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	<title>imperatore Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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	<title>imperatore Archivi - Cogito ergo adsum</title>
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		<title>San Sebastiano 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 19:45:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come tutti sapete, sono un tradizionalista; la tradizione cui mi attengo è la non partecipazione ad eventi pubblici quali la festa di san Sebastiano che, comunque, festeggio privatamente. Ho una schiera di santi che ho eletto a particolari protettori, tra questi il nostro San Sebastiano che trovo particolarmente simpatico e col quale ho un debito [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Come tutti sapete, sono un tradizionalista; la tradizione cui mi attengo è la non partecipazione ad eventi pubblici quali la <strong>festa di san Sebastiano</strong> che, comunque, festeggio privatamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho una schiera di santi che ho eletto a particolari protettori, tra questi il nostro San Sebastiano che trovo particolarmente simpatico e col quale ho un debito di riconoscenza per i motivi che vi spiegherò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto simpatico perché è un santo decisamente di carattere, <strong>un soldato</strong> che ha fatto carriera ed è diventato responsabile di uno dei manipoli più prestigiosi della guardia imperiale, <strong>i pretoriani</strong>, quindi uno che guardava al sodo ma con lealtà e spirito di servizio (insomma la lingua la utilizzava per esortare al bene e non per leccare tortuosi pertugi ove, proverbialmente, non batte mai il sole).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un uomo con cui si poteva lavorare senza timore di ricevere colpi bassi e convinto delle proprie idee, tanto da tornare dall&#8217;imperatore, <strong>Diocleziano</strong> per capirci, nonostante tutti i consigli contrari, per rimproverarlo delle persecuzioni contro i cristiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho un debito perché è stato, nei secoli, fonte di ispirazione per gli artisti, il che compiace la mia passione per l&#8217;arte: senza le innumerevoli opere a lui dedicate il mondo sarebbe meno bello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come santo protettore della Polizia Locale, invece, mi sento di doverlo &#8220;cazziare&#8221; (uso un linguaggio da caserma ma, essendo lui un militare, credo lo comprenda bene); quest&#8217;anno ricorrerà, a maggio, il 3 maggio esattamente, il <strong>65mo anniversario</strong> dell&#8217;emanazione della <strong>Lettera Apostolica</strong> del <strong>Venerabile Pontefice Pio XII</strong> &#8220;<strong>Praeclaros inter Christi</strong>&#8221; che ci ha affidato a lui come <strong>santo patrono</strong>; ebbene in questi decenni, forse a causa anche nostra, della poca fede che ce lo ha fatto disturbare troppo poco e sommessamente, non è ancora accaduto quel miracolo che da tempo  aspettiamo, la mitica araba fenice della riforma della nostra legge quadro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, leggendo la lettera che il presidente dell&#8217;ANCI ha inviato ai suoi colleghi sindaci per gli auguri alla Polizia Locale, mi è venuto da pensare che pure tu, diletto San Sebastiano, avessi partecipato allo sciopero dell&#8217;altro giorno (è abbastanza evidente che saresti stato iscritto al mio sindacato), proprio nel momento in cui l&#8217;ANCI partoriva l&#8217;obbrobrio (ma ho visto che è datata 13 gennaio, peraltro memoria di Sant&#8217;Ilario patrono di Parma, che sia un segno del cielo?). Dovevi comunque essere distratto, non doveva scapparti una lettera del genere, sarebbe bastato che so, un calo di corrente, un chip del computer saltato, mica qualcosa di grave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passano gli anni ma gli stessi nostri datori di lavoro, i sindaci, continuano a far gara per essere i primi a non avere un&#8217;idea di quel che facciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vabbè, mi sono detto, San Sebastiano si sarà distratto un attimo ma ecco che succede un fatto assai &#8220;sgradevole&#8221; in quel di Milano: un collega, di anni 61 (perché non è un lavoro usurante il nostro) esplode due colpi di pistola, uno in aria ed uno durante una colluttazione con alcuni giovani, fortunatamente senza conseguenze fisiche per nessuno, ed allora grazie San Sebastiano, grazie davvero ma &#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un piccolo ma di mezzo che mi fa pensare che stavolta ti sei dato da fare ma a scartamento ridotto: compare un post su facebook, del Presidente Commissione Sicurezza e Coesione Sociale nonché Responsabile Diritti PD Milano Metropolitana, Michele Albiani, non un consigliere qualsiasi ma uno che tutela i diritti e si occupa