Una laurea magistrale

In questi tempi un po’ grami, e l’università sforna laureati che spesso sono ignoranti come le talpe, senza offesa per i simpatici animaletti, capita tuttavia che qualcuno ci si impegni seriamente ed arrivi a conseguire, udite udite, una laurea magistrale in scienze politiche e relazioni internazionali.

Ai miei tempi l’avrei definita una laurea inutile, ma è notoria la spocchia di molti laureati in filosofia che osservano il mondo con aureo distacco e malcelato spirito di supponenza, ed io sono tra questi.

Oggi questa laurea, quando non trovata nel pacchetto delle patatine, è comunque un buono strumento per poter affrontare il mondo poliedrico e variegato delle pubbliche amministrazioni.

Di cosa sto parlando? Di un evento che vede protagonista il buon Nicolas, che ha molto creduto in questo obiettivo: conseguire la laurea magistrale, come opportunità per completare la cassetta egli attrezzi indispensabile per un buon lavoro come dipendente pubblico, dirigente sindacale (a livelli quasi inarrivabili) e scafato politico di impronta democristiana.

Con una cerimonia molto social, che ho disapprovato nella maniera più radicale possibile, contornato dai suoi cari (amici, parenti, conoscenti e benefattori), in uniforme (altra disapprovazione), in sala del consiglio comunale (ulteriore mega disapprovazione), il Nostro Eroe ha intrattenuto pubblico e critica, oltre all’immancabile commissione, discettando dottamente di digitalizzazione della pubblica amministrazione, un argomento che trovo così eccitante da farmi pensare che la mia tesi di laurea sulla gnoseologia pura di Giuseppe Zamboni sia stata una scarica di adrenalina come quella prodotta dalla lettura di un album di Zagor o Tex in confronto all’intera produzione filosofica di Kant.

Per tutti i motivi che ho appena descritto ho ben pensato di non partecipare di persona, il che non significa che non fossi spiritualmente partecipe di un evento così importante.

È stato bravo, come non dubitavo: ora che può fregiarsi del titolo di dottore magistrale, con pavoneggiamento allegato, potrà finalmente dedicarsi ai gravosi compiti che lo attendono.

Vediamo di capire quale futuro radioso attenderci: in politica mi aspetto che diventi almeno almeno il sindaco di qualche paesino o paesone delle sue zone. Poi si vedrà, magari ottenere il laticlavio, ma procediamo con calma … ha molti anni davanti a sé.

Impegno, dedizione e costanza non gli mancano quindi mi attendo grandi risultati.

Professionalmente sono certo che diventerà un buon funzionario nella polizia locale di qualche comune di medie dimensioni in modo da poter conciliare il lavoro, la politica e il sindacato.

Nel mondo sindacale, ammetto che Parma è provincia particolarmente ostica quindi lo attende una sfida da far tremare le vene e i polsi: anche in questo caso sono certo che lavorerà bene, con passione, serietà e spirito di servizio cioè abnegazione.

La semina è già iniziata, spero arriveranno anche i frutti.

Ora che il nostro Nicolas è diventato dottore magistrale potrà agire magistralmente per superare ogni ostacolo; a livello sindacale l’ho visto in azione a Roma ed oso ben sperare.

Congratulazioni e buona fortuna!!!

Parma, 9 dicembre 2025 memoria di San Juan Diego Cuauhtlatoatzin

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