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		<title>Galleria comunale di arte moderna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 18:05:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roma custodisce tali e tanti tesori che non si finisce di scoprire i luoghi degni di una visita; uno di questi, che sinceramente proprio non pensavo esistesse, è invece la Galleria Comunale di Arte Moderna. Occupa i locali di un monastero carmelitano femminile del XVI secolo, in via Crispi di fianco alla chiesa di San [&#8230;]</p>
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<p>Roma custodisce tali e tanti tesori che non si finisce di scoprire i luoghi degni di una visita; uno di questi, che sinceramente proprio non pensavo esistesse, è invece la <span style="color: #800080;"><strong>Galleria Comunale di Arte Moderna</strong></span>.</p>
<p>Occupa i locali di un <strong>monastero carmelitano femminile</strong> del XVI secolo, in via Crispi di fianco alla <span style="color: #003300;"><strong>chiesa di San Giuseppe a Capo le Case</strong></span>; ci sono arrivato quasi alla chiusura ma col tempo sufficiente per visitare la Galleria: dall&#8217;esterno sembrava un luogo trascurato e dimenticato da Dio e dagli uomini, all&#8217;interno, invece, la cassiera mi ha spiegato che in quel momento erano al completo e che avrei dovuto attendere l&#8217;ultimo turno utile da lì a 15 minuti.</p>
<p>Ho accettato tra il perplesso e l&#8217;incuriosito, approfittando dell&#8217;attesa per visitare l&#8217;attigua chiesa che era, un tempo, al servizio del monastero; visita deludente, chiesa non particolarmente gradevole mi perdonerà il Padrone di casa.</p>
<p>Tornato alla Galleria, in compagnia con altri visitatori, sono stato finalmente ammesso alla visita.</p>
<p>Non è un ambiente enorme, ma ci sono diverse opere decisamente gradevoli; innanzitutto le sculture.</p>
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<p><strong>Il seminatore</strong>di <span style="color: #3366ff;"><strong>Ercole Drei</strong></span>, ad esempio, è una bella opera che rappresenta per l&#8217;appunto un contadino intento a seminare che mi ricorda opere d&#8217;arte di ispirazione &#8220;comunista&#8221; o nazista: il contadino, alto e nerboruto sembra dominare l&#8217;ambiente che lo circonda con grande fierezza, molto diverso dai contadini rappresentati ad esempio da Van Gogh, persone di solito sottomesse ed esteticamente &#8220;abbruttite&#8221; dal lavoro.</p>
<p>Gli Amanti di <strong>Giovanni Prini</strong> è un&#8217;altra opera decisamente piacevole: rappresenta un tema molto di moda a inizio del secolo scorso, l&#8217;abbraccio tra due amanti, connotata da un&#8217;accentuata verticalità, che ricorda Klimt.</p>
<p>Dello stesso autore, <strong>Le gemelle Azzariti</strong>, bella rappresentazione delle gemelle figlie di un generale.</p>
<p>C&#8217;è poi un bellissimo Cavallo, in marmo rosso, di cui ignoro l&#8217;autore, ed altre sculture tutte degne di nota, tra le quali c&#8217;è da segnalare <strong><span style="color: #3366ff;">Cleopatra</span> di Girolamo Masini</strong>, un&#8217;opera molto &#8220;tipica&#8221; dell&#8217;epoca di fine ottocento, primi del Novecento.</p>
<p>La Cleopatra di Masini è una procace giovane donna, che mostra generosamente il petto scoperto, tipico esempio di &#8220;femme fatale&#8221;: bella e seducente ma &#8230; il destino di chi si lega a cotanto esempio di seduttrice è la morte che, in questo caso, sta per colpire proprio la sventurata regina d&#8217;Egitto; a fianco della regina, infatti, un paniere di frutta custodiva la serpe che l&#8217;artista riprende mentre sta salendo per compiere il fatale destino di Cleopatra.</p>
<p><strong>Bellezza, seduzione, passione e rovina</strong> erano i temi che tormentavano gli artisti e la società borghese sul limitare della catastrofe della Grande Guerra.</p>
<p>Imperdibile la <strong>&#8220;Maschera del dolore&#8221; di <span style="color: #800080;">Adolfo Wildt</span></strong>, autoritratto di un artista a mio giudizio di prima grandezza.</p>
<p><strong>Afrodite</strong> e <strong>Riposo</strong> di <span style="color: #3366ff;"><strong>Attilio Torresini</strong></span> sono altre due sculture, ma ne trascuro ingiustamente, tante altre, che si offrono al visitatore.</p>
<p>Passiamo a qualche tela: una per iniziare, il &#8220;<strong>Comizio</strong>&#8221; di <span style="color: #0000ff;"><strong>Giulio Turcato</strong></span>, opera esposta nel 1948 a Bologna, alla “Prima mostra nazionale d’arte contemporanea” aspramente criticata da <strong>Palmiro Togliatti</strong>.</p>