di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo insigne politico, che ha come programma rendere &#8220;Milano la città dove chiunque possa essere diventare ciò che desidera davvero&#8221;, si lascia partire un post  in cui desidera il licenziamento in tronco dell&#8217;agente che &#8220;spara un colpo in aria per dei ragazzi che gli tolgono il cappellino e lo &#8220;bullizzano&#8221;&#8221; (&#8220;con seguente colluttazione in cui parte un colpo che, miracolosamente, non ha colpito nessuno&#8221;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il post poi sparisce (grazie San Sebastiano, hai recuperato in corner) ma mi intristisce e molto che un alto profilo politico di una città come Milano, che si batte per i diritti e l&#8217;inclusione (sebbene creda alle favole cioè pensi che il DDL Zan sia stato affossato dalla destra), presumo con una conoscenza sommaria dei fatti (tanto che lo stesso sindaco Sala si è mantenuto sul cauto andante), si lanci a richiedere un provvedimento così drastico e sommario, senza nemmeno l&#8217;apertura di un provvedimento disciplinare, senza dar modo all&#8217;operatore coinvolto di difendersi, di spiegare le proprie ragioni (e non sto dicendo che abbia agito bene o male, non ne ho idea e mi astengo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno i poliziotti coinvolti nel caso Aldrovandi sono stati licenziati (loro hanno San Michele Arcangelo che, in effetti, è un asso di briscola); Albiani, come si dice a Parma: <strong>tolasudolsa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco caro il mio e nostro santo patrono, per questo 2022 mi aspetto che tu riesca a superare gli ostacoli della burocrazia viminalesca e politichesca in generale e metta un po&#8217; di sale in zucca a chi quella legge deve riformare; personalmente confido anche che mi sostieni nella ricerca di un&#8217;occupazione alternativa (senza divisa) ed infine che continui a proteggere e tutelare tutti quei colleghi che ogni giorno, con impegno e serietà svolgono questo delicato lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">San Sebastiano, <strong>defensor ecclesiae</strong>, prega per noi, per i nostri cari, per gli amici, i conoscenti, i benefattori, prega anche per chi ci vuol male, per chi alimenta odio e disprezzo, per i leoni da tastiera e per chi delinque perché ogni essere umano che si smarrisce è una sconfitta per l&#8217;umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parma, 20 gennaio 2022, festa di san Sebastiano martire</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /></p>
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		<title>Gioco della sedia, la boxe e la fiera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[anniversari e ricorrenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quest&#8217;anno la fiera di Sorbolo è andata; molto meglio di quanto osassi sperare anche se il mio lavoro è stato ben altro rispetto&#160;a quello che normalmente uno si aspetterebbe dal ruolo che ricopro. Tutto è filato liscio e questo è l&#8217;importante. Splendidi i colleghi che hanno collaborato a vario titolo e superate le varie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per quest&#8217;anno la fiera di Sorbolo è andata; molto meglio di quanto osassi sperare anche se il mio lavoro è stato ben altro rispetto&nbsp;a quello che normalmente uno si aspetterebbe dal ruolo che ricopro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è filato liscio e questo è l&#8217;importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Splendidi i colleghi che hanno collaborato a vario titolo e superate le varie difficoltà, tra le quali due incidenti stradali praticamente sotto il naso (uno dei due).</p>
<p style="text-align: justify;">Due eventi mi hanno colpito particolarmente, la lotta tra i sindaci per l&#8217;ultima sedia e la sessione (si dice così?) di boxe.</p>
<p style="text-align: justify;">Parto dall&#8217;ultimo, il pugilato: mi è capitato di assistere, in tv, ad incontri di pugilato, non frequentemente perché non li trovo così interessanti, tuttavia vi ho assistito &#8220;protetto&#8221; dallo schermo e dalla distanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal vivo mi è parsa tutt&#8217;altra cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima ho presidiato lo spogliatoio dove mi veniva in mente, con una certa insistenza, la parola&nbsp;<a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/guerra-gioventu-e-bellezza.html" target="_blank" rel="noopener">Männerbund</a>, che ho iniziato a conoscere grazie ai libri di George L. Mosse; non credo che la boxe sia assimilabile ad un&nbsp;Männerbund ma questo mi suggeriva l&#8217;associazione di idee. Erano previste anche le donne pugile (pugilesse credo vorrebbe il politically correct o pugilatrici?) che, fortunatamente, mi sono state risparmiate: la mia mente di retrogrado maschio latino si rifiuta all&#8217;idea che le donne si diano a tale brutalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma vengo agli incontri: ne ho visto alcuni spezzoni, per la curiosità di vedere dal vivo; l&#8217;impressione è stata spaventevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rumore dei colpi, i visi sanguinanti e poi tumefatti, la durezza degli scontri mi hanno lasciato un senso di profonda tristezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Già mi è abbastanza inconcepibile di poter colpire uno, anche se in preda all&#8217;ira (peraltro mi vanto di non averlo mai fatto in vita mia e anche quando ho dovuto, per lavoro, agire coattivamente, ho sempre avuto attenzione scrupolosa nel limitare al massimo la costrizione), ma l&#8217;idea di poter fare a botte con qualcuno per sport mi sembra un&#8217;idea del tutto insensata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non saprei motivare l&#8217;associazione ma mentre scrivo mi torna l&#8217;idea che mi ha accompagnato nella visita di <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/cracovia-auschwitz-primo-giorno.html" target="_blank" rel="noopener">Auschwitz</a> &nbsp;e <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/sachsenhausen-e-altro.html" target="_blank" rel="noopener">Sachsenhausen</a>, l&#8217;odio spersonalizzato, sublimato, anzi distillato.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport sarà anche educativo (sebbene gli innumerevoli scandali ci dovrebbero avere insegnato che nulla è immune dal peccato originale) ma secondo i criteri di un&#8217;educazione guerresca: è una guerra trasformata in politicamente corretto ante litteram; un tempo i gladiatori versavano il sangue degli avversari, oggi (ma non da oggi) resta l&#8217;idea di un avversario da battere, da sconfiggere, anche se con mezzi meno cruenti e con sistemi teoricamente più leali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sembra casuale che i regimi totalitari novecenteschi abbiano tanto enfatizzato il ruolo dello sport (né la chiesa cattolica ha avuto la testa di sottrarsi alla &#8220;banale&#8221; formazione sportiva dei suoi ragazzi, dal dopoguerra in avanti).</p>
<p style="text-align: justify;">Resta che il pugilato, in particolare, non fa per me.</p>
<p style="text-align: justify;">Seconda scena: il gioco delle sedie, un gioco che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sedie_musicali" target="_blank" rel="noopener">wikipedia</a>, definisce un classico gioco da bambini ma che trovo particolarmente in sintonia, in questo caso, con lo spettacolo che l&#8217;ha preceduto.</p>
<p style="text-align: justify;">In modo scherzoso&nbsp;i sindaci coinvolti hanno praticato l&#8217;arte della boxe con altri mezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una suggestione mi si presentava, anche in forma visiva: un quadro nel complesso di <a href="http://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/charlottenburg-e-non-solo.html" target="_blank" rel="noopener">Charlottenburg</a>, a Berlino, recentemente visitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Protagonista della tela è, da me non amato, Napoleone, vestito da imperatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ritratto trasuda &#8220;potere&#8221; da tutti i pori, anzi da ogni pennellata: Napoleone ammanta, coi panni dello sfarzo, ma anche del decoro, la sovranità che gli appartiene e&nbsp;che esercita in quanto imperatore dei francesi; tutto, ogni dettaglio, trasmette l&#8217;idea dello sfarzo, della ricchezza e della dignità che caratterizza i sovrani.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi immaginavo Napoleone intento al gioco della sedia; nemmeno la regina Elisabetta, che di potere ne ha assai meno di quanto ne avesse il detestato Napo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco delle sedie mi sembra, in realtà, non un gioco per bambini, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di soffiare ad altri il posto mi sembra molto più dell&#8217;adulto che del bambino che non ha nessun bisogno di lasciare gli altri senza posto, anzi apprezza che i posti vengano occupati: vince chi resta seduto da solo, avendo eliminato gli altri, secondo un principio di sottrazione che oserei definire sadico e avaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo evidente il parallelo con l&#8217;idea di scarsità e di torta da dividere, tutti pensieri guerreschi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Parma, 9 ottobre 2015</p>
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		<title>Memorie di Adriano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 17:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[commenti libri e letture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal mio letto di dolore, con la gola in fiamme, ho terminato la lettura di un &#8220;classico&#8221; che stazionava da tempo nella mia biblioteca: &#8220;Memorie di Adriano&#8221;  di Marguerite Yourcenar. Volume che mi attraeva e respingeva, senza sapere il perchè, così come, anni fa, mi dispiaceva l&#8217;idea di visitare la Spagna e fu soltanto grazie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal mio letto di dolore, con la gola in fiamme, ho terminato la lettura di un &#8220;classico&#8221; che stazionava da tempo nella mia biblioteca: &#8220;Memorie di Adriano&#8221;  di Marguerite Yourcenar.</p>
