Stamattina mi è capitato, del tutto casualmente, visto il monopolio quasi assoluto del tubo catodico da parte di mia madre, di vedere un frammento di un programma di raidue che dedicava un servizio al collega, che considero (spero ricambiato) un amico, Corrado Bernardi ed al suo splendido cane.

Ho avuto modo di incontrarlo poco tempo fa, in occasione dell’alluvione di Lentigione ed è stato, come sempre, un piacere: è un collega di una serietà, competenza e disponibilità esemplari, di quelli che onorano l’intera categoria.

Sono stato particolarmente contento di vederlo premiato e riconosciuto per quel che quotidianamente mette al servizio della comunità per cui lavora e non soltanto quella.

Poco dopo, stessa rete ma diverso programma, mi trovo con un’inviata a Pergine Valsugana, se non ricordo male, che è in collegamento per uno di quei giochi in piazza che tanto piacciono a mia madre; ebbene questa inviata racconta della presenza del gonfalone che viene sorretto da una volontaria dell’associazione nazionale carabinieri poiché, manca l’ispettore della polizia municipale che, a dire della conduttrice, sarebbe andato a prendersi un caffè.

Inevitabile la battuta, talmente trita e scontata da far tristezza che cito a memoria “stavolta la multa la facciamo noi all’ispettore”.

Della serie e in ordine i luoghi comuni più triti: i dipendenti comunali vanno sempre al bar (sottinteso, quando servono) e la polizia municipale fa le multe, e solo per questo viene ricordata, come se facesse questo e soltanto questo.

Banalità che fanno tristezza, ma tant’è.

Nel pomeriggio, invece, sono al lavoro, affiancato ad un bravo collega, stavolta non faccio nomi per non violare la privacy, per il servizio alla partita.

Erano secoli che non mettevo piede al Tardini e mi è venuto in mente, con un certo senso di disagio e vergogna, di quando ragazzino, andavo a vedere la partita, non avevo ancora anni ed ero uno “scatenato” sostenitore del Parma.

Sono guarito da tale malattia ed oggi non mi sognerei mai di gridare “arbitro cornuto” ed anche peggio, come feci ai tempi; a dire il vero non mi sogno nemmeno di andare a vedere una partita perchè abolirei il calcio per decreto.

Sono tollerante perché so bene che la massa ha necessità di panem et circenses e gli stadi sono, oggi, i circenses dei romani.

Noto, comunque, una curiosa coincidenza: il mio primo servizio ad una partita di calcio, come ispettore, avvenne a Modena il 3 marzo 2012, anche in quell’occasione il risultato finale fu di 3-0 per i padroni di casa, proprio come oggi.

Fu quello l’esordio alla partita ed anche l’unica volta; da Modena poi me ne sono andato, senza rimpianti (se non per i tanti numerosi colleghi ed amici).

Il pomeriggio è trascorso in modo davvero piacevole, in ottima compagnia sia dei colleghi, sia di funzionari, operatori e dirigenti di Polizia di Stato e Carabinieri, persone tutte di squisita cortesia.

Continuo, per ora, ad avvertirmi straniero.

Parma, 27 gennaio 2018 memoria di sant’Angela Merici vergine e della Beata Rosalia du Verdier de la Soriniere martire