<p>L&#8217;opera è decisamente interessante per via dell&#8217;astrazione: non ci sono persone ritratte, sostituite da stilizzati <strong>triangoli rossi</strong>, bandiere al vento: ottima rappresentazione di quel che diviene&nbsp; la massa.</p>
<p>Ma ecco una &#8220;<strong>Donna alla toeletta</strong>&#8221; di <span style="color: #0000ff;"><strong>Antonio Donghi</strong></span>, una bella rappresentazione di signora fortunatamente e piacevolmente non anoressica, borghese e serena; un&#8217;altra donna, decisamente meno vestita, è quella rappresentata da <strong><span style="color: #0000ff;">Felice Casorati</span></strong>, il titolo è <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Susanna&#8221;</strong></span> che ovviamente non può non richiamare alla famosissima eroina biblica, vittima della concupiscenza dei vecchioni.</p>
<p>Nel caso di Casorati, la donna, nuda, è seduta su una sedia, all&#8217;interno di una stanza il cui pavimento è parzialmente coperto da alcuni giornali (spicca il rosa de &#8220;La gazzetta dello sport&#8221;); alle sue spalle, leggermente discosto, un uomo, a cavalcioni di una sedia, sembra guardarla con lubrico desiderio.</p>
<p>Altra donna, che ammicca con sguardo seducente allo spettatore, è la protagonista de <strong>&#8220;Il dubbio&#8221;</strong> di <span style="color: #ff9900;"><strong>Giacomo Balla</strong></span>, ma non è l&#8217;unica: &#8220;<strong>Violette</strong>&#8220;, di <span style="color: #008080;"><strong>Lionne</strong></span> (Enrico Della Leonessa), è ancora una volta una donna molto seducente, riccamente abbigliata, ritratta secondo la tecnica del <strong>divisionismo</strong> (il francese pointillisme).</p>
<p>Tutte opere davvero meritevoli di una visita, ma la mia prediletta è <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Il cardinal decano&#8221;</strong></span> di <strong>Scipione</strong> (al secolo <strong>Gino Bonichi</strong>, prematuramente scomparso a 29 anni).</p>
<p>Il ritratto del <strong>cardinale Vincenzo Vannutelli</strong>, decano appunto del sacro collegio (carica in cui subentrò dopo la morte del fratello a sua volta cardinale), sullo sfondo di San Pietro e dei simboli della chiesa cattolica, il tutto colto con tonalità da espressionista, in una cupa luce rossastra quasi a preconizzare un cupo futuro per la cristianità.</p>
<p>Un&#8217;altra opera che mi ha conquistato è &#8220;<strong>Campeggio di Balilla</strong>&#8221; di <span style="color: #00ffff;"><strong>Pippo Rizzo</strong><span style="color: #000000;">, per via dei colori e dei piani che creano dei contrasti luminosi che appagano il mio senso estetico, così come il delizioso <strong>&#8220;L&#8217;angelo dei crisantemi&#8221;</strong>, di <span style="color: #008000;"><strong>Giuseppe Carosi</strong><span style="color: #000000;">, in stile art noveau</span></span>.</span></span></p>
<p>Era in corso, per concludere, una mostra dedicata a <strong>Obei</strong> ovvero <span style="color: #666699;"><strong>Shepard Fairey</strong></span>.</p>
<p>Una trentina di opere accostate a quelle delle collezioni del museo; alcune di queste produzioni mi sono effettivamente piaciute, per certi aspetti ci ho trovato un pensiero simile a quello di <strong>Banksy</strong>, tuttavia non ne ero totalmente convinto.</p>
<p>Leggendo in giro ho scoperto che questo artista ha miscelato in versione <strong>Street Art</strong> la <strong>pop art americana e il costruttivismo sovietico</strong> e si è appropriato dei temi della protesta per trasformarli in produzione commerciale, svuotandone così il contenuto rivoluzionario.</p>
<p>La protesta diventa un discorso commerciale, incapace di incidere sulla realtà del capitalismo; in questo mi ricorda molto l’opera di Banks si che ritrae varia umanità in coda per acquistare i gadget dell’ultimo evento protestatario: <strong>Kronos divora i propri figli</strong>, tanto meglio se ribelli, ed il capitalismo ne è l&#8217;epigono.</p>
<p>Mi è piaciuta molto l’immagine del poliziotto in tenuta antisommossa con lo sfollagente che termina con un fiore.</p>
<p>Le altre immagini mi suggeriscono l&#8217;idea di sommossa in salsa obamiana, il perturbante di cui parlavo in riferimento a Banksy se c&#8217;è è presente solo in alcune opere.</p>
<p>Roma, 15 ottobre 2020 memoria di Santa Teresa d&#8217;Avila Vergine e Dottore della Chiesa</p>
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