<p style="text-align: justify;">Volume che mi attraeva e respingeva, senza sapere il perchè, così come, anni fa, mi dispiaceva l&#8217;idea di visitare la Spagna e fu soltanto grazie alle insistenze del buon Agostino che ruppi gli indugi ed andai a Barcellona e fu amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è decisamente da leggere, scritto davvero con maestria. Non posso negare che mi è piaciuto anche se non con quell&#8217;adesione entusiasta che ha accompagnato la lettura di altre opere.</p>
<p style="text-align: justify;">Adriano statista ha colpito la mia attenzione, pensando alle faide intestine di questi giorni tra Enrico Letta (troppo prudentemente democristiano) e Berluschino Renzi (roboante rodomonte, tutto immagine e decisionismo): un gigante rispetto a dei &#8230; microbi? (la mia simpatia, tutto sommato, va a Enrico).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Dato che l&#8217;odio, la malafede, il delirio hanno effetti durevoli non vedevo perché non ne avrebbero avuti anche la franchezza, la giustizia, la benevolenza</em>&#8220;, mi piace questa frase, ad esempio, perchè è aperta alla possibilità che l&#8217;altro, chiunque altro, possa essere interessato ad instaurare rapporti regolamentati da norme diverse da quelle solite del furto, della violenza e del sorpuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia l&#8217;imperatore ha bisogno di riferimenti ideali, il mondo greco, la filosofia greca, cioè, alla fine, un pensiero schiavista: “<em>Ogni Uomo, nel corso della sua breve esistenza, deve scegliere eternamente tra la speranza insonne e la saggia rinuncia a ogni speranza, tra i piaceri dell’anarchia e quelli dell’ordine, tra il Titano e l’Olimpico. Scegliere tra essi, o riuscire a comporre, tra essi, l’armonia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Titano ed Olimpico sono l&#8217;ordine del mondo, al quale lo stesso imperatore è sottomesso: in questo senso anche la franchezza e la benevolenza di prima risultano svilite o meglio trovano giustificazione nella condivisione di un destino di sottomissione.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo alcuni eventi hanno permesso che il ruolo dell&#8217;imperatore fosse migliore rispetto a quello dello schiavo, ma tutti sono legati ad una pseudo alternativa che mi ricorda quella dell&#8217;asino di Buridano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene operi, con intelligenza per la pace, rimane all&#8217;interno di un&#8217;idea del potere classica: &#8220;<em>Aveva ragione Cesare a preferire d’essere il primo in un villaggio che il secondo a Roma. Non per ambizione o vanagloria, ma perché chi occupa un ruolo secondario non ha altra scelta se non tra i pericoli dell’obbedienza, quelli della rivolta e quelli, ancor più gravi, del compromesso&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le memorie sono pervase da un senso della fine molto malinconico, affascinante sicuramente, molto affine a certo mio modo di pensare ma che riconosco come pensiero da correggere perchè mortifero.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine la storia d&#8217;amore con Antinoo: ne parlai già tempo fa, in occasione della visita a Tivoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora valorizzavo la figura del giovinetto, convinto che fosse uno capace di stare a tavola con l&#8217;imperatore, cioè non un body builder gonfiato di steroidi ante litteram, ma un uomo con la testa, capace di intrattenere colloqui interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane che avendo cura di sè faceva venir voglia all&#8217;imperatore di intrattenersi con lui, nelle più disparate occupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa l&#8217;idea che mi ero fatto, suffragata dalle statue che ho potuto vedere, simulacri di un giovane bellissimo e ben curato; dal libro, ne ho avuto un&#8217;impressione differente: mi pare che emerga prepotente l&#8217;innamoramento e la fissazione, sebbene raccontati in termini sempre molto delicati.</p>
<p style="text-align: justify;">Antinoo morendo ferma la clessidra al momento dell&#8217;apice della perfezione: giovane e bellissimo si sacrifica per prolungare la vita di Adriano e insieme sottraendosi all&#8217;invecchiamento, al logoramento del rapporto, alla possibilità di essere sostituito da un altro: la caduta dalla perfezione comporterebbe la morte del rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipando del medesimo ordine di pensiero di Adriano, Antinoo non può ignorare questo rischio direi inevitabile e preferisce giocare d&#8217;anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Personaggi con luci ed ombre, com&#8217;è normale che sia, anche se vi è troppa indulgenza sul senso di morte, di fine, di decadenza: &#8220;&#8230;<em>mi strinse il cuore la malinconia d&#8217;un istante: pensai che le parole adempimento, perfezione, contengono in sé la parola fine: forse, non avevo fatto che offrire una nuova preda al Tempo divoratore</em>&#8220;.</p>
