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	<title>zio Franco Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<description>Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen</description>
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	<title>zio Franco Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>In memoria dello zio Franco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 15:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>due parole per ricordare lo zio Franco, ultimo fratello di mia madre, persona buona e gentile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Correva l’anno di Grazia 2026, nel mese di agosto, il giorno 21, memoria di san Pio X, quando mia cugina mi informava di essere stata a sua volta avvisata della morte dello zio Franco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultimo della progenie della famiglia di appartenenza di mia madre e della diletta zia Luciana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano in otto fratelli, gli ultimi tre erano, per l’appunto zia Luciana, mamma e zio Franco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho mai saputo perché dopo mia madre, chiamata Franca, il figlio successivo sia stato chiamato Franco considerando che nessuno degli antenati aveva questo nome (peraltro nella mia famiglia non mi risulta vi sia stata mai l’usanza di riutilizzare i nomi degli avi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ripensandoci, tutti i nomi degli otto fratelli mi risultano abbastanza inspiegabili, cioè sono stati scelti con motivo a me ignoto perché, appunto, non fanno cenno a richiami famigliari né risentono di orientamenti politici (il nonno era socialista poi comunista e oggi pensando a Ella, cioè Elly e relativi sottocoda, si rivolterebbe nella tomba, fortuna che l’ho fatto cremare, sennò avrei esposto il cimitero di Sorbolo a rischio crolli e terremoti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordo lo zio come persona buona, cordiale, sempre disponibile a quattro chiacchiere in compagnia, magari davanti a torta fritta (la zia anche con la collaborazione di mamma e cugina era una maestra nel prepararla) e salumi o a un piatto di anolini in brodo o tortelli di zucca o di erbette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andammo a trovarlo, secoli fa, nel paesino ove si era trasferito da tempo per lavoro, ma non abbiamo tenuto i contatti per il notorio carattere di mamma, sempre restia quando di mezzo c’erano i famigliari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seppure incolpevole e probabilmente anche lui vittima, essendo il più giovane delle angherie subite in gioventù, portava la colpa di appartenere ad una famiglia che non aveva ben trattato le figlie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero che i ricordi sono selettivi ed imprecisi ma i racconti che risalivano alla storia famigliare di entrambe le sorelle rimandavano invariabilmente ad eventi negativi, principalmente imputabili alla nonna, la matriarca (che sia un caso che soprannomino matriarca un certo numero di colleghe che ho avuto la sfortuna di conoscere nel tempo, tutte capiscioncine fatte e finite, in atteggiamento da imperatrici da pollaio?) ma non solo a lei e qui mi fermo per rispetto ai defunti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lo zio Franco ne fu vittima ma seppe perdonare e riallacciare rapporti bonari (mentre in mia madre ha sempre sfortunatamente prevalso ben altro sentimento) e grazie a quelli ho avuto modo di conoscerlo, quando veniva a trovare la nonna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur trovandolo simpatico, non c’era nulla che ci accomunasse; quindi, tutto aveva inizio e fine nei brevi incontri, durante le visite; alla morte di mamma non l’ho avvisato per sua espressa volontà di non far trapelare la notizia a nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unico ricordo vivido che lo tiene ben presente nella mia memoria risale alle nozze di mio fratello, 30 anni fa; partecipava a quel lieto evento una mia cara amica, collega dei tempi livignaschi, che aveva scelto, per l’occasione un completo (abito, scarpe ed accessori) di un verde brillante decisamente impegnativo (ma aveva il fisico per indossarlo con classe) ed appariscente, insomma lo stile a me più confacente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu quella una delle rarissime occasioni (dovrebbero essere tre in tutto) in cui mi lanciai in una danza “frenata” (sfrenata come si suol dire non sarebbe proprio il caso); lo zio Franco rimase molto colpito dalla ragazza, dalla sua mise e dalla confidenza che aveva col sottoscritto, tanto che chiese se fosse la mia fidanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta fu negativa, sebbene ella sia stata l’unica proposta di matrimonio che ho mai avanzato in vita mia, offerta, com’è assai evidente rifiutata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, mi ricordo con estrema vividezza quella domanda che, prima di ricevere risposta negativa, sembrava contenesse già un esito del quale lo zio pareva compiaciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu forse il momento di maggior contatto, di intimità – durato non più di 45 secondi direi – il resto è stato una cordialità tra parenti non ostili ma quasi indifferenti, ma giustifico il mio povero zio, che si trovava ad avere a che fare con un nipote spocchioso, un abatino saccente davvero poco gustoso come si dice in quel di Parma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho un debito di gratitudine verso di lui, per come ha trattato mamma, in occasione della morte della nonna, si è comportato realmente come un fratello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bene, così si è conclusa questa storia fatta di scontri, liti, maltrattamenti; questa famiglia scompare e degli eredi, pur rimanendone un certo numero, ne frequento una sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di tanti cugini, con una ho famigliarità e consuetudine, con qualcuno (tre al massimo) ci rivedremo forse in occasione di un funerale, con gli altri l’estraneità regna sovrana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è venuto in mente che un tempo, prima dell’avvio di un certo lavoro di correzione del pensiero, odiando mio padre, visto come la sentina di ogni male, avevo meditato più volte di cambiare il cognome ed assumere quello materno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, vivo un diverso rapporto col babbo ma non cambierei più il cognome perché anche la famiglia di mia madre non è stata una cornucopia di buone occasioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confido che anche lo zio Franco abbia già iniziato quel lavoro di giudizio che i cristiani individuano nel purgatorio: buon lavoro caro zio Franco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 21 agosto 2026, memoria di san Pio X, Romano Pontefice</p>












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