Il 23 ottobre 2015 è stato un giorno memorabile (a parte la disastrosa e rovinosa caduta in casa di mia zia) perché la mia amatissima zia Luciana (una seconda mamma) ed il relativo consorte (l’altrettanto amato zio Ermes, conosciuto come nonno Ermes) hanno festeggiato ben 60 anni di matrimonio (seguiti a 5 anni di fidanzamento).

Abbiamo festeggiato la domenica successiva per permettere ad amici e parenti di ritrovarsi assieme ai due ex sposi novelli.

Un pranzo delizioso ed un pomeriggio di assoluto relax in piacevole compagnia.

L’evento ha quasi del miracoloso, non tanto per l’età dei coniugi, quanto per la longevità di un rapporto che non si è mai incrinato in tanti anni di vicissitudini, lavoro, fatiche, dolori e soddisfazioni.

Sono stati per me una presenza costante per tutta l’infanzia e la pubertà, fungendo da quasi sostituti dei miei genitori; in particolare erano i deputati alle punizioni, più minacciate che reali: mia madre minacciava di dirlo “alla zia” o “allo zio”, mancando in casa la figura del padre.

In verità con mia zia ho una “confidenza” che non ho con nessun altro: lei mi confida le sue difficoltà di cui non ha il coraggio di parlare con gli altri famigliari ed io so di trovare in lei incoraggiamento e sostegno oltre che interesse a quel che faccio e dico.

Se penso ai tanti anni trascorsi assieme mi sembra impossibile che siano passati 60 di matrimonio: vivere tanti anni assieme la vedo come una fatica immane anche se, a dire il vero, così non mi è parso nel loro caso.

Sono stati una bella coppia e questo mi fa sentire sempre contento pensando che, invece, a pochi metri di distanza, cioè a casa mia la guerra intestina tra coniugi è non solo scoppiata assai precocemente ma si è protratta per un bel po’ con danni che, beh acqua e danni passati.

Spero di poter festeggiare anche i 70 anni.