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		<title>gaffe storico televisive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 19:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Assisto stasera ad una seconda, in pochi giorni, gaffe storica: un giornalista di canale 5 definisce &#8211; più volte &#8211; Cesare imperatore: è risaputo che Cesare non fu imperatore, errore di non poco conto visto che è risaputo che Cesare venne assassinato proprio perchè si temevano le sue ambizioni &#8220;regali&#8221;. Il clamoroso errore fa il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Assisto stasera ad una seconda, in pochi giorni, gaffe storica: un giornalista di canale 5 definisce &#8211; più volte &#8211; Cesare imperatore: è risaputo che Cesare non fu imperatore, errore di non poco conto visto che è risaputo che Cesare venne assassinato proprio perchè si temevano le sue ambizioni &#8220;regali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il clamoroso errore fa il paio &#8211; par condicio televisiva &#8211; con quella di raiuno dell&#8217;altro giorno, col giornalista che confonde il Concilio Ecumenico Vaticano I col Concilio di Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">Due errori da far inorridire qualunque insegnante di storia.</p>
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		<title>Amo Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 18:33:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è piaciuto di Roma: cappuccino e buona brioche a 1,80 €; non mi è piaciuto: una bottiglia da 1,5 l., a Termini, a 2,40 €, un autentico furto con destrezza. Non mi sono piaciuti i tantissimi venditori abusivi di cianfrusaglie; mi piacciono molto i giovani turisti che rallegrano (almeno di giorno) piazze e viali. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi è piaciuto di Roma: cappuccino e buona brioche a 1,80 €; non mi è piaciuto: una bottiglia da 1,5 l., a Termini, a 2,40 €, un autentico furto con destrezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sono piaciuti i tantissimi venditori abusivi di cianfrusaglie; mi piacciono molto i giovani turisti che rallegrano (almeno di giorno) piazze e viali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.panciutello.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Musei-Capitolini_2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1672" title="dito di Costantino" src="http://www.panciutello.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Musei-Capitolini_2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Musei-Capitolini_2-200x300.jpg 200w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Musei-Capitolini_2-685x1024.jpg 685w, https://www.cogitoergoadsum.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Musei-Capitolini_2.jpg 1296w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Non può essere tutto positivo in una metropoli, tuttavia si respira un&#8217;aria nel contempo di borgata ed universale che mi commuove.</p>
<p>Amo Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">La vedo maltrattata, dalla politica, anche se oggi è banale dirlo, eppure in grado di risorgere dai suoi abissi: ne ha viste di tutti i colori questa città unica al mondo ed è per questo che mi auguro che torni ad occupare il ruolo che merita: dovrebbe essere sede di ogni organismo internazionale che conta, perchè anche l&#8217;idea stessa di rappresentanza qui assume un sapore diverso.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_53956"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/jkWlq9TmwA0?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno di nuovo di un imperatore, cristiano, che riporti al centro la città eterna, d&#8217;altronde disuniti e litigiosi come siamo in Europa, ci stiamo condannando a diventare provincia di un impero gestito da altri.</p>
<p style="text-align: center;"><div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_22781"  width="560" height="420"  data-origwidth="560" data-origheight="420" src="https://www.youtube.com/embed/H353cSirV5w?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=light&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente non riuscirei a viverci, dopo un po&#8217; la confusione ed il disordine avrebbero la meglio epperò trovo la sua grandezza uno stimolo incessante, di cui sono grato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio, è un atto d&#8217;amore: amo Roma quasi a prescindere.</p>
<p>[nggallery id=101]</p>
