istintivo moto di reazione che mi ha permesso di conservare l&#8217;equilibrio mentre mi sentivo già a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiese di Roma sono innumerevoli, ogni volta ne scopro qualcuna nuova&#8230;</p>
<p><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_84079"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/z-3w45WCQaw?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Stavolta ho&nbsp;visitato la <span style="color: #339966;"><strong>chiesa di sant&#8217;Eusebio</strong></span>, quasi nascosta dalle costruzioni di epoca successiva; la chiesa risalirebbe all&#8217;abitazione del presbitero romano Eusebio che, essendo fiero oppositore dell&#8217;arianesimo, venne condannato a morire di fame in una stanza della casa dall&#8217;imperatore Costanzo II.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più curiosa è l&#8217;affresco della volta che rappresenta la gloria di sant&#8217;Eusebio, opera neoclassica, di&nbsp; <span style="color: #339966;"><strong>Anton Raphael Mengs</strong></span>, che vi ha inserito un <strong><span style="color: #339966;">angelo donna</span></strong>, al momento l&#8217;unico caso che io conosca, che potrebbe essere la rappresentazione della sua innamorata del momento.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Mi sono poi diretto alla mia prima meta: il cimitero monumentale del Verano e la vicina basilica di san Lorenzo fuori le mura; del cimitero parlerò a parte.</span></h5>
<p style="text-align: justify;">Nella piazza c&#8217;è&nbsp;una bella statua di Pio XII che, durante i bombardamenti di Roma si era recato in zona, dove vi erano state numerose vittime e ingenti danni; la statua è circondata da un po&#8217; di monnezza, l&#8217;incuria è evidente nonostante si sia a due passi da una importante basilica e dall&#8217;ingresso del cimitero monumentale: non sarà l&#8217;unica traccia di inciviltà che incontrerò e che documentato con un piccolo video.</p>
<p style="text-align: justify;">La basilica viene utilizzata per un funerale quindi limito la mia presenza a pochi istanti per non turbare il sacro rito ed il raccoglimento doloroso di amici e parenti e mi dirigo subito all&#8217;interno del cimitero.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne uscirò un tot di ore più tardi, dopo avere atteso che la furia della natura, sotto forma di temporale, abbia trovato il suo sfogo; una tale intensità di lampi e tuoni, di assordante fragore, non ricordavo di averne visti e sentiti in tempi recenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Torno alla basilica che stavolta è utilizzata per l&#8217;ennesimo matrimonio, ma stavolta non rinuncio alla visita.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Già dal&nbsp;portico si intuisce l&#8217;importanza della chiesa visto il ciclo di affreschi di mastro Paolo e Filippo, dell&#8217;ultimo quarto del XIII secolo, che narra le <strong>&#8220;Storie di S.Lorenzo, di S.Stefano e dell&#8217;imperatore Enrico II&#8221;</strong>; nello stesso luogo c&#8217;è la tomba, assolutamente inattesa, di <span style="color: #666699;">Alcide de Gasperi</span>, opera di <span style="color: #666699;">Giacomo Manzù</span>.</h5>
<p style="text-align: justify;">Ho molto apprezzato i bellissimi mosaici, altri mosaici ma non mi stanco mai, che rappresentano&nbsp;Cristo in trono affiancato, sulla sinistra, dai santi&nbsp;Paolo, Stefano e Ippolito, e, a destra, Pietro e Lorenzo, insieme a Papa Pelagio II, in atto di offrire il modello della chiesa.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Bellissimo il sarcofago del cardinale Fieschi,&nbsp;morto nel 1256, che ha riciclato un&nbsp;grande sarcofago romano del II secolo d.C. con scene nuziali inserito in un baldacchino cosmatesco.</span></h5>
<p style="text-align: justify;">Un salto alla restaurata fontana di Trevi, letteralmente soffocata dai turisti, molto bella dopo le ripuliture e con una curiosa storia alle spalle che ignoravo totalmente: il progetto fu molto travagliato, quello berniniano, finanziato con una tassa sul vino, interrotto a causa della guerra del Pontefice col Ducato di Parma e Piacenza, fu&nbsp;poi tralasciato per la caduta in disgrazia del sommo scultore dopo la morte del suo protettore, il pontefice della famiglia Barberini, Urbano VIII.</p>
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<p style="text-align: justify;">Ripresa successivamente la sua costruzione, la&nbsp;fontana di Trevi&nbsp;venne inaugurata per ben tre volte prima del compimento finale dell&#8217;opera, da&nbsp;Clemente XII nel 1735 (i lavori erano iniziati tre anni prima), da&nbsp;Benedetto XIV&nbsp;nel 1744 e infine da Clemente XIII&nbsp;nel 1762, dopo un cantiere durato una trentina d&#8217;anni: una vicenda di sconcertante modernità si potrebbe dire, se pensiamo a quante inaugurazioni farlocche in periodo elettorale hanno visto protagonisti i nostri ministri per tacere dei cantieri di infinita durata che costellano il belpaese.</p>
<p style="text-align: justify;">Precetto festivo assolto nella <strong>chiesa di san Marcello</strong>, in via del Corso dove ho avuto un lieve malore e che sono poi tornato a visitare con calma, visita di un&#8217;altra chiesa patrimonio nazionale, <span style="color: #993366;"><strong>San Silvestro al Quirinale</strong></span>, peccato fosse poco illuminata. Il soffitto a cassettoni è comunque bellissimo e tutta la chiesa merita.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_28365"  width="560" height="315"  data-origwidth="560" data-origheight="315" src="https://www.youtube.com/embed/H4kuTA5R0zc?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Ho fatto una curiosa scoperta, in questa chiesa: vi è sepolto tal <strong><span style="color: #993366;">Prospero Farinacci</span></strong>, un &#8220;curioso&#8221; personaggio vissuto tra la metà del Cinquecento ed i primi decenni del Seicento: fu un famoso&nbsp;avvocato e giureconsulto penalista, torbido e corrotto, che ebbe grandi successi e numerosi procedimenti, riuscendo a restare più o meno a galla per molto tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu il difensore di <span style="color: #993366;"><strong>Beatrice Cenci</strong></span> nel famosissimo processo ma subì vari processi per corruzione, per atti di sodomia, per abusi vari ed anche un&#8217;aggressione che gli costò un occhio e non in senso metaforico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritorno in albergo, doccia e uscita per la cena.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo giorno, sabato 10 settembre 2016, in Roma, nella memoria di san Nicola da Tolentino</p>
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