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		<title>Il mio pensiero politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 20:19:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio con Gabriele raramente è infruttifero; stimolato dalle mie considerazioni sul libro di Banti,  Sublime madre nostra, che ho letto grazie ai suoi suggerimenti, mi ha anche illuminato su alcune questioni storico politiche. Notava, in primo luogo, che fare politica in Italia oggi è un giocare al massacro perché non c’è stato politico di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il viaggio con Gabriele raramente è infruttifero; stimolato dalle mie considerazioni sul libro di Banti,  <em>Sublime madre nostra</em>, che ho letto grazie ai suoi suggerimenti, mi ha anche illuminato su alcune questioni storico politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Notava, in primo luogo, che fare politica in Italia oggi è un giocare al massacro perché non c’è stato politico di rilievo, nei 150 anni, che abbia governato il sedicente belpaese senza esserne uscito massacrato o con esiti di governo perlomeno discutibili; unica eccezione è stata De Gasperi; gli altri sono finiti tutti male: chi in esilio, chi coinvolto in scandali giudiziari o finanziari o in imprese fallimentari, chi, comunque, aprendo la strada ad esiti autoritari come il fascismo, e chi da fascista è finito a testa in giù; la politica italiana sarebbe una sorta di Crono che divora i propri figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Costante della politica, insomma, sarebbe proprio distruggere chiunque abbia governato: abbattere il potente di turno quasi fosse il male assoluto da debellare con ogni mezzo; le esperienze di altri paesi mostrano come i politici abbiano avuto percorsi ascendenti e discendenti, scontri magari duri, ma senza damnatio memoriae: Roosvelt, Kennedy o Reagan, la Thatcher, Churchill, Napoleone III, De Gaulle, Mitterand, Adenauer, Brandt, Kohl,  fanno parte della storia dei rispettivi paesi con le critiche che è giusto che ricevano ma senza quell’odio implacabile che sembra perseguitare gli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo il discorso è scivolato sull’esistenza della nazione che, secondo Banti in realtà non è esistita se non come creazione artificiale e nata, di fatto, solo dopo la Costituzione del 1947.</p>
<p style="text-align: justify;">Finita la resistenza, la costituzione, nonostante tutti i compromessi che l’hanno caratterizzata nella sua nascita, ha rappresentato il tratto di unione di realtà tra loro diverse, provenienti da storie diversissime e mai assimilatesi; resta, comunque, da pagare lo scotto di un’unione creata artificialmente da un gruppo di intellettuali che ha avuto la fortuna di avere successo, quasi casualmente, sospinta da una temperie culturale di cui non è stata certo protagonista, in un periodo storico ben determinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stato italiano nasce come forma di colonialismo del Piemonte nei confronti del resto di un paese molto differenziato e non semplicemente assimilabile alle leggi ed al sistema politico ed economico vigente in una specifica area del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Banti la nazione nasce a seguito della resistenza come lotta di liberazione dal fascismo e successivamente come necessità assoluta per tutti di essere antifascisti; da qui nascerà la Costituzione, legge fondamentale dello stato in cui la nazione si realizza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dibattito aperto con Galli Della Loggia che, invece, ritiene non compiuta l’unità nazionale con la resistenza, anzi, al contrario, questo momento rappresenterebbe una rottura rispetto alle idee risorgimentali unitarie: la resistenza viene ad essere, per  entrambi, uno spartiacque; per l’uno momento di inizio di una unità nazionale prima inesistente perché frutto del colonialismo (mi sa che qui ho fatto un lapsus, avrei dovuto dire espansionismo) torinese; per l’altro evento disgregatore della raggiunta unità ed inizio di una guerra civile non dichiarata e mai conclusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro dei tanti motivi che hanno favorito l’unità d’Italia è stata la lotta al pensiero cristiano, anzi al cattolicesimo, così la critica di Pio IX all’idea che possa essere lo Stato il fondamento politico della nazione &#8211; questo è stato il Sillabo &#8211; è stato contrapposto ed è risultato vincente, il pensiero di Hegel per cui è lo Stato che realizza politicamente la Nazione; dire oggi che il papa ha fatto un discorso antitotalitario credo sarebbe un gesto audace e temerario!</p>
<p style="text-align: justify;">La proposizione 39 del Sillabo, prima proposizione della sezione IV dedicata agli errori che riguardano la società civile, infatti condanna: <em>Reipublicae status, utpote omnium iurium origo et fons, iure quodam pollet nullis circumscripto limitibus</em><a href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, difesa quindi degli individui dal Moloch dello stato etico che da lì a non molto avrebbe prodotto i danni che ben conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unità d’Italia è stata davvero un “caso” favorito da un diffuso pensiero a livello europeo e fatto proprio da un gruppo di borghesi ed intellettuali che è riuscito in un compito apparentemente impossibile: Banti nota, giustamente, che il paese è stato unito, non a caso, con discorsi, in quanto miti, fondativi assolutamente, com’è normale, di massa e improntati su maschilismo, militarismo, sofferenza, sacrificio, sangue; l’idea di madre patria come donna che sacrifica quanto ha di più caro, il marito e soprattutto i figli, per la realizzazione, la gloria, la potenza della Nazione; donna, peraltro, da proteggere contro gli assalitori che ne violerebbero la castità e dunque il sangue, che rende tutti fratelli (fratelli d’Italia). Discorso ideologico, di stampo smaccatamente maschilista come nessuno oggi vuole ammettere pensando che si attribuisce solo alla Chiesa, e con ragioni, la causa del maschilismo culturale storico, su un Risorgimento mitizzato in cui convivono, in perfetta concordia, figure come Mazzini, Cavour, Garibaldi che se le son date di santa ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Risorgimento come movimento di giovani idealisti che hanno buttato il cuore oltre gli steccati degli egoismi dei piccoli stati preunitari; niente di più diverso dagli stigmi della sinistra che fino a ieri l’altro considerava questo momento storico come borghese e capitalista: la storiografia di sinistra, insomma, si trova costretta a rivedere le proprie convinzioni con una variazione di rotta di non poco conto e di cui nessuno si azzarda a chiedere lumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Stupefacente notare che, nel corso degli ultimi anni i discorsi risorgimentali  sono stati ripresi dall’attuale sinistra italiana: non poco stupore ha suscitato in me vedere che gente di sinistra, anche estrema, ha chiesto di poter portare la bandiera italiana sull’uniforme, in occasione del 150° dell’unità, così come la politica della Presidenza della Repubblica che ha rilanciato le manifestazioni pubbliche tipiche dell’ideologia di cui si parlava prima: parata militare, inno cantato senza por mente alle parole che sono continuo riferimento all’unione contro un nemico, alla disponibilità a morire (per cosa?) e alla guerra (cfr http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/inno/inno.htm)</p>
<p style="text-align: justify;">La nemesi storica colpisce duramente una sinistra che non riesce a proporre niente di nuovo e anzi recupera e valorizza discorsi di destra, perché l’altra curiosità è proprio questa, come sempre l’ottimo Banti, documenta con ampiezza: i discorsi fondativi della nazione risorgimentale sono stati fatti propri dal fascismo, pari pari e ripresi, evidentemente per carenza di elaborazioni alternative, dal pensiero sedicente laico e di sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è avverata la profezia di Del Noce che aveva previsto che il partito comunista si sarebbe ridotto ad un partito radicale dedicato a battaglie libertarie, come le coppie di fatto, l’inseminazione artificiale, le unioni gay, l’integrazione degli extracomunitari, la parità dei diritti, l’egualitarismo, il populismo …</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta la sedicente sinistra di oggi cavalca temi di destra: giustizialismo, populismo, qualunquismo; Di Pietro e Grillo sono la vera destra attuale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Un paese che non è diventato nazione se non in forza di un’astrazione si trova, nei momenti di difficoltà a fermarsi e a tornare a fasi anteriori del proprio sviluppo per trovarvi quelle certezze che la globalizzazione non è in grado di offrire. Il successo elettorale della Lega si spiega proprio con questo bisogno di rassicurazione, di certezza di rapporti; la stessa vicenda vissuta dal partito personale di Mastella: caduto ogni riferimento sociale, religioso, culturale quelle parti della penisola che vengono da una storia di industrioso lavoro come al nord o di gestione feudale come nel caso del sud, ma che, comunque erano legate da una fede e da una serie di rapporti personali consolidati, si sono trovate senza riferimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli anni 70 in poi due dimensioni collettive in Italia in misura crescente si sono scontrate: la dimensione “societaria” e la dimensione “comunitaria”, quest’ultima di più antica tradizione, la prima più legata al fenomeno di globalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Può essere utile un paragone: da un lato si ha il centro commerciale in cui tutto è a disposizione, a portata di mano ma senza alcun rapporto personale, nessuna conoscenza delle provenienze della merce, nessun servizio extra che non sia codificato e pagato, dall’altro il negozietto sotto casa in cui si trova il prodotto che si sa da dove proviene perché il commerciante va personalmente a scegliere i fornitori e magari fa pure la consegna a domicilio alla vecchietta o abita sopra il negozio e in caso di emergenze scende a darti quel che ti manca o ancora ti fa credito perché sa chi sei e se paghi domani è la stessa cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro commerciale lo si prenda come metafora della dimensione “societaria”, il negozio della dimensione “comunitaria”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso fenomeno lo si può osservare negli immigrati, leghisti honoris causa si potrebbe dire, così come gli emigranti che abbiamo avuto anche noi in precedenza (Little Italy): in un ambiente che non si conosce si cerca il simile, il già noto e si tende a far gruppo, regressione ma non solo regressione; è d’altronde risaputo che il popolo d’Israele ci ha messo 40 anni per arrivare alla terra promessa senza riuscire ad entrarci; solo la generazione successiva agli esuli avrà accesso alla terra in cui latte e miele scorreranno (ma non riusciranno a farlo scorrere, ad oggi ancora scorre il sangue).</p>
<p style="text-align: justify;">Positivo? Negativo? Difficile dirlo, l’importante è non censurarlo e non viverlo con ingenuità perché potrebbe essere estremamente pericoloso specie di fronte a nuove invasioni barbariche che non sembrano volersi integrare anche perché non abbiamo certo il fascino della cultura romana da offrire; al contrario proprio il ”decadentismo” che ci connota, coi valori radicali che tanto sbandieriamo, è oggetto del disprezzo di chi proviene da una cultura non molto aperta alla diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione non è, dunque, mogli e buoi dei paesi tuoi, il maso chiuso, la presupposizione che chi appartiene al proprio gruppo sarà buono, come non lo è nelle idee radicali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne traggo una personalissima convinzione ovvero che fare politica oggi è inutile e faticoso, ci si espone ad un massacro pressoché inevitabile (e che in nessun paese civile accade o è accaduto), quindi che fare?</p>
<p style="text-align: justify;">L’imperatore a Vienna, un impero federale che rispetti le peculiarità dei territori, delle nazioni diverse che lo compongono, uniti da una costituzione laica, discorso impossibile se si pensa a Freud.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho illusione o pretesa di cambiare alcunché, oggi non sarebbe possibile e non mi si accusi di essere di destra: mi dedico ad altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Debbo alle mie frequentazioni milanesi l’avere letto ed apprezzato nella giusta luce il Candide di Voltaire che si conclude con acuta osservazione: “<em>Le grandezze, disse Pangloss, sono molto pericolose, secondo ciò che ne dicono tutti i filosofi; perchè finalmente Eglon, re de&#8217; Moabiti, fu assassinato da Aod; Assalonne restò appiccato per i capelli e ferito da tre lancie; il re Nadab figlio di Geroboamo, fu ucciso da Zambri; Giosia dal Jehu; Atalia da Jojada; il re Gioachimo, Jeconia, Sedecia andarono schiavi. Voi sapete come perirono Creso, Dario, Dionigi di Siracusa, Pirro, Perseo, Annibale, Giugurta, Ariovisto, Cesare, Pompeo, Nerone, Ottone, Vitellio, Domiziano, Riccardo II d Inghilterra, Odoardo II, Enrico VI, Riccardo III, Maria Stuarda, Carlo I, i tre Enrichi di Francia. l&#8217;imperatore Enrico IV? Voi sapete&#8230; &#8211; Io so ancora, disse Candido, che bisogna coltivare il nostro giardino. &#8211; Voi avete ragione, ripetè Pangloss, poichè quando l&#8217;uomo fu messo nel giardino d&#8217;Eden vi fu messo ut operaretur eum, perchè lavorasse; ciò che prova che l&#8217;uomo non è nato per il riposo. &#8211; Lavoriamo senza ragionare, disse Martino; questo, è il solo mezzo di render la vita sopportabile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutta la piccola società prese parte in quel lodabile disegno; ciascuno si mise ad esercitare i suoi talenti. La piccola terra fruttò molto. Cunegonda era invero ben deforme, ma ella divenne un&#8217;eccellente pasticciera; la vecchia ebbe cura della biancheria”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non è da fraintendere il <em>senza ragionare</em> che Voltaire intende come sinonimo di discettare dei massimi sistemi: la terra fruttò molto perché è proprio dell’uomo (s)fruttare la terra in un lavoro di partnership con altri; che sia l’imputazione premiale una nuova strada possibile?</p>
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<hr size="1" />
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<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1">[1]</a> “Lo Stato, come origine e fonte di tutti i diritti, gode di un diritto tale che non ammette confini”  <em>Il Sillabo</em>, 1864. Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862</